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Legge di Ermete

  CERCATORE,
la legge di Ermete come quella di Amra  ti da l'obbligo morale di ritrasmettere quello che hai capito della Via; Ogni volta condurai un fratello, una sorella sulla via dell'iniziazione, sarai artigiano della Grande Opera, compagno sulla via delle stelle, artigiano  dell'opera spirituale che portera alla fine  del carma individuale quanto collettivo

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Messaggio di accoglienza

La Masseria del Santo Graal
è prima di tutto una ricerca interiore personale. La Masseria desidera riunire Cercatori Sinceri

 Al di là dei dissensi politici. Al di là dei dissensi religiosi.  Al di là dei dissensi razziali.

Esiste un valore nel quale crediamo:"L'UOMO"

 Fedele alle parole di Gabrielle Carmi: “Osare Sognare, è Osare Vivere!”

 Per i tempi presenti, credo che le forze spirituali già riunite o ancora sparse devono operare per lo sboccio del pensiero fuori dai sentieri troppo stretti, preparando così un avvenire  migliore, affinché non siano perse gli alti valori che devono istradare la nostra umanità verso sfere sempre più evolute. Amico lettore, auguro che un giorno ci ritrovavamo, voi ed io, affinché sopravviva lo spirito della Masseria... - Il tempo fuori dal tempo - Gabriella.)

 

 Solamente la volontà di vivere.

 

 

 

Lundi 17 septembre 2007

  La Credenza è la forma che riveste per lo spirito la permanenza dei rapporti molteplici afferrati nell'istante dall'unità della Coscienza. Questa nozione non fa e non deve far nessuno posto alla nozione di verità. Ciò che credo, è funzione di un numero abbastanza grande  di fattori : necessità dell'azione, influenza dell'ambiente, aspirazione verso un aldilà. Ma nessuno che conduca con una certezza al definitivo, all'assoluto. Sentiamo che ciò che credo, lo credo veramente. Per la maggior parte degli uomini, credenza e verità fanno solamente uno. Un'apparizione, come la Vergine a Bernadette di Lourdes non è messa in dubbio né per l'interessata né per la folla dei credenti che confermano gli uni agli altri la loro certezza. Tuttavia, come dire che questa apparizione fu solamente un'illusione dei sensi e dello spirito senza convincere con questo i credenti della precisione della loro opinione, perché dicono , appartiene all'ogni potenza "di Dio o della Vergine" di imporsi, senza realtà corporale, allo spirito tramite i sensi. È verosimile che i criteri della sperimentazione, della prova, del pensiero logico, non hanno nessun ruolo nell'acquisizione o l'abbandono di una credenza.  

La Fede è di un altro ordine. La Credenza non può in nessun modo soddisfare lo spirito, perché è legata all'esistenza stessa, perchè si trova sulla strada dell'unità alla molteplicità, della permanenza al transitorio, senza rivestire di carattere definitivo ed assoluto. La semplice durata porta un individuo a cambiare credenza. Senza neanche accorgersene. Smette di credere come smette di amare. Ma delle credenze che implicano delle contraddizioni possono coesistere benissimo per maggior parte degli individui. Queste sostituzioni di credenze, queste contraddizioni non sono dolorose perché la maggior parte del tempo le loro radici non sono profonde. Appena una credenza è organizzata, cioè quando è legata ad altre credenze, che le relazioni logiche sono stabilite tra esse, che il comportamento ed i sentimenti sono funzioni di questo sistema, nasce allora un ordine di valori che può allargarsi  fino a contribuire o costituire una società, dei costumi, una civiltà. C'è, allora, delle sostituzioni dell'educazione, dell'istruzione, della morale, dell'etica, all'autonomia individuale,. È ciò che accade generalmente in tutti i ambienti umani. Bisogna chiamare Fede la credenza nella libertà umana. E non c'è altra Fede che questa Fede nell'autonomia, non di comportamento umano, ma di Giudizio. C'è Fede appena la credenza è considerata come un mezzo di vivere, di annodare delle relazioni coi suoi simili, di portare dei giudizi, di elaborare dei valori. La Fede, è tutto sommato ciò che rimane quando non si crede più niente.... Questa formula è evidentemente paradossale. Non c'è ne tuttavia nessuna che renda meglio conto dell'universalità e dell'eternità, non c'è altro argomento, ne altra prova per stabilire l'esistenza di Dio.  

La Fede non ha contenuto particolare, ciò che i mistici di tutti i paesi e di tutti i tempi hanno mostrato bene. Perché il mistico prova a trascendere l'apparenza, il provvisorio, per raggiungere la sorgente di ogni cosa. Ed egli non trova nient'altro che l'essere e l'amore, la Comunione con l'essere, il sentimento dell'identità della sua esistenza e dell'esistenza di ogni cosa. Inconoscibile, ineffabile, e tuttavia eterno ed universale, ecco il carattere di ciò che trova all'estremo della sua pietà. Questo questua dell'unità eterna, questo inseguimento del Graal, questa apparizione a Dio, la fine del ciclo delle incarnazioni, tutti i pensatori di tutti i secoli si accordano a vederci, sotto una forma mitica, l'espressione della necessità umana...  

La Religione è prima di tutto l'insieme delle credenze che spiegano da una parte le relazioni dell'essere e del mondo, d'altra parte dell'essere e dello spirito . Queste credenze, nonostante formate su dei dati identici, possono prendere delle forme differenti. Ma perché la Fede è affermazione pura, la sua espressione è sempre tradimento. Si vive e non si descrive. Da lì  la parentela essenziale di tutti gli uomini coscienti della loro Fede ed il disprezzo di tutto ciò che tenderebbe a limitare questa Fede, tramitte l'espressione, o la definizione di un oggetto proprio alla Fede.  

La Religione è considerata raramente sul piano della Fede. È il campo delle credenze, non di tutte le credenze, al meno quelle che sono accettate dalla comunità che forma il patrimonio sociale. Non siamo più uniti per l'eternità con la Fede. Siamo divisi dalle attività, delle necessità, quotidiane, grossolane che c'oppongono gli uni agli altri che manifestano la complessità delle nostre nature individuali. Le religioni, nella misura in cui traducono il carattere collettivo delle credenze, subiscono e rivelano le agitazioni sociali.  

La Religione, le religioni sono solamente dei mezzi di governo. Intendiamo che lo sono  nel senso nobile tanto di  governo di uno Stato che governo interiore. Ma la loro sola giustificazione sarebbe che conducono alla Fede. Ma su questo punto offrono tante immagini, tante pratiche, tanti riti e tanti dogmi diversi, che le migliori sono fermate spesso sulla via della salvezza. Bisogna riconoscere del resto che gli individui più audaci hanno saputo liberarsi da tutto ciò che è puerile e di necessario nella vita religiosa per ritrovare in se stesso il Dio creatore d'ogni valore, sole da dove risplendi la Luce ,punto di appoggio di ogni creazione e conclusione e fine di ogni cosa.  

Allora, che cosa  importa una Religione se si sa conservare la Libertà  di spirito? Che cosa importano le credenze per chi  ha trovato la  Fede ? Ahimè! Importa molto a quelli che tragono la loro soddisfazione ed il loro potere dalle pratiche religiose. Il conflitto tra le credenze e la Fede sono eterni, perché le credenze sono dei mezzi e la fede una fine. Le religioni sono sempre vittime di loro stesse. inseguono la loro propria gloria con mezzi umani. Ed esse dimenticano che la sola verità è quella che ogni uomo porta nel suo cuore.  

