CONTATTO

Se desiderate  essere informati della paruzione dei testi , iscrivetevi alla newsletter ,  inserendo la vostra e-mail e cliccando su tutte le opzioni.
A presto, sperando di vedervi lettori assidui di questo blog.
Con affetto.

Legge di Ermete

  CERCATORE,
la legge di Ermete come quella di Amra  ti da l'obbligo morale di ritrasmettere quello che hai capito della Via; Ogni volta condurai un fratello, una sorella sulla via dell'iniziazione, sarai artigiano della Grande Opera, compagno sulla via delle stelle, artigiano  dell'opera spirituale che portera alla fine  del carma individuale quanto collettivo

Racomandare

Cliquez ici pour recommander ce blog
Dimanche 23 avril 2006

A voi che mi avete letto.... Grazie!

Eccoci al termine di nove mesi di blog giornaliero; ed in alcuni giorni, smetterò di alimentare questo blog. Non che i nostri archivi sì prosciugano ma arriva un momento in cui ogni sproloquio non serve più se non è approfondito da un lavoro personale e regolare.

Abbiamo voluto con questo blog far passare un messaggio al mondo ed è ora oggi di riguadagnare i nostri quartieri nel silenzio dei nostri oratori. Lascerò i testi in linea per alcuni mesi supplementari affinché ciascuno possa prendere di cui ha bisogno per il suo lavoro personale.

Un altro blog nascerà fra qualche tempo, l'indirizzo ve ne sarà dato se ne fate la domanda per  email!

Un'ultima parola sulla Masseria ! Molte persone si pongono delle domande ed a buon diritto. Cos’è ? Un setta templare tra tante altre ? Una nuova chiesa ? . .

A questi ultimi, posso rispondere solamente questo : la Masseria è una via individuale che non offre nessuna strada al cercatore. Un nuovo paese senza strada…. siamo solo depositari di una pedagogia che permette a ciascuno di trovare la propria via spirituale...

La vita spirituale si ottiene con la progressione nella conoscenza e per ciò la meditazione aiuta molto. Poco a poco, conduce a 1'iniziazione il cui scopo è di mettere l'uomo in un stato che gli permette di captare la vibrazione universale, di trasmutarsi e di aiutare gli altri a trasmutarsi. È la conclusione di una serie di prove subite su tutti i piani. L'iniziazione può rivestire forme molto diverse, usare diverse vie. Il tutto è di trovare quella che conviene a ciascuno. Capite semplicemente che nessun’iniziazione può essere trasmessa sul piano terrestre.

Per la meditazione, l'uomo prende coscienza del suo essere profondo e si conosce meglio. Armonizzerà i suoi diversi stati che lo legano al principio supremo della conoscenza. È in ciò che il linguaggio simbolico l'aiuterà, lo metterà sullo strada iniziatica che gli permetterà di lasciare progressivamente i limiti che lo mantengono negli stati condizionati. Distruggendo poco a poco suo Io illusorio, l'uomo raggiungerà il suo intelletto superiore ed accederà alla sua condizione di Essere vero, spoglio di ciò che era falso in lui e lo limitava. Bisogna riconquistare una libertà totale del vostro spirito, del vostro Giudizio, da soli.

Siamo certo una via religiosa ma bisogna comprendere Religione nel senso di Religare : collegare il cielo e la terra per diventare prete a sé stesso in tutto il senso sacerdotale del termine….con la più grande parrocchia che possa esistere : il nostro pianeta !

Siamo certo una chiesa ma nel senso dell'Ecclesia, nel senso di questo assembramento di credenti che pregano il Dio del loro cuore.

Siamo cristiani nel senso che rispettiamo l'esempio dato dal nostro Divino Maestro in Cristo e facciamo dell'amore e della tolleranza il nostro quotidiano.

Siamo una via Cavalleresca, ma vi occorre capire la cavalleria come questo combattimento per l'onore e l'ottenimento della Gerusalemme celeste. Siamo dei cavalieri erranti ma siamo innanzitutto dei Cercatori, in ricerca di questo Graal che si tiene nel più profondo del nostro cuore !

Una finestra di 9 mesi si è aperta ed dobbiamo oggi richiuderla per lasciare a ciascuno la libertà di seguire la sua strada nella tranquillità dell’anima che gli conviene. Se abbiamo turbato vostro spirito, chiediamo scusa. Si abbiamo seminato un seme, possiate annaffiarlo affinché germogli e diventi un albero magnifico, portatore di frutti e di semi fertili per domani.

Possa Dio, primo servito, custodirvi nella sua santa guardia.

par Marie de St Clair publié dans : La Masseria e i Templari
ajouter un commentaire commentaires (1)    créer un trackback recommander
Dimanche 23 avril 2006

Capire il passato ma per vivere il presente e costruire l'avvenire!

La Via spirituale attinge la sua sorgente nel passato.. come la Tradizione e, non possiamo negare questa Conoscenza generata in un passato remoto. Tuttavia, occorre che ciascuno capisca bene che la Tradizione può esistere e perdurare solo nel presente, nel quotidiano d’ogni giorno, d’ogni istante e non nell'emozionale del nostro passato carmico. Chi si gira troppo verso il passato gira la schiena al progresso !

Comprendete che la Via spirituale è una via di lotte continue. Che questa Via non ha bisogno di chi s’ installa nell'illusione di un Nirvana terrestre che sarebbe già là !

La Via è fatta di continui sforzi verso il cambiamento, verso un nuovo modo di pensare, di vivere, di Essere ! La Via dell'impegno non è un via contemplativa ! Ed anche se dobbiamo essere osservatore della nostra propria esistenza, ciò non significa vivere appartato, come spettatore del mondo che ci circonda ma ben come attore del nostro destino.

Chiunque calchi un giorno la Via spirituale non sarà mai soddisfatto dello scopo raggiunto. La Via è" crescita" e" decrepitezza" diceva Krisnamurti e a causa di questa decrepitezza, richiama un rinnovo della vita. E questo rinnovo può essere solamente nell'azione , in tutti questi semi che seminiamo in ogni istante. Perché ogni essere porta in sé il potere di creare una nuova vita !

