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Con affetto.

Legge di Ermete

  CERCATORE,
la legge di Ermete come quella di Amra  ti da l'obbligo morale di ritrasmettere quello che hai capito della Via; Ogni volta condurai un fratello, una sorella sulla via dell'iniziazione, sarai artigiano della Grande Opera, compagno sulla via delle stelle, artigiano  dell'opera spirituale che portera alla fine  del carma individuale quanto collettivo

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Messaggio di accoglienza

La Masseria del Santo Graal
è prima di tutto una ricerca interiore personale. La Masseria desidera riunire Cercatori Sinceri

 Al di là dei dissensi politici. Al di là dei dissensi religiosi.  Al di là dei dissensi razziali.

Esiste un valore nel quale crediamo:"L'UOMO"

 Fedele alle parole di Gabrielle Carmi: “Osare Sognare, è Osare Vivere!”

 Per i tempi presenti, credo che le forze spirituali già riunite o ancora sparse devono operare per lo sboccio del pensiero fuori dai sentieri troppo stretti, preparando così un avvenire  migliore, affinché non siano perse gli alti valori che devono istradare la nostra umanità verso sfere sempre più evolute. Amico lettore, auguro che un giorno ci ritrovavamo, voi ed io, affinché sopravviva lo spirito della Masseria... - Il tempo fuori dal tempo - Gabriella.)

 

 Solamente la volontà di vivere.

 

 

 

Vendredi 22 juin 2007

 Alcune verità 

Ciò che  segue, adesso, vi sembrerà certamente straordinario rispetto a ciò che avete appreso all'epoca dei vostri studi spirituali del passato. Ma sappiate che per i veri ricercatori di verità, la Bibbia appare loro come il semplice capitolo ebraico di un insieme religioso estratto dalle letterature cuneiformi dell'Asia, vasto passato sacerdotale rissalendo all'antica epoca delle tradizioni sumeriche diffuse nell'India himalayana, sull'altopiano  iraniano, verso il Turkestan. È dall'Ararat armeno e da Ur in Caldea che i primi patriarchi ebrei passavano per essere emigrati verso l'ovest nelle valli fertili del Nilo e della Mesopotamia. 

Queste tradizioni si ritrovano nell'antico religione mazdea che è, come il mitriacismo, un complesso irano-babilonese e sembra, come la religione iraniana, detta zervaismo, essersi sviluppata  in Cappadocia. 

Ne risulta dunque, che il vecchio testamento sarebbe non un testo originale ma una copia dei testi sumerici, lingua che non appartiene alla famiglia semitica. Oggi, gli scienziati ed i ricercatori di verità ne sono  intimamente convinti. 

Così si sa che la leggenda di un Redentore esisteva in Assyro Babilonia due milleni prima dell'era Cristiana sul piano delle iniziazioni mistiche. Mardruh, figlio di Ea, s'immola per il bene degli uomini, imitando un predecessore, En-Cil, figlio di Anu, padre celeste. 

Tammuz il  cui  nome sumerico significa "Figlio della Destra" si sacrifica affinché, dal suo sangue, nascono degli esseri suscettibili di vivere nella luce. Tammuz, figlio sia d"Eache di Anu, risuscita ogni anno dopo la stagione fredda per assicurare la vita al mondo. Certi testi vecchi lo qualificano di Carpentiere (Namgain). passava per esser stato delegato da suo padre di cui era il doppio e divideva la  scienza, per alleggerire i mali dell'umanità, portare la salvezza alle vittime delle miserie inerenti alla loro razza... 

La parola "Paradiso" è di origine iraniana, le milizie di angeli e di demoni si ritrovano nella religione iraniana. Parimenti il Cielo e l'inferno si riconducono al dualismo Bene e Male di Zoroastra, profeta del Mazdeismo che annunciava la Fine del Mondo, il Giudizio ultimo, la Risurrezione generale, i santi immortali (Amschaspands). 

Mentre la religione primitiva sumerica si evolveva fino al Mazdeismo di Zoroastre un movimento religioso e filosofico diverso prendeva il suo sviluppo nella penisola hindostana. La religione degli indù fùin orifine, come da tutti i primitivi, l'omaggio reso alle forze della Natura da dove nacquero le tre classi del "Sabeismo: adorazione del Sole, degli Astri, della Luna. 

Fu poi il culto di Agni, Indra, Soma, rispettivamente Fuoco, Acqua, Atmosfera (Aria), Tri-unità da dove sono venute la Trimurti: 

* I ternari indù: Brahmâ, Civa, Vishnou, 

* I ternari egiziani:  

Osiris, Isis, Horus ad Abydos 

Ammon-Râ, Mount, Kous, a Tebe, 

Ptah, Sokt, Imotep a Memphis 

* I ternari fenici: Baal, Astarté, Moloch, 

* La trinità del cristianesimo, millenni più tardi,: - Padre, Figlio, (Santo Spirito) 

Queste religioni derivate dalle tre forze, cause primi della vita terrestre, furono completate da diverse varianti in forma o  concezione. 

Se si fa eccezione del Politeismo, che merita un studio speciale, come l'abbiamo fatto nel precedente paragrafo, e del Monoteismo ebraico di Geova, o islamico di Allah, risulta che ci fù, in realtà, una sola religione derivata dalle tre forze, cause prime della vita terrestre (Amore, Volontà, Intelligenza). 

Le Scuole filosofiche, basate sulla spiritualità Divina, la Geometria Sacra, (la cui scuola Cenacolo Pitagorico, Luce dello St Graal, è l'ereditiera di una parte di questa conoscenza che gli fu trasmessa tramite uno, oppure talvolta diversi maestri dal Piano Cosmico) ne hanno riassunto l'essenza. 

 

par Marie de St Clair publié dans : Esoterismo di Fratello Humanus
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Mercredi 20 juin 2007

G - L'unità nella varietà   

Dall'Ieovah ebraico all'Allah islamico, passando dal Dio del cristianesimo, dal Brahmâ indù al Giove ellenico ed altri sovrani maestri delle religioni antiche, restiamo nella tesi monoteista con ausiliari divinizzate, gli uni simbolici altri materialisti, umanizzati o animalizzati. 

Fu l'unità nella varietà in un vasta passato sacerdotale, risalendo dall'epoca sumerica, dall'India himalayana e dall'altopiano iraniano, culla dello Zervaïsmo, all'antica religione mazdea che è, come la religione di  Mitra, un complesso irano-babilonese per finire al manicheismo, combinazione di zoroastrismo, di judéo-cristianesimo e di buddismo, l'insieme  si conclude con l'islamismo. 

All'infuori di questi raggruppamenti religiosi dove si mischiano monoteismo e politeismo, la civiltà indù ha unito il buddismo. D'altra parte, la Cina ebbe il Confucianesimo, il Giappone il Sintoismo secondo le dottrine di Fo-Hi, poi di Lao-tseu, di Confucio e di Mencius il suo nipote, di Shi-mon che trasportò le loro concezioni nelle Isole giapponesi. 

Queste ultime religioni, asiatiche, come tutte le altre, sono, in realtà, piuttosto delle scuole filosofiche dove appare, in forma puramente simbolica, un culto del Sole imperatore celeste. In margine, troviamo il Taoismo cinese o Tao setismo, adorazioni degli aspetti della Natura, culto delle morti, mescolanza di Sabeismo, Demonolâtria, di stregoneria, di magia, denaturazione delle dottrine di Lao-Tseu, con addizione di tutti i vecchi Dei della Cina prima della riforma di Fo-Hi (3 500 prima di J.C) 

Le dottrine sviluppate da Confucio (551 prima di J.C) sono al contrario, tutte a scopo pratico utilitario. Il sistema riposa sui doveri reciproci degli uomini, dal Principe al sudetto, dal Padre ai bambini, dai cittadini fra loro, sull'esempio ed il ricordo degli antenati, infine sul disinteresse per le cose terrestri. 

