CONTATTO

Se desiderate  essere informati della paruzione dei testi , iscrivetevi alla newsletter ,  inserendo la vostra e-mail e cliccando su tutte le opzioni.
A presto, sperando di vedervi lettori assidui di questo blog.
Con affetto.

Legge di Ermete

  CERCATORE,
la legge di Ermete come quella di Amra  ti da l'obbligo morale di ritrasmettere quello che hai capito della Via; Ogni volta condurai un fratello, una sorella sulla via dell'iniziazione, sarai artigiano della Grande Opera, compagno sulla via delle stelle, artigiano  dell'opera spirituale che portera alla fine  del carma individuale quanto collettivo

Racomandare

Cliquez ici pour recommander ce blog
Samedi 31 mars 2007

Se si apre il vocabolario, la parola" tempio" significa un monumento eretto alla gloria di una divinità. Anche nella lingua arcaica, la parola" Templum" designa un monumento o un luogo dedicato.

Ma, in ogni tempo ed in tutti i paesi, la parola tempio ha un doppio significato. C’era  il tempio esoterico aperto a tutti dove si dava uno insegnamento appropriato agli avvenimenti del momento, ed il tempio esoterico riservato ai ricercatori della Conoscenza, agli iniziati. In ogni tempo che sia in Egitto, in Caldea, in Persia, nelle Indie, in Cina, o presso li Ebrei, la costruzione dei tempi era basata su una sintesi che, formava la dedica. Vi ho detto già che è rispetto al Numero che i muri di cinta erano determinati in lunghezza ed in larghezza, e che i moduli erano anche loro seguente determinati secondo il cielo astrologico, e le correnti telluriche. Nel tempio, matematica, geometria, materiali e vibrazioni hanno un senso preciso. Questo è anche vero per le chiese, cattedrali o case di preghiere che gli Antichi  chiamavano '' case di eternità."

Il numero d’oro che è utilizzato nella composizione di queste costruzioni è la misura della dinamica del sacro. Il Santo dei Santi, l'altare, il tabernacolo, era posto in un luogo preciso determinato geometricamente, e che corrispondeva al cubo. Il luogo cubico era il "Debhir", ed il centro riceveva 1'altare.

Nel tempio esoterico, c'erano delle cripte, o in mancanza degli angoli oscuri, dove si facevano l'istruzione , poi le prove che conducevano poco a poco all'iniziazione. L'oscurità era considerata come favorevole alla concentrazione del futuro iniziato.

Nel tempio di Salomone eretto sul monte Moriah era praticata lo studio delle scienze,  principalmente la geometria, principio di tutte le altre scienze, la musica, e l'arte del lavoro dei metalli. Là si forgiava una tradizione ereditata in parte dall'Egitto.

Alla costruzione di questo tempio, hanno partecipato 80.000 operai e 300 maestri che hanno sparso poi la loro arte di costruire nel mondo; ma hanno conservato gelosamente certi secreti  delle loro tecniche.

I costruttori accordavano un valore simbolico importante alle colonne del tempio. Per esempio, quelle del Sud rappresentavano il principio attivo, la forza, quelle del nord, la stabilità e la forza generatrice. Questo si riferiva all'albero di Vita. È in una certa camera del Tempio che la Menorah d’oro è posta sul lato Sud del tabernacolo. Ha 7 rami di cui 6 sono riuniti 2 a 2 da 3 archi arrotondati che rappresentano Saturno, il Sole e la Luna. Simbolicamente, ciò corrisponde ai 3 periodi dello sviluppo dell'uomo. Il 7° ramo, quello del centro termina con una lampada alimentata d'olio di oliva pure.  Talvolta questo ramo porta l'iscrizione "Il Sole è il mio Signore."

Un tavolo, sul lato Nord del tabernacolo, è alla destra dell'officiante. Su questo tavolo, 12 pani senza lievito fatti di farina e di miele, chiamati "pane di proposta" o "pane vivente qui   nutre l'anima" rappresentano le 12 tribù dell'Israele.

Sull'altare, collocato al centro, davanti al tabernacolo, dei sali e dei profumi  d’incenso, composti di olibano e di specie dolci, bruciano continuamente. Chi si trova intorno al tabernacolo o sul sagrato alza una preghiera silenziosa verso Dio.

Quando i templari si stabilirono all'ombra del Tempio di Gerusalemme, ebbero conoscenza della tradizione dei costruttori del Tempio. Certi sono diventati dei veri muratori costruttori e ci hanno permesso d’entrare in comunione con l'invisibile  nell'immortale bellezza degli spazi che hanno creato. Hanno capito che l'uomo, il santuario e l'universo hanno delle corrispondenze tra di loro. Avvicinando il simbolismo del tempio e quello dell'uomo, gli esseri sono capaci di rendere visibile l'invisibile e possibile l'impossibile. La corrente portatrice di questa tradizione di costruzione è sopravvissuta nelle Corporazioni ed in certe società spiritualistiche. Ciascuno sa che al momento delle crociate i Templari sono stati in contatto coi popoli molto diversi, Caldei, Arabi, Sufi, Semiti, e coi gnostici, eccetera... Si è molto scritto   sui Templari" talvolta con passione o con fantasia. È certo che occorre distinguere tra di loro parecchie categorie. C'era un numero importante di monaci soldati, la maggior parte analfabeti che formavano una milizia obbediente. Si conoscono soprattutto i grandi Maestri...ed il loro Stato Maggiore. Questo intratteneva le relazioni coi monarchi ed i loro delegati, i governi, ed anche con la gerarchia religiosa. Ma all'infuori di essi, c'era una élite occulta molto chiusa che era il vero nocciolo dell'ordine. Questa élite ha approfondito le tradizioni antiche di cui ha fatto la sua vera ragione di essere. Le conoscenze ereditate dalli Antichi  tra le quali l'astrologia, li hanno portati ad una sintesi, basata sulle correnti telluriche, i segni del Sole, della falce di luna e delle stelle. Nei numeri, hanno scelto l’8 che deriva da due quadrati sovrapposti rappresentando il numero della coesione costruttiva su parecchi livelli, materiali e spirituali. (8 e ∞ .)

Si esprimevano molto in simboli che dobbiamo capire e decifrare. Per esempio, abbiamo studiato il quadrato" ROTAS" (vedere nota del 13 Aprile 1975), la croce templare ne deriva. Le due destre verticali ed orizzontali di" TENET" formano una croce greca. Se uniamo verticalmente ed orizzontalmente gli A ed gli 0, otteniamo la croce potenziata. Unendo tutto li A ed i 0, con N al centro, è la croce triangolata. Tracciando il cerchio con centro N e raggio NA o NO, si ottiene la croce pattée.

