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Legge di Ermete

  CERCATORE,
la legge di Ermete come quella di Amra  ti da l'obbligo morale di ritrasmettere quello che hai capito della Via; Ogni volta condurai un fratello, una sorella sulla via dell'iniziazione, sarai artigiano della Grande Opera, compagno sulla via delle stelle, artigiano  dell'opera spirituale che portera alla fine  del carma individuale quanto collettivo

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Jeudi 31 mai 2007

 Il Signore si è fatto conoscere col nome Adonaï che ha potere creatore e che è rappresentato dal tétragramma il cui valore è 26                                                                          

La mistica ebraica radicalizza il suo pensiero nella formula "il Santo, che sia benedetto,e la sua Tora fanno solamente Uno". Tutto parte da un testo e tutto riporta ad un testo dove si trova verità e regole di vita e dove si afferma il potere della parola e dell'esegesi. Dio resta in ritiro, è una voce che si rivela ad Abramo, Isaco e Jacobe. Per Mosé, Dio si rivolge al popolo, ma è sempre una voce ed i testi sottolineano "e tutto il popolo vive le voci" (Esodo 20-15), che i commentatori spiegano come la visione del testo rivelato.  

  È tramite questo testo che l'uomo impara a conoscere Dio.                                                           Secondo questo racconto, Dio crea l'ordine del mondo con un posto per ogni cosa, un posto che si rispetta per ragioni di equilibrio, e questo Dio si chiama Elohim, creatore del cielo e della terra. 

     Tuttavia, cercare di capire Dio,  è cercare di capire il modo originale con quale l'infinito entra in contatto con il finito ed il Divino con gli uomini, ed il giudaismo possiede dei multipli modi di dire il divino che non è equivalente. 

     Così Dio si è fatto libro, si potrebbe pensare che si propone  alla finitude a meno di rendere al testo il suo statuto di infinito. La kabbala ci pensa accettando tutti i mezzi alla nostra portata per dargli un senso. Così, non si tratta di capire meglio il testo o di capire meglio Dio, ciò che sarebbe un modo di adeguarsi e di rinchiudere l'infinito, ma di interpretare in modo tale che la parola contenuta sia capita al plurale.. e questa pluralità diventa libertà, e la lettura l'attività essenziale dell'ebraico.    

Per i kabbalisti, le lettere dell'alfabeto sono una via reale verso la sorgente sacra, il nocciolo della lingua ebraica è espresso dai differenti nomi di Dio ed in modo essenziale dal Tétragramme. La Tradizione kabbalistica rivela dieci nomi di Di

Yhvh non si pronuncia, è il nome ineffabile, appare in un contesto dove Dio si manifesta secondo l'aspetto di generosità e di compassione 

 Adny si pronuncia Adonaï che è la forma sonora di Yhvh

Yah derivato dal tétragramma, presente in alleluya, formato da due lettere, lo Yod maschile e l'Ehi femminile rappresenta la forza dell'unità in seno alla coppia, dei mondi dell'alto e dei mondi del basso, del cielo e della terra. 

El, significa Dio e anche verso, e viene spesso in compplemento di un altro nome divino 

Eloha derivato del precedente  

Elohim Dio della creazione, manifestazione delle forze della natura. 

Ehyeh nome di Dio che si manifesta la prima volta a Mosé, il cespuglio ardente, 

 Shaddaï, regola l'equilibrio delle forze della natura tra disordine ed organizzazioni    El Chaddaï derivato del precedente  

Tsévaot Dio degli eserciti, non militare ma esercito degli angeli delle sfere celesti organizzate in campi e legioni. Anche armata  delle lettere dunque manifestazione del divino nei testi. 

       A titolo di esempio, diversi approcci del Tétragramma che non svelano il "segreto" ma che mettono in evidenza che c'è infatti un segreto. 

Approccio geometrico : un'interpretazione del Tétragramma dice che la sua scrittura sarebbe il risultato della storia del punto primordiale.  Evolvendosi, il punto Yod diventa linea Vav e piano Dalet eccetera.. Così, il primo Ehi può analizzarsi come insieme di un Dalet e di un Vav mentre il secondo Ehi giudicato differente, (secondo I. Louria), come insieme di un Dalet e di un Iod. Il Tétragramma diventa allora movimento di un punto che torna al punto. Il Nome si ritira in  

= Yod     1° Ehi                                              Y H V H      

= Vav      2° Ehi 

= Dalet 

mentre si dà e la relazione a Dio si afferma irriducibile alla sola conoscenza e conserve la sua trascendenza. Il Tétragramma  rinvia a nient'altro che a Se stesso né ad un'altra realtà che sarebbe Dio. 

Approccio matematico: Il tétragramme possiede un guematria di 26  

Y H V H = 10 + 5 + 6 + 5 = 26 

Facendo astrazione delle riflessioni degli scienziati, del teorema di Fermat e dei lavori di Singh, notiamo semplicemente che il 26 è unico nell'universo matematico, si trova tra 25 = 5x5 e 27 = 3x3x3 ed è   il solo caso di una cifra tra un quadrato ed un cubo. Il 26 è dunque una dimensione diversa  di una superficie o di un volume, e trovandosi tra i due, una dimensione che permetterebbe di passare del piano al volume, una quarta dimensione che permetterebbe di passare dalla seconda alla terza. Non può trattarsi del tempo che è necessario per passare dal punto (dimensione 0) alla linea (dimensione 1) o dalla linea al piano (dimensione 2) 

Approccio dinamico, combinandosi, le quattro lettere del Tétragramma Y H V H scrivono Hvh, Hyh, Yhh , cioè  il presente Hoveh, il passato Hayah ed il futuro Yeheh. Il Tétragramma apre agli buchi dimensioni del tempo, essere, esser stato ed dover essere. Il Tétragramma stesso è solamente un presente fallito o coagulato nel presente della sua enunciazione. Ecc……….. 

Pierre

par Marie de St Clair publié dans : INSEGNAMENTO communauté : Esotérisme et Spiritualité
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Mercredi 30 mai 2007

 

Ecco alcune riflessioni che possono adattarsi a quest'avvenimento. Non c'è vera vita senza sofferenza. All'indomani dell'adolescenza, c'occorrerà subire le prove dell'esistenza senza scegliere la facilità. Dio non  è separato  dalla vita e della materia universale sempre animata. La coscienza di Dio è l'insieme delle leggi universali, l'unità essendo la legge dominante,: Unità Forza, Unità materia. La legge è basata su delle verità eterne. 

Riflettiamo sulla nostra ignoranza. Come capiremmo i fatti spirituali del Signore, quando non capiamo neanche il mistero di un ramoscello! La nostra intelligenza o il nostro ragionamento non possono afferrare ciò che solo, Lui, sa.Per questo dobbiamo offrirgli la nostra anima ed il nostro essere. Siamo una cellula dell'anima cosmica, ma questa cellula contiene le tenebre e la luce e hanno la stessa sorgente. I testi sacri e l'insegnamento del vostro istruttore vi aiutano. Vi mostrano la Via ma niente sostituirà il vostro lavoro spirituale che vi porterà alla vostra espressione.... Poi potrete insegnare e trasmettere alla vostra volta, perché la parola è l'anima della creazione. Tutte le tradizioni lo riconoscono. 

L'uomo è portato a colmare il tempo, a dividerlo ed ad apprezzarlo nella sua unità irreversibile. Per la sua essenza interiore e per la sua anima, l'uomo collega il tempo all'eternità, non sprecatelo in pensieri vani ed inutili. 

