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Con affetto.

Legge di Ermete

  CERCATORE,
la legge di Ermete come quella di Amra  ti da l'obbligo morale di ritrasmettere quello che hai capito della Via; Ogni volta condurai un fratello, una sorella sulla via dell'iniziazione, sarai artigiano della Grande Opera, compagno sulla via delle stelle, artigiano  dell'opera spirituale che portera alla fine  del carma individuale quanto collettivo

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Lundi 27 août 2007

Penso sia tempo di chiarire certi punti  sulla la Via per andare avanti con una visione chiara della strada scelta.  

Non dimentichiamo soprattutto che il nostro ultimo scopo è la "Conoscenza" e che questa si ottiene solamente con la "Realizzazione spirituale"; non dimentichiamo neanche che la "Conoscenza" non è  un tipo di enciclopedismo di nozioni spirituali come la "Realizzazione spirituale"non è il risultato dell'addizione: "Dottrina + Iniziazione."

  

Ancora troppi Cercatori pensano che l'iniziazione è il punto d'arrivo dove le conoscenze dottrinali sono miracolosamente  realizzate immediatamente. Si disilludono perché l'iniziazione, come indica suo nome , è solament il principio di un processo di purificazione delle nostre scorie interne che durerà tutta la vita e di cui l'uscita non dipende da noi ma della "Provvidenza"; principio indispensabile per ricevere l'influenza spirituale ed i mezzi adatti ad un esoterismo determinato.  

È evidente che non c'è iniziazione senza esoterismo e che l'iniziazione rappresenta proprio l'entrata in un'organizzazione esoterica, allo stesso modo  non c'è dorganizzazione esoterica né  esoterismo all'infuori di un essoterismo al quale si appartiene già, anche se è solamente in vista di una tale iniziazione. Così, deve essere chiaro che:  

- L'appartenenza ad un'organizzazione esoterica può essere solamente la concretizzazione di un impulso interno che esiste prima  

- Questo passo può essere annesso solamente ad un passo essoterico che è necessariamente una "Religione",  

Del resto è provvidenziale che sia cosi! Non bisogna capirlo come una condizione "sine qua non" dell'iniziazione ma come la qualifica naturale e necessaria per fare germogliare il seme e d'evitare la dispersione come la deviazione inevitabile quando  non si possiede  predisposizioni preliminari.

 

Comprendete bene che il passo iniziatico chiede una certa congruenza.  

Da un altro lato, non si tratta di aderire solamente ad una religione nella sua "lettera", nella sua "lingua", nella sua "dottrina" o nella sua "tecnica rituale" ma soprattutto di saperne vivere "lo spirito"; di diventare "religiosi", non nel senso di appartenere ad un "Ordine", (come si dice in occidente), ma di esserlo nel senso di aver abbandonato la nostra "indipendenza profana": il "io credo" o "ho la fede quando ciò mi interessa o va nel mio senso."  

     Essere congruente significa accettare una volta per sempre la dipendenza di questo principio al quale proprio, nel senso etimologico della parola "religione", ci ricolleghiamo e questo, essotericamente come esotericamente.  

       È là difatti la differenza essenziale tra "sacro"  e "profano" e se esistono delle vie presunte di realizzazione che pretendono farne a meno, non è il caso della Masseria.  

Come potrei concepire di non "ri-legarmi" a ciò che è in alto e concepire la presenza di collegi iniziatici o di insegnamenti? E se non concepissi tali collegi, come potrei giustificare la mia presenza ad una tecnica rituale? È troppo facile, forti della nostra presunzione dottrinale o del nostro rigore tecnico  omettere di badare alla sincerità delle nostre intenzioni come gli arrivisti consumati che provano ad ingannare Dio e soprattutto loro stessi. Non confondiamo neanche "Religione" e Chiesa di pietra costruita dall'uomo. Se abbiamo saputo ritrovare nei libri le verità Tradizionali, concepiamo che per realizzarli, si debba ritrovare in noi stessi certe virtù e nel nostro comportamento la corrispondenza alla Legge che ne consegue.

  

È vero che una via iniziatica consiste anche nell'imparare una tecnica. Non si tratta di un procedimento fisico ma piuttosto chimico o "alchimico". si tratta di diventare altro ma, per diventare questo altro, bisogna essere e, per essere bisogna fare e, per fare bisogna sapere e volere.