Per i Templari, la croce di Sant’Andrea è rappresentata da un uomo sdraiato da cui la mano destra trae la spada dal fodero, questo essendo mantenuto dalla mano sinistra. Le gambe incrociate in X formano un simbolo equivalente a quello del cardo, simbolo di vite o di sangue.

Nella massoneria, il 29° grado è quello dell'ordine del cardo grande scozzese di Sant’Andrea di Scozia.

La croce latina ed il X dei Templari derivano del" TAU" che designa il nome di IAHWE. Stava, nell'antichità, iscritto su la fronte e si scriveva così:  ▲ fuoco,▼  acqua, aria, terra.

Il numero 8 più il punto centrale, l'unità, dà il 9, numero iniziatico per eccellenza.

Ritroviamo questo nella rosa dei venti, la stella a 8 punte che colloca in movimento con  lo spirito, il soffio, il ruha, quello che galleggiava sulle acque primordiali e fu il principio originario e la matrice di tutte le creazioni.

Tutti questi simboli sono da studiare e ci danno delle chiavi per l'occulto. Nell'insegnamento che i Templari danno ai loro "Aquilotti", imparavano loro a ricercare il loro centro, il loro "sé", lo spirito che anima l'anima ed il corpo nel tempo e nello spazio in un punto creatore. Il "sé" è la realizzazione di un tutto.

 

par Marie de St Clair publié dans : La Masseria e i Templari communauté : Esotérisme et Spiritualité
ajouter un commentaire commentaires (0)    créer un trackback recommander
Jeudi 29 mars 2007

Camminare sulla via (2)

La guida o il magister che inizia un essere sulla via che conduce alle tappe superiori della coscienza fino all'illuminazione deve assumere la sua responsabilità. Talvolta è la guida occulta di un gruppo. È in ogni modo, molto importante per lui. Se la prova è ben condotta, sarà per lui un piccolo verso la grazia. L'iniziato, lui, deve esser maestro di se per diventare adepto. Posso dire che l'istruzione ricevuta nei viaggi occulti è più significativa della teoria di un libro. Il libro ci serve a riflettere ed a condurre un avanzamento di pensiero.

Quando viaggiamo, il nostro corpo astrale è un ponte gettato sul baratro che separa la coscienza umana dal cervello fisico. Questo ponte esiste per facilitare la comunicazione tra il corpo astrale ed i corpi fisici, tra l'astrale ed il mentale, una parte del piano astrale rappresenta lo stato cosciente dell'essere che si trova, Ma ahimè, il potere del desiderio essendo generalmente più forte di quello della ragione, bisogna esser libero e padrone di sé per arrivare.

Ogni persona, di qualsiasi categoria, iniziata ai gradi diversi, può fare un viaggio astrale. Quando viaggiamo, tutte le sfere sono intorno a noi. È solamente secondo il nostro grado iniziatico,  nostro grado d’evoluzione che ne raggiungiamo certe.

Tuttavia, non c'è barriera tra gli esseri. La comunione si fa d’anima ad anima. C'è, come sulla terra, delle comunioni affettive che possono rivestire lo stesso carattere di qua giù. Per esempio, incontro certi esseri che amo maternamente, forse  perché non sono una disincarnata, e che porto con me un pò di sentimento terrestre... Posso assicurarvi che c'è una grande fraternità tra le anime, malgrado la disuguaglianza dello sviluppo iniziatico. Si sente il legame che può unire certi tra loro, più forte del legame terrestre, oppure è diverso, più profondo. Questi esseri hanno dovuto incontrarsi durante vecchie vite o, in certi casi, è solamente la loro similitudine della loro morte che li ha avvicinati. Ho detto che una parte del piano astrale rappresenta lo stato cosciente speciale dell'essere che vi si trova. Sappiamo che in ogni piano ci sono delle divisioni, Dopo averle attraversate, passiamo sul piano mentale, quello dell'intelligenza universale nella materia... Là, è la coscienza espressa in pensiero. È in questo piano che si creano le forme pensieri che certi esseri vedono per telepatia nello stesso tempo.

Continuando la nostra ascensione, arriviamo alle regioni superiori, particolarmente quella degli archetipi. Il mondo archetipo è molto importante. Contiene tutto in tutto. Tra l’altro, è il mondo dove si coltivano le arti. È anche in questo mondo che vivono i germi occulti di tutte le religioni, sette o filosofie allo stato puro. Ma il lato puramente esoterico di ciascuna di queste forme-pensiero è perso per la maggior parte nel mondo della manifestazione, nostro mondo, oppure si è molto alterato allo. È particolarmente vero per l'espressione delle Chiese... E tuttavia, l'uomo dovrebbe sapere che l'esoterismo permette di studiare la radice delle religioni ;che siano le religioni dette" rivelate" o le sette religiose create dall'uomo, la base è la stessa. In effetti, insegnano tutte il rispetto dei dieci comandi espressi differentemente. Praticando la ricerca occulta di una religione, si arriva a distinguerne la quintessenza, la parte divina. Purtroppo gli uomini, generalmente, non cercano di conoscere il lato esoterico della loro religione. Per certi, è la paura di rimettere in causa la questione dei dogmi, per altri, è la facilità di credere senza riflettere ciò che gli si è inculcato !

Per ragioni pratiche e spesso politiche, l'uomo ha dovuto codificare la sua religione. Cosi facendo, si è scostato della sorgente, cristallizzando la lettera e non lo spirito. Solo lo studio esoterico lo riporterà alla sua sorgente. Riscoprirà la sua religione,  capirà il valore profondo del gestuale comunicando con le onde che propaga. Solo l'esoterismo, al mio parere, può spiritualizzare la religione.

Infine, dopo il mondo degli archetipi, l'ultimo campo è il mondo luminoso dei grandi Maestri che non si reincarnano più, la loro missione è d’istruire e di guidare viventi e disincarnati. Giacciono nell'oceano della saggezza divina. Iniziano ciascuno di noi di cui certi sono stati scelti e formati da loro da lunga data. Ma, fedeli alla loro legge, non s’impongono mai e vi lasciano sempre il vostro libero arbitro. Formano una catena d’oro, sorgente di luce e di fuoco che anima attraverso l'anima universale lo spazio, il movimento, la materia e l'anima individuale.

Dirò in conclusione che, nel cuore o nell'anima spoglia, ogni calcolo, difesa, reazione, egoismo sparisce. Rimane solo l'insondabile pace. Resta solamente la luce o ciò che i credenti chiamano Dio. Per arrivare lì, posso dirvi che l’iniziato deve esser padrone di sé per diventare adepto. Alzate il vostro spirito verso le alte armonie dove vi sarà rivelato il segreto che desiderate. Camminate sulla via che vi è aperta e, man mano, capirete e sentirete. Salite per esser degni di scoprire, velo dopo velo, il segreto che vi è promesso. Ad ogni passo avanti sarete commossi, in tutto vostro essere. Vedrete questa cosa pericolosa e magnifica che dovrete nascondere in voi per confidarla solamente ai fratelli che possono capirla. Avrete incontrato il segreto dei Magi.

