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Legge di Ermete

  CERCATORE,
la legge di Ermete come quella di Amra  ti da l'obbligo morale di ritrasmettere quello che hai capito della Via; Ogni volta condurai un fratello, una sorella sulla via dell'iniziazione, sarai artigiano della Grande Opera, compagno sulla via delle stelle, artigiano  dell'opera spirituale che portera alla fine  del carma individuale quanto collettivo

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Messaggio di accoglienza

La Masseria del Santo Graal
è prima di tutto una ricerca interiore personale. La Masseria desidera riunire Cercatori Sinceri

 Al di là dei dissensi politici. Al di là dei dissensi religiosi.  Al di là dei dissensi razziali.

Esiste un valore nel quale crediamo:"L'UOMO"

 Fedele alle parole di Gabrielle Carmi: “Osare Sognare, è Osare Vivere!”

 Per i tempi presenti, credo che le forze spirituali già riunite o ancora sparse devono operare per lo sboccio del pensiero fuori dai sentieri troppo stretti, preparando così un avvenire  migliore, affinché non siano perse gli alti valori che devono istradare la nostra umanità verso sfere sempre più evolute. Amico lettore, auguro che un giorno ci ritrovavamo, voi ed io, affinché sopravviva lo spirito della Masseria... - Il tempo fuori dal tempo - Gabriella.)

 

 Solamente la volontà di vivere.

 

 

 

Lundi 13 août 2007

Ritorniamo al nostro proposito di oggi che è di concepire il cuore come essendo un cervello mediano dell'essere umano, sede dell'energia fuoco, sede dei sentimenti o più precisamente "del sentimento: Amore, perché gli altri sentimenti ne sono solamente dei derivati.  

Centro  importante dell'uomo al punto che certi vedono solamente la via cardiaca per raggiungere la salvezza. Ciò è comprensibile se si prende in considerazione che l'amore  può esprimersi e viversi solo quando le pesantezze legate ai primi due cervelli citati sono superate. È il proprio del cervello mediano. Ma prendere solamente questi dati significherebbe a limitare il nostro centro (cervello) cardiaco ad un incrocio di strade, ad una sintesi. Ora il cervello cardiaco è a pieno titolo un cervello, cervello che è tristemente il meno in attività.  

Riflettiamo. Constatiamo insieme che questo centro contiene nostro io vero: il Sé, il solo cervello dove siamo noi-stessi perchè se il cervello mentale contiene le conoscenze trasmesse dai libri, i media, il nostro ambiente.... Se il cervello tripal è legato alla conoscenza del passato, il cervello cardiaco contiene la sola cosa che c'appartenga in proprio: i nostri sentimenti ed in ciò si trova la ragione per la quale noi il proteggiamo tanto.  

Sede dell'amore, oh quanto esaltato a qualsiasi età, è anche la sede della sofferenza. Allora, l'essere umano preferisce limitarsi a vivere le sue emozioni, trovando sempre delle nuove ragioni per non vivere l'amore.  

   

Le leggi legate a questo centro e che bisogna sviluppare sono:  

- a, il rispetto incondizionato dell'essere umano.  

- b, la congruenza,  

- c, l'empatia.  

 

a)Il rispetto incondizionato: queste parole dietro la loro semplicità apparente non  fiiscono di essere l'argomento di meditazioni. Ogni volta che lo farete, delle nuove faccette di questa nozione vi appariremo. Perché, dove si ferma il rispetto? Soprattutto quando è incondizionato. Questa legge vi permetterà di liberarvi dalle catene del vostro Ego - ovviamente il rispetto deve cominciare dal rispetto di sé stesso. Il rispetto è un'accettazione di sé e dell'altro come è.

 

b, La congruenza,: armonia dell'io. Ciò ritorna ad essere in accordo tra ciò che penso e ciò che faccio. Questa legge vi permetterà di equilibrare azione e ragione.

 

c, L'empatia,: armonia con gli altri, espressione dell'amore e della compassione. Questa legge vi permetterà allora di aprire il vostro cardiopatico. Constaterete che queste leggi necessitano di nuovo la conoscenza di Sé, il collocamento in applicazione dello "Conosci te stesso". L'attrezzo principale per mettere in azione l'empatia è l'ascolto dell'altro e di sé, prenderete cura di non confondere "ascoltare" e "sentire."  

   

Questi tre valori sono altrettante nozioni su che c'occorrerà ritornare e che sono altrettanti argomenti di meditazione. Avete adesso, tra le mani, la base anche dell'iniziazione ai più alti gradi della conoscenza e vi appartiene sia di assorbirli col vostro intelletto sia di andare oltre. La parola d'ordine di questo grado è "comunicazione."  

Finirò questa parte con un pensiero di RUMI, estratta dal suo "mathnavi (II, 159 sq.): Purificati degli attributi dell'io, per poter contemplare la tua propria essenza pura, e contempla nel tuo proprio cuore tutte le scienze dei profeti, senza libri, senza professori, senza Maestri. Il libro Sufi non è composto d'inchiostro e di lettere; non è nient'altro che un cuore bianco come neve.  

   

Vi occorre prendere ancora coscienza di un quarto polo che non ha esistenza in sé ma che è la sintesi o piuttosto la risultante dei 3 altri. Si tratta del Centro della Volontà. Questo centro non esprime il "io voglio" come si potrebbe aspettare, ma  il "io può perché voglio". non esiste in sé perché nessuno può affermare avere della volontà se non ha stabilito prima di tutto un pò di armonia tra i 3 cervelli studiati nella nostra comunicazione precedente.

 

Se stabiliamo una verificazione da 1 a 10 per ciascuno dei nostri tre cervelli:      

Mentale  

Cardiaco  

Tripal  

                        0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10  

   

Se prendiamo arbitrariamente:            8/10 per il mentale.  

2/10 per il cardiopatico.  

5/10 per il tripal.  

La nostra volontà non sarà di 8/10 + 2/10 + 5/10: 3 = 5/10, ma si allineerà sulla più piccola percentuale perché in effetti, ciò vorrà dire che abbiamo 2/10 di mentale in armonia con 2/10 di cardiopatico ed altrettanto di tripal. Ancora una volta, è la legge dell'armonia che predominerà.  

L'uomo non potendo diventare Uomo che per la sua volontà, vedete ciò che vi rimane da fare...  