La virtù essenziale deve essere 'Amore dell'umanità, cosi ben definito dal Buddismo nel "Dogma delle otto strade" che enunciano che l'opera perfetta consiste nel custodire in tutte le azioni, un scopo puro ed onesto, esente da ogni egoismo, mirando il Bene di tutti gli Esseri, la meditazione perfetta che rivela all'uomo il vero assoluto. 

H - Le origini dei Popoli 

Le origini dei popoli della Terra sono circondate da racconti meravigliosi dove talvolta è molto difficile operare una separazione tra la finzione romanzata e le realtà concrete . 

Il nostro globo, se si crede alle constatazioni dei geologi, sarebbe stato abitato dagli uomini da più di un milione di anni e gli archeologi, grazie allla scoperta di grotte o di scheletri preistorici, hanno fatto risalire la loro esistenza a più di 350 mille anni. 

          Dei cento venti secoli che dividono la nostra epoca dagli inizi dell'età neolitica,  appena sessanta secoli ci hanno lasciato veramente dei ricordi scritti o simbolici su cui appoggiarci per i nostri studi della Scienza del Passato. La Genesi di Mosé sembra ispirata dai testi sumerici, lingua sapiente la più arcaica usata dai Caldei della Bassa Mesopotamia al Golfo Persico fino al rive del Mediterraneo, l'Assiria, la Babilonia, il Persia Archéménide, Elam, Uratru, subatru, confederazione dei Hittiti di Cappadoce, tutti centri sacerdotali. 

Nei documenti di queste regioni, Djwall Khool,  mio maestro mi segnala che si può scoprire una poesia della Creazione, un Diluvio, quello di Deucalione e della sua donna Pyrrha di cui i Pélagi, stabiliti in un cantone della Tessalia da dove furono più tardi  cacciati dalli Elleni, si dicevano i discendenti. 

par Marie de St Clair publié dans : Esoterismo di Fratello Humanus
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Lundi 18 juin 2007

D - L'ORIGINE DEL DIO UNICO DI MOSE 

In Egitto, all'epoca della suprema iniziazione, era insegnato l'esistenza di un solo dio, Mosé, grand' iniziato del Collegio di THOT, istruito dal suo suocero GETHRO ai vecchi misteri dei Neri la cui  documentazione conservata nelle cripte ignorate dell'Etiopia, conteneva tutta la scienza delle civiltà compiute presentò al popolo ebreo il suo "eterno" (Geova), come il solo dio al quale dovevano ubbidire cecamente. . 

Per meglio convincerli dice loro che si era rivelato a lui, incaricandolo dell'alta missione di essere l'interprete delle volontà alle quali dovevano sottoporsi sotto pena dei peggiori castighi. Diede loro l'esempio, punendo di morte, chi aveva tentato di instaurare il culto del "Vitello d'oro", questo diminutivo, in simulacro, del Bue Apis dell'Egitto! 

Mosé diede cosi un esempio di alta morale. La distruzione di un'effige di metallo prezioso per il quale tanti crimini, tanti vizi sono stati e saranno commessi giustificando l'assioma: "Ci sarano sempre dei giusti ma mai  giustizia finché l'oro regnerà tra gli uomini... ". 

Bisogna riconoscere anche che, sotto l'egida del suo Dio unico, il dittatore Mosé  o MOSH fù un grandissimo legislatore, uomo di stato ed amministratore, storico per la sua opera che sintetizza il Pentateuco (Genesi, esodo, Lévitico, Numeri, Deuteronomio), delle tavole di Pietr del decalogo. 

Compose il suo "Testamento" sotto il triplo velo simbolico della scuola egiziana di cui era iniziato... 

Per il popolo ignorante, i suoi insegnamenti erano solamente una leggenda ispirata dalla divinità che aveva insegnato loro a temere mentre solo gli iniziati potevano capirla. Al loro molto piccolo numero, rivelò il senso esoterico della sua Dottrina diventata Idolo per il Profano e Tabernacolo per questi iniziati ai quali conferiva l'autorità sulla massa popolare sottomessa dal timore. 

I segreti rivelati a questi ultimi diventarono la Kabala a base matematica, geometrica ed astrologica che riassume l'insegnamento delle generazioni successive dallo Zohar, il Balin, il Talmud qu*ESDRAS doveva tradurre in aramaico da cui il deriva l'ebraico moderno 

Per questo insegnamento si formò, nel seguito, come in tutte le religioni passate, presenti e future, diverse sette combattute dai concili. 

I Farisei ne tiravano il senso mistico, i Saducei accettavano solamente la lettera essoterica, gli Esséni, più  istruiti e migliori diplomatici, ammettevano il senso essoterico per i profani e riservavano agli iniziati il senso esoterico che, è stato sviluppato da Fabre di Olivet nel suo notevole lavoro sulla "lingua ebraica restituita", libro che vi raccomando da leggere con la vostra "anima" ed il vostro "cuore"... 

 

E - GLI ESSENI. 

Questi Esséni che erano  quattromila avevano tradotto il "testamento" in lingua greca. Si chiamavano tra essi: "Johannisti" o "i gean" quelli che Iod, Dio supremo, favorisce. Predicavano la Scienza della Tradizione Primordiale, che chiamavano la scienza del passato. Una leggenda vuole che Gesù di Nazareth, l'uomo figlio di Dio nato da due iniziati abbia fatto parte della loro setta. 

Mentre i Vangeli dei suoi discepoli sono muti sulla sua vita da dodici a trent' anni, questa stessa leggenda espone che, sotto l'egida cosmopolita della setta essena, abbia studiato l'opera di Mosé poi percorso l'Egitto, la Persia, l'India ed anche ben più lontano ancora, accostandosi a tutte le tradizioni, studiando, meditando prima di ritornare nella Giudea predicare la sua dottrina sottoponendosi alla suprema iniziazione essena col battesimo di Giovanni il Battista. Essendosi avvicinato alla folla del popolo ebraico, ha conquistato volgarizzando la scienza iniziatica dei santuari, proclamando l'uguaglianza degli uomini, rompendo la barriera che separava gli iniziati dalla massa. 

Per questo socialismo in azione innalzò, contro lui, i preti che gli rimproveravano di aver violato i misteri dei tempi di cui vivevano, i ricchi ed i potenti che non lo scusavano di aver predicato l'uguaglianza nella fraternità. 

Tanti odi lo condussero al supplizio, confermando la dottrina mosaica del Dio unico di cui si dichiarò il Figlio; completò il calvario mistico per lo spirito.

 

F - IL CORANO 

Contro questa figliazione divina, Maometto o Mohamed, fondatore dell'islam, attingendo alle sorgenti ebraiche la sua dottrina, è insorto nel Surat al capitolo XII del suo Alcoran o Koran quando dice: "Dio è uno, non ha partorito affatto, né è stato partorito. Non ha uguale". raggiungeva così, il precetto insegnato da Mose nel "Tétagramma" I.E.V.E, l'essere che è che fu, e che sarà. Ha voluto come il precursore ebreo, un Dio assoluto nella sua Unità. 

Notate al passaggio, che il Tetagramma doveva essere pronunciato solamente dai grandi preti "IOD, Ehi, VAU, Ehi". IOD (Egli, l'essere degli Esseri in ebraico, chaldeo, siriaco ed arabo) essendo il nome della divinità e gli altri termini simboleggiando le tre forze della Natura, i tre numeri, la Scienza cosmogonica, fisica e psichica. 