Gabriella

par Marie de St Clair publié dans : La Masseria e i Templari
ajouter un commentaire commentaires (0)    créer un trackback recommander
Dimanche 25 mars 2007

Camminare sulla via (1)

Tutti conoscono questa frase del prologo del vangelo di San Giovani:   " Al principio era il Verbo... il Verbo era con Dio... il Verbo era Dio."

Possiamo tradurre questa frase con: la "Saggezza" era vicino a Dio fin dal principio, prima delle sue opere più vecchie, quando regnava il" Silenzio" di Dio. ......Questo silenzio che ospitava la saggezza ideale.

La parola di Dio è uscita da questo silenzio per propagare la Legge, affinché l'uomo scopra che è generato di Dio e tornerà in Lui. San Giovani ha parlato in questo prologo della  " mediazione", che gli Ebrei traducevano con la  Sekinah dell'albero sefirotico. Questa dice che è sempre esistita vicino a Dio e che è entrata nell'anima dell'uomo. È l'intermediario tra Dio e gli uomini.

San Giovani ha detto parlando della mediazione : è la luce vera, l'armonia, illuminando   ogni essere che viene al mondo. Perché, i bambini di Dio hanno in loro il Verbo di vita"...

La chiesa cattolica ha contraddetto San Giovani. Non ammetteva che Il Verbo abiti ogni essere battezzato o non. Penso che questa posizione è stata presa per strutturare la chiesa ed imporgli certi dogmi.

Fu un tempo in cui la chiesa ha attinto il suo soffio alle sorgenti vive della verità. Ha installato San Pietro a Roma, San Giovani ad Efesi, Santo-Giacomo a Compostella, formando un triangolo che è nel cielo, la figura per eccellenza geometrica. Ma gli uomini, a causa delle loro debolezze non hanno sostenuto lo sforzo. Delle discussioni teologiche, degli apriorismi, delle intolleranze hanno fatto che si sono scostati della verità prima e hanno confutato certe idee ammesse in partenza. Molte cose si sono ingarbugliate. È a questa conclusione che i Templari erano arrivati. Per i contatti molto diversi che hanno avuto in Oriente con chi apparteneva alle tre religioni monoteiste e con i loro studi occulti, sono stati in grado di scoprire gli errori. Si sono espressi certamente dagli scritti che ritroveremo poco a poco. Ma soprattutto, hanno inciso dei simboli affinché rimangano e resistono al tempo.

I Templari si sono occultati volontariamente, a causa della necessità dei tempi, fino al sacrificio della loro vita. I loro discendenti si sono occultati anche durante un lungo periodo di tenebre, ma operavano nell'ombra per continuare i loro lavori attraverso i secoli.

Se ve ne parlo oggi, è perché c'è un vero risveglio templare. Questo risveglio,   lo pratichiamo nella Masseria attraverso il suo insegnamento. Il simbolismo templare che cerchiamo di decifrare è un metodo di conoscenza basato sulla legge dell’analogia. E il riflesso dell'ordine cosmico fondamentale. L'unità è la legge di Dio, fine e principio d’ogni cosa. L'evoluzione è solamente l’altra legge della vita. È la permanenza in seno a 1'evoluzione. Per l'uomo, è l'iniziazione che deve portarlo alla coscienza realizzata ed effettiva del sé.  L'ascensione della nostra evoluzione è la legge del perfezionamento.

Poiché viviamo ora un risveglio templare, dobbiamo più che mai raggiungere il loro spirito, capire la loro saggezza, cioè la conoscenza che ci hanno  trasmesso. Ci fu il tempo del segreto, viviamo il tempo dell'azione in noi stessi e diffusa per tutti. Portiamo il croce templare fatto di sangue e di luce, siamone degni.

Ci occorre percorrere la strada che viene da Dio e che ci riporterà ha lui. Questa strada è fatta di scienza, di fede, di’intelligenza e di sensibilità. Molti esseri soffrono perché non hanno realizzato "la realtà” che è un fatto, e s’impone alla sensazione. L'hanno cercato veramente? Hanno realizzato che l'origine del dolore è spesso solamente l’altra sete del desiderio materiale o spirituale? La sofferenza è la conseguenza del passato o della scelta che abbiamo fatto prima di reincarnarci. Ma il desiderio deve trasformarsi in volere. Hanno realizzato che anche nel nostro dolore, nel nostro dubbio, la speranza deve guidarci  più profondamente... È la trasformazione dell'anima verso l'amore divino. Bisogna dunque ricercare profondamente questa realtà, con calma, ed andare avanti. Il linguaggio del simbolismo, così caro ai Templari, è quello dell'inconscio. Mette in azione il voler profondo dall'essere che tradurrà con il linguaggio delle figure od oggetti astratti. In ciascuna delle coscienze individuali si fa un lavoro verso la luce. L'influenza segreta di certi iniziati aiuta a svegliare le coscienze. La meditazione anche. Può portare gli esseri a "scollarsi" e vedere i mondi che ci circondano. In questi mondi "realizziamo" la nostra vita, i nostri atti, ciò che chiamiamo la nostra morte, e  andiamo verso l'iniziazione.

par Marie de St Clair publié dans : La Masseria e i Templari
ajouter un commentaire commentaires (0)    créer un trackback recommander
Samedi 24 mars 2007

Il mondo è trascinato in una ronda infernale. Se non vogliamo essere aspirati anche noi in questa ronda, dobbiamo aver consapevolezza di un altro modo di pensare.

L'essere umano funziona a diversi livelli, genetico, culturale e personale. Sono aspetti le cui le radici provengono da un fondo ancestrale e nostro subconscio ne custodisce il ricordo. Viviamo in un tutto planetario, in uno spazio che ci circonda. Tanti esseri disincarnati che vivono e si spostano in questo spazio.

Per realizzarlo, dobbiamo ricordarci della nostra “omni coscienza” originaria, vedere la realtà profonda d’ogni cosa, perché ogni cosa è Vita e Luce. Dio è l'anima dell'eternità. L'anima del mondo che produce le variazioni del divenire. L'uomo è chiamato dalla sua essenza divina a dominare spiritualmente ogni cosa.

Poiché la società attuale è al suo declino, davanti agli avvenimenti o i sentimenti, noi dobbiamo sostituire la logica naturale con una logica trascendentale, ritrovare la nostra luce, la nostra ragione che agisce col suo potere interiore.

