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Con affetto.

Legge di Ermete

  CERCATORE,
la legge di Ermete come quella di Amra  ti da l'obbligo morale di ritrasmettere quello che hai capito della Via; Ogni volta condurai un fratello, una sorella sulla via dell'iniziazione, sarai artigiano della Grande Opera, compagno sulla via delle stelle, artigiano  dell'opera spirituale che portera alla fine  del carma individuale quanto collettivo

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Lundi 28 avril 2008

  Postulando, sulla strada che si trova dietro la porta che vuoi superare si trovano dei compagni che fanno parte di una vasta fraternità iniziatica che prende le sue radici in un lontano passato  ed il cui scopo è di fare contemplare i misteri della vita universale affinché un giorno possa pretendere alla padronanza di questa vita, conoscendone bene le leggi. 

Desideriamo condurti ad una grande introspezione, ad un capovolgimento totale del tuo essere e della tua coscienza con una discesa in te stesso, per riconoscerti e scoprire ciò che sei. Ma ciò non può farsi senza il tuo accordo. Esigiamo anche di te di fare tutto il possibile per vivere e generare questa fraternità intorno a te.  

Sappi che ci sono molto chiamati e poco eletti. I cercatori sinceri sono rari. La maggior parte dei postulanti che entrano sulla strada per curiosità finiscono per rinunciare, per mancanza di coraggio… Perché, è lunga la strada per fare un uomo giusto… Quanto più lunga è ancora quella che conduce l'uomo alla sua realizzazione! 

Sulla strada spirituale che si chiama "Esoterismo", ci sono più  avventurieri dell'occulto che veri mistici. Gli uomini cercano più di acquistare dei poteri che di servire. Qui, esiste solamente il servizio di Dio, primo servito, come quelli che dobbiamo  rendere ai nostri fratelli nell'umanità. ti occorrerà restare vigile ad ogni istante e tutta la tua vita se vuoi raggiungere domani questo stato di Cavaliere con tutto ciò che sottintende… Perché, spesso, il falso ha l'apparenza del vero, il falso inganna con  giochi artificiosi vistosi; si presenterà a te sotto le apparenze allettanti, sotto i tratti dell'amore o della carità o ancora della filosofia "new age"… Ciò deve essere così affinché impari il discernimento. Ti occorrerà passare da questa prova dunque: essere confrontato all'illusione per fortificare la tua anima nella Verità. 

Hai bussato alla porta della nostra Loggia ed eccoti di fronte allo specchio della Tua riflessione, di fronte al grande specchio della tua fronte, nel sagrato del Tuo tempio interiore.  

Sappi che appena avrai superato la porta del tuo tempio interiore, questa ultima si richiuderà dietro di te. Puoi uscire dal tempio degli altri ma ciò è impossibile appena si tratta del tuo…; perché se puoi trattare gli altri da bugiardi, non puoi rinnegare l'esperienza vissuta.. E, ti occorrerà alzarti verso la cima della montagna consacrata senza voltarti e senza poter tornare indietro; è per questo che ti chiediamo ora di pesare bene la tua decisione. 

La vocazione mistica è difficile. Ti occorrerà molto coraggio,  forza,  fede e  tenacia per combattere le tenebre che non mancheranno di assalirti; quando l'anima ha scelto di camminare nella Luce, le tenebre fanno tutto per tentare questa anima coraggiosa e farla cadere . 

Il regno delle tenebre non può esistere senza le anime che credono in lui e che gli forniscono l'energia necessaria per manifestarsi. Se domani, tutte le anime si liberassero così, dall'illusione di questo mondo e si girassero verso il divino, all'istante stesso, non esisterebbero più  tenebre ed il regno di Cristo si instaurerebbe sulla Terra. Ci sono illusioni ben più gravi della realtà…    

publié dans : Presentazione della Masseria communauté : Esotérisme et Spiritualité
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Lundi 21 avril 2008

Il rituale


La Tradizione initiatica risale alla più remota antichità. Tra le prime iniziazioni che conosciamo figurano i "drammi ritualici" delle scuole di misteri dell'Egitto e della Grecia. Questi "drammi" erano delle scene, delle rappresentazioni sceniche per i quali i candidati ai misteri erano introdotti alle verità fondamentali della natura dei Dio, della vita, della morte e dei misteri dell'universo. Questi spettacoli erano grandiosi per colpire molto di più il pensiero dei candidati. L'impiego di musica, di effetti sonori, di luci, di processioni, di canti, di gesti, di abiti impressionanti, aveva sui candidati un effetto psicologico che incideva i simboli nella loro memoria. Di queste Iniziazioni, ci resta oggi per chi sa leggerlo, il Taro.   
 
Le Chiese cristiane dei primi secoli usano gli stessi artifici… La messa è un dramma rituale nella migliore Tradizione. Il suo scopo è di iniziare i fedeli ai misteri christici. La comunione spirituale che circonda il rituale è una condivisione del sacrificio di Jésù/Christo tra i Discepoli. L'Eucarestia è l'apoteosi di questo dramma dove il candidato riceve il corpo christico e diventa così fratello di sangue di Cristo.   
 
Nel corso dei tempi, questo meraviglioso rituale della messa ha perso il suo alto valore mistico… La comunione è diventata un gesto simbolico per i protestanti ed un dogma per i romani, sacralizzando gli oggetti del rituale e dimenticando la loro ragione di essere. La messa christica ha perso, per la maggior parte degli uomini, il suo vero valore. La religione di Roma è diventata troppo esotérica. La lettera ha finito per uccidere lo spirito; è come se l'abito fosse più importante dell'uomo che lo indossa.   
 
Tuttavia Gesù aveva detto: "Disgrazia a voi, dottori della Legge; perché avete tolto la chiave della "scienza", non siete entrati voi ed avete impedito di entrare a quelli che lo volevano."   
 
La chiesa di Pietro ha ridotto alla lettera l'iniziazione ai misteri cristici. Ne ha trattenuto solamente l'aspetto essoterico del dogma. La fede è diventata credenza e dottrina di catechismo: "Bisogna credere alla lettera i differenti riti senza comprenderne il senso". Lo Spirito si sottrae ad una dottrina che non è comprensione perché praticare in modo meccanico senza comprenderne il senso simbolico e spirituale serve ad uccidere solamente lo spirito.   
 