Siamo, con questa interpretazione, ricondotti alle divinità originarie figurate dalla Natura e le forze che comprende. Questi tre termini, riuniti nel vocabolo Evohé, raffigurano, anche, il grido degli iniziati dell'Asia minorenne, della Giudea, della Fenicia e della Grecia che affermava, enunciandolo, che la Natura, (Eva o Iside per gli egiziani),  si evolve con l'involuzione delle sue forze che la fanno il supremo motore del mondo. 

All'imitazione del "Testamento"  di Mosé, il rinnovatore Maometto a fatto del Korano una raccolta di dogmi e di precetti che, basati sulla "Scienza del Passato, insegnano la medicina, la chimica e l'astronomia formando una guida morale e scientifica dove si è stupito di trovare dei principi d'igiene allora ignorati dal mondo. Un curioso avvicinamento imparenta il metodo d'insegnamento del Mohammed arabo col Cristo della Giudea. Come i "Vangeli" sono solamente rapporti redatti dagli Apostoli, delle predizioni e degli atti di Gesù, cosi  il Koran, enunciato oralmente dal "Profeta" è stato scritto solamente dopo la sua morte da Abou-bah..., il sultano Omar ed i loro religiosi collaboratori. 

Ne  risulta che le diverse materie trattate (transazioni commerciali) purificazioni, digiuni, decime, elemosine, funerali, pellegrinaggi, diritto musulmano su base religiosa, portano la marca, spesso interessata di quelli che ne sono stati i redattori. È probabile che  allo lo stesso accade a chi scrisse i Vangeli o ne furono gli interpreti. 

da seguire..... 

 

par Marie de St Clair publié dans : Esoterismo di Fratello Humanus
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Dimanche 17 juin 2007

Per chi era vicino a Fr.° HUMANUS.... ho appena appreso la transizione di Mimi, soprannominata: "la regina della pasta" tanto il suo senso dell'accoglienza era grande vicino a Giacomo... nessuno ha trovato mai porta chiusa e ciò si concludeva sempre intorno ad un buono piatto..  Buono viaggio Mimi, torni rapidamente a fianco di Giacomo.... 

  Ne approfitto per mettere in linea un secondo opuscolo di nostro Fratello.... 

  L'origine della leggenda Occulta dell'inimicizia tra il Potere Sacerdotale ed il Potere Temporale" 

Dopo il verbo "Amare" "Aiutare" è il più bel verbo al mondo.... 

Introduzione alla leggenda Occulta secondo gli Arcana Arcanarum... (. Su raccomandazione del maestro DJWAL KHOOL, 

Miei Cari Compagni di viaggio, 

Prima di penetrare nel seno stesso della leggenda Occulta, mi sembra necessario, per la buona comprensione dell'argomento, darvi alcune nozioni particolari sul "Simbolismo degli Dei", ed alcune idee fondamentali sul "Monoteismo o Politeismo" e sulle "Filosofie e Religioni." 

 

A - IL SIMBOLISMO DEGLI DEI. 

Organizzare le civiltà con la moltiplicazione dei dei diventati simboli di forze naturali coniugate con le qualità umane sembra esser stato lo scopo inseguito dalle scuole filosofiche dell'antichità che concepirono il politeismo. Le religioni primitive avevano, già, durante la loro evoluzione circondato la Tri-unità di deità diverse, rappresentative delle cose, di esseri necessari all'esistenza, o di personalità umane  famose per il loro coraggio, la loro scienza o le loro virtù morali e che erano presentate come modelli agli altri uomini. 

I vecchi Egizi avevano usato largamente di queste deità portate da diversi popoli in quest'incrocio di nazioni che fu il loro paese, ma appartiene ai loro discepoli della Grecia antica di operare la vasta riunione delle divinità e delle deità. 

Intorno a questo Pantheon, altari e preti si moltiplicarono, i secondoùi vivendo e traendo la loro autorità dai primi. 

Artisti, poeti celebrarono e volgarizzarono il culto con le opere o i canti mentre i filosofi le usavano come basi delle dottrine morali sulle virtù attribuite alle divinità e, anche, ai difetti inerenti all'umanità di cui le leggende gratificavano gli immortali. Alla canzone ninnananna delle adorazioni in cui la speranza si univa alla fede,  si aggiungevanno delle lezioni di moralisation. 

I simboli si traducevanno  in realtà. Nei primi tempi, i Pélagi che occupavano l'Attica   rendevano i loro omaggi solo a Giove, rafigurato con la quercia di Dodone di cui il fruscio di fogli era interpretato come gli oracoli dei dei. 

Più tardi, gli Egizi Cécrops e Danao, il fenicio Cadmo, i Phrygi Pélope importarono le loro dei, personificazioni della natura o dei doni dello spirito e del cuore. 

I Elleni stabiliti in Thessalia finirono per occupare tutta la Grecia. Si davano come antenati Deucalione e sua donna Pyrrha, fugita al diluvio universale nelle stesse condizioni che  Noè della leggenda ebraica. Da loro figli Helleni, erano nati tre altri figli: DOROS di cui i discendenti furono i Dorici, Ealos, antenato degli Eolio, e Xanthos di cui i due figli, Ione ed ACHEOS furono gli antenati degli Ioni e degli Achei che diventarono gli Spartani e gli Ateniesi. Le diverse tribù analoghe alle dodici tribù del razza adamiche di Noè vennero con le loro divinità. 

La Grecia, per tutti questi rapporti divini, diventò, così, l'appuntamento degli Dei di tutti i popoli della preistoria sotto le denominazioni più o meno modificate, ma molto rappresentative delle stesse concezioni. 

Fu prima i dodici grandi, Zeus (Giove, e sua sposa Giunone), Nettuno, il dio del mare e dei marinai, Apollo che raffigura la luce che illumina l'intelligenza umana, Minerva, la Saggezza e le Scienze, Venere, la bellezza, Marte, la guerra, Vulcano, il fuoco e le arti utili, Vesta che presiedeva alla purezza dei focolari, Cerere dea delle mietiture, Diana, la luna, sorella di Apollo, Mercurio dio del commercio. 

Questo formidabile Stato Maggiore fu circondato da una legione di sottordini eroi elevati al rango di deità per le loro opere o le loro prodezze. Questo fu, in Attica, Teseo, a Tebe, ad Argos, Pérée, a Corinto, Bellérofonte ed Ercole,. Quest'ultimo diventò anche il dio nazionale del Peloponneso. Si aggiunge Pomone, (i frutti, Cybèle, la terra, Pau, la musica, eccetera.... Dei bambini indovini come Cupido (amore) furono aggiunti. Ci fu, anche degli spiriti cattivi come Medusa la cui la testa tagliata partorì Pégaso, il cavallo alato, le Gorgone, le Parche, gli Erini, le Furie, ecc.… E dei benefattori, Naiadi, Océanines, Néréide, Tritoni, Eole, il vento, tutti suditi del dea Amphinite. La storia favolosa di tutti questi dei, semidei, deità, eroe costituì la Mitologia, mutus = favola, logos = raccolta.

 

B - LA CIVILTA GRECA

 

La civiltà greca di cui i latini dopo la loro conquista furono i continuatori e che si riffleta sui popoli del mondo intero, nacque e si sviluppò da questo politeismo che ebbe i suoi poeti, i suoi scienziati, i suoi filosofi edl una pleiade di artisti le cui  opere restano i più puri gioielli dei musei. 

Dei Tempi, modelli di architettura, furono edificati, particolarmente quelli di Diana ad Efese, di Giunone a Samos, di Apollo a Delfi, di Giove ad Atene, di Minerva ad Egina dove esisterono delle scuole di scultura prosperi, dei concorsi di musica e di poesia, delle discussioni filosofiche. 

