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Legge di Ermete

  CERCATORE,
la legge di Ermete come quella di Amra  ti da l'obbligo morale di ritrasmettere quello che hai capito della Via; Ogni volta condurai un fratello, una sorella sulla via dell'iniziazione, sarai artigiano della Grande Opera, compagno sulla via delle stelle, artigiano  dell'opera spirituale che portera alla fine  del carma individuale quanto collettivo

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Messaggio di accoglienza

La Masseria del Santo Graal
è prima di tutto una ricerca interiore personale. La Masseria desidera riunire Cercatori Sinceri

 Al di là dei dissensi politici. Al di là dei dissensi religiosi.  Al di là dei dissensi razziali.

Esiste un valore nel quale crediamo:"L'UOMO"

 Fedele alle parole di Gabrielle Carmi: “Osare Sognare, è Osare Vivere!”

 Per i tempi presenti, credo che le forze spirituali già riunite o ancora sparse devono operare per lo sboccio del pensiero fuori dai sentieri troppo stretti, preparando così un avvenire  migliore, affinché non siano perse gli alti valori che devono istradare la nostra umanità verso sfere sempre più evolute. Amico lettore, auguro che un giorno ci ritrovavamo, voi ed io, affinché sopravviva lo spirito della Masseria... - Il tempo fuori dal tempo - Gabriella.)

 

 Solamente la volontà di vivere.

 

 

 

Mardi 23 octobre 2007

1 - Cosmogonia  

Il Verbo, il Fuoco, genera il mondo che contiene dei germi di anime. L'universo in evoluzione, in cui "una sola anima, la grande anima del Tutto, ha generato, dividendosi, tutte le anime", è la Divinità allo stato dinamico.  

Dio, l'intelligenza che è Vita e Luce, ha generato un'altra Intelligenza creatrice, Dio del Fuoco e del fluido (soffio) che ha formato al sua volta 7 Ministri che avvolgendo nei loro cerchi il mondo sensibile ed il governandolo con ciò che  chiamiamo il Destino.  

Il mondo è costituito da 7 sfere concentriche, luminose e trasparenti, sempre più grandi, l'ultima avendo la via lattea per cintura,; hanno tutte la terra come centro.  

Ciascuna di queste 7 sfere contiene un pianeta governato da un Genio, i 7 Geni che sono i 7 raggi del Verbo Luce, dotato di personalità e di poteri differenti.  

Questi Geni, nominati per più  comodità con i loro nomi latini sono:  

1 - il Genio della Luna, il più avvicino, coronato da una falce d'argento, presiede alle nascite ed alle morti. Libera le anime dei corpi e le attira nel suo raggio.  

2 - Sopra il pallido Mercurio mostra  la strada alle anime discendenti o ascendenti, col suo caduceo che contiene la scienza.  

3 - più su, la brillante Venere tiene lo specchio dell'amore dove le anime si dimenticano e poi si riconoscono.  

4 - al di sopra di  lei, il Genio del Sole alza la fiaccola trionfale dell'eterna bellezza.  

5 - più alto ancora, Marzo brandisce la spada della giustizia.  

6 - troneggiando sulla sfera azzurrina, Giove tiene lo scettro del potere supremo che è l'intelligenza Divina.  

7 - ai limiti del mondo, sotto i segni dello zodiaco, Saturno porta il globo della Saggezza Universale.  

I pianeti attuali del nostro sistema solare sono  9 di cui ricordiamo la classifica per ordine crescente dalla loro distanza al sole; Mercurio, Venere, Terra, Marzo, Giove, Saturno, poi Urano, scoperta in 1781, Nettuno, scoperta nel 1846, e Plutone, scoperta in 1930. adoperiamo qui la parola pianeta nel suo senso scientifico astronomico, mentre gli Antichi, come del resto attualmente gli astrologi, classificano il Sole, stella intorno alla quale gravita i pianeti, e la Luna, satellite della Terra, nei pianeti.  

È abbastanza notevole constatare che, nella tradizione egiziana, i veri pianeti sono ben classificati da l'ordine delle loro distanze crescenti al Sole, ciò che prova già delle conoscenze astronomiche avanzate. I Saggi egiziani erano "sapienti" dunque; ma non erano "vegggenti" poiché "non avevano indovinato" l'esistenza dei pianeti che sfuggivano alla loro vista.  

La terra era per loro il centro di un mondo di cui ammiravano l'immensità, punteggiato armoniosamente dagli astri che sembrano muoversi intorno a lei e di cui subivano l'influenza, immensità nella quale si evolveva le anime nei loro cicli discendenti per incarnarsi nella materia, e risalendo verso il Creatore.  

Era molto esaltante per loro, e ciò li conduceva a venerare il Creatore di tutte queste meraviglie. Quanto sarebbe stato ancora più grande la loro venerazione se avessero potuto concepire che al di là della via lattea che consideravano come il limite dell'universo, esistevano  migliaia di galassie con ciascuna dei miliardi di stelle, e forse anche  altri pianeti seminati dai germi di anime. In questa ipotesi comunque, l'essenziale della dottrina resterebbe valida.

  

2 - Sulla creazione dell'uomo  

Poimandrès, l'intelligenza Sovrana, spiega ad Ermete che, all'epoca della creazione del mondo, gli elementi inferiori, senza ragione, furono lasciati allo stato di semplice materia; che per la volontà dell'intelligenza, gli animali senza parola ed a chi la ragione non fu data, uscirono dagli elementi inferiori; e che il Padre d'ogni cosa che è la Vita e la Luce, generò l'uomo simile a sé stesso e l'amò come il suo proprio bambino.  

L'uomo ricevè la sua anima dalla Vita, e la sua intelligenza dalla Luce. Uomo mortale, immortale per la sua propria essenza, maschio e femmina come suo Padre. Era composto di aria e di fuoco come i 7 principi dell'armonia. Poi 7 uomini furono creati, maschi e femmina di un ordine elevato rispondendo ai 7 governatori.  

Dopo un periodo necessario all'evoluzione dei principi e dei generi, l'uomo e gli animali, da prima androgini, furono divisi; si formò dei maschi e delle femmine, e Dio disse loro "Crescete in incremento e moltiplicate in moltitudine, voi tutti, i miei lavori e le mie creature; e che quello in cui è l'intelligenza sappia che è immortale e che la causa della morte è l'amore del corpo, e che conosca tutti gli esseri."

 

3 - Sulla migrazione delle anime  

Attraverso le 7 sfere  si avverano la caduta delle anime e la loro ascensione.  

I gruppi di anime, semi luminosi quando sono nella via lattea, rivestono delle buste sempre più pesanti man mano che scendono da sfera in sfera fino alla loro prigione terrestre, e perdono poco a poco il ricordo della loro origine celeste. Questo viaggio è una prova per le anime. Quelle che si lasciano dominare dalla materia tornano verso la regione eterea, ma là si disgregano. Quelle che superano le loro prove terrestri ricuperano la vista del Divino, e risalgono di sfera in sfera con l'aiuto del loro Genio preferito. Alcune risalgono fino al Padre.  

Le 7 sfere ed i loro pianeti simboleggiano 7 principi, 7 stati differenti della materia e dello spirito, 7 mondi che ogni uomo, come ogni umanità, deve attraversare nella sua evoluzione attraverso un sistema solare.  

Troviamo enunciato qui il principio del Settenario che esiste in tutte le Tradizioni, dall'India all'Egitto passando dai paesi del Medio e del Vicino-Oriente,: "I dévas dell'India, i 7 Amshapands della Persia, i 7 Grandi Angeli della Caldea, i 7 Séphiroth della Kabbala (3 dei 10 Séphiroth rappresentano il Ternario Divino, i 7 altri l'evoluzione dell'universo, i 7 Arcangeli dell'apocalisse cristiana."  