   

Entriamo un pò più avanti nella nostra costituzione dell'essere umano abbordando  adesso la catena gangliare. L'essere umano è costituito di 2 x 26 gangli situati ad ogni lato della colonna vertebrale.  

Prendete il vostro quaderno di studio e fate  un grafico:  

2 x 3 gangli intracrânici.  

2 x 3 cervicali.  

2 x 12 dorsali.  

2 x 4 lombari.  

2 x 4 sacri.  

   

Collegate 3 gangli cervicali ed i 2 x col cuore.  

I 2 x 6 dorsali inferiori col plesso solare situato al di sotto del vostro ombelico.  

Collegate 4 gangli lombari i 2 x col centro Hara o plesso mesentérico situato sotto il vostro ombelico.  

Collegate 4 gangli sacri i 2 x col plesso sacro situato alla base del pube nella donna, alla radice superiore del sesso nell'uomo.  

Collegate adesso il plesso solare, il centro Hara, il plesso sacro ed avrete descritto lo schema elettrico sottile del corpo umano. Questo schema è importante, ne comprenderete la ragione quando abborderemo le nostre comunicazioni sul curarsi.  

Studieremo man mano, le relazioni che esistono tra i gangli intracrânici e cervicali con la  kabbala, i gangli lombari e sacri con l'alchimia ed i gangli dorsali con l'astrologia. noteremo anche, in questa comunicazione, il fatto che il cakra cardiaco è il centro dei 7 cakras principali del corpo umano,:  

Radice, sacro, solare, Cardiaco, laringea, frontale e coronal, situati nella schiena, lungo la colonna vertebrale e non sulla faccia anteriore dove si trovano i plessi. Questa contraddizione è importante perchè se il cakra corrisponde ad un'entrata di energia vitale, il plesso è un'uscita di questa stessa energia, in eccesso nel corpo. L'equilibrio dei due  assicura l'armonia dell'organismo.

 

Noteremo anche nel nostro quaderno di studio il legame esistente tra il cakra radice ed il coronale, fra il sacro ed il frontale, fra il solare e il laringeo. Il cardiopatico  è una nuova volta un cakra in sé, dipendente dagli altri ed assicurando l'armonia degli altri. Il cakra possiede 12 petali, situati al centro dei 2 x 12 gangli dorsali, senza essere in relazione diretta con essi, fa il mediatore e Maestro dello zodiaco che traccia il destino dell'uomo.  

 

par Marie de St Clair publié dans : INSEGNAMENTO
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Mardi 7 août 2007

  Vi abbiamo spiegato nelle pagine precedenti che non bisognava cadere nella trappola che consiste nel decapitare, nel combattere e distruggere l'ego; cominciate a contornarne le ragioni perché il combattimento è l'attributo principale del vostro Ego, è questo combattimento che l'alimenta senza tregua, questo combattimento che interferendo col cervello tripal, crea l'ambizione, la ricerca di un sempre  meglio, di un sempre più, che permette alle energie di desideri, di emozioni di prendere il passo sulla saggezza.

  

La ricerca di questa verità ci porterà alla presa di coscienza del non combattimento, dell'inconditionnalità del non violenza e noi cercheremo il perché : la risposta si trova solamente nello scopo, in questa ricerca dell'uomo, del Cristo in Sé e per ciò non abbiamo bisogno che lasciare cadere le nostre difese, il "lasciar perdere", dei buddisti ma realizzeremo rapidamente che questo stato non può essere permanente,  ricercheremo anche i mezzi, il sentiero definito dalla cascata di "ione" caro a Papus.   

Troveremo innanzitutto le armi (attrezzi, per realizzare il sentiero che è,):

 

1, gli attrezzi minori:  

- Attenzione e percezione.  

- Riflessione e Ripetizione.  

- Paragone ed Apprezzamento.  

2, gli attrezzi primordiali:  

- Ritenzione e Memorizzazione.  

- Distinzione, discernimento, e Comprensione.  

- Immaginazione e Creazione.  

Per percepire i 12 stadi del sentiero:  

- Individualizzazione e Numerazione.  

- Decomposizione e Dissezione.  

- Associazione e Deduzione.  

- Organizzazione e Classificazione.  

- Induzione e Deduzione.  

- Astrazione e Generalizzazione.  

Non sapremmo troppo consigliarvi di fare il paragone con l'evoluzione del bambino, dalla sua nascita all'adolescenza. Ritrovate dunque ogni fase corrispondente a questa enumerazione e poi, applicate queste fasi alla vostra propria evoluzione spirituale.  

   

- III, ci resta da studiare il terzo cervello: il cervello animico o cardiaco, sede dei sentimenti, dell'amore e della compassione, situato al centro del corpo, all'altezza del plesso cardiaco..  

   

a)  prima  parliamo più a lungo di questo ultimo cervello, provate a definire queste nozioni:

  

- Compassione: Se apriamo il "Dizionario ", troveremo la seguente definizione: sentimento di pietà provata davanti ai mali di altrui e che ci spinge a dividere" ; viene dal latino ecclesiastico: compassio, di compatire significando: soffrire con.  

La compassione: Karuna in sanscrito,( mentre l'amore si dice: Maitreya in questa stessa lingua), è questo sentimento dell'insopportabile davanti allo sconforto  altrui ma non bisogna perdere di vista che il Templare, come soldato del Cristo, fa voto di liberare ogni essere dalla sua sofferenza combattendo la radice stessa del loro sconforto.  

La compassione è una forza, forma pensiero che è potere perché altamente positiva per l'essere che la mette in attività purché apprenda il distacco. Il vero cercatore che cerca condivide la sofferenza dell'universo ma non porta l'universo sulla sua schiena.

  

- b, l'amore: c'è Amore ed amore con, fra queste due espressioni, una moltitudine di amori differenti con "A" più o meno grandi:  

Amiamo il nostro coniuge, i nostri genitori, noi amiamo tale o tale pietanza, tale o tale attività.... amiamo o amiamo molto! La parola Amore è utilizzata a tutte le salse, esprimendo, per la maggioranza degli esseri, delle forme ad ogni volta differente.  