Non credete che ciò che si chiama la "cultura" intellettuale libresca ed anche scientifica vi darà il senso della vostra vita. Occorre trovarlo in noi con la riflessione e la meditazione. Ricercate in voi l'espressione del simbolo che è nella nostra coscienza. Penetrate nel silenzioso santuario del vostro cuore, del vostro io e l'universo si trasformera.... Il tempo e lo spazio non saranno più che un'unità, Siate nel silenzio e pregate per sciogliervi nell'eternità.... Una parola, un'idea, può a questo momento farvi lasciare le tenebre dell'illusione per la Realtà. Il silenzio interiore contiene la totalità della vita. I nostri pensieri possono andare verso le anime dei nostri antenati come verso la nostra anima, nel passato delle nostre vite anteriori, ma non bisogna essere abitato da questi ricordi talvolta lontanissimi  e che possono fare soffrire.... 

Bisogna cercare la vita nella serenità e dirsi che dopo la morte, la distruzione, il terrore, il sole ritorna portando la consolazione e la speranza. 

Apriamo il nostro cuore... prendiamo il tempo d'imparare  l'altro, nostro fratello in umanità.... le anime si rinchiudono sempre più nel loro vestito di pietra senza ascoltare l'altro... invece di ascoltare la voce del silenzio e di mettere la vostra anima in armonia con lei perché... nella pace del cuore umano si nasconde il pensiero divino. 

Bisogna aiutare gli uomini ed i popoli a disfarsi del loro proprio esilio di cui non sono neanche coscienti. 

Bisogna avere la concezione della libertà, della personalità umana e della necessità dell'equità sociale. Bisogna fare prendere all'uomini coscienza delle loro radici cosmiche così spesso responsabili dei loro pensieri o i loro atti. Per ciò occorre molto amore altruistico. 

La parola silenziosa che progettate nell'anima di un essere crea una vibrazione in sfere diverse dell nostro eintendimento umano. Questa parola nata nelle profondità segrete del nostro inconscio, poi, progettato nell'inconscio del partner gli rivelerà delle conoscenze senza riferirsi ad un avvenimento, e modificherà il suo psichismo. 

L'istruttore penetra le profondità divine per trasmetterle al discepolo, per dargli un impulso. Ripeto che per questo, occorre molto amore. 

Perché è nell'amore vero privo d'ogni pensiero egoista e con l'amore solo, che l'essere sospende un momento l'angoscia della condizione separata. L'essere non può realizzarsi  pienamente se non ha amato e se non è stato amato. Nel dono dello scambio si opera una trasformazione degli esseri . Spesso la contraddizione è nell'essere, può essere affascinato da "l'altro", ma fugge; amare con fervore ma custodire in se una paura.... è nell'intériorità del suo Se che capirà.... farà la trascendenza del Se. Quando qualcuno vi dice "ho fallito nella mia vita" , il più delle volte si può tradurre  ho mancato  d'amore perché non ne ho dato abbastanza. Questa persona  potrà fare entrare in  depressione o essere pessimista  solamente perché sentirà l'angoscia della condizione separata. Per sfuggire a questa angoscia, si butera negli amori fisici superficiali che gli daranno solamente una tregua provvisoria, un'illusione di cui non sarà soddisfatto, perché per essere soddisfatto in una forma di amore, bisogna dare la totalità del suo essere, spirito, corpo ed anima. 

Lo spirito è una parte integrante dell'universo. Quando l'intériorizazione è profonda  automaticamente c'è un'elevazione di livello nella scala dei valori . L'amore è intériorita, una formulazione di un'armonia veritiera in noi che raggiunge la saggezza eterna. Cantano allora in noi le frasi del Cantico dei Cantici. Questo canto eterno dell'amore. Nell'abisso del silenzio, questo canto invoca l'eternità; cancella dall'essere ciò che fu l'apparenza della sua individualità, la sua vita diventa fuori dal tempo e dello spazio nella pace dell'amore. Gli slanci del sacrificio di Se per gli altri, la rinuncia a sé stesso, il dono gratuito e disinteressato di Se porterà l'essere alla sua perfezione. 

par Marie de St Clair publié dans : INSEGNAMENTO
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Mardi 29 mai 2007

 Ho l'impressione che favorendo in me un atteggiamento di resistenza nei confronti delle difficoltà, ho finito per accettare senza protestare molte cose della vita. Questa rassegnazione, la provo come un peso che contrasta i miei sforzi per diventare più vivente nella meditazione. Ciò vuol dire che ho soppresso mio ego e che devo ritrovarlo prima di poter perderlo realmente? osho R. 

  

È uno dei più grandi problemi. Ciò sembrerà molto paradossale, ma è vero: prima di poter perderlo, dovete andare alla fine del vostro ego. Solo un frutto maturo cade sul suolo. Tutto è nella maturità. Il vostro ego, non arrivato a maturità, non può esser abbandonato, non può esser trasformato. E se lottate contro un ego che non è maturo, per distruggerlo e farlo sparire , tutto questo lavoro si chiuderà con un fiasco. E piuttosto che di distruggerlo, lo ritroverete più contorto nei nuovi giri sottili. 

È là una cosa fondamentale da capire bene. L'ego deve esser arrivato in cima, deve essere solido. Dovuto raggiungere una pienezza, solo cosi potete scioglierlo. Un ego debole non può essere sciolto. E ciò diventa un problema. 

In Oriente, tutte le religioni predicano lo stato senza ego, “egoiessness”. Ciascuno in Oriente si oppone fin dal primo giorno all'ego. Quest'atteggiamento d'opposizione fa che l'ego non diventa mai forte, non arriva mai al grado di pienezza da dove può esser abbandonato. Non arriva mai a maturità. Cosi è molto difficile in oriente sciogliere l'ego: è quasi impossibile. 

All'ovest, tutta la tradizione occidentale, in religione come in psicologia, propone alle persone, le persuade di avere un solido ego. Come sopravvivere, difatti, se non avete un ego forte? La vita è una lotta e se siete senza ego, sarete distrutti. Chi resisterà allora? Chi si batterà? Chi rivaleggerà con gli altri? La vita è una competizione continua. Andate fino alla fine dell'ego, dice la psicologia occidentale, abbiate un ego forte. 

È molto facile in Occidente sciogliere l'ego. difatti, quando un ricercatore occidentale arriva a capire che il problema, è l'ego, può farlo sparire facilmente, più facilmente come non importo quale ricercatore orientale. È lì, il paradosso,: in Occidente, si insegna l'ego; in Oriente, si insegna lo stato senza ego. In Occidente, è molto facile fare sparire l'ego; in Oriente, è invece, molto difficile. 

Ciò sarà per voi un compito faticoso;  acquistare prima e poi perdere;  potete perdere difatti solo qualche cosa che possedete. Se non lo possedete, come potreste perderlo? Potete esser poveri solamente se siete ricchi. Se non siete ricchi, la vostra povertà non può avere questa bellezza che Gesù dice; "Siate povero in spirito" la Vostra povertà non può avere il senso profondo che ha per Gautama il Budda quando diventa un mendicante. 