Il Sepher Yetsirah dice: "Concepì, produsse e combinò le 7 doppie lettere; Formò con esse i pianeti di questo Universo, i giorni della settimana, e le porte dell'anima nell'uomo. Di questi 7 produsse i 7 cieli, le 7 terre, i 7 sabati. Ecco perché ama e benedisce il numero 7 più di tutto al mondo."  

Dai teosofi, si ritrova la nozione dei 7 piani di energia che sono, dall'alto verso il  basso, i 4 ico, monadico, atmico, buddistico o cristico, poi i 3: mentale o manasico ( mentale astratto e mentale concreto), astrale o emozionale, fisico.

  

4 - Sui precetti diversi e regole di condotta  

Diverse volte, sotto le forme differenti per la loro espressione, ma simili per la dottrina, i testi di Ermete Trismégisto indicano le regole che l'adepto deve seguire per diventare un Iniziato. Il discepolo deve arricchire le sue conoscenze, tanto con lo studio che con l'osservazione del mondo che lo circonda, per avvicinarsi meglio all'intelligenza Suprema. Questa ricerca che è la cosa primordiale, deve dominare le sue passioni, rigettare le gioie puramente fisiche o materiali, condurre una vita pura e disinteressata, rendersi conto che la percezione con i sensi non può permettergli di avvicinarsi alla Divinità, ma che deve richiamare la sua intelligenza.  

La ricerca del discepolo deve appogiare anche sulla conoscenza di sé stesso, sul posto che l'uomo occupa nella natura, e sui suoi rapporti coi mondi superiori. Deve schiudere il suo cuore nell'amore per tutte le creature e per il loro Creatore. Arriverà allora a sbocciare nell'armonia, ad unirsi alle armonie più alte che l'aiuteranno a scoprire le realtà eterne. Avrà bisogno per ciò di fuggire il tumulto delle occupazioni terrestri, di cercare la pace serena della natura, di fondersi nella contemplazione dell'universo, e di comprenderne la magnifica armonia. Poco a poco, scoprirà dei campi che gli erano prima inaccessibili, ed arriverà a sciogliere la sua coscienza nella coscienza universale.

 

5 - L'Egitto  

L'Egitto è considerato come l'immagine del cielo ed il Tempio del mondo.  

Ma un tempo verrà, rivela Ermete ad Asclépios nel Discorso di iniziazione, in cui la Divinità lascerà la terra e risalirà al cielo, abbandonando l'Egitto, il suo antico soggiorno. Alcuni stranieri riempiranno il paese e la terra di Egitto, santificata da tante cappelle e di tempi, sarà coperta di sepolcri e di morti. "Oh Egitto, Egitto, non resterà delle tue religioni che vaghi racconti che la posterità non crederà più, delle parole incise sulla pietra e raccontando la pietà.... L'anima e tutte le domande che si annettono, tutto ciò che vi ho esposto qui,  farà solamente ridere , vedrano lì solo vanità.... Deplorevole divorzio dei dei e degli uomini! resterano solo che dei cattivi Angeli.... Ogni voce divina sarà condannata al silenzio.... Tale sarà la vecchiaia del mondo, irréligione e disordine, confusione di ogni regola e d'ogni bene.  

Quando saranno compiute tutte queste cose, allora il Signore e Padre, il Sovrano Dio che governa l'unità del mondo correggerà questi mali con un atto della sua volontà e la sua bontà divina.... annegherà il mondo in un diluvio, lo consumerà col fuoco, o lo distruggerà con guerre ed epidemie, ed egli renderà al mondo la sua bellezza primaria.... Questa rinascita del mondo, questo ristabilimento di tutte le buone cose, questa restituzione santa e religiosa della natura avrà luogo dopo il tempo fissato dalla volontà divina e dovunque eterna, senza principio e sempre la stessa". Profezia...? Era dell'Acquario...? Speranza...?  

 

par Marie de St Clair publié dans : INSEGNAMENTO
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Vendredi 19 octobre 2007

 Se si dà credito agli antichi documenti, il suo vero nome era Giuda. Probabilmente, a causa dell'impiego molto comune di questo nome presso i  Ebrei, per distinguerlo dei suoi omonimi,  sarebbe stato designato sotto il soprannome di Tomaso, che significa: "Gemello", come il nome greco di Didyme col quale  si designa anche, l'evangelista San Giovanni.  

Secondo una traduzione, sarebbe nato ad Antiochia, e degli scritti apocrifi raccontano che aveva una sorella gemella chiamato Lydia.  

All'epoca dove sentì il richiamo di Gesù, Tomaso doveva condurre in Galilea, come la maggior parte degli altri apostoli, un'umile esistenza di pescatore. Fu scelto tra tutti i discepoli per comporre il Collegio dei dodici principi della sua Chiesa.  

Il vangelo parla di lui diverse volte; particolarmente:  

- Dopo la morte di Lazzaro, fratello di Marta e di Maddalena, alcuni  dei discepoli  volevano dissuadere, Gesù, di andare in Giudea, sapendo che i Pontefici ed i Farisei avevano cospirato contro la sua vita, Tomaso prese generosamente la parola e dice loro: "Andiamo anche noi, affinché se occorre, moriamo con lui."  

In questa circostanza, mostrò più carità degli altri apostoli perché, non c'è più grande amore che dare la sua vita.  

Quando Gesù parlò loro alla vigilia della sua passione, delle diverse case della casa di suo Padre e del luogo dove andava, aggiunse: "Sapete dove vado e ne sapete la via". Tomaso, per essere informato meglio di questo mistero, replicò loro: "Ignoriamo, Signore dove andate, né come ne sappiamo la strada"?  

La risposta di questo apostolo diede occasione al nostro Divino Maestro di pronunciare questo grande oracolo: "Sono la Via, la Verità, e la Vita; nessuno va da mio Padre senza passare per me. Se mi conosceste, conoscereste anche mio Padre e lo conoscerete presto, e  l'avete anche già visto"  .  

Ma, la più celebre scena fu dopo la risurrezione del Salvatore. Gli apostoli gli dissero: "Abbiamo visto il Signore". era giusto dunque, che credè ad una testimonianza così autentica; tuttavia dubitò e non volle aggiungere fede: "Se non vedo nelle sue mani" rispondesse loro , i buchi che i chiodi hanno fatto, se  non ci metto il dito, e la mano nel suo fianco, non crederei.  

Rimase otto giorni in questo sentimento, dubitando sempre e sperando sempre.  

Ma il buono pastore venne a cercare  sua pecora  che rischiava di perdersi. Apparve una seconda volta ai suoi apostoli tra i quali era Tomaso  e dopo avere dato loro la sua pace, si rivolse a questo discepolo e dice: "Porta il tuo dito qui e guarda bene le mie mani; avvicina la tua mano, mettila nel mio fianco e non essere più incredulo, ma fedele". Allora, Tomaso simile ad un uomo che si sveglia da un profondo sonno, e passando dall'incredulità ad una fede ardente e luminosa, esclamò: "Dominus meus et Deus meus", il Mio Signore ed il mio Dio. Allora il Salvatore gli disse: "Perché mi hai visto Tomaso, hai creduto, felici quelli che non hanno visto affatto e che hanno creduto."   

Come i suoi colleghi nell'apostolato, Tomaso si ritirò al Cenacolo dopo l'ascensione del Maestro e si preparò nella preghiera alla venuta dello Spirito Santo. Il giorno della Pentecosta, fu riempito come loro dello spirito Divino sceso sotto forma di lingue da fuoco ed   ricevette tutti questi doni.  

La storia è quasi muta sui lavori apostolici di San Tomaso. Si ha su questo punto solo le tradizioni registrate negli scritti apocrifi.  