 

par Marie de St Clair publié dans : INSEGNAMENTO
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Vendredi 24 août 2007

IV, MEDITAZIONI E PREGHIERE CARDIACHE  

Le tecniche principali in Oriente come in Occidente consistono nel  stabilire l'unione tramite il  cuore, con la Divinità. Per ciò, bisogna praticare la visualizzazione, la concentrazione, la meditazione o la preghiera.

 Un metodo consiste nel concentrarsi sul centro del cuore visualizzando l'immagine di un loto, di una rosa o di una fiamma che simboleggia la presenza dell'amore divino. Al centro del loto, della rosa o della fiamma, ciascuno può visualizzare allora, il suo simbolo preferito o la forma di Dio che si accorde meglio  con la sua fede e con le sue credenze. Un buddista preferira meditare sull'immagine di Budda, la ruota, il loto o il fulmine. Un Cristiano sceglierà l'immagine del Cristo, Maria, o la croce. Un israelita sceglierà la stella di Davide o di Salomone. Un musulmano il croissant, un indù la sillaba sacra Aum eccetera.... Un altro metodo consiste nel riempire il cuore d'amore cosmico ed irraggiare questo amore verso tutte le creature viventi che sono tutte, allo stesso titolo, delle manifestazioni diverse di un stesso universo. Che sia in India, col metodo yogi dello Sapa, in Medio Oriente con lo Zikr dei musulmani che sia con la pratica buddistica del Nembutsu che è la ripetizione verbale di un formula sanscrita o che sia nel mondo cristiano d'Oriente o d'Occidente con la preghiera di Gesù o di Maria o con l'invocazione di Nomi di Potere o di formule, notiamo che il cuore è legato al soffio e di conseguenza al Verbo ed alla Preghiera.  

La Preghiera del Cuore consiste prima nel mettersi in ricerca dell'energia divina del cuore. San Syméo il Nuovo Teologo c'insegna:

 "Stai seduto nel silenzio e la solitudine, chiudi gli occhi, respira più piano, guarda con l'immaginazione dentro al cuore, riunisci la tua intelligenza, cioè il tuo pensiero, dalla tua testa nel tuo cuore. Sforzati di cacciare tutti i tuoi pensieri, sii paziente. Poi, l'energia del cuore infine libera, bisogna armonizzare il suo ritmo e la nostra respirazione affinché l'invocazione o la preghiera pronunciata diventi spontanea e non meccanica e si faccia dentro al cuore. Il soffio ed il significato dell'Essere o della forza invocata devono fare solamente uno. Non è necessario ricercare parole sapienti,  lanciarsi in in lungo discorso per non dissipare il nostro spirito nella ricerca delle parole. Una sola parola piena di fede basterà a fare della preghiera del cuore un eccellente mezzo di purificazione e di rigenerazione.  

V,  ALCUNI VANTAGGI DI L'UTILIZZAZIONE DI UNA TECNICA CARDIACA  

Con la pronuncia di sillabe di un Nome di Potere e con la giusta comprensione del senso di questo nome possiamo entrare in contatto con l'influenza spirituale invocata.  

 La meditazione e la preghiera attivano il Maestro del Cuore ed  a lungo andare e con l'esperienza faranno crescere lo stato devozionale di chi prega o medita. Poco a poco questo stato particolare si intensificherà in qualità ed in purezza fino al momento in cui la voce si abbasserà  di parecchi toni sotto il suo ritmo normale ed il Nome potrà esser pronunciato in un modo giusto. Con queste pratiche spirituali, ci sottoponiamo ai differenti gradi del fuoco divino. Ecco perchè certi escono dalla meditazione o dalla preghiera come se uscivano da una fornace provando come l'allegerimento di una sozzura, mentre  altri ne escono illuminati e rivestiti del  doppio capotto dell'umiltà e dell'esaltazione.  

VI, PER CONCLUDERE, (PER ANNODARE)  

Quando un uomo su questa terra è riuscito ad incarnare il suo Ka divino ed a totalizzare la sua Coscienza, ha realizzato il suo "corpo glorioso", vale a dire il suo essere indistruttibile ,per lui la morte è solamente una liberazione delle sue pastoie fisiche.  