Solo un uomo ricco può diventare povero, perché potete perdere solamente ciò che avete? Se non siete stati mai ricchi, come potete essere poveri? La vostra povertà non sarà povertà che in superficie, non potrà mai esserlo in spirito. Esternamente, sarete poveri ma, in fondo a voi stesso, aspirerete alla ricchezza. Il vostro spirito aspirerà alla ricchezza, questo sarà, un'ambizione, un desiderio tenace, di acquistare la ricchezza. è solamente in superficie che sarete poveri. E forse anche vi consolerete dicendovi che la povertà è buona 

Ma non potete essere poveri, solo  un uomo ricco può esserlo, un uomo realmente ricco. Perché non basta avere solamente delle ricchezze per essere realmente ricco. Potete, malgrado tutto, essere povero. Se l'ambizione è sempre presente, siete poveri. L'importante non è ciò che avete. Se avete abbastanza, allora il desiderio sparisce. Quando possedete abbastanza ricchezze, il desiderio sparisce .La scomparsa del desiderio è il segno che avete abbastanza. Allora, siete ricchi, potete tutto lasciar perdere, potete diventare poveri, potete diventare un mendicante come Budda. E la vostra povertà è allora ricca; allora, la vostra povertà ha il suo regno proprio. 

Ed così è in tutte le cose. Gli Upanishads, o Lao Tseu, o Gesù, o Budda; tutti insegnano che lo scibile è inutile. Essere semplicemente sempre più sapiente non serve a gran che. Non solo ciò non serve a gran che, ma ciò può diventare un ostacolo. Lo scibile non è necessario; ma ciò non vuol dire che dobbiate restare ignorante. La vostra ignoranza non sarebbe reale. Quando avete ammassato abbastanza scibile e che lo rigettate, allora siete arrivati all'ignoranza. Allora, diventate realmente ignoranti come Socrate che poteva dire: "So solamente una cosa: non so niente." 

Questo scibile, o questa ignoranza, chiamatelo come volete, sono totalmente differenti. Sono di un'altra qualità, la dimensione ha cambiato. Se siete semplicemente ignoranti perché non avete acquistato sapere, la vostra ignoranza non può essere saggia, non può essere della saggezza, è solamente un'assenza di sapere. E l'invidia sarà in voi: come  avere più conoscenze? Come acquistare più  notizie? Quando sapete troppo, avete appreso le Scritture, avete insegnato il passato, la tradizione, conoscete tutto ciò che può esser conosciuto, allora prendete improvvisa coscienza della futilità di tutto ciò, prendete improvvisa coscienza che non è dello scibile, è qualche cosa di chiesto in prestito. non è la vostra propria esperienza esistenziale, non è ciò che siete arrivati a sapere. Altri l'hanno conosciuto forse; l'avete raccolto semplicemente. Il vostro raccolto è meccanico. Non è uscito di voi, non è una crescita. Sono solamente degli scarti raccolti ad altre porte, dei prestiti, delle cose morte. Ricordatevi; lo scibile è vivente solamente quando siete voi che sapete, quando è la vostra esperienza immediata, diretta. Ma quando il vostro scibile viene degli altri, è solamente  memoria, non è  scibile. La memoria, è la morte. 

Quando ammassate dei mucchi di cose, (le ricchezze dello scibile, le Scritture, che avete delle biblioteche condensate nel vostro cervello e che bruscamente prendete coscienza che tutto ciò che fate è incaricarvi solamente del fardello degli altri che niente vi appartiene, che non avete mai conosciuto niente, allora potete lasciar perdere tutto ciò,  tutto questo scibile. 

In questo abbandono, un tipo nuovo d'ignoranza nasce in voi. Quest'ignoranza non è quella dell'ignorante; è quella di un saggio. È la Saggezza, Solo l'uomo saggio può dire: "Non so. Ma dicendo: "Non so, non ha nessuna voglia di sapere, enuncia semplicemente un fatto. E quando dite, di tutto il vostro cuore: Non so, all'istante stesso, i vostri occhi si aprono, le porte della conoscenza sono aperte. All'istante stesso dove poter dire, di tutto vostro essere: "Non so, siete diventati capaci di sapere. 

Quell'ignoranza è bella, ma si raggiunge con lo scibile. È la povertà ottenuta dalla ricchezza. Ed lo stesso per l'ego, potete perderlo se l'avete. 

Quando Budda scese dal suo trono, diventò un mendicante... quale era la necessità per lui? Era re, era sul trono, in cima al suo ego, perché questo estremismo? Scendere dal suo palazzo nella via, diventare un mendicante? Ma la mendicità di Budda ha una bellezza particolare. La terra non aveva conosciuto mai un mendicante tanto magnifico, un mendicante tanto ricco, un mendicante tanto reale, uguale ad un sovrano. 

Che cosa è successo quando scese dal suo trono? Scese dal suo ego, perché i troni non sono niente che i simboli dell'ego, dei simboli di potere, di prestigio, di rango sociale,. Ne scese e l'assenza di ego arrivò. Questa assenza di ego non è  modestia, questa assenza di ego non è umiltà. potete trovare molte persone umili; ma dietro la loro umiltà funzionano sottili ego. 

Si racconta che Diogene  un giorno andò visitare Socrate. Viveva come un mendicante; aveva sempre addosso stracci bucati e rattoppati; Gli avreste offerto un abito nuovo, non avrebbe voluto metterlo. L'avrebbe prima sporcato, sgualcito, straziato e poi solamente l'avrebbe messo. And visitare Socrate e cominciò a parlare dello stato senza ego. Ma gli occhi penetranti di Socrate si accorgevanno che quell'uomo non era un uomo senza ego. Il modo in cui parlava dell'umiltà era molto egoista. Si riporta che Socrate dice. "Sotto i tuoi vestiti sporchi, con i buchi dei tuoi vestiti, non posso vedere nient'altro che l'ego. parli dell'umiltà, ma ciò che dici viene dal centro profondo dell'ego". 

 Così  nasce l'ipocrisia.;possedete un ego, lo dissimulate sotto il suo contrario, diventate umili in superficie. Quest'umiltà superficiale non può ingannare nessuno. Vi abuserà forse ma non abuserà nessun'altro. Fra i buchi dei vostri stracci, il vostro ego continua di mostrare l'estremità dell'orecchio. è sempre presente. Questo è mentire a sé stesso, niente di più ;nessun'altro è ingannato; è ciò che succede quando cominciate a rigettare l'ego immaturo. 

Il mio insegnamento, ciò che insegno, sembrerà contraddittorio, ma è conforme alla vita.  perché v'insegno ad essere degli egoisti, affinché possiate diventare Senza ego. V'insegno ad esser perfetti egoisti. Non lo dissimulate, se no l'ipocrisia apparirà. E voi non picchiate contro un fenomeno non ancora maturo. Lasciatelo maturare ed aiutatelo, conducetelo in cima. 

Non abbiate paura; non c'è niente da temere. Solo così come arriverete a compiere l'agonia dell'ego. Quando sarà a suo punto culminante, non avrete bisogno di un Budda, né di me, per dirvi che l'ego è l'inferno, lo saprete: perché il punto culminante dell'ego sarà anche quello delle vostre esperienze infernali, sarà un incubo. E non c'è allora bisogno di nessuno per dirvi: lasciatelo perdere! Sarà difficile continuare a custodirlo. 

Si arriva alla conoscenza solo con la sofferenza. Non potete rigettare niente unicamente  con un ragionamento logico. Ootete disfarvi di una cosa solo  quando è diventata così faticosa che non potete sopportarla più tempo. 