Unificando i poteri dell'anima e dello spirito, possiamo esser certi che siamo sulla strada iniziatica. Siamo in armonia con l'universo ma trasformiamo soprattutto il nostro desiderio in volere. È talvolta una lunga strada molto difficile. Capita che la nostalgia delle nostre origini ci stringa ed si formano un blocco in noi,... Riflettiamo che il sonno e la morte portano in essi l'alba ed il risveglio, che ci porteranno alla Conoscenza se abbiamo in noi abbastanza amore. L'amore ci salverà sempre da noi stessi e dalla nostra indifferenza.

L'uomo ha sete di divino e vorrebbe seguire la strada iniziatica che è scienza, fede, intelligenza e sensibilità. L'essere animato da un fuoco vivente e di un fuoco sessuale, è talvolta soprafatto dalla vita.

Le religioni possono aiutarci ma le religioni stabilite si sono socializzate, sono diventate tradizionali e possono essere provate come un semplice codice razziale. Dimentichiamo troppo spesso le loro origini che spiegano quasi sempre il tempo presente.

La via esoterica è a mio avviso più semplice. Non si può realizzarla che nel nostro inconscio. In quest’inconscio, si trovano elementi rigettati dal conscio, repressi dall'educazione in noi stessi. Può esserci dialettica tra l’io e l'inconscio fino a formare una sintesi, ma non dimentichiamo che pur essendo collegato all'io, l'inconscio giace nell'incosciente collettivo ! ha un tale potere su di noi in campi così diversi, come la volontà di potere, la sessualità….che dà agli esseri un potenziali energetico talvolta molto potente.

Occorre che l'inconscio passi con ordine nel nostro conscio affinché le nostre strutture mentali comunichino con le sfere nelle quali la nozione di tempo o di spazio c'appare.

Più che mai ci occorre aggrapparsi alla Tradizione che è la coscienza vera della nostra unità interiore, questa Tradizione che gli Esseri superiori ci hanno tramandato sotto diverse forme. Si ritrova nei miti... nelle storie: c'era una volta…..nelle immagini, i quadri, o una pagina musicale. Tutto ciò fa parte del messaggio spirituale.

Attraverso la scienza dei numeri o degli ideogrammi degli Antichi, trasformati in linguaggio, si ritrova la rivelazione antica o la rivelazione diretta che certi iniziati hanno ricevuto. Tutto ciò fa parte del Segreto inerente alla Conoscenza che è comunione con l'ineffabile.

I templari 1'avevano capito e hanno operato sui tre piani; fisico, psichico, spirituale. Hanno avuto la rivelazione cosmica.

Ci occorre superare il nostro intelletto per ricevere questa rivelazione cosmica, il senso vitale delle emanazioni. Ciò ci porterà alla liberazione. La ricerca delle tappe di questa liberazione e la sua scoperta saranno il primo risveglio. È nella profondità della nostra anima ed il silenzio del nostro essere che si farà l'unione mistica e che la realizzeremo. !

Vi ho parlato abbastanza spesso della Tradizione e particolarmente delle tradizioni templari per non ritornarci sopra.

Vi dirò il giuramento che facevano i Templari, rinnovando i loro voti nel mese di Febbraio del nostro calendario, il giorno del San Matthias.

Si mettevano in ginocchio, formavano un cerchio e riunivano le punte delle loro spade verso il centro. Potevano farlo per gruppo di cinque o individualmente e cominciavano all'apparizione della prima stella.

"Nella nostra anima e coscienza, rinnoviamo il giuramento di servire Dio e gli uomini fino al sacrificio della nostra vita se ciò era necessario, di collegare la cavalleria al sacerdozio, All'esempio di uno dei nostri maestri Gormon 1'armeno, di ubbidire alla nostra chiesa di San Giovani salvaguardando la tradizione, d’aver consapevolezza della nostra unità interiore, di lavorare nell'ombra, di non divulgare ciò che non deve essere detto, di aiutare il nostro prossimo quando è nel bisogno. La nostra fraternità  d’armi deve essere unita dal potere e lo scibile, di non mai mancare all’onore. Giuriamo di guardarsi l'onore, la probità, l'amore da Dio e degli uomini e di rispettare il nostro giuramento. Amen"

Vi ricordate certamente di una visione che avevo avuto dove eravate riuniti in cinque, c'era Jean fra voi ed una donna che non conosco, travestita da uomo.

Tutti vi ricordate anche che all'inizio del nostro soggiorno a Hermé, avevo visto questo giuramento dei cavalieri ma non avevo sentito le parole scambiate.

Ho incontrato questi giorni una persona che ha una proprietà a Coursegoule, nella montagna delle Alpi Marittime. Scavando il suo giardino, ha trovato una croce templare che ha una minuscola incisione sul rovescio che rappresenta il Tempio. Accanto a questa medaglia, un piccolo gioiello di forma ovale fatto da una lega, con due barre di separazione. In un piccolo quadrato una pietra rossa, nel secondo una placca di metallo, nel terzo più niente. Ho chiesto di fare ricerche ma ci sono state tante commanderie e case templari in una Francia poco grande che ciò non è anormale.

I Templari sono stati solamente due secoli fra noi e la loro impronta è ancora visibile oggigiorno. Perché? Non è per il fatto di avere sofferto durante le loro guerre. Anche altri combattenti hanno subito delle guerre molto crudeli e pure raramente qualcuno parla di loro, provoca solamente un sorriso commosso e si dice: è il passato! Non è neanche perché hanno edificato delle chiese e degli edifici. Dei costruttori di cattedrali ci hanno lasciato delle meraviglie....

Penso che la causa è nella loro iniziazione. Ho incontrato a più riprese in viaggio degli iniziati templari che durante le ere, sono diventati delle guide, altri si reincarneranno ancora e seguono il loro Karma. Tra di loro, ci sono stati grandi iniziati che erano in contatto con i maestri che vivono nell'astrale che gli istruivano nell'ombra. Certi di voi hanno delle reminiscenze di questi lontani passati che vorrebbero far rivivere.... Un giorno dei documenti che provengono da luoghi diversi come Argigny per esempio, c'insegneranno ciò che era la loro vita esoterica reale.

Ricercate in voi con la meditazione o con un’altra via il perché di ciò che sentite confusamente. Arriverete a svelare il vero mistero dei Templari che certi conoscono ma non possono dire finché i documenti non porteranno la prova inconfutabile.