Può vivere allora nella patria o "ambiente spirituale" che gli corrisponde o può rimanere nello stato accessibile all'umanità per aiutare la sua evoluzione, o ancora può cercare una nuova incarnazione per riempire il suo ruolo di aiutante.  

Tali sono, nei loro differenti stati i "Compiuti" che si possono chiamare i Maestri.  

Ogni Istruttore capterà nella "Luce dei Saggi", (che gli sia ispirata da un Maestro o  ritrovata o in sé-stesso, è la stessa cosa), ciò che il colore della sua anima può assorbirne .  

Parimenti, un sole sparge su tutti questi pianeti dei raggi di una luce identica; tuttavia ogni pianeta le riflette secondo il suo "colore", ed influenza col suo proprio aspetto i raggi che emanano da lei. C'è in questa diversità inevitabile di colorazione, nessuno tradimento di trasmissione ma ciò spiega che un Istruttore non può dirsi unico possessore  della Verità. Può insegnare solamente sotto la Forma ed il colore che corrispondono alla natura della sua anima, ed alla sua Possibilità di espressione fedele. Ogni uomo può ricevere questa Luce, la Saggezza Eterna, nel colore rifranto dal suo proprio prisma. C'è  una sola Conoscenza: la Conoscenza delle Leggi della Genesi,  base del primo libro di Mosé come  base di ogni libro sacro. La conoscenza mistica o scienza della Genesi dell'uovo Mistico, non è altro: è la conoscenza del "Divenire"  dell'uomo Divino nell'uomo terrestre, e della rigenerazione dell'uomo terrestre tramite  l'uomo Divino.  

Lavori consultati:  

     - il dizionario dei simboli, Ed Seghers,  

     - Her-Bak cecio di Ischa. Schwaller di Lubicz  

     - L'apertura della strada "R Schwaller di Lubicz"  

     - La Cabala mistica di Dion Fortuna  

     - L'archéomètro di St Yves d'Alveydre  

     - Piccola Filocalia della preghiera del cuore tradotta
par Marie de St Clair publié dans : INSEGNAMENTO
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Lundi 20 août 2007

   II, CUORE FISICO E CUORE OCCULTO  

    È impossibile capire la natura ed il ruolo del cuore se lo si considera isolato dal suo organo, trascurando la sua regione, suo propulsore ed il suo animatore.    

- Il cuore occulto è un fuoco spirituale, l'animatore del cuore fisico, il Maestro e Signore, dicono i saggi cinesi.     

- Il cuore fisico è il Ministro del Maestro e Signore.    

- Suo propulsore è un ordine di funzione, il Maestro del cuore. Nome che adotteremo perché è di per sè rivelatore.  

   

Non ha né forma né organo, si tratta  di un punto di commando. Questa sorgente potente di energia sottile costituisce col cuore spirituale la vera "regione" del cuore, regione di cui il cuore fisico è solamente l'organo apparente.    

Il propulsore è l'agente energetico intermedio tra il cuore occulto ed il cuore fisico. È in rapporto col conscio e con l'automa. regge i battiti del cuore e l'azione energetica di tutta la regione sessuale.     

Il cuore fisico, grazie a suo propulsore ed al suo animatore, grazie al Maestro e Signore ed al Ministro del Maestro e Signore, è dunque il centro ed il regolatore dell'organismo intero .  
 

È il centro ed il motore del circuito rigeneratore del sangue nei polmoni animati dall'aria ed il fuoco aspirato.  
 

Con la sua "regione", stomaco - milza - pancreas) è,  per la sua attività energetica, l'agente di combustione dell'alimento terrestre che dovrà diventare cibo assimilabile. È il collettore del sangue incaricato delle acque mandate dai reni ed il fegato - e del kyle nutritivo distillato dall'intestino  tenue . Ora l'intestino tenue ed i reni sono retti énergéticamente dal Maestro del Cuore.  
 

Oltre l'interdipendenza degli organi, secondo la loro parentela energetica, regionale o funzionale, bisogna considerare i circuiti.  

   

La ripartizione di tutti i fluidi si fa per circuiti di cui il cuore è il nocciolo che equilibrante, ripartizione dell'energia, il sangue, e le sostanze che risultano dalla digestione. Ora, i circuiti sono retti da ordini energetici dai "tre riscaldatori" (respiratorio, digestivo e sessuale che, a loro volta, sono governati dal Maestro del Cuore.  
 

