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Legge di Ermete

  CERCATORE,
la legge di Ermete come quella di Amra  ti da l'obbligo morale di ritrasmettere quello che hai capito della Via; Ogni volta condurai un fratello, una sorella sulla via dell'iniziazione, sarai artigiano della Grande Opera, compagno sulla via delle stelle, artigiano  dell'opera spirituale che portera alla fine  del carma individuale quanto collettivo

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Mercredi 28 février 2007

C'è anche la nozione dell'inconscio collettivo.

La somma delle esperienze acquisite dagli inconsci individuali forma l'inconscio collettivo che impregna un essere isolato quanto un gruppo di esseri. L'accumulo delle esperienze acquisite permette l'evoluzione di tutti. Ma intervengono là le differenze secondo i gruppi. Gli uni opereranno per il bene del mondo, gli altri al contrario per il male sviluppando gli odi, le gelosie, e tutto ciò che si riferisce al male. Il potere individuale di persuadere e trascinare può influenzare considerevole l'orientamento di un gruppo, nel bene quanto nel male.

Per i raggruppamenti importanti come quelli che formano una razza, le condizioni di vita possono aver anche delle influenze, in particolare il clima che determina la flora e la fauna, ed anche le regole di vita basate su delle morali diverse secondo le razze. Tutto ciò dà impulsi diversi ai comportamenti degli uni e degli altri.

È molto importante prender coscienza del fatto che i nostri pensieri e atti contribuiscono a formare quest’inconscio collettivo. Non dobbiamo pensar sempre solamente alla nostra vita.

Per essere in accordo con noi-stessi, basta vivere normalmente, semplicemente, senza eccesso e senza ascetismo esagerato. Facciamo la nostra introspezione senza debolezza verso noi-stessi e conosceremo meglio la realtà che è in noi.

par Marie de St Clair publié dans : INSEGNAMENTO
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Lundi 26 février 2007

È molto difficile dar una definizione esatta dell'inconscio. Ci occorre ammettere la sua realtà che spiega certi atti di cui ignoriamo il movente, ma che compiamo senza che la nostra coscienza ci abbia informati. È dall'inconscio che proviene l'insieme dalle cause sconosciute che determinano gli atti che compiamo senza capirne lo scopo. Per esempio, gli atti mancati, i lapsus, gli oblii, eccetera... sono dettati dall'inconscio. Lo si rigetta facilmente per non confessarci che non dirigiamo sempre i nostri atti.

L'Io incosciente rappresenta la vita eterna che è in noi, ce ne parla, e da' un senso a ciò che non ne ha apparentemente. Permette di colmare le lacune su le quali inciampa la parola e viene al suo soccorso suggerendogli ciò che bisogna dire. Condensa gli avvenimenti, trattenendo solamente l'essenziale, le usa talvolta a doppio senso, il reale o il figurato. La memoria incosciente può comunicare spesso l'idea alla nostra coscienza.

La logica cosciente è il contrario dell'inconscio che ignora il tempo. Questa logica può essere conosciuta solamente dalla coscienza. L'inconscio che agisce in noi, c’informa meglio della coscienza che manca spesso di discernimento. Le pulsioni incoscienti sono sottomesse alle forme d’attrazione o al contrario, di repulsione; spesso non capiamo il processo inconscio di cui la realtà diventa manifesta.

Tutto è in tutto ed è grazie all'inconscio che si percepisce il mondo interiore, perché è la conoscenza ed il significato intrinseco.

Al limite dell'inconscio, e collegandolo al conscio in certe circostanze è il subconscio. È in questo subconscio personale che regnano i miti, le superstizioni o anche il lato pagano delle religioni che soddisfanno la fame psicologica dell'essere ed acquietano suo mentale. Fa parte integrante della psichica umana. Ai loro inizi, certe Chiese l'hanno capito. Hanno rispettato questo bisogno dell'essere incorporando nelle loro manifestazioni religiose dei riti e delle feste pagane. Le forze psichiche esistono in un'estensione dell'universo temporale ed i procedimenti liturgici o sacramentali aiutano a capirli. Il rituale in gruppo permette di stabilire un contatto con questa realtà estrema.

Bisogna far la differenza tra la parte psichica e quella spirituale. Nella parte psichica, c'è spesso un'estensione del mondo spazio-tempo. I fenomeni spirituali appartengono all'ordine immateriale ed eterno. Tutte le religioni hanno insistito sulla fine ultima dell'uomo, sullo scopo della sua esistenza" che deve portarlo alla presa di coscienza nella vita presente ed anche alla realtà immateriale... a meditare sulla presenza di un “adesso” di  Dio e della sua presenza eterna . Spesso la preoccupazione dell'uomo non è l'eternità ma il presente. Tuttavia, bisogna conoscere la realtà divina, che ci riallaccia... non vivere solamente dentro i suoi limiti, ma nel mondo che esiste in noi ed all'infuori di noi... quello che è governato dalle leggi divine... bisogna vivere in conformità col cosmo per andare verso la liberazione di noi-stessi. Consapevolmente od inconsapevolmente lavoriamo nel mondo invisibile. Non si può tutto dire perché ciò deve essere capito dentro di noi. Ma, questo lavoro ha forme altrettanto diverse di quelle che esistono sulla terra. Si occupa dell'anima dei disincarnati, li sveglia, li aiuta ad acquistare delle nozioni nuove. Arriva un momento in cui, alla loro volta, questi disincarnati aiutano disincarnati e viventi. Quanto ai viventi in viaggio che sono stati scelti dalle guide, e seguendo i criteri che ci sfuggono in parte, per essi il lavoro è diverso. Si tratta di portarli a raggiungere i piani superiori, a mettere nel loro inconscio ciò che permetterà loro di perfezionarsi... a vedere in essi una realtà che spesso si mascherano.

L'essenziale per l'uomo è proprio di pensare all'invisibile... di lavorare simbolicamente con l'Acqua ed il Fuoco, cioè con la nostra energia: materia spirito, cuore spirituale ed intelletto, sentimenti e pensieri. L'Acqua rappresenta l'amore, il Fuoco rappresenta la saggezza. Bisogna mobilitare le proprie forze per fare un lavoro valido ed attivo. Ho saputo che gli avvenimenti che ci colpiscono non sono fortuiti. È duro dirsi che sono delle prove volute per il nostro progresso spirituale. Lamentarsi, impietosirsi su se stesso sono anche delle forme depressive che frenano il nostro lavoro spirituale... Così, nel fondo di noi-stessi, analizziamo i nostri sentimenti, potremo vedere che è una forma d’orgoglio o talvolta un bisogno di interessare gli altri a noi-stessi ad ogni costo. Non conta solo il lavoro spirituale, l'essere non sarebbe completo se non sviluppasse il lavoro materiale nello stesso tempo. Aggrappiamoci alle piccole cose dell'esistenza fatte con amore, sono più preziose di ciò che chiamiamo" le grande cose", spesso tinteggiate d’orgoglio e di mancanza di amore, e dimenticheremo più facilmente i mali che ci toccano. L'estrema finalità dell'esistenza dell'essere durante la sua vita è di poter rendersi conto della presenza di Dio in lui ed in ogni creatura. Il cervello rappresenta la Luce, Saggezza ed Intelligenza, è il mondo superiore. Per avere in Sé l'equilibrio, la forza e la pace, bisogna alleare il superiore a ciò che si considera a torto come inferiore in noi per essere armonizzati con l'universo. Ma bisogna saper dominare ciò che potrebbe trascinarci  verso deviazioni intellettuali o spirituali.