 

Il cercatore si  fermerà per meditare ancora, sull'immagine della madre capace di amare i suoi bambini con la stessa intensità e di amare allo stesso tempo  suo marito  senza per ciò rinnegare i suoi genitori. Il cercatore troverà, in questa immagine, i differenti piani di vibrazione dell'amore; troverà in questa metafora universale, non degli Amori diversi ma complementari perché non ci sono parecchi Amori ma parecchie forme di un stesso sentimento.

  

Comprendete bene che tra gli amori del Cristo per l'umanità e l'amore che possiamo concepire, tanto grande sia, esiste un mondo che una sola incarnazione non saprebbe colmare.  

Ma questo stato di fatto non deve portarvi a concepire parecchi amori. L'iniziato dice: "sono" e parla al presente avendo consapevolezza delle sue limitazioni.  

   

Avremo altre opportunità di ritornare su questo sentimento, il più grande che esiste. Ma passate fin da oggi dei lunghi momenti a meditare su di lui. Ne scoprirete voi stessi, delle multiple faccette. 

 

par Marie de St Clair publié dans : INSEGNAMENTO
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Vendredi 3 août 2007

  L'importante per il momento essendo di prendere coscienza che nostro essere è costituito di 3 cervelli autonomi che si cortocircuitano senza sosta:  

 I, Il cervello che chiameremo "tripale" o "istintivo" che ha la sua sede nel basso ventre.

  La sua azione principale è di gestire le nostre emozioni a partire dal nostro passato, vicino come lontano, è da questo centro che si generano le paure, le angoscie,le gioie o le collere - l'energia di questo cervello può essere definita in 5 grandi rami:

 
La collera che trasmutata diventa Saggezza e Calma interiore. La collera è legata all'autodifesa del nostro organismo, può essere associata all'acqua che si precipita  dalle montagne  portando tutto via sul suo passaggio, oppure stagna nel suo altro estremo, simbolo di putrefazione, trasmutata, può diventare un lungo fiume tranquillo, sorgente di riflessione e di saggezza.

 

L'orgoglio, altra difesa dell'organismo. Illusione di solidità, di sicurezza, di contemplazione (che dà l'espressione: guardarsi l'ombelico) - Trasmutato, diventa base solida sulla quale l'essere può sedersi per andare più lontano. È associato alla terra che come la lava dei vulcani, distruge ogni possibilità di vita ma che, sopito diventa fertile; la paura non esiste più perché la terra nutritiva offre senza limite ciò di cui l'essere ha il più bisogno. Può allora abbandonarsi e può coltivare il suo essere interiore.  

La passione legata al possesso ma che dominata apre all'unione; è il fuoco distruttore e purificatore, chiudendo l'essere nei suoi scopi o nel suo altro estremo, trasmutato, aprendo il battente alla comunicazione, al rispetto dell'altro; è il fuoco che divora tutto senza discriminazione, e che, dominato porta il calore e la compassione.  

La gelosia e l'invidia, è la paranoia assoluta, chiusura agli altri per mancanza di fiducia in sé, paura della solitudine, dell'abbandono che porta la paura di vedersi lasciare indietro dagli altri. Dominata, diventa motore dinamizante, precisione nell'azione; è la fluidità del vento che cambia direzione appena incontra un ostacolo e che insegue la sua strada senza che nessuno lo ferma. L'essere che ha dominato la gelosia, compie la sua strada senza panico. Trova automaticamente le soluzioni adattate permettendogli di intraprendere mille azioni allo stesso tempo.

 

La pigrizia, può essere associata a tutte le altre energie senza perturbarne l'azione; porta la spensieratezza, ila non combattività, la fuga dell'ego. Situata al centro della croce degli elementi, partecipa di tutti e di nessuno; dominata Tuttavia, diventerà saggezza, azione, base e comprensione, l'asse primordiale intorno al quale tutto si costruisce per associazione.  

L'avete capito, queste 5 energie o emozioni paralizzano l'essere. sono altrettanto energie destabilisatrici. Non dominate, sono la sorgente dei 7 peccati capitali, legati ai primi 3 cakra che chiudono o aprono a volontà, generatrici di malattie.

 

- II, Un altro cervello più conosciuto, si trova nella testa - lo chiameremo cervello mentale od intellettuale.  

Sede dei pensieri, dell'intelligenza, vale a dire della possibilità di analizzare, è il luogo dove la paura trova eco paralizzante, accelerando o guastando tutto il sistema nervoso. È il cervello più difficile da dominare, perché regna non solo in Maestro sul corpo fisico ma è capace di prendere delle svolte di una complessità certa per giustificare le sue decisioni. Ricusando o criticando secondo le svolte dei suoi meandri neurologici. È la sede dell'ego.  

Per convincervi della sua autonomia, vi basta fare la seguente esperienza: prendete un oggetto, non importa quale. Concentrate la vostra attenzione su di lui senza permettere al vostro cervello, per associazione di idee di portarvi altrove. Quanto tempo, resistete? Questo esercizio ripetuto ogni giorno vi permetterà di riprendere il controllo di quest'ultimo e vi preparerà alla pratica della meditazione. 

 

Le emozioni generate dal cervello tripal, trovando  eco nel cervello mentale, orienterano la sua attività, ma il cercatore prenderà cura di non lasciarsi intrappolare dal risultato di una tale sintesi, il vero cercatore ha il dovere di risalire alla sorgente, di epurare il suo spirito delle false piste generate dal cervello tripal o  dall'esterno.

Si accorgerà così come tutta la sua questua gira intorno a 4 verità fondamentali che ricerca e che sono:  

- La verità legata alla ricerca di un scopo che lui  riporterà alla ricerca dello scopo.  

- La verità legata al sentiero che percorre, che riporterà al sentiero primordiale senza legarsi ad un'etichetta particolare.  

- La verità sull'origine della sofferenza e la verità della sofferenza.

  

La nostra incarnazione in un corpo fisico ci porterà naturalmente a cominciare la nostra questua dalla verità della sofferenza generata dalla nostra incapacità a fissarci al presente: rimpianti del passato, speranza dell'avvenire e talvolta pensiero sul momento presente - altrettanto  cause d'irritazione,  d'insoddisfazione  inasprite dalla consapevolezza innata di una mancanza interiore che facciamo fatica a definire - al punto che quando abbiamo degli istanti di felicità, temiamo la disgrazia e ciò ci porta a desiderare di aumentare la felicità, anche spesso con mezzi molto artificiali. Ma il cercatore non  cadrà nella trappola, avendo preso coscienza della sofferenza, ne cercherà l'origine, le ragioni che portano il suo Ego ad essere senza tregua in lotta.  