Tutto dunque, dipende dal Maestro del Cuore. Ora, essendo l'intermediario tra il cuore e la coscienza superiore, questa può dunque agire tramite lui.  
 

Il circuito rigeneratore del sangue: cuore, polmoni, cuore, essendo sotto la dipendenza del Maestro o Cuore, si può agire consapevolmente sulla respirazione per ottenere un acquietamento o un'animazione intensiva.  
 

Il circuito "Maestro del Cuore, reni, sesso", dà la possibilità di trasmutare la forza sessuale con l'azione cosciente del Maestrodel Cuore. D'altra parte, il circuito,: fegato, bile, cervello, può essere controllato dalla coscienza dell'Io che può osservare le reazioni personali dell'automa ed evitarle tagliando il circuito: bile - cervello.     

Questo studio delle funzioni organiche ci conduce necessariamente a riconoscere il suo movente: il Fuoco che, sotto i suoi diversi aspetti, è il loro animatore e l'agente efficiente d'ogni vita funzionale. Ora, se le sue manifestazioni sono molteplici, la sua sorgente è unica.    

È il Fuoco animatore del Mondo. Luce essenziale e Principio causale di tutto ciò che esiste. È chiamato "Verbo" da Giovani l'evangelista e "Horus"  nell'antico Egitto, Horus.... Our nella sua accezione universale. Nella sua incarnazione umana, è chiamato Cristo dal vangelo e "Horus dagli Uomini" in Egitto ("il Horus che si alza dalle membra dell'uomo").  

    Per un principio unico, tanti nomi quanti linguaggi,: è sempre lo spirito, la Luce che è nelle tenebre, il Fuoco di tutti i Saggi.  

    Qualunque sia la forma ed il potere di queste manifestazioni, non bisogna perdere mai di vista l'unicità della loro sorgente: il Fuoco, mobile ed agente di tutte le operazioni di Natura sia che si manifesti in tutte le fasi genetiche con le trasformazioni ed i colori delle diverse sostanze sia che avvolga le membra e gli organi di questi circuiti.  

    III, IL SIMBOLISMO DEL CUORE ED IL SUO POSTO NElLA TRADIZIONE  

    Il cuore, organo centrale dell'individuo è assimilato alla nozione di centro.  

Simbolicamente, ha dei rapporti stretti con:    

- il cerchio, il disco, l'anello, l'urna di oro, la coppa, il Graal, il cubo, la piramide troncata, la Rosa-croce, la cifra 5 ed il colore giallo.  

   

Si può rievocare anche:  

 - il centro del mondo, la montagna sacra, il Monte Méru, Tiphereth, il re, il Cristo, il redentore, il mediatore, il lamen, l'intelligenza mediatrice, il luogo segreto e nascosto della coscienza, il sesto sentiero nel Sepher Yetzirath, la Grande Loggia bianca, l'amore.  

Tutte queste corrispondenze c'illuminano abbondantemente sulla natura del cuore. Ogni simbolo, ogni significato sono altrettante faccette diverse di un stesso diamante che riflette una sola verità che  tocca ciascuno di noi a livello della nostra coscienza.    

Il cuore dell'uomo è il vaso alchemico dove si fa la trasmutazione del piombo in oro, il luogo dove si opera la trasfigurazione.  

   

Nell'antico Egitto, il cuore svolge un ruolo fondamentale. Secondo la cosmogonia memfita, il Dio Ptah ha pensato l'universo col suo cuore prima di realizzarlo con la forza del verbo creatore. Il vero cuore solare è la sorgente di questa energia che dà la vita al nostro mondo. Il cuore di carne (AB) è il corpo di questo sole di vita e di fuoco che è il centro raggiante dell'anima (BA) di cui l'aspetto inferiore è portato dal sangue.  
 

Il nostro vero cuore solare, spirituale, è il centro di attrazione della nostra identità fissa superiore (KA), generato da Maat, la coscienza cosmica. Il cerchio iscritto in un quadrato rappresenta per i Kabbalisti la scintilla del fuoco divino nascosto nella materia  animando questa col fuoco della vita, (penso poter aggiungere che analogicamente, il quadrato rappresenta il cuore fisico ed il cerchio il cuore spirituale. Questo ci riporta ad un simbolo che c'è caro...)  