Col passar degli anni il pensiero emotivo degli Antichi si è trasformato in un pensiero razionale. Abbiamo capito che lo spazio-tempo è un simbolo dell'eternità sacra e benedetta. Possiamo realizzarlo nella trascendenza dell'Io, e così si arriva alla conoscenza unitiva di Dio... Purtroppo, ci sono pochi esseri che, consapevolmente o inconsapevolmente, vogliono fare questa trascendenza. Bisogna arrivare alla presa di coscienza, ed a questo scopo, ci sono numerose vie. Per esempio, quando nella preghiera santifichiamo il nome di Dio, è una forma di presa di coscienza. Lo facciamo troppo spesso meccanicamente. Certi popoli dell'antichità e particolarmente i Semiti consideravano e considerano ancora il Nome come identico alla sua essenza. Quando si dice : Che Tuo Nome sia santificato ! Si tratta di una presa di coscienza del Regno di Dio e della sua volontà. Per ciò, si ricerca anche la grazia divina che è il perdono dei peccati dell'uomo, e si fonde nell'amore del Nome.

La coscienza umana può comunicare con lo sguardo, ciò che è l’espressione fondamentale e non deformata dell'inconscio. È la luce eterna della coscienza di vita che è la nostra vera vita. Il pensiero non diretto, i motivi incoscienti, arcaici traducono gli istinti. Così, per il bambino, la madre è la prima immagine che incarna la forza creatrice e che personifica per lui l'inconscio nella sua totalità. La sua unità con la madre ingloba tutto, è la totalità universale. Il sentimento possessivo che ha di sua madre è una forma di sessualità che ritroverà più tardi per una donna o un uomo, quando sarà liberato da sua madre. Avrà raggiunto, in quel momento, la sua coscienza autonoma. Fin dalla piccola infanzia, subisce il desiderio sessuale senza capirlo perché lo mette a tacere e lo trasforma in amore affettivo. Crescendo, vede nell'attrattiva di uno o di una piccola compagna solo un'affinità di carattere. Certe forme religiose possono essere anche un trasferimento sessuale dell'erotismo. Si riporta l'esaltazione del suo amore verso Dio, verso la Vergine o verso un Santo.

Nell'antichità, il desiderio sessuale era considerato ed era onorato come una forza creatrice. La musica, la danza, il ritmo, i profumi contribuivano largamente ad esprimerlo. Era una forma magica della realtà. Questo desiderio faceva parte della vita e la repressione di quest’istinto non esisteva perché era generalmente giudicato come un bisogno naturale per ogni individuo costituito. Solamente più tardi certe religioni hanno introdotto a proposito della sessualità una" morale" per frenare quest’istinto. Forse perché che ci sono stati troppi abusi e perversioni... L'angoscia è spesso un impulso dell'inconscio che è in disaccordo col conscio. È la lotta tra i desideri sessuali e la repressione voluta dall'essere. Ciò può portare un squilibrio sotto multiple forme.

Ciò che la nostra ragione respinge può manifestarsi nel sogno perché, a questo momento, l'inconscio non è più mascherato da una censura morale e dà libero corso ai suoi sentimenti, alle sue reazioni. Bisogna riconoscere che è però tramite la sensualità e la voluttà che si esprimono la creazione artistica qualunque sia. L'arte ci dà almeno un'idea della realtà o almeno della nostra realtà. Spesso gli artisti trasformano l'amore umano in amore celeste. Certe forme d’arte traducono l'idea essenziale del culto religioso. La nostra ragione può esprimersi anche con un simbolo che è l'immagine del contenuto. Certi artisti conoscono l’estasi e pervengano ad essere Luce nella Luce Man mano che vanno avanti nella vita, trasformano l'uniformità della coscienza in una diversità.
par Marie de St Clair publié dans : INSEGNAMENTO communauté : Esotérisme et Spiritualité
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Dimanche 25 février 2007

Oggi, studieremo di più il problema dell'iniziazione che ci aprirà l'accesso ai mondi invisibili.

Col lavoro spirituale, percepiremo i diversi livelli dell'al di là che raggiungeremo. capiremo la realtà della nostra vita psichica attraverso le nostre diverse incarnazioni. Vedremo che ci trasformiamo gradatamente. Quando lo realizziamo nella coscienza svegliata, si può dire che il corpo e l'anima si uniscono nella totalità del nostro Essere. Vediamo le strade che s’incrociano, s’intrecciano, formano un balletto, finché li abbiamo dominati. Cosi, guadagniamo un piano, un livello. Arriviamo a conoscere le strutture nascoste che uniscono inseparabilmente l'uomo all'universo nell'infinito. È “l'Ain Soph” della Cabala che simboleggia l'infinito, il senza fine, questo principio universale e divino che è la radice di tutto, Dio è l'esistenza assoluta, il pensiero assoluto.

Sono tutte le polarità che, in inter-penetrandosi, formano la vita. I pensieri che ne conseguono sono la propria realtà dell'anima. Bisogna arrivare al punto che il nostro conscio capisca le manifestazioni dell'inconscio e ne accetti il contenuto che ci guida e c'istruisce. È l'alleanza della trama e della catena. A questo momento, trasmettiamo tutto ciò che viene dell'interno della nostra vita mentale che è radicata nell'inconscio. Ma, per averne la certezza e stringerne lo scopo, bisogna attraversare il mondo della sofferenza e dell'esperienza. Non bisogna dimenticare mai che la nostra responsabilità è in gioco. Questa responsabilità che è il senso dell'armonizzazione di tutto ciò che costituisce l'uomo lo porta a trovare la sua coscienza. L'uomo non sentirà più la sua solitudine quando arriverà alla certezza. Appena la serenità sarà stata raggiunta, la sua individualità si fonderà nell'universale. Vibrerà con la vita e potrà trasmettere. L'uomo è l'altare dell'Amore ; deve bruciare come una fiamma. È ciò che i cattolici esprimono rappresentando il Cuore di Gesu cinto di fiamme.