Viviamo certo in un mondo che meccanizza ciascuno di noi ; che schiaccia le nostre coscienze e ci impedisce di crescere e di esser liberi dei nostri atti ,però non è ricostruendo il passato che riusciremo ma ben generando un domani migliore, generando dei nuovi sentimenti, un nuovo orientamento dei nostri pensieri.

È per ciò che lo sforzo individuale è così importante.

Attenzione, non si parla d’individualizzazione ma d’individualità costruita!   L'importante è ciò che si  È e non quello a cui ci s’identifica.

Direte che non c'è niente di allegro nel seguire una via di decrepitezza, di dubbio.  Ma riflettiamo anche che c’è nessun avvenire nel ricercare una soddisfazione che esiste solamente nei nostri pensieri e nelle nostre emozioni ; che questa ricerca è finta, senza nessun rapporto con la nostra vita reale… Quella della nostra anima !

La vera Saggezza deve conseguire dall'azione e dall'esperienza. L'azione è il solo mezzo che ci permette di render cosciente le nostro vite ! Parlo di quest’energia che viene dell'interno e non delle teorie che ingombrano il nostro cervello intellettuale, che abbondano, illuminano un breve istante per sparire un minuto dopo.

Troppe persone agiscono con idee preconcette sullo spirituale, fornite dalle religioni, i guru o ancora dalla famiglia. Ma ciascuna di queste teorie riposa sul timore; e la colera   cova in noi. Molti ci chiederanno di cacciare questa colera, di reprimerla, ma non servirà a niente se non ne capiamo la sorgente. La sola vittoria possibile è di vincere con la comprensione " dell'origine della colera " e sarà vero anche per le paure come per ciascuna delle nostre emozioni.

Non siamo ancora abbastanza grandi per cacciar via il " conosci te stesso “!

 Prendiamo la vita a braccia aperte ; ogni caduta è una nuova partenza, una nuova luce che illumina la nostra vita. Una vita liberamente consentita di cui siamo gli attori d’ogni decisione presa e l'osservatore dei risultati delle nostre azioni. La Nostra Vita… ed è questa vita che divideremo con i nostri fratelli e le nostre sorelle nell'umanità sul sentiero. non in quanto alunno di… non come maestro di…. ma semplicemente Noi tra i Nostri,  nella libertà e l'amore.

 
par Marie de St Clair publié dans : La Masseria e i Templari
commentaires (0)    recommander
Vendredi 21 avril 2006

Spesso ti ho chiamato, fino al giorno in cui mi sono ritrovata in una grotta dove vado spesso. Porta in lei la profondità tenebrosa e la luce delle luci...

 

  È il focolare scelto dai maestri iniziatori per condurre il discepolo sulla via della conoscenza.

  È in questo luogo che il discepolo diventato aquilotto canta il nome del Signore... La grotta ne è impregnato e l'iniziato di passaggio sente il suo canto. Questo stesso canto impregnato in questo luogo da generazioni di celtici e di templari.

  Delle gocce di acqua molto fine cadono dalla volta sul suolo in terra.... acqua lustrale che forma una volta di diamante....

  L'ambiente suscita il lavoro di riflessione su sé stesso e sull'al di là... L'emozione mi stringe, provo il bisogno di spoglio per andare verso la verità, per essere in armonia con Dio..

Un vecchio uomo è vicino a me... Gli confido lo smarrimento della mia anima... Ma però è con sorpresa che lo sento rilasciarmi il suo messaggio": quello che cerca deve aspettarsi dei momenti di sofferenza. Nel mondo dove vivi, le prove, i lamenti non mancano. Sono delle realtà inseparabili della vita... essere discepolo e tu sei discepolo, significa aver, di pieno gradimento, accettato la disciplina... È essere in questo stato speciale di comunione tra Maestro ed allievo, conoscere la sua partecipazione al lavoro collettivo. Sii un essere libero, da' asilo nel tuo cuore a questa libertà così incompresa e se rigettata... Ascolta l'uccello, canta la vita, la sua gioia, i suoi dolori e gli inni al Signore, fa' della tua vita l'inspirazione alla felicità, alla bellezza, all'armonia... Non abbandonarti, riscopriti ed abbellirai il mondo.

  La scintilla uscirà dalla ceneri dei nostri sentimenti vinti... 
Tutte le strade, tutte le chiamate degli uomini vanno a finire nel regno della notte, nel grande silenzio... Il tuo cuore è solitudine... Il tuo spirito è solitudine... Solo l'amore ti libera dall'angoscia di vivere... Nel silenzio e la solitudine troverai la sorgente della tua vita

Il vero Iniziato sa che la vita deve preparare alla morte per lasciare la vita terrestre per la via della liberazione dell'essere.
 

Ricerca la conoscenza che è in te, non solamente la ragione che è tuttavia anche, sorgente di vita, una luce nell'oscurità.... e tu sai che la luce non ha né principio né fine.

  Preghi, chiama il Dio della vita e della morte che acquieta i nostri cuori e le stimola... Il fiume di saggezza cola nell'eternità... Noi, attraversiamo un tempo ed un spazio... Ma nel cosmo, possiamo sentire la voce, il dialogo con l'anima celeste, la musica delle sfere... L'anima della musica è vivente e ci avvolge... Il tuo cuore può percepire e può sentire il senso dei suoni. Fanno rinascere i ricordi recintati nelle profondità del nostro passato e ravvivano i nostri sentimenti... Lascia risalire in te ciascuna di queste note, fiamme insaziabili che c'abitano... Presenza di un essere che è altrove... È in questa notte che il profeta sente la voce... e l'uomo, sui fantasmi... È l'ora dei misteri... Quelli del tempo che fila... Quello della fuga in noi-stesso... L'ora dove il desiderio dei sensi diventa sofferenza... L'ora dove la donna si lamenta...Quando l'uomo l'accoglie, fanno della loro unione, un santuario invisibile... L'ora della chiamata... Apriti al silenzio della notte, ascolta e ricevi... Accetta il tuo destino, anche se sospiri su te stesso... sul tuo passato.. . sulle tue speranze deluse.. 
La tua anima piange su sé stessa perché la tua solitudine è grande, ma la sofferenza del mondo è ancora più grande, pensa ai tuoi fratelli, alle tue sorelle ed aiutali a riscoprire la gioia, la felicità... Sappi che la tua vita ti porterà nel suo turbine...