L'ISTITUZIONE CRISTIANA NELLA LA STORIA:  

Ho letto da qualche parte che: "La legge fu data a Mosé, ma la Grazia e la Verità ci vengono da Gesù Cristo". Queste parole di Giovanni fanno riferimento a due fasi dello sviluppo spirituale di un individuo: quella dell'autorità e quella della verità. Che cosa dobbiamo intendere?  

La Legge di Mosé e la morale del vecchio Testamento fu formulata dai "sublimi custodi", (i Maestri della Gerarchia), dell'evoluzione umana ed imposta all'uomo molto prima di Cristo per aiutarlo a reprimere la sua natura inferiore fatta di istinti, inculcandogli la paura delle ripercussioni delle sue azioni immorali o illegali. Inizialmente, i castighi e le privazioni dei benefici materiali dissuadevano le tendenze troppo egoiste. Le religioni di Geova insegnarono e continuano di insegnare l'importanza del pecato e dell'errore; istituiscono, in effetti, come ideale l'ubbidienza ad un'autorità superiore dal clero che determina categoricamente la Verità. Ora, quando, con la Saggezza acquistata dalla sofferenza, (debiti karmici), tramitte azioni o esperienze ignoranti e dovute a motivi egoisti, l'uomo raggiunge un grande controllo sulla  sua " natura, desiderio inferiore", non tira più la sua coscienza spirituale nascente da un insegnamento superiore, si apre al nuovo Testamento ed adotta gli insegnamenti di cui la parola chiave è "Amore". In breve, il vecchio Testamento esercita la sua principale influenza sul corpo di desiderio. Il nuovo Testamento lavora principalmente sul corpo vitale e sull'intelletto dell'uomo incoraggiandolo e fortificando le facoltà di amore e di Conoscenza. La Grazia e la verità ci giunsero per Gesù Cristo.  

Quando il Cristianesimo, ai suoi inizi, era amalgamato ai regimi politici romani, gli esecutori dell'impero prendevano sistematicamente ogni misura per sradicare tutte le tracce dei culti e dei misteri preesistenti a chiunque se ne dava la pena. Lo stato romano aspirava ad essere solamente l'unico dispensatore della verità spirituale ed istillava ingannevolmente che le cose della spiritualità giungevano solamente tramitte i loro imperatori o i loro ministri. Parimenti, la religione cattolica che si affermò rapidamente come Teocrazia, vale a dire, un monopolio spirituale. L'incredibile potere della madre  Chiesa che detta tutte le faccette della vita ad una laicità prigioniera, diventò all'approccio del Rinascimento inammissibile coi suoi abusi sfrenati ed i suoi sacramenti. In questo periodo, in Occidente, l'iniziazione si presenta ai gradi diversi. Si evolve tra i Bogomili ed i Catari nel campo proprio della chiesa; tra Druidismo e Stregoneria, (antica religione predruidica e non qualsiasi Goétia...) sul piano religioso; nelle fraternità di Pontefici e di costruttori sul campo della conoscenza pura possiamo ritrovare il seguente schema:  

- La Stregoneria che si perpetua in quanto vecchia religione, costeggiando il Cristianesimo.  

- Il Druidismo, diventando monaci, preti, i Bardi che diventano trovatori, menestrelli e fratelli predicatori.  

In quanto agli altri aspetti iniziatici, saranno epifenomeni o espressioni di opportunità di un stesso pensiero. Il Grande Druido della Gallia,  San Bernardo aveva il dovere di dotare l'iniziazione di guerrieri: i Templari.  

Contro questi saggi, silenziosi, lavoratori ed uomini che avevano scelto l'equilibrio, l'amore dei loro Fratelli, la chiesa si ribalta nella contro-iniziazione, istituendo da una parte l'inquisizione e mobilitando dall'altro i "sbandati" dell'Occidente, i matti ed i mistici  d'ogni genere. Questi "fanatici" che possono essere solamente dei nemici della Conoscenza.  

Invece, se la chiesa seppe servirsi abilmente di questi mistici d'ogni pelo, non riesce mai ad ammettere in effetti Stregoni, Druidi, Maghi, queste persone che pretendevano detenere dei poteri, delle conoscenze.... Poteri dello studio e dell'ascolto della natura. Era per la chiesa inammissibile e pericoloso, perché il monopolio del miracolo crollava.  

La riforma protestante ne fu la conseguenza. Martin Lutero affermò il primato della coscienza individuale per determinare la varietà spirituale. Ristabilisce la precedenza della voce interiore come grande prete della vita religiosa dell'Essere. Il protestantesimo prese tuttavia anche la strada del formalismo e dell'intolleranza esplodendo in una miriade di sette, ciascuna col suo codice di osservanza ed i suoi anatemi...  

A GUISA DI CONCLUSIONE  

L'autorità religiosa è dunque  la formazione di ciò che fu all'origine , l'ispirazione divina e la rivelazione ricevuta  dalle persone spiritualmente avanzate. Dopo il risveglio di queste rivelazioni, l'autorità religiosa instaura e descrive l'istituzione dello spirito grazie alla quale tutto ciò che è celeste è confiscato dalle organizzazioni di questo mondo ed utilizzate per spargere e giustificare il loro potere temporale. Le religioni ortodosse, in generale tutte le religioni, tendono per comodità, a dimenticare le loro origini esoteriche ed a dimenticare che chiedono in prestito il potere che esercitano. Proclamano ad alta voce la preminenza e l'inconfutabilità delle loro dottrine quando, in effetti, l'unica  Sorgente Divina di questa Verità che spargono, è primordiale ed innegabile.  

È evidente che ogni religione, nella misura in cui offre l'immagine di un accordo tra gli uomini, di un'armonia tra le idee, di una durata e di una coerenza, ogni religione è per l'individuo un salvaguardia, un rifugio, un appoggio, una disciplina una ragione di vivere e di sperare...  

Ma, è chiaro, oggi, che l'aspirante dell'era dell'Acquario è arrivato al punto in cui l'autorità della chiesa e la Legge generata dagli uomini sono superflue per il suo sviluppo spirituale perché condizionano lo spirito ad attardarsi ed a pensare solamente in termine di prospettiva di violazione, di peccato e di condanna senza grazia.  

Così, dalla nostra situazione privilegiata sulla strada dello sviluppo spirituale, possiamo affermare che la nostra comprensione superiore, la nostra saggezza, grazie ai nostri insegnamenti veicolati da certe scuole di filosofia iniziatica, cresce e si rinforza con la nostra capacità di sperimentare e di vivere l'amore spirituale in osmosi col Piano della Gerarchia Esoterica, il Piano dell'amore incondizionato. Questo Amore, o energia cosmica, ci permette di preparare la Via di approccio divino a venire , per aiutare con le nostre azioni ed i nostri pensieri all'instaurazione sul nostro mondo della Nuova Religione mondiale, basata sul fatto dell'esistenza di Dio e dei rapporti che esiste tra l'uomo ed il divino, sul fatto dell'immortalità e della continuità della rivelazione, e sul fatto che si manifestano costantemente dei Messaggeri che vengono dal centro divino. (Shambalah, il Regno del Prete Giovanni, eccetera...).  

Oggi un nuovo approccio della divinità ed una grande rivelazione spirituale sono possibili per l'umanità, perché planano al di sopra della nostra Terra, e Colui che deve portarla ed instaurarla si avvicina sempre più a noi.  