I dottori della chiesa hanno, col passare dei secoli, ucciso ogni tentativo personale verso il divino. I "mistici" sono diventati degli eretici e devono essere castigati, scomunicati come i catari ed i templari messi allo stesso livello delle streghe. Oggi, è preferibile credere in un'ideologia raggelata piuttosto che ammettere una fede vivente basata sulla conoscenza e la meditazione. Quando la dottrina non parla più al cuore, le chiese si svuotano. Quando il rituale non è altro che uno spettacolo che nessuno capisce, quando il discepolo non ha più il potere di pensare liberamente, quando la religione gli è imposta dall'esterno… Allora lo spirito della religione se ne va e non resta altro che un guscio vuoto.   
 
Tuttavia, mediante la leggenda del Graal o mediante l'apocalisse di Giovanni, la Tradizione ha trasmesso questa conoscenza dei simboli mistici delle scuole di Saggezza del passato ripreso dalla Gnosi Christica.

publié dans : INSEGNAMENTO communauté : Esotérisme et Spiritualité
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Lundi 14 avril 2008

 

I GRANDI ENIGMI DELLO SPIRITO UMANO  
L'AURA  
 
Da tempo voglio parlarvi dei "Grandi Enigmi dello Spirito Umano". Questo immenso programma comporta diverse parti fra cui ecco le essenziali:  
 
     - Magnetismo.  
 
    
- Ipnotismo.  
 
     - Telepatia.  
 
     - Radioestesia.  
 
    
- Telechinesia.  
 
     - Ectoplasmia.  
 
E tante altre che conosciamo e che si ignorerànno sempre. Bisogna dire che lo spirito umano rappresenta un campo dalle frontiere sconosciute e di cui le innumerevoli possibilità interferiscono, si dividono, formandone solamente un Tutto.  
 
Mentre l'uomo si avventura nella periferia della Terra, conosce ancora  poche cose di sé  stesso. "L'uomo, questo ignoto" non è pronto a consegnare i suoi segreti a sé stesso.  
 
Certi scienziati pensano che l'uomo utilizza solamente il 10% delle possibilità del suo cervello, altri avanzano il 20%; chi lo sa esattamente? Il cervello è la sede dello spirito? Perché quando la vita dell'involucro cessa, il cervello muore e lo spirito si libera!  
 
Oggi, voglio parlarvi più specialmente, tra tutte queste scienze, dell'aura.  
 
Da bambino, sono stato incuriosito spesso dall'aureola dei Santi di cui vedevo la riproduzione nei libri. Certamente non gli davo che un'importanza  relativa, e questo non era per me che una rappresentazione simbolica dello stato di santità.  
 
Più tardi, pensavo che l'uomo emetteva delle radiazioni particolari, differenti secondo gli individui, radiazioni un po' simili ai raggi infrarossi o forse anche agli ultravioletti ma che non potevano essere percettibili ai nostri sensi limitati e relativamente grossolani.  
 
Dalla Pasqua del 77, nel mio sonno, ho visto la mia sposa che compariva nel vano della porta della nostra camera. Intorno a lei risplendeva una luce straordinaria che non posso descrivere con le parole. Questa chiarezza dolce, di una grande luminosità, profonda come una bella aurora, non accecava.  
 
Mia moglie mi guardava, senza muoversi in questa luce.  
 
Allora gli ho detto: ( mi scuso per questa riflessione molto prosaica e bassamente terra a terra) "Bene... porti il caffè"! E tutto si è cancellato. Perché, quando c'è permesso di penetrare in un altro piano, non bisogna reagire soprattutto nel terrestre.  
 
Era la prima volta che vedevo un'aura.  
 
L'esposizione di oggi sarà corta, ma l'argomento è così vasto. Mi accontenterei essenzialmente di fare un riassunto di un libro che è comparso da Beauval, e che vi raccomando perché è lui stesso una compilazione di libri seri sull'argomento e di cui i riferimenti sono i successivi:  
 
     - La Parapsicologia di R. Esca - Denôel 1954  
 
     - Mistici e maghi del Tibet - A. Davide Neel - Plon 1929  
 
     - Gli esploratori dell'aldilà - Neuville, Laffont 1957, -  
 
     - Sopranormale o soprannaturale - R. Omez - Fayard 1958  
 
     - Trattato di metafisica - Ch. Richet - Parigi 1905  
 
     - Trattato di Parapsicologia - R. Sudre - Payot 1956  
 
     - Alla soglia del mondo invisibile - R. Trintzius - Parigi 1951  
 
     - Storia naturale del soprannaturale - L. Watson - Albin Michel 1974 T. 1 e 2  
 
   
 
I) UN PO DI STORIA.  
 
Il Marchese Armand de Puységur seguendo la strada tracciata da Mesmer, andò fino al sonnambulismo provocato senza contatto fisico, con la semplice volontà dell'ipnotizzatore.  
 
Durante  mezzo-secolo, le esperienze di medici, condotte negli ospedali, aggiunte a quelle alle quali si dedicavano dei curiosi in privato, fecero progredire le conoscenze in materia di "magnetismo animale."  
 
Il sonnambulismo provocato - diciamo oggi l'ipnosi -fu sperimentato anche in chirurgia già dal 1829, data nella quale Cloquet tolse un tumore del seno usando questo metodo. Epoca nella quale l'anestesia non esisteva ancora.  
 
L'anno 1845 segna una tappa importante nelle ricerche sulla "psicologia delle profondità", come la si chiama talvolta oggigiorno: vede la pubblicazione di parecchie Memorie del tedesco Reichenbach  e di un lavoro dell'inglese Braid.  
 
Il Barone Charles de Reichenbach fa il chimico ed industriale. Ha un passatempo: fa delle esperienze negli ospedali di Vienna sulle anomalie della visione di certi malati che, entro poco, si sistemeranno nella categoria degli isterici. Sei di essi vedono dei piumini incandescenti, ondeggianti e mobili, scappare dai poli di una forte calamita liberata, nell'oscurità, delle sue armature. L'emissione luminosa non si propaga in fila dritta, ma sembra svolazzare qua e là, tracciando delle linee curve e mutevoli.  
 
Le "sensitive"( perché si tratta di donne) vedono così le calamite. Altri corpi, si chiede Reichenbach, possono produrre gli stessi effetti su queste persone? Ininterrottamente, si lancia in una serie di esperienze con l'aiuto di circa 600 sostanze chimiche. Ottiene infine dei risultati coi cristalli. Da dedurne: "Una forza particolare, non ancora scoperta fin qui , risiede nella materia; forza che, appena la materia ha preso forma cristallina, appare in un modo seguito da effetti."  
 
