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LA LEGGE D'AMRA

Cercatore , la legge di Ermete come quella di AMRA  dà obbligo morale di ritrasmettere ciò che hai compreso della via. Ogni volta che porterai un fratello o una sorella sulla via dell'iniziazione, sarai artigiano della grande opera, lavoratore del cammino delle stelle, artigiano dell'opera spirituale che giungerà alla fine del Karma collettivo quanto individuale

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  • sono figlia di ieri, sulla strada di domani,alla ricerca di me stessa, che mi renderà viva e libera, per condividere le mie conquiste di Luce, Pace, Speranza, con chi lo desidera..
  • La Masseria del Santo Graal

presentazione

                    QUESTO SITO E DEDICATO A GABRIELLE CARMI

 

“Per i tempi presenti, credo che le forze spirituali già riunite o ancora sparse devono operare per lo sboccio del pensiero fuori dai sentieri troppo stretti, preparando così un avvenire  migliore, affinché non siano perse gli alti valori che devono istradare la nostra umanità verso sfere sempre più evolute. Amico lettore, auguro che un giorno ci ritrovavamo, voi ed io, affinché sopravviva lo spirito della Masseria... –“ Il tempo fuori dal tempo - Gabrielle.

                                                                                                 

 

       IL GRAAL è PRIMA DI TUTTO UNA RICERCA INTERIORE PERSONALE


Fedele alle parole di Gabrielle Carmi: “Osare Sognare, è Osare Vivere!” La Masseria desidera riunire Cercatori Sinceri ,al di là dei dissensi politici, al di là dei dissensi religiosi, al di là dei dissensi razziali. - Cercatori che diventeranno amici, fratelli o sorelle, riuniti in una semplice associazione di persone attorno ad uno stesso scopo, senza alcuna gerarchia rumorosa…Proseguiamo il nostro cammino nella semplicità pur conservando lo spirito del Tempio.

       
                              Esiste un valore nel quale crediamo:"L'UOMO"

Vendredi 27 janvier 2012 5 27 /01 /Jan /2012 17:19

 

 

                                           graal  

 

Cercare di definire l’Amore sembra assai presuntuoso, ma tenterei solo di percorrere un sentiero che può offrire a ciascuno temi di infinite meditazioni.

 

Quest’unica parola, AMORE, cosi spesso pronunciata, quanti aspetti contiene? Non uno solo, ma almeno sei  principali nella sua forma non profana:

  • Un Amore colmo di GIOIA, gioia per l’altro e per il cosmo, esprime l’unione spirituale, la coscienza risvegliata.
  • L’Amore AMICIZIA pieno di rispetto che si esprime nella fiducia
  • L’Amore sostenuto dalla GRAZIA, dalla riconoscenza e dalla devozione per la fonte di vita, qualsiasi sia il nome datogli.
  • L’Amore COMPASSIONE, provata per l’umanità, e che si esprime con la carità e l’impegno nell’aiutare l’altro.
  • L’Amore TENEREZZA, puro dono e empatia, per esempio verso i bambini.
  • L’Amore EROS, l’apoteosi degli sensi in cui le anime si uniscono: quest’è l’Unione santificata, l’Ierogamos , unione del cielo e della terra.

Ognuno di questi aspetti è un barlume di luce.

 

Ora partiamo da una constatazione: 

      Ogni concetto principiale il cui nome è composto da lettere semplici (vocali e consonanti semplici,  che non formano dittonghi), può essere studiato simbolicamente ricollegandosi alla cabala non soltanto ebraica, ma Egiziana - dunque più antica, o anche greco-latina, nella misura in cui le lettere di quest'alfabeti (che hanno un'origine comune), hanno tutte un valore simbolico (collegato anche ad un valore numerico corrispondente), legato alla loro pronuncia, cioè alla qualità del soffio d'emissione, al Verbo creatore. Ad esempio: le consonanti B P T D, sono dure, terrestri, concrete, hanno un peso di gravità, al contrario M R L S, sono aperte, ascendenti, volatili, eteree; la loro combinazione darà alla parola formata un valore esoterico se c'è congruenza tra le lettere scelte per la formazione di questa parola ed il senso della cosa che deve designare; le lingue antiche si conformavano a questo principio, almeno nella loro prima fase.