Evangelizzò la parte del regno dei Parti compresa tra il Tigre e  l'Eufrate; si dice anche, che penetrò fino nella grande isola di Taporbane o Sri Lanka ed anche fino nella Cina. Difatti, il reverendo Padre Athanase Kircher, tedesco, della compagnia di Gesù, riporta nel suo libro intitolato: "Sina illustrata", che i Portoghesi che passano dalle Indie, notarono che i cristiani di San Tomaso dicevano nel loro ufficio, in lingua syriaca o chaldaïca, le seguenti parole,: "Grazie a San Tomaso, i Cinesi e gli Etiopi sono stati portati alla conoscenza della Verità."  

Si è scoperto, in Cina dove la religione cristiana era insegnata, dei monumenti più vecchi, fra l'altro, una croce di Ferro del peso di tremila libri  e l'iscrizione su questa croce segna l'anno di Gesù Cristo: 239.  

Il Padre Athanase Kircher dice aver tirato dagli archivi dei cristiani di Méliapour, a cura d el Padre Henri Rhod, uno dei grandi missionari della sua compagnia, il seguente itinerario di Tomaso  

"Dopo avere percorso l'Armenia e la Mesopotamia, si rese in una città della Persia chiamata Soldanie dove acquistò un'infinità di servitori a Gesù Christ; che là, entrò nei vasti regni di Candahar, di Cahut, di Caphurstan e di Cazatarat, che passò poi i monti del Tibet, vicino al Bengala e che arrivò infine, per il Decan, al regno di Narsingue ed in città di Méliapour. Consacrò dei vescovi e dei preti dovunque e che raccolse anche questi vescovi in concilio in questa città. Ci sono ancora lettere testimoniali negli stessi archivi di questi cristiani."  

Dove e come morì San tomaso?  

Successi così felici, procurarono presto a questo predicatore la gelosia dei brahma, preti dell'India, addetti agli idoli. Decisero di farlo morire ed un giorno che  San Tomaso pregava con fervore, sulla pietra al piede della croce, uno di questi preti l'uccise con un colpo di lancia. La tradizione dice che i soldati che accompagnavano questo sacrilegio lo stordirono coi sassi per poi traffigerlo  di frecce. Il suo sangue schizzò sulla pietra e sulla croce.  

Il martirologo romano dice che ciò succede a Calamina, cioè Méliapour. Calamina viene di Calurmine che in lingua di Médabar significa Calur = su e Minò = pietra. È l'osservazione giudiziosa di A. Kircher, fondata sugli annali di Medabar.  

Gli storici portoghesi raccontano che si scoprì in 1532 tra le rovine di Méliapur, il sepolcro di San Tomaso e che furono trovati  suoi ossa gloriosi  portati in grande solennità a Goa, capitale dei possessi portoghesi dell'India.  

Nel medio Evo,  San Tomaso era il padrone degli architetti, dei muratori e degli scalpellini. Ciò consegue dalla "leggenda dorata" del felice Giacomo di  Voragine che il re delle Indie, secondo la quale Gondo, aveva mandato il suo Prévost Abbanes alla ricerca di un uomo molto abile per costruire un palazzo secondo il modo romano.  

Il Signore avrebbe presentato all'inviato, l'apostolo Tomaso che, partito alla corte dal principe, avrebbe fatto il disegno di un palazzo ammirevole.  

Tutto sembrerebbe scritto su San Tomaso e  conosceremmo su di lui, dai Vangeli solo un apostolo che, perlomeno, era roso dal fuoco cocente del Dubbio e che si è riunito al Cristo solo quando ha saputo.  

Tutto sembrerebbe scritto.... è il lato essoterico che conosciamo e vi propongo di approfondire la personalità di Didyme Giuda Tomaso.  

Nel 1945, vicino a Nag Hammadi in Alto Egitto, dei contadini esumarono, di una galleria rocciosa, una giara che conteneva dodici manoscritti religiosi in cuoio, scritti in lingua copta su papiro; e che risalirebbero, secondo gli specialisti, all'II° secolo dopo Gesù Cristo e certamente oltre ancora.  

I commentatori sono d'accordo per attestare che i Vangeli, sotto la loro forma canonica, sono la conclusione di redazioni successive di quarta  o quinta mani.  

Invece, un esame del testo copto del vangelo secondo Tomaso non rivela nessun ritocco linguistico e sarebbe anche una delle sorgenti principali per la redazione dei Vangeli.  

Il vangelo secondo Tomaso porta un messaggio che è rimasto straniero al mondo Giudeo cristiano, dunque alle filosofie ed alle teologie che derivano.  

Ecco dunque ai miei occhi, il Logion che garantisce a Tomaso un posto insospettato vicino a Gesù:  

Gesù dice ai suoi discepoli: "paragonatemi, ditemi a chi somiglio"?  

Simon Pietro gli dice: "Somigli ad un angelo giusto."  

Matteo gli dice: "Somigli ad un filosofo saggio."  

Tomaso gli dice: "Maestro, la mia bocca non accetterà assolutamente che dica a che somigli."  

Gesù dice: "Non sono tuo Maestro, perché hai bevuto e ti sei ubriacato alla sorgente ribollente che ho io stesso misurata". Ed lo prese da parte. Si ritirò e gli disse tre parole. Ora, Tomaso essendo ritornato verso i suoi compagni, questi l'interrogarono: "Che cosa ti ha detto Gesù"?  

Tomaso disse loro: "Se vi dico una delle parole che mi ha detto, prenderete delle pietre e le getterete contro di me; allora un fuoco uscirà dalle pietre e vi bruceranno". (Tomaso, Logion 13.  

Rileggendo attentamente le parole di Gesù, ci accorgiamo che Tomaso era il discepolo iniziato. Boddidharma, il primo patriarca del buddismo Tch'an, volle come Gesù provare il grado di visione profonda dei suoi discepoli. Disse ad uno dei suoi discepoli: "Hai il mio midollo", volendo cosi mostrare  che la verità non può essere espressa dalle parole e che il discepolo era diventato l'uguale del Maestro.  

Le 114 Logia del vangelo secondo Tomaso, ci permettono di scoprire un'analogia e delle corrispondenze sorprendenti con l'Oriente (Tch'an, Tao, Bhagavad-Gîta, Sufismo).  

Per dippiù Gesù non è legato ad un luogo, è venerato in Oriente come in Occidente.  

Durante le sue assenze della storia, Gesù è andato in India e nel Tibet che possiede dei documenti che lo riguardano .  

Un documento in lingua Pali che si trova nel monastero Hémisleh nel Cachemire dichiaro che quando Gesù lasciò il suo paese natale, si rese, prima in Egitto e durante due anni, studiò l'antica religione di Osiris; poi gli insegnamenti di Gautama Budda in India.  

Restò dodici anni in un monastero del Himalaya dove studiò gli Scritti sacri.  

Gesù non era d'accordo coi "Maestri" sulla reincarnazione.  

Afferma che era l'anima o spirito che si reincarnavano e non il corpo materiale e l'anima come lo pretendevano i "Maestri."  

Se ho fatto un largo posto a Gesù, è per far meglio capire "la complicità" e il cammino di San Tomaso.  

Per la comprensione di questa comunicazione, richiamo  un altro spirito straordinario: Apollonios di Tyane.  

È nato in Cappadocia nell'anno 4 prima di Gesù Cristo ed è morto probabilmente nel97 dopo, dunque contemporaneo di Gesù e di Tomaso.  

La chiesa cristiana ha usato della sua influenza per fare passare Apollonios per un semplice mito. Tuttavia, il "mito" scrisse 97 lettere e l'imperatrice Julia Domna, seconda sposa di Septimo Severo, incaricò Filostrato, scrittore greco verso 175 - 249 dopo Gesù Cristo, di scrivere una biografia di Apollonios.  