  La notte si cancella... È l'approccio dell'alba...Fuori la vita riprende solamente... Ma devi prima cambiare nel tuo cuore le tenebre in luce... La sofferenza in gioia. Né le prove, né l'afflizione devono velarti la speranza di una vita profonda in sé, dove l'amore e la fraternità saranno i tuoi compagni di strada fino al giorno che raggiungerai il grande tutto. 
La grotta è tornata vuota d’ogni visione ma non dimenticherò mai l'amore di questo essere che era in me, l'amore dei nostri fratelli del passato unito per un istante in una comunione con la vita.

 

par Marie de St Clair publié dans : MEDITAZIONE communauté : Esotérisme et Spiritualité
ajouter un commentaire commentaires (0)    créer un trackback recommander
Lundi 17 avril 2006

Il segno del Toro

È il 21 Aprile che entreremo nel segno del Toro e proveremo la sua influenza fino al 20 Maggio. Durante la luna piena precedente, eravamo nella festa di Pasqua ; la morte del christo in vista della sua rinascita sotto un'altra forma. Con la luna piena del Toro, saremo nella festa del Wezak che unisce l'energia di Buddha a quella del Cristo.

A che cosa corrisponde quest’unione dei due grandi padroni attuali per l’Umanità ?

Budda rappresenta il piano di Shamballa attraverso la benedizione che fa pervenire sulla terra in vista della realizzazione del Piano Divino. È attraverso il Cristo che l'energia di benedizione può infondersi nella manifestazione terrestre ed umana. Sappiate che c’è una valle nel Tibet che è il luogo dell'apparizione del Budda in questo periodo, e alcuni rari iniziati possono assistere a questa manifestazione del Budda una volta all’anno: è un momento estremamente importante per l'umanità nel suo insieme.

Sapete che il Toro è un segno di Terra, il primo dei tre segni di Terra che sono il Toro, la Vergine ed il Capricorno. Adesso che la forma è stata pensata dall'Ariete, grazie alla sua energia d’impulso, il Toro può riunire tutti i materiali necessari alla costruzione materiale della Ricerca. La festa del Wezak si trova tra le feste di Pasqua e la festa del Cristo all'epoca della prossima luna piena in Gemelli. Rappresenta il punto d’equilibrio, di stabilità, dunque come il Toro che ben accampato sulle sue quattro zampe ha questa stabilità nel suo modo di costruire.

Difatti, è impossibile muovere quest’animale dalla stabilità che è la sua senza perturbarlo molto, difficile farlo muovere velocemente, esattamente come la terra, il suo elemento, gli occorre molto tempo per modificarsi da uno stato ad un altro.

Scherzo a parte, ha bisogno di sicurezza e di un minimo di possesso per compiere la sua vita spirituale. Ha quest’immenso potenziale di affettività che lo fa sentire più che capire ciò che è buono, perché non è un intellettuale. Grazie al suo pianeta principale, Venere, è incline ad amare in una comunione affettiva impressa da sensazioni molteplici, del gusto per il bello e da un forte bisogno di pienezza.

Il grande lavoro del Toro risiede nella giusta comprensione della Legge di attrazione. Riguarda l'interrelazione tra ciò che costruisce la forma e la forma stessa, introduce i due poli, il positivo ed il negativo, tra lo spirito e la materia, tra i Sé ed il non Sé, tra il maschile e il femminile, di conseguenza tra gli opposti. Ritroverete questa spiegazione nella seconda fatica di Ercole

" La cattura del Toro di Creta "

Forte della comprensione del suo insuccesso durante il primo lavoro, Ercole potrà lanciarsi di nuovo sulla strada, catturare il Toro e riportarlo al Luogo Santo. I due grandi temi del lavoro sono l'illuminazione ed il sesso, nel senso della generazione terrestre e celeste. È dunque con questo lavoro e grazie all'influenza astrologica del Toro che l'aspirante può mobilitare la sua forza creatrice al servizio del gruppo e non solo a fini personali.

§         Montare e dominare il Toro, l'animalità.

§         Usare di buonsenso

§         Ben capire la nozione di celibato.

Ecco alcune delle piste di riflessione che c'offre la seconda fatica di Ercole.

La nota-chiave del Toro è : " Io vedo, e quando l'occhio è aperto, tutto è illuminato "  Capite facilmente che la visione è allo tempo stesso concreta ed interiore.

Non dimentichiamo che questo segno partecipa della Croce fissa : " Toro - Scorpione " " Leone - Acquario ", le quattro influenze più importanti nella fase attuale dell'evoluzione spirituale dell'umanità.

Ritorniamo al nostro Toro, in certi aspetti della sua personalità. Lavoratore lento e metodico, il Toro non è del genere " colpo di testa " come l'Ariete, al contrario, le sue decisioni sono lunghe e preparate, conosce il valore del senso della conversazione e dell'economia. La sua pazienza l'aiuta a costruire lentamente ma sicuramente un focolare, una situazione eccetera.. Il senso della sicurezza, della stabilità del Toro gli fa produrre opere piuttosto utilitari, sì arrabbia raramente, ma se le circostanze lo portano lì, impiegherà molto tempo per ricuperare la sua tranquillità ed il suo umore uguale.

Non dimentichiamo che il Toro ha una tendenza femminile, perché simbolicamente fa riferimento alla terra-madre, in questo periodo di germinazione che è la Primavera. Mentre il suo opposto lo Scorpione corrisponde al pieno cuore dell'inverno, quando la natura sembra morta.

  • Vi rinvio a:
  • La parabola dei Talenti
  • I testi relativi all'Amore : Possesso o rispetto.
  • Gli scritti sull'energia cristica di questo periodo.
  • Le diverse costellazioni in legate col Toro.
  • La lama IV dei tarocchi e la lama XVI
  • Infine i differenti articoli del Codice Morale in oggetto.