Dalla varietà venne l'unità. Si fece tramite le associazioni religiose in questi raggruppamenti di città conosciute sotto il nome di anfitionie;:la  più celebre fu quella di Delfi che riunisce dodici popoli. Queste assemblee d'intesa e di affratellamento per la solidarietà si tenevano a Delfi, in onore di Apollo, nella primavera, e, all'autunno, ai Termopili sotto l'invocazione di Cerere. 

Si concludevano con un pasto comune, gli agapi che erano la marca ed il legame dell'associazione, ogni ostilità cessava all'approccio di queste feste che portarono a delle intese avendo impedito delle guerre, o delle clausole umanitarie conosciute (l'interdizione di prendere, per la mancanza di acqua, le città assediate). 

Lo slancio sportivo che fece gli uomini più vigorosi venne dai giochi organizzati in onore del politeismo. Furono ismici a Corinto in onore di Nettuno, némei in Angolide sotto l'egida di Giove, olimpici ad Olimpia dove erano dedicati a tutti i dei, rappresentati dal principale "Il Giove olimpico". 

I dei non erano considerati  creatori ma come amministratori del mondo, intervenendo in questa qualità negli affari di un'umanità di cui dividevano le inspirazioni ed anche le passioni. 

Monoteismo, trimontri o altre Trinità, Politeismo tutto il simbolismo dei dei ritorna sempre ad un'unità di partenza e di conclusione dove l'insieme si fonde tramite il gioco costante dell'evoluzione nel perpetuo dualismo zoroastriano: Bene e Male sono i vassoi della bilancia. 

L'idea è una, mira a fondere le diverse correnti esoteriche verso un scopo intangibile al quale tutto devono concorrere; è la Legge di equilibrio tra lo spirito e la Materia.

 

C - MONOTEISMO O POLITEISMO 

Più di trenta cinque anni di frequentazione dei mezzi esoterici, occulti, iniziatici, religiosi ed altri, mi hanno permesso di fare una constatazione. Numerosi sono i "Ricercatori di Verità" che sembrano sconcertati dalle evocazioni della Bibbia, dei libri sacri della Tradizione, delle mitologie eccetera.... Incontrate lungo le loro ricerche. 

Mi sembra che ogni sorpresa sia dovuta, in parte, ad un'incomprensione dello stato attuale delle ricerche relative alla Tradizione Primordiale e più precisamente ai suoi componenti. È questo vuoto che vorrei tentare di colmare mediante i miei scritti, (sotto l'egida del mio Maestro...). 

Vediamo insieme ciò che nè realmente il Monoteismo ed il  Politeismo. Al culto di un dio unico si associa generalmente, i fondatori delle tre religioni 

- Israelita, 

- Cristiana, 

- Islamico. 

Mentre in realtà il Monoteismo è anteriore di tanti millenni. 

La sua origine sembra risalire all'adorazione del sole considerato, dai primi uomini, come il sovrano maestro del mondo, sorgente di tutti i benefici della loro esistenza, splendore della Natura  i cui raggi abbagliavano i loro occhi riscaldando i loro corpi. 

Questi primati, vedendo nel fuoco l'immagine del caldo e della luce solare, riportarono il loro culto su questo riflesso terrestre di cui gli attribuivano la produzione. 

Fu l'antica religione detta Sabeismo, praticata ancora dai Guebri indù e di cui il sole è l'elemento principale associato agli astri considerati come i suoi riflessi contrariamente alle conclusioni dell'astronomia moderna che professa che la maggior parte dei punti della volta stellare sono, essi anche, dei soli. 

I Veda che dopo il Sabeismo, appare come una delle più vecchie religioni, ha personificato l'astro solare maestro della Natura, sotto il vocabolo di "Brahmâ" l'anima universale, principio divino, creatore del mondo e dei dei, qualità di cui, più tardi, furono dotati il Rama indù, l'Ormuz Caldeo, l'Osiris egiziano, l'Androgino Iside, il Deva-Nahousradei documenti vedici che il poeta persiano Ferdouci chiama Djem, il divino rinnovatore conquistatore dei Neri che diventò Dionysios dei Greci. 

Alla divinità la cui  supremazia totale fa il Dio Unico, arbitro supremo, le religioni antiche hanno associato altri dei, dee o ausiliari divinizzati ma ponendolo bene al di sotto di  tutti. Per i greci, al politeismo innumerevole, Giove rimane così, il Capo supremo ed unico del suo corteo olimpico.

 Fratello Humanus 

 da seguire.... 

par Marie de St Clair publié dans : Esoterismo di Fratello Humanus communauté : Esotérisme et Spiritualité
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Jeudi 14 juin 2007
La grande malattia di questo secolo viene di una mancanza di attrattiva per le religioni "ufficiali". Il dogma ha ucciso Dio,e molti cercatorii in esoterismo sono in rottura con la loro religione di origine. I Templari, i Massoni o i Rosacroce non fanno eccezione. La ricerca di "Maestri", molto più vicini della nostra umanità, ci fatta dimenticare Dio e la nozione di sacro. Il nostro secolo non ha visto tuttavia mai altrettanti impulsi verso le realtà spirituali e c'occorre tentare di capirne la trama.
 
Oggi il cercatore è determinato a sapere, ma deve far la differenza tra Sapere e Conoscere,e ha capito che non bisognava credere ciecamente senza capire e solo la pratica legata all'autodeterminazione può portare il cercatore a buon fine.  
         Cosi il grado del nostro studio deve trovarsi sul piano del: "Non credere niente, non rifiutare niente" e v'invito ad un lavoro di meditazione quotidiana su questa frase. La complessità della strada viene da una parte da una certa pigrizia intellettuale che cozza contro una mentalizzazione troppo forte, d'altra parte da una mancanza di rigore, che non bisognerà confondere con rigidità.  
          Lo stress del mondo moderno sbilancia l'essere nel suo senso dell'orientamento. La diffusione di lavori esoterici dal contenuto sempre più diluito, sempre più vago, o ancora alle fini di profitti, rende l'avanzamento sempre più complesso.  
I libri seri essendo sempre più inavvicinabili o inadatti al mondo contemporaneo, c'è sempre più difficile intravedere l'avanzamento esoterico in modo autodidatta, anche su dei valori di base come: decapitazione dell'ego, lasciar prende, Amore ,che devono essere capiti nel loro senso intrinseco per poter essere messe in pratica nella nostra vita di tutti i giorni. Cosi a questo stadio dei nostri lavori, c'è sembrato importante di precisare certi concetti.  

Lo scopo di queste comunicazioni non è di portarvi a mentalizzare. Non serve  un Cercatore che sarebbe un'enciclopedia vivente. Il cercatore, per noi, è innanzitutto qualcuno che vive nel mondo, che mette in pratica ciò che apprende...  
Anche, più importante è  sviluppare la vostra ragione, la vostra analisi, e non la vostra capacità di stoccaggio della conoscenza, imparare a leggere studiando, e non a sorvolare una lettura.  
Gli scritti dei più grandi Maestri vi sembrano semplici e perché sono tali, non richiedono di fermarsi su ogni parola…?! abbiamo letto una bella storia ma l'abbiamo capita bene? Prendete  dunque l'abitudine di chiedervi ad ogni fine capitolose se sareste capaci di spiegare ad un'altra persona ciò che ne avete capito, o ancora, quale applicazione su di voi stessi ne avete ottenuo?  

