Iniziazione (4 seguito)
Credo necessario parlarvi dell'iniziazione com’è concepita nelle Masserie. Sogniamo tutti di accedere ad un'iniziazione. Certi pensano che dei Maestri sì occuperanno di loro quando l'avranno ricevuta, che saranno sulla buona via.! E che il seguito si svolgerà da solo, senza sforzo da parte loro. Che errore!
L'uomo ha sete del divino che è in lui e lo ricerca continuamente. Penetrare nel sacro può rappresentare un dramma nella coscienza del neofita. È l'inizio della lunga strada, della difficile strada che conduce alla quiete interiore. Il mondo che vuole conoscere gli appare, all’inizio della sua ricerca, come un deserto inaccessibile. Che sforzi spirituali che scoraggiamenti occorrono per arrivare all'iniziazione! Ciò chiede una regolare e progressiva riflessione, l'intuizione farà il resto svegliandosi e le cose appariranno diversamente. Vivere le sue esperienze è sempre una prova, dobbiamo andare in fondo alla nostra coscienza, lasciare il mondo profano per cambiare piano affinché una mutazione si opera in noi. Molti pensano che si può fare l'approccio del sacro per la via intellettuale ma si accorgeranno bene rapidamente che non basta. Bisogna seguire nello stesso tempo la via affettiva ed intuitiva e, solamente cosi si potrà intravedere la" rivelazione", ma quest’ultima è spesso molto lontana!
Capita talvolta che una" illuminazione" porti una rivelazione importante senza che per ciò c’entri il ragionamento; è il risultato dell'avanzamento del pensiero. Una vita nuova nasce in noi e così si ripercuote in tutti gli atti della nostra vita. Lo sforzo continuo e talvolta incosciente che si fa verso la Saggezza crea ed anima la nostra evoluzione spirituale. Ma, per seguire questa strada, bisogna arrivare a conoscersi, a dominare le sue passioni, ad essere più possibile in contatto con le forze della Natura come con le Leggi fondamentali che dirigono l'universo dell'uomo. Ritorniamo sempre a dire che la Conoscenza profonda di sé stesso è primordiale.
La ricerca del Se profondo ci permette di comprendere per ricevere, e ciò è indispensabile. ricercando nostro Se, nostro centro, troviamo lo spirito che anima l'anima ed il corpo nel tempo come nello spazio. Quest’evoluzione deve farsi nel silenzio interiore.
Direi che ci sono tre tappe successive ed essenziali sulla strada iniziatica:
· .La prima tappa è quella della giovinezza. E il periodo della primavera dello Spirito, quando gli esseri sono dedicati alle cause e hanno una moralità pura. L'essere è pronto a credere tutto ed a conoscere tutto ma, poco a poco, il neofita si calmerà e diventerà un ricercatore..
· La seconda rappresenta l’età adulta, quando il lavoro si svolge senza impetuosità, ma è più profondo. E l’estate dell’uomo. La sua ricerca sarà diversa, più esigente. Avrà un po’ più di discernimento.
· Quanto alla terza tappa, è quella dell’uomo maturo, che pian piano, và verso la vecchiaia. Ha raggiunto uno sviluppo che gli permette di partecipare alla vita superiore. Riunirà ciò che è sparso intorno a lui, dai semiti, si dice" fare Kolh"), farà approfittare gli altri della sua esperienza interiore, spargerà la Luce, saprà dare perché avrà assimilato ciò che ha ricevuto. Ricevere l'iniziazione, significa aver risvegliato la sua coscienza, averla purificata.
L'iniziazione facilita il contatto tra i viventi ed i disincarnati; dunque un vero dialogo può annodarsi. Il disincarnato può prodigare il suo Amore ed anche la sua protezione a quelli che hanno amato nella sua ultima incarnazione e che soffrono della sua partenza.
È nell'antico Egitto, dove la maggior parte dei Profeti e guide spirituali hanno soggiornato che è stato forgiato la culla del Tradizione iniziatica. Questa Tradizione si è trasmessa
d’ età in età e deve sempre essere ritrasmessa nella sua integrità. Non dobbiamo rompere la catena! È certo che le traduzioni si sono scostate dei primi dati, non sempre volontariamente ma bisogna comprenderlo. Che sia per ragioni dogmatiche, politiche, o semplicemente dovuto a traduzioni scadenti, la Tradizione è stata snaturata e noi non possiamo prendere per vero ciò che troviamo mediante le nostre letture. Così, è con la ricerca paragonata che avvicineremo più spesso la verità. Personalmente, penso che sono i Kabbalisti che sì avvicinano di più dalla traduzione originale.
Se vogliamo diventare un" Saggio", dobbiamo pensare alla felicità degli altri, metterci in armonia con l'universo, essere altruistico e generosi verso i nostri simili ed istruirli senza costrizione.