 

Stiamo per vivere un periodo importante in rapporto con la nostra strada spirituale. Vi auguro un buon lavoro.

par Marie de St Clair publié dans : Astrologia personale
ajouter un commentaire commentaires (0)    créer un trackback recommander
Lundi 17 avril 2006

l'anima e la vita (3)

La vita non è un processo tecnico di compimento, non ha una  via speciale per raggiungere una perfezione. Cosi, è con l'esame, l'analisi, l'assimilazione, con la considerazione attenta di ogni piccolo avvenimento giornaliero che ci perfezioneremo. L'insegnamento della vita è in tutto ed in tutti. Lo scopo di ciascuno è di svegliare la conoscenza. È il messaggio di tutti. Non si può compiere niente col timore, ma solo con l'affetto vero e con l'amore. È quest’amore che si deve sforzarsi di raggiungere sempre col combattimento... con la lotta costante contro i nostri sentimenti brutti. Possiamo attraversare delle grandi tempeste, dei periodi di dubbio ma poi ritornare noi stessi alla calma. Guardiamoci sempre dalle piccolezze, dalla mediocrità, dalle piccole cadute che soffocano spirito ed emozione ma cerchiamo una piena comprensione dell'eterna verità.

Il Sé è l'origine d’ogni cosa, da cui ogni trasformazione procede e da cui ogni cosa dipende al di là d’ogni legge. L'armonia del Sé è Verità, l'equilibrio del Sé è creazione. Bisogna sciogliere queste due tendenze: quella dello spirito pensiero e quella dell'emozione amore. Lo spirito ed il cuore sono una stessa sostanza. Sono equilibrio ed amore. L'amore è la più grande forza che ci dà un potere illimitato.

Per realizzarsi, l'essere deve essere internamente silenzioso affinché la sua presa di coscienza sia profonda. Conoscerà così ciò che pensa, vedrà diversamente i avvenimenti, i suoi desideri o ciò che ama. Non deve parlare della sua forza, della profondità della sua inspirazione, della nobiltà dei suoi sentimenti e della luce che è nel suo cuore. È ciò che  emanerà da lui nel quotidiano che sveglierà gli esseri più sicuramente che le prediche. Le sue iniziazioni devono sempre restare personali e silenziose. Ma saprà che ha raggiunto l'iniziazione della vita spirituale e della vita totale.

Dovremmo agire così in Masseria ma confesso che l'applicazione è molto difficile. Ciascuno ha le sue occupazioni molto assorbenti trascinando spesso stanchezza e si preferisce  rilassarsi e  coricarsi presto piuttosto che riflettere.

Tuttavia, entrare in Masseria è un impegno verso sé stesso e verso la comunità.

C'occorre realizzare veramente ciò che è una Masseria. Secondo i loro atteggiamenti, troppi fratelli considerano che la Masseria è un luogo d’incontri molto distanziati, piacevoli penso, se no non verrebbero. Che durante questi incontri si sia attento non ne nego, ma ciò non basta. Non siamo un club, ma un Tempio del pensiero che dovrebbe permettere di lavorare su di noi stessi, di perfezionarci e di cercare di conoscersi meglio tra fratelli. Sono sicura che alcuni di voi ignorano anche l'attività professionale dell'altro. Perché non dedicare alcune domeniche a riunirvi per piccoli gruppi per conoscervi meglio e discutere su diversi lavori? Perché non venire qui per chiedermi delle spiegazioni su ciò che vi può sembrare oscuro? Infine, ci sono mille modi per integrare la Masseria nella vostra vita... Dobbiamo essere una fraternità che si restringe in vista dei avvenimenti futuri. Dobbiamo considerarci tutti implicati allo stesso modo. C'è il lato materiale ; saremo chiamati forse ad aiutare in modi molto diversi, a fare dei sacrifici più o meno piacevoli ed a non perdere di vista il lato esoterico della nostra missione. Se non  incorporate la Masseria nella vostra vita, come intendete avere in quel momento degli atti validi?

Ritornate in voi stessi. Non prendete queste riflessioni come una lezione. Non ci sono lezioni a dare. Ciascuno è libero di provare ciò che è ma siate allora fermi con voi stessi e sappiate ciò che siete: un essere chi vive superficialmente la Masseria o quello che vuole essere il profondo silenzio che porterà il conforto nell'esistenza degli altri?

Gabriella - Novembre 1982

par Marie de St Clair publié dans : La Masseria e i Templari
ajouter un commentaire commentaires (0)    créer un trackback recommander
Vendredi 14 avril 2006

L'anima e la vita (2)

L'uomo è nato libero ed interamente responsabile verso di sé, ma è limitato anche da questa libertà. Invece di contare solamente su di sé, si rimette troppo facilmente  all'intervento divino.

Se non avete sentito il freddo della solitudine e dell'isolamento, se non avete sofferto realmente, se non avete lottato molto, la libertà non ha nessun senso per voi. Ma se realizzate che la vita è libertà e verità, potete innalzare la vostra forza e la vostra integrità.

È spesso utile unirsi ad una verità pensiero simile alla vostra. Ciò permette di attingere una forza collettiva che c'aiuta. Ma non bisogna perdere di vista che solo il nostro sforzo personale ci permetterà di raggiungere il nostro scopo e di perfezionarci.

Quando siamo colpiti dalle prove, dobbiamo considerarle come delle esperienze, anche se ci sembrano dure. Il dolore ed il dispiacere ci rinforzano nella nostra ricerca. Con la riflessione, scopriremo a questo momento le realtà che dormono in noi.

Dare uno scopo all'esperienza l'avvicina al divino, se no può restare caotica, addirittura distruttrice. La vita è non solo desiderio, pensiero, emozione... è di più ancora.. Qualche cosa che si può raggiungere solamente con l'equilibrio, l'armonia e la comprensione. Si può ottenerlo tramite una profonda meditazione,... intuitivamente o attraverso la lotta... o  la conoscenza del Sé. La perfezione del Sé è immortalità. Il Sé vive un processo che richiede una continua introspezione dettata da noi stessi. Il Sé è intrinsecamente puro ma noi, lo veliamo spesso. Ovunque c'è imperfezione, ovunque c'è limitazione, c'è il dispiacere. È per questo che talvolta l'essere cerca disperatamente una strada per poter arrivare alla felicità. Se realizzasse la profondità, la realtà e la libertà del Sé, avrebbe una serenità, una tranquillità ed un'adattabilità di spirito che gli ridarebbe l'amore della vita, ciò che è il compimento della vita, la sua consumazione.