 

Cosa ci rivela allora l’etimologia di AMOR ?

 

In sanscrito, amore si dice priyota„, che in vecchio anglosassone ha dato friodfreod„. Ma la parola amore, che viene, si dice, dal latino amor, amare (amare), non è d'origine indoeuropea, ma è ben precedente al latino.
In ebraico, il nome di Maria (Myriam) deriva direttamente dall'Egiziano MeRi (le figlie di molti faraoni si chiamavano spesso Merit-Amon, amata da Amon).


MeR= INTELLIGENZA DIVINA, AMORE

    In Egitto antico la radice MeR esprime i vari tipi d'attrazione: attrazione, affinità, desiderio, amore: tutto quel che avvicina due cose, due esseri, e le portano ad unirsi nella loro complementarità, come i due poli di un magnete.
Il segno scelto per rappresentarlo è una zappa legata da una fune, per sottolineare il carattere d'unione.
MER è anche il nome egiziano dato alla piramide, che è un puro magnete (magnetizzare), tra il cielo e la terra: in essa scende lo Spirito-Energia (da nascono i suoi poteri non soltanto leggendari, manifestati dal suo volume), che lega la terra al cielo. I Greci la nomineranno piramide, da pyra= fuoco che ne segnala più specificamente il carattere bollente„, tralasciando la sua componente di fuoco/ luce spirituale vivificante.

     A è la prima lettera di tutti gli alfabeti, in Egitto come altrove, ed il suo valore numerico è Uno, come si deve, poiché rappresenta l’Uno divino, il principio del soffio creatore. La genesi comincia quando l’Uno posto dinanzi a Sé stesso, si polarizza, producendo l’Io davanti al Sè la lettera A  sarà suo doppio: un secondo geroglifico (il disegno di una canna, pronunciato A o I) esprime quest'aspetto dell’Io individuale, opposto al A , universale.
Il A di Amore è quest'A , rappresentato dal Aquila (uccello che può guardare la luce del sole in faccia), è il A spirituale.
     
 O ha il senso d'ampiezza spaziale, d'estensione e di dilatazione. Pronunciate questa parola ed emetterete il soffio verso il lontano, notate la posizione delle labbra.

AMORE è l’Uno, l'unità originale, Inconoscibile divino, che attira a poiché è un magnete e collega, all'infinito, da tutte le direzioni dell'universo senza riserve. Dovrebbe essere la nostra bussola, per evitarci il più grande pericolo, la perdita di coscienza dell'Amore, della sua forza.

   Per di più, AOR significa Luce e M in tutti i antichi alfabeti è il geroglifico della terra/matrice /materia-----èAMOR diventa un mantra pieno di significato: è la Luce che si espande nella materia, che spiritualizza la materia,….concetto che si presta ad una lunga meditazione.
 
Dunque con alcune lettere specifiche, si enuncia il più bel dei Neter o Principio, le dimensioni dell'Amore divino nella sua estensione universale,  lontanissimo dalle restrizioni emesse dalle idee sbagliate che gli sono spesso implicitamente associate.
 
Poi
MARIA, nel suo nome porta i due A (i a): è l'unione dei due principi, individuale ed universale; è un aggettivo, più che un sostantivo: quello o quella che realizza la fusione (in Italia, in Francia, uomini  portano il nome di Maria: Gian-Maria ecc.)
È il nome perfetto nella sua espressione per nominare la Vergine cosmica, la madre del figlio di Dio nel cristianesimo.

Un'ultima osservazione interessante: MeR significando l'attrazione, dunque anche il suo opposto - quel che manca- , è anche in Egitto l'omonimo di sofferenza, dolore: non lo ritroviamo nella parola amaro, amarezza? (amaro in latino, di etimologia incerta„, precisa il dizionario); e l'amore deviato in passione non diventa distruttivo ?
 
