Per chi era vicino a Fr.° HUMANUS.... ho appena appreso la transizione di Mimi, soprannominata: "la regina della pasta" tanto il suo senso
dell'accoglienza era grande vicino a Giacomo... nessuno ha trovato mai porta chiusa e ciò si concludeva sempre intorno ad un buono piatto.. Buono viaggio Mimi, torni
rapidamente a fianco di Giacomo....
Ne approfitto per mettere in linea un secondo opuscolo di nostro Fratello....
L'origine della leggenda Occulta dell'inimicizia tra il Potere
Sacerdotale ed il Potere Temporale"
Dopo il verbo "Amare" "Aiutare" è il più bel verbo al mondo....
Introduzione alla leggenda Occulta secondo gli Arcana Arcanarum... (. Su raccomandazione del maestro DJWAL KHOOL,
Miei Cari Compagni di viaggio,
Prima di penetrare nel seno stesso della leggenda Occulta, mi sembra necessario, per la buona comprensione dell'argomento, darvi alcune nozioni particolari
sul "Simbolismo degli Dei", ed alcune idee fondamentali sul "Monoteismo o Politeismo" e sulle "Filosofie e Religioni."
A - IL SIMBOLISMO DEGLI DEI.
Organizzare le civiltà con la moltiplicazione dei dei diventati simboli di forze naturali coniugate con le qualità umane sembra esser stato lo scopo
inseguito dalle scuole filosofiche dell'antichità che concepirono il politeismo. Le religioni primitive avevano, già, durante la loro evoluzione circondato la Tri-unità di deità diverse,
rappresentative delle cose, di esseri necessari all'esistenza, o di personalità umane famose per il loro coraggio, la loro scienza o le loro virtù morali e che erano
presentate come modelli agli altri uomini.
I vecchi Egizi avevano usato largamente di queste deità portate da diversi popoli in quest'incrocio di nazioni che fu il loro paese, ma appartiene ai loro
discepoli della Grecia antica di operare la vasta riunione delle divinità e delle deità.
Intorno a questo Pantheon, altari e preti si moltiplicarono, i secondoùi vivendo e traendo la loro autorità dai primi.
Artisti, poeti celebrarono e volgarizzarono il culto con le opere o i canti mentre i filosofi le usavano come basi delle dottrine morali sulle virtù
attribuite alle divinità e, anche, ai difetti inerenti all'umanità di cui le leggende gratificavano gli immortali. Alla canzone ninnananna delle adorazioni in cui la speranza si univa alla
fede, si aggiungevanno delle lezioni di moralisation.
I simboli si traducevanno in realtà. Nei primi tempi, i Pélagi che occupavano l'Attica
rendevano i loro omaggi solo a Giove, rafigurato con la quercia di Dodone di cui il fruscio di fogli era interpretato come gli oracoli dei dei.
Più tardi, gli Egizi Cécrops e Danao, il fenicio Cadmo, i Phrygi Pélope importarono le loro dei, personificazioni della natura o dei doni dello spirito e
del cuore.
I Elleni stabiliti in Thessalia finirono per occupare tutta la Grecia. Si davano come antenati Deucalione e sua donna Pyrrha, fugita al diluvio universale
nelle stesse condizioni che Noè della leggenda ebraica. Da loro figli Helleni, erano nati tre altri figli: DOROS di cui i discendenti furono i Dorici, Ealos, antenato
degli Eolio, e Xanthos di cui i due figli, Ione ed ACHEOS furono gli antenati degli Ioni e degli Achei che diventarono gli Spartani e gli Ateniesi. Le diverse tribù analoghe alle dodici tribù del
razza adamiche di Noè vennero con le loro divinità.
La Grecia, per tutti questi rapporti divini, diventò, così, l'appuntamento degli Dei di tutti i popoli della preistoria sotto le denominazioni più o meno
modificate, ma molto rappresentative delle stesse concezioni.
Fu prima i dodici grandi, Zeus (Giove, e sua sposa Giunone), Nettuno, il dio del mare e dei marinai, Apollo che raffigura la luce che illumina
l'intelligenza umana, Minerva, la Saggezza e le Scienze, Venere, la bellezza, Marte, la guerra, Vulcano, il fuoco e le arti utili, Vesta che presiedeva alla purezza dei focolari, Cerere dea delle
mietiture, Diana, la luna, sorella di Apollo, Mercurio dio del commercio.
Questo formidabile Stato Maggiore fu circondato da una legione di sottordini eroi elevati al rango di deità per le loro opere o le loro prodezze. Questo
fu, in Attica, Teseo, a Tebe, ad Argos, Pérée, a Corinto, Bellérofonte ed Ercole,. Quest'ultimo diventò anche il dio nazionale del Peloponneso. Si aggiunge Pomone, (i frutti, Cybèle, la terra,
Pau, la musica, eccetera.... Dei bambini indovini come Cupido (amore) furono aggiunti. Ci fu, anche degli spiriti cattivi come Medusa la cui la testa tagliata partorì Pégaso, il cavallo alato, le
Gorgone, le Parche, gli Erini, le Furie, ecc.… E dei benefattori, Naiadi, Océanines, Néréide, Tritoni, Eole, il vento, tutti suditi del dea Amphinite. La storia favolosa di tutti questi dei,
semidei, deità, eroe costituì la Mitologia, mutus = favola, logos = raccolta.