Amate la vita che è eterna e vasta, e che appartiene a tutta l'umanità. Ispirando questi pensieri intorno a noi molti esseri si trasformeranno e diventeranno una fiamma che propagherà dell'energia e permetterà al mondo nuovo di nascere migliore.Il nostro atteggiamento non deve essere negativo, è più costruttivo delle prediche ! Tutto ciò che proviamo talvolta è molto piccolo rispetto all'eternità... ma l'eternità è anche adesso.

La preoccupazione del Sé è più importante di qualsiasi cosa. Non dobbiamo esser interessati solamente alle espressioni e manifestazioni di questo Sé. Potremmo essere nell'illusione. Concentriamoci nella ricerca di questo Sé profondo e spoglio. Troviamo da soli, in noi stessi ed attraverso noi stessi ciò che è permanente e che ci spiega la conoscenza del Sé.

par Marie de St Clair publié dans : La Masseria e i Templari
ajouter un commentaire commentaires (0)    créer un trackback recommander
Vendredi 14 avril 2006

L'anima e la Vita (1)

Per capire l'uomo, bisogna spiegare l'anima.

L'erudito formato solamente dallo studio dei testi è in conflitto con l'erudito che si è identificato attraverso lui. Quello entrerà nel Tempio trasferendo la sua coscienza verso un'altra sfera. Creerà una corrente psyco spirituale.

Spiegando l'anima, scopriamo la Vita. La guida delle iniziazioni spiega l'universo, la conoscenza della verità, della vita e della via che  ci porta lì.

Non ci sono metodo né sistema per raggiungere la conoscenza della nostra anima, il suo grado di spiritualità. Solo, il potere di concentrazione ci condurrà lì. Scopriremo la nostra strada e sentiremo la nostra piccola voce interiore... sentiremo le nostre vibrazioni interiori. Dobbiamo ricercare una spiritualità obiettiva e dobbiamo pensare che le guide c'aiutano attraverso le forme divine messe alla nostra portata.

Dobbiamo viaggiare sulle strade della scoperta interiore per progredire. È per la nostra progressione che la trasformazione profonda degli esseri diventa possibile. Bisogna creare la civiltà futura attraverso le qualità dell'anima di ciascuno.

Senza contatto col divino, la civiltà va alla deriva.

La conoscenza dell'anima può esprimersi con i simboli. Che cosa rappresenta il simbolismo se non la chiave del linguaggio della poesia, del sogno e dell'iniziazione?

L'anima collettiva si ricorda del passato dell'umanità e c'influenza talvolta inconsapevolmente. Siccome l'uomo è sempre alla ricerca del suo passato, può in un modo simbolico realizzare la corrispondenza che esiste con la rivelazione figurativa. È anche per questa ragione che ricerca la Tradizione autentica che, lei, non ha frontiera... e si perde nella notte dei tempi. Nella ricerca della Tradizione dobbiamo essere vigili per scoprire l'essenziale. Non si deve confondere la lettera e lo spirito. Solo, ciò che è spirito è generato dallo spirituale; mentre l'anima è generata del divino che viene da Dio che solo lui, è divino.  L'intuizione parla tramite lo spirito ed il sentimento tramite l'intelletto. L'intuizione non è legata al tempo o allo spazio. Corrisponde alle affinità spirituali perché è di essenza spirituale.

Si deve capire la Vita. È nella vita che risiede l'immortalità.

La vita è un equilibrio tra l'intellectualità e le convinzioni interiori nella pienezza del nostro pensiero. Dobbiamo scoprire da soli come condurre una vita retta e come dirigere la nostra esistenza per trovare la Verità.

Svegliamo nei nostri cuori il desiderio della verità. L'importante è  vivere ciò che proviamo e non  ripetere delle parole più o meno apprese. La Verità è completa, totale, continua. Si deve accettarla nel suo insieme. È la vita, la comprensione, questo è la pienezza della vita, è la perfezione.

Si spera sempre che qualcuno dall'esterno, un maestro o una persona che si ammira ci dica: è questo o è quello e ci toglie la nostra incertezza. Ma presto capiamo che solo in noi stessi raggiungeremo questa certezza. Perché, nessuno può pensare giusto per un altro...

Abbandoniamo le piccole meschinità del nostro spirito ed inseguiamo la nostra ricerca con un cocente ardore. Stabiliremo così la pace e la comprensione nei nostri cuori. Pensiamo rigettando liberamente i preconcetti, i pregiudizi... Il coraggio di lottare attraverso la vita, libero e senza timore, può venire solamente con la certezza dello scopo della vita. Comprendere i suoi desideri, controllarli e dominarli è l'opera della vita giornaliera. La comprensione ed il dominio dei sentimenti plasmano la nostra vita in vera libertà. La vita è un processo di lotte continue verso l'evoluzione.

Si deve andare al di là delle credenze per scoprire la sorgente di vita. Ciò non vuole dire che le credenze religiose o filosofiche siano cattive, ma non dobbiamo cristallizzarle; dobbiamo superarle in una più larga comprensione.

 

 

par Marie de St Clair publié dans : La Masseria e i Templari
ajouter un commentaire commentaires (0)    créer un trackback recommander
Mercredi 5 avril 2006

LA GUEMATRIA

 

Per confondere le piste, i Cabalisti si servono della GUEMATRIA che mette parimenti in evidenza due parole di stesso valore numerico, come del NOTARIKON che consiste nel prendere la prima e l'ultima lettera di tutte le parole di una frase per formare una nuova parola. Questo procedimento può effettuarsi anche alla rovescia e con le lettere di una parola, ricreare una frase di cui ciascuna delle parole comincia o finisce per queste lettere. Si servono anche della TEMURA che consiste nel sostituire ogni lettera con un altra secondo un codice (per esempio, possono prendere Aleph, prima lettera e sostituirla con BETH, ultima lettera....).