     Più vicino a noi i antichi Greci avevano tre parole per designare l'amore: Eros, Philia ed Agapè. Eros, è il desiderio del bene sensibile, ma anche di qualsiasi altro oggetto degno d'attaccamento, la bellezza ad esempio. Philia è l'amore disinteressato che prende cura dell'uomo, dell'amico, della patria, in chi la volontà e la nobiltà di cuore hanno controllato le passioni umane. A volte la parola agape ha il senso di Eros, ma più spesso il senso di Philia. Il dizionario greco i seguenti significati alla parola agape: 1 - accogliere con amicizia, trattare amichevolmente, 2 - accontentarsi, essere soddisfatto di, 3 - Amare, . Fra le parole di stessa radice, si trovano agapètikos, tenero, affettuoso, agapèteos, che merita di essere amato/a o desiderata, agapèsis, affezione, tenerezza. 

 

Ma i primi traduttori della bibbia, dall'ebraico al greco, hanno avuto una scelta difficile da fare per tradurre le parole ebree ahabah ed hesed che designano l'amore. La parola ahabah designa tutte le forme d'amore, solamente il contesto s’incarica di precisarlo. La parola hesed è una nozione già più complessa, da cui la fedeltà e l'attaccamento costituiscono gli elementi fondamentali. È ciò che si aspetta da qualsiasi membro di una Comunità riguardo ad un altro. Perché la  parola Eros aveva una connotazione carnale e perché Philia era un amore soltanto umano, i traduttori hanno scelto la parola agapè. Questa parola assunse una grande importanza nel Nuovo Testamento. Fu tradotta in latino con caritas, da cui viene la nostra parola carità. Nella tradizione ebrea, alla quale è stato integrata, fa riferimento a tre cose: ai banchetti sacri (le nostre agape), alle offerte rituali ed agli obblighi multipli in favore dei poveri. Quando i primi cristiani si raccoglievano per commemorare l'ultima cena, chiamavano questa festa agapè.

Quando tutti questi aspetti sono vissuti insieme fra due o più persone, coscienza e fiducia irradiano Luce totale, l’Amore completo, non frastagliato.

                                L’Amore è attrazione pura, un magnete

 

   Cosi  parole semplici ed antiche sono anche dei mantra usati nel canto sacro,
ed i loro suoni possono guidare la nostra intuizione verso i loro effetti, che riveleranno il loro significato preciso, come spesso i bellissimi “Ave Maria”, scritti da famosi compositori.

                    MA AVE MARIA SIGNIFICA DUNQUE AVE AMORE? ….DA MEDITARE.

 

Questa parola Amore è forse un esempio di Verbo che appartiene alla lingua sacra ed universale delle origini,  prima di Babele, la lingua degli uccelli„?.

 

 

 

Par Mstclair - Publié dans : La Via e l'Iniziazione - Communauté : Esotérisme et Spiritualité
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Lundi 16 janvier 2012 1 16 /01 /Jan /2012 16:16

CALENDRIER-MAYA.jpg

                          2012 e il calcolo del Tempo presso i Maya


2012?  Di cosa si tratta  esattamente, è una burla?


   Il calcolo dei cicli del tempo è sempre stato il grande segreto delle antiche civiltà . La gestione del calendario era affidata ai saggi: magi, scribi o sacerdoti. Quest'ultimi criptavano le informazioni ottenute nel corso di molti secoli delle osservazioni del cielo, sotto copertura di racconti mitologici. In seguito, la chiave dell'interpretazione era affidata soltanto a qualche  eletti in occasione d'iniziazione. Molte religioni sono sorte da questi racconti mal compresi ed universalmente i cleri  hanno sfruttati la credulità pubblica per mantenere il loro potere.

Per i Maya, come per i popoli dell'Oriente, lo scorrere del tempo si misurava in cicli. È ovvio che la data di partenza di un ciclo non voleva inevitabilmente dire creazione del mondo; come la data calcolata della fine del ciclo non significava fine del mondo, almeno per gli iniziati. Ma la chiave della conoscenza fu persa, o volontariamente occultata, e gli occidentali che si sono interessati alla questione hanno purtroppo sfruttato le loro scoperte con i paraocchi generati dalla loro cultura teologica,  aprendo così la porta a tutte le interpretazioni inaffidabili.
I maya contavano il passar del tempo secondo due calendari: un calendario solare di 365 giorni che da ritmo all'anno profano, il haab; ed un calendario sacro divinatorio, il tzolkin. È quest'ultimo che ci interessa poiché presenta parentele curiose con tradizioni del Medio Oriente, ed è sorto dell'osservazione degli stessi fenomeni celesti.
(Per le informazioni  che riguardano questi due calendari, vedere la pagina Wikipedia)