Ciò ci porta naturalmente a parlarvi del rigore. Non avanzerete sul sentiero senza questa autodeterminazione di cui vi abbiamo intrattenuti più su, senza questo rigore che deve essere consentito liberamente. Il cercatore s'imbarca nella vita, non la subisce e, per ciò, s'impone delle regole alle quali evita di derogare, è questa risoluzione che rossichierà poco a poco le scorie che soffocano vostro Essere profondo.  
Uno dei più vecchi libri dell'India dice: "Tramite la padronanza della vita impegnativa, viene lo sfavillio", ed è a questa padronanza che ciascuno deve applicarsi per diventare domani Adepto.  
ora instradiamoci sula nostra Via, dentro all'essere, sebbene, ve lo ricordiamo in queste righe, queste nozioni che vi daremo, sono necessariamente incomplete, il nostro scopo  non è di portare alla vostra coscienza una verità assoluta, ma le basi di una ricerca che vi è personale. Vi chiamiamo a viaggiare dentro al vostro proprio essere, è un viaggio meraviglioso per cui prendete il tempo di effettuarlo senza precipitazione.  
Applichiamo innanzitutto la legge del ternario, legge fondamentale dell'esoterismo che vi chiederà degli sforzi per approfondirlo da soli -, vi consigliamo a proposito, l'eccellente lavoro di Papus (Dr Gerard d'Encausse): Trattato elementare di scienze occulte.  
 
 
par Marie de St Clair publié dans : INSEGNAMENTO
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Mercredi 13 juin 2007

LA MEDITAZIONE (2)  

È stato detto e scritto  molto sulla meditazione, e quest'argomento potrebbe fare l'oggetto di numerose comunicazioni. Mi limiterò ad esaminare con voi alcuni aspetti tecnici, proveremo poi a capire meglio ciò che accade durante questo esercizio e dove  può condurci. Tocca a ciascuno di noi, secondo il nostro temperamento ed il nostro buonsenso  attingerci le notizie che convengono all'applicazione.  

La meditazione è un esercizio o un'operazione destinata a allineare la natura detta inferiore dell'uomo, fisica, emozionale, affettiva, psichica e mentale con ciò che si può chiamare il Se Superiore o Divino, il Maestro Intérieur.  

Lo scopo della meditazione è di facilitare il dominio prima temporaneo, poi permanente del Se Superiore sull'uomo detto inferiore, descritto da San Paolo come Corpo più Anima i cui  caratteri sono temporanei, per opposizione allo spirito eterno.  

Per la maggior parte degli esseri umani, la coscienza è polarizzata al livello fisico, delle emozioni e del psichismo e, per un piccolo numero al livello del pensiero. I piaceri e le sofferenze, i successi, la popolarità come gli scacchi, le lacerazioni o la sofferenza fanno che da un certo momento l'uomo comincia a voltare  suo pensiero verso altri orizzonti, ad aspirare a ciò che non conosce, a realizzare o a sentire gli opposti in sé ed a provare a contattare internamente delle possibilità di coscienza o degli ideali che non aveva immaginato prima. Fin da questo istante, l'uomo comincia a voltarsi verso l'interno ed a ricercare la sorgente da dove emana. Così comincia il processo di meditazione.  

L'uomo che medita si trova collocato in un atteggiamento di equilibrio: né totalmente ricettivo e negativo, né completamente positivo ma al punto preciso d'equilibrio. è oramai in grado di stabilire in lui la pace e l'armonia con, si potrebbe dire, una nota più elevata di prima e, la sua coscienza ha allora la possibilità di oscillare verso un piano nuovo e più elevato, verso il Dio interiore, in Spirito finché si stabilisse in modo stabile.  

È molto preferibile praticare la meditazione essendo guidato da un Istruttore, un Maestro di tale o tale tradizione. Tuttavia pochi istruttori sono realmente capaci di far praticare agli aspiranti una meditazione in modo perfettamente controllata, soprattutto oggi e particolarmente in Europa. Difatti è chiesto all'istruttore preposto  numerose qualità e li possiede poco. Deve conoscere in particolare i diversi metodi utilizzabili, conoscere a fondo il temperamento dell'alunno, poter determinare quale è la linea di minima resistenza della sua natura inferiore e sotto che angolo il Divino potrà comodamente rivelarsi a lui.  

Ciascuno oggi si trova dunque più o meno lasciato a sé-stesso, e tocca a ciascuno  trovare il metodo di meditazione che gli conviene.  

Il problema del metodo e dei dettagli della sua applicazione deve essere risolto con:  

     - Il buonsenso  

     - L'impiego della saggia discriminazione  

     - L'esperienza che si giudica da i risultati  

     - Il coraggio  

     - La pazienza e la perseveranza            

  È in questa ottica che vorrei sforzarmi di presentarvi dei commenti che, spero, troverete utili.  

Se  non si comincia l'ascensione della montagna della Verità nello stesso modo,  è che nessuno si trova allo stesso posto su questa montagna. Il Se Superiore, il Maestro Interiore,difatti, presenta parecchie colorazioni possibili secondo gli individui  e ancora una volta,tocca  a ciascuno di apprezzare, al di là delle sue preferenze emozionali o mentali, cioè mettendosi nell'ottica del Divino, come reagisce e ciò che prova nel più profondo di sé. Così parecchie possibilità appaiono:  

     - 1, per certi, è l'espansione tramite l'amore che include tutto e quando il punto di coscienza si raggiunge, rilascia delle onde d'Amore e di compassione. È anche l'essere che si dedica nella sua anima, ad una causa, ad un ideale e che invia con devozione le sue adorazioni alla Divinità. Nell'ottica della trinità, questo metodo si ricollega al Figlio.  

     - 2, per altri, è l'applicazione dell'intelligenza Trascendente, superiore, ma attiva nella sua essenza che conduce alla vera Conoscenza per via di un mentale illuminato. È il processo dell'utilizzazione di tutti i mezzi disponibili per sintetizzarli nell'Uno ed al servizio dell'Uno. Per ciascuno dei problemi che l'anima cerca di risolvere, il doppio processo analisi-sintesi e sintesi-analisi, in vista dell'applicazione, porta ad'una conoscenza astratta che è  solamente il fiotto discendente della Conoscenza Superiore.  

     - 3, a questa categoria, si collegano quelli per chi la Realizzazione del Divino si stabilisce nella trascendenza della Bellezza che viene dall'Alto e nell'armonia globale del suono, del colore e dei loro ritmi. La Realizzazione Spirituale, la Reintegrazione si avvera tramite  la ricerca conflittuale di un equilibrio, di una nuova armonia perchè l'andare avanti ha rottogli equilibri precedenti.  

     - 4, infine per certi, lo sboccio spirituale risiede nello stabilimento di un ordine al senso puro della parola, di un'organizzazione molto coordinata, per la glorificazione e la comprensione del mondo della forma. Questi ,di cui facciamo parte, trovano nei riti, le cerimonie a caratteri magici o iniziatici, la trascendenza del Simbolo che si rende manifesto alla loro natura profonda.  

Questi metodi si ricollegano allo Spirito Santo.  

     - 5, esistono anche quelli, molto rari, per chi il Divino si rivela mediante l'esercizio della Volontà Spirituale, del Potere Divino  stessa che può far piegare davanti a lei, la natura inferiore dell'uomo.  

Gli esseri umani che appartengono a questa categoria si ricollegano direttamente al Padre.  

Parimenti, è possibile classificare la natura inferiore dell'uomo in un modo analogo. Ciò può aiutarci a determinare  il comportamento più adattato nella nostra vita di tutti i giorni, a  meglio conoscersi mentre agiamo o reagiamo in quanto corpo ed anima. Possiamo anche, a queste fini, utilizzare lo studio del tema astrologico individuale, che sia nella cornice dei legami familiari, professionali, amichevoli, religiosi, o dei problemi di paese, di razza, eccetera.... In questo tipo di temi, si studierà principalmente la posizione degli astri preponderanti: Sole, Luna,  come i pianeti che sono posti in posizione di forze nei segni o nelle case, o ancora, vicino a punti fittizi importanti come l'ascendente o il Mezzo del Cielo. Si studierà anche la posizione di questi stessi punti fittizi nei segni. Si potrà giudicare anche secondo le direzioni primarie o i transiti la cui  natura  favorisce o ritarda,  tensione o armonia.  