Gabriella il 10/02/1985

par Marie de St Clair publié dans : La Masseria e i Templari communauté : Esotérisme et Spiritualité
ajouter un commentaire commentaires (0)    créer un trackback recommander
Vendredi 23 mars 2007

In 1314, dopo la scomparsa dell'ordine dei Templari, è stata fondata la Grande Loggia di" Harodim di Kilwining" in ricordo degli anziani Templari ed in presenza di membri della Masseria. Questa loggia esiste sempre e conserva nei suoi archivi la traccia dei diversi passaggi dei membri della Masseria.

"Wolfram von Eschenbach, Templare svevo, autore di Parcifal e del Titurel, dice in quest’ultima poesia che la leggenda del Graal raggiunge la sua ultima trasfigurazione". Sembra che Wolfram sia stato molto influenzato dai Templari del mezzogiorno della Francia. Chiama la cavalleria del Graal, la" Masseria", certi membri si chiamano templisti. Dà un centro comune a quelli della Masseria ed all'ordine dei Templari.

Nelle Masserie ed i Tirtha, si praticava molto la musica, o per la ricreazione, o per aiutare la meditazione in comune. In una meditazione collettiva, gli esseri si realizzano individualmente alla luce di uno stesso ideale, ma lavorano anche per l'evoluzione di tutti. Offrono un appoggio ai disperati, a coloro che si cercano, e la loro comunione è con la forza una chiamata che si spargerà.

Il mio istruttore mi ha fatto rivivere tutto ciò in quello che chiamo i miei sogni, mi ha mostrato le medaglie degli uni e degli altri, alla fine d’ogni sogno, ho riportato e ho notato dei segni visti su queste medaglie. Ha detto solamente che la mia mano li ritroverebbe, e questo parecchi mesi prima che cominciavamo i lavori di sgombero di una cantina nella quale li abbiamo effettivamente trovati.

Dovevo ritrovare anche uno scarabeo che ha un gran valore occulto. Il mio istruttore non ha mostrato la propria medaglia e quella di suo figlio spirituale che è stato creato per segnare la nascita della Masseria. Il mio attaccamento spirituale al mio istruttore cresceva di giorno in giorno. Gli ho chiesto perché dovevo ritrovare queste medaglie. Mi ha detto: sei il testimone, sei tramite te che mi esprimo, sei la mia comunicazione. II mio istruttore ha detto anche che la Masseria deve rivivere, che "niente è semplice ma che tutto viene a suo tempo e che ciò deve essere.

Non ha spiegato il significato dei segni delle medaglie. Portano delle lettere di alfabeti diversi, templari, ebraici, runici eccetera... Coi loro significati propri.

La nostra prima scoperta è stata quella di un cofanetto di tartaruga. Si trovava sotto il primo scalino della scala in pietra che conduceva alla cantina. Conteneva lo scarabeo e le piccole monete, segni di riconoscimento dei serventi. Sono stato molto commossa, sconvolta anche, tutto era infatti realtà.

Poi, le medaglie sono state trovate secondo man mano che si sgomberava la cantina, ciò che facevamo poco a poco. Certe erano in un astuccio di rame rustico, altre direttamente in terra. Un astuccio che doveva essere nascosto in un interstizio della volta della cantina si trovava tra due pietre franate. Conteneva sette medaglie diverse di cui sei portavano una croce. Un poco più tardi, abbiamo trovato una bella medaglia tonda isolata che era appartenuta ad un compagno fabbro della Germania. Avevo ogni volta la gioia di vedere su queste medaglie, alcuni dei segni riportati nei miei sogni. Ma la mia più grand’emozione, l'ho provata il giorno in cui ho trovato la medaglia di mio istruttore e quella di suo figlio spirituale che si trovavano insieme in uno stesso astuccio. Queste due sono splendide e carichissime con la forza occulto; quella di Jean di Rampillon dai segni talmente significativi, e quella di suo figlio spirituale che portava la croce templare delle 8 beatitudini. Non mi stancavo di guardarli e di tenerli nella mia mano. Questo lontano passato era venuto fino a me, il legame fisico era riannodato. Era una nuova prova che i miei sogni non erano falsi, e che il passato che rivivevo era una realtà. Per me il tempo era abolito, vivevo fuori dal tempo. Non si trattava di allucinazioni del mio subconscio che svegliava in me un pò di un memoria collettiva,   ma di avvenimenti che erano accaduti e di cui la prova palpabile era là.

Il mio istruttore è stato il primo magister della Masseria, si era incaricato della formazione spirituale dei neofiti, rivelando loro poco a poco la parte occulta delle leggi della natura che reggono il mondo. Spiegava loro che il lavoro materiale è legato allo sviluppo del pensiero e doveva essere considerato come una cosa nobile. All'esempio dei compagni, dovevano ricercare la perfezione in questo lavoro come nella loro vita, e sviluppare la fraternità con l'amore del prossimo. Il loro motto poteva essere" Portare alto il suo cuore ed i suoi colori."

I membri della Masseria, venendo d’orizzonti molto diversi, dovevano praticare  la tolleranza tra di loro e verso  tutti.

La preparazione dell'iniziazione del 1° grado consisteva nel informare l'apprendista di certe leggi occulte minori. Durante questo tempo, il magister giudicava le possibilità morali e mentali del suo alunno. Gli dava il desiderio di approfondire le sue conoscenze, gli lasciava il tempo della riflessione.

Se l'apprendista, l'adepto all'iniziazione, lo richiedeva, e se il suo maestro stimava che lo meritava, allora l'istruzione riprendeva. Il magister metteva in guardia il suo alunno contro i pericoli della via occulta. Gli faceva conoscere il senso spirituale e mistico dei misteri che gli sarebbero rivelati. Gli chiedeva di impegnarsi al segreto e se l'alunno, adepto, accettava queste condizioni, il lavoro cominciava. Tutte le domande occulte erano approfondite. D’altra parte l'adepto era sottomesso alle prove morali e fisiche. Se usciva vincitore della prova, il Magister proponeva all'assemblea di dargli il grado di compagno, ciò che corrispondeva all'iniziazione del 2 grado. Doveva, da questo momento, accettare certe costrizioni legate alle responsabilità nuove che assumeva. Da allora, aveva il diritto di scegliere il suo nome segreto e la sua firma che poteva far raffigurare sui suoi lavori materiali ed intellettuali.

Il mio istruttore mi ha fatto assistere ad una di queste iniziazioni che si svolgeva in un tirtha. Il fuoco, come simbolo della vita, bruciava sempre nelle cerimonie di questo genere. Nel caso particolare, questo fuoco era quello del focolare dell'athanor. Il tirtha era quella di Hermé. Oggi, malgrado le grandi trasformazioni, si conserva ancora l'impronta da quest’ambiente. Non posso ricordare le parole scambiate tra il magister ed i nuovi compagni, perché devono restare segrete. Ho assistito anche ad un'altra cerimonia alla Masseria. Si trattava dell'investitura di un nuovo magister che, a sua volta, poteva creare una nuova Masseria. Sebbene fosse un ordine segreto, la chiesa conosceva la sua esistenza e perseguitava quelli che ne facevano parte.