Il vostro ego non è ancora doloroso a questo punto: cosi  lo conservate. È tutto naturale! Non posso chiedervi di abbandonarlo. anche se vi sentite convinti, lo dissimulerete, è tutto. Niente  può essere rigettato prima che sia maturo; un frutto verde resta attacato all'albero e l'albero è legato al frutto non ancora maturo. E se lo costringete a dividersi, ciò lascia una ferita; e la ferita resterà, la piaga sarà sempre aperta ed avrete sempre male. 

Ricordatevi, occorre ad ogni cosa un certo tempo per svilupparsi, per maturare, per cadere nel suolo e  sciogliersi. Il vostro ego, anche lui, domanda un certo tempo, ha bisogno di maturare. Non temete neanche di essere egoisti. Lo siete, se da molto tempo  sareste spariti. E voi non potreste esistere.... Tale è il meccanismo della vita: vi occorre essere egoisti, vi occorre aprirvi una strada, vi occorre sbattere contro i milioni e  milioni di desideri che vi assediano, vi occorre lottare, vi occorre sopravvivere. 

L'ego è un mezzo di sopravvivenza. Se un bambino nasce senza ego, muore. Non può sopravvivere, è impossibile. Perché se ha fame, non proverà: "Ho fame". sentirà che la fame è là, ma senza relazione con sé. Appena la fame si fa sentire, il bambino prova: "Ho fame", si mette a piangere e si aggita  affinché lo si nutrisse. Il bambino si sviluppa grazie allo sviluppo del suo ego. 

Considero che l'ego è un elemento della crescita naturale. Ma ciò non significa che dovete custodirlo per sempre. Si tratta di una crescita naturale ed un secondo passo è da fare, dove deve essere abbandonato; è naturale. Ma il secondo non può essere fatto  che quando il primo ha raggiunto la sua cima, il suo massimo, quando è giunto al suo punto culminante. 

Insegno dunque l'uno e l'altro . insegno l'egotismo ed insegno anche lo stato senza ego. 

Cominciate con essere degli egoisti, dei perfetti  egoisti, degli egoisti assoluti, come se l'esistenza intera non c'era che per voi e che ne eravate il centro; tutte le stelle girano attorno a voi, ed il sole si alza per voi e folle cose esistono per voi, solo che per aiutarvi ad essere là. Siate il centro e non abbiate paura, perché se avete paura, non maturerete allora mai. Accettatelo! Ciò fa parte della vostra crescita. Prendete piacere e portatelo al suo massimo. 

Quando ha raggiunto la sua cima, prendete improvvisa coscienza che non siete il centro, era un'idea falsa, era un atteggiamento infantile. Ma eravate un bambino, non c'è dunque là dentro niente di male. Adesso, avete maturato, adesso, vedete, che non siete il centro. 

Alla verità, quando vedete che non siete il centro, vedete anche che non c'è centro nell'esistenza, o, ancora, che il centro è dovunque .Oppure non c'è centro e l'esistenza esiste come un tutto, come una globalità senza nessun centro che possa servire di punto di riferimento,; od ogni atomo è un centro. 

Jacom Boehme ha detto che il mondo intero è riempito di centri, che ogni atomo è un centro e che non c'è circonferenza. Dovunque, dei centri e delle circonferenze da nessuna parte. Sono là  due possibilità. L'una e l'altra ha lo stesso significato. Solo la loro formulazione è differente e contraddittoria. Ma cominciate con diventare un centro. 

È la stessa cosa quando state sognando; se il sogno raggiunge un parossismo, sarà interrotto. È ciò che arriva sempre, quando un sogno raggiunge il suo parossismo, si interrompe. E cos'è il parossismo di un sogno è? È l'impressione di essere nella realtà. Avete l'impressione che questo è la realtà , non un sogno, e continuate a sognare ancora ed ancora, fino ad un punto più elevato ed il sogno diventa quasi realtà, ed  non può diventarlo poiché è un sogno! 

Ma quando si avvicina a questo punto alla realtà, il sonno è interrotto, il sogno scoppia: siete svegliati completamente. 

Lo stesso vale per  i miraggi e e illusioni d'gni tipo; L'ego è il più grande sogno. Ha la sua bellezza, ha anche la sua sofferenza; ha la sua estasi, ha la sua agonia. Ha il suo cielo ed il suo inferno: l'uno e l'altro è là. I sogni sono magnifici talvolta, talvolta terribili, ma sono sempre dei sogni. 

Non vi chiedo dunque di uscire dal vostro sogno  prima che il tempo  sia maturo. No, non fate mai niente prima dell'ora. Lasciate crescere le cose, lasciate che arrivino a termine, in modo che tutto accada naturalmente. L'ego sparirà. Può sparire anche da sé. Se lo lasciate svilupparsi semplicemente ed l'aiutate a svilupparsi, non ci sarà nessun bisogno di lasciarlo cadere. 

Questo è molto profondo, perché se siete voi a lasciarlo cadere, l'ego resta all'interno. Chi lo lasciare cadere ? Se pensate che siete voi a  lasciarlo cadere, siete voi  l'ego: tutto ciò che lascerete cadere non sarà la cosa in questione. Questa sarà conservata ed avrete rigettato altro. Non potete rendervi voi-stesso senza ego. Chi lo farà ? È qualche cosa che arriva, non è qualche cosa che si fa. Crescete in ego e  arrivate a un punto tale che le cose diventano un  inferno , allora il sogno s'interrompe; vedete all'improvviso che l'oca è fuori: non è stata mai nella bottiglia. 

Non siete  mai stati un ego. Era solamente un sogno dove eravate immersi; ed io aggiungo, un sogno necessario. Non lo condanno dunque, è un elemento necessario alla crescita. 

Nella vita, tutto è necessario. Niente è inutile, niente può essere inutile. Tutto ciò che è successo doveva succedere. Tutto ciò che arriva è la conseguenza di certe cause profonde. Ne avete bisogno per poter restare nell'illusione; è solo un bozzolo che vi aiuta, vi protegge, vi aiuta a sopravvivere. Ma si non c'è bisogno di restare sempre nel suo bozzolo. Quando siete pronti, rompete il vostro bozzolo, uscitene. 

L'ego è la conchiglia dell'uovo: vi protegge. Ma quando siete preparati, rompete la conchiglia, uscite dall'uovo. Pazientate tuttavia. Affrettare non vi servirà a niente; la fretta non vi aiuterà, può essere anche un ostacolo. Dategli del tempo e non lo condannate: perché chi lo condannerebbe? 

Vedete i cosi detti  santi, quelli che parlano di modestia, di umiltà e guardateli negli occhi, non troverete da nessuna parte altrove dell'ego così raffinato. Certamente, il loro ego si è rivestito di religione, di yoga, di santità, ma il loro ego è là. Non possono ammassare  ricchezze, ma possono ammassare degli adepti, la moneta sola ha cambiato e continuano di contare il numero dei loro adepti… 

Non ricercano forse i beni di questo mondo, ricercano quelli dell'altro mondo, ma questo mondo o l'altro, sono tutti due dei mondi E forse sono ancora più cupidi, perché dicono: queste cose sono passeggere, sono temporanee, i piaceri di questo mondo durano solamente un momento e vogliono dei piaceri eterni. Sono felici solamente se hanno dell'eterno. la Loro cupidigia è senza limiti, è assoluta. E la cupidigia appartiene all'ego. La cupidigia è la fame dell'ego. 