Ci sono sempre stati degli iniziati e particolarmente in Oriente ed in Egitto. Sappiamo che in questo paese, certi esseri erano chiamati" Maâkhérou." Per avere diritto a questo titolo, bisognava essere riconosciuto come un uomo giusto, istruito e conoscere le cose della vita come quella dell'aldilà, essere capace di custodire il segreto. Gli Scribi erano" Maâkhérou, vivevano nell'intimità dei grandi, erano i loro consiglieri, non esitavano a fare astrazione della loro vita personale se ciò era necessario.
Ci sono iniziati che, da vivi, ricevono nell'aldilà, un'iniziazione maggiore. Sono chiamati allora dei" Giustificati." Il Giustificato dove aver provato la comunione col Se profondo, essersi rivelato a sé, essere rigenerato per avere provato l'illuminazione. Vede nell'astrale ma ciò implica per egli un impegno. Deve raggiungere la coscienza cosmica. È una gran esperienza interiore. I mondi invisibili gli sono aperti. Ma, spesso, soffrirà di incomprensione nella sua vita terrestre come il limite imposto dalle sue proprie capacità.
In una Masseria, se il Magister è un Giustificato, potrà compiere la sua missione nell'umiltà ed il raccoglimento per il beneficio di tutti. Ha il dovere di condurre sulla strada della Conoscenza quelli che lo circondano, con l'amore di un padre per i suoi figli. La sua responsabilità è grande perché deve trasmettere." Ciò chiede del discernimento e dell'abnegazione. In una Masseria, il Magister deve cooperare alla pienezza dell’opera armoniosa del Creatore in modo attivo ed efficace. Costruisce per le generazioni a venire. Deve fare progredire il neofita nella via del compimento; sarà una mutazione verso i mondi a venire; contribuirà all'elevazione del livello spirituale dei postulanti e anche insegnerà loro che ogni azione sì ripercuote nella vita materiale, nella vita di tutti i giorni. Ciascuno deve tenersi pronto ad aiutare il suo prossimo chiunque sia, come in tutte le circostanze. Le letture, il sapere intellettuale appreso possono aiutare ma il più importante resta il vissuto. Camminare essendo un esempio per tutti, assumendo la sua vita di ogni giorno, e questo malgrado le vicissitudini o le costrizioni, deve restare lo scopo di ognuno. Occorre che ad ogni istante il materiale come lo spirituale trovi il suo posto.
Quando un nuovo Magister riceve l'investitura dei poteri da un altro Magister, deve esserne degno.. Ricevere... Essere discreto, e talvolta tacere. Ispirerà i suoi discepoli sul piano morale, ma non comanderà in nessun caso i loro atti. Spiegherà loro i simboli che reggono la vita di ciascuno; dirà loro che l'essere è formato dei quattro elementi che corrispondono ai quattro gradi che ciascuno deve superare prema di vedere il Luce del cosmo. Spiegherà loro che se la Masseria ha scelto la squadra come segno di riconoscenza, questo è perché è il simbolo di un certo modo di vivere poiché, più della rettitudine, è il simbolo della verità, del cibo spirituale, del vestito; è l'apparenza di ciò che deve essere l'uomo ed il soffio che deve abitarlo. La Masseria deve essere un luogo dove ciascuno deve avviarsi a vivere una fraternità nella quale dobbiamo amarci ed aiutarci gli uni gli altri nel lavoro morale, sociale come nella verità.. Dobbiamo vivere egli simbolo dell'essere quadruplo. Quello che gli egiziani avevano materializzato mediante la Sfinge a testa umana, dagli ali di aquila, dagli artigli di leone ed dal corpo di toro e che diventò in seguito il simbolo dei quattro evangelisti.!
Uno degli scopi della Masseria è di fare di un profano che sente in lui il bisogno di elevazione spirituale, un iniziato liberandolo dell'errore, del pregiudizio e di ogni dogma imposto. L'insegnamento delle Masserie deve far penetrare nei mondi invisibili. Là dove le strade s’incrociano, dove le polarità s’interpenetrano, formano la vita, ci fanno vibrare con Uno."
Possiamo dire che esistono tre mondi gerarchizzati : Il Divino, quello delle Leggi e quello del mondo effettuato ma, loro stessi si dividono in gradi. Non mi distenderò su questi mondi. Ricordate semplicemente per oggi che niente è congelato nell'aldilà e che ciò permette all'uomo di evolversi e di ricomprare i suoi errori passati; che in questi luoghi si trovano i collegi iniziatici dove delle" guide" vi prendono in mano per farvi penetrare i misteri. Allo stesso modo voi stessi dovrete prendere in mano quelli che hanno meno comprensione di voi. In questi luoghi, gli Esseri comunicano con i simboli. Il simbolo è il riflesso dell'anima iniziatica, esprime il suo pensiero in diversi modi. Collega il mondo invisibile al mondo visibile e ci da un'idea della nozione dei rapporti. È spesso un fatto, un'idea grezza che s’impone alla nostra sensazione e che la trasporta verso un certo stato di coscienza. Sono in questi mondi che si svolgono le" Vere" Iniziazioni. Sono differenti secondo il grado dell'essere che li riceve. L'atmosfera non è sempre la stessa, e neanche il processo fra l’altro….