Ma passiamo adesso al lato pratico delle cose . Il templare, desiderosi di praticare la meditazione, deve rendersi nel suo oratorio a ore regolari, ogni giorno o anche parecchie volte per giorno.  I migliori momenti per la meditazione sono: la mattina, all'alba, o ancora al tramonto. Ma, il miglior momento rimane quando potete, non dimenticando tuttavia, che la regolarità e lo sforzo perseverante sono assolutamente necessari per ottenere alcuni risultati. Ricordatevi anche che più utilizzerete il vostro oratorio personale, più questa area privilegiata sarà sacralizzata. Si costituirà intorno, una conchiglia sottile, protettrice che renderà i contatti superiori desiderati più facili. La sostanza di quest'area, la materia di questo spazio sarà armonizzata ad una certa vibrazione che vi corrisponde, questo  beninteso, facilita ogni volta l'ottenimento dello stato di coscienza più elevato che si possa raggiungere, eliminando così un lungo lavoro di allineamento preliminare.  

L'aspirante alla meditazione sceglie una posizione nella quale può esser meno cosciente possibile del suo corpo fisico. La comodità nella posizione deve essere ricercata con vigilanza ed attenzione. Per alcuni di voi, il meglio sarà di esser seduto su una sedia più o meno bassa. Per altri, dopo un allenamento che non è molto lungo, salvo se si è reumatico o anchilosato sarà sedendosi su uno o due cuscini, le gambe incrociate , la colonna vertebrale  appoggiata lungo un muro o di un mobile, sebbene sia preferibile  esser dritto e senz'appoggio. La testa non deve essere rigettata indietro, ma mantenuta a livello o col mento leggermente reclinato. Gli occhi devono essere chiusi e le mani rilassate per esempio, posate sulle ginocchia. Il corpo deve essere ben rilassato, nessuna tensione muscolare deve rimanere; anche i muscoli del viso devono essere allentati.  

Una parola sull'abbigliamento: bisogna avere dei vestiti di colore chiaro o anche bianco  sufficientemente larghi per non essere disturbato. In genere, il cotone è raccomandato piuttosto che i tessili artificiali. Si può meditare anche nudo o quasi nudo.  

Avete sentito parlato certamente di esercizi respiratori prima della meditazione. Diciamo semplicemente che in assenza di un Maestro, bisogna esser estremamente prudente su quest'argomento ed accontentarsi di fare alcune lente inspirazioni e espirazioni dal naso,  all'aria fresca dal balcone o nel suo giardino, ma guardarsi dall'effettuare nessuna ritenzione d'aria, né prima, né dopo l'ispirazione. Durante la meditazione, la respirazione sarà regolare, sostenuta, uniforme e non troppo lenta.  

La durata di ogni seduta di meditazione sarà determinata dal buonsenso e l'abitudine. la concentrazione sull'idea Divina, ininterrotta della meditazione profonda, sarà inseguita in principio, solamente 10 o 15 minuti, più avanti, si potrà allungare a 30 minuti, ma non bisogna costringere, perché la stanchezza del corpo o il vagabondare del mentale trascina, ipso facto, la cessazione della meditazione. Peraltro, è inutile meditare prima di un periodo di 3 o 4 ore dopo i pasti, a causa della digestione, il corpo è troppo "pesante."  

Prima di immergersi nella meditazione, l'aspirante potrà dedicarsi ad alcune pratiche preliminari. Vediamone alcune:  

     - 1, l'aspirante si laverà all'acqua fredda il viso, le mani e se possibile i piedi e si proietterà dell'acqua fredda sulla nuca e sulla testa. Parimenti, si sciacquerà la bocca.  

     - 2, dovrà esser molto cosciente del carattere sacro di ciò che sta per compiere.  

     - 3, chiederà la protezione dei Grandi Esseri che ama e per i  quali è pieno di riverenza.  

     - 4, potrà ripetere anche la Sillaba Consacrata Aum di cui l'accesso è universale, esalandolo dolcemente prima, continuando poi per il pensiero. , Gli indù raccomandano il japa, cioè la ripetizione continua di questa sillaba 108 volte o per multipli di 108.  

Tutto è possibile, ma ciascuno deve essere perfettamente cosciente di ciò che realizza.  

     - 5, ringrazierà poi per l'aiuto superiore che gli sarà dato, ed chiederà che il beneficio della sua meditazione sia utilizzato non per lui, ma per una causa d'interesse generale, per l'umanità,: che la Pace sia e rimanga nel mondo, che la guarigione dei corpi e delle anime sia, la salute ridata a tale gruppo di malati, che gli scienziati trovino un mezzo per guarire il cancro, l'AIDS... che quelli che hanno fame, abbiano  cibo in quantità adatta e forse più ancora, che il richiamo del Divino in fondo all'anima di ciascuno echeggi ancora più forte, affinché anche chi è sordo abbia almeno l'eco delle trombe dell'angelo che lo chiama, eccetera.... ci sono tante cause per le quali possiamo chiedere.... chiedendo così ad alta voce, si partecipa al Verbo Divino che è creatore perché tutto ciò che esiste, e voi lo sapete bene, è basato sul Verbo, la Parola, sul Suono. La parola e la preghiera, così espresse, non possono mancare d'efficacia quando l'orante, dal fondo del suo essere, fa così uso del Verbo.  

La vera meditazione può  allora cominciare.  

Parecchi metodi sono utilizzati secondo le tradizioni. Mi accontenterei di indicarvene una.  

Il corpo deve essere buono rilassato, in una situazione comoda e senza stanchezza. Chi medita prende coscienza che non è il suo corpo fisico ma spirito. Poi, calma le sue emozioni, i suoi desideri, il suo psichismo, il lato affettivo o sentimentale,; non prova, né piacere, né pena, né rancore, né collera. Prende coscienza che tutte queste emozioni non gli appartengono, è animato  solo da  un sentimento positivo e calmo d'inspirazione verso il Divino. Calma allora suo mentale e ferma dolcemente il filo dei suoi pensieri vagabondi. Il mentale deve esser pacifico come un lago che nessuna riga agita, neanche piccolissima. Il mentale è chiaro, semplicemente animato dalla ferma volontà di andare verso il Divino. L'aspirante concentra allora la sua coscienza nella testa o verso la fronte o verso la cima della testa ed  cerca di realizzare che la sua vera natura è al di là del mentale. La sua coscienza perfetta è nel fatto di essere pienamente e la sua coscienza è invasa della Gioia Sublime dell'amore Divino, la perfetta felicità. È semplicemente. È il Se Superiore, è Figlio di Dio che torna verso il Padre. È il Dio Interiore che ha reintegrato la Coscienza Vera che è la sua, al di là di tutte le limitazioni del tempo e dello spazio. è diventato l'indivisibile pienezza per il fatto di essere: "Sono Quello che è" (Esodo 3): 14. prende pienamente coscienza e totalmente di questa doppia sentenza del vangelo di Giovani, che sperimenta per sé:  

"Il padre ed Io siamo Uno", Vangelo di San-Giovanni 10: 30.  

"Sono nel padre ed il padre è in Me", San-Giovanni 14: II.  

È il Grande Io sono, direttamente generato o emanato dal padre con una Gioia Divina che niente può descrivere. Simultaneamente, prende coscienza che tutti gli esseri umani sono Uno con lui e col padre, con Dio. Le parole sono impotenti a descrivere gli stati di coscienza corrispondenti e solo l'esperienza diretta in questo campo è valida.  