Così  capita talvolta che i santi siano più egoisti dei peccatori, ed essi sono allora molto lontano dal divino. Mentre talvolta i peccatori possono giungere più facilmente a Dio di questi cosidetti santi, perché l'ego è l'ostacolo. Ed io so per esperienza che i peccatori possono abbandonare più facilmente dei santi il loro ego, perché i peccatori non si sono opposto mai all'ego. l'hanno nutrito, l'hanno cambiato, hanno vissuto totalmente con lui. In quanto ai santi, non hanno smesso di lottare contro il loro ego e non gli hanno permesso dunque mai di maturare. 

La mia posizione è dunque la seguente : l'ego deve essere abbandonato, ma ciò può esigere una lunga attesa e potete lasciarlo cadere solo se lo coltivate. Ora, la difficoltà di tutta la cosa,  è che il mentale dice: Se dobbiamo lasciarlo cadere , perché allora coltivarlo? Se c'occorre distruggerlo, dice ancora, perché crearlo? Se ascoltate il mentale, avrete delle noie. Il mentale è sempre logico e la vita, sempre illogica: non si congiungono mai. 

Ciò dipende dallal semplice logica, del calcolo elementare, di dirsi,: Se dovete  abbattere questa casa, perché allora costruirla, Perché tutto questo arrovellamento? E perché questo lavoro e questo spreco di tempo e d'energia? La casa non c'è? Allora perché costruirla e poi demolirla ? 

In realtà, non si tratta della casa: si tratta di voi. Costruire la casa vi farà cambiare. E poi demolire la casa vi farà cambiare completamente, non sarete più lo stesso, perché la costruzione della casa, tutto questo processo di costruzione, si rivelerà essere una crescita per voi. E poi, quando la casa è finita, l'abbattete. sarà una mutazione. 

Il mentale è logico e la vita è dialettica. Il mentale funziona in modo lineare e la vita salta sempre da un polo all'altro, da un opposto all'altro. La vita è dialettica. Crei, e la vita vi dice  allora: "Distruggi"? Nascete e la vita vi dice: "Muori"! guadagnate e la vita vi dice allora: "Perdi"! Siate ricco, la vita vi dice allora: "Diventa povero"! Siate una sommità, un Everest di ego e diventate poi un abisso, un'assenza d ego. Allora avrete conosciuto l'uno e l'altro, l'illusorio ed il reale. Maya e Bratima 

Pressappoco ogni giorno, capita che qualcuno  per essere iniziato, per prendere sannyas,; suo mentale si mette allora a funzionare e mi dice: "Portare il vestito arancione mi  renderà più egoista, perché mi sentirò qualcuno di differente, distinto degli altri: sono un sannyasin, qualcuno che ha rinunciato. Esser vestito di arancia mi renderà più egoista" dunque. Ed io gli rispondo: "Diventalo ! Diventa più egoista, ma diventalo più consapevolmente! ". 

L'ego è una malattia se ne siete incoscienti, se lo dissimulate nell'inconscio. L'ego è un gioco se ne siete coscienti. Potete prendere piacere, potete giocare. Siate cosciente, attento e giocate il gioco? Un gioco, non è mai cattivo; ma se dimenticate che è un gioco e se diventate troppo seri, si posano allora dei problemi. 

Cosi dico che il sannyas non è una cosa seria; è beninteso un gioco, un gioco religioso. Ha le sue regole a se, perché tutti i giochi devono avere delle regole; senza regola, nessun gioco può essere giocato. La vita non può avere regole, ma non i giochi 

Se dite: "Non seguirò quella regola, allora, non potete giocare il gioco. Se giocate a carte, seguite delle regole e non dite mai "Queste regole sono arbitrari, artificiali, perché non cambiarli"? Potete cambiarli, ma allora il gioco diventerà difficile. E se ogni individuo segue le sue proprie regole, il gioco è allora impossibile. 

La vita, lei, è possibile ' potete giocare come lo volete, perché la vita non crede mai alle regole, è al di là delle regole, mentre i giochi hanno delle regole, ricordatevi: ogni volta che vedete delle regole, sappiate immediatamente che si tratta di un gioco perché i giochi esistono in funzione delle regole. 

Anche, se vi dico: "Portate il vestito arancio, portate il mala", è un gioco, ovviamente. Giocate col miglioramento che potete e non  prendetelo sul serio se no, non serve a niente, non capite. 

Siate degli egoisti; rifiniti, coltivati, raffinati. Continuate a lavorare sul vostro ego e fatene una statua magnifica perché, prima di renderlo a Dio, occorre che sia qualche cosa che valga la pena di essere dato, occorre che sia un magnifico regalo. 

Le mani che aiutano sono più sacre delle labbra che pregano.  

OSHO RAJNESH 

 

par Marie de St Clair publié dans : INSEGNAMENTO
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Lundi 28 mai 2007

....  In quanto all'aspetto puramente storico della vita di Gesù, si possono fare le seguenti osservazioni: 

Lo scrittore e storico ebraico contemporaneo di Gesù / Flavio Giuseppe /, nei suoi scritti, non parla di Gesu Cristo, 

Il Sanhédrin parla di un uomo che si dice "Gesù il Messia." 

Paolo, i cui gli scritti datano di circa 50 a 60 della nostra era, rievoca  più il personaggio mistico di Gesù che il personaggio umano. Per lui, il Maestro, il Messia o Gesù, è praticamente la stessa cosa, ciò significa Dio. 

 Così, per esempio, nella sua lettera ai Tessalonici, dice: "Egli, il nostro Dio e Padre, ed il nostro Maestro Jésus, dirige la nostra strada verso voi". Il pronome Egli ed il verbo dirige sono al singolare e non al plurale perché, per Paolo, si riferiscono al tempo stesso a Dio ed a Gesù che fa solamente uno. Si è tradotto "Gesù, è Dio stesso nella persona di suo figlio". Paolo annuncia la venuta di Dio. Zaccaria dice: Iahvé, là dove Paolo dira Gesù, e così via. Il vecchio Testamento dice che "Chiunque invocherà il nome di Dio sarà salvato, ogni ginocchio piegherà davanti a Lui, Iahvé che salva,  che salva e che crea il primo l'opera del Saluto Universale". Paolo dice ciò del Cristo. Secondo l'interpretazione di Paolo, "Gesù", per le sue visioni autentiche e per le sue scritture "ispirate" d'altra parte, offerta due vie rivelate per Dio ai cristiani… Una Ventina d'anni dopo Paolo, Marco, il più vecchio degli evangelisti sinottici, intitola il suo scritto "la Buona Novella" Espressione mistica greca? In ogni caso la buona novella non ha niente di storico….  

Gli altri due evangelisti sinottici, Luca e Matteo attingono al vangelo di Marco e l'aumentano. Quello di Luca è scritto a Roma, quello di Matteo in Siria e sarà rimaneggiato ulteriormente per farlo quadrare con la teologia di Paolo. 

Nell'anno 111ou 112, Plinio il giovane, autore non cristiano, parla di persone che si dicono  cristiani e che si riuniscono prima dell'alba per cantare un'invocazione al Messia come se fosse Dio - Cristo quasi Deo -  

Il vangelo secondo Giovani è più teologico di tutti. Nessun testo afferma  che sia stato scritto da Giovani, profugo sull'isola di Patmos dove è morto molto vecchio, o se è opera della sua scuola, scritta dopo la sua morte. Gesù è il Dio della Fede, ma non storico. I cristiani concepiscono un Dio, venuto sulla terra, incarnato, per il saluto degli uomini. 

La storia evangelica è il poema del Riscatto. 