Oltre queste 97 lettere, gli rimise i libri di Moeragenes ed il giornale intimo di Damis. Apollonios era  intelligentissimo.  

Sviluppò i suoi doni di veggente e di terapeuta. È a Ninive (Mespila) che incontrò l'assiro Damis che diventò al tempo stesso la sua guida, il suo compagno leale ed il suo alunno. È a Damis che dobbiamo, in gran parte, il racconto delle loro peregrinazioni in India ed in Tibet.  

Le realizzazioni scientifiche ed intellettuali, degli abitanti della Città persa del Tibet, impressionarono Apollonios.  

Questi abitanti misteriosi praticavano correntemente ciò che chiamerò le Scienze di avanguardia! , Levitazione - Magnetismo Telepatia - Sdoppiamento - eccetera...).  

Dopo un lungo soggiorno, arricchito di insegnamenti filosofici ed occulti, i due uomini ridiscenssero nelle pianure dell'India e ripresero la loro lunga strada verso l'occidente.  

Giunsero infine a Smirna dove secondo il Maestro Hiarchas, Apollonios doveva ritrovare una statua della sua ultima incarnazione sotto i tratti di Palamède. La trovò.  

La morte del filosofo ed il luogo dove fu inumato non sono menzionati dalla storia. Ma la sua missione aprì la via ai cinque buoni imperatori: Nerva, Traiano, Adriano, Antonino il devoto e Marc Aurèlio.  

"Quelli che sapevano"...  

Gesù, Apollonios e Tomaso avevano il dovere obbligatoriamente di effettuare un viaggio materiale nelcuore di questa contrada. era per incontrare dei Saggi dai poteri importanti? ... o per stabilire un confronto tra l'Oriente e l'Occidente?... o per compiere una missione universale dove solo alcuni "Esseri scelti", mediante Religioni e delle Filosofie di tutti i paesi, nel Tempo, avrebbero avuto accesso per condurre  bene la sorte degli uomini, per stabilire l'età dell'oro con la Spiritualità nel senso più profondo del termine?...  

Uno dei rari a portare la prova inconfutabile dell'esistenza, in questo tempo, di questa città misteriosa ed occulta fu Apollonios.  

Uno solo, Iniziato Divinamente, alle assenze curiose della storia ma che, molto certamente, fu quello che doveva stabilire la sintesi di un'era nuova: Gesù.  

Sui dodici apostoli missionnati dal Cristo per portare la buona notizia, uno solo è partito alle Indie ed in Tibet: Tomaso.  

Tre interrogazioni: Gesù, Tomaso, Apollonios, per una sola risposta,: l'Oriente, (le Indie ed il Tibet.)  

Così Apollonios di Tyane ha voluto riempire una missione tutta personale, il discepolo Tomaso ha seguito le tracce del suo Divino Maestro.  

Ciò che prova perfettamente "che si è ubriacato della sorgente ribollente" di Gesù e che fu il solo.  

San Tomaso è il solo apostolo ad avere evangelizzato le Indie ed il Tibet, ed avrebbe diritto alla qualifica del vangelo canonico, "il discepolo che Gesù amava",; quello che ha diviso i pensieri segreti del Divino che "non fu suo Maestro"...  

BIBLIOGRAFIA  

     I piccoli Bollandistes di Monsignore Paul Guérin - Tomo 14 1876.  

     La rivista dei Santi - Casa della Buona Stampa Dicembre 1929  

     La vita dei Santi di M. Mesenguy - Tomo 2 1826.  

     Vita dei Santi di R. Padre Francesco Giry - Tomo IV 1860.  

     Il tempo fuori dal Tempo di Gabriella Carmi - Edizioni Amrita.  

     Il vangelo secondo Tomaso di Philippe di Suarez - Edizioni Métanoia.  

     Parole di Gesù e pensiero orientale di Emilio Gillabert - Edizioni Métano.  

     Shamballah, oasi di Luce di Andrew Thomas - Edizioni Robert Laffont.  

     L'universo segreto di Mu, di James Churchward - Edizioni "ho letto

 

 

par Marie de St Clair publié dans : Via e Religione communauté : Esotérisme et Spiritualité
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Mardi 16 octobre 2007

Le dimensioni rispettive, dei paesi dell'Est del Mediterraneo, hanno fatto che,in ogni tempo, la Palestina, come le altre contrade, fece fatica a conservare la sua indipendenza. La sua piccola dimensione e la sua situazione,come luogo di passaggio "quasi obbligato" per accedere all'Egitto, hanno fatto della Palestina un oggetto di brama. Fu dunque spessissimo invasa o dominata.  

Lo fu,fra - 200 e - 142, dal suo vicino la Siria, sotto la dinastia dei Séleucidi, e tra - 175 e - 164, da Antiochos IV che, tramite i Kittims, popolo cipriota mercenario al servizio dei siriani, descritti come gli avvoltoi che divorano il popolo, con onde successive, attaccano, perseguitano, torturano col pretesto di campagne di pacificazione.... Ma, in realtà, la causa reale proviene dalla disfatta di Magnesia del Sipyle contro Roma nel -189, seguita, nel - 188, del trattato di Apaméa che impone al re di Siria, Antiochos III, il versamento di 12 000 talenti (1000 per anno... 1 talento di oro pesa tra 20 e 27 kg. Così i bisogni siriani, in metallo prezioso, diventano importanti. , Antiochos III morì nel - 187 all'epoca del tentativo di saccheggio del Tempio di Bêl in paese di Eden. Tornando da una campagna militare contro l'Egitto, Antiochos assedia e saccheggia il Tempio di Gerusalemme - il Tesoro è preso nel  -167 e "abominazione", un altare pagano è innalzato sul grande altare degli olocausti. La libertà religiosa è soppressa, le popolazioni massacrate, non si tratta di dominare un popolo ma di distruggere una credenza. I beni sono confiscati. Le terre raggruppate ed affittate ai coloni. Le donne ed i bambini sono massacrati, i superstiti sono venduti come schiavi...  

Nel -163, Antiochos V rende agli ebraici, la libertà religiosa, ma violando il suo giuramento, smantella i bastioni del Tempio.  

Démétrios Sôter, suo nipote, - ostaggio evaso di Roma - prende il potere nel -161, fa uccidere il pretendente, suo cugino Antiochos ed il reggente Lysios. Conferma, come Grande Prete, l'ebreo Alkime, prete secondo la tradizione di Aronne, ma è un impostore che cerca potere ed onori, coopera con Bacchides, un governatore importante, e cerca di negoziare col movimento dell'alleanza, movimento esistente ma che per reazione alla repressione religiosa, aveva preso da parecchi anni, una forma offensiva. Questo movimento resta fedele alla legge ed alimenta la rivolta.  

Il capo dell'alleanza è Giuda Maccabéo, è successo a suo padre. Diffidando di Alkime, non assiste alla riunione ed evita così la morte.... Alkime aveva fatto sgozzare  chi gli aveva dato fiducia, e li aveva gettati in un pozzo (1).  

Giuda Maccabéo sarà ricercato dal governatore Bacchides, fino alla sua morte nel -160. Suo fratello Jonathan prenderà la sua successione come guida dei fedeli dell'alleanza; ricercato, minacciato, dovrà fuggire nel deserto con gli insorti.  

Di questi fedeli dell'alleanza, nasceranno due tendenze assidéenne  

     - I farisei che resteranno nella vita pubblica.  

     - Gli esséni che continueranno a vivere secondo la loro fede nel deserto, in comunità, saranno opposti a tutti chiunque invaderà lo stato della Palestina, e si batteranno per la difesa della loro fede, alimentando le rivolte e fornendo delle prede alle repressioni, specialmente il giorno del Sabato (2) (3).  