 

 

par Marie de St Clair publié dans : INSEGNAMENTO communauté : Esotérisme et Spiritualité
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Samedi 28 juillet 2007

  I, ERMETE TRISMEGISTO CHI È?  

Questo nome rievoca ovviamente il Dio greco Ermete  che, per gli egiziani, si confonde col loro Dio Thot, allo tempo stesso scriba e mago.  

Si sa che i greci identificarono volentieri i loro propri dei ed eroi ai dei egiziani in occasione dei contatti che si stabilirono tra i due popoli. Fu lo stesso, più tardi, per i romani col loro Mercurio, figlio di Giove, messaggero dei dei e dio dell'eloquenza,  identificato ad Ermete ed a Thot. Giove  fu identificato a Zeus,  Saturno, a Kronos, eccetera...  

Ed è là che è la trappola quando si vuol provare a localizzare Ermete a partire da questo nome greco In quanto alla denominazione di Trismégisto, sembra che fu data ad Ermete dai greci al momento della scuola di Alessandria. Trismégisto, tre volte grande, tre volte Maestro, perché era considerato come re, legislatore e prete.  

Ho notato nel lavoro di Henri-Charles Puech: "Alla ricerca della Gnosi", 2 tomi pubblicati nel 1978 da Gallimard, una spiegazione del nome Trismégisto che trovo molto seducente. Basandosi su dei testi dell'IVème secolo passati fin'ora inosservati, questo autore dice che il nome di Ermete Trismégisto sarebbe stato attribuito dagli Ateniese ad un filosofo che aveva soggiornato per tre volte in Egitto e che, "all'epoca del suo terzo soggiorno, si è ricordato di sé o riconosciuto sé ricuperando in quest'occasione il suo vero nome.". Si tratterebbe, secondo questi stessi testi, della tripla incarnazione di un stesso personaggio a cui i meriti "delle sue due vite anteriori, tutto dedicate alla saggezza ed alla scienza, sono valsi, durante la sua terza esistenza, a riprendere coscienza e possesso del suo "io" autentico con un atto straordinario ed illuminatore di reminiscenza che gli ha rivelato la sua identità e la sua origine trascendente, assicurandolo del suo ritorno, una volta finita questa presente ed ultima reincarnazione, al mondo superiore di cui è generato, al luogo intelligibile dove era originariamente". Questa tradizione, detta ancora H. C. Puech, si ricollega intimamente alla dottrina ermetica; Ermete Trismégisto è stato concepito in tipo o in modello di "gnostico."Questo mito è stato ripreso da un gruppo di ermetisti che hanno "proiettato" la sua fede e è  realizzato la sua speranza ed il suo ideale."  

Notiamo che nel corso dei suoi insegnamenti, Ermete stesso rievoca l'antenato che portava lo stesso nome suo.  

Edouard Schuré, in "I Grandi Iniziati", fa risalire l'origine di Ermes-Toth che considera come il primo e misterioso iniziatore dell'Egitto alle dottrine sacre, all'epoca dove la razza nera che succedè alla razza rossa australe nel dominio del mondo, fece dell'Alto Egitto il suo principale santuario; epoca di una "prima e pacifica mescolanza della razza bianca e della razza nera, nelle regioni dell'Etiopia e dell'Alto-Egitto, molto tempo prima dell'epoca ariana." È in Egitto che, durante i cinque milleni che hanno preceduto l'avvento dell'era cristiana, si elaborarono le dottrine esoteriche le più alte e più pure dell'antichità che influenzerò, in particolare, le civiltà ebraiche (Mosé, e greche) (Orfeo).   Sempre secondo Edouard Schuré, Ermete appare come un nome generico che ricupera un triplo mito, quello dell'uomo primo iniziatore dell'Egitto, quello del sacerdozio depositario delle tradizioni occulte, quello del Dio Mercurio, iniziatore divino.  

Penso che è in questo senso che bisogna orientarsi per provare a capire ciò che si nasconde dietro il nome di Ermete Trismégisto.  

In principio, prima dell'apparizione del papiro e della scrittura fonetica, la scienza sacra egiziana era iscritta sotto forma di geroglifici sulle colonne ed i muri delle cripte nelle quali erano praticate le iniziazioni. Fu, più tardi, trascritta ed amplificata nei libri delle biblioteche dei Templi; tra i quali, si trovano i 42 libri attribuiti ad Ermete-Toth trattando della scienza occulta.   Secondo Edouard Schuré, è certo che i libri greci, conosciuti sotto il nome di Ermete Trismégisto, rinchiudono dei resti alterati, ma tuttavia molto preziosi, dell'antica teogonia egiziana. La dottrina del "Fuoco-principio" e della "Verbo-luce" enunciata in questi libri, è l'apice ed il centro dell'iniziazione egiziana. 

 Ciò che c'è giunto di questi testi è stato oggetto di una traduzione completa effettuata  da Louis Ménard, opera che ha fatto precedere di un studio sull'origine dei libri ermetici,  pubblicata nel 1979 dalle Edizioni del Maisnie sotto il titolo "Ermete Trismégisto". secondo Louis Ménard, questi testi sarebbero stati scritti all'inizio dell'IVème secolo della nostra era; si troverebbero tra le ultime produzioni della filosofia greca, e le idee della scuola di Alessandria ne formerebbero la trama, con alcune tracce dei dogmi religiosi del vecchio Egitto. Rimprovera loro di esser scritti quasi sempre in un stile oscuro, senza notare che è proprio il carattere ermetico degli argomenti trattati che ne è la causa.                                                         Prima di andare più avanti, ricordiamoci che la scuola di Alessandria fu fondata da Alessandro il Grande in 331 prima di J.C, e che fu il crogiolo in cui nascero e sbocciarono di numerose dottrine filosofiche che furono influenzate dal pensiero greco, il pensiero ebraico di cui il rappresentante più illustre fu Filone l'ebreo, (20 anni AV J. C. - 54 della nostra era), ma anche per le dottrine religiose dell'Egitto.  