Così, l'umanità può servire a questa venuta, sviluppando un'attitudine cosciente al servizio, acquistando una comprensione cosciente del ruolo individuale che gli tocca nell'applicazione del Piano della Gerarchia, 

par Marie de St Clair publié dans : Via e Religione
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Vendredi 14 septembre 2007

 LE TRE ETÀ SUCCESSIVE NELLE RELIGIONI:  

Sembra che possiamo distinguere tre età successive nelle religioni umane.Prima una religione che si potrebbe chiamare naturale, dove l'uomo adora tutto sommato il Sole, il Fuoco, le Mietiture, gli Animali, tutte le forme della Natura, e tutto quello a cui attribuisce una forza, un potere. È l'età di Priapo, il dio da i piedi e dalle corna di capra. Scopriamo poi una religione all'immagine degli uomini dove i dei formano una società e governano il Mondo ,come l'uomo governa la Città. Religione antropomorfica nella quale l'uomo non ha ancora l'audacia di voler uguagliare Dio. È il regno di Giove durante il quale Prométeo, il ladro di fuoco fa presentire questa terza religione, che chiameremo umana,  perché fa dell'uomo il centro della creazione, perché gli riconosce il suo potere. Non lo strapotere sulla natura, perché èl ui-stesso natura; ma potere per il mezzo della "Conoscenza". è la religione di Gesù che non ha del resto ancora sviluppato, sotto forma di religione, le conseguenze dell'ambivalenza Uomo Dio...

 

TRADIZIONE E RELIGIONI:  

La Dottrina esoterica ci dice: che la Tradizione è ispirata da Dio, perché è conservata autenticamente da un'assistenza divina che la preserva, e che gli esseri particolari di Alta Saggezza, Iniziati della Scienza Sacra ne sarebbero i depositari e che hanno avuto per missione di trasmetterci o per via orale, o per via scritta.  

Così, la Tradizione vecchia nelle sue diverse espressioni, forma il fondo di tutte le religioni. Ci racconta la Creazione dell'universo, dei dei e dell'uomo da Dio, sotto l'aspetto di un principio "Tri-unitario" che dimostra le corrispondenze nel microcosmo ed nel macrocosmo, perché Tutto, nel Cosmo e nell'uomo è un frammento di "Questo" che gli indù chiamano "Parabrahm."  

- dell'induismo: "Questo" emana Brahmâ, Shiva, Vishnou.  

- dell'Egitto: Amon-re emana Osiris, Isis, Horus.  

- Nella Grecia Antica: Ouranos emana: Zeus, Héra, Dionysos.  

- Della religione Ebraica: di Ain-Soph emanano Kéther, Binah, Hochmah.  

- Della Tradizione Celtica: di Gwenwend (Luce eterna) è nato: Odino, Thor, Freya.  

- Della Teologia Cristiana: l'eterno emana: il Padre, il Figlio ed il Santo Spirito.  

La Tradizione enuncia che attorno a questo Principio Tri-unitario, immersi nello splendore della sua Corona ci sono numerosi esseri, artigiani e servitori che operano nel cantiere della Creazione . Che agiscono sulla scala della manifestazione, in vibrazioni come le energie, formatrici dei mondi ed organizzatrici del Caos.  

Possiamo solo constatare , lungo tutta la nostra storia, che le Chiese  invece di avere offerto agli uomini un linguaggio adatto, identico a quel che è appena stato detto più sù,  vale a dire delle testimonianze che dovrebbero raccontar loro la stessa cosa: la meravigliosa storia che è la loro, dal "Principio" ha offerto loro solamente le loro proprie verità.... Ora, se le Chiese avevano accordato alla parola "religione" il suo senso etimologico, latino. religare, ciò che collega, allora gli uomini avrebbero potuto ammettere che la Religione e la Tradizione primordiale gli unisce tra di loro ed a "Questo" fino alla fine dei Tempi.  

 

RIFLESSIONI SUL MONOTEISMO ED IL POLITEISMO:  

Al culto di un Dio unico si associa, generalmente i fondatori delle tre religioni: Israelita, Cristiana, ed Islamica mentre in realtà, il Monoteismo sia loro anteriore da tanti millenni.  

La sua origine sembra risalire all'adorazione del Sole considerato, da i primi uomini, come il Sovrano Maestro del mondo, sorgente di tutti i benefici della loro esistenza, splendore della natura di cui i raggi abbagliavano i loro occhi riscaldando il loro corpo.  

Questi primati, vedendo nel fuoco l'immagine del caldo e della luce solare, riportarono il loro culto su questo riflesso terrestre di cui gli attribuivano la produzione. Fu l'antica religione detta Sabeismo, ancora praticato dai Guèbres indù. Il Védismo che, dopo il Sabéismo appare come una delle più antiche religioni, ha personificato l'astro solare Maestro della Natura sotto il vocabolo "Brahmâ", l'anima universale, principio divino, creatore del mondo e dei dei, qualità di cui,  furono dotati piùtardi il Rama indù, l'Ormuz caldeo, l'Osiride egiziano, l'androgino Iside, il Deva Nahusa, il divino rinnovatore persiano conquistatore dei neri che diventò il Dionysos dei Greci. Alla divinità di cui la supremazia totale fa il Dio unico, arbitro supremo, le religioni antiche hanno associato altri dei, dee o ausiliari divinizzati ma ponendoli tutti al di sotto .  

 

MOSE:  

In Egitto, all'epoca della suprema iniziazione, era insegnato l'esistenza di un solo Dio. Mosé, grande iniziato del collegio di Thot, istruito dal suo suocero Gethro ai vecchi misteri dei Neri di cui la documentazione conservata nelle cripte ignorate dell'Etiopia conteneva tutta la scienza delle civiltà compiute, presentò al popolo ebreo il suo "Eterno" (IEOVAH), come il solo Dio al quale dovevano ubbidire ciecamente . Per convincerli meglio dice loro che si era rivelato a lui, incaricandolo dell'Alta Missione di essere l'interprete delle volontà alle quali dovevano sottoporsi sotto pena dei peggiori castighi. Diede loro l'esempio, punendo di morte chi aveva tentato di instaurare il culto del "Vitello di oro", questo diminutivo, in simulacro, del Bue Apis dell'Egitto. Bisogna riconoscere anche che, sotto l'egida del suo Dio unico, il dittatore Moïse o Moshé fù un grande legislatore, uomo di stato ed amministratore, storico con la sua opera che sintetizza il Pentateuco (Genesi, Esodo, Lévitico, Numeri, Deuteronomio), delle Tavoli di Pietra del Decalogo. Compose il suo "Testamento" sotto il triplo velo simbolico della scuola egiziana di cui è generato. Ad un piccolo numero, solamente, rivelò il senso esoterico della sua dottrina diventato Idolo per il profano e Tabernacolo per gli Iniziati ai quali conferiva l'autorità sulla massa popolare sottomessa dal timore. I segreti rivelati agli iniziati diventarono la Kabbala a base matematica, geometrica, astrologica che riassume l'insegnamento delle generazioni successive nello Zohar, il Bahir, il Talmud.  

Con questo insegnamento si formò, in seguito, come in tutte le religioni passate, presenti e future, differenti sette combattute dai Concili. I Farisei ne tiravano il senso mistico, i Saducei accettavano solamente la lettera essoterica, gli Esséni, istruiti e più diplomatici, ammettevano il senso essoterico per i profani e riservavano agli iniziati il senso esoterico che oggigiorno, è stato sviluppato da Fabre di Olivet nel suo notevole lavoro sulla "Lingua Ebraica restituita."  