Le Masserie hanno subito ogni tanto ed a causa degli avvenimenti dei periodi di eclissi; si sa che un secolo dopo la creazione della prima Masseria, sotto il regno di Luigi XI tra 1461 e 1483, un vescovo ha fatto bruciare le case degli alchimisti della regione, e, in certi casi, i alchimisti stessi. Oppure si trattò da gnostici. Gli si rimproverava il loro attaccamento ai Templari e le loro relazioni con gli stranieri sospettati di complottare contro lo stato o la chiesa. In questi periodi torbidi, i membri del1a Masseria erano obbligati a riunirsi in una sala sotterranea di Provins, con la complicità di certi monaci. È là che un giorno, dei documenti molto importanti, che appartengono all'ordine del Tempio sono stati nascosti un certo tempo ed è da lì che sono partiti per essere messi al riparo da un compagno sicuro.

Per questo viaggio, sono partiti in due : un membro della Masseria, portando al collo, sotto i suoi vestiti, la croce templare delle 8 beatitudini; l'altro, anche membro della Masseria, ma dall'esterno, aveva i documenti. Questi formavano un libro molto grosso e molto largo la cui prima pagina porta 7 punti d’oro collegati fra di loro con delle linee. La piccola sala sotterranea di Provins - dove hanno soggiornato i documenti - è crollata, ma si è ritrovato le due croci templare che ne indicavano la strada.

Mi è impossibile parlare attualmente della natura di questi documenti, il momento non è arrivato per rivelarlo, spero che fra un tempo non troppo lontano, questi documenti rivedranno il giorno, ciò che costituirà un avvenimento molto importante.

La missione dei due membri della Masseria si è effettuata in un periodo di persecuzioni, era dunque molto pericolosa. Il mio istruttore mi ha fatto rivivere la notte della loro partenza da Provins. Regnava un'atmosfera che non angosciava. Era la notte di San Giovani. Si sentivano canti meravigliosi che venivano da un convento, la notte era molto bella, ed essi partivano magari verso la morte.

Ho visto anche il luogo dove sono stati depositati i documenti, in un bagagliaio di pietra. Era una piccola sala sotterranea di un castello che appartiene ad un giovane gentiluomo imparentato alla persona che aveva portato questo prezioso deposito... Non mi appartiene di dirne di più per il momento.

Avevo ragione di temere questo viaggio ed il pericolo che rappresentava. so che esiste un vecchio documento, ritrovato qualche anno fa e che parla dell'arresto, dopo la loro missione compiuta, di due cavallerizzi, nella regione del castello .Sono stati uccisi. La data e le informazioni cadute su questo documento lasciano pensare che si tratta proprio di loro.

La Masseria è riuscita a sopravvivere, malgrado l'ostilità che suscitava e che, per momento, era di una rara violenza, obbligando i suoi membri a disperdersi. Certi anche, anni più tardi, hanno raggiunto l'Inghilterra. So d’altra parte che l'ultimo membro della Masseria di Hermé era francese, che viveva solo e malato a Parigi, nel quartiere di Montmartre. Era stato scomunicato.  Grazie a certi dei suoi compagni potè essere inumato nel cimitero St Vincent di Montmartre dove un prete, vecchio Templare ha officiato.

In questa conversazione, ho voluto dare un'idea dell'origine e della vita delle Masserie.

Ci sarebbero ancora molto da dire....   !

Viviamo un secolo perturbato, dove la vita materiale di tutti i giorni è spesso difficile, angosciosa, o, in ogni caso, assorbente e noi non abbiamo più molto il tempo per pensare. È confortante vedere che ciò non è tuttavia generale, e che pensatori, filosofi, religiosi e occultisti sono impegnati attualmente sulla strada iniziatica che è sempre stata, e che è ancora, quella delle Masserie. Tutto riuniscono le loro forze spirituali per preservare gli alti valori che devono aiutare all'evoluzione della nostra umanità.

Gli esseri devono aiutarsi gli uni gli altri, nella ricerca della conoscenza. Possono raggrupparsi anche, ma bisogna sapere che non ci sono valori acquistati sulla via dell'iniziazione. Come sempre, nelle Masserie, ciascuno deve combattere e deve inseguire la ricerca per la costruzione del tempio terrestre della fraternità.

Gabriella - Ottobre 1989

par Marie de St Clair publié dans : Presentazione della Masseria communauté : Esotérisme et Spiritualité
ajouter un commentaire commentaires (0)    créer un trackback recommander
Mercredi 21 mars 2007

Poiché venite regolarmente ai" Incontri" della Masseria, ho pensato che vi sarebbe gradito di conoscerne l'origine.

Qualche anno fa, vivevamo a Parigi, mio marito ed io, ed ogni tanto cercavamo di uscirne. Una delle nostre amiche di gioventù che viveva una parte dell'anno in un bel piccolo villaggio della Senna e Marna, a 12 Km di Provins, c'aveva invitati a venir vedere se troveremmo una casa da affittare o da acquistare; non conoscevamo questi dintorni di Parigi.

La prima volta che sono arrivata in questo piccolo villaggio di Hermé, ho avuto già la netta impressione del già visto, ho avuto anche la certezza che avrei ritrovato degli amici molto cari, scomparsi ci...

Avevamo appena acquistato un rudere da ricostruire ed ha cominciato per me, una serie di sogni strani. Questi sogni erano precisi, premonitori, come una visione che si svolgeva davanti a me.  Senza lo scibile, e guidata dalle forze misteriose, ritornavo sui luoghi di avvenimenti passati ai quali ero stata mischiata e che mi sarebbero rivelati.     

Il mio primo sogno accade in una sala rotonda, debolmente illuminata. Al centro, su un tavolo di pietra, c’è lampada ad olio, lei stesso in pietra. Ai lati del tavolo, sono incisi il sigillo di Salomone ed un certo segno. Poi, il paesaggio cambia, ed io vedo mia suocera, deceduta da poco, loquace come dal vivo e dicendomi": chiamate la vostra casa la Masseria, poiché è stata una Masseria  parecchi secoli fa, o ancora la Casa dell'Ariole, poiché un Ariole ci ha vissuto . Non dimenticate di piantare il rosaio bianco ed il rosaio rosso che ornano la soglia delle Masserie" Al mio risveglio, ho riportato da questo sogno dei segni che ho trascritto subito. Molto stupita per questo nome di Masseria ed Ariole che non conoscevo, non mi sono chiesta se questo sogno strano avrebbe un seguito.

Poco tempo dopo, ho sognato di nuovo.