Quando il nostro essere è troppo spesso angosciato, bisogna pensare che la nostra anima sia indistruttibile, e che quando nostro mentale avrà raggiunto l'equilibrio, il male non ci turberà più. Nostro Io sarà tornato alla sorgente, al tempo del cosmo non manifestato. È molto importante che il pensiero creatore dell'uomo si basi sul dinamismo della natura ed adotti il ritmo della vita cosmica. Quando questo si è realizzato, si può abbordare lo studio ed il significato dell'iniziazione.

La parola iniziazione si è volgarizzata col tempo e spesso, ha adoperato più il senso  essoterico che esoterico. Si accosta ad un lavoro, a questo, a ciò, ad ogni tipo di cose.

L'iniziazione esoterica è un'esperienza interiore che si produce col risveglio e la messa in attività della coscienza profonda. Introduce il novizio nel mondo del sacro in un modo irreversibile; evoca il passaggio mitico dal caos alla creazione.

Iniziare qualcuno, significa ispirarlo. La parola latina "initium" indica l’inizio dell'istruzione dell'iniziato. Questo deve fare la sua introspezione e deve realizzare le sue inspirazioni verso l'ideale. L'iniziazione si fa nel silenzio del tempio interiore dell'uomo, è il proprio segreto. È la scoperta dei principi e simboli, è il ritorno all'unità che ci permette di unirci alla vita creatrice. L'iniziazione dà la facoltà di risposta alla potenza delle vibrazioni, ai piani di coscienza sempre più elevati.

Ricevere l'iniziazione, significa aver svegliato la nostra coscienza profonda e l'intelligenza del nostro cuore con l'intuizione, significa dare un'anima agli atti della vita terrestre. Permette alla coscienza profonda di comunicare con la coscienza universale. I veggenti vedono il corpo luminoso dell'iniziato sotto la tripla forma del sole di Giorno, del sole di notte, e della luce che nasconde il mistero agli occhi dei profani. La strada iniziatica non è uniforme, è fatto d’involuzioni, d’evoluzioni e di tempi morti. Per arrivare a" realizzare" l'iniziazione, non bisogna desiderare ma volere. Occorre che il lavoro spirituale si faccia senza obbligo né costrizione. La costrizione distrugge l'inconscio e porta all'angoscia, alla fuga davanti a sé stesso. Non bisogna ricercare sempre l'accordo con la vita cosmica, unirsi alla vita creatrice, sciupare pensieri o vita occulta vicino a persone che non capirebbero. Gli Egiziani lo sapevano bene, ed in certi rappresentazioni raffiguravano due leoni schiena a schiena chiamati ": ieri", Osiris, e" domani", Shu. Portavano il sole dei due orizzonti nel Tempo indefinibile, eterno. Su certi monumenti erano incisi il toro, il" Kerubim" che tiene in mano la spada fiammeggiante alla porta del monde dell’Eden o ancora la sfinge dal corpo di toro e dalla testa umana che simboleggiava la legge dei misteri che proteggono ala porta dell'Iniziazione per scostarne i profani.

L'iniziato capirà la lettera ebraica" Nun" di cui vi ho già parlato. Questa lettera è il punto di partenza universale d’ogni creazione. È l'energia che si polarizza manifestando  ciò che era solamente un suono. È il potere prima della manifestazione, la luce del giorno, la luce di notte, o i due principi che formeranno il terzo : il movimento. Faccio un paragone con la tessitura. Immagineremo che il Nun è quello che, nella tessitura, dà lo spirito col filo, conduce la navetta. Come questa, non si fissa mai, stampa il movimento, deposita il filo e si ritira avendo fatto il suo lavoro, ma lascia la sua firma col disegno creato. Il nostro spirito è come il tessuto. Nella tessitura, i fili sono tesi in lunghezza, è l’ordito. Il filo portato dalla navetta s’intreccia da destra a sinistra e viceversa. Nel nostro pensiero, la direzione che daremo ai fili alternati può produrre l'illusione della tessitura quando questa direzione si smarrirà e devierà. Il carattere del tessuto è 1'incrociarsi del"mobile”, vale a-dire il filo attraverso il fisso. La funzione del filo è l'andirivieni del mobile portato dalla navetta. Il" motivo" è ciò che fissa l’ordito e gli dà la sua tensione. Così deve andare il nostro pensiero che non deve scostarsi dalla radice. Come nel telaio del vecchio tessitore che poteva fissare materialmente l’ordito con un peso fissato in terra, il nostro pensiero non deve scostarsi della sua radice.

Tutto ciò è molto astratto, ma, riflettendo, immaginare un telaio in azione ci dà da meditare. Il rito e la gestuale sono una preparazione all'iniziazione, alla rivelazione. Nel praticante internamente ed esternamente, la" realizzazione" si fa nello spirito dell'iniziato. Ogni gesto produce una forza con le onde che libera. Il grafismo è  incarnato dalla gestuale. È un supporto di meditazione. Si segue col gesto un grafismo. Si può fare un incantesimo cantando ritmicamente, la cui la ripetizione suscita una forza occulta con la magia del suono. Nel rituale iniziatico, in ogni tempo si è usato l'acqua che simboleggia la sorgente, rappresentando la coscienza chiara, superiore.

Ciò che potrà permettere all'uomo di impregnarsi in questa sorgente per compiere l'opera del riscatto. Viene poi il sale, simbolo delle leggi di trasmutazioni fisiche, morali e spirituali. Ha una doppia virtù: purificatrice e protettrice. Poi, viene il pane, frutto del lavoro dell'uomo sul seme di vita della terra.

Come è detto nel vangelo": ti guadagnerai da vivere col sudore della tua fronte", ciò è materialmente vero, e ciò è anche spiritualmente vero, perché guadagniamo la qualità della nostra anima grazie al lavoro e agli pensieri spirituali della nostra vita.

Dagli Ebrei, Greci ed Arabi, questi tre elementi erano il simbolo della fraternità, dell'ospitalità. Questo costume si è sparso attraverso il mondo, ed è osservato sempre dai Mediterranei. È con l'iniziazione che capiremo la gerarchia che esiste tra gli spiriti. Possiamo catalogarli in tre volte tre ordini, o in tre mondi:

1 - Il Divino che contiene i principi essenziali, i poteri divini in atto negli altri mondi, sotto il controllo del Principio supremo, eterno assoluto, il loro Creatore.

2 - Le Monde delle Leggi e dei poteri sottomesse a queste leggi. È il potere intermedio creato, collegando il mondo dei principi, mondo divino creatore, a quello dei fatti. Questi mondi sono la realizzazione temporale della concezione creatrice eterna.

3 - Il Monde manifestato in cui i fatti o le formazioni sono realizzati dall'attività dei due mondi superiori e sono sottomessi al loro controllo.