Scuserete questa lunga introduzione, ma se si parla spesso degli Esséni, è molto più raro trovare la loro origine. Ecco cosa fatta.  

Gli Esséni hanno formato una corrente religiosa in seno al giudaismo. Altre correnti religiose esistevano già, ma l'essénismo fu da lontano, più importante  

Pur dividendo le credenze e la legge ebraica, applicavano i suoi principi con alcune differenze.  

Erano degli esseri che volevano vivere la Perfezione e la Fraternità, avevano il senso della giustizia, della verità, del diritto uguale per tutti. Erano disinteressati, conducendo una vita austera ed ascetica, ricercando sempre la purezza, la contemplazione, la meditazione, le speculazioni metafisiche, l'eterna ricerca del senso nascosto delle opere di Dio.  

Si riferivano al Tétragramma, poiché questo portava il "Nome". Amando i bambini, raccoglievano ed educavano li orfani, sostenevano i più diseredati. Essendo molto religiosi, gl'insegnavano a rispettare le opere del Signore, a pregare regolarmente, scegliendo di preferenza le belle preghiere ancestrali.  

Credevano nella reincarnazione ed nell'immortalità dell'anima che ci segue durante i secoli. La loro ricerca era permanente.  

Come erano molto coraggiosi, potevano intraprendere qualsiasi lavoro. Hanno sviluppato la medicina, la chirurgia, lo spagiria,: l'arte delle piante o semplici colte in epoche molto precise, secondo la posizione della luna o di certi pianet, era la base dei loro trattamenti. Univano a ciò, dei doni come il magnetismo, erano abili a rimettere a posto i membri incidentati. Li si chiamava Terapeuti.  

Sognavano del Messianismo. Molto spiritualistici e molto mistici, speravano la venuta di un Messia di Israele che potrebbe essere la reincarnazione di un profeta. Avevano subito l'influenza di Ezéchiel il visionario che viveva all'inizio del VIème secolo prima di J. C ed auguravano che il Messia aspettato fosse un discendente di Davide ed fosse simile a Mosé.  

In questa attesa, si sono dati dei Maestri di Giustizia, cioè degli iniziati che erano i loro istruttori, interpreti della divinità e che dovevano avere delle relazioni dirette con gli anziani maestri, tale Geremia, successore spirituale di Osée sette secoli prima di J. C., maestro membro della classe sacerdotale, rinomato come servitore di Dio, Essere molto buono, molto compassionevole, cacciato dal suo paese per le persecuzioni degli invasori chaldéens, incarcerato e morto dei seguiti delle sue persecuzioni.  

Gli Esséniens hanno formato delle comunità di cui certe sono stati molto importanti, particolarmente nella regione di Quomrâm e di cui si potuto ricostituire la vita.  

La Palestina, luogo di passaggio ha sofferto molto delle numerose invasioni contro l'Egitto.  

I Terapeuti hanno sempre lottato per difendere Israele. Credevano agli angeli, messaggeri delle volontà di Dio e delle rivelazioni. Hénoch, istruito da Uriel, Luce di Dio, diceva che le sue guide erano degli angeli, in ebreo "Elim". praticavano l'astronomia e consideravano gli angeli come le guide degli astri, manifestazioni della presenza divina.  

I "élim"  ispirarono degli scritti che formano una vasta biblioteca sparsa in Oriente e di cui certi sono pervenuti fino a noi grazie alle scoperte di Quomrâm.  

Questa nozione di angelo è vecchia come il mondo, per certi erano degli Elohims, per altri, delle creature non fisiche che ispiravano gli esseri, e ciascuno aveva la sua missione.  

 Henoch  ha dato agli Esséni il loro calendario, in ogni punto simile al nostro calendario attuale, .  

Henoch era un patriarca, personaggio biblico, iniziato, molto avvincente, che ricercava sempre gli scritti nascosti, visse due secoli prima della nostra era. Faceva rispettare il sabato, istituito da Dio nella notte dei Tempi, predicava che al giudizio ultimo, i "giusti" saranno riconosciuti da Dio, e parteciperanno nell'avvenire al bene del mondo o al bene del mondo a venire; e Dio segnerà ogni essere con un nome che gli sarà proprio, ed in corrispondenza con gli astri.  

I profeti hanno una grande azione nell'evoluzione dell'umanità, e noi possiamo dire che ciascuno nel suo tempo, a avuto la sua specialità... Non tutti erano unti dai preti, ma sono stati la corrente messianica che ha permesso alle popolazioni di sopportare le loro sofferenze.  

Quasi ogni profeta potrebbe avere un epiteto, Osee riceve la rivelazione e parla di amore nel nome di Dio, Ezéchiel soprannominato il consolatore, Elie, Eliseo ed Amos hanno insistito sulla giustizia celeste, Isaïe sulla santità, Geremia ha lasciato  numerosi scritti confidati a Baruch, Isaïa, detto il tenero, la religione interiore emanava di lui, e soprattutto il profeta Elia che assicurava che Dio porterebbe un giorno la pace, e che Israele ricostituirebbe la sua forza, ritroverebbe il Tempio di Salomone e la sua patria.  

È in ricordo di lui, che la sera dell Pasqua ebraica , alla fine della cerimonia, l'assistenza diceva: "Quest'anno siamo qui, l'anno prossimo a Gerusalemme". Da quando Israele è rinata , la frase è soppressa.  

Questa successione di profeti, ci porta a Daniele che possiamo considerare come l'ultimo profeta prima della venuta di Gesù Cristo. Aveva annunciato la venuta di Gesù, la venuta del figlio dell'uomo che doveva sedere alla destra di Dio, il giorno del giudizio ultimo.  

L'ultimo Maestro di giustizia, profeta anonimo, è morto martire, 70 anni prima della venuta del Cristo.  

Ci furono  numerose comunità essene, le une importanti, le altre più ristrette, vivente rispettando la lettera piuttosto che lo spirito della Legge di Mosé; gli esseni sono stati rapidamente in lotta con la chiesa, appena ha messo a posto le sue strutture. Essi che vivevano nella grande semplicità, non hanno ammesso il lusso chiassoso, né gli eccessi di chi rappresentava la chiesa nuova. Non comprendevano, fra l'altro, che certi vescovi facevano portare a spasso in lettiera, la loro amante, poco vestita ma carica di gioielli, in vista di ciascuno; e le incomprensioni trascinando  altre, un vero fossato si è creato. Fu una guerra sorda, interiore, portando dei drammi.... Gli Esséni si sono fusi poco a poco nella massa...  

All'ora attuale, solo quelli che chiamate settari rimangono, sono i discendenti degli Esséni più rigidi, la maggioranza di essi, vive in Europa Centrale, e, immigrando in Palestina, creano un vero problema. Non riesconono ad integrarsi.  

La maggior parte di questi movimenti vivono seguendo la lettera, non lo spirito della Legge data da Mosé, da lì processi, imprigionamenti, eccetera... contro gli ebrei, indistintamente. È ciò che ha presieduto spesso alla nascita dell'anti-semitismo latente.  

La fede che li abitava, la pratica rigorosa della loro religione, malgrado i supplizi e le deportazioni, ed il loro amore per Dio, hanno permesso a queste anime religiose ed a numerosi profeti, conosciuti o sconosciuti di guidare un popolo fino ai nostri giorni, e di condurre l'uomo verso la vita eterna.  

Da quando l'uomo esiste, si pone sempre la stessa domanda sulla vita e la morte. La morte è l'opposto della nascita, non della vita; nascita e morte sono due faccette necessarie alla nostra incessante e molteplice manifestazione.  