Ero in una chiesa del XIIème secolo, che non conoscevo. E là, ero attirata da una presenza, una forma più grande di me, un essere dai contorni sfumati di cui non vedevo né i tratti né lo sguardo. Ho avuto un vero shock ed una grande gioia avvicinandomi a lui. Mi sono sentita in uno stato strano di metà coscienza, come se ritrovavo infine quello che cercavo. La sua forza e la sua dolcezza mi avvolgevano, ciò era vivente per me. Mi ha detto che eravamo a Rampillon, nella sua chiesa, mi ha mostrato la sua lastra funeraria e quelle di certi dei suoi compagni. Era il Cavaliere Jean di Rampillon.

Quest’incontro è stato per me come un risveglio, ed io sapevo da questo momento là, che questo cavaliere sarebbe la mia guida, il mio istruttore. Fu una certezza immediata per me. Da allora, è sempre vicino a me, e mi ha iniziato a tutto un passato che ha fatto rivivere davanti a me. Secondo i miei sogni, non sono legata a lui, ed io ho voluto conoscere ciò che era.

La sua famiglia era di una grande nobiltà, contando, in 1278, un Guillaume, arcidiaccono della Cattedrale di Parigi; in 1273, un Girard, arcidiacono a Melun che diventò grande arcidiacono di Sens; in 1310, un Jean Canonico, preposto della Collegiale di Champeaux. Il mio cavaliere, Jean di Rampillon, è stato l'ultimo della stirpe.

Amava il suo piccolo paese di Rampillon che, nel medioevo, apparteneva alla Brie Champenoise. I Templari fondarono una Commenderia annessa a quella di La Croce in Brie. Costruirono la chiesa sulle rovine di quelle del Santo Savino alla fine del XIIIème secolo.

Jean di Rampillon ha avuto la gioventù dorata dei Giovani cavalieri della sua epoca, brio ai tornei, all'uso delle armi ed ai giochi equestri. Era l'epoca dove i trovatori cantavano le prodezze dei Crociati, la bellezza delle città dell'Oriente. Un giorno, Jean di Rampillon è partito, anche lui, per la Terra Santa. È là che è stato conquistato dal paese, per la diversità delle popolazioni, costeggiando arabi e semiti, pellegrini, crociati e templari eccetera... È stato shockato molto rapidamente e sconvolto di scoprire l'ingiustizia con la quale certi erano giudicati, sia dal Re di Gerusalemme, crociato francese che dalla chiesa. Fu una rivelazione. Al suo ritorno, il giovane uomo era diventato un uomo, e la spensieratezza fece posto alla promessa che si era fatta di lottare contro l'ingiustizia e di fare dividere le sue idee ai suoi compagni. Molto contrassegnato per i suoi contatti, in terra santa, coi templari, ha continuato le sue relazioni con essi e con quelli della Francia e quelli che ritornavano da Oriente.

I Templari erano numerosi nella regione della Brie e della Champagne, culla dell'ordine. In particolare, erano installati a Provins da 1193 circa, grazie alla liberalità di Henri di Bristaud, visconte di Provins e di suo madre Héloïse, viscontessa di Provins e Dama di Nangis che  diedero molti beni. La Commenderia di Provins fu costruita dal Commendatore del Frenay, nella cortile della Casa Bristaud, detta  Casa del Tempio.

Dopo un periodo di splendore dove Provins fu famosa per le sue fiere ed i suoi artigiani, verso la fine del XIIIème secolo, la decadenza della città ha cominciato. Il Re Filippo III, impegnato in una guerra disastrosa contro i Navarrais, carica Provins di tasse pesanti. Segue un clima sociale di rivolta, la vita diventa ancora più difficile, e più triste. Negli anni 1389, la miseria s’installa, gli operai partono in esodo. La città entra in conflitto con l'arcivescovo di Sens che scomunica la metà del territorio di Provins ed una parte dei villaggi che lo circonda, fino a venti chilometri attorno.  In questo ambiente, Filippo IV il Bello regnante, Clemente V Papa,  sopraggiunse brutalmente l'arresto dei Templari.

Jean di Rampillon è sconvolto, ribelle e cerca di venire in aiuto agli oppressi così ingiustamente puniti. Ha misurato la superficie della catastrofe, lo schiacciamento di una elite spirituale che, trasmetteva da una parte la tradizione, e dall’altra parte operava per il progresso. Ha voluto essere di quelli che manterrebbero lo spirito del Tempio, lo spirito di Fraternità, di Giustizia, di Conoscenza  e dell'iniziazione come il suo senso nascosto lo intende, cioè la scoperta di strade che portano la scoperta della realtà, della verità.

Jean di Rampillon ha aiutato molto i Templari che volevano riunire le tre religioni monoteiste, fare l'unificazione dei popoli, dell'umanità, tramite la stessa iniziazione universale. Avevano respinto l'esoterismo di Roma, preferendo l'esoterismo di Efese al quale si ricollegò il profeta Giovanni. E, se sono stati così spesso contro l'ordine invalso, tanto politico che religiosi, è perchè auguravano la libertà dell'uomo.

Jean di Rampillon conosceva un giovane templare, che considerava come suo figlio spirituale. È col suo aiuto che ha creato un Ordine che, per la prima volta, ammetteva fra suoi ranghi, delle persone non nobili e d’ogni confessione. L'ha chiamato" La Masseria del Santo Graal".

La Masseria non insegnava una filosofia nuova, ma una certa forma di pensiero. Facilitava a ciascuno la scoperta, secondo la sua propria via, della strada iniziatica. È stata un rifugio per gli oppressi. Operava sui tre piani : materiale, umano e spirituale. Ammetteva tre gradi : apprendista, compagno e maestro. La Masseria è stato formata all’inizio da  26 numeri, (la ragione di questo numero fa parte del segreto). Intorno ad essi, gravitavano dei simpatizzanti chiamati serventi. Nelle prime Masserie, tutti erano degli iniziati, al minimo del 2 grado. C'erano vecchi Crociati, dei Sinceri Muratori e dei Semiti. Più tardi, vennero ad unirsi a loro, dei Cavalieri Teutonici, delle Alchimisti, dei Filosofi e degli esseri avidi di trovare una conoscenza profonda dell'occultismo che la chiesa, troppo intollerante all'epoca, non dava loro. È per ciò che l'ordine delle Masserie era un ordine molto segreto.

La prima Masseria è stato creata a Hermé, sui luoghi dove si trova la nostra casa; a quest’epoca, i paesi erano coperti di boschi, ciò che favoriva il segreto. Un uomo scelto per la sua semplicità e la sua saggezza abitava continuamente. Conduceva una vita discreta per non attirare l'attenzione su lui, era un" Ariole",

10 dei primi 26 membri della Masseria erano stranieri al paese,

10 erano sedentari 6 erano semiti.