 

Gli Esséni che erano allora quattromila circa, avevano tradotto il "Testamento" in lingua greca. Si chiamavano tra essi: "Johanniti" o i "Gean", quelli che Iod, Dio Supremo, favorisce. Predicavano la Scienza del Passato. Una "leggenda", (ma è solo una leggenda?) vuole che Gesù di Nazareth, l'uomo figlio di Dio, nato da due esséni iniziati, abbia fatto parte della loro setta sapiente. Mentre i Vangeli dei suoi discepoli sono muti sulla sua esistenza dai dodici ai trent' anni. Questa stessa "leggenda" espone, sotto l'egida cosmopolita della setta esséna, che Cristo aveva studiato l'opera di Mosé poi percorso l'Egitto, la Persia, l'India, accostandosi a tutte le "tradizioni", studiando, meditando prima di ritornare nella Giudea predicare la sua Dottrina sottoponendosi alla suprema iniziazione esséna col Battesimo di Giovanni il Battista,. Essendosi avvicinato  della folla del popolo ebreo, la conquistò volgarizzando la Scienza Initiatica dei santuari, proclamando l'uguaglianza degli Uomini, rompendo la barriera che  separava gli Iniziati dalla massa. Con questo socialismo in azione innalzò, contro se stesso, i preti che gli rimproveravano di aver violato i misteri dei Tempi di cui vivevano, i ricchi ed i potenti che non gli perdonavano di aver predicato l'uguaglianza e la Fraternità. Tanti odi lo condussero al supplizio, confermando la dottrina del Dio Unico di cui si dichiarò il Figlio; completò il calvario mistico per lo spirito.

  

MAOMETTO:  

Contro questa filiazione divina, Maometto o Mahomed, fondatore dell'islam, attingendo alle sorgenti ebraiche la sua dottrina, è insorto nella Surate al Capitolo XII del suo ALCORAN o KORAN, quando  dice: "Dio è Uno. Non ha partorito affatto, né è stato partorito. Non ha uguale". raggiungeva così, il precetto insegnato da Mosé nel "Tétagramme" I.E.V.E, (l'essere che è, che fu, e che sarà). Ha voluto, come il precettore ebreo, un Dio assoluto nella sua Unità. All'imitazione di Mosé col "Testamento", il rinnovatore Maometto ha fatto del Koran una raccolta di dogmi e di precetti  basati sulla Scienza del Passato, che insegna Medicina, Chimica, Astronomia e forma una guida morale e scientifica dove si è stupito di trovare dei principi d'igiene allora ignorata dal Mondo. Un curioso avvicinamento imparenta il metodo d'insegnamento del Maometto arabo col Cristo della Giudea. Come i "Vangeli" sono solamente dei rapporti redatti parimenti dagli Apostoli, delle predizioni e degli atti di Gesù, il Koran, enunciato oralmente dal "Profeta" è stato scritto solamente dopo la sua morte da AbouBarh, il Sultano Omar ed i loro religiosi collaboratori. Sembra risultare che certe materie trattate portano la marca, spesso interessata ,da  i redattori.

  

MONOTEISMO E POLITEISMO:  

Dall'Iéovah ebraico all'Allah islamico, passando dal Dio del Cristianesimo, dal Brahama indù al Giove ellenico ed altri sovrani Maestri delle religioni antiche, restiamo nella Tesi monoteista con ausiliari divinizzate, gli uni simbolici, gli altri realizzati, umanizzati o animalizzati. Fu l'unità nella varietà in un vasto passato sacerdotale, risalendo dell'epoca sumerica dell'India himalayana e dell'alto piano iraniano, culla dello Zervaïsmo, all'antico religione Mazdea che è, come il Mitriacismo, combinazione di Zoroastrismo, di Judéo-cristianesimo e Buddismo, l'insieme  si conclude per l'islamismo.  

All'infuori di questi raggruppamenti religiosi dove si immischiano Monoteismo e Politeismo, la civiltà indù ha unito il Buddismo. D'altra parte, la Cina ebbe il Confucianesimo, il Giappone lo Shintouismo secondo le dottrine di Fo Hi, poi Lao Tse, di Confucio e di Mencius, il suo nipote, di Se-mio che trasportò le loro concezioni nelle Isole giapponesi. Queste ultime religioni asiatiche come tutte gle altre, sono in realtà, piuttosto delle scuole filosofiche dove appare, in forma puramente simbolica, un culto del Sole imperatore Celeste.  

In margine  troviamo il Taoismo cinese o Taosétismo, mescolanza di Sabéismo con addizione di tutti i vecchi dei della Cina prima della riforma di Fo Hi (3500 prima della nostra era). Le dottrine di Confucio (551 prima di J. C.) sono al contrario, tutti di senso pratico ed utilitario. Il sistema riposa sui doveri reciproci degli uomini, dal Principe agli sudditi, dal Padre ai bambini, dai Cittadini tra essi, sull'esempio ed il Ricordo degli antenati, infine sul disinteresse delle cose terrestri.  

La Virtù essenziale deve essere l'amore dell'umanità, cosi ben definito dal Buddismo nel "Dogma delle Otto Strade", enunciando che "L'opera perfetta consiste nelcustodire in tutte le azioni, un scopo puro ed onesto, esente da ogni egoismo, mirando il Bene  di tutti gli Esseri, la Meditazione perfetta che rivela all'uomo la vera Natura dell'universo e degli Esseri, l'esistenza del Vero... 

 

RIFLESSIONI SULLA TEOLOGIA:  

La Teologia Cristiana si basa sul Cristo: sua opera si compie nella comunità cosciente della Tradizione vivente ed attuale. Non si tratta affato di "Parole di vangelo"; si capisce che la Tradizione di cui si parla, è ricca dell'apporto ancestrale costituito dai testi biblici, vivificati dalla sorgente zampillante dell'umanità cosciente di Sé. Tutto sommato, la Teologia è la Scienza della Coscienza collettiva. La sua fine  è la determinazione delle condizioni di Salvezza. Elabora in qualche modo la Conoscenza della Vita Spirituale, come la Scienza cerca la Conoscenza dei fenomeni fisici.  

L'idea nuova del Cristianesimo  è che la chiesa è l'umanità intera. Se Dio ha parlato agli uomini, è ascoltando tutti gli uomini, senza escluderne uno solo; come non è possibile decidere della natura di un'anima senza provarla. Ora, le Chiese riuniscono le anime che si assomigliano. Cercano la coerenza, una comunione, un'unità e rigettano dalla loro comunità tutti quelli che non si sottopongono né ai riti né alle autorità. Gli esuli soffrono di questo ostracismo, ma sono le Chiese che hanno il più da perdere, perché non possono più sperare di sentire Dio. La parabola della Pecora smarrita non ha impedito le scomuniche, né gli scismi. Tuttavia una Chiesa cosciente della sua missione e della sua ragione di essere non deve rinunciare ad un solo Uomo...  

C'è una logica della Teologia come della Scienza. E se le Chiese muoiono,  è perche non sanno riunire più ciò che è sparso.... fanno passare la preoccupazione della loro unità prima degli obblighi delle loro funzioni. Tocca ad esse convertirsi, non a quelli che ne sono esclusi. Tutta la difficoltà per esse, tiene all'estensione dei termini. La chiesa interpreta della Tradizione vivente, è la chiesa del Cristo, vale a dire dell'umanità in marcia. E non una cappella o un partito. Perché non è permesso di dire che la chiesa sarebbe più vicina alla parola di Dio se fosse meno preoccupata dal suo carattere di istituzione temporale limitata nel Tempo come nello spazio.  