Secondo L. Ménard, i libri di Ermete Trismégisto sarebbero i soli monumenti conosciuti della filosofia egiziana. Avendo preso nascita alla scuola di Alessandria, sarebbero una compilazione, sotto una forma astratta, delle idee e tendenze che esistevano prima solo sotto una forma mitologica. Costituirebbero una legame tra i dogmi del passato e quelli dell'avvenire (cristianesimo) ed apparterrebbero al paganesimo dell'ultima ora.  

Sempre secondo quest’autore, i popoli orientali non "sembrano aver avuto mai una filosofia propriamente detta", e "la ricerca dei fondamenti della conoscenza è cosa assolutamente sconosciuta dall'Oriente prima della conquista di Alessandro! Questo è far veramente poco caso delle tradizioni anteriori ad Alessandro il Grande che esistevano presso i persiani, gli assiri, i caldei, gli egiziani eccetera...  

Mi sembra molto più verosimile  ammettere che l'autore che, nell'IVème secolo della nostra era, ha scritto i libri detti di Ermete Trismégisto, ha  molto attinto ad’una tradizione egiziana più antica, alterandola spesso del resto sotto l'influenza delle filosofie della scuola di Alessandria.  

E questo spiega che si ritrovano in questi scritti delle idee espresse da Pitagora una decina di secoli prima, poi 2 secoli più tardi da Platone, idee attinte molto verosimilmente alla stessa sorgente sia che siano state comunicate loro dai Saggi sia che ne abbiano avuto l'intuizione o la rivelazione

 

L'autore dei libri detti "Ermete Trismégisto" ha avuto probabilmente l'intenzione di preservare e di fare conoscere il tesoro spirituale che costituiva le dottrine esoteriche dell'Egitto nel momento in cui, dopo avere preso nascita alla scuola di Alessandria, delle filosofie nuove come il gnosticismo ed il Néo-platonismo si spargevano intorno al Mediterraneo. Anche nel momento in cui la nuova religione cristiana cominciava a spargersi ed aveva tendenza, o per necessità tattica, o per intolleranza, a rigettare tutto ciò che non era conforme ai Vangeli.  

In materia di conclusione a questo primo capitolo del mio saggio, adotterò la seguente posizione: ciò che è stato riunito ed attribuito ad Ermete, qualificato poi di Trismégisto, è l'espressione di ciò che poteva essere rivelato della Scienza occulta, della antichissima tradizione di cui il Sacerdozio egiziano era diventato il depositario, ed è molto probabile l'opera di un gruppo di iniziati che appartengono a questo sacerdozio. E  citerò questo passaggio del "Libro Sacro" che fa parte dell'opera attribuita ad Ermete Trismégisto: parlando a suo figlio Horos a cui ha appena versato il beveraggio di immortalità, la Dea Iside gli spiega che prima che la razza mortale fu creata, l'anima in simpatia coi misteri del Cielo "era: Ermete, il pensiero universale". Ermete "vidi l'insieme della cosa, ed avendo visto, comprese, ed avendo compreso, ebbe il potere di manifestare e di rivelare. Ciò che pensò, lo scrisse; ciò che scrisse lo nascose in grande parte, tacendo con saggezza e parlando allo tempo stesso, affinché tutta la durata del mondo a venire cercò queste cose."  

II, GLI SCRITTI DI HERMES TRISMEGISTE  

Nel lavoro già citato, L. Ménard classifica questi scritti in quattro libri.  

Il primo Libro è costituito dal lavoro generalmente conosciuto sotto il nome di "Poimandrès" che significa "il Pastore dell'uomo", e da tredici dialoghi .   Ermete, prima discepolo, riceve gli insegnamenti da Poimandrès, "L'intelligenza Sovrana o Divina".  

 

Nei dialoghi che seguono, Ermete trasmette questi insegnamenti al suo discepolo Asclépios, già molto avanzato sulla strada della Conoscenza, poi al suo giovane figli Tat. Apprenderemo in seguito, nel Libro II che Asclépios ebbe per Avo "il primo inventore della medicina" che ha un tempio sulla montagna di Lybia.   Per Edouard Schuré, il Poimandrès porta anche il titolo di "Visione di Ermete". Quando il candidato all'iniziazione, egiziano o straniero che si era presentato alle porte del Tempio, a Memphis o a Tebe, aveva trionfato delle temibili ed impressionanti prove che gli si faceva subire, e ricevuto un primo insegnamento, era ammesso nel collegio degli Iniziati. Il iérofante, la sua guida ed istruttore, lo conducevano allora in cima al tempio per una bella notte stellata, e là, gli raccontava la visione che aveva avuto Ermete che rinchiude il segreto d'ogni cosa.  

Il secondo Libro è un "Discorso d'iniziazione"; contiene, ripartiti in parecchi capitoli, degli insegnamenti che Ermete invia nel santuario al suo discepolo Asclépios, ed ad un altro discepolo, Ammon. Questo è, dice loro in principio Ermete, un "sermone divino che sarà più religiosio di tutti quelli che abbiamo fatto fin'ora, o che sono stati ispirati dall'Alto."  

Questo "Discorso d'Iniziazione" porta anche il titolo di Asclépios". "è il tuo nome, Asclépios che iscriverò in testa di questo trattato" dice Ermes al suo discepolo.  

Il terzo Libro comprende tre capitoli che sono i tre frammenti conosciuti di un lavoro intitolato "Libro Sacro" o "Vergine del Mondo."  

La dea Iside, sposa di Osiride, dialoga con suo figli Horos, e gli rivela come furono creati gli uomini, come furono dotati di anime, e come  evolsero queste anime.  

Gli fa conoscere le parole che pronunciarono Ermete quando depositò e nascose i suoi libri prima di risalire al cielo: "Oh libri sacri degli immortali, che avete ricevuto dalle mie mani i rimedi che rendono incorruttibili, restate per sempre al riparo dalla corruzione e della putrefazione, invisibili ed introvabili per tutti quelli che percorrerà queste pianure fino al giorno in cui il vecchio cielo partorirà degli strumenti degni di voi, che il Creatore chiamerà le anime."  

Il quarto Libro somiglia le "definizioni di Asclépios" e tutti gli altri elementi conosciuti attualmente.  