Questo stato raggiunto, cercherà di risplendere come una stella. Diventa un Centro Divino da dove risplendono tutti gli attributi di Dio: risplendono la Vita, il Potere Divino, l'amore, la Saggezza, la Compassione, l'intelligenza Trascendente, la Bellezza, l'armonia, la Gioia, la Pace.... risplendono  forze di guarigione e di abbondanza di cui il mondo ha bisogno. Diventa a sua volta creatore, e si manifesta come lo promette Plotino quando dice: "Sarete come  Dio" cioè proprio creatore. Ciò che era perturbato  un attimo prima , è  non solo calmato, ma la Luce Divina con la quale fa Uno, si scarica e rivitalizza il suo intelletto il cui  potere di astrazione aumenta, si rifrangi in ciò che erano le sue emozioni ed i suoi desideri, la possibilità di inspirazione verso il Divino si trova aumentata e raggiunge infine il livello fisico che si trova anche purificato e rivitalizzato e che conserverà, quando la meditazione sarà finita, il "ricordo di Dio", come dicono i musulmani, il dhikr, il ricordo del Dio Interiore che l'abita. è in qualche modo la marca della Grazia Divina che si trova accentuata ad ogni meditazione, e che contribuisce alla reintegrazione totale quando sarà, se sarà.  

Ecco dunque un esempio di ciò che può esser fatto . Molteplici varianti sono possibili. Per esempio l'aspirante potrà concentrarsi sul cuore piuttosto che la testa, ed la sua meditazione possiederà anche un carattere mistico, la fusione e l'assorbimento facendosi nell'amore Divino. Potrà fondere se-stesso nel Cristo che rappresenta per noi il più Grande Essere di amore e di Compassione. Potrà praticare anche una meditazione con visualizzazione.  

In ogni caso questo lavoro deve essere intrapreso con umiltà e fiducia sapendo per certo che nessun sforzo è inutile: ogni essere umano ha la sua importanza nell'umanità. L'avanzamento di ciascuno verso il Divino, verso la reintegrazione, alleggerisce di tanto il lavoro che rimane da compiere per l'insieme degli esseri su questa terra.  

Ancora una volta  ciascuno di noi deve determinare ciò che gli conviene meglio e adattare, senza costringere, questo lavoro al suo temperamento ed alla natura profonda della sua anima; ed ecco l'importanza del detto "conosci te stesso" su tutta la scala della personalità ed a tutti i livelli del suo essere.  

Ecco ancora alcune indicazioni utili:  

Innanzitutto, non dimentichiamo che è più importante  avere  frequenti richiami di raccoglimento, piuttosto che lunghi periodi di cosi detta meditazione. Questo richiamo di Sé, dove si cerca di riconoscersi in ogni momento, di essere perfettamente sveglio, costituisce una serie di piccoli risvegli che si aggiungono gli uni agli altri. Tuttavia, bisogna sapere ritornare sui suoi passi, senza rattristarsi dell'errore  fatto, perché i nostri errori, i nostri peccati diventano sorgenti d'insegnamenti e contribuiscono meglio a conoscersi.  

La vita di chi cerca di mettersi in contatto col Divino, se non presenta un'originalità particolare, è tuttavia conforme ad un certo numero di caratteristiche:  

     - per quel che riguarda il fisico, il corpo sarà mantenuto in un stato di pulizia perfetta e nutrito con alimenti semplici e puri provenienti di preferenza del regno vegetale o generati senza sofferenza da parte degli animali, per esempio uova, latte, formaggio. Certamente, l'alcol o le bevande alcolizzate sono sfavorevoli alla meditazione.  

     - Si eviterà le emozioni violenti e si bandirà la paura.  Le emozioni saranno in genere, il più possibile pure e controllate.  

     - Si manterrà dei pensieri elevati e diretti verso il Divino ed i suoi attributi. Questi pensieri puri saranno tinteggiati di comprensione, di tolleranza, di amore; si renderà conto che la corruzione della vita terrestre non implica la contaminazione. Anche, il pensiero sarà fermo ed incrollabile nelle sue convinzioni intime, anche se si sembra cedere in una conversazione anodina. Peraltro,  non ci deve stancarsi esageratamente. Si dormirà le ore necessarie e si distrerrà  sanamente, ogni volta che la possibilità si presenterà.  

par Marie de St Clair publié dans : MEDITAZIONE communauté : Esotérisme et Spiritualité
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Lundi 11 juin 2007

Adesso, vorrei esaminare con voi ciò che accade nella meditazione e quale sono i suoi effetti. La meditazione permette di sviluppare  numerose qualità dagli aspetti spirituali ed uomini. Così, la volontà è rinforzata con la nostra pratica e si può più facilmente concentrarsi su tale o tale argomento. Si può acquistare anche una certa padronanza dei sensi. In riassunto, si crea nell'uomo che medita una purificazione, un allegerimento, una facoltà di risposta migliore, una finezza più grande in ciò che è provato o pensata .  

Anche fisicamente, grande cambiamenti si producono in generale nel cervello ed il sistema nervoso. Si formano delle nuove correnti nervose, dei nuovi condotti e anche nuove cellule e certe cellule inutilizzate diventano attive.  

Abbiamo visto che la coscienza si ritira nel recinto più segreto, più profondo dell'uomo, là dove raggiunge i livelli divini. Meditando si supera la porta che il signore Supremo ha aperto davanti a lui : "Ho aperto davanti a te una porta che nessuno può chiudere, perché tu che hai poca forza, hai custodito la mia Parola e non hai rinnegato affatto il mio Nome" (Apocalisse 3): 8 - lettera alla chiesa di Philadelphia.  

Rivolto verso l'interno col desiderio di approfondire, diventa facile  utilizzare le energie messe a sua disposizione per aprirsi una strada verso lo spirito e bere alla sorgente di acqua sorgiva, ed il vangelo ce lo confermo bene: "Quello che berrà dell'acqua che gli darò, non avrà mai più sete; l'acqua che gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che sgorga in Vita Eterna", Vangelo Santo-Jean 4: 14.  

Passiamo adesso a ciò che è legato all'architettura e la costruzione . San Paolo ci dice nella sua Prima Epistola ai corinzi (5: 40, "Ci sono (anche) dei corpi celesti e dei corpi terrestri, ma altro è quello (= lo stato) dei corpi celesti.... Siamo persi nella debolezza, ma  risuscitiamo nella forza; siamo seminati corpo fisico e  risuscitiamo corpo spirituale" ed aggiunge "Se c'è un corpo psichico, c'è anche un corpo spirituale". Così, psiche o in ebraico, nephesh che caratterizza l'anima animale, deve ritirarsi davanti a pneuma, dunque da Daath a  Neschamal secondo la terminologia ebraica, affinché l'uomo ritrova la sua Vita Divina. Di "psichico" il corpo diventa "pneumatico", incorruttibile, immortale. Questa sostituzione prende forma, si crea durante la vita sullA terra grazie all Dono dello spirito.  

Come ottenere questo Dono dello spirito se non mettendosi in contatto con Lui nella meditazione?  

La meditazione c'aiuta a costruire questo corpo celeste, spirituale. Questo corpo celeste deve essere formato, o messo in forma, "architettato", costruito per ospitare quello che si raccoglierà nella sua Vita Divina. Questo corpo celeste non è altro che il Tempio Spirituale ed interiore che ciascuno di noi alza alla Gloria del Grande Architetto dell'universo. L'edificio resta per molto tempo allo stadio delle fondazioni, perché è fondato sulla Saggezza e questa si acquista solamente col lavoro perseverante. per molto tempo, l'aspirante costruttore è in contraddizione con le regole della Saggezza, poi la parte visibile, si può dire, si rivela ed ogni meditazione permette di portare delle pietre sempre meno grezze all'edificio, ed il momento arriva infine, in cui le pietre sono portate perfette della cava della vita di ogni giorno, e  i colori sono dipinti dall'uomo, il costruttore e l'artista. La bellezza orna il Tempio perché l'aspirante architetto sa che la bellezza viene dall'alto e rappresenta una delle più sublimi caratteristiche di ogni opera divina, e così manifesta allo stesso tempo l'equilibrio e l'armonia. Poi, la forza finisce il Tempio di Salomone in se, perché il pieno sviluppo richiede il potere ed il lavoro si conclude velocemente. Allora il costruttore può, sempre più, tendere a "riportare" la sua vita dentro al Tempio, ad alzarlo verso ed in questo, con la manifestazione di tutte le qualità divine. Come il costruttore, liberato dai legami puramente umani, può conoscere le regole della costruzione perfetta?  