Avvicina cristalli e calamite, e scopre un rapporto tra la "forza cristallica" ed i flussi magnetici che fuggono dalle mani degli ipnotizzatori e dei guaritori. Così, il magnetismo animale sarebbe collegato al magnetismo fisico, ed è  verissimo che le dita degli sperimentatori esercitano con la forza un potere uguale a quello di una calamita media, quando si avvicinano al corpo delle sensitive. I malati vedono allora degli archi luminosi che sgorgano dalla punta delle dita delle persone in buona salute; vedono ciò che gli occultisti chiamano "l'aura", queste radiazioni luminose emesse da tutti i corpi umani, ma che molti pochi esseri sono capaci di vedere.  
 
Per Reichenbach, magnete, cristallo e corpo animale possiedono in comune una certa forza, che pensa conduttiva ed accumulabile, e che battezza forza odica o, più brevemente, "od". può manifestarsi a contatto o anche a distanza. Queste leggi scientifiche non valgono tuttavia che coi sensitivi, cioè, la maggior parte del tempo, coi malati o medium.   

 

II) LE "SPIRALI DI ENERGIA"  
 
Prima di seguire questa idea storica, fermiamoci alcuni istanti sull'aura, fenomeno puramente fisico, ma che può contribuire a capire meglio certi aspetti della parapsicologia. La sua esistenza non è più messa in dubbio e, su questo punto, la scienza tende a confermare i dettami dei medium. Il fatto è troppo raro per non  sottolinearlo. L'idea di un tipo di campo energetico che avvolge come un'aureola il corpo e visibile in certe circostanze, è in realtà molto vecchia. Nell'arte antica della Cina e dell'India, molto prima dell'era cristiana, si trovano già numerose rappresentazioni di santi uomini cinti da una sorta di alone luminoso, forma primaria, tutto sommato, di ciò che diventerà l'aureola dei beati nell'iconografia occidentale. Certo, per molto tempo, lo si è vissuto come un simbolo mistico, dunque  come qualcosa di immateriale. Ma qualsiasi  sia la natura che gli si prestò, è probabile che il fenomeno era stato osservato già dagli esseri viventi. E, più recentemente, già dal XIX secolo, i medium prima, poi gli scienziati che consentirono ad interessarsi al problema, sottolinearono il carattere fisico di questo curioso irraggiamento.  
 
Ma cosa si sa esattamente su questo argomento? In effetti, la domanda comprende tre elementi:  
 
- Quale prove si hanno della realtà dell'aura?  
 
- A quale tipo di irraggiamento fisico si ricollega?  
 
- Perché certe persone possono vederla, mentre altri rimangono insensibili?  
 
Tentiamo di fare il punto. I medium hanno fornito una preziosa indicazione ai biologi ed ai fisici che affermano, quasi unanimamente che ogni volta che si erano trovati al capezzale di un moribondo, avevano visto nei minuti che avevano seguito la constatazione di decesso, sprigionarsi dal corpo inerte un turbine di "spirali di energia", per riprendere l'espressione adoperata dalla celebre veggente americana Eileem Garrett. Gli scienziati furono colpiti dal fatto che tutti i medium conosciuti  per la loro serietà ed il loro disprezzo del sensazionalismo a buon mercato si astenevano, a proposito di questo strano turbine, di parlare di "spettro", di "fantasma" o di "spirito" e si attenevano assolutamente al termine "energia", aggiungendo semplicemente che avevano avuto l'impressione di vedere la spoglia mortale scaricare il suo estremo potenziale di "flusso vitale". Le ricerche si orientarono verso il rintracciamento di un irraggiamento invisibile all’ occhio umano "normale" dunque, ma forse registrabile con altri mezzi. Sarebbe troppo lungo, qui abbozzare la cronostoria di questi lavori. Limitiamoci a rievocare i loro risultati più probanti.  
 
Una prima certezza è acquisita: il corpo umano emette  un irraggiamento nelle lunghezze d'onda situate fuori della gamma alla quale l'occhio è sensibile (arco che si estende approssimativamente da 380 a 760 millimicron). La prova è stata fatta con la tecnica delle foto dette "thermografiche" che permette di fissare, su delle placche speciali e sotto forma di macchie colorate, le variazioni del calore in diversi punti del corpo. Così, in queste foto, le parti più fredde come le unghie, appaiono in blu scuro, mentre le guance ed il collo sempre abbastanza caldi, producono delle tinte che vanno dell'arancio al rosso. Aggiungiamo che questa tecnica trova la sua applicazione in medicina, particolarmente nella localizzazione del cancro, i tumori maligni formano nei tessuti delle zone calde di cui la termografia capta la radiazione anormalmente intensa.  
 
Sarebbe là, allo stesso momento la prova della sua realtà, una delle spiegazioni dell'aura. Tuttavia, la termografia non rende conto dell'integrità del fenomeno. Difatti, il dottore Walter Kilner, il biologo Oscar Bagnall e altri scienziati che affermano di avere potuto osservare diversamente questo alone con l'aiuto di schermi colorati, lo descrivono come una frangia luminescente di una decina di centimetri di spessore, particolarmente brillante vicino alla pelle e da dove esce, qua e là, ad intervalli regolari un raggio più vivo, simile, dice Bagnall, ad un "colpo di proiettore". L'aura sarebbe ripartita inoltre, abbastanza regolarmente attorno al corpo, rivestendo questo di una sorta di involucro ovoidale. Alcuni lavori condotti in U.R.S.S dovevano rivelare un aspetto ancora più straordinario del fenomeno.  
 
III) DEI CORPI CHE FIAMMEGGIANO  
 
Tutto è partito da un'osservazione fatta, poco prima 1940, da un tecnico russo specializzato negli strumenti di elettroterapia, Sémyon Kirlian. Senza entrare nel dettaglio, diciamo che scoprì fortuitamente un zampillo luminoso prodotto dagli elettrodi al contatto del corpo umano (ma non di oggetti inerti) e potè, con la sola azione di questa scintilla ad alta frequenza, senza apparecchio, semplicemente interponendo una placca  sensibile, prendere un negativo della sua propria mano che apparve, dopo lo sviluppo della foto sotto un aspetto quasi "fiammeggiante". Kirlian si appassionò subito a questo fenomeno e costruì un apparecchio speciale che produce dei campi elettrici a  frequenza molto alta ed accompagnato da un visionatore che permette un'osservazione diretta e continua, dunque non statico. Dovette aspettare gli anni 60 per vedere gli ambienti ufficiali interessarsi ai suoi lavori, ma in seguito, ottenne  tutte le facilitazioni e suscitò la più viva curiosità da parte degli scienziati tanto russi che stranieri.... aveva fatto la prova che la materia vivente era percorsa da correnti elettriche di cui l'irraggiamento si prolungava verso l'esterno, e di colpo l'aura diventava una realtà biofisica.  
 