Non è possibile fare qui un'analisi dettagliata di questi testi. Ma, all'intenzione di chi non avrà né l'opportunità, né il tempo di leggerli, ho indicato nei seguenti paragrafi alcuni punti essenziali degli insegnamenti che contengono riguardo la concezione della Divinità (teogonia), l'organizzazione dell'universo (cosmogonia), la creazione dell'uomo, la migrazione delle anime, ed i precetti da seguire per acquisire l'iniziazione.

Per il teogonia e la cosmogonia, mi sono riferito soprattutto alla versione che dà Edouard Schuré della Visione di Ermete che è abbastanza differente di quella contenuta nella traduzione di Louis Ménard. Tenendo conto di ciò che "l'antica tradizione egiziana c'è giunti solamente sotto una forma alessandrina leggermente alterata" Edouard Schuré ha "tentato di ricostituire questo frammento capitale della dottrina ermetica nel senso dell'alta iniziazione e della sintesi esoterica che rappresenta."  

1 - Sulla teogonia - Dio (Osiride per gli egiziani) è il Padre.  

È unico ed ineffabile. Eterno, incorporeo, invisibile, senza forma, non può essere afferrato dai nostri sensi né misurato per i tempi. È l'intelligenza Sovrana. È la Vita e la Luce. Contiene ogni cosa in potere e rinchiuda il modello di tutti gli esseri. Genera la "Parola Luminosa", il "Verbo Divino" che è il Figlio. Il Padre ed il Figlio sono uniti, perché l'unione è la loro Vita. Nella sua Visione, il Verbo appare ad Ermete come il Fuoco che sgorga delle profondità delle Tenebre. 

   Il "Verbo-luce", è la Divinità allo stato statico, nel suo equilibrio di unità ternaria = intelligenza, forza e materia - spirito, anima e corpo - luce, verbo e vita.  

Come designare Dio: è "Dio", è "Creatore", è "Padre" ? A questa domanda, Ermete risponde che "Dio" risponde al suo potere, "Creatore" alla sua attività, "Padre" alla sua bontà.  

La nozione di Dio unico è affermata dunque già l'antica tradizione egiziana, vecchia di parecchi milleni, così come la sua manifestazione ternaria.  

Gli altri Dei, Geni o Demoni sono solamente delle emanazioni del Dio unico ed il loro numero ha potuto variare secondo le epoche ed i luoghi
par Marie de St Clair publié dans : Esoterismo di Fratello Humanus communauté : Esotérisme et Spiritualité
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Lundi 23 juillet 2007

I)INTRODUZIONE 

Mi è apparso interessante  trasmettervi un punto "particolare" della Tradizione: La Gnosi. Penso che questo piccolo riassunto, in supplemento di ciò che precede, faciliterà i vostri primi passi sulla Via.

 

II COS'E LA GNOSI  

La Gnosi, della parola greca Gnôsis = Conoscenza, è il legame fra l'occultismo Occidentale e l'occultismo orientale. Ecco perchè cercerò  di definirla qui insistendo più particolarmente sul Sistema Gnostico di Basile Valentino, che devo dire,  è per me la fioritura suprema. Non entra nella cornice di questo piccolo trattato  parlare della storia del Gnosticismo. L'abborderemo tuttavia ulteriormente, quando parleremo delle Religioni e dei movimenti filosofici tradizionali.

  

III, LA GNOSI DI VALENTINO 

Secondo La Gnosi di Valentino, la vita attuale del Mondo è solamente una deformazione del Plérôma. La sua ricostituzione, dopo numerosi cicli, segnerà la fine del Mondo Materiale, con la Reintegrazione di tutti gli esseri in seno all'unità.  

Potete vedere già qui il primo principio dell'esoterismo di cui vi ho già parlato:  

- Discesa e Risalita.  

- Involuzione ed Evoluzione.  

Ma vediamo adesso come questo Plérôma si è formato  

In ogni eternità esiste nelle profondità dell'assoluto, in "Ciò" che nessuno può comprendere, il "Pensiero", la "Coscienza Obiettiva" di cui l'assoluto si serve per le sue manifestazioni esterne, dopo  secoli di sonno e di silenzio.  

              Questo Dio Supremo, Sconosciuto, questo Principio Eterno che comunica la Vita, e non la riceve, è il Bythos o Profondità; è l'infinito, l'immenso, il Solo Eterno, l'invisibile, l'assoluto.... Come lo vedete dunque, niente è quaggiù nuovo.... continuo dunque:  

Essere Supremo, il Bythos si manifesta con Tre Proiezioni, successive di eoni, o se volete, Emanazioni Divine che sono altrettanto attributi Ipostasi dell'assoluto.  

Questi Eoni si manifestano in coppia, o syzygia. La prima proiezione dell'emanazione comprende otto Eoni e costituisce la Divino "Ogdoade", primo grado del Plérôma composto di quattro Syzygie. La seconda proiezione comprende dieci Eoni che formano la Divina "Decade", secondo grado del Plérôma, comprendendo cinque Syzygie. La terza proiezione che comprende dodici Eoni e costituisce la Divino "Dodécade", terzo grado del Plérôma, formato da sei Syzygie. Il totale forma quindici coppie di eoni che costituiscono la "Divina Pienezza."  

Ma, il Plérôma non resta in questa purezza primaria. Di tutti gli Eoni, solo il terzo emanato, figlio della primo syzygia, conosceva il Padre Supremo. Desiderò farlo conoscere agli altri, e questo tentativo accese in tutto il Plérôma un immenso desiderio di diventare, per giungere all'assoluto".  

Allora Sophia, l'ultimo Eone emanato, il meno puro, perché più basso nella serie decrescente, fu consumato dal desiderio di riunirsi all'assoluto; e nella sua passione di conoscere, si lanciò fuori dalla sua sfera per approfondire l'ineffabile "Profondità": il Bythos.  

Imprudenza pazza del disgraziato Eone femmina! (Sofia=Sagesse) voleva una cosa chimerica e non potè giungere al Supremo Propator. Ma il risultato di questa esplorazione dell'insondabile fu la nascita di una ragazza imperfetta, e senza forma che Sophia concepì senza avvicinarsi a nessune Eone maschio. È qui, mentre, Bythos che interviene con misericordia, mandò un trentunesimo Eone, Horos che riportò Sofia, errante, nella sua sfera, e rigettò  fuori dal Plérôma l'aborto accidentalmente nato. Questo ultimo cadde nel Kénôma o materia informe, dove lo ritroveremo...  