Dal 13 agosto-3114 al 21 dicembre 2012
Il calendario rituale maya in auge al giorno d'oggi ha cominciato la sua carriera il 13 agosto 3114  prima dell'era comune, data riportata al nostro sistema di datazione. Questo grande ciclo, che deve concludersi nel dicembre 2012, comprende 1.872.000 di giorni, cioè 7200 anni di 260 giorni, che fa 5125,3661 anni solari. Il numero 13 ed i suoi multipli, 26,65,260, erano particolarmente sacri per i Maya. 1.872.000 è divisibile per 13 ed i suoi multipli, ma non con tutti…., ci sono anche curiosità digitali notevoli in relazione con i numeri primi.                  1.872.000 è così divisibile con i 24 divisori interi di 360 e con la loro somma: 1170 (13×90), numero che totalizza 10 rivoluzioni sinodiche del pianeta Mercurio.
1.872.000/13 = 144.000, ecco già di che alimentare i sogni degli amatori di simbolismo.

I cicli planetari
Nel corso di questi 1.872.000 giorni, sarà passato:
16.000 rivoluzioni sinodiche di 117 giorni del pianeta Mercurio.
2400 rivoluzioni sinodiche di 780 giorni del pianeta Marte
3200 rivoluzioni sinodiche di Venere, valutate a 585 giorni. Quest'anni di Venere contano in realtà quasi 584 giorni.
Questi tre pianeti hanno un altro ciclo secondario in comune di 14.040 giorni che corrisponde a:
120 rivoluzioni di Mercurio
24 rivoluzioni di Venere
18 rivoluzioni di Marte
Se si moltiplicano 14.040 per 7, altro numero sacro legato al tempo, troviamo 98.280 giorni, periodo corrispondendo a:
260 rivoluzioni del pianeta Saturno di 378 giorni
120 rivoluzioni di Marte di 780 giorni
E 120 congiunzioni di Giove con Marte che si producono ogni 819 giorni.

    Lo specialista Eric Thompson, per chi il calendario dei Maya è più esatto del calendario gregoriano, ha confermato questa data di 3113 prima dell'era volgare. Il calendario che precede l'attuale aveva cominciato 5.125 anni prima, cioè in - 8.238 prima della nostra era. Occorre precisare che non c'è stato fine del mondo tra i due cicli. Si tratta semplicemente di calcolo del tempo segnato dalla ronda dei pianeti sul fondo delle stelle. Le pleiadi, la grande Orsa e Sirio fungendo da punti di riferimento.
I antichi, i Maya, Sumeri, Cinesi, Egiziani ed altri conoscevano perfettamente questi numeri sui quali fondevano il loro simbolismo religioso.

21 dicembre 2012

 Il 21 dicembre 2012, il cielo non presenterà alcun aspetto notevole; le congiunzioni dei pianeti avranno avuto luogo prima:
Congiunzione Marte - Saturno il 15 agosto a 24°45 del segno della bilancia.
Congiunzione Mercurio - Saturno il 5 ottobre a 29°54 del segno della bilancia
Congiunzione Venere - Saturno il 27 novembre a 6°11 del segno dello scorpione.

Certamente queste congiunzioni si produrrannonello stesso settore del cielo ed i pianeti saranno raccoltidopo le loro congiunzioni rispettive, eccetto uno: Giove che osserverà la situazione dal segno dei Gemelli. I pianeti Urano nell'ariete, Nettuno nei pesci e Plutone nel capricorno non sono interessati.
Per ragioni astronomiche ovvie, un ciclo calcolato dai Maya deve concludersi nell'anno 2012 del nostro calendario profano. Tutti conoscono anche l'importanza legata ai 6000 anni nella tradizione biblica, ma anche l'importanza dei cicli di 6000 anni in molte civilizzazioni orientali. Stranamente un calcolo fondato su testi in versione originale, direttamente derivati dalle grandi tradizioni dell'Oriente antico ci promette la fine di un ciclo nel 2012.

Attenzione, non parliamo della fine del mondo, ma di fine di un ciclo; a noi di agire per creare l'alba di un'era di pace, di fraternità e di prosperità.

Fonti: http://montseguraucoindestemps.