Il tempo è l'eterna presenza di cui le attività ritmate creano il" adesso" che si ricrea senza tregua. La ricerca dell'uomo è sempre difficile. È la tappa obbligatoria dell'iniziazione e  talvolta provoca un spavento mistico, davanti alla strada da percorrere. Ogni manifestazione della vita ha il suo contrario, talvolta sconcertante, talvolta doloroso. Ma questo riassorbimento della dualità si fa per i sacrifici liberamente assunti. La coscienza d'eternità è liberata dalle leggi dello spazio-tempo.  

L'essere che è cosciente dell'unità, comprende la vita e la coscienza universale. Verrà un momento in cui  avrete la consapevolezza integrale della vostra realtà. Ricercate la luce dello spirito per compiere il vostro dovere nella giustizia e l'amore. Se accettate vita e morte, sarete liberati. Non conoscerete più l'opposizione che è in voi. Legate i vostri pensieri alle cose invisibili, alle cose spirituali, e vi libererete di certe contigenze che vi impacciano e vi limitano, bisogna trascenderli ed immergere nella vostra coscienza, fino alla sua sorgente.  

I nostri stati di coscienza chiedono in prestito i loro valori all'istinto emozionale, al pensiero astratto o alla spiritualità pura, ma tutto ci riporta all'io. Abbiamo spesso la nostalgia di un altro mondo, dell'amore e della morte... sono spesso solamente delle reminiscenze delle vite anteriori.  

Essere uomo, significa trovare l'essere nel suo centro di vita. Dio è universale, nell'assoluto; nell'uomo. Questo è solamente la sua proiezione, e come tale, spesso deformata. Senza saggezza, l'uomo è perso. La nostra coscienza è il seguito di un passato senza principio, o più esattamente molto lontano. Prepariamo continuamente il futuro. Nel nostro inconscio, tutte le correnti sono percepite dalla loro origine. Bisogna liberarci dal passato per seguire la Via e per non progettare sull'avvenire la paura del passato; non avere la nostalgia della nostra infanzia perché dobbiamo sempre andare avanti. bisogna costruire la strada delle generazioni a venire. L'evoluzione di ciascuno deve farsi con facilità.  

Bisogna arrivare a spogliare suo io, per ciò, la meditazione, la riflessione, ci porta sulla strada occulta. La meditazione ci permette, con una concezione obiettiva sul sé, di superare nostro io; immergiamo nel nostro inconscio, entriamo in una sfera del psichismo indipendente del nostro io. Nostro essere interiore conosce il segreto del sacro, la presenza ed il potere divino che ci permettono di aiutare il nostro prossimo con la parola, anche silenziosa, avvicinandoci alla sua anima con lo spirito e col cuore. La donna da sempre, è stato la sacerdotessa dell'amore magico; al di là della sessualità, accende il fuoco mistico degli esseri, questo fuoco che ci permette di superare i piani per arrivare all'unione psichica col cosmo, con l'universo. Gli esseri bagnati da questo fuoco sentiranno questa corrente irreversibile che li avvicinerà, tanto nel mondo della notte che nel mondo delle luci. Proveranno la vita umana nel pensiero celeste, riporteranno il  loro passato invisibile nel mondo visibile. Per compierci, dobbiamo conoscere e dobbiamo attraversare questi piani.  

Nei misteri egiziani, le luci avevano una grande importanza, era la vita manifestata,  come le spade, segno di purezza. Nella cavalleria templare, ritroviamo lo stesso , le luci corredano le riunioni così come la fiammella, simbolo dello spirito. La riunione dei nostri spiriti e dei nostri cuori perpetua la tradizione. In Masseria, non dobbiamo imporre, ma suggerire, mostrare, spiegare.... Questo per portare progressivamente i nostri fratelli all'iniziazione. L'iniziazione si guadagna, e spesso richiede reali sacrifici. L'illuminazione interiore si spargerà nella nostra coscienza, abbiamo in noi il Tempio immutabile di cui il grande simbolo è basato sulla Trinita, l'io, il divino, l'essere cosciente, diversamente detto il conoscente" ", il "noto", la "conoscenza", "l'amore", tutto ciò che forma "Uno", l'unità eterna del multiplo.  

Nel tempio matematico, vibrazioni e materiali hanno un senso preciso. È per ciò che l'uomo, l'universo ed il santuario hanno delle corrispondenze tra di loro. Il numero d'oro che entra nella costruzione del Tempio, delle chiese ed altri luoghi di preghiera, è la misura della dinamica del sacro. Avvicinando il simbolismo dell'uomo e quello del Tempio, gli esseri sono capaci di rendere l'invisibile presente, e possibile, l'impossibile. Ogni tempio, cattedrale, eccetera... rappresentando una sintesi. I muratori costruttori ci hanno permesso di comunicare con l'invisibile nell'immateriale bellezza degli spazi che hanno creato. Al di là della pietra, c'è il numero, al di là del visibile, l'invisibile.  

C'è solo una realtà: l'assoluto, trascendente ed immutabile che conduce la nostra vita. Ciò trascina una catena di conseguenze rigorose talvolta molto dure ; ma la strada di amore sale verso la luce dove tutto è armonia, e quando la nostra ora sarà di  lasciare la nostra terra, Dio accoglierà la nostra anima che un giorno rinascerà, perché nell'eterno cosmo, siamo eterni...  

NB. Precisioni su alcuni punti sui combattimenti:  

 (1) il ruolo del prete empio tenuto da Alkime, lo fù anche in epoche differenti da Menelao, Hyroam e Hyroam II... 

(2) gli Esséni sono stati presenti in Palestina dell'IIIème secolo anteriore J. C. fino al XIIIème secolo dopo J. C. 

(3) gli invasori appresero molto rapidamente che gli Esséniens non si difendevano il giorno del Sabato. Una grande parte di essi fu massacrata dai romani di Pompeo.

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Samedi 13 octobre 2007

Da 120 anni, gli archeologi di ogni paese hanno effettuato delle perquisizioni lungo le rive del Mar Morto, e nella regione delle grotte del Monte Horeb, vicino al Monte Sinai, dove Mosé ricevè la Legge.  

Una delle più importanti scoperte, conosciutissima dal mondo intero, è stato quella dei manoscritti detti del "Mar Morto". Questi documenti sono stati scoperti nelle grotte di Kumran, al Nord-ovest del Mar Morto, in 1947. Lo stato dell'Israele ha costruito un museo speciale a Gerusalemme per conservarli.  

     Dal 1950, furono ritrovati dei documenti che riferiscono l'esistenza dei "Crociati del Monte Sinai" dove, è detto che durante due secoli circa, questi hanno contribuito coi Templari alla sicurezza dei pellegrini sulla strada del Monte Sinai.  

Poi furono i Ortodossi greci che assicurarono, in maggioranza, la guardia di questa via, aiutati per ciò dai beduini, certi  tra-essi si sono convertiti all'islam, ma hanno conservato alcuni costumi cristiani. Su questa via, furone trovato, nascoste nella sabbia, due belle porte che hanno delle iscrizioni templari proveniente di una chiesa bizantina del Vème Secolo, distrutta nel 614 dai Persiani e ricostruita dai crociati. Nel Vème secolo, questa chiesa era abitata dai monaci che sono stati cacciati dai musulmani dopo un'aspra battaglia alla quale hanno partecipato gli Esseni che vivevano nella regione.  

Dal 1963 a 1965, delle scavi importanti sono state effettuati nelle rovine della fortezza di Massada e nelle vicinanze.  

Massada era un'enorme fortezza ebraica eretta su un picco roccioso che domina a picco le rive del Mar Morto, al Sud, con scogliere. Era stata costruita da Erode il Grande, re della Giudea, nel mezzo-secolo che ha preceduto la nascita del Cristo. Erano al tempo stesso una fortezza ed un luogo di abitazione, con in particolare due palazzi. Non vi racconterò tutta la storia.  