            Come ammettere che il Cristo non sia venuto per tutti gli uomini allo stesso tempo? Come ammettere che se il Cristo è il messaggero ed il figlio di Dio , abbia lasciato tanti uomini durante i secoli nell'ignoranza delle vie della salvezza?  

                La chiesa insorge contro l'idea di una dottrina segreta. Si può ammettere che la Gnosi sia che una concezione troppo spiritualistica per essere generosa e vera. Magari! Niente vieta a nessuno di superare tutto sommato la cornice stretta del Mediterraneo, dei popoli semiti e della razza bianca, dei duemila anni che hanno seguito l'apparizione del Cristo, e di concepire il Cristo nella sua Gloria Universale ed Eterna. Perché no?  

                Anche se il cristianesimo fosse solamente un mito, niente l'impedisce di essere vero per l'umanità, se non le Chiese che ne fanno un dogma e l'oggetto di una fede. Perché se esprime la salita dello spirito e della Materia con lui, verso la Gloria di Dio, che cosa importa se si crede in Lui o no? E se si dice che la credenza nel Cristo è la condizione dell'Assunzione dell'umanità, cos'è  una Umanità che non è tutta l'umanità? Bisogna ammettere che la venuta del Cristo sia condizionata da un livello di cultura, di civiltà? che solamente dopo una lunga evoluzione dell'umanità suo intervento è efficace? Affinché l'azione del Cristo sia efficace occorre dunque che i Tempi siano venuti. ( non è il caso oggi?... Era dell'Acquario?...)  

 

  Il problema che si pone alla chiesa, è quello che ogni Società deve risolvere: mantenere le probabilità della libertà spirituale e l'armonia organica, salvare nello tempo stesso l'ordine e la Libertà. Ma, nella misura in cui la chiesa non è, di fatto, Universale, non può pretendere risolverlo in nome di tutta l'umanità. Occorre che questo problema si ponga ad un livello superiore, al di là delle chiese e delle Società parziali. Il Regno dello spirito è molto al di là delle necessità temporali. Significa che le chiese non possono pretendere asservirlo e ridurrlo alla loro dimensione. Questo, tutti i Teologi dovrebbero saperlo!  

 

par Marie de St Clair publié dans : Via e Religione
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Lundi 10 septembre 2007

Per cominciare le nostre presenti comunicazioni, vorrei offrirvi questo testo che parlerà qualunque altro discorso:  

Questo testo è estratto dal libro di Eliphas Levi intitolato: "La chiave dei grandi Misteri."  

In tutti i tempi, la Religione e la Scienza si sono dedicate ad un tipo di lite ideologica a proposito del divino, per determinare l'importanza dell'una rispetto all'altra, come se inseguivano una "Palma Accademica". In questa situazione scomoda, il Misticismo si interpone in mediatore con tutta la saggezza che lo caratterizza.   

La Religione c'insegna difatti, grossolanamente questo:  

"Credete e Comprenderete."  

La Scienza, lei, ci  dice:

Comprendete e crederete."  

Mentre il Misticismo, come l'insegna l'ordine degli Rosacroce   dimostra che: "Credere e Capire non sono   che due aspetti di un stesso elemento chiamato Conoscenza."  

Perché Essere, Verità, Ragione, Giustizia sono gli argomenti comuni delle ricerche della scienza e delle inspirazioni della Fede. La concezione, o reale, o ipotetica di un potere supremo, trasforma la giustizia in provvidenza, e la nozione divina, a questo punto di vista, diventa accessibile alla Scienza stessa.  

- La Scienza studia l'essere nelle sue manifestazioni - poiché da tutti i lati una folla di eletti esclama insieme: "Venite, Signore venite"!  

Perché biasimare gli uomini che si lanciano in quest'avvenire maestoso e si glorificano di indovinarlo?  

- La Fede lo suppone o l'ammette piuttosto a priori nella sua generalità.  

- La Scienza cerca la verità in ogni cosa.  

- La Fede riporta ogni cosa ad una verità universale ed assoluta.  

- La Scienza constata delle realtà in dettaglio.  

- La Fede li spiega con una realtà d'insieme che la Scienza non può constatare, ma che l'esistenza stessa dei dettagli sembra costringerla a riconoscere ed ad ammettere.  

- Il Misticismo domina le manifestazioni della materia nella sua correlazione col Divino togliendo la superstizione ed il fanatismo alla fede.  

Allora, afferma J. di Maistre, tutta la Scienza cambierà faccia: lo spirito, molto tempo spodestato e dimenticato, riprenderà il suo posto; sarà dimostrato che le tradizioni antiche sono tutte vere; che il paganesimo intero è solamente un sistema di verità corrotte e spostate; che basta pulirli per così dire e rimetterli al loro posto, per vederli risplendere con tutti i loro raggi. In una parola, tutte le idee cambieranno; e, ascoltiamo queste tre entità personalizzate discutere tra di loro! Precisiamo tuttavia che al posto della Religione, diremo: la Fede ed al posto di Misticismo diremo: La Ragione. Dunque:  

LA FEDE, LA SCIENZA E LA RAGIONE  

La Scienza - Mai mi farete credere all'esistenza di Dio.  

La Fede - non avete il privilegio di credere, ma non mi proverete mai che Dio non esiste.  

La Scienza - Per provarvelo, occorre prima che sappia ciò che è Dio.  

La Fede - non lo saprete mai. Se lo sapeste, potreste insegnarmelo, e quando lo saprei, non lo crederei più.  

La Scienza - credete dunque senza sapere ciò che credete?  

La Fede - Oh! non giochiamo sulle parole. Siete voi che non sapete ciò che credo, ed io lo credo precisamente, perché non lo sapete. Avete la pretesa di essere infinita? Non siete ad ogni istante fermata dal mistero?  

Il mistero, è per voi un'ignoranza infinita che ridurrebbe a nulla la finitezza del vostro scibile, se non l'illuminasse dalle mie ardenti inspirazioni, e, se, quando dite: "non so più", non esclamavo: "ed io, comincio a credere."  

La Scienza - Ma le vostre inspirazioni ed il loro oggetto non sono e non possono essere per me che ipotesi.  

La Fede - Probabilmente, ma sono delle certezze per me; poiché senza queste ipotesi, dubiterei anche delle vostre certezze.  

La Scienza - Ma se cominciate dove mi fermo, cominciate sempre troppo presto temerariamente. I miei progressi attestano che cammino sempre.  

La Fede - Che importano i vostri progressi se cammino sempre davanti a voi?  

La Scienza - Voi, camminare! Sognatrice di eternità, avete disdegnato troppo la terra, i vostri piedi sono intorpiditi.  

La Fede - mi faccio portare da i miei bambini.  

La Scienza - sono ciechi che ne portano un altro; Attento ai precipizi!  

La Fede - No; i miei bambini non sono cieci, al contrario, godono di una doppio vista, vedono con i vostri occhi ciò che potete dimostrarloro sulla terra, e contemplano con i miei ciò che mostro loro nel cielo.  

La Scienza - Cosa ne pensa  la Ragione?  

La Ragione - penso, Oh le mie care maestre, che potreste realizzare un apologia commuovente, quella del paralitico e del cieco. La Scienza rimprovera alla Fede di non sapere camminare sulla Terra, e la Fede dice che la Scienza non vede niente nel cielo delle inspirazioni e dell'eternità. Invece di litigare, la Scienza e la Fede dovrebbero unirsi; che la Scienza porti la Fede, e che la Fede consoli la Scienza insegnandogli a sperare ed ad amare.  