   

I Véda considerano  il cuore come sede di Brahma, il centro spirituale della coscienza umana e lo paragonano ad un fiore di loto rovesciato. Un piccolo spazio contiene il cielo e la terra, il sole, la luna e le stelle e "le luci dell'universo sono incluse". Il cakra cardiaco Anahata corrisponde al timo e rappresenta il Vaya - tattva, elemento aria. ci sono dodici petali rosa dove sono iscritti dodici lettere simboliche. Al centro, due triangoli formano il Sigillo di Salomone. La lettera Yam si trova di mezzo e ne è il mantra segreto. Le due divinità di questo cakra sono Isa ed Iswwara; Dio manifestato.  

   

La tradizione Hadith Qudsi fa dire a Dio:    

"Il cielo, la terra non mi contiene, ma sono contenuta nel cuore del mio servitore". Il punto più intimo del cuore è chiamato il mistero e è il punto inafferrabile, sconosciuto dove la creatura incontra Dio. La visione spirituale è paragonata all'occhio del cuore: "Ho visto il Mio Signore con l'occhio del Cuore" dice ancora Al Hallaj.  

   

Non possiamo parlare di questo centro Santo dall'uomo senza rievocare la sesta sephira dell'albero di Vita: Tiphereth, la bellezza. Il nome divino di Tiphereth è "Aloah va Daath" che è tradotto con "Dio manifestato nella sfera dello spirito". In Tiphereth, Dio si manifesta con la forma ed abita tra di noi. Vale a dire che è percepito dalla coscienza. I concetti archetipi si cristallizzano e diventano idee archetipi. È il luogo dell'incarnazione; cosi Tiphereth è chiamato anche il bambino.

 

 Saint Yves d'Alveydre menziona nel più sapiente dei suoi lavori: "Tiphereth è chiamato anche dai Kabbalisti Shemesh, la sfera del sole e notiamo che Shem è il cielo divino, quello del verbo nella Gloria, quello della Parola Persa ma ritrovata in Lui e per Lui.... Nel cielo di Gloria sono i cieli fluidi "Shema In " ,quelli delle forze sottomesse ai poteri della Parola, agli Alhim del Verbo ed al loro Mihela (Mihael) ". è in questa Sfera che l'adepto incontra i suoi Maestri e vibra al più alto livello di coscienza possibile perché questo luogo eterno, questo Tempio che nessuna mano ha costruito è la Grande Loggia Bianca.

 La Tradizione c'insegna dunque che il cuore nell'uomo è il luogo privilegiato dove Dio ha stabilito la sua Casa. Di più, se riusciamo a sciogliere le scorze successive della nostra natura inferiore e decaduta, non tarderemo a rigenerare le nostre membra, le nostre cellule, con un sangue nuovo. Non tarderemo più ad estinguere la nostra sete alla coppa del Graal, al Vaso Consacrato della Santa Cena.  

   

 

par Marie de St Clair publié dans : INSEGNAMENTO
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Jeudi 16 août 2007

Riprendiamo il nostro studio dell'uomo da un punto di vista diverso.  

Tra il Creatore e le sue Creature un Legame segreto rimane malgrado la "caduta". Esiste un Luogo nascosto dove la creatura può rendersi per incontrare, adorare ed lodare il Creatore suo Dio.  

Questo lavoro ha per scopo di renderci ancora più cosciente di questo Legame e per ciò, partiremo dalla magia delle parole alla ricerca del Luogo, cioè alla sua ri-conoscenza.  

Il luogo, una volta riconosciuto ed avendo preso "possesso del posto", potremo comunicare ed unirsi n communione secondo un metodo che, pur essendo universale, non sarà meno individuale e, personale per ciascuno di noi.  

Allora, forse, con l'aiuto della riflessione e del sentimento, del simbolismo e della preghiera,  passeremo "dal cuore dell'uomo alla Casa di Dio."  

                              "Il cuore dell'uomo  

                               è la Casa di Dio  

                               più nobile e più importante  

                               dellal Ka'ba stessa."  