 

    Vi dirò solamente che nel 66 della nostra era, al momento dell'invasione della Palestina dai romani, installarono una guarnigione a Massada. Ne furono cacciati 3 anni dopo dagli ebraici, aiutati dagli zeloti che vivono nella regione. Massada diventò il rifugio degli ebraici che erano sfuggiti al massacro ed alla deportazione.  

Gli zeloti erano dei semiti, in maggioranza ebraica, in rivolta contro i romani. Costituivano un movimento molto intransigente per tutto ciò che riguardava la purezza della loro religione, della loro vita, ed dll'indipendenza nazionale. Certi vivevano a Gerusalemme, e  altri intorno al Mar Morto.  

Il fondatore di questo movimento si chiamava Giuda il galileo. La sua dottrina affermava che Dio è il solo capo, il solo Maestro.  

Simone, figlio di Giuda, il galileo, fu un discepolo di Gesù. Certi zeloti furono compagni del Cristo, lo seguirono e furono tra i primi cristiani, votando la loro fede a Giovani l'Esseno. Gli zeloti si sono battuti contro i romani. Simone e suo fratello Jacobe sono stati crocefissi tra 46 e 48. Un altro fratello, Menahem, ha combattuto con gli ebraici che hanno cacciato i romani dalla fortezza di Massada dove si sono installati zeloti ed ebraici.  

Ma la guerra e la resistenza continuavano. Ciò è durato 4 anni. Quando l'assalto finale di Massada fu dato dai romani, gli ebraici non potevano più resistere. Piuttosto che di arrendersi, hanno preferito darsi la morte, gli uni gli altri, glorificando il Signore e morire da uomini liberi. Ménahem li ha seguiti nella morte. In totale, erano 960 uomini, donne e bambini. Questo accadeva il 15 aprile 73. Solo due donne e cinque bambini che erano  in una grotta, non erano presenti a questo momento tragico. Quando i romani sono entrati nella fortezza, sono stati  talmente stupefatti di questa morte volontaria e gloriosa, che risparmiarono le due donne ed i cinque bambini. Tutto questo è riferito nei documenti che sono stati trovati negli scavi.  

            Oltre le orme dei palazzi e degli edifici annessi, gli archeologi hanno liberato le cisterne che trattenevano l'acqua piovana, carica di energia cosmica, secondo li abitanti, e che servivano da bagni. Dopo la morte tragica degli occupanti di Massada, la fortezza è stata abitata dagli zeloti che, in seguito, si convertirono in maggioranza all'islam, ma tuttavia conservando la loro fede essena. Parecchie generazioni hanno conservato il ricordo dalle pratiche cristiane dei loro antenati.  

       Gli zeloti hanno lasciato delle quantità di rotoli in pergamena; certi non sono decifrati ancora, essendo stati scoperti recentemente. Furiono trovati anche  numerosi vasellami incisi, chiamati "Ostracas" sui quali i tre nomi Giovanni, Simone e Giuda ritornano frequentemente, ed un pezzo di cuoio bianco che è un frammento del Libro dei Salmi. Certi rotoli menzionano il Graal, legato all'iniziazione. Altri rievocano la comunione in comune col pane, "grano fermentato astralizzato" ed il vino, "anima della vite" di cui il grappolo è il corpo fisico che simboleggia la scienza. Questi iniziati comunicavano anche coi poteri astrali. Pensavano che il Graal era legato al sangue, considerato a questa epoca come la manifestazione della vita e dell'immortalità. Molto tempo conservato a Gerusalemme, il Graal fu trasferito poi a Césaréa, sempre secondo le indicazioni dei rotoli. 

Quando i crociati presero la città di Césaréa, trovarono nel loro bottino, la coppa di smeraldo e la portarono via. I cristiani pensano che questa coppa ha servito a raccogliere il sangue del Cristo.  

Altri rotoli riferiscono che l'insegnamento di Abramo e di Melchissédech è stato ripreso nel Cristianesimo, rievocando l'alleanza primitiva tra Dio e gli uomini, diventato poi la Nuova Alleanza. Questi stessi rotoli rievocano il sentiero spirituale che conduce alla Conoscenza, perché ogni via spirituale accede alla Verità. È ciò che apprendiamo nelle nostre case. Ci sforziamo di conoscere nostro "Sé". Perché, Dio essendo l'infinito, la Conoscenza del Sé partecipa del suo infinito. È per ciò che c'occorre svegliare la nostra coscienza per unirci all'anima del mondo che è una sostanza vivente.... Si può ripetere solamente che bisogna costruire in sé per arrivare all'iniziazione... per unire il manifestato al non manifestato...  

Dobbiamo ricentrarci su noi stessi... essere il discepolo che accetta una certa disciplina che gli impone la Legge spirituale... che apprende a dominarsi... che assume la sua responsabilità e porta la sua forza al pensiero collettivo per preparare le anime alla civiltà di domani. C'occorre trovare il Sé integrale affinché la nostra anima si unisca allo spirito. Questi elementi formano il senso dell'essere, vale a dire la Conoscenza, l'unità dell'essere. Raggiungeremo così i tre mondi: l'intelligibile, il sensibile e supereremo il mondo umano. Il pensiero è creatore ed i simboli che c'ispira, esprimono il Divino. Questi tre mondi sono soretti dal pensiero, la parola e l'azione. L'uomo in quanto microcosmo deve partecipare a questi tre mondi.  

La voce con la parola o il canto, esprimendosi, forma delle onde che possono essere malefiche o benefici. È ciò che distingue la magia nera della magia bianca.  

Quando formiamo la catena, viviamo un simbolo che è quello dell'inviolabilità dello spirito, dell'anima e del corpo. Questo simbolo trasforma il fluido che viene dall'astrale in una corrente di fraternità. Dobbiamo vivere la catena, provarla in noi e non considerarla come un rito abituale di poca importanza. Chi agisce diversamente, impedisce l'armonia della catena e può anche romperla . In Masseria, al momento della richiamo della forza, possiamo sentire il legame che si forma tra noi ed il Divino. La nostra concentrazione durante il rituale, gli dà il suo vero valore.... è la conseguenza del agire  delle forze che chiamano il mondo che ci circonda.... Ciò che ci permette di aiutare i Fratelli a partire in viaggio svegli per raggiungere consapevolmente o non le sfere superiori. Beninteso, seguendo il temperamento ed il grado di evoluzione, il simbolo sarà differente per uno o per l'altro, e "sarà ricevuto" anche differentemente . La progressione spirituale non è mai automatica. Ciò ci permette di comprendere certe idee o certi atti che ci scappano nella vita quotidiana. Realizziamo il valore delle prove. Con la dignità ed il coraggio possiamo vincere tutte le prove. Comprendiamo che c'è un equilibrio cosmico che li regge e che, liberandoci del materiale e del fisico della prova, possiamo sentire le vibrazioni del Tutto.... Ciò calma il sentimento di ingiustizia o di amarezza che proviamo. Ma è molto duro da sopportare talvolta ed c'occorre una grande filosofia per accettare le rinunce che ciò comporta... in quel momento, l'essere si gira verso sé stesso. Realizzerà la sua missione nel mondo e svilupperà l'amore che è in lui... (. Senza l'amore, non può fare niente di valido...), arriverà allo sboccio spirituale, svilupperà le sue qualità spirituali ed umane, perché, siamo degli uomini e dobbiamo agire come tali.  

Scoprirà "l'impegno", quest'atto interiore che può essere totale, vale a dire riferirsi al lato umano della vita ed al lato cosmico dello spirito.... Ciò suppone di assumersi lucidamente con tutto quel che comporta di preoccupazioni... di dispiaceri, ma anche di soddisfazioni quando, di fatto, si ha un risultato; è realizzare anche il senso del servizio.... Essere sempre pronto a rispondere alla chiamata, anche se ciò disturba la nostra economia personale... e sforzandosi di non giudicare secondo noi.... sforzandosi anche di ricercare la nostra parte di responsabilità personale, invece di considerarsi senza torto, come  vittima ingiustamente accusata, perchè agli occhi di quasi tutti, ciò che arriva è sempre colpa dell'altro.... si dimentica troppo spesso che "l'altro" è un altro io, ma diverso. Siamo al di soprà delle piccolezze, apriamo il nostro cuore ai deboli ed ai diseredati, ricerchiamo il bene conl'amore...  