Nel primo mondo, classificheremo gli spiriti fantastici celesti chiamati dalla Cabala "I Daïmon", I" Serafini nel secondo mondo, ed i Kerubim nel terzo.

I Daïmon amministrano l'universo, cooperano al" governo celeste", comandano i Serafino chiamati tanto" Domini" che sono i padroni dei mondi planetari, vengono i Keroubim che rappresentano i poteri e le virtù Poi.

Gli più vicini a noi sono i" Arcangeli", i" Angeli che sono gli spiriti mediatori. Gli uomini possono appoggiarsi su di loro per penetrare nel mondo sconosciuto. Ma non dimentichiamo che per raggiungere questo mondo, dobbiamo diventare un '' Giusto" o un" Giustificato"   come  dice la Cabala... A questo momento, vedremo le quattro porte del cielo, le illuminazioni misteriose, le 7 marce in scala che formano l'espressione delle leggi della meccanica celeste. In certi libri sacri, è detto": Gloria agli Giusti, perché brilleranno al paradiso come i lumi." Per noi, il paradiso è il Cosmo. Quando il pensiero dell'uomo si sarà alzato dal visibile all'invisibile, dall’effimero all'eterno, e dall'umano al divino. Si può dire che, nella sua strada, avrà fatto trionfare il Verbo Creatore, combattendo per la Verità.

Per aiutarci a penetrare il mondo occulto che ci circonda, possiamo servirci della magia. Questo mondo non deve spaventare nessuno, perché il proprio della magia è la trasformazione dell'energia che si libera da un essere, da un animale o da una pianta. Bruciare delle erbe o essenze per" fare della magia", è permettere alla loro energia di liberarsi, Il pensiero crea la magia progettandola con forza. Le parole, i canti, gli incantesimi, le cifre formano la magia eterna. Un atto magico può esprimersi sotto forma di un pentacolo che è una sintesi, o su quella del pentagramma, vale a dire della stella a cinque rami che è sinonimo di armonia. Sono solamente dei punti d’appoggio simbolici. Ciascuno sa che i simboli rivelano l'invisibile tramite il visibile. Si può usare un mantra, il cui suono sarà amplificato dal ritmo, della parola che orienta il pensiero, e dalle onde sonore che se ne liberano. La forma del mantra è spesso costituita da segni astratti che sono retti dalla legge dei numeri. Si chiamano i segni sensibili.

Si usa anche il mandala, supporto grafico della meditazione che si manifesta spesso nelle figure geometriche. Questi disegni complessi simboleggiano l'universo ed il ricettacolo di Dio. Ciò forma una reazione magica mistica che, in realtà è una comunione col Sé profondo per raggiungere la coscienza cosmica.

La meditazione svolge un grandissimo ruolo per facilitarci il compito e farci capire la verità che spesso ci è presentata solamente tramite simboli ed allusioni molto oscure.

L'arte aiuta la meditazione perché è un modo personale che sviluppa la vita interiore.

I sedentari, in generale, preferiscono le arti plastiche come la scultura, la pittura, lo sviluppo delle forme, eccetera...

Chi ha uno spirito più nomade sarà attratto dalle arti foniche, la musica, la poesia, la letteratura, eccetera... Chi si svolge nel tempo.

Per loro, in ogni caso, il simbolo esiste e s’impone ai loro occhi, perché il simbolo è una realtà, uno stato di coscienza, un fatto che s’impone sempre alla sensazione. Ed è grazie ai simboli che abbiamo la nozione dei rapporti, perché lasciano apparire le cause attraverso i fatti più concreti, perché sono sempre loro che collegano il visibile all'invisibile. È la forma esoterica di un'idea o di pensieri. L'interpretazione ci appartiene.

Gabriella

par Marie de St Clair publié dans : Valore dell'Iniziazione
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Vendredi 16 février 2007
Desidero informarvi tutti che abbiamo creato un Forum internazionale - troverete il link nel quadro a sinistra -: questo è il vostro forum, per scambiare  idee, esperienze, allargare i vostri orizzonti, sempre nel totale rispetto delle opinioni altrui, e  partecipare cosi più facilmente ad una più vasta fratellanza.
Potete già iscrivervi, presentarvi andando su "Presentez vous".
  A presto, con affetto,

 
par Marie de St Clair publié dans : Valore dell'Iniziazione
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Vendredi 16 février 2007

Dai tempi più lontani l'uomo ha pensato che il bambino dovesse ricevere la sua prima iniziazione a 13 anni. Sono i anziani che, alcuni giorni prima della data, separavano i bambini dai genitori e li istruivano. Spiegavano loro i grandi avvenimenti della vita, l'atto fisico della procreazione ed i principi morali. Poi, il giorno dei loro 13 anni, c'era una festa ed il bambino era considerato come un adulto.

Poco a poco, l'iniziazione primitiva si è trasformata. Attualmente, solo i paesi semiti, un'importante parte degli Ortodossi e quasi tutta l'Africa nera hanno così conservato questa parola “iniziazione” per i tredicenni che, con quest’atto hanno la maggioranza religiosa. Presso i cattolici questa parola è sostituita dalla comunione. Adesso, l'iniziazione si è estesa e non c’è  più un età per accostarsi.

Ci sono due forme: la spirituale che porta alle grandi iniziazioni, ai grandi misteri descritti nella Cabala e, la materiale che si occupa principalmente dei mestieri, del cielo e della morale. Non è escluso, che gli esseri possiedono i due. L'iniziazione è un metodo d’insegnamento. Rappresenta l'astratto; ha delle regole strette. Noi, sulla Terra rappresentiamo il concreto sottomesso alle esigenze della vita.

Il Maestro o Guida, può aiutare il discepolo ad evolversi con l'iniziazione, ma non  può modificare la sua evoluzione troppo personale. Ciascuno, ci si avvicina secondo la sua natura e con i mezzi che gli si propone, particolarmente col simbolismo che è in conformità con la natura dell'uomo. Il discepolo deve avere una visione completa del piano occulto. Bisogna fargli superare le tappe iniziatiche anche se qualche volta per lui la prova è dura addirittura: terribile. ! Il Maestro deve progettare la  propria luce sul suo discepolo. Voler seguire la" via" implica nella vita quotidiana, delle rinunce. Per ciò, bisogna sapere esattamente se lo vogliamo. Volere non è desiderare, la scelta c'è offerta. Il desiderio è superficiale e scoraggia alle prime prove; mentre volere lo è profondo.

Bisogna arrivare alla liberazione, ritrovare Dio per qualsiasi via.