La Scienza - Quest'idea è bella, ma è un'utopia. La Fede mi dirà delle assurdità, ed io vorrei camminare senza di lei.  

La Fede - Cosa chiamate assurdità?  

Il campo della scienza, e la Scienza, come manifestazione della luce di Dio nell'intelligenza umana, riguarda la Fede. La Scienza e la Fede devono dunque ammettersi , rispettarsi reciprocamente, reggersi anche e all'occorrenza prestarsi soccorso, ma senza sconfinare mai l'una sull'altra. Il mezzo per unirli è di non  confonderli mai.Non ci può mai essere contraddizione tra di loro, perché servendosi delle stesse parole, non parlano la stessa lingua.  

La Fede - Eh bene! Mia sorella la Scienza, che cosa ne dite?  

La Scienza - dico che eravamo divisi da un memorabile malinteso e che possiamo camminare oramai insieme. Ma a quale dei vostri differenti simboli mi legerete? . Sarò ebrea, Cattolica, musulmana o protestante?  

La Fede - resterete la Scienza e sarete universali.  

La Scienza - vale a dire cattolica, se capisco bene. Ma che devo pensare delle differenti religioni?  

La Fede - Giudicatele per le loro opere. Cercate la carità vera e quando l'avrete trovata, chiedetegli a quale culto appartiene?  

La Scienza - non è certamente quello degli inquisitori e dei boia della San-Bartolomeo.  

La Fede - è a quello di San Giovanni Il cappellano, di San Francesco di Sales, di San Vincenzo di Paolo, di Fénelon e di tanti altri.  

La Scienza - Confessate che se la religione ha prodotto qualche bene, ha fatto anche, tanto male.  

La Fede - Quando si uccide in nome di Dio che ha detto: Non ucciderete, quando si perseguita in nome chi vuole perdonare ai suoi nemici, quando si propaga le tenebre in nome di chi non vuole che si nasconda la Luce , è giusto attribuire il crimine alla legge stessa che lo condanna? Dite, se volete essere giusti ,che malgrado la religione tanto male è stata fatto sulla terra, lo potete. Ma anche  quante virtù non ha fatto nascere? Quante devozioni e sacrifici ignorati? Avete contato questi nobili cuori dei due sessi che hanno rinunciato a tutte le gioie per mettersi al servizio di tutti i dolori? Queste anime dedicate al lavoro ed alla preghiera che sono passate facendo il bene? Chi  dunque ha fondato degli asili per gli orfani ed i vecchi, degli ospizi per i malati, degli ritriri per il pentimento? Queste istituzioni tanto gloriose quanto modeste, sono le opere reali di cui si riempono gli annali della chiesa; le guerre di religioni ed i supplizi dei settari appartengono alla politica dei secoli barbari. I settari erano loro stessi degli omicidi del resto. Avete dimenticato il rogo di Michel Servet ed il massacro dei nostri preti rinnovato ancora nel nome dell'umanità e della ragione dagli rivoluzionari nemici dell'inquisizione e della San-Bathélémy?   

Sempre gli uomini sono crudeli, ma succede quando dimenticano la Religione che benedice e perdona.  

La Scienza - Oh Fede! Scusatemi dunque, se non posso credere; ma so adesso perché siete credenti. Rispetto le vostre speranze e divido i vostri desideri. Ma è cercando che trovo e mi serve dubitare per cercare.  

La Ragione - Lavorate dunque e cercate, Oh Scienza, ma rispettate gli oracoli della fede. Quando il vostro dubbio lascerà una lacuna nell'insegnamento universale, permettete alla Fede di riempirla. Camminate, distinguete l'una dall'altra, ma appoggiatevi l'una sull'altra, non vi smarrirete mai.  

par Marie de St Clair publié dans : INSEGNAMENTO communauté : Esotérisme et Spiritualité
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Samedi 8 septembre 2007

Vorrei, in questo giorno, parlarvi di un argomento che mi è particolarmente caro. Si tratta dell'unità che deve esistere, non solo all'esterno, non solo con l'esterno, mais anche in ogni Cercatore. Fare l'unità significa far l'unità con Dio! Se potete stabilire questa Unità che non ha niente a che vedere con le amabilità mondane, sarete in armonia con gli altri, perché tutto è soggetto al cambiamento nella creazione ma Dio è immutabile.  

Attenzione, fare l'unità in un gruppo non vuol dire che ogni elemento del gruppo debba avere un atteggiamento stereotipato, che i nostri comportamenti devono essere ricalcati gli uni sugli altri! Ciò sarebbe impossibile da ottenere del resto e,  sarebbe anche aberrante in un'organizzazione dove si cerca di svegliare la responsabilità individuale. Non abbiamo tutti un passato identico, un'educazione simile. La nostra religione, i nostri costumi non sono obbligatoriamente gli stessi, il nostro grado di risveglio, di comprensione sono differenti. Anche se il nostro scopo è identico, le nostre strade spirituali possono prendere delle forme differenti. Ogni individuo che compone un gruppo, può essere paragonato ad una cellula di un organo, ma ogni organo del corpo ha una funzione differente.  

Tuttavia, tutti gli organi operano all'unisono affinché l'uomo possa vivere in armonia. Se un solo organo o una sola cellula decide di fare da solo ed ecco la malattia. C'occorre ammettere dunque una volta per tutte che la realtà dell'unità deve stabilirsi attraverso le nostre diversità. Dobbiamo accettare le nostre differenze; accettare che un fratello o una sorella possano avere, ad un periodo dato, un punto di vista differente o che manifesti un difetto, (tanto più che nessuno nel gruppo è esente di difetti).  Più che di tollerarli, dobbiamo fare affettuosamente del nostro miglioramento per aiutare chi ne ha bisogno per mantenere l'armonia nel luogo dove viviamo come in quello dove operiamo collettivamente dovè potrà esser percepita la presenza di Dio, primo servito!  

Parlare di unità riconduce anche a parlare di congruenza perché, occorre che ci sia unità perfetta fra il pensiero, la parola e gli atti che ne risultano. Tale è lo scopo che dobbiamo tutti inseguire per noi stessi ed incoraggiare dai nostri fratelli e sorelle. Un gruppo unito è un gruppo che rispetta la strada di ciascuno dei suoi membri, e che non le incita ad entrare in conflitto con loro stessi. Un gruppo unito è un gruppo dove regna l'amore e la comprensione, e non la critica.  

"Quando salutate qualcuno le mani unite, è Dio che salutate" dicono gli Upanishads e, così è quando criticate qualcuno; è Lui che criticate!  