 

La vita può essere luminosa per quelli che, malgrado le prove, malgrado le rinunce, malgrado la solitudine, vanno verso la luce eterna ed interiore della Conoscenza...

 

par Marie de St Clair publié dans : Via e Religione
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Mercredi 10 octobre 2007

Qualunque furono le pratiche religiose di un essere - siano  importanti o imitate - al momento della morte, diverse illusioni sconcertanti hanno luogo, ed ecco dunque che questo Thödol è indispensabile. Per chi ha meditato molto, la verità reale luccica appena il principio cosciente ed il corpo si dividono. È importante acquistare dell'esperienza durante la vita, perché quelli che hanno riconosciuto allora la loro vera natura e ne hanno qualche esperienza, ottengono un grande potere durante il Bardo quando la Chiara  Luce appare.  

L'allenamento di questo Bardo è di un'importanza particolare, anche durante la vita. Bisogna tenersi a questo testo, leggelo, ricordarlo e  esattamente; leggerlo  regolarmente tre volte affinché le parole ed il loro senso siano molto chiare, arrivare a che le parole ed il loro significato non siano dimenticate, anche se eravate inseguiti da un centinaio di boia. È chiamato la Grande Liberazione per l'entendimento, perché anche chi ha commesso le cinque offese capitali, sono sicuri di essere liberati se sentono questo insegnamento con la via dell'orecchio.  

Leggete dunque questo testo in mezzo a grandi assemblee . Spargetelo . Chi l'ha sentito una volta, anche se non l'ha capito, se ne ricorderà nello stato intermedio senza dimenticarne una parola, perché allora l'intelligenza è nuove volte più lucida. Dunque deve essere annunciato agli orecchi di ogni essere vivente, deve essere letto al capezzale di ogni persona malata, deve essere letto a fianco di tutti i corpi privati di vita; deve essere sparso e deve essere diffuso dovunque.  

Quelli che si circondano di questa dottrina, in verità sono fortunati. All'eccezione di quelli che ha accumulato molti meriti e si sono affrancati di molte oscurità, gli uomini incontrano raramente questo insegnamento. Anche se questo insegnamento è conosciuto, è difficile comprenderlo; la Liberazione sarà ottenuta semplicemente nel non dubitare dopo aver sentito. Trattate dunque questa dottrina con molto amore ; è l'essenza di tutte le dottrine. Questo faccia a faccia con l'esperienza della Realtà nello stato Intermedio è chiamato: "insegnamento che libera per il suo solo entendimento " o "insegnamento che libera dalla credenza di essere legato al corpo."  

II, LIBRO SECONDO - IL SIDPA BARDO  

Avendo reso omaggio alla Trinita, e la preghiera per chiedere l'aiuto divino, (dei Bouddha), essendo stata recitata, chiamate allora il defunto col suo nome, tre o sette volte e parlate così: "Oh Figlio nobile... in verità, quando sperimentavi le radiazioni delle Pacifiche e delle Irritate nel Chönyid Bardo, essendo incapace di riconoscerli, sei svenuto nella Paura durante quattro giorni; allora quando sei ritornato da questo svenimento, "il Conoscitore" si è alzato in te nella sua condizione originaria, ed un corpo radioso somigliando al tuo corpo precedente si è lanciato.  

Questo corpo nato dal desiderio è un'allucinazione della forma pensiero, e nello stato Intermedio che si chiama corpo del desiderio. Non seguire le visioni che ti appariranno. non esser debole; se per debolezza senti affetto per loro, dovrai errare ed  soffrire. Devi lasciare il tuo spirito riposare senza distrazioni con la no-attività ed il non attaccamento, nello stato originario privo di oscurità, nella vacuità luminosa della tua intelligenza. Otterrai allora la Liberazione senza essere obbligato a ripassare dalla porta delle matrici. Ma, se sei incapace di conoscere te stesso, allora qualunque sia la tua Deità tutelare, medita su di lei in stato di affetto intenso, ponendola  in ombra al di sopra della testa, (apertura brahmanica). Questo è di grande importanza. Non lasciarti distrarre.  

Oh Figlio nobile... il tuo occhio vedrà le forme, il tuo orecchio sentirà i suoni, e tutti gli altri sensi-organi saranno di un'acutezza completa. Questa condizione in cui ti trovi è l'indicazione che sei morto ed errante nel Bardo. Agisci in modo di saperlo.  

Il tuo corpo attuale è un corpo di desiderio. Tuo mentale  essendo stato separato dalla sua sede, non hai più un corpo di materia grossolana, e, di questo fatto, adesso hai il potere di passare di mezzo alle masse rocciose, alle colline, ai sassi, alle case senza essere fermato . Questa è anche un'indicazione per te che erri nel Sidpa Bardo.  

Oh Figlio nobile... sei dotato del potere dell'azione miracolosa attualmente. Sei capace di attraversare in un istante i quattro continenti; sei là dove desideri essere, nel tempo che un uomo metterebbe a piegare o stendere la sua mano. Questi poteri diversi nati dall'illusione, questa capacità di cambiare forma, non desiderarli, non desiderarli.  

Gli esseri di stessa natura e stesso livello di conoscenza si vedono nello stato Intermedio dove ti trovi. Non legarti a quelli che vedrai, ma mediti sul Compassionevole. Vedrai solamente degli esseri puri quando sarai in stato di concentrazione mentale, senza distrazione,; agli altri momenti non li vedrai.  

Oh Figlio nobile... il possessore di questo tipo di corpo vedrà i posti familiari sulla terra, così come i suoi genitori, i suoi amici, come li si vede in sogno. Tu gli parli e non ricevi risposta di essi. Allora vedendogli piangere pensi: "Sono morto, che cosa" farei? E rissenti un grande dolore come proverebbe un pesce gettato fuori dall'acqua su dei carboni ardenti. In questo momento salirà una grande sofferenza. Ma soffrire non ti servirà a niente. Prega, prega il Compassionevole. Il tuo Dio tutelare. E sappi che se senti dell'attaccamento per tuoi vicini ed i tuoi amici, ciò non ti farà  bene. Dunque, non esser legato. Prega il Signore di compassione, non avrai allora nessuna tristezza, nessun terrore, nessun'orrore.

 
Oh Figlio nobile... quando sei spinto qua e là dal vento in continuo movimento del Karma, il tuo intelletto che non ha nessuno oggetto sul quale  riposarsi, sarà come una piuma spinta dal vento sul carò del soffio. Errerai senza tregua, involontariamente. A tutti quelli che piangerànno dirai: "Sono qui, non piangete, ma non ti sentiranno, e tu avrai male.... La Luce grigia del crepuscolo durerà, la notte, il giorno, sempre, senza finire mai...  

In questo stato intermedio, il morto resta da una  a sette settimane, fino al 49ième giorno. È detto generalmente che le miserie del Sidpa Bardo sono subite circa ventidue giorni, ma a causa dell'influenza del Karma, un periodo fisso non può essere assicurato.  

"Oh Figlio nobile... verso questo momento, il terribile vento del Karma, terribile, faticoso da patire, ti spingerà per raffiche. Non temerlo. Questa è la tua propria illusione. Sarai immerso in una spessa e terribile oscurità dalla quale usciràanno delle grida spaventose come: "Picchia, uccidi", ed altre grida minacciose. Non temerli.