B - LA CIVILTA GRECA
La civiltà greca di cui i latini dopo la loro conquista furono i continuatori e che si riffleta sui popoli del mondo intero, nacque e si sviluppò da questo
politeismo che ebbe i suoi poeti, i suoi scienziati, i suoi filosofi edl una pleiade di artisti le cui opere restano i più puri gioielli dei musei.
Dei Tempi, modelli di architettura, furono edificati, particolarmente quelli di Diana ad Efese, di Giunone a Samos, di Apollo a Delfi, di Giove ad Atene,
di Minerva ad Egina dove esisterono delle scuole di scultura prosperi, dei concorsi di musica e di poesia, delle discussioni filosofiche.
Dalla varietà venne l'unità. Si fece tramite le associazioni religiose in questi raggruppamenti di città conosciute sotto il nome di
anfitionie;:la più celebre fu quella di Delfi che riunisce dodici popoli. Queste assemblee d'intesa e di affratellamento per la solidarietà si tenevano a Delfi, in
onore di Apollo, nella primavera, e, all'autunno, ai Termopili sotto l'invocazione di Cerere.
Si concludevano con un pasto comune, gli agapi che erano la marca ed il legame dell'associazione, ogni ostilità cessava all'approccio di queste feste che
portarono a delle intese avendo impedito delle guerre, o delle clausole umanitarie conosciute (l'interdizione di prendere, per la mancanza di acqua, le città assediate).
Lo slancio sportivo che fece gli uomini più vigorosi venne dai giochi organizzati in onore del politeismo. Furono ismici a Corinto in onore di Nettuno,
némei in Angolide sotto l'egida di Giove, olimpici ad Olimpia dove erano dedicati a tutti i dei, rappresentati dal principale "Il Giove olimpico".
I dei non erano considerati creatori ma come amministratori del mondo, intervenendo in questa qualità negli affari di
un'umanità di cui dividevano le inspirazioni ed anche le passioni.
Monoteismo, trimontri o altre Trinità, Politeismo tutto il simbolismo dei dei ritorna sempre ad un'unità di partenza e di conclusione dove l'insieme si
fonde tramite il gioco costante dell'evoluzione nel perpetuo dualismo zoroastriano: Bene e Male sono i vassoi della bilancia.
L'idea è una, mira a fondere le diverse correnti esoteriche verso un scopo intangibile al quale tutto devono concorrere; è la Legge di equilibrio tra lo
spirito e la Materia.
C - MONOTEISMO O POLITEISMO
Più di trenta cinque anni di frequentazione dei mezzi esoterici, occulti, iniziatici, religiosi ed altri, mi hanno permesso di fare una constatazione.
Numerosi sono i "Ricercatori di Verità" che sembrano sconcertati dalle evocazioni della Bibbia, dei libri sacri della Tradizione, delle mitologie eccetera.... Incontrate lungo le loro
ricerche.
Mi sembra che ogni sorpresa sia dovuta, in parte, ad un'incomprensione dello stato attuale delle ricerche relative alla Tradizione Primordiale e più
precisamente ai suoi componenti. È questo vuoto che vorrei tentare di colmare mediante i miei scritti, (sotto l'egida del mio Maestro...).
Vediamo insieme ciò che nè realmente il Monoteismo ed il Politeismo. Al culto di un dio unico si associa generalmente, i
fondatori delle tre religioni
- Israelita,
- Cristiana,
- Islamico.
Mentre in realtà il Monoteismo è anteriore di tanti millenni.
La sua origine sembra risalire all'adorazione del sole considerato, dai primi uomini, come il sovrano maestro del mondo, sorgente di tutti i benefici della
loro esistenza, splendore della Natura i cui raggi abbagliavano i loro occhi riscaldando i loro corpi.
Questi primati, vedendo nel fuoco l'immagine del caldo e della luce solare, riportarono il loro culto su questo riflesso terrestre di cui gli attribuivano
la produzione.
Fu l'antica religione detta Sabeismo, praticata ancora dai Guebri indù e di cui il sole è l'elemento principale associato agli astri considerati come i
suoi riflessi contrariamente alle conclusioni dell'astronomia moderna che professa che la maggior parte dei punti della volta stellare sono, essi anche, dei soli.
I Veda che dopo il Sabeismo, appare come una delle più vecchie religioni, ha personificato l'astro solare maestro della Natura, sotto il vocabolo di
"Brahmâ" l'anima universale, principio divino, creatore del mondo e dei dei, qualità di cui, più tardi, furono dotati il Rama indù, l'Ormuz Caldeo, l'Osiris egiziano, l'Androgino Iside, il
Deva-Nahousradei documenti vedici che il poeta persiano Ferdouci chiama Djem, il divino rinnovatore conquistatore dei Neri che diventò Dionysios dei Greci.
Alla divinità la cui supremazia totale fa il Dio Unico, arbitro supremo, le religioni antiche hanno associato altri dei, dee o
ausiliari divinizzati ma ponendolo bene al di sotto di tutti. Per i greci, al politeismo innumerevole, Giove rimane così, il Capo supremo ed unico del suo corteo
olimpico.
Fratello Humanus
da seguire....