In quanto al terzo Eone, Noi, responsabile di questa catastrofe, fu autorizzato a concepire, con l'aiuto della suo compagna Aletheka, una nuova Syzygie che doveva illuminare tutto il Plérôma  rivelandogli il Padre Sconosciuto. La sedicesima coppia di eoni: "Christos e Pneuma-Aghion", istrui gli altri Eoni del Grande Mistero dell'essere Supremo ed insegnarono loro che ne emanavano.  

Allora, gli Eoni felici di aver avuto così la Rivelazione del Grande Mistero, glorificarono il Supremo Propator, ed unendosi tutti insieme in un atto di amore reciproco diede nascita ad un Trentatreesimo Eone: il Soter che fu più perfetto, il Fiore del Plérôma. Questo Eone fu destinato a diventare, in seguito, il Redentore del Mondo ilico od inferiore.  

Come  vedete, fin dall'inizio del Sistema Gnostico Valentinien, ci troviamo nel Grande Mistero dell'emanazione.  

Continuiamo  nostro viaggio, per abbordare adesso il Mistero della Creazione e l'origine del Mondo Inferiore .  

Il Frutto abortivo di Sophia-Dodécade, rigettato, l'abbiamo visto, nel Kénôma, era, sebbene senza forma vera, un essere femminile. Ricevè il nome di Sophia-Akhamoth, che si traduce generalmente per Saggezza-madre della Vita.  

Il disgraziato Sophia-Akhamoth fu riempito di dolore appena potè rendersi conto della sua vera disgrazia. Errava, nel più spaventoso caos, nel vuoto ed il nulla, fuori dal luminoso e Divino Plérôma.  

(Sofia) si affliggeva  dunque nelle Tenebre del Kénôma, quando gli Eoni del Divino Ogdoade, commossi, gli mandarono Christos e Pneuma-Aghion, con missione di dargli una "forma".  

Allora, ci dice poeticamente la Gnosi, delle passioni, ereditate da sua Madre Sofia-Dodécade: Akhamoth, si formò l'elemento materiale. Dalle sue lacrime, che spargeva sempre in abbondanza, nacquero le Acque del Mare. Il suo immenso scoraggiamento diede nascita alla Terra.   

Contemplando l'eone Christos, Akhamoth sorride, e da questo sorriso nacque la "Luce", poi Pneuma-Aghion soffiò su di lei, e così fu creato l'elemento spirituale. Ma, questi elementi erano ancora caotici, ed ecco perché Christos si unisce a Sofia-Akhamoth prima della sua reintegrazione nel Plérôma da cui manderà poi il Soter accompagnato dagli Angeli.  

Sofia-Akhamoth diede poi nello tempo stesso nascita al Démiurgo, Essere misto, spirituale e ilico che doveva essere l'architetto dell'universo, forse il Grande Architetto dell'universo.... Ma, bisogna dire, qui, che il Démiurgo,  ancora cieco , non seppe organizzare, all'immagine del Plérôma, gli elementi creati da sua Madre Akhamoth. Formò tre mondi con una piccola porzione dell'elemento materiale, una piccola porzione dell'elemento psichico, ed una piccola porzione dell'elemento spirituale. Dopo di che, formò da questi tre elementi (mondi), un Uomo terrestre con un corpo organizzato. Avrebbe voluto formarlo alla sua immagine dandogli solamente una natura materiale e psichica, un pò come il Golem, ma Sofia-Akhamoth, nostra madre a tutti in qualche modo, consigliata da Sofia-Plérôma, sventò questo progetto.  

E così che Sofia-Akhamoth, sui consigli di sua Madre, insufflò, nell'uomo terrestre, un germe spirituale. Comunicandogli così una scintilla della Luce Divina al momento stesso in cui il Démiurgo  aveva appena lo formato i due elementi inferiori.  

Irritato di vedere così nella sua creatura un'intelligenza superiore alla sua, un germe divino che lui stesso non possedeva , il Démiurgo strappò l'uomo dal Paradiso e lo gettò sulla Terra, globo subliminare situato nel settimo Cielo dell'universo, e fu avvolto allora da un triplo corpo di materia. 

 

Non lasciate questa comunicazione al livello di "piccolo anedotto", paragonate ciò che vi ho appena trasmesso con le vostre proprie conoscenze della Bibbia o dei testi dell'anticho Egitto.  

Nel sistema gnostico, come in altri sistemi esoterici, del resto, l'uomo è Tri-uno. Vediamo dunque quale può essere la sua composizione  partendo da ciò che vi ho appena svilupato.  

Avete letto che l'uomo è composto da tre elementi:  

- La Spiritualità, di origine divina (Pneuma).  

- L'anima (Psiche).  

- Il Corpo (Ilé).  

Questa classificazione, che ritroviamo, negli scritti di San Paolo, è quella dell'esoterismo Universale. Vediamo adesso velocemente, (perché occorrerebbe  numerose pagine se volessi entrare nei dettagli di questa storia meravigliosa dell'universo), gli altri due misteri:  

- Il Mistero della Redenzione.  

- Il Mistero della Reintegrazione.  

L'uomo cacciato dal Paradiso, vive sulla Terra nell'ignoranza della sua natura e della sua origine divina; abbandonato, abbiamo visto dal Démiurgo. Chi dunque l'istruira?  

Sofia (quella del Plérôma) manda allora l'eone Christos che si fa Uomo formandosi  un corpo nel seno di una giovane donna predestinata che conosciamo sotto il nome di: "La Vergine Maria."  

 Così  istruì l'umanità sul Padre Supremo, il Plérôma e gli Eoni.  

Tramite Lui, conosciamo:  

- L'Ogdoade,  

- La Decade ed la Dodécade.  

- Nostra Madre Spirituale Sofia.  

- Nostra Madre Terrestre Akhamoth.  

- Ed anche le condizioni del nostro saluto dalla Gnosi.  

Si vede qui che la Gnosi raggiunge i quattro vangeli ortodossi.  