Un accademico sovietico che osservò, nel visionatore di Kirlian, il suo dito nel campo ad alta frequenza, doveva darene la seguente descrizione: "Dei labirinti luminosi interi, scintillanti,  fiammeggianti. Alcune delle scintille erano immobili, altre erravano scure su una parte posteriore . Sopra queste galassie fantastiche di luci spettrali, c'erano  brillanti sfavillii multicolori e spessi nugoli... ".  
 
Le ricerche su ciò che si chiama oramai "l'effetto Kirlian" dovevano rivelare ben altri fenomeni curiosi. L'aura non è l'appannaggio dell'uomo. Tutto ciò che vive, ivi compreso i vegetali, producono la loro luce interna, ciò ha permesso di effettuare delle esperienze estremamente interessanti. Sempre con gli stessi apparecchi, si è potuto constatare, per esempio che suddividendo un foglio di albero, l'aura che corrisponde alla parte tagliata rimaneva, come "un fantasma", durante un certo tempo dopo l'ablazione, l'immagine luminosa che rimane dunque è quella di un foglio intero . Partendo da osservazioni tanto sconcertanti, certi biofisici russi hanno emesso un'ipotesi che non è da meno. Tutti gli esseri viventi, dicono, avrebbero in loro una sorta di "doppio" energetico della stessa configurazione dell'organismo cellulare, ma indipendente da questo ultimo. E questo doppio sarebbe fatto da particelle ionizzate comparabili al plasma gassoso prodotto dalle reazioni termonucleari - questo stesso plasma si ritrova nella corona solare!... Sono là, per il momento che pure speculazioni che hanno tuttavia il merito di dare da riflettere sulla complessità di queste realtà che si tende a battezzare un pò troppo rapidamente e troppo schematicamente "spirito" o "materia" ("vivente" "inerte"), come se si trattasse di entità perfettamente distinte e definibili. Forse i progressi della biofisica permetteranno, un giorno, di trovare la chiave del psichismo nei fenomeni di ionizzazione che si producono su un piano e secondo i meccanismi di cui si ignora ancora tutto. E se questo fosse vero , gli enigmi della parapsicologia  sarebbero spiegati, a cominciare dalla telepatia. Ma non anticipiamo e ritorniamo alle certezze della scienza attuale, in particolare all'aura di cui l'origine rimane misteriosa, ma sulla cui esistenza non c'è più dubbio. Ed interroghiamoci, adesso, sulla terza parte della domanda inizialmente posta.

 


 
IV) UN QUESTIONE DI CONI E DI BASTONCINI?  
 
Perché, difatti, certe persone vedono questo alone luminescente che rimane invisibile ad altri? Sono veramente dei medium extralucidi? Non può trovarsi una spiegazione più semplice a questo dono che porta, tutto sommato, su un fenomeno considerato adesso come naturale, anche se rimane ancora inspiegato? Una risposta affermativa a questa ultima domanda non sembra escludere niente, soprattutto se si riferisce agli insegnamenti della zoologia.  
 
Si sa che i felini ed i rapaci notturni localizzano le loro prede con una facilità stupefacente nell'oscurità. Certo, questi animali hanno l'udito fine, la sensibilità tattile molto evoluta e nel più dei casi, l'odorato sottile. Tuttavia, numerose osservazioni hanno provato che, nella maggior parte di queste specie, la vista continuava a giocare un ruolo primordiale anche mezzo alle più profonde tenebre, là dove le bestie dalle abitudini diurne non vedono rigorosamente più niente. Ed  sembrerebbe che ciò che il loro occhio capta allora sia precisamente l'irraggiamento infrarosso degli altri esseri viventi, cioè la loro aura. I risultati di certe esperienze tendono a confermare questa ipotesi. Così, nella notte più nera, un rapace si precipiterà da lontano su un topo silenzioso ed immobile ma vivissimo, mentre non produrrà alcun movimento in direzione di un pezzo di carne delle stesse proporzioni e situato alla stessa distanza, cibo che non ha tuttavia abitudine di disdegnare, ma che non vede nella notte per il fatto che si tratta di una carne morta di cui l'irraggiamento "si è dunque spento" .  
 
Esaminiamo adesso gli occhi di questi notturni al microscopio . Si constata che la loro retina non è composta da cellule a forma di coni, cellule che permettono di distinguere i colori,; e per questo fatto, questi animali sono completamente daltonici. La loro retina è in compenso, molto ricca in bastoncini, elementi sensibili all'intensità dei raggi luminosi; e più ci sono bastoncini in un occhio, più questo è atto a percepire una luminescenza anche molto debole o situata nella gamma delle lunghezze d'onda che sfuggono ai coni. Ora, la composizione della retina umana è molto diversa. Tutto il suo centro è occupato dai coni, dei bastoncini si trovano confinati alla periferia. Da questo la sua attitudine a distinguere i colori, salvo anomalia, ma anche la sua inferiore sensibilità alle radiazioni di frequenza poco elevata, cioè ai raggi infrarossi dello spettro.  
 
Partendo da queste constatazioni, alcuni hanno emesso l'idea che certe persone potrebbero avere in qualche modo degli occhi "misti", dove la proporzione come la ripartizione dei coni e dei bastoncini raggiungerebbe un equilibrio raro che permette allo tempo stesso la percezione dei colori e quella dei raggi infrarossi. Ci sono molte persone che, come il cane, sentono gli ultrasuoni impercettibili da un orecchio umano normale. Perché non potrebbero essercene che siano eccezionalmente dotate sul piano della visione, al punto da essere capaci, come i predatori notturni, di vedere l'aura degli esseri viventi? L'occultismo raggiunge del resto la scienza su questo punto . Difatti, la maggior parte dei trattati in materia precisano che, per cercare di vedere l'aura, occorre:  
 
1, - immergere il locale nella penombra, affinché la luce "normale" non veli i raggi infrarossi e non monopolizzi l'occhio.  
 
2, - tenere gli occhi socchiusi (ciò che attenua la percezione dei colori e dei contorni netti).  
 
3, - girare la testa in modo che l'immagine della persona di cui si vuole vedere l'aura colpisca l'angolo dell'occhio (ora, l'abbiamo visto, è nel bordo della retina che la concentrazione dei bastoncini è più forte).  
 
Certo, anche rispettando scrupolosamente queste consegne, la maggior parte delle persone non vedranno niente, se non, forse, qualche chiarore generato dall'immaginazione sotto l'effetto dell'autosuggestione. Ma gli individui forniti di un "occhio di gufo" e dunque teoricamente sensibili all'aura, questi individui, sempre che esistano, possono trarre solamente profitto da tali raccomandazioni, perché favoriscono  la visione delle onde luminose di debole frequenza.