Il Libro degli Atti ci presenta Fiilippo, l'evangelista e le sue 4 figlie, profetesse, nell'esercizio del loro dono. Spiega, con una visione estatica, un capitolo di Isaïa che gli è dettato da una voce del Cielo.  Filippo era un evangelista compiuto, dotato per l'esegesi mistica e le visioni immaginarie. 

In questo capitolo, Isaïa canta il personaggio, fa un richiamo e mette in "dramma" il servitore di Dio. 

 Ecco il mio servitore che preferivo, 

Il mio caro in cui si rallegra la mia anima, 

Metterò il mio Spirito su  di Lui, 

Ed in giudizio, chiamerà i popoli.  

Questo figlio amato è un essere ideale, non storico. I testi danno l'argomento, l'immaginazione cristiana fa il quadro… L'esegesi delle visioni approvate è basata spesso su degli aneddoti. Nelle apocalissi, cielo e terra si "confondono, si ingarbugliano. I materialisti parlavano di Pietro, e quelli che parlavano in spirito dicevano Gesù. 

Per gli ebraici, la leggenda è un'idea, per i cristiani un fatto. Come si ha potuto fare un Dio da un uomo di cui l'esistenza è dubiosa? Molti storici, cristiani o no, pensano che l'inizio del cristianesimo è l'opera di un uomo incarnato che, dopo la sua morte, è appartenuto alla sfera divina. 

I vangeli sono dottrinali. Si ispirano soprattutto a Paolo. Il 4° è una visione mistica senza valore storico. È il condensato di simboli concreti, di finzioni apologiche, di miti rituali eccetera.... E particolarmente del mito del saluto, 

Per il cronista, è Pietro che ha fatto dei miracoli, per l'evangelista,  è Gesù. 

Il primo che "vidi" Gesù è Képhas Petros, Pietro. Pietro e Paolo hanno visto un Dio a cui si è dato una maschera umana e che si è inserito nella storia, è il Dio predicato e non il predicatore. È stato partorito nella Fede. Nacque appena ci fu un credente. La sua sola realtà è spirituale, è la storia del cristianesimo. La Fede in Gesù nasce in Galilea... 

Gesù lascia la forma divina, diventa uomo, subisce il supplizio e è risuscitato in trionfo per strappare gli uomini al peccato ed alla morte. 

Sono  tempi nuovi. Lo schiacciamento politico d'Israele a questo momento, in 70, aiuta a fissare il mistero di Gesù ed lo fa diventare  racconto. I vangeli non saranno riconosciuti e cittati come autorevoli solo nel secondo secolo. Hanno un valore secondario pur completando i racconti di Paolo. Gesù diventa il "mahadîva" d'Occidente che caccia i vecchi Dei. Passerà dal piano delle rappresentazioni materiali alle rappresentazioni mentali e collettive. Attualmente, molti cristiani, pur mantenendo il dogma dell'uomo - Dio ammettono l'idea di un uomo divinizzato, Certi lo considerano come un personaggio storico oscuro, un fanatico, morto a Gerusalemme che è stata deificato dalla folla in ambiente ebraico. I musulmani e gli ebraici dicono: "il Messia Gesu" è solamente il figlio di Maria. Dio è unico. Gesù fu concepito normalmente, ma gratificato di qualità celesti. La tradizione ebraica riporta  parecchi casi simili di bambini nati da donne che si sono purificate innanzitutto  per ottenere dal Signore la nascita di un figlio missionnato. All'origine del cristianesimo, c'è un'esperienza mistica collettiva. La rivelazione fatta da Dio ad Isaïa che fu rapito fino al 7 cielo gli mostra la scena che deve segnare la fine dei tempi e nella quale un uomo, l'eletto, ha la missione di aiutare gli uomini per prepararsi. Questa leggenda si imparenta al mito dell'uomo - tipo di certi misteri greci che si sottopone alla morte. Il libro ebraico dei palestinesi di Enoch, ed il libro alessandrino dei segreti di Enoch parla dei 12 piani che  separano Dio dagli uomini di cui 9 sono invisibili agli uomini e formano il Plérome della Divinità. Nella sua prigione, Paolo lo riferisce  una in poesia. La vita di Gesù è un cambiamento nelle cose divine, una creazione nell'infinito, una teologia nuova, un insieme di visioni, oracoli, e deliri sacri. 

Si può notare che nell'apocalisse di Giovani, scritta probabilmente 40 anni dopo le lettere di Paolo, o verso 90/96, il tono è cambiato. Ai profeti oratori succedono i profeti scrittori... Gesù si allontana dalla terra, si fissa nel Cielo.... Sua madre è una donna celeste "vestita dal Sole, la luna sotto i suoi piedi, e sulla sua testa una corona di 12 stelle." 

È la forma zodiacale. 

Il Gesù dell'epistola agli ebrei non è un uomo, ma un'interpretazione del Salmo XXII di cui i dati sono trasposti in storia. 

Nel nuovo Testamento, nell'epistola a Timoteo, c'è un'allusione al Gesù storico. Il Messia Gesu che rese davanti a Pontius Pilatus la sua bella testimonianza… 

Come le lettere di Paolo o come l'apocalisse, i vangeli sono delle opere dello spirito che riguardano lo spirito. Nel vangelo di Giovani, Gesù muore i 14 Nizan, un mercoledì. In Marco, Vangelo romano, muore un Venerdì,  due giorni dopo dei 14 Nizan. Si conclude da ciò che Giovaniè il libretto liturgico dell'osservanza efesiana, Marco quello dell'osservanza romana. Si è oscurato l'origine cristiana fino a renderla impenetrabile per farne la deificazione di un Uomo. 

Conclusione: Gesù uomo o Dio? 

Gesù "Nabi" del tempo dell'ultimi Erode, sobillatore messianico… 

Ma come si è cambiato in figlio Dio? 

Il cristianesimo è una teologia che dopo aver preso le sue radici nel Giudaismo,ha fondato una religione nuova all'infuori di lui  

L'idea di un essere divino che riscatta l'umanità ha creato la religione. Ma i tempi nuovi sono venuti, e certi pensano che Gesù era un ebrei storico avendo vissuto come un uomo, discepolo della libertà sul quale si è ricalcato un Dio. 

Finiremo dicendo che la Fede ebraica, cristiana e mahometana costituiscono la religione della fine dei tempi. È là uno degli grandi segreti dei Templari, Questa Fede si rivolge al Dio Unico, sarà il tempo messianico. Ma i tempi non sono maturi. Bisogna attraversare ancora un periodo dove progressivamente gli esseri comprenderanno la verità prima di poter proclamarla. Sarebbe grave spargere tutto ciò, prima dell'ora, perché gli uomini hanno ancora bisogno di questo supporto leggendario per guidare la loro vita. Quelli che sono scossi nel fondo del loro essere hanno perso  la fede nella chiesa cattolica senza avere perso la fede in Dio, a chi rimettono la loro Vita e la loro Speranza. 

Gabriella 

par Marie de St Clair publié dans : Via e Religione
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Jeudi 24 mai 2007

 Proviamo a localizzare Gesù Cristo tra le realtà della sua epoca e del suo tempo. 

Saremo colpiti di constatare quanto furono " aggiustati" spesso gli avvenimenti che non sono basati su nessun testo sicuro. Gesù è nato a Gamala e non a Betlemme, 6 a 8 anni prima della nostra era, al tempo del re Erode. Questo diventò re degli ebrei in 37 prima della nostra era, sotto il controllo di Roma. Morì nell'anno 4 della nostra era. 