Molti esseri sulla via soffriranno della loro dualità tra il loro Io profondo e la loro individualità esterna sul piano della vita pratica. Devono lottare solo con loro stessi. Bisogna provare ad avvicinarsi alla perfezione nella via umana, avere il controllo di Sé, non disinteressarsi del prossimo, non aspettare di veder i risultati dei nostri sforzi coronati di successo. Ogni sforzo non è mai perso . L'iniziazione è una comprensione della vita, un'energia rivelatrice che permette la realizzazione, una crescita nell'esperienza per raggiungere un punto di tensione che permette una penetrazione progressiva nel mentale, del logos creatore. Ma, certo, questo implica l'accettazione, la rinuncia. Ci sono 7 iniziazioni di cui 4 maggiorenni: la nascita alla vita, la rinuncia, l'illuminazione, la rivelazione. Quest’ultima che permette di avere dei poteri che devono essere messi al servizio del bene.

Il simbolismo aiuta in questi casi ed entra nella coscienza umana, perché è la rappresentazione esterna di una realtà interiore. Le cerimonie rituali che li accompagnano trasformano l'emozione in devozione con presa di coscienza.

La storia del popolo ebreo, è un vero racconto iniziatico. L'incontro fra Abramo e Melchisedec lo prova; ritorneremo su quest’argomento, un giorno...) L'uomo è nato libero; ma, glie occorre averne consapevolezza. Questo si può attuare solamente col dono di Sé, ciò che ci condanna talvolta alla sofferenza. Bisogna istruire progressivamente il discepolo che scoprirà il valore dei simboli e dei riti. Sono spesso i richiami di forme e gesti legati ad un passato molto lontano in cui l'uomo li praticava più della parola. L’essenza dell'universo non è cambiata, l'energia fondamentale è sempre la stessa. Gli Esseni, in ebraico chiamati "guaritori"- dalla parola segreta Kashai- , hanno sempre praticato il rito dei 13 anni; così come i Drusi. Gli Egiziani hanno lasciato delle pietre incise del tempo di Mose, riferendolo. Appartenevano alla Fraternità Bianca. Avevano un Maestro di giustizia ed un Maestro di saggezza! Detenevano il potere spirituale un secolo prima di Gesù Cristo. Dicevano che ogni bambino che nasceva, che fosse ebreo, straniero od altro era bambino di Dio.

I Templari, i Catari ed i Drusi si avvicinavano alla loro dottrina. Educavano una società fraterna verso i valori spirituali. A Beth-lehem, la casa del pane, ricevevano ogni essere in difficoltà. Si ritrova la stessa struttura dai Templari che hanno perpetuato gli stessi principi. La comunità Drusa, comparabile a quella degli Esseni aveva le sue radici in Egitto. Erano di religione musulmana, monoteista. Credevano nella sopravvivenza dell'anima, nella reincarnazione ed nella legge del karma.

Questa comunità era molto importante in 996, hanno dedicato una scuola mistica al grande profeta Elia che glorifica il Dio unico, come l'ha dimostrato il faraone Amenhotep IV

La storia degli Esseni dei primi tempi e la scuola dei profeti è riferita nell'apocalisse di Elia.

Adesso, vi racconto un'esperienza che ho appena vissuto. Per semplificare il linguaggio, parlerò al maschile. Ma questo, può riferirsi ad un uomo o ad una donna.

Uno di voi ha ricevuto questi tempi la sua prima iniziazione maggiore. Non devo rivelare il suo nome, ma la guida delle iniziazioni mi ha autorizzato a dirvi, come ciò è accaduto, per facilitarne il ricordo al discepolo. Ci sono due modi di ricevere l'iniziazione, o in viaggio astrale durante il sonno, o su un altro piano di cui si ha consapevolezza e che permette di rivedere la scena. Ecco le prove alle quali sono sottomesse il discepolo: una guida lo porta in un ambiente molto scuro, resta solo ed abbastanza angosciato. Fa un'introspezione severa e sincera. Rivede e giudica gli avvenimenti della sua vita e le conseguenze che certi hanno trascinato. Ritrova anche la sua piccola infanzia dove là anche degli avvenimenti l'hanno segnato. Sa che è nello spazio planetario, che deve attraversare in spirito i 4 elementi: terra, aria, acqua e fuoco; sforzarsi di capirne il senso profondo. Subirà l'attrazione della terra che unisce il creatore alla creazione. Realizzerà cosa sono questi fluidi attrattivi che raggiungono l'anima e permettono di provare l'amore fisico, intellettuale, spirituale e l'amore Divino che va verso la Divinità inconoscibile ed inaccessibile, vale a dire Dio.

Il senso simbolico e cosmologico dei numeri rappresentano un'idea, una forza ed una forma. Il suo spirito sarà diviso tra le fedi religiose di cui i dogmi e le pratiche sono talvolta così malintesi. Penserà alla scienza che è troppo spesso la" ragione" per lui. Tutto ciò l’ha imparato durante gli anni d’istruzione. La sua trasformazione diventerà indipendente della sua volontà. Dopo avergli dato un lungo tempo di riflessione, la guida porterà il discepolo su un altro piano dove tutto è chiaro. Gli spiegherà come bisogna preparare la sua anima affinché sia in stato di ricettività, che comprenda e provi la forza delle vibrazioni, come l'amore è una potente leva in tutti i campi e creerà il movimento realtà. La sua azione sarà forte ed effettiva.

Quando il discepolo avrà realizzato il cambiamento in lui, potrà agire da sé. Scoprirà più largamente il valore dei simboli che possono essere storici, cosmologici o poetici. Rappresentano il senso fisico degli elementi divinizzati dai primi uomini. Il discepolo trasmetterà un giorno ai suoi propri discepoli il pensiero del concreto e dell'astratto. Commenterà loro tutto questo e li avvicinerà all'inconoscibile. Là si svolge una lunga conversazione tra suo maestro e lui. Ma questo non può essere comunicato, perché ciò che è detto appartiene solamente a quello che dà e quello che riceve. Quando avrà raggiunto più tardi una grand’evoluzione, il maestro gli aprirà la porta del Tempio.  A questo momento riceverà un giorno la grande iniziazione.

La cerimonia si conclude con la benedizione di suo maestro.

Nelle Masserie, ci sforziamo di formare degli iniziati affinché a loro volta trasmettono ciò che hanno imparato .Cosi potranno meglio aiutare i loro fratelli nell’umanità.

1988    Gabrielle   
par Marie de St Clair publié dans : Valore dell'Iniziazione communauté : Esotérisme et Spiritualité
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Jeudi 15 février 2007

So che la vita e la Via sono spesso opposte nello spirito di ognuno ; che occorre aprirsi una strada nella vita prima di potere abbordare la Via con la serenità necessaria ad una vera ricerca interiore. Al meno, è ciò che molti diranno senza prendere il tempo di accorgersi del loro sbaglio. Perché la domanda resta : La Via è un supplemento della vita o la vita è una materializzazione della Via ?

Tocca a voi rispondere, fratelli e sorelle sul sentiero, Cercatori del mondo intero, !