 


Lo studio obiettivo del fenomeno dell'aura e della sua eventuale percezione, fu condotto su una minoranza di persone dotate di una vista suprasensibile per chiedere se la scienza non sarà in grado, un giorno, di rendere conto di tutti gli enigmi che sembrano appartenere, per il momento, alla sola parapsicologia ,all'occultismo ,  o al soprannaturale.

 

 Lo si penserebbe più volentieri di altre manifestazioni psichiche, un tempo considerate come misteriose, che hanno trovato a loro volta una spiegazione  soddisfacente per  la ragione. È il caso, in particolare, dell'ipnosi, fenomeno sul quale torneremo molte volte.  
 
Ciò che segue, completa l'esposizione e proviene da un libro di T. Lobsang Rampa, "i segreti dell'aura". Non gli attribuisco che un'importanza molto relativa. Mi sembra che questo scrittore approfitti dell'infatuazione per gli argomenti paranormali. È molto prolifico ed il suo stile è abbastanza elementare.  
 
Ho letto il testo e penso che ciò che ne rimane resta valido. Abbiamo detto, che il corpo è avvolto dall'étereo. Ma al di là, c'è l'aura che gli è simile, nel senso che è anch'essa di origine magnetica, ma la somiglianza si ferma là.  
 
L'aura presenta i colori del super-io, indica se una persona è spirituale o carnale, se è in buona salute o malata. Tutto si riflette nell'aura che è lo specchio del super-io, o dell'anima. In questa aura, possiamo vedere la malattia, la salute, il fallimento o il successo, l'amore o l'odio. È senza dubbio preferibile che, oggigiorno, poche persone abbiano il potere di distinguere le aure perché, alla nostra epoca, è ahimè troppo ricorrente cercare di trarre vantaggio dagli altri e l'aura tradisce tutti i pensieri, buoni o cattivi, riflettendo i colori e le vibrazioni del superego. Sta di fatto che, quando una persona è colpita da una malattia mortale, la sua aura comincia a sbiadire e, in certi casi, sparisce prima che la persona muoia. D'altra parte, in caso di morte violenta mentre la vittima era in buona salute, l'aura si attarda dopo la morte clinica. L'aura sta in effetti all'éterico come quest'ultimo sta al corpo materiale. L'eterico segue il corpo e lo ricopre interamente ma l'aura se ne scosta per formare una specie di conchiglia ovoidale. Può raggiungere un'altezza di 2,50m e anche più, ed una larghezza di più di 16m. Si affina poi così che la sua parte più stretta si trova ai piedi. L'aura è formata dalle radiazioni colorate che partono dalle diverse parti del corpo. L'adagio cinese vuole che "un disegno valga più delle mille parole", anche, per evitare di scrivere queste mille parole, vi presentiamo lo schizzo di una persona di profilo intorno alla quale indichiamo  le linee forza dell'aura e la sua forma generale.  
 
L'aura sale fino agli occhi e c'è poi, ciò che si chiama l'alone propriamente detto, o aureola, di un vivo colore giallo o blu. Poi, in cima, sgorga una specie di fontana di luce che si chiama in Oriente il Fiore di Loto. È un vero arcobaleno e, con un  po d'immaginazione, si può vedere sbocciare il loto a 7 petali. Più la spiritualità di un essere è grande, più l'alone è giallo zafferano. Se una persona ha dei cattivi pensieri, questa parte dell'aura virerà al bruno smorto e sarà incorniciata da questo colore verde-giallo bilioso che rivela la menzogna.  
 
Siamo persuasi che molte persone vedono le aure senza  saperlo.  Occorre dire che tale colore vi va, che non potete portarne altri; istintivamente, pensate che quel colore stona con la vostra aura. È provato anche che si può influire sulla propria salute portando dei vestiti di tale o tale colore. Se ne portate uno che stona con la vostra aura, sarete a disagio, di malumore, finché non vi cambiate. E' lo stesso per l'arredamento della vostra casa e nessuno ignora più che il verde è distensivo, che il rosso irrita.  
 
V) I COLORI DI L'AURA  
 
Ogni nota di musica è una mescolanza di vibrazioni armoniche compatibili con le loro vicine. Quando non lo sono, il suono è falso, agro e sgradevole all'orecchio.  
 
I colori sono anche delle vibrazioni, su un livello leggermente differente del "spettro di percezione umana". Si possono possedere dei colori puri, potenti di cui l'influenza è nobilitata, o dei colori che si urtano e infastidiscono i nervi. Nell'aura umana, esiste un numero incalcolabile di colori e di combinazioni di colori di cui è impossibile dare l'elenco. Ci occuperemo solamente delle principali, ai più forti. I colori fondamentali cambiano secondo i progressi che fa la persona di cui si contempla l'aura.... I colori fondamentali indicano il "fondo" della persona. Le tinte pastello indicano i pensieri e le intenzioni, così come il grado di spiritualità. L'aura turbina e danza come un arcobaleno particolarmente complesso. I colori girano intorno al corpo in spirali concentriche, e scendono anche della testa ai piedi.  
 
Rosso - Un buono rosso chiaro indica il potere diretto verso il bene.... si trova una tinta rossa chiaro bordata di giallo chiaro in quelli che si sforzano sempre di aiutare il loro prossimo. Delle bande o delle radiazioni rosso chiaro che emanano da un organo indica che questo organo è in  salute eccellente. Un brutto rosso, troppo scuro, o smorto, indica il cattivo carattere, la cattiveria. Il soggetto è irritabile, fellone, cerca di approfittare degli altri. I rossi smorti rivelano invariabilmente l'eccitazione nervosa.  
 
Aranciato - L'arancio è una variante del rosso ma gli accordiamo una classificazione particolare perché certe religioni dell'Oriente considerano che l'arancio è il colore del sole e gli rendono omaggio....
Segno di bontà.... Giallo arancione: padronanza di se...  
 
Giallo - Giallo dorato:  alta spiritualità.... Giallo vivo: onestà.... Brutto giallo: codardia.... Giallo rossastro: timidezza e volubilità.... Giallo fortemente tinteggiato di rosso: complesso di inferiorità...  
 
Verde - colore della guarigione, dell'insegnamento, della crescita fisica. Molto verde: compassione, grande bontà...  
 
Blu - Colore del mondo spirituale, delle facoltà intellettuali....
Blu luminoso: vigore.... Blu pallido: indecisione.... Molto scuro: segno di sforzi e di progressi...  
 