 

Par Mstclair - Publié dans : Astrologia personale - Communauté : Esotérisme et Spiritualité
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Dimanche 8 janvier 2012 7 08 /01 /Jan /2012 15:57

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                                                       FANES,  Stela di Modena

 

 

Epifania  πιφάνεια, epifanèia  significa manifestazione, apparizione, venuta, presenza divina, ma come festa è precedente al cristianesimo . Epifani sono, nella cultura greca, le divinità che appaiono agli uomini, come Zeus, Atena, Ermete.
L'epifania cristiana non s’ispira al loro culto pagano, poiché si tratta di una celebrazione della manifestazione pubblica del figlio di Dio incarnato (Gesù) al mondo, non a partire da una rivelazione esterna all'umanità o sotto gli aspetti dell'umanità, come nella mitologia greca, ma nella nascita di un bambino nel popolo ebreo e che è il suo messia, e l’incontro col mondo pagano, simbolizzato dai Re magi del vangelo.
La festa si chiama anche  Teofania„, che significa manifestazione di Dio„.

    Fino alla fine del quarto secolo, era la grande ed unica festa cristiana della manifestazione di Cristo nel mondo: incarnazione, natività, manifestazione con l'arrivo dei magi, manifestazione con la voce del padre e la colomba sul Giordano, manifestazione col miracolo di Cana. Dall'introduzione di una festa della natività (Natale) il 25 dicembre, l'epifania si è differenziata secondo le confessioni, ed ha adottato sensi variati.


TUTTO QUESTO È IL SENSO PRIMO DELL’EPIFANIA,  

                                                                             MA QUAL È IL SUO SENSO ESOTERICO?

 

Il verbo greco φαίνω (faïnò), (col senso di " manifestarsi, apparire, brillare"), riemerge nel nome FANES ( phos= luce; phane= torcia), divinità dei seguaci dell’orfismo, che onoravano in lei la fase ultima dell’evoluzione della vita, dunque un nuovo tempo di redenzione, di apocalisse (apo: sopra, calypso: il velo= al di là del velo).

         L’immagine qui sopra di Fanes, rappresenta un uomo posto al centro dello cerchio zodiacale inquadrato da quattro teste (le quattro direzioni dello spazio);tiene nella mano sinistra lo scettro del potere, nella destra il folgore; porta ali d’oro. Pone i piedi biforcuti sulla meta dell’uovo cosmico che esala fiamme, l’altra meta, sempre con fiamme , è posta sulla testa del Dio; suo corpo è avvolto dal serpente cosmico di cui si vede la testa sulla parte superiore dell’uovo.

L’Uomo è un composto in perpetuo divenire delle dodici energie primordiali ( rappresentate dalle forze zodiacali), nelle quali si è scissa l’Energia UNA, rappresentata dalla rottura dell’uovo celeste. Lo scopo supremo dell’esistenza dell’uomo nello spazio, nel tempo e nella materia è il suo ritorno  alla sua origine immortale facendo coscientemente la sintesi di queste energie dissociate, attraverso un lavoro d’introspezione, di osservazione di Sé stesso e di attività interiore.

 

Fanes il raggiante è l’intelligenza e la luce divina che si manifestano nell’uomo, è l’Epifania divina nell’umanità, l’uomo vittorioso che finalmente vive come anima cristica, la coscienza risvegliata, l’Adam Kadmon.

                 Se abbiamo capito il senso del Natale, come presa di  coscienza di essere anche noi una particella divina, di esser creato all’ immagine di Dio, sapremo con questa rivelazione trovare la forza, il coraggio, la determinazione per finalmente manifestare -  epifania- questa nostra natura, nella nostra vita quotidiana ?

Nessun organizzazione esterna, nessun guru, nessuna legge umana potrà salvare lo Spirito umano dalla sua totale immersione nel materialismo, se la coscienza continua ad ignorare sé-stessa, rimanendo preda delle forze infra-razionali che l’asservono psicologicamente, fisicamente e socialmente.