IBN AL'ARABI  

   

I, L'UNIVERSO - IL MONDO - IL CORPO

  

Il nostro mondo individuale, costruito all'immagine del grande Mondo, ha il suo sole ed i suoi pianeti, i suoi punti cardinali ed i suoi due poli. Il mondo delle Cause è manifestato nelle funzioni che reggono la nostra esistenza. Queste funzioni si trovano incarnate nel nostro corpo fisico sotto forma di organi analoghi ai pianeti, parliamo del cuore o del sole ,avremmo citato semplicemente delle manifestazioni della stessa vita.

All'immagine della terra, il nostro corpo simboleggia un asse che è la colonna dorsale e due poli: il Nord che riceve, ed il Sud che emette. A questi poli sono localizzati i due mondi procreatori: a Sud il procreatore sessuale, a Nord il procreatore cerebrale. All'interno del corpo, i due poli sono segnati dalle due ghiandole complementari: a Nord la tiroide, di natura bianca, a Sud le surrenali di natura nera. Reggono l'azione e l'equilibrio di tre principi: solforosi, mercuriale e salino, e fanno il legame tra il corpo ed i due procreatori.

     Di più, la tiroide, polo Nord del sistema ghiandolare del tronco sostiene il ruolo d'intermediario tra le surrenali e le ghiandola ipofisi che è localizzata nell'encefalo. Il lato  destro dell'uomo e la sua mano destra sono attivi e "danno", il suo lato e le sue mano sinistra sono passivi e "ricevono". Tutti gli organi cooperano all'assorbimento delle materie necessarie al funzionamento della vita corporale, alla loro trasformazione ed alla loro assimilazione e sono localizzati nella parte anteriore del corpo. I 4 membra sono  vivi simboli di dualizzazione: le gambe per il movimento, le braccia con le mani per l'azione.

  

La testa è in sé stessa, un riassunto dell'uomo poiché tutte le funzioni del suo organismo, apparente ed occulto, hanno i loro "relè" o le loro porte di comando, localizzate nel mezzo cerebrale. Si potrebbe dire che se il corpo è il mondo dei tipi, specificati da ciascuno degli organi e delle sue parti componenti, la testa è l'immagine del mondo degli Archetipi, principi di ciò che  "diventerà". Le due facce della testa sono dissimili  quanto la "schiena" lo è dal "davanti"  del corpo. La nuca continua il ruolo energetico della colonna vertebrale, coi punti vitali essenziali delle vertebre cervicali, del bulbo e del cervelletto. È la cima della colonna di Osiris. La faccia è lo specchio di Horus (verbo-logos) coi cinque sensi organi di cinque modi di espressione del Verbo. Porta i due lumi: l'occhio destro solare e l'occhio sinistro lunare. L'iride è un piccolo zodiaco le cui  divisioni iscrivono lo stato di tutti gli organi del corpo.

  

   

par Marie de St Clair publié dans : INSEGNAMENTO
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Lundi 13 août 2007

Ritorniamo al nostro proposito di oggi che è di concepire il cuore come essendo un cervello mediano dell'essere umano, sede dell'energia fuoco, sede dei sentimenti o più precisamente "del sentimento: Amore, perché gli altri sentimenti ne sono solamente dei derivati.  

Centro  importante dell'uomo al punto che certi vedono solamente la via cardiaca per raggiungere la salvezza. Ciò è comprensibile se si prende in considerazione che l'amore  può esprimersi e viversi solo quando le pesantezze legate ai primi due cervelli citati sono superate. È il proprio del cervello mediano. Ma prendere solamente questi dati significherebbe a limitare il nostro centro (cervello) cardiaco ad un incrocio di strade, ad una sintesi. Ora il cervello cardiaco è a pieno titolo un cervello, cervello che è tristemente il meno in attività.  

Riflettiamo. Constatiamo insieme che questo centro contiene nostro io vero: il Sé, il solo cervello dove siamo noi-stessi perchè se il cervello mentale contiene le conoscenze trasmesse dai libri, i media, il nostro ambiente.... Se il cervello tripal è legato alla conoscenza del passato, il cervello cardiaco contiene la sola cosa che c'appartenga in proprio: i nostri sentimenti ed in ciò si trova la ragione per la quale noi il proteggiamo tanto.  

Sede dell'amore, oh quanto esaltato a qualsiasi età, è anche la sede della sofferenza. Allora, l'essere umano preferisce limitarsi a vivere le sue emozioni, trovando sempre delle nuove ragioni per non vivere l'amore.  