 

Troviamo anche negli scritti della Cabala, il MIDRASHIM che significa" scrutare" e che illumina la parola Divina per mezzo di simboli sensibili e poetici. Canta il concetto di Dio preesistente al mondo, come l'esistenza dell'aria, dell'acqua, del fuoco, delle tenebre anteriori alla creazione e che si trova nel Sépher che dice:            ”Il verbo esisteva prima della creazione sotto forma di pensiero divino. È Dio, Spirito Santo che è il seme divino e trasforma il pensiero in verbo e  così, da' la parola."      La parola che è solamente l'ombra dell'azione che si esprime materialmente. Lo scopo mistico è di avvicinare la conoscenza di Dio, la Sua legge e, conoscerlo significa amarlo, significa conoscere il mondo creato da lui e lavorare per la salvezza dell'umanità. È detto anche che la conoscenza è la via della salvezza. Questa,(la conoscenza), emanando dal pensiero umano, dunque incompleta. Ci occorre dunque andare al di là per raggiungere la rivelazione divina con l'estasi o meditazione  ma senza dimenticare la vita quotidiana.

 

L'uomo possiede dunque la tri-unità creatrice in lui col corpo, lo spirito e l'anima. È quest’ultima che è scesa sulla terra all'epoca della creazione attraversando i 10 cerchi e che è diventata prigioniera del corpo. Così, per liberarsi, dovrà attraversare in senso inverso questi 10 cerchi. Per raggiungere questo scopo, è detto che l'uomo possiede un doppio astrale capace di spostarsi nel mondo. Sono su queste basi che delle" sette" come gli Esseni, Ebrei dissidenti, predicando la purezza sotto tutte le sue forme, studiavano durante tre anni i testi sacri ed i riti iniziatici. Salomone approfondisce la dottrina che collegò ai testi biblici. Diceva che è con lo studio che si raggiunge la perfezione divina e l'eternità e che le immagini simboliche della Cabala sono dei messaggi che dobbiamo decifrare, il simbolo che è la coscienza del significato come la tradizione che portiamo nel nostro inconscio.

 

Finiamo con alcune parola sui poteri della magia generata dalla Cabala. La definirei come essendo, innanzitutto, il meraviglioso che permette all'essere di sognare... La magia ci viene dal fondo delle ere. È una sopravvivenza delle nostre origini che era basata sulla superstizione dei primi esseri che non arrivavano a spiegarsi certi fenomeni fisici e naturali. Di ciò ci resta questo bisogno, che abbiamo tutti, di accedere al meraviglioso. Così, subiamo tutta la magia del verbo, della bellezza che ci viene dall'infanzia e che abbelliamo una volta adulto ma anche dall'amore che trasforma gli esseri come i avvenimenti. Siamo certo coscienti che certi fatti ci superano, che tutto non è spiegabile con la scienza e che il nostro pensiero può trascendere, in fenomeni naturali, l'energia. Il rito, la preghiera, l'abbiamo visto, la meditazione, sono altrettante forme di magia che certi chiamano magia bianca o magia rituelica ma sappiate che esiste solamente una sola magia che consiste nell’applicazione di fenomeni puramente naturali, anche se la scienza non è in grado di chiarirli tutti. Può avere un'influenza positiva o negativa in funzione dello scopo che si cerca di raggiungere e, troppe persone ricercano mediante lei, il potere, la gloria o l'interesse sotto tutte le sue forme. Così la magia diventa bianca o nera. Diventa deviazione, o addirittura stregoneria e seguendo la forza psichica degli esseri, può risultarne conseguenze gravi. Vi richiamo dunque alla prudenza se vi viene voglia di manipolare queste forze. Dovete  essere puri e pensare solamente al bene altrui chiedendovi prima se il vostro atto non nuoce a nessuno. Non cadere nella magia nera come chi, pensando far del bene, fa un maleficio d’amore costringendo l'altro a ritornare.

 

Il mondo magico della Cabala non è altro che il mondo esoterico del" Bene." L'azione  è sempre messa in movimento solamente per aiutare altrui.

 

Come per ogni Templare, la motivazione spirituale della Cabalea obbliga ognuno al combattimento interiore. Istintivamente, facciamo nascere in noi l'immagine del Cavaliere che combatteva per salvare l'esoterismo nel solo scopo di affrettare la  salvezza degli uomini. Lo spirito del Tempio è eterno. Gli iniziati Templari avevano un'azione esterna ed un altra interiore appartenando quasi al monachesimo. È il loro ideale comune, accentuato dalla loro vita comunitaria che sviluppava la fraternità. Ricercavano così l'iniziazione com’è espresso nella Cabala, cioè nella sua forma progressiva dove l'uomo ha il dovere di ritrovare prima il suo centro. Ricordiamoci che l'anima del mondo è rappresentata nella Cabala sotto l'immagine della donna. È simbolo della saggezza, della Chékinah che era vicina a Dio prima della formazione dei mondi, questa donna che diventò la Vergine Maria per i Cristiani ma che fu  conosciuta sotto il nome di Iside o di Gea. Questa donna venerata dai Templari iniziati che avevano capito d’aver il dovere di essere all'immagine della cavalleria celeste. Quelli che si chiamavano “i grandi", dai Templari, non si tagliarono tuttavia mai dal mondo.

 

Vivete oggi il grande risveglio Templare ma attenti all'illusione; vi occorre conservare i vostri piedi per terra e mettere in applicazione la conoscenza che ingerite. C’è un tempo  per l'azione, un altro per la riflessione. Rispettate le nozioni di segreto pure agendo per l'evoluzione della razza umana, ma non dimenticare mai che la legge di Dio è la tri-unità che deve sempre essere presente nel vostro spirito come nel vostro cuore. E prendendo coscienza della vostra dualità che raggiungerete la tri-unità in Dio. Tale è la difficoltà della strada.
par Marie de St Clair publié dans : LA CABALA communauté : Esotérisme et Spiritualité
commentaires (0)    recommander
Mardi 4 avril 2006

KETHER

 

Il cabalista parte da un primo punto corrispondente alla sua coscienza del momento, che localizza in KETHER. Questa séphirah rappresenta la forma di Dio la più trascendente conosciuta dal cercatore che si attacca al Kabbale. La Bibbia c'informa che il suo nome è EHIEEH": Sono" che noi interpretiamo come essendo l'esistenza in sè. Questo" io sono" esiste dunque in noi. È la scintilla Divina, il Cristo che sonnecchia in ciascuno e che dobbiamo rivelare.