                  L’inizio di questa nuova Era- con l’anno simbolico 2012- segnala un giro di boa decisivo nella nostra storia. Ed è ora che tutta l’umanità è confrontata con la sfinge antica, dal corpo leonino, dalle ali dell’aquila scorpionica, dal busto umano: sua voce risuona sempre più potente ed imperiosa, esigendo la soluzione dell’Enigma dell’uomo: se questo saprà o no, trovare la risposta giusta, iscritta nel cerchio zodiacale, entrerà nella via del suo glorioso avvenire, oppure sarà divorato.

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Vendredi 23 décembre 2011 5 23 /12 /Déc /2011 18:47

  NATALE….non ricorda solo la nascita di Gesu il cristo, ma simbolizza la nascita di Cristo ( come energia cristica)  in ogni coscienza umana. Il giorno di natale ricorda la nascita dell’educatore e maestro che ha liberato l’umanità dalla schiavitù del dogma, della paura, del pregiudizio e delle limitazioni materiali, perché ogni essere umano è un cristo in potenza…deve solo capirlo.

  Il Cristo è il potere umano di conoscere Dio, la legge, la liberta. Capiamo che abbiamo un solo tempio da costruire, quello del divino dentro di noi; allora lo spirito riempie la coscienza, e le illusioni del peccato, della colpevolezza, della malattia, della miseria e della morte non esistono più. 

                    “Farete le stesse cose di me, e ne farete di più grandi ancora”  

questo è il messaggio di Gesu Cristo, ed è il messaggio, l’ideale, che dobbiamo seguire con tutte le nostre forze, senza idolatrare il suo portatore; ne Budda, ne Gesu cristo hanno voluto essere deificato.

L'umanita a troppi idoli ma manca di Ideali

                                               

                                                           FEDE, FIDUCIA, VOLONTA

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Lundi 19 décembre 2011 1 19 /12 /Déc /2011 16:41

 

 

   Aquila-di-Giovanni.jpg I  solstizi  sono momenti   di grandi potenziali energetici, altezze di intensità dovute ad un cambiamento di polarità. È in occasione di questa lunga notte d'inverno che l'energia Yin raggiunge il suo massimo.

L'energia si deversa attorno al bozzolo luminoso, attraverso il colore Magenta e si incanala nel colore verde. Astrologicamente questo momento è caratterizzato dall'entrata del sole nel segno molto enigmatico del capricorno. Austerità, solitudine, responsabilità, ambizione sono gli epiteti allegri che gli sono attribuiti.
Tuttavia, quel che si nasconde  nelle profondità di questo segno è un vero tesoro, un fuoco ardente.
Si tratta della radice dell'energia Yang, promessa della semina del futuro ciclo di vita contenuta in germe sotto il ghiaccio di questo periodo invernale. È nella profondità della notte, nell’oscurità più cupa che la Luce sorge, nelle tenebre più profonde che il Germe si sveglia (nella terra, nel grembo materno). Il periodo del solstizio invernale corrisponde spesso ad una depressione psichica, ad un momento buio della nostra anima, come se quest’oscurità invadesse i diversi piani della nostra esistenza….quel che fa esattamente. Dunque capendo la funzione d’incubatrice delle tenebre, cerchiamo di sfruttarne le potenzialità, di trarne la vitalità, di lasciar andare i veleni del nostro mentale e di recuperare le forze per approdare ad un nuovo anno su tutti i piani. Prendiamo in mano il nostro destino, e teniamoci lontano dell'autocommiserazione, inutile e nefasta.
 

    Il solstizio d'inverno è stato segnato da feste pagane (come le Romane saturnale) in onore del Sole mai vinto (Sol invictus) legato in particolare al culto di Mitra. Questa festa come altri festeggiamenti pagani è stata in seguito reinserita in tutte le religioni (per il cristianesimo è il Natale). È soltanto in  354 che Papa Libero decise che il 25 dicembre ( Neo Elios , cioè Nuovo Sole, parola ancora intatta nel Noel dei Francesi) doveva essere celebrato come giorno della nascita di Gesù.

   In quel periodo (27 dicembre) si celebra anche la festa di San Giovanni l'evangelista (o San Giovanni d'inverno), e tutta la simbolica della luce che accompagna questa data, così importante per il cammino iniziatico. (San Giovanni Battista è celebrato, lui, al solstizio d'estate, come appunto San Giovanni d’estate, il 25 Giugno ). Suo simbolo come evangelista nella tradizione del Tetramorfo è l'aquila, (da cui il soprannome “l'aquila di Patmos„.) perchè nella sua visione descritta nel Libro dell’Apocalisse avrebbe contemplato la Vera Luce del Verbo, come descritto nel Prologo del suo Vangelo. In Egitto l’Aquila è simbolo dell’Uno, della lettera A, dell’Inizio, della Luce, perché i suoi occhi aperti possono guardare il Sole. 