Un gruppo unito è un gruppo dove regna la tolleranza, finchè, beninteso,la disciplina e le regole inerenti alla collettività sono seguite correttamente, che il rispetto tra i membri è reciproco e che nessun pregiudizio sia portato a chi che  sia, o non sia portato al gruppo stesso. Si può essere fisicamente lontano, seguire una disciplina spirituale distinta, provare, per esempio, un bisogno di solitudine o di intériorizazione nel momento in cui  altri hanno bisogno di contatti, ed aver tuttavia una grande comprensione, un grande rispetto, un grande Amore, perché si vede nell'altro una manifestazione di Dio. L'unità esisterà allora! Dio legge in fondo ai cuori, non si lascerà abbindolare da un'apparenza di unità. La differenza fondamentale tra il Discepolo ed i fedeli "di passaggio" è nella capacità del primo ad identificarsi alla parte del tutto, o al tutto stesso. Un simile atteggiamento implica un largo raggio di amore. conduce ad essere inclusivo ed a dedicare la sua vita al servizio del più grande numero, ed a quelli che ne hanno il più bisogno. Questa Volontà di unità è assolutamente necessaria. È imperativo che quelli che prendono  il sentiero dalla Conoscenza concentrano tutto il loro Amore alla condizione disgraziata di una grande parte dell'umanità perché, il più grande difetto dei Cercatori di quest'epoca consiste nel esprimere un genere di indifferenza erronea che le conduce ad una preoccupazione quasi non sradicabile dalle loro proprie idee o dalle loro imprese personali. L'unità divina che è spesso solo un ideale percepito e progettato nel mentale, deve diventare oggi una realtà attiva, e ciò non può sopraggiungere prima che ciascuno di noi si esprime in quanto anima e neanche in quanto individuo separato e specifico. Se l'unità realizzata in Dio, la fusione, è difficile per la moltitudine, l'unità realizzata al livello dell'anima è accessibile a tutti.  

Potete chiedervi per che mezzo noi abbiamo accesso. La risposta è semplice:con l'amore, perché l'amore è l'essenza stessa dell'anima. Con l'amore entriamo in intima comunione con l'anima di tutti nostri fratelli o sorelle, con questa capacità di comprendere meglio i loro problemi, e di conseguenza, di poter risolverli meglio. Bisogna evitare, ed è là un problema della gioventù, di volere esclusivamente, per eccesso di zelo, stabilire dei contatti e delle relazioni al livello della personalità, cioè dare troppa importanza all'avvenimento esterno, alla piccola storia di ogni Ego.  

Di conseguenza, ogni Cercatore deve mirare imperativamente  a tre obiettivi:  

o Ricercare l'unità in seno al gruppo, col pensiero, la conoscenza esterna degli uni e degli altri, e soprattutto, con un costante spargimento di amore.  

o Ricercare l'unità con la meditazione, non individualmente, poiché meditare implica far sparire il senso del piccolo io ", ma insieme, in una stessa inspirazione, in una stessa contemplazione, che radica così il loro gruppo in seno al regno dell'anima,  rendendo gli individui impegnati.   

o Ricercare l'unità con l'attività nel gruppo. Tale è il vero senso del servizio, dove si lavora insieme, staccato nell'azione di ogni idea di ricompensa, addirittura di ogni impressione di essere utile. L'azione che è innanzitutto un'offerta a Dio. Questa attività di gruppo è stabilita soprattutto in vista di svegliare, di illuminare, e di amare i nostri fratelli e sorelle.  

Infine, c'è un principio essenziale su che non si insiste mai abbastanza: è ciò che si potrebbe chiamare l'atteggiamento non violento interiore come esteriore. Senza questo principio, l'amore non può fare la sua apparizione e l'unità sognata resterà una dolce utopia. Bisogna sorvegliare imperativamente la sua condotta quotidiana, i suoi pensieri, le sue parole per renderli totalmente non violenti, e che i pensieri comportando  un senso critico di discernimento restino sempre costruttive e positive, esenti da ogni effetto nocivo. Nessun cattivo umore, nessuna depressione, nessuna reazione affettiva, deve velare la pura espressione dell'anima perché, come possiamo constatarlo nella nostra società religiosa, un'inspirazione spirituale basata su un entusiasmo mal canalizzato può fare il male più grande .  

Non possiamo dunque che chiamare i nostri fratelli e le nostre sorelle ad applicare la regola della tripla non violenza:  

La Non violenza nei nostri pensieri. Ciò consiste nel avere un linguaggio misurato, ed una quasi impossibilità a parlare ad alta voce o con cattiveria .  

La Non violenza nelle nostre numerose e quotidiane reazioni affettive. Ciò che avrà per effetto di diventare un canale dell'amore dell'anima.  

La Non violenza nei nostri atti che conferirà a ogni Cercatore sul sentiero della Conoscenza l'equilibrio e la Volontà creatrice.  

La strada è lunga per chi ne percorre i primi metri ed il suo termine  può essere raggiunto solo con uno sforzo di disciplina personale su sé stesso, con un'azione ed un discernimento libero e metodico, e non con un'ubbidienza passiva, negativa o ancora con sottomissione o imitazione cieca.   

Se un ordine doveva venire dall'Alto, sarebbe quello di dover ubbidire alle decisioni della nostra anima, a ciò che ci bisbiglia nostro Sé superiore.  

Così, affinché regna l'unità, per costruire questa unità, cerchiamo che ogni istante della nostra vita rappresenti uno sforzo per creare questo legame con Dio. Troviamo Dio in noi stessi, vediamo Dio in ogni essere vivente che incontriamo.  

par Marie de St Clair publié dans : INSEGNAMENTO
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Mardi 4 septembre 2007
L'avanzamento in una Masseria non richiede nessun'aiuto meccanico. Solo un lavoro cosciente può essere utile ad una tale impresa. L'uomo meccanico non può essere  cosciente, cosi il primo compito dei Magisteri è di assicurarsi dell'aiuto di collaboratori coscienti.  

Definiamo la Masseria dunque, nella sua esistenza pubblica, come una scuola circostanziale, per un'epoca che ha assolutamente bisogno di chiavi di passaggio; come una scuola di lucidità, di libertà, di apertura, di rigore, e non di rigidità, di entusiasmo, di creatività e di riallaccio. Una scuola senza Maestro visibile determinato, senza autorità né disciplina imposta. Una scuola che mira a creare in ciascuno le migliori condizioni possibili per la sua evoluzione come una rete luminosa di affinità. Per un apprendistato, non di un esoterismo polveroso, teorico ed erudito ma di una risurrezione dei valori interiori.  

La Masseria non dipende da nessuna società segreta, di nessun gruppo di pressione, di nessuna istituzione invalsa. È la libertà che va alla libertà, l'apertura che va all'apertura. la Sua ambizione è universale. Si crede vita, compimento. Raggruppa degli esseri che possiedono lo stesso ideale e che propongono i frutti delle loro ricerche; dei cercatori indipendenti per la loro via esoterica come essoterica ma non nel loro scopo.  

L'educazione della responsabilità personale è una dei compiti maggiori della nostra epoca. Tra altri scopi, la Masseria vuole suscitare dal cercator un apprendistato del discernimento, del risveglio, dell'intériorisazione ed abituarlo ad una visione globale di cui deve essere uno dei centri attivi.  

Queste riflessioni sul ruolo ed il posto della Masseria sorprenderanno magari certi di voi ma sono necessarie in un tempo in cui ciascuno si cerca da un lato come l'altro; hanno il merito di precisare la via con la quale consigliamo al cercatore di federarsi. Siamo dei passanti nella vita, a noi di diventare passatore di anime ritrasmettendo le briciole della Conoscenza che abbiamo racimolato a destra o a sinistra dalla nostra nascita in questo presente ciclo. Perciò chiamiamo tutti gli Uomini e le Donne sincere ad unirsi a noi per operare all'armonizzazione della Luce come ad ogni processo positivo di creazione. Vi chiamiamo a mettervi in cerca delle Leggi della Scienza di Sophia nel triplo scopo di comprenderli, di acquistarli e di metterli in opera.  