Indaco e viola - Segni delle profonde convinzioni religiose...  
 
Grigi - Trasformatore dei colori che non significa niente in se.... Grigio che invade: debolezza di carattere e di salute.... Bande grige: malattia.  
 
In conclusione, l'aura esiste, e per percepirla si offrono, per il momento due possibilità:  
 
- 1) Nello stato di veglia, sotto certe condizioni, questa facoltà è riservata ad alcuni che, senza essere una élite, possiedono delle facoltà eccezionali permesse grazie ad una conformazione particolare della loro retina.  
 
- 2) Nello stato di sonno, quando lo spirito umano si libera; alcune possibilità sono offerte all'uomo che non ha finito di interrogarsi sugli enigmi del suo spirito.  
 
Resta beninteso che c'è tanto da sviluppare sullo spirito umano e suggerisco a  tutti di sviluppare altri elementi, tutti  affascinanti quanto l'aura, se non di più. Ritorneremo più tardi su questo argomento. Che ciascuno mediti e si documenti fino a quel giorno.  
 
Cerchiamo oggi di proseguire la nostra comprensione dell'uomo orientandoci sulle basi della medicina cinese. I cinesi considerano che la vita dell'uomo è trattenuta ed animata da un'energia immateriale, chiamata energia essenziale e da un'energia di natura materiale che è il sangue. Parimenti, accettano due origini dell'energia: l'ereditaria e l'acquisita.  

 

 

 

 

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Mercredi 2 avril 2008
Il dizionario ci dice:
 
Perfettibile: Ciò che è suscettibile di perfezione, di migliorarsi. Ciò rievoca il cambiamento, il passaggio da un punto, da un piano al successivo, del meno verso di più, dal male verso il bene, dlla materia verso lo spirito.
 
La società nella quale viviamo, sembra non credere nella perfettibilità dell'uomo. sempre più presto, sempre più giovani, i nostri bambini sono sottomessi ai test di intelligenza nelle scuole pubbliche. Si tratta, ci dicono, di scoprire gli eventuali ritardatari, per venirloro in aiuto, e ciò è probabilmente vero, ma si tratta anche e soprattutto di procedere agli orientamenti in vista di soddisfare ai bisogni dell'industria negli anni che corrisponderà alla loro inserzione nella vita professionale. Il valore di questi test non è, lo vediamo,cosi innocente , poiché il risultato finisce in effetti ad una dicotomia senza limiti, ai blocchi che non tengono assolutamente conto del parere e del desiderio profondo del bambino. Nel migliore dei casi, si accorderà al bambino di ripetere la sua classe, se l'anno è stato cattivo, ma alla fine del ciclo scolastico, c'è inserzione nella vita sociale e professionale. Il sistema dei test di intelligenza è all'opposto di una concezione evolutiva dell'uomo e della società: se a tale età si è "ciò", più tardi bisognerà fare "ciò" e non altro. Dunque, bisogna "orientare", (non si vede bene come c'entra l'Oriente in tutto ciò... ").  

La nozione di perfettibilità che c'è cara presuppone nell'uomo tutto un ventaglio di possibilità che possono rivelarsi a qualsiasi momento della sua esistenza, e si arriva al concetto di dualità di cui gli elementi estremi sono riuniti da un'infinità di sfumature intermedie, come il raggio di luce, decomposto dal prisma, lascia vedere tutta la gamma dei suoi componenti.  
Secondo la Tradizione, l'uomo è di essenza divina, e, come la carpa risale verso il luogo della sua nascita, la sua missione è di risalire verso il suo creatore. L'albero di vita kabbalistico che è una rappresentazione poetica della creazione, mostra l'avanzamento da seguire: caduto nella materia (Malkuth), l'uomo deve risalire, tendere verso Kether per vedere la luce di Ain-Soph.  
L'uomo-materia, brutale, grossolano, meccanico, si oppone così all'uomo-spirito sottile, leggera, aerea, dotato di tutte le possibilità e di tutte le potenzialità.  
Baudelaire, il poeta maledetto, non crede in questa possibilità di riscatto e affonda l'uomo in una mediocrità senza illusione e senza speranza, quando scrive nella sua prefazione ai Fiori del Male:  
"La stupidità, l'errore, il peccato, la lesina  
Occupano i nostri spiriti e lavorano i nostri corpi,  
E noi alimentiamo i nostri gentili rimorsi  
Come i mendicanti nutrono il loro parassiti."  
Visione tetra, disperata ed esasperata del genere umano, non priva di una certa verità del resto, ma proposto inaccettabile per l'iniziato per il quale, la perfettibilità è giustamente, semplicemente una qualità fondamentale della natura umana e della natura!  
L'uomo di perfezione deve essere l'alchimista della sua propria materia, il sarto della sua propria pietra. Pietra grezza, in partenza, mezzo-angelo, mezzo-demonio, deve operare un lento lavoro di lucidatura per cancellare le asperità originarie, e lentamente, con grande industria, separare il sottile dallo spesso, grazie al mazzuolo della volontà ed allo scalpello del discernimento, nella rettitudine conferita dalla squadra.  
Un certo numero di picchetti segna questa evoluzione a'oscurità verso una luce incerta ma probabile.  
C'è prima il "Conosci te stesso" della scuola socratica. Senza conoscere sé stesso, senza avere preso coscienza delle sue potenzialità e delle sue insufficienze, niente è possibile solamente un sviluppo lineare della sua personalità. La conoscenza di sé fornisce un inventario degli attrezzi di cui si dispone per agire su di Sè.  
Il compagno costruttore, prima di cominciare la realizzazione del lavoro, sceglieva con la più grande cura i materiali necessari alla sua costruzione. In più, fabbricava gli attrezzi di cui era il solo a usare.  
È difficile fare da solo la sua propria conoscenza: un sistema dato non può fare riferimento a sé. Bisogna  dunque utilizzare questo specchio che rappresenta l'altro o gli altri, che svolgono un ruolo primordiale in questo passo. Ci si contempla, si esamina, si scruta attraverso l'altro, e per l'altro. di conseguenza, giochiamo il ruolo inverso per l'altro che si contempla, si  esamina, si scruta attraverso noi. C'è creazione di una dinamica dell'evoluzione.  
Il lavoro per conoscere sé stesso è un campo di investigazione infinita ed anche un duro, durissimo lavoro. La natura è fatta così che la forza dell'abitudine, questa seconda  natura, si oppone, a priori, ad ogni tentativo per modificare un ordine stabilito in sé, o fuori di sè.  
Non bisogna bruciare le tappe, bisogna partire per arrivare, bisogna essere "Initiatus" (Vedere Nota I), avviarsi.... Certi credono in ogni buona fede che sono arrivati  molto vicini al traguardo, mentre non hanno percorso ancora la prima tappa, o calpestano credendo di correre.  
C'è una differenza enorme tra le manifestazioni obiettive di un fenomeno ed una qualsiasi proiezione fantasmatica gratificante.  
Non bisogna nutrirsi di illusioni. Queste sono come le sirene che tentarono Ulisse durante il suo viaggio iniziatico: ha superato la prova solo grazie alla forza della sua volontà, ed al suo desiderio di vedere la Verità e non le manifestazioni menzognere della sua immaginazione.  
L'uscita della coscienza obiettiva nella materia che sommiamo, è lunga ad effettuarsi, e non può effettuarsi che a certe condizioni (Vedere Nota 2).  
Questa coscienza deve prima mostrarci come siamo, senza illusioni particolari, senza maschera e senza neanche disperazione . Ora la nostra vita è fatta di illusioni che costituiscono dei parapetti stabiliti dal nostro desiderio di esistere con la migliore ottica di noi stessi.  
Un filosofo sconosciuto ha scritto:  
"Tale o tale dilettante di vita spirituale che crede percorrere una strada importante verso la liberazione, si trova in realtà, profondamente e sempre più legato e soggetto ai poteri che è incapace di riconoscere. Bisogna ben dire che chi pretende ad un grado apprezzabile di realizzazione metafisica, e che, allo stesso tempo, si mostra incapace di riconoscersi nel mezzo dei poteri cosmologici in azione nelle collettività umane, sbaglia assolutamente sul suo proprio stato; perché la strada della metafisica passa dal fisico (vedere Nota 3); e se la conoscenza corretta ed un atteggiamento corretto in ciò che riguarda il fisico, non sono cose da ricercare come un bene assoluto, invece il loro possesso è la testimonianza ed il segno che si è in un campo infinitamente superiore. Cosi è per certi che si credono liberi delle contigenze fisiche e cosmologiche di diversi ordini, semplicemente perche ignorano la natura e la portata dei legami con i quali queste contigenze li assoggettano"., Apparso su Studi Tradizionali di Marzo 52.
 