La vostra testa trabocca di parole sapienti…Fatte della vostra vita un accumulo di parola encicliche o enciclopediche, che spargete coscienziosamente in riunioni mondane, senza che nessuno si preoccupi del modus operandi, di ciò che implica questi scibile nella vostra vita di tutti i giorni.

Perché qualunque cosa ne dicano i libri d’ogni genere che abbondano oggi nelle grandi superfici dell'esoterismo, un sapere non serve a niente se non è integrato e messo in pratica in ogni coscienza. Nessuno sapere  è utile se non è Co-noscenza !

Del sapere, ve ne offro regolarmente da più di un anno... Ma che ne fate? Vi ha permesso di entrare sulla Via ? Vi ha permesso di’essere più tollerante ? Di vivere nell'Amore ? Vi ha permesso di provare a capire prima di portare tale o tale giudizio e di diventare peggio di quelli che voi criticate?

Certi sorrideranno leggendo queste linee, altri ruggiranno; ma là non è lo scopo. Preferirei svegliare la vostre anima, il vostro Spirito, la vostra coscienza di Cercatori !

Viviamo in un mondo di leggi, di regolamenti, di giudizi supposti proteggerci ma, più riempiamo i codici giuridici e più generiamo una società di irresponsabili, e più abbiamo paura.. Questo sapere accumulato, anno dopo anno, ci ha permesso solamente di renderci conto che la sola cosa che sappiamo è che non sappiamo niente ! E ciò perché le nostre leggi hanno servito solamente a mettere la museruola ai Maestri veri ed a lasciare il campo libero ai ciarlatani d’ogni genere o a riempire le casse delle grandi superficie dell'esoterismo.

Gli Ordini Tradizionali erano solamente una trentina nel mondo all'inizio dell’ultimo secolo, sono più di 300.000 oggi che si vantano tale, se aggiungiamo i gruppi new age d’ogni genere. E mentre c’erano  una trentina di chiese, sono oggi più di 3000. Che lo voliate o no, siamo veramente entrati in ciò che gli Antichi chiamavano l'età nera. Questo sapere che accumulate così coscienziosamente vi allontana ogni giorno un pò più dalla Conoscenza !

Chi scegliete oggi per accompagnare la vostra Via ?

  • Un Ordine detto Tradizionale, stretto in una Gerarchia con disciplina militare ?
  • Una corrente new age  che sforna  angeli,  fate o spiriti d’ogni genere ?
  • Un altro guru che vi farà Maestro?
  • O anche  la vostra buona e cara Madre chiesa coperta d’oro ed dagli discorsi discordanti e settari ?

Ecco vi nell'imbarazzo !

Allora, lasciatemi darvi un consiglio. Mettete da parta tutto questo sapere che vi ingombra, togliete tutte le vostre credenze, tutto ciò che altri vi hanno detto, e cominciate per riprendere una 'ad una tutte il vostre concezioni, provate a metterli in pratica nella vostra vita, così si costruirà vostra fede ! Fuggite tutti i luoghi di sapere. Questo scibile è utile solamente se potete allearlo all'abilità ed al saper far fare ! E ricercate la Conoscenza, con cui siete nati, con cui rinascerete ! E lavorate alla vostra realizzazione. La vita e la Via sono una sola ed identica Cosa ! Se dovete nascondervi per realizzarla, siete nell'errore ! Se non potete mettere in pratica coi vostri vicini, i vostri amici, i vostri colleghi di lavoro, non siete più nella vita, dunque neanche più nella Via ! Non ricercate un iniezione settimanale o mensile di conoscenza, ma diventate operativo, attivo, presente nella Via come nella vita ! Così troverete la Pace e l'Amore !

Nell'unità del nostro Divino Maestro

 

par Marie de St Clair publié dans : Valore dell'Iniziazione
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Lundi 12 février 2007

Cos’è vivere e morire ? Cosa bisogna preferire: addormentarsi in una vita smorta, o vivere pienamente, svegliarsi alla presenza della Totalità tramite l'intelligenza mistica, far nascere in noi le vibrazioni che ci circondano, oppure condurre una piccola vita dove niente è grande, ma che non evita contrarietà e sofferenze?...L'uomo cerca nel passato le lezioni dell'avvenire e si avvicina troppo spesso con ansietà verso lo scopo del suo destino. ......

Perché l'ansia?..Proviene dall'incomprensione della vera realtà. È in ciò che si chiama il soprannaturale che si trova la realtà; è nel mondo degli spiriti e delle forze che qui sono troppo spesso sconosciute che proviamo la loro proiezione nel mondo astrale. Quanto al mondo esterno, è un serbatoio di simboli e di significati nascosti.

Pitagora diceva" Cosa c’è di più saggio al monde ? Il" Numero" ...cosa c’è di più bello": l'armonia." I mondi sono costruiti su dei numeri eterni. La Cabala che è una scienza di Dio, riguardo ai numeri conosce solo l'addizione, la moltiplicazione e la riduzione... La cifra è matematica, ma il numero è Conoscenza... Ogni numero possiede un valore quantitativo ed un valore qualitativo.

.Sappiamo che l'alfabeto ebreo, i geroglifici egiziani ed i 22 caratteri cinesi consacrati rappresentano dei numeri a carattere iniziatico.

Vediamo velocemente i loro significati, perché ne ho già parlato in altri lavori.

Uno contiene tutto in Sé stesso, Unità fondamentale... simbolo di Dio.

Il 2 la dualità, secondo principio della scelta-unità.

Il 3 simbolo dello spirito... manifestazione dell'unità per l'uomo, corpo, anima, Spirito.

Il 4 si riferisce a Dio poiché è 0-1-2-3. Simboleggia i 4 elementi. ecc.

È l'addizione dei primi 4 numeri che dà 10, numero della perfezione.

5 è il risultato di 2+3: è la dualità spiritualista nel mondo creato. È anche il numero dell'uomo 4 + I.

Nel rito ortodosso il vescovo ha due candelieri, uno di tre lumi che rappresenta la Trinità Divina, l'altro di due lumi che significa la doppia natura dell'uomo, umana e divina.

Il 6 è il numero mediatore tra l'uomo e Dio... È l'equilibrio, l'armonia, come il sigillo di Salomone che riunisce materia e spirito,

Il 7 numero sacro, rappresenta la creazione nella sua globalità, in tutti i suoi aspetti: il 3 spirituale, ed il 4 materiale.

L’ 8 è la promessa della Rivelazione, numero delle punte della croce dei Cavalieri del Tempio, le 8 beatitudini, la ruota solare a 8 raggi e tanti altri simboli.

Il 9, unità triplice manifestata da lei stessa, vita spirituale dell'unità, o 5 + 4 che significano l'uomo che ha trasceso la materia.