Ma è sempre una guida che si prende carica dell'iniziato per portarlo davanti a d’altre guide, più elevate o cariche di altre specificità. La cerimonia è spesso identica. questo è un dialogo che s’instaurò tra l'iniziato ed uno o parecchie guide che l'interrogano. L'iniziato durante tutto questo tempo resta faccia ad una guida, vestito di bianco, le mani appoggiate sul pomello di una spada che tiene verticalmente, punta in su, e resterà muto durante tutta la durata della cerimonia. È sempre impressionante! Purtroppo poche persone si ricordano al loro risveglio.
Vi ho parlato dell'azione del Magister di una Masseria in vista di aiutare i fratelli ed le sorelle nel loro sviluppo spirituale ma penso che non è il solo a potere farlo. Ogni volta che i membri di una Masseria possono farlo, devono ritrovarsi, formare anche dei piccoli gruppi all'infuori della presenza del Magister per discutere tra di loro o dei lavori del gruppo o di punti che augurano approfondire. Si aiuteranno così a vicenda nella loro progressione. …
Mi direte": come ci si accorge che si ha ricevuto un'iniziazione poiché niente di concreto esprime questa cerimonia? Jean di Rampillon mi rispondeva che è l'iniziato che deve provare facendo attenzione a ciò che cambia nella sua vita. Accorgersi che la sua condotta sì trasforma, che i suoi sentimenti muovono, che la sua comprensione è più ampia. Ciò chiede innanzitutto di porsi la domanda su ciò che rappresenta l'iniziazione. Questa parola si è volgarizzata e si è applicata a tutto. Si accosta ad un mestiere, una tecnica, eccetera... Ciò, è il lato essoterico.
Vi espongo velocemente come, in Masseria, vediamo il carattere esoterico dell'iniziazione.
Iniziare qualcuno, è" ispirarlo" con una certa istruzione. Questo è introdurre il novizio nel mondo del Sacro, questo è fargli superare lo stadio che se lo separerà dal profano per portarlo al sacro di un modo irreversibile. Ciò assicurerà la sua metamorfosi. Ma, affinché sia atto ad assimilare l'insegnamento dato, occorre che comprenda che è un'esperienza interiore, che si fa nel silenzio del tempio interiore. Occorre che crei in lui l'armonizzazione del suo essere affinché il risveglio ed il collocamento in attività della sua coscienza profonda si faccia. Ricercherà l'unione con la coscienza universale, con la vita cosmica, senza costrizione né obbligo.
Il rito ed la gestualità sono una preparazione all'iniziazione, alla rivelazione. Faciliteranno la comprensione anche se, in principio, il novizio non ne comprende il senso.
Si serve dell'acqua che rappresenta la coscienza chiara e superiora - del sale, simbolo delle leggi di trasmutazioni fisiche, morali e spirituali - del pane e del vino, frutti del lavoro dell'uomo sul seme di vita della terra.
Quando riceviamo un Fratello o una Sorella in Masseria, questi simboli che caratterizzano anche la Fraternità e l'ospitalità aprono la strada dell'iniziazione. Certi lo comprenderanno immediatamente, altri più tardi.
Il novizio deve sapere che la forza del suo pensiero crea una magia, perché si proietta vigorosamente. Certe parole, canti, incantesimi, cifre e lettere o forme geometriche che rievocherà creeranno delle vibrazioni che deve provare.
Ma non bisogna trascinare nella via occulta quelli che la rifiutano o ne sono troppo lontani. Gli egiziani avevano compreso il pericolo dell'insegnamento iniziatico dato senza discernimento. È per ciò che si esprimevano soprattutto in simboli. Su certi dei loro monumenti sono incisi il" Keroubim", cioè il toro che ha una spada fiammeggiante che si teneva alla porta del mondo edenico per difenderne l'entrata a chi non era iniziato. Si vedeva anche il toro a testa umana che simboleggiava la legge dei misteri, o ancora i due leoni schiena a schiena chiamata" ieri" e" domani" per significare che rappresentavano il Sole dei due orizzonti nel tempo eterno.
Quando il novizio è pronto, può ricevere l'iniziazione, perché ha superato lo stadio. "Quando il novizio è pronto, il Maestro è là!" ed lui può portarci sulla strada della Conoscenza....
Gabrielle
(da seguire)