Solamente più  tardi le Scritture parleranno di Betlemme che significa "la casa del pane", ciò che spiega l'Eucarestia. I Vangeli dicono che non avendo potuto trovare  posto alla locanda, Maria ha partorito in una stalla e collocato il suo bambino in un presepio. Questo è molto inverosimile in questo paese d'Oriente dove l'ospitalità è una legge sacra rispettata anche da i più poveri. Non bisogna  veder piuttosto il mistero della Natività come un avvenimento cosmico che può essere visto solo dagli occhi del Cielo?. 

Nella notte di Natale, a mezzanotte, è il segno del Cancro che, a questa epoca, culmina al firmamento, corredato dei segni vicini del Leone e della Vergine. In questo segno della Vergine brilla la costellazione del Bovaro, il bue della Natività. E nel segno del Cancro brilla la costellazione dei due Asini di cui le due stelle, Gamma e Delta, rappresentano i due asini, quello che ha portato la Vergine e quello che, più tardi, porterà il Cristo verso Gerusalemme. Questa costellazione che gli Antichi chiamavano "phatno", parola che significa presepio. A mezzanotte, "il piccolo Gesù, Dio Solare, sarà depositato", ci sono due versioni per parlare di Maria: "la donna" avvolge il Sole ma non è avvolta, oppure, la donna "è avvolta" dal Sole, La donna simboleggia il Popolo di Dio. Partorisce l'età messianica che ha dato nascita al popolo messianico ed ai messi. È la Madre Universale che partorisce nel dolore che è oggetto delle persecuzioni di Satana. Lei e tutta la sua discendenza. Si può supporre che rappresenta anche Maria ma non è esclusivamente la madre personale del Cristo. Il segno del Leone rievoca Juda, figlio di Juda, fondatore della tribù di cui è generato Joseph. 

Vediamo come il mito di Gesù Cristo nasconde un uomo guerriero, capobanda che finisce tragicamente. Il mito è stato applicato, innestato e mescolato sulla storia di questo uomo di guerra di discendenza davidica. Questo voleva liberare Israele del giogo romano e gettare fuori dal suo palazzo Erode l'usurpatore ed i suoi sbiri. 

A questo momento, la Palestina era sotto il giogo di Ponzio Pilate, procuratore di Erode il Grande che conduceva una vita dissoluta. 

Su un'altezza che borda il lago di Kinereth viveva una famiglia che discendeva da Davide di cui il capo Juda il Gaulonita voleva riprendere ad Erode, l'usurpatore il suo trono e buttare i romani fuori dal paese. La sua donna, Maria Salomé, gli aveva dato due ragazze e sette figli chiamati nell'apocalisse "i 7 tuoni!" Il maggiore che è successore di suo padre "è stato unto" secondo la legge religiosa che prescriveva che tutti i primogeniti dovevano essere dedicati a Dio, dovevano restare celibi e portare i capelli lunghi. Il suo nome religioso era Nazir. Lo si chiamava il "Nazireno" di cui i cristiani hanno fatto Nazareth. 

Ora, la città di Nazareth non esisteva. La vera città era Gamala, fortezza costruita su un picco roccioso. È là che si trova il "monte della precipitazione ". 

Cristo vuole dire unto, in greco Christos. In Israele, ci sono state delle quantità di "unti" chiamati Cristo, dei profeti, dei Messia, dei re. Di più, in ebraico o aramaico, Gesù si pronuncia "Jeshouah" che significa "il salvatore". accadde che combattendo contro Erode, Juda il Gaulonita fu abbattuto tra il tempio e gli altari, Vedere Matteo che lo menziona sotto il nome di Zaccaria che significa l'Acquario…. da sviluppare, 

Juda bar Juda, il Cristo unto, vuole riprendere la lotta là dove suo padre è fallito. Ha 21 anni a questo momento e trascina nella lotta i suoi sei fratelli che si faranno tutti uccidere. In quanto a lui, era molto amato dalla folla che lo vedeva un essere puro e mistico che la libererebbe dal giogo romano. A causa  della sua purezza, si è fatto una reputazione di Messia. 

Luca, l'evangelista, mette nella bocca di Gesù le seguente parole: "In quanto ai miei nemici che non hanno voluto che regnassi su di loro, portateli qui, e fatele morire in mia presenza"(XIX-27, oh 

"Quello che non è con me è contro me" (2X1-23) 

"Che quello che non ha spada venda il suo abito e ne acquisto una" (SXII-36J). 

"Signore colpiremmo con la spada? (XXII-49). 

Queste parole si spiegano nella bocca del capo di guerra Juda bar Juda, "l'unto", il"Christ", ma non in quella del dolce Gesù dei Cristiani. 

L'incontro di Juda bar Juda con Gian Battista l'esseno nel deserto, aveva suscitato in lui un grande slancio spirituale che l'aveva confermato nella necessità della sua missione. È sulla storia reale di questo Juda Cristo che si è edificato l'ammirevole mito che permette la nascita di una religione nuova che si ricollega alle antiche ed alla tradizione initiatica. 

A questo momento il popolo della Palestina era diviso in due clan: i moderati che avrebbero aspettato senza combattimento la fine di Roma; quale sarebbe arrivato certamente; e d'altra parte i fanatici, vecchi sostenitori di Juda il gaulonita che voleva abbattere Roma. Alla morte di Gesù, i fanatici partigiani del Messia Gesu avevano rubato il suo corpo e l'avevano seppellito a Macheron, e, tre secoli più tardi, Giuliano, il nipote dell'imperatore Costantino, andrà  dissotterrarlo per provare la frode. 

Si cita la data di 788 o 789 (calendario di Roma che corrisponde a 35/36 dell'era Cristiana per la crocifissione, Data confermata da Irénéo, il mercoledì 14 nisan) undicesimo giorno della luna, alla 6 ora, o mezzogiorno. 

Il fissaggio del giorno della morte il venerdì e quello della risurrezione, la domenica è puramente esoterica. Non è più della storia, ma solamente un mito.Gian Battista, il maestro, è un vero uomo di Dio. La sua notorietà corrisponde alla notorietà politica di Juda bar Juda di cui si farà il Cristo più tardi. Si mescolerà la vita religiosa di Gianni e quella politica di Juda, e si costruirà il mito cristiano su questo amalgama. Come si mescolerà anche Jean Baptiste e Gesù che sono i due aspetti di un stesso personaggio, il vecchio uomo e l'uomo nuovo. Tutto ciò è stato rimaneggiato durante le ere. Si perde spesso davanti a tanto scritti contradditorii e di così debole valore storico. 

Juda Cristo voleva ridare alla Palestina un vigore nuovo senza Erode. Sceglie la Pasqua ebraica  per tentare con la forza un colpo definitivo. Cammina su Gerusalemme coi suoi discepoli. Una certa folla vede in lui il salvatore di un giogo, di una schiavitù, Ma non è ammesso da Erode, né per i romani, né per i padroni del Tempio, lo trattano tutti da esaltato. I combattimenti non sono lunghi e si impossessano di Juda bar Juda. Davanti a questi risultati molti sostenitori prendono paura, l'abbandonano, particolarmente Pietro che lo rinnegherà "prima del canto del gallo". Più tardi, il ruolo di Pietro prenderà una grande importanza sul piano politico. È durante il processo di Juda Cristo che, per derisione, fu macchiato dall'etichetta "INRI", Gesù il Nasir, il re degli ebrei, Dopo la sua crocifissione, il Cristo  esisterà  nel mito solo dalle sue apparizioni. Si costruirà più i tardi Vangeli, e si costruirà una religione nuova su quest'nsieme. Magnifica religione che darà dei Santi, ma ahimè anche degli inquisitori e dei roghi. 