 

San Giovanni l'evangelista, per sempre legato a San Giovanni Battista, è anche da sempre il Santo Patrono degli iniziati (oggi dei Massoni, ma fu quello dei Templari e di altri ordini di cavalleria). Alcuni vedono nei due Giovanni la rappresentazione delle fasi ascendenti e discendenti del sole. Si troverebbero nel dio romano Janus bicefalo,
di cui un viso è girato verso il passato e l’altro verso il futuro. Ma, c'è un terzo viso di mezzo, un viso invisibile, è il viso del presente. I due San
Giovanni  rappresentano  insieme il tempo che passa ma anche in modo invisibile, il presente, nel quale dobbiamo vivere ed al quale il cammino iniziatico invita gli iniziati a realizzarsi ( cioè integrare nella loro realtà il Presente).    janus.jpg

Tutti gli uomini hanno sognato una volta nella loro vita, di essere saggi, capire il senso della vita, ma pochissimi faranno lo sforzo di riflessione per impegnarsi sulla via lunga e laboriosa che conduce alla luce
Il solstizio di San Giovanni d'inverno, può rappresentare l'avanzamento nell'impegno: col passar dei mesi, il giorno prenderà il passo sulla notte, come l'iniziato cercherà di uscire dall’oscurità, per avvicinarsi alla luce della comprensione.
La notte arretra, il giorno progredisce, la luce, che non è mai realmente scomparsa, ci porta calore e chiaroveggenza. Il ciclo della vita ricomincia, dall’ombra alla luce.

In questa festa solstiziale di san Giovanni, il prologo ci ricorda

All'inizio era il Verbo
Ed il Verbo era presso Dio,
Ed il Verbo era Dio.
 come la luce splende nelle tenebre e le tenebre non possono raggiungerla„.

 

     Oswald Wirth nota: (San Giovanni Evangelista) personifica la luce crepuscolare della sera, quella che abbraccia il cielo quando il sole è appena scomparso sotto l'orizzonte. Il discepolo preferito di Gesu fu, infatti, il confidente dei suoi insegnamenti segreti, riservati alle intelligenze d'elite dei tempi futuri. Gli attribuiscono l'Apocalisse, che, sotto pretesto di rivelare i misteri cristiani, maschera sotto enigmi calcolati per allenare gli spiriti perspicaci oltre le meschinità del dogma. Quindi è della tradizione Ioannita che si sono prevalse tutte le scuole mistiche, che, sotto il velo del esoterismo, hanno mirato all'emancipazione del pensiero. Non dimentichiamo, infine, che il quarto vangelo comincia con un testo di un'alta portata iniziatica, sul quale si è a lungo prestato il giuramento massone. La dottrina del Verbo fa carne, cioè del legame divino incarnato nell'umanità, risale del resto, attraverso Platone, alle concezioni degli antichi ierofanti”. 

In alcune logge iniziatiche utilizzano la bibbia come Libro della Legge Sacra, aperta sulla  pagina del vangelo di San Giovanni, nominato spesso vangelo dello spirito”.

Quest'ultimo trimestre appena passato, è un po' quello dei novizi, che, dopo aver ricevuto la luce dell'iniziazione, si mettono al lavoro per continuare ad alimentarla e dargli più forza attraverso la nostra perseveranza, la nostra applicazione e la nostra volontà. Natale si trova tradizionalmente  nel cuore dell'inverno così propizio al raccoglimento dove l’Essere, spogliato di qualsiasi artificio, prende coscienza della sua divinità e della compassione che deve esercitare verso l'umanità.

 


Avviciniamoci in coscienza a questa luce per riempire i nostri cuori di felicità, di momenti d'eccezione, lontano dal mondo profano, e al di là delle barriere sociali e materiali.

Par Mstclair - Publié dans : La Via e l'Iniziazione - Communauté : Esotérisme et Spiritualité
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