I 10 primi assicuravano i contatti esterni, informavano la Masseria di tutto ciò che poteva accadere all'esterno sui piani politici e religiosi, e della sorte degli anziani Templari che avevano potuto fuggire e scappare così all'arresto. Questi si erano in gran parte si rifugiati in Inghilterra, nel Portogallo, in Spagna, dove furono ben  accolti.

I 10 sedentari vivevano a Hermé o nella sua regione. Tra quelli, degli alchimisti.

I 6 semiti erano dei Cabalisti chiamati" harodim"

Tutti i membri portavano delle medaglie che erano dei segni di riconoscimento. Erano molto personali, o corporative, ma queste ultime avevano un segno speciale, proprio alla Masseria. Tutte queste medaglie sono state create in un laboratorio segreto, installato in una sala sotterranea dai Templari di Provins che l'utilizzavano già per la fabbricazione della loro moneta.

I serventi portavano come segno di riconoscimento, o una piccola moneta del loro paese, o una medaglia che portava un segno simbolico.

L'assemblea generale delle Masserie si teneva la notte delLa pasqua cristiana, e riceveva, esagera i suoi membri, degli iniziati appartenuti ad altri gruppi spirituali. In ricordo del loro passaggio, le persone estranee lasciavano alla Masseria, una piccola moneta del loro paese.

All'infuori delle grandi assemblee annue alle quali tutti i membri si sforzavano di assistere, la Masseria rimaneva aperta e c'erano frequenti riunioni. Hermé era stato scelto di proposito dall'istruttore; il luogo era discreto e non era lontano delle strade che conducono a Provins ed alle altre città della Brie e della Champagne, Queste strade erano molto frequentate ed erano utilizzate da numerosi commercianti. Di questo fatto, gli andirivieni degli uni e degli altri, non attiravano l'attenzione.

I cabalisti della Masseria erano come ve l'ho detto già, dei harodim.

Dedicavano la loro vita alle scienze ermetiche, astrologia, medicina, astrosofia, eccetera... Studiavano i libri consacrati per ritrovare il vero senso delle antiche scritture. Tramite un sistema metafisico e mistico, di carattere speculativo, ricercavano la via che conduce alla saggezza, alla conoscenza. Formavano un nocciolo esoterico, mantenendo i legami spirituali che gli permettevano un contatto con l'al di là. Scendevano dai patriarchi ebrei iniziati in Chaldea, in Egitto, in Fenicia. Non c’è niente di strano visto che Templari e Harodim  si erano conosciuti al momento delle crociate, avevano dei punti comuni e avevano operato insieme. Avevano frequentato in Oriente delle logie iniziatiche, ed i Harodim avevano rivelato ai Templari dei segreti di cui certi si riferivano alla costruzione. Cercavano la" dedica" di un tempio o di una casa rifugio servendosi dei simboli e delle formule sacre, della posizione degli astri nel cielo" astrologico, delle correnti telluriche e secondo tutto ciò, determinavano l'orientamento e le dimensioni dell'edificio da costruire. Il loro segreto era basato", anche, sulle relazioni delle cifre e delle lettere. I Templari hanno applicato queste conoscenze alla costruzione delle loro chiese. Certe erano rotonde, dette" iniziatiche." Avevano tre tavoli, una ronda, una quadrata ed un rettangolare. Questi tre tavoli che dovevano portare simbolicamente il Graal rappresentavano le tre vie dell’uomo : intuizione, intelligenza, mistica. I Harodim ed i Templari avevano un'uguale ammirazione per le tecniche e le arti, principalmente quello della pietra, e pensavano che la mano ed il cuore dell'artista traducevano la Divinità.

Tra questi Harodim, certi erano alchimisti, ed in contatto stretto con altri alchimisti. Per esempio, a Hermé ed intorno al villaggio, c'erano tre case in cui vivevano un'alchimista e che erano designate sotto il nome di" tirtha", per riferimento al mito indù del fiume Tirtha - yatra che accelera la traversata dell'oceano delle esistenze prima della liberazione dell'anima. Questi tre alchimisti che non erano dei harodim, ricercavano, come i cabalisti, il processo di evoluzione della natura e della trasmutazione, più nell'uomo che nei metalli.

Come i cabalisti, studiavano ed applicavano una medicina fondata su 1'osservazione dello sviluppo della natura, sempre rispetto al cielo astrologico. Avevano dei laboratori dove due colonne sostenevano un grande camino. Queste colonne si chiamavano" speranza e ragione." Talvolta, una grande benda sormontava il camino con l'iscrizione" nessuno è grande come Dio, non pronunciare il suo Nome, senza l'illuminazione". Talvolta, c'era anche una rappresentazione della rosa a 9 petali, simbolo della trinità che si divide anche lei in 3 volte 3 principi. Poteva avere anche il sigillo di Salomone. Erano mistici e si riferivano a San Giovanni. Per esempio, nell'apocalisse, si legge" quello che vincerà, ne farò una colonna nel tempio del mio Dio e non uscirà mai più fuori." Per i Harodim e i alchimisti, è la legge del Karma. Quando l'uomo avrà raggiunto, dopo tante prove, la sua" liberazione" che corrisponde alle sfere superiori d’iniziazione, non avrà più bisogno di reincarnarsi in un seno materno, di uscire "fuori". Le nostre guide ed il mio istruttore fanno parte di questi. Sono degli iniziati disincarnati che agiscono sui viventi. Gli alchimisti che vivevano nei tirtha o quelli che passavano nelle Masserie e Tirtha aiutavano i loro fratelli a percorrere i livelli della conoscenza unendo i loro lavori, affinché siano più atti a compiere i loro compiti.

par Marie de St Clair publié dans : Presentazione della Masseria communauté : Esotérisme et Spiritualité
ajouter un commentaire commentaires (0)    créer un trackback recommander
Lundi 19 mars 2007

PICCOLO STUDIO SU L'ANGELOLOGIA (2)

Rapporto degli Arcangeli con l'albero di Vita.

L'albero di Vita ha 3 radici: Fede, Timore, Umiltà. Il suo tronco è Verità.

KETHER, unità trascendente, attività manifestata.

BINAH, la madre, l'intelligenza collegata a METATON,

 

HOCHMAH, la saggezza, potere maschile, agisce sulla forma, legata ai,

Serafini.

GUEBURAH, forza statica, giustizia.

 

HESED, la misericordia.

 

TIPHERET, la bellezza, la coscienza illimitata, legata a Rafaël,

 

HOD, l'eternità dell'essere, la gloria, legato a MlCHAEL. Mondo sensibile, governa l'intelligenza.