 

Con un lavoro meditativo, ti occorre assorbire questa nozione in te per raggiungere CHOKMAH, la seconda séphirah che è l'emanazione e così via per le dieci séphiroth. È solamente dopo avere percorso l'albero che KETHER ti diventerà accessibile. È la ragione per la quale il cabalista ti dice che bisogna percorrere l'albero e riscenderlo per raggiungere la Conoscenza. È solamente a questo stadio, una volta salite le 10 séphiroth , che avvicinerai la chiave della natura nascosta di KETHER. Ma ricordati che l'albero non è conoscenza in sé, è solamente il metodo. Ti occorre dunque, assolutamente, evitare la mentalizazione del tuo cammino. I tuoi tre attrezzi sono, a questo livello, la preghiera o mantra, la meditazione e la contemplazione.

 

Cosi lontano vada lo spirito umano nella comprensione, non può farlo che lasciando cadere il velo per poter sondare la grande notte, l'Oscurità primordiale.

 

Sappi dunque, là dove ti trovi che KETHER è  MALKUTh non manifestata: l'oceano senza limite della luce negativa che non proviene da un centro ma che si condensa in Un centro. Questa comprensione  deve venire dall'interno del tuo essere e non dal tuo mentale. Ti appartiene dunque, o di metterlo in memoria o di superare questa comprensione ma in ogni caso non lasciarla perdersi dietro i veli dell'oscurità. Così si svilupperà in te la conoscenza. Sveglia in te la comprensione del rigore, consentita liberamente, e che deve essere tua. Se siamo responsabili del seme che seminiamo, non c'appartiene  annaffiarlo affinché germogli. Ti occorre diventare giardiniere del Dio che sonnecchia in te!

 

 

 

Per riassumere, hai acquisito il sapere dei cabalisti che riconoscono dunque quattro modi manifestati e tre non manifestati o di esistenza negativa. Questi ultimi  sono AIN, AIN SOPH ed AIN SOPH AUR. Sono da questi ultimi modi che, per condensazione, nasce KETHER. Sai che questi tre modi sono chiamati: i veli dell'oscurità o veli dell'esistenza negativa. Sai che queste parole che abbiamo appena scritte non corrispondono a niente che tuo mentale possa capire, rappresentano le maschere delle realtà trascendentale. Se concepisci i stati dell'esistenza negativa in termine di qualche cosa che conosci, stai già smarrendoti. La realtà dell'albero è come permettere ai simboli di essere svelati uno dopo l'altro ed uno con l'altro, ma non hanno valore che quando svegliano in noi una conoscenza acquisita contenuta nel nostro" Sè". Così  tuo spirito, che avrai disciplinato con l'ascesi, vale cioè col rigore del tuo lavoro, potrà spostarsi in questi limiti. Questa via conduce allo sboccio dalla Saggezza. La QUABBALAH, Cabala significa, conoscenza, promessa, accettata, accolta e trasmessa. Puoi, oggi comprenderne il senso nel più profondo di te? Perché là risiede ogni chiave, se ricerchi ancora il potere contenuto in lei, se sei attirato sempre da ciò che presenta come facoltà divinatrice, ti occorre da oggi ritornare sui tui passi e riprendere le Comunicazioni (di questo sito) dalla prima, perché la Cabala è scienza dell'essere, alchimia Vera E Senza Menzogna, chiave del Grande Opera che deve operarsi in te prima di raggiungere la Pietra filosofale. Le generazioni l'hanno ricevuta sotto forma di un insieme di testi, di associazioni misteriose e mistiche ma è meno intellettuale e più morale ed umana. La catena della Cabala non si trova all'infuori della natura spirituale. Hai imparato che il termine di Cabala era comune per segnare certe interpretazioni tradizionali della storia santa e per attestare la continuità spirituale della storia ebrea e Gnostica Cristiana per cui è un stile di vita, di pensiero annesso al cosmo. Essendo un ramo dell'albero universale della Saggezza, permette all'anima di spiritualizzarsi per reintegrare i suoi poteri originari e psichici. Ne troverai l'origine risalendo ai Profeti e particolarmente ad Ezéchiel che diceva: “creare è meditare sulla scienza dell'anima e di Dio... Quando l'anima s’incarna per formare l'essere umano, allora questo deve realizzarsi sé stesso e lavorare al bene di altrui." Dai patriarchi, la catena initiatica non è stata rotta mai.

 

Sappia anche  che la Cabala si esprime principalmente mediante due libri: Lo ZOHAR, scritto in arameo ed il SEPHER YETZIRAH chiamato Libro degli splendori, intuitivo e non razionale, che è una cosmogonia che facilita all'anima, l'accesso a Dio e alla teoria della creazione. Questi due libri sono dei supporti di meditazione e non dei codici che limitano la libertà individuale.

 

Nel Tetragramma che rappresenta le quattro lettere del Nome Divino, I H V H, è simboleggiato il mondo superiore. Questo mondo non può, tuttavia, sostituirsi al Nome al meno di esser pensato e riflesso dall'intelligenza Umana. La Cabala si esprime anche con i 32 sentieri misteriosi che Dio ha creato nell'universo per mezzo delle 10 séphiroth, emanazioni divine che formano lo schema dell'albero di vita e delle 22 lettere dell'alfabeto ebraico che esprime in modo astratto la parola divina. Ogni lettera  ha un valore cifrato e deve esser studiata per sè stessa. La Cabala dice che Dio le ha utilizzate per creare il mondo, che si sono presentate a turno con la loro personalità. Per esempio: ZAIN in funzione della sua forma è una chiave divina... GHIMEL è una lettera alata scortata dagli angeli e Dio sceglie BETH, prima lettera della parola BAROUK, significando benedetto per condurre gli altri e dare ad ALEPH, che restava modestamente in disparte, l’incarico di rappresentare l'Unità, prima delle lettere, perché i suoi sinonimi" EHAD ed AHAVA significavano" Unità ed Amore."