Il 10 ritorno all'unità, in cima agli nove altri, nella cabala, rappresenta lo Yod, che è la prima lettera del nome di Jehova.

 Le 11 = 10 + 1 o il rinnovo.

Mi fermo qui, perché ciò andrebbe troppo lontano se iniziassimo il valore numerale dei numeri.

Ho l'intenzione di darvi, spero prima della fine del ciclo, un lavoro sulle lettere sacre,  sulle lettere coronate che corrisponderanno ai primi 9 numeri rispetto ai numeri di cui le vibrazioni segnano la prima manifestazione della vita, così come la relazione fra i valori delle cifre, lettere, colori.

Tutto questo vi sembrerà un pò misterioso, ma l'anima è un vero mistero. È la luce interiore e l'amore che se ne libera diventa l'amore esterno che risplende ed avvolge il mondo. L'anima si esprime tramite il pensiero che si concentra nel silenzio. Il pensiero che è creatore si manifesta nella parola e l'azione. La Saggezza, lo spirito e la parola sono i mezzi d’espressione dell'anima, di ciò che è.

L'essere vive una ricerca permanente che gli dà coscienza di sé e della sua libertà interiore. Spesso, vede suo" io" tramite l’occhio dello spirito e manca di franchezza verso di sé. Tuttavia l'Unicità del cosmo che corrisponde all'Unità di Dio è formata della somma  delle unicità individuali. La coscienza dell'uomo può essere influenzata, ma il suo subconscio, lui, non mente, gli rinvia dei messaggi che traduce con la parola. La parola si esprime tramite il soffio. Il soffio ha un significato spirituale, perché è il fissaggio dello spirito divino. È la scintilla che c'è, il seme consacrato del mondo. È per ciò che è raccomandato di sorvegliare il suo linguaggio per non offuscare il suo soffio. Ma la natura dell'essere è al tempo stesso materiale e spirituale. Il materiale procede dallo spirituale. C'è sempre, in ogni essere, due inclinazioni: il bene ed il male. È normale, non sapremmo ciò che è il bene senza conoscere e provare il male. L'uomo non potrebbe trovare la pace se non ci fosse in lui queste due tendenze. Non si chiede all'uomo di vivere come un Santo ma di introdurre la santità nella sua vita materiale. Non deve né esagerare l'ascetismo né abbandonare il suo compito temporale. La sua esistenza deve assumere i suoi doveri....   che ha accettato liberamente... Quando sarà il momento per lui di lasciare questo mondo, deve poter dire: ho fatto molti errori, volontariamente o non, come chiunque, ma ho cercato di non mancare alla parola data ''. Bisogna costruire un tempio nella nostra anima per progredire verso la purificazione interiore, per creare la vita spirituale, per ritrovare le nostre radici nella nostra coscienza. Solo il lavoro interiore permette l'ascensione nei mondi che ci circondano. Bisogna spostare la sua coscienza personale affinché quest’ascensione si faccia. L'uomo deve sentire la necessità per lui di un impegno spirituale. Se l'accetta, sarà con l'idea di un non ritorno. Ogni mondo rappresenta sul piano spirituale un campo che esprime e manifesta la totalità dell'universo. È una costruzione di 1'universo. Questi mondi, o piani, possono essere divisi in quattro. Possiamo vederli simbolicamente come segue:

I - Emanazione, campo divino del fuoco: Rappresentato da un Angelo.

2 - Creazione, livello cosmico dell'aria: Rappresentato da 1'aquila.

3 - Formazione, livello affettivo dell'acqua: Rappresentato da un Leone.

4. Azione, la Terra : Rappresentato dal Toro.

Al centro : l'uomo o il Messia secondo le credenze. 

Sono i 4 personaggi della visione di Ezechiel.

Il quarto mondo è il mondo fisico dove le attività dei tre primi si realizzano. In pratica, simboleggiano il Fuoco, cioè la Luce, l'aria, l'acqua e la Terra, o il Tutto. Ogni livello partecipa all'unificazione e penetra le nostre esistenze. Ne subiamo gli effetti.

L'arcangelo Michele che è l'avversario del male nel cielo ci dice che l'uomo è  responsabile su questa terra, e ci indica le 7 porte della comprensione: azione,sentimento, pensiero, che formano i tre primi. I 4 altri : presa di coscienza dell’anima, coscienza spirituale, pensiero della Presenza Divina, accettazione della responsabilità del libero-arbitro ed agire secondo la conoscenza dei 4 mondi superiori.

Tutto ciò che è fatto esternamente ha un contenuto interiore che rende l'atto sacro. Ogni rivelazione si realizza grazie ad un Verbo ed una Luce. Arrivato ad un certo grado di sviluppo, l'essere sente il bisogno di partecipare consapevolmente a questi mondi, di giungere a questi mondi per raggiungere la Conoscenza, senza basarsi unicamente sulla sua ragione. Arriverà a realizzarne l’essenza tramite l'interiorità-, realizzare che la Conoscenza ha un'affinità d’unione totale che deve sempre tendere verso la perfezione. Questa Conoscenza, questa saggezza divina è bontà ed amore. Grazie alla sua bontà ed il suo amore è in grado di afferrarla. L'essere deve benedire il Signore di avergli offerto tutti i beni della creazione. È per ciò che l'uomo deve unire la comprensione all'amore. Quando l'uomo, col suo corpo, sua anima e suo spirito, si concentra sull'amore del Divino, riceve quest’amore.

L'uomo è sempre alla ricerca della sua salvezza. Deve meditare questo per approfondire la sua coscienza, anche nelle cose materiali della vita. La sua azione ed i suoi sentimenti si   svilupperanno. Il ritmo di questi sviluppi deve essere lento affinché possa far maturare,   incorporare le sue potenzialità. I suoi doni sopraggiungeranno naturalmente con la sua evoluzione interiore senza l’aiuto di nessuna magia.

Quando suo Sé sarà trasposto sul piano cosmico, tutto gli apparirà diverso perché ogni  incontro col divino rinnova l'uomo nella sua spiritualità. Potrà pensare alla Gerusalemme   celeste che è una cristallizzazione nell'eterno presente, di tutto ciò che il divenire comporta di quintessenze. Il simbolismo del santuario del Graal, come è descritto nel Titurel di Wolfram von Eischenbach e che riflette la Gerusalemme Celeste; questa gli farà capire la Tradizione, che è un ricordo della nostra origine, dei costumi sacri e dei loro significati spirituali.

Non temerà la morte. Questa paura della morte esiste solamente per chi, non conoscendo l'amore, non lo possiede e dunque, non può darlo. Sappiamo tutti che la morte è un passaggio dalla vita alla vita.