Più generalmente, aspettiamo di uno o degli insegnamenti che risolvono i nostri problemi; immaginiamo che disporreremo di mezzi magici per occuparci delle nostre depressioni, delle nostre condotte aggressive, dei nostri blocchi di ogni ordine, ivi compreso sessuali. È ovviamente molto deludente, molto frustrante di rendersi conto che se l'insegnamento ci dà degli elementi, o un metodo, siamo soli, di fronte a noi stessi per applicare il metodo o per utilizzare gli elementi che ci mette a disposizione.
 
L'unica via di partenza è, bisogna ripeterlo: conoscere sé stesso.  
Ma cos'è questo sè, cos'è l'uomo?
 
Per prima è una materia organizzata che ha al minimo 4 miliardi di anni di esistenza e che, attraverso le mutazioni successive è arrivata a noi. Dire che siamo solamente della materia sarebbe mentire. Siamo anche un spaventoso complesso di reazioni nervose al difetto dalle quali si stabiliscono dei collegamenti neuro-corticali, questi raggiungendo, al istante "T" la scelta di Una possibilità "tra  miliardi" di realtà al mondo ed all'universo che ci circonda, e di cui facciamo integralmente parte, e dunque la scelta di un modo di essere e di agire!  
Non è stupefacente che si qualifichi, in queste condizioni, il nostro mondo come "relativo."  
Non è stupefacente, neanche, che si possa sbagliarsi sulla sua interpretazione. È ciò che è denominato comunemente: il "diritto all'errore."  
Dei collegamenti e dei legami creati, risulta tutta una rete di sentimenti apprezzativi delle situazioni, macchiati spesso di errore perché di tutti gli elementi disponibili  vediamo e consideriamo solo un infima parte.  
  L'uomo che  scopre sé stesso scopre tutto ciò da sé, per la sua propria e libera volontà. Impara a diventare prudente nella  scelta e la portata dei suoi giudizi, comincia a fare l'esperienza della vita con un sguardo nuovo. Si accorge che il suo risveglio non può essere condizionato dal sogno e l'illusione. tende verso il limite superiore delle possibilità che gli sono state date con la nascita, ed  tende a realizzarle avanzando consapevolmente nell'ignoto.  
    Comincia ad accorgersi che la sofferenza non è obbligatoriamente nemica del suo progresso e comincia ad accettarla come tale. Prende coscienza che è abitato dalle "cose" che lo preoccupano e che potrebbe chiamare le sue "nevrosi fondamentali". apprende che queste nevrosi, potrebbe accettarle meglio, dominarle e sfruttarle per se stesso e per la collettività, impara la tolleranza verso i suoi Fratelli nell' umanità e verso i suoi Fratelli in iniziazione, ed  si ricorda di questa frase del Saint Exupéry che orna il frontone della Loggia del Grande Oriente diFrancia:
       "Se sei diverso dda me, Fratello mio,lontano da ledermi, mi arricchisci"...
 
La Verità non è del mondo degli uomini. A fortiori del mondo di un solo uomo.  
Ragruppandosi, saldati dall'appartenenza comune alla stessa associazione costituita sotto gli auspici della Fraternità universale, moltiplichiamo le probabilità di avvicinarlo da più vicino, ciò corrisponde più esattamente al passo matematico che consiste nel fare apparire i risultati significativi in, (o a partire da), la enesima decimale.  
Per meglio disfarli, bisogna imparare a vivere con ciò che siamo, ossia: le nostre paure nascoste, le nostre autoillusioni, i nostri giochi nevrotici,; non vediamo di noi che la cima dell'iceberg, il resto merita anche tutta la nostra attenzione!  
Conoscendoci, re-conoscendoci, ci sarà allora più facile fare intervenire i veri mezzi del nostro progresso: la Tolleranza e l'amore dell'altro senza il quale, in fin dei conti niente è possibile nel referenziale che è il nostro, per la buona, e semplice, eeccellente ragione che l'uomo è innanzitutto un "animale sociale." 