Gli ebrei, asserviti al Démiurgo, osteggiano l'inviato del Plérôma, lo fermano e lo condannano a morte, lasciando i Romani mortificarlo. Ma, la Morte non può niente sugli Eoni, e Christos, nel suo Corpo Glorioso, risale verso il Padre in seno al Plérôma. La Redenzione è compiuta dalla Parola di Vita proferita (I.N.R.I di cui la ricerca del senso misterioso è lo scopo dell'iniziazione vera) (che dovete voi stessi ricercare e trovare...), ed essenzialmente gnostica. È la ragione per la quale una vecchia tradizione fa iscrivere queste quattro lettere "I.N.R.I." su un cartello che domina la croce sulla quale fu crocefisso il Maestro Gesù.  

Amici miei, prima di chiudere quest'argomento così appassionante e così commovente, vorrei aggiungere ancora alcune precisioni che mi sembrano importanti per la buona comprensione della Gnosi di Valentino.  

Secondo il Sistema grandioso e meraviglioso di Valentino, sistema che costituisce il fondo dell'iniziazione Cristiana vera, gli uomini sono divisi difatti, in tre classi, in funzione dell'elemento primordiale che domina in essi, e cioè:  

- I Ilici, materialisti ed idolatri (denaro, onore, eccetera...) non oso dire il loro nome attuale...  

- I psichici, conoscendo solamente il Démiurgo: i Guru, i Maestri che si vantano come tali, e adorandolo a torto come Vero Dio.  

- Ed infine, i pneumatici che hanno compreso l'insegnamento "reale" dell'eone Christos e sono arrivati, illuminati dalla Gnosi, alla percezione del Dio Assoluto.  

La fine del mondo verrà con l'integrazione dell'elemento spirituale (Ruach, in ogni essere umano,). Da qui ad allora, Horos che rifiutò di reintegrare i piani Divini finché uno solo umano resterebbe sulla Terra, custodirà la porta. Allora, i Ilici rientreranno nel Kénôma, cioè il Caos, dove saranno annichilati. 

 

COME CONCLUSIONE  

Spero che questo piccolo riassunto vi abbia interessato e vi avrà dato un'idea su quest'insieme grandioso che è la Gnosi di Valentino.  

Bisogna sapere anche che la Gnosi è un Albero le cui  radici molteplici immergono nella Tradizione "Una", e i cui i rami si distendono a L'infinito Cosmico, dando nascita a numerose sette che si sono formate e hanno vissuto all'infuori del cristianesimo ufficiale.  

Una leggenda, ci dice che Nicodèma e Giuseppe d’Arimatia, (quello che raccolse il sangue di Gesù nella coppa del Graal...), portarono la Gnosi dai Druidi e fondarono una Chiesa Celtica che fu distrutta poi dai Sassoni.  

La Gnosi fu il Cuore della Dottrina dei Catari e degli Albigesi. Rimane intatta, oggi ancora, in Oriente ed in certe comunità religiose del Medio Oriente, dai Druzi probabilmente. Una Chiesa Gnostica fu fondata in Europa nel 1888 da un Archivista di Orléans M. J. DOINEL.  

Vorrei ancora  precisare, per evitare ogni equivoco che tutto quel  che precede, in questo piccolo studio, è solamente un riassunto delle mie ricerche sulla Gnosi, e non un trattato accademico.  

Tuttavia, come avete potuto rendervi conto, ricorda  questa Conoscenza Iniziatica che ha per preoccupazione prima l'avvento di ciò che i testi consacrati chiamano:  

Un Nuovo Cielo ed una Nuova Terra  

Vale a dire, un cambiamento nelle Mentalità come nei Costumi grazie alla Conoscenza.... Conoscenza che vi auguro di acquisire col vostro "Cuore."  

 

par Marie de St Clair publié dans : Esoterismo di Fratello Humanus communauté : Esotérisme et Spiritualité
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Vendredi 20 juillet 2007

  I, INTRODUZIONE,  

Tutti i centri di iniziazione e tutte le scuole di Saggezza spargono un insegnamento che procura la serenità tramite la conoscenza dei cinque Principi Fondamentali.  

Le vie indicate per raggiungere la Saggezza sono numerose e varie, avendo ciascuna un richiamo particolare. Una è severa, l'altra dolce; una è rituale, u'altra mentale, la terza spirituale. Ma tutti Santo o Saggio, Maestro o Mago, deve integrare nel suo pensiero queste 5 Verità:  

1ø - Il Principio dell'energia Illimitata  

(Personale, Impersonale, Inesauribile, la prima Causa, il Campo della Coscienza Infinita.  

2ø - Il Principio di Mozione  

Ritmo, Sostanza, Effetto di causa, Determinando il Tempo e lo spazio obiettivo del Principio.  

3ø - Il Principio della Forma   

Il Macrocosmo, l'energia, latente della materia, (dinamico nella vita). Continuità. Creazione od Evoluzione Cosmica.  

4ø - Il Principio dell'Uomo  

Il Microcosmo completo del corpo (materia), dell'anima (vita) e dello spirito, partecipando del campo di Coscienza Universale. Il veicolo delle prove.  

5ø - Il Principio del Ciclo  

Ritorno all'universo, distacco della Materia, Acquisizione di Poteri superiori, Iniziazione, Rigenerazione.  

Il lettore neofita che capisce e custodisce questi 5 Principi, possiede la chiave di tutti i sistemi di iniziazione... 

 

II, LE 5 ORAZIONI,  



1ø - Mosé, La Legge, -  

Oh sorgente divina, Legge Universale,  

Forza che amministra ogni cosa,  

Dirigi i miei passi affinché io viva  

In armonia coi miei doveri.  

2ø - Ermete, Il Pensiero, -  

Oh verità incrollabile,  

Iniziatore della Conoscenza,  

Ispira la mia Percezione,  

Affinché possa discernere veramente il vero dal falso.  

3ø - Orfeo, L'armonia, -  

Oh vibrazione Inesauribile,  

Potere Vivente,  

Adatta la mia sensibilità  

Affinché possa sentire la Musica delle sfere.  

4ø - Johannes, Apocalisse, -  

Oh Luce Illimitabile,  

Radianza Divina,  

Affina il mio potere,  

Affinché possa partecipare ai Misteri Sacri.  

5ø - Siva, Perfezione, -  

Oh Coscienza Suprema,  

Essenza di Totalità riempi il mio spirito della Tua Presenza   <