Mentre ci dibattiamo in un groviglio di contraddizioni, di alienazioni, di distruzioni; che erriamo tra gli alibi pseudo spiritualisti e gli imprigionamenti materiali; che sfuggiamo alla tirannide della quantità e del profitto solo rinforzare quella dell'ego; che le Chiese si degradano e le Sette si moltiplicano; che i vecchi Dei sono spariti senza esser stati sostituiti; in questo cantiere di incoerenze, in questo deserto sovrappopolato, in questo interregno, chi non ha bisogno  di ritrovare la Saggezza divina per collegarsi ad essa e di uscire dal labirinto delle sue emozioni? I tempi che vengono devono essere quelli della Saggezza, riscoperta ed ascoltata se no sarà la porta aperta al caos che vediamo spuntare già all'orizzonte della nostra fine di secolo. E la via dell'esoterismo è, nella solitudine ed il silenzio interiore, una delle strade che conduce alla Saggezza che si trova dietro il nostro stupore ed il nostro Amore.  

Infine, per concludere, chiamerò tutti i cercatori in Masseria a fuggire il combattimento il più spesso  possibile, qualsiasi siano le ragioni. Non si tratta d'imporre la Saggezza ma di incarnarla.  Concentratevi sulla vostra ricerca e lasciare chi non ha nient'altro da fare mettersi contro. Un giorno, forse si accorgeranno che sono più settari, più intransigenti, più autoritari della peggiore delle sette - Cristo ci ha mostrato la via, restiamo sulle sue tracce! Che sia contro la malattia, contro l'ingiustizia, contro la guerra o contro " non so che cosa" non utilizziamo le armi dell'avversario ma ricerchiamo l'armonia interiore ed esteriore che sa che all'impossibile, nessuno è tenuto.  

Nella Pace di Cristo!  

APPENDICE 

Il buonsenso innato, la saggezza, la giustizia e la volontà di bene degli esseri sono, oggi, confrontati con gli elementi della natura che spingono al materialismo ed all'egoismo che sono causa di divisioni e di distruzioni. Tuttavia, il Destino degli uomini è determinato dai valori che dirigono le loro decisioni e che esprimono le qualità della loro anima. Ecco i valori alle quali la Masseria vorrebbe associarsi per il nuovo millenario:  

- L'amore della Verità che è l'unica garanzia per una società di Giustizia.  

- Il senso della giustizia che comprende Amore e Compassione, Generosità e comprensione alla rinuncia personale.  

- Il senso della responsabilità personale per il gruppo come la padronanza negli interessi personali  

- Lo spirito di cooperazione basato sulle energie attive di buona volontà ed il principio delle giuste relazioni umane.  

Ben servire il gruppo con la mobilitazione delle energie personali ed il consenso a compiere la sua parte di lavoro.  

LESSICO 

Conoscenza: co - nascita: Nascere con. Si tratta della conoscenza propria a ciascuno che si ha capit ed integrato prima di rinascere.  

Esoterismo: è una visione interiore, liberata, globale e creatrice. Si tratta di una conoscenza non quantitativa ma qualitativa, non statica ma evolutiva. È una richiamo senza concessione alla responsabilità personale di ciascuno di noi.  

Magister: Personaggio che porta la responsabilità dell'elevazione spirituale delle anime che accetta in Masseria,  

Ordine: Organizzazione Tradizionale di forma esoterica o Re-ligiosa.  

Provvidenza: Orientamento della vita di un essere dato da lui prima della sua incarnazione.  

Realizzazione spirituale: Stato di elevazione dove l'uomo ha ritrovato il suo stato primordiale di divinità.  

Religione: , di RELIGARE, Egrégore che collega ciò che è basso a ciò che è alto. Chi serve di linea d'unione tra l'incarnazione e "il" Dio Uno.  

Tenuta: Pratico rituale che permette di ricollegarsi con la forza al serbatoio di energia del Campo.  

Campo di forza: Campo d'energia non incarnato raggruppando il potere dei Maestri.   ans l’unité de notre Divin Maître

par Marie de St Clair publié dans : INSEGNAMENTO
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Samedi 1 septembre 2007

Ma non basta volere, non basta sapere, non basta fare se non si è, vale a dire se  non si usa tutta la nostra essenza umana, ivi compreso le dimensioni intellettuali, (presenza e concentrazione), ed affettive, (sincerità e slancio del cuore), per renderci ricettivi a ciò che la supera e che attraversandola, "In sha Allah", ci trasforma.

 

Alla Masseria, c'interessiamo alla reintegrazione dell'uomo nel suo stato primordiale e non alla ricostruzione storica di tale o tale corrente della Tradizione che, fra parentesi, per perdurare nel tempo dovrebbe evolversi imperativamente ed adattarsi nella forma. Un vero Ordine può essere solamente quello che permette al cercatore di vivere  lo Spirito e la Legge ovunque ed ad ogni istante del ciclo storico. La nostra volontà non è dunque di formare delle Masserie  staccate del resto dell'umanità o che potrebbero servire d'appoggio alle ristorazioni anacronistiche o ai giochi politici o settari di cui siamo  già stati i testimoni in Europa. 

 

Parimenti, non è nello spirito della Masseria di rigettare le concomitanze necessarie alle esperienze della vita e dell'accettazione delle responsabilità familiari e professionali del momento. Potrebbero dirvi che vogliamo fuggire le difficoltà della vita comune a tutti gli uomini chiudendoci nella torre di avorio della nostra appartenenza tradizionale piena di affinità elettive e di abitudini compiacenti, rifiutando tutti i contatti ed i doveri chiesti dalla nostra situazione umana ma non è vero, non rifiutiamo né la vita né il mondo in sé, considerando che non si è spirituale una volta al mese quando ci ritroviamo in "Tenuta" ma ogni giorno della nostra vita applicando i principi della Legge al nostro ambiente immediato e quotidiano. Diciamo anche che il tempo di un cammino iniziatico attraverso le organizzazioni monastiche è superato; l'uomo deve essere prete a sé!

 

Si potrebbe pensare che l'epoca  non si presta: la caccia alle streghe e l'inquisizione, anche se non sono più confessionali, sono sempre molto presenti in buono numero di spiriti ma l'emergenza di una conversione, di una mutazione è sempre più riconosciuta; la nostra società si libera progressivamente delle gogne ideologiche, si interroga, si ascolta, si cerca nelle "saggezze" del passato; una creatività nuova si fa giorno, in cerca di coerenza e di efficacia. Un nuovo spazio si apre per una rigenerazione dell'uomo e della società, per una concezione più dinamica della scienza, della religione, della filosofia. Certo, non è ancora l'età di oro ma è incontestabilmente il risveglio della "razza d'oro", questa eterna comunità spirituale così molto tempo occultata sotto gli assalti dell'involuzione materialista. Disillusa dall'insopportabile pressione di un mondo disumanizzato, per lo smarrimento delle coscienze una razza nuova ed insieme antica si alza , quella dell'uomo in cerca  di Saluto.

 

Anche, in questo mondo in piena evoluzione, la Masseria ha il dovere di essere una scuola di lavoro personale e di mutazione. Come tanti ordini Tradizionali, la Masseria non ha forma permanente; appare e sparisce dallo sguardo pubblico secondo le leggi che gli sono proprie e non è annessa a nessun'istituzione. Ciò implica sempre una certa "missione" che fondi e giustifici la sua esistenza temporale. Quando il suo lavoro è finito, sparisce. Capiamo bene che la Masseria non esiste mai per sé-stessa in quanto scuola di conoscenze ma come depositario di una pedagogia, di un messaggio che gli è proprio, anche se si ricollega ad una Conoscenza permanente.  

par Marie de St Clair publié dans : INSEGNAMENTO
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