 

par Marie de St Clair publié dans : LA CABALA communauté : Esotérisme et Spiritualité
commentaires (0)    recommander
Mardi 4 avril 2006

I tre veli

 

Sei diventato ormai Cavaliere. Significa cheche hai sgrossato la tua pietra grezza. Ma là non è l'estrema tappa del tuo questua. Consideri che a questo giorno, hai trovato le chiavi, ma ti resta da aprire la porta della conoscenza ed  percorrere la strada che conduce allo scopo. Hai raggiunto il livello di comprensione necessaria per metterlo in pratica e raggiungere il livello di coscienza. A questo stadio, ti occorre combattere il tuo nemico peggiore, vale a dire te stesso, per giungere alla Padronanza. Pazienza, perseveranza e lavoro sono la tre parole chiave del tuo grado. Audacia, coraggio e volontà sono le tre qualità che ti sono oramai utili. Ti occorre immergerti nel silenzio interiore, quello del tuo Essere per raggiungere il Non-essere ed dobbiamo a questo punto confidarti un segreto: Ogni idea che crei in te prenderà nascita fuori di te. Allora, devi fare in modo che questa idea sia la più positiva possibile. Devi fare in modo di poter ennunciarle con la forza necessaria per darloro forma e permetterloro di concretarsi nello spazio-tempo adesso. Ti occorre avere le qualità del ragno e dello scarabeo perché, il ragno tesse la sua tela ed aspetta la sua preda mentre lo scarabeo lavora senza tregua per fare delle riserve. Ecco quel che devi diventare.

 

Sappia che le conoscenze acquisite in te sono solamente le basi della tua regressione perché dopo avere percorso l'albero, ti occorrerà ancora ripercorlo in giù. È scritto nel Tao: Conoscere, è non conoscere, e non conoscere è Conoscere."

 

Nel nuovo piano che hai abbordato adesso, ti occorre scendere negli inferi, risuscitare ed alzarti. Ricordati. L'uomo ha perso la conoscenza all'epoca della sua caduta. Da allora, ricerca la parola persa. Ti occorrerà scartare l'orgoglio, la vanità, l'ambizione, la superiorità per ritrovare in te l'umiltà, la Fede, l'ubbidienza e l'amore che ti permetteranno di reintegrarti al cosmo. L'uomo intende appartenere al microcosmo incluso in un macrocosmo ma i due sono solamente Uno, come l'infinitamente grande è indissociabile dell'infinitamente piccolo, come la luce è indissociabile delle tenebre. Ricordati che non è l'instabilità che rappresenta il pericolo ma la stabilità ingannevole che fa credere che si è raggiunto lo scopo che taglia l'essere dalla sua sorgente. L'uomo si crede superiore a tutto ciò che vive perché possiede il linguaggio, tuttavia tutto ciò che vive possiede un linguaggio, dal minerale al vegetale, dall'animale all'umano, tutto comunica per chi ha orecchi per sentire. Esiste nessuna supremazia da una specie all'altra, ciascuna è al suo posto per compiere il lavoro che è il suo ed imparare il lavoro del regno seguente. Ma l'uomo è troppo assorbito da i suoi problemi quotidiani e dalla sua ricerca incessante della fisicità per dedicarsi pienamente al campo spirituale, meno redditizio, ma che gli porterebbe tuttavia la chiaroveggenza. Ricorditi anche che Conoscere questo è co-nascere vale a dire nascere con... Ti occorre oggi andare verso la tua nuova nascita e togliere da te tutto ciò che è solamente fioritura ed affabulazione, tutto ciò che è dogma o concetto del mentale umano per rendere il tuo spirito vergine alla conoscenza Divina che scenderà in te col spirito di Fuoco, lo Santo Spirito, ROUAH, dunque la purezza trascendente. Ciò che ci re-lega a Dio, vale a dire praticare la vera religione che tesserà la trama del mondo di domani. Diventare i portatori dello Santo Spirito, tale è la missione che ci ha confidato il Cristo. Fa' che l'esistenza non sia che un'astrazione!

 

Appena cerchi di formulare una filosofia per comunicarla all’altro, ogni Maestro è confrontato al fatto che sa che esistono ancora delle cose più grandi che non si possono formulare col pensiero. Delle" cose" che cominciano solamente quando il pensiero tace. Sa che può trasmettere questa conoscenza solo a chi  ha raggiunto questo stato di silenzio interiore. Tocchiamo qui la nozione di segreto che fa reagire tanti cercatori sulla via, credendo ad alcuni snobismi o imbrogli. È tuttavia là che comincia realmente la conoscenza. Là dove altri rinunciano, perdono coraggio. I mistici hanno immaginato tutti i paragoni possibili per potere trasmettere il Sapere,  altri si sono persi nelle masse di parole ma tutto ciò in vano. Solo i cabalisti propongono un metodo basato sulla meditazione sui simboli che permette al cercatore che non si scorraggia, di progredire, passo per passo, e di abbordare mondi dove solo la sua anima può inalzarlo.

 

Quando lo spirito si è alzato su questo piano di sviluppo, allora può attraversare i veli dell'oscurità. Ma dobbiamo ricordarci che gli spiriti umani non sono uguali, per certi, il velo è aperto in tale o tale luogo e  nessuno può prevedere per un altro quando questo accadrà. Certe iniziazioni accadono nell'invisibile e non dipendono più dall'ascendente di un Maestro o di un altro. Ancora una volta, un essere umano può dare solamente delle chiavi.

 

I cabalisti parlano di un inizio che chiamano KETHER, la corona, la prima séphirah. La simboleggiano col numero Uno, col punto al centro del cerchio. Dietro, si trovano i tre veli dell'esistenza negativa. Devi capire che non c’è paragone possibile  tra il porre un assoluto e cercare di dedurne un'evoluzione. Tuttavia, chi si pone al punto di partenza può sperare arrivare ad un termine.

 

 

 

Questi tre veli sono, l'hai indovinato, AIN: la negazione, AIN SOPH: l'infinito ed AIN SOPH AUR: la luce senza limiti.

 

par Marie de St Clair publié dans : LA CABALA
commentaires (0)    recommander
créer un blog sur over-blog.com - Contact - C.G.U. - Rémunération en droits d'auteur avec TF1 Network - Signaler un abus