Al terzo secolo, la religione cattolica apostolica e romana si struttura e diventa religione di stato. Il rivoluzionario è camuffato per mettere in luce solo Gian battista, Gianni l'evangelista, e si finisce per confonderli. Si confonde anche il Gesù christo con Gianni l'evangelista. I maestri scalpellini hanno rappresentato il "Cristo" in gloria cinta dei quattro evangelisti di cui ciascuno, salvo Gianni, tiene un libro. Il libro di Gianni è nelle mani del Cristo. Ciò che potrebbe far supporre che Gianni ed il Cristo formano solamente uno. 

Negli scritti del vecchio testamento ed in altri scritti ancora più vecchi, si legge a proposito della preghiera: "Dacci il nostro pane spirituale", e non il nostro pane quotidiano. 

Si legge anche che l'arcangelo Michele - simile a Dio - ricorda il psychostasia della tradizione egiziana. Seguendo questa tradizione Michele percorrerà i 9 pioli della scala della Saggezza, le 12 cifre compiute, lo Zodiaco. Sale nelle sfere superiori, ciò forma il tredicesimo segno. Questo tredicesimo segno è il santuario superiore dell'essere, il San Michele si piazza 6 giorni dopo l'equinozio di autunno. Ora, la cifra 5 è il simbolo del passaggio in un altro mondo. 

Il monte Moriah rappresenta simbolicamente: 

- alla sua base il primo santuario, Gabriele,; 

- a meta pendenza il secondo santuario, Raphaël,; 

- in cima l'uomo cosmico.: 

-  E nel "carro", si pone  Gabriele a sinistra; 

- Raphaël dietro per sostenerlo;  

- Uriel - scienza dell'iniziazione - davanti  per guidarlo; 

- Michele a destra, al posto di onore. 

Le feste religiose judeo cristiane ci conducono a riflettere al cosmo, all'universo, all'uomo cosmico che simboleggia nostro divenire. La domanda è posta. Chi è il più grande?  Gian Battista o suo cugino Gesù? In realtà, è Gianni il maestro spirituale e, Gesù è l'aspetto mistico dello stesso personaggio. Sono l'esoterismo e l'exotérismo della religione cristiana. 

La chiesa esoterica appartiene ecc. a Gianni l'efeso, ai johannites, ai costruttori di cattedrali, ai compagni, ed a Barrabas che significa "Figlio del Padre Eterno"; chi, contrariamente alla leggenda, era un guerriero. 

Con la loro morte, a causa del loro supplizio, Barrabas ed il Cristo saranno liberati, anche se questo Cristo è Juda bar Juda, 

Il Cristo mitico può Essere solamente il Figlio unico di Dio Padre, e Gesù Cristo Juda Bar Juda, il capobanda, può essergli stato  assimilato. 

Per la chiesa, il personaggio del Cristo è il primo membro della Trinita, Gian Battista l'esseno, Figlio di Dio, è il secondo membro della Trinita, e lo spirito di Dio è il terzo membro. Formano il Corpus, l'animus e lo Spiritus dell'insieme della religione cristiana. 

Questi dati segnano il punto di partenza della cristianità, mito del destino dell’uomo. 

par Marie de St Clair publié dans : Via e Religione
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Lundi 21 mai 2007

 Brano del libro di Gabriella.. seguito.... 

... Rassicuratevi, mio figlio,  è in voi che lo realizzerete, e, quando sarete pronti, basterà una parola, un sguardo, o una piccola cosa che vi accadra, affinché abbiate l'illuminazione interiore, la piccola scintilla che sgorgherà, e sarà come una benda che cade. 

Nella Masseria, c'è una cosa molto importante, è la meditazione. È un legame di corrispondenza tra il mondo inferiore sensibile ed i mondi superiori dell'intelligenza. ci fa capire l'anima del mondo, e per questo fatto, la fede nella vita. 

Con la meditazione, il risveglio del Se interiore porta al segreto dell'esistenza universale, alle sorgenti della vita. Libera una forza cosmica, particolarmente quando è praticata in gruppo. Si deve arrivare al "io" cosmico che è la coscienza unificata. 

L'ordine visibile dell'universo è solamente la ripercussione dell'ordine invisibile delle forme cosmogoniche, delle monade spirituali, genere, specie. Con la loro continua involuzione nella natura, producono l'evoluzione della vita. 

                    La vita non è fuori, ma dentro di noi. 

Tutto è lotta, e niente è acquisito sulla strada iniziatica; ciascuno deve arrivare allo scopo da sé. 

La meditazione sviluppa la nostra intuizione, è il contatto tra l'uomo ed i divino. Ci permette di "realizzarci". C'insegna a concentrare il nostro pensiero e ad agire sulla nostra volontà. 

L'arte aiuta alla meditazione. Seguendo il vostro temperamento, potete meditare partendo da un suono, da una frase musicale, da un colore o di una frase. 

  Ma come meditare? domanda Alfonso. 

  È molto semplice. Bisogna esser seduto in modo che la vostra colonna vertebrale sia dritta e non appoggiata. Non incrociare né gambe né braccia. Rilassatevi interamente. Non si deve essere disturbato col corpo. Quando il rilassamento è ottenuto, pensate al suono, all'oggetto, alla frase, non cercate a dirigere la vostra meditazione o  fare un sforzo; lasciatevi andare. L'avanzamento del pensiero si farà da solo, e voi arriverete alla quintessenza di ciò che avete scelto. Non arriverete al primo colpo, ma non scoraggiatevi e ricominciate. Un giorno, il processo meditativo scatterà, e voi sarete un meditando. Ciò   arricchisce molto, credetemi, e riporta un equilibrio interiore straordinario. È molto importante. Altre persone arrivano a fare in esse il vuoto assoluto ed aspettano che sgorgano un'idea. È una pratica molto difficile ed utilizzata soprattutto dagli indù. 

Il giorno in cui sarete molto allenati alla meditazione, la posizione del vostro corpo non avrà più la stessa importanza. Ma dovrete custodire sempre la colonna vertebrale molto dritta. Potrete, sull'esempio del Budda, incrociare le gambe e gli avambracci o unire le mani per concentrare in voi una forza magnetica e spargerla poi. È un circuito chiuso. Apprenderete man mano i differenti metodi. 

Ecco per voi, il mio caro Alfonso, un grande argomento di riflessione.Fra poco, abbiamo una riunione alla Masseria, ed  era giusto prima sapere tutto cio. 


par Marie de St Clair publié dans : La Masseria e i Templari communauté : Esotérisme et Spiritualité
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Dimanche 20 mai 2007

 brano del libro di Gabriella: "dai templari alle Masserie dello St Graal.... 

... E poi, fu l'arresto brutale dei Templari.. 

Il giovane Templare provenzale è venuto  rifugiarsi da Jean di Rampillon che lo considerava come suo figlio spirituale. Erano tutti due sconvolti per le dure prove che subivano i Templari, e hanno assistito, impotenti, ai processi ed alla soppressione dell'ordine. 

Allo stesso momento, i compagni costruttori muratori sinceri ", hanno dovuto anche  subire molte delusioni. Il re ha ritirato loro poco a poco le loro franchezze. Ci sono stati degli arresti arbitrari. Si ucci