La vita è una manifestazione dell'amore creato. Bisogna vivere con la propria verità, in accordo con sé stesso e soprattutto, bisogna misurare il ruolo dell'inconscio per realizzare la nostra responsabilità. Quest’inconscio è forgiato in noi e ci seguirà dopo la morte fisica. Si deve averne consapevolezza, affinché la trasformazione si faccia in profondità,

Questa trasformazione può operarsi in chiunque avrà in sé stesso abbastanza amore per raggiungere la Conoscenza.

La strada è ardua, difficile talvolta, ma la speranza nel Signore c'aiuterà, perché è la nostra stella Luminosa.
par Marie de St Clair publié dans : Via e Religione
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Vendredi 9 février 2007

Il mio precedente testo sulle tre religioni monoteiste ha potuto stupire più di uno e devo oggi  illuminarne i propositi. O almeno  illuminare la posizione della Masseria del Santo Graal.

Che ciascuno sappia che non ho nessuna critica virulente da emettere contro il Cristianesimo, l'Islam o ancora il Giudaismo. Ogni religione è un ponte tra il Divino e gli uomini, e la fede è la più bella cosa che possa succedere all'uomo.

Semplicemente, c’è per noi, un fossato enorme tra la fede e le credenze, tra la libertà ed i dogmi, tra gli slanci del cuore e la politica di una chiesa, soprattutto quand’è potente ! 

Parimenti, il Graal non appartiene a nessuna chiesa ma partecipa di tutte !

Il Graal è anteriore a tutte le chiese conosciute, ma anche contemporaneo a tutte !

Per rispondere a certi giornalisti, non ci sono né nuove, né vecchie correnti del Graal perché il Graal si trova all'infuori del tempo o di una struttura.

Prima di essere una ricerca, la ricerca del Graal è uno stato d'animo e, anche se dispiace a certi, il Graal non appartiene né ad un'epoca particolare, né ad una dottrina specifica. E ciò è chiaro quando sì abborda i simboli utilizzati dagli autori, che siano contemporanei o del medioevo.

Per noi, essere Prete del Graal significa essere innanzitutto prete a sé stesso, è diventare la coppa che contiene la nostra divinità, che ospita questa scintilla divina che ogni uomo porta in sé; è fare in modo che il nostro corpo diventi il tempio, il tabernacolo dello spirito per potere rispondere all'ingiunzione cristica : « Quello che ho fatto, lo farete dopo di me " o " nessuno n va al Padre senza passare da me "

Essere Prete del Graal, è essere religioso, certo, ma certamente non nel senso del dogma. Entrare in religione significa collegare innanzitutto il cielo e la Terra, il corpo allo spirito per la volontà dell'anima incarnata e per crescere nella grande scuola di vita che è la Terra.

La Carta della Masseria del Santo Graal, come ci fu tramandata da Gabriella, contiene tra l’altro:

  • Fare perdurare lo spirito del Tempio.
  • Porre la prima pietra della chiesa Universale

Ma non sperate di trovare in noi la sopravvivenza di un Ordine Templare né la creazione di una nuova chiesa, aumentando cosi la dissidenza del numero incalcolabile che esiste già ! Non aspettatevi neanche di trovare dei Templi dorati o delle cappelle. Non siamo depositari di nessun segreto. Solo lo spirito c’interessa !

Ora e labora. Prega e lavora ! Prega il Dio del tuo cuore ! Che sia ebraico, musulmano, cristiano o altro ! Prega, perché c’è un solo Dio e siamo tutti figli di Dio. E lavora, per consolidare tua fede e non per vendere le credenze altrui !

Certi vedranno nella Masseria una nuova setta, una nuova corrente religiosa ma ve lo dico, siamo solamente una corrente di pensiero di cui ecco il messaggio :

" Al di -là dei dissensi politici

Al di là dei dissensi religiosi,

Al di là dei dissensi razziali o sessisti,

Esiste un valore alla quale noi crediamo : l’Essere Umano !  "

I tempi cambiano e sarebbe ora che l'uomo cambiasse; chiamiamo ciascuno ad entrare nella chiesa universale, cioè a pregare Dio senza voler appropriarcene. Diventiamo la fiaccola che trascinerà l'umanità verso un domani in cui gli uomini saranno tutti fratelli. Con questo, non vi esorto ad entrare in una nuova corrente, ma a portare lo Spirito in voi. Diventiamo dei portatori del Graal !
par Marie de St Clair publié dans : Via e Religione
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Jeudi 8 février 2007

Ancora una volta, mio scopo scrivendo queste righe, non è di rimettere in causa ogni religione, ma di rimettere le cose al loro posto. C’è un'enorme differenza tra la fede e la credenza, tra le religioni che sono degli adattamenti dogmatici della Tradizione a fini scolastici, umani, politici, e la Tradizione, che non cambia, qualsiasi sia il luogo geografico, o l'epoca in cui appare per rilasciare suo messaggio all'umanità. Il Vero lavoro di ricerca deve permettere a ciascuno di posizionarsi nei confronti dello scopo della sua vita, di ricercare la Verità dietro i dogmi per avanzare non nel conflitto, ma nella ricerca permanente della religione universale.

Buon lavoro e che il risultato di quest’ultimo vi porti pace.
par Marie de St Clair publié dans : Via e Religione
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Mardi 6 février 2007

Abbiamo visto già in esordio di questo documento che la vita di Gesù era anche molto controversa. La sua vita appare per iscritto solo verso gli anni 130 della nostra era e, nel decennio che segue, a Roma, più di 60 autori scriveranno 70 vangeli che non saranno selezionati dalla chiesa che in 367 per conservare solamente quello di Matteo, di Marco, di Luca e di Giovani.

Il problema è tuttavia che nessun cronista contemporaneo di Gesù cita il suo nome : Filone non ha scritto niente su Gesù, ne Valerius Maximus [-14 a 37], Plinio l'anziano [23 a 79], Silius Italicus [25 a 110], Persia [34 a 62], Seneca [-4 a 65], Giovenale [65 a 128], Tacito [55 a 120]. L’unico a parlare di Gesù è Flavio Giuseppe che scriverà 10 linee [nell’anno 80] nella totalità della sua opera che rappresenta 27 volumi e che sì rivelarono essere dei falsi !

Se no... Erode muore in –4; Gesù dunque è nato prima, ma il censimento effettuato da Quirinus è nel 6; eccoci davanti ad un piccolo problema. Neanche Giovani parlò di Gesù nella sua apocalisse scritta nel 95..

In più, mentre la donna è relativamente libera sotto l'impero romano ed anche totalmente libera in Egitto, vede il suo statuto trasformarsi, fino a non aver neanche più anima prima del concilio di Trento in 1542.  Ma questo non è grave, perché secondo le parole di Leone X, (Papà da 1475 a 1521) ": Si sa da tempo immemorabile quanto questa favola di Gesù è stata proficua a noi ed ai nostri pari "

par Marie de St Clair publié dans : Via e Religione
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