   Imparare a tollerare sé stesso costituisce già un progresso considerevole quando si considera che l'odio dell'altro è a prima vista l'odio di sè.  
   Imparare a tollerare l'altro,  significa  imparare a tollerarsi sé stesso,  è accettarsi come si è e non come si vorrebbe essere,  è stabilire con sè e con l'altro un contratto di non giudizio,  è rispettarsi come opera imperfetta ma tuttavia compiuta della natura sul punto di progresso. Amare ne consegue direttamente, ed il vero Amore è un puro prodotto dell'intelletto e della sfera spirituale, abbandonando tutte le co-notazioni torbide che ci vengono della nostra natura animale. In queste condizioni  avviciniamo l'ideale, cioè avendo fatto astrazione di ogni aggressività malsana, Fraternità ed Amore; in un luogo sacro, il Tempio,la Loggia, può allora cominciare il vero lavoro: l'esercizio delle virtù. Virtù tramandate da un altro, virtù di un rituale, virtù di una comunione di pensiero, virtù di una discussione, virtù di un égrégore, o virtù emanando della sua propria persona, della sua propria concezione del Bene, tutto ciò tende, in fin dei conti, a renderci migliore, a "ammorbidirci il cuoio", ad aprirci al mondo manifestato.  
Ricordiamoci di questo grande iniziato che fu  il Maestro Kong Fu Tzeu (Confucius): "La virtù è più necessaria al popolo dell'acqua ed il fuoco. Ho visto degli uomini perire camminando nell'acqua o nel fuoco. Non ho visto mai nessuno perire camminando nella via della virtù."  
O ancora: "Il Maestro dice: "Iou, conoscete le sei parole, le sei virtù, ed i sei numeri, i sei difetti, nei quali casca  chi vuole praticare queste sei virtù e non cerca di conoscerle bene?  
Tzeu Lou Iou, alzandosi, rispose: "Non ancora."  
"Siedetevi, riprese Kong Fu Tzeu, ve li dirò:
Il difetto di  chi ama  mostrarsi benevolo, e non ama apprendere, è la mancanza di discernimento.
Il difetto di chi ama la scienza, e non ama imparare, è di cadere nell'errore.
Il difetto di chi ama mantenere le sue promesse, e non ama  imparare, è di nuocere agli altri, ( promettendo loro o accordando loro cose nocive).
Il difetto di chi ama la franchezza, e non ama imparare, è di avvertire e di riprendere troppo liberamente senza rispetto per le persone.
Il difetto di chi ama  mostrare coraggio, e non ama imparare, è di turbare l'ordine.
Il difetto di chi ama la fermezza di anima, e non ama imparare, è la temerarietà."  
Imparare sembra essere la parola d'ordine dell'insegnamento di Kong Fu Tzeu.  
Per migliorarci c'occorre imparare. Bisogna imparare a comunicare con noi stessi prima di tutto, ristabilire un legame rotto forse dalla più tenera infanzia, tornare alle sorgenti, alle nostre sorgenti.  
Ci ricordiamo del materiale di meditazione fornita dalla nostra Sorella Anne Benoist di Azy? Questo non era forse un invito, attraverso l'abbandono dei riferimenti al nostro mondo conosciuto, ad un ritorno all'unità primordiale dell'individuo? Bisogna sapere, al momento giusto, tutto dimenticare, ritrovare sé stesso, per, a partire dall'esperienza accumulata, rifare un mondo nuovo.  
Si dice dell'amore che sposta delle montagne. C'è qualche cosa di più forte, di più significativo che fu proferito da quando l'uomo è l'uomo.  
Il Cristo diceva: "Lasciate venire a me i  bambini."  
Questa frase, contrariamente all'evidenza non è forse cosi semplice da interpretare. Si tratta dei piccoli dell'uomo, o di adulti che hanno saputo ritrovare l'innocenza della gioventù, dell'infanzia?  
La scelta è fatta velocemente. Ritorniamo alla perfettibilità.
 
L'uomo è perfettibile? Sì, a certe condizioni, saremmo tentati di rispondere.  
 Deve volerlo, sembra essere la prima condizione.  
Poi che abbia il desiderio di lavorare su di sé, anche se il prezzo da pagare è considerevole, anche se gli occorre investire nella sofferenza. (Fisica, morale, individuale o collettiva).  
Che vada in un ambiente favorevole al risveglio ,  in un luogo Sacro e consacrato dove regnano la Fraternità, l'amore e la Benevolenza.  
Che non abbia il timore di rivelarsi com'è coi suoi difetti e le sue qualità, solo queste ultime sono interessanti per la collettività, ma i primi, i difetti, sono indispensabili per servire di "rivelatore" all'insieme dei Fratelli.  
Che prenda coscienza che nessuna missione importante gli sarà affidata finché non  avrà separato il sottile dallo spesso, finché non avrà preso atto di ciò che è.  
Il resto andrà da sè. Sarà Adeptus per tanto? Chi può rispondere? Chi non può rispondere?  
Una conclusione s'impone:  
Chi pensa avere trovato, è pressappoco sicuro, non di ingannare gli altri, ciò non è molto importante, ma di sbagliarsi sé stesso, ed è molto più grave.  
  Chi cerca e ricommincia cento volte , quello avrà una piccola opportunita di arrivare, nei limiti infimi che gli sono stati dati.  
Ma, come si dice: "Non è necessario sperare per intraprendere, né di riuscire per perseverare."  
NOTE  
I, René Guenon scrive, nella rivista il Velo "di Isis" Marzo 1933: , riportato da Claude di Ygé nella notizia raccolta dei filosofi chimici.  
Non c'è  iniziazione senza riti speciali ed appropriati. L'iniziazione, difatti, non è come nelle realizzazioni mistica, qualche cosa che cade di al di là delle nuvole, se si può dire, senza che si sappia né come né perché; riposa, al contrario su delle leggi scientifiche positive e su delle regole tecniche rigorose; non si saprebbe insistere troppo su questo per scostare ogni possibilità di malinteso sulla sua vera natura."  
2, la purificazione col fuoco - che non è solamente un simbolo immaginoso - faceva parte delle antiche iniziazioni. Il neofita doveva provare che aveva dominato totalmente la sua propria materia camminando su un letto di braci o di pietre portate al rosso scuro, 800 gradi C.. Questa usanza si perpetua in certe tribù dell'Africa oggigiorno ed in certe contrade delle Indie. L'alchimista non "copia"  ciò sottomettendo la materia  prima alla prova del fuoco (segreto), dopo l'aver ridotta in polvere fine?  
3, in altri termini, inutile  volere migliorarsi senza passare dallo stadio intermedio ma necessario della responsabilità, responsabilità alle cose del nostro mondo innanzitutto. A mio senso, è meglio un uomo poco dotato per le domande filosofiche ma che assume totalmente le sue responsabilità di padre e di capofamiglia che l'inverso...  
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