Queste regole, li conosce con la voce della sua coscienza che si rivolge da una parte a Dio e che raccoglie ciò che viene da Dio dall' altra parte. Nella meditazione, offre tutto al Principio Unico, all'assoluto,: le sue speranze, le sue attese, le sue difficoltà, i suoi errori, le sue debolezze, perché, all'ora della contemplazione, la disposizione interiore deve essere profonda, stabile e deve dedicata interamente a Dio. Così, la grazia dall'Alto, nella calma, lo raggiungerà ed  gli sarà dato la Pace Profonda, l'amore. crescerà in statura, in saggezza, in Dio che è il Maestro Absolu delle nostre coscienze. A questa tappa del lavoro, meditando  sarà interamente alla disposizione del Divino: "Signore, tutto ti appartiene ed eccomi solamente per fare la Tua Volontà". Perché sa, come il San Giacomo (Epistola): 17, che "ogni grazia eccellente, ogni dono perfetto viene dall'Alto, e scendono dal padre delle Luciin cui non c'è nessuna vibrazione, né nessuna ombra di cambiamento" e questo è proprio  uno degli scopi della meditazione: essere pronto a ricevere il dono, la grazia, raggiungere il padre delle Luci nella sua coscienza ed accedere alle dimensioni superiori di Vita. Tutto è pronto per l'operazione a venire. L'uomo così purificato, alleggerito, potrà tenersi "faccia a faccia" con Dio.  

Ricordatevi di quel che dice l'apocalisse a proposito di questo "faccia a faccia" con Dio: come chi è assorto nella meditazione profonda i Sette Potenti Spiriti davanti al Trono sono "faccia a faccia" con Dio, non sono Dio, sono "davanti" al Trono di Dio.  

Ricordatevi anche di quel che dice l'angelo a Zaccaria al Primo Capitolo del vangelo del San Lucca (I): 19, "sono Gabriele che sta davanti a Dio". L'angelo è faccia a faccia con Dio. Ma andiamo più lontano!  Che cosa  significa stare "davanti a,  o "faccia a faccia?"  

In greco, ciò si dice parestekos, significa a disposizione, sottomesso, pronto a rialzarsi... in Dio, pronto a riceverne l'aiuto o la grazia. Quello che medita è così, veramente "parestekos", alla disposizione di Dio, sottomesso a Dio. Raggiungendo in ciò il vero significato della parola Islam: Essere nell'islam, è essere "faccia a faccia" sottomesso a Dio, a sua disposizione.  

Ritorniamo un pò indietro su ciò che dice  San Paolo a proposito dei corpi celesti ed esaminiamo adesso la domanda sotto l'angolo cristico: ciascuno lavorerà "in vista della costruzione del corpo del Cristo"... "finché siamo giunti tutti a... lo stato di uomini fatti a misura della statura, perfetta del Cristo", Epistola agli Efesi 4: 12 e 13, ed egli aggiunge "Signore Gesù - Cristo trasformerà il nostro corpo di miseria per conformarlo al suo corpo glorioso, con questa forza che ha di poter sottoporre ogni cosa", Epistola di San Paolo ai Filippi 3: 20 e 21. Così, vediamo di nuovo che la meditazione è per eccellenza l'esercizio per costruire questo corpo glorioso, il Tempio di Salomone in noi stessi. Allora, dice di nuovo San Paolo"Allora  la Pace di Dio che supera ogni comprensione custodirà i vostri cuori ed i vostri pensieri nel Cristo Jésu", Epistola  ai Filippi 4: 6, e questo "miracolo" ha luogo col trasferimento di coscienza. Difatti la purificazione essendo compiuta , totalmente ed il Se Superiore, il Dio Interiore, potendo dominare infine la vita dell'uomo, niente si oppone a ciò che l'uomo possa venire ad abitare quasi continuamente il tempio del suo corpo celeste. A questo momento, quasi tutti i veli si strappano e l'uomo è pronto a concepire  in modo perfetto il Divino in lui sotto forma del Figlio di Dio. C'è trasfigurazione, l'uomo diventa la Verità che vive: "Sono la Strada, la Verità, la Vita" dice il Figlio. Un Figlio della Verità è nato, una Parola nella Vita degli Uomini... perché è Cristo vivente , è realmente l'unto" "del Signore.  

Ciò costituisce la realizzazione della promessa fatta 2000 anni fa da Quello che incarna il potere della Volontà attrattiva di Dio, il potere dell'Amore: "Quando sarò stato alzato della Terra, attirerò, (o io tirerò), tutti gli uomini a Me", Vangelo di San Giovani 12: 32. il vero significato del Riscatto si rivela qui. La vita del Cristo  rappresenta simbolicamente le differenti tappe della nostra vita su questo pianeta, dopo la morte a voi stessi come  l'individuale umano, la morte del vecchio uomo, risuscitiamo al momento opportuno in Cristo e lo sapete, questo passaggio attraverso la morte si ritrova in tutti i miti autentici. Detto diversamente, il Cristo c'attira a Lui finché siamo anche noi  elevati sopra la Terra, ed il Vedente dell'apocalisse conferma questo punto di vista: "Non avranno più fame, non avranno più sete: né il sole, né il caldo ardente non li colpiranno più. Perché l'agnello che è nel mezzo del Trono li farà pascolare e li guiderà verso le sorgenti di acque di vita" (Apocalisse 7): 16. a questo momento preciso, la Rosa Splendente del cuore di chi è pronto, riceve il più alto influsso spirituale che trasfigura,  di Quello che c'avrà trasformato finalmente in Sé. Come ci è detto anche "nessuno viene al padre se non passando da  Me", così meditando, nel profondo del suo essere l'uomo raggiunge lo stato del padre attraverso  il Figlio: "Il padre ed Io siamo Uno", ed egli si fonde nel Fiume di Vita, quello di cui parla l'apocalisse (22: I, "Ed egli mi mostrò un Fiume d'acqua della Vita, splendente come  cristallo, che usciva dal Trono di Dio e dell'agnello". Durante quest'ultima tappa, il Tempio di Salomone, spirituale, che si è costruito, non gli serve più e questo Tempio può anche sciogliersi, svenire nel Fiume di Vita. Ed egli si immerge nel Fiume, così come un'onda che viene dell'oceano, si fonde nell'immensità dei fluti. In quest'estrema tappa, è Reintegrato, raggiunge gli stadi non concepibili della Realizzazione Spirituale, è anche lui il Principio Unico, l'assoluto nella sua pienezza perfetta e totale.  

Ecco le immense prospettive che si aprono a chi vuol meditare bene e  regolarmente e vivere le regole della Grande Legge. Il Salmista ce l'aveva proposto già  secoli fa: "Felice l'uomo... che prende il suo piacere nella Legge dell'Eterno e che medita questa Legge giorno e notte", Salmo I. Immergiamoci  tutti e fondiamoci nel "Fiume di Vita", ecco il voto che formulo per tutti . Cosi sia!  

par Marie de St Clair publié dans : MEDITAZIONE