   

Le leggi legate a questo centro e che bisogna sviluppare sono:  

- a, il rispetto incondizionato dell'essere umano.  

- b, la congruenza,  

- c, l'empatia.  

 

a)Il rispetto incondizionato: queste parole dietro la loro semplicità apparente non  fiiscono di essere l'argomento di meditazioni. Ogni volta che lo farete, delle nuove faccette di questa nozione vi appariremo. Perché, dove si ferma il rispetto? Soprattutto quando è incondizionato. Questa legge vi permetterà di liberarvi dalle catene del vostro Ego - ovviamente il rispetto deve cominciare dal rispetto di sé stesso. Il rispetto è un'accettazione di sé e dell'altro come è.

 

b, La congruenza,: armonia dell'io. Ciò ritorna ad essere in accordo tra ciò che penso e ciò che faccio. Questa legge vi permetterà di equilibrare azione e ragione.

 

c, L'empatia,: armonia con gli altri, espressione dell'amore e della compassione. Questa legge vi permetterà allora di aprire il vostro cardiopatico. Constaterete che queste leggi necessitano di nuovo la conoscenza di Sé, il collocamento in applicazione dello "Conosci te stesso". L'attrezzo principale per mettere in azione l'empatia è l'ascolto dell'altro e di sé, prenderete cura di non confondere "ascoltare" e "sentire."  

   

Questi tre valori sono altrettante nozioni su che c'occorrerà ritornare e che sono altrettanti argomenti di meditazione. Avete adesso, tra le mani, la base anche dell'iniziazione ai più alti gradi della conoscenza e vi appartiene sia di assorbirli col vostro intelletto sia di andare oltre. La parola d'ordine di questo grado è "comunicazione."  

Finirò questa parte con un pensiero di RUMI, estratta dal suo "mathnavi (II, 159 sq.): Purificati degli attributi dell'io, per poter contemplare la tua propria essenza pura, e contempla nel tuo proprio cuore tutte le scienze dei profeti, senza libri, senza professori, senza Maestri. Il libro Sufi non è composto d'inchiostro e di lettere; non è nient'altro che un cuore bianco come neve.  

   

Vi occorre prendere ancora coscienza di un quarto polo che non ha esistenza in sé ma che è la sintesi o piuttosto la risultante dei 3 altri. Si tratta del Centro della Volontà. Questo centro non esprime il "io voglio" come si potrebbe aspettare, ma  il "io può perché voglio". non esiste in sé perché nessuno può affermare avere della volontà se non ha stabilito prima di tutto un pò di armonia tra i 3 cervelli studiati nella nostra comunicazione precedente.

 

Se stabiliamo una verificazione da 1 a 10 per ciascuno dei nostri tre cervelli:      

Mentale  

Cardiaco  

Tripal  

                        0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10  

   

Se prendiamo arbitrariamente:            8/10 per il mentale.  

2/10 per il cardiopatico.  

5/10 per il tripal.  

La nostra volontà non sarà di 8/10 + 2/10 + 5/10: 3 = 5/10, ma si allineerà sulla più piccola percentuale perché in effetti, ciò vorrà dire che abbiamo 2/10 di mentale in armonia con 2/10 di cardiopatico ed altrettanto di tripal. Ancora una volta, è la legge dell'armonia che predominerà.  

L'uomo non potendo diventare Uomo che per la sua volontà, vedete ciò che vi rimane da fare...  

   

Entriamo un pò più avanti nella nostra costituzione dell'essere umano abbordando  adesso la catena gangliare. L'essere umano è costituito di 2 x 26 gangli situati ad ogni lato della colonna vertebrale.  

Prendete il vostro quaderno di studio e fate  un grafico:  

2 x 3 gangli intracrânici.  

2 x 3 cervicali.  

2 x 12 dorsali.  

2 x 4 lombari.  

2 x 4 sacri.  

   

Collegate 3 gangli cervicali ed i 2 x col cuore.  

I 2 x 6 dorsali inferiori col plesso solare situato al di sotto del vostro ombelico.  

Collegate 4 gangli lombari i 2 x col centro Hara o plesso mesentérico situato sotto il vostro ombelico.  

Collegate 4 gangli sacri i 2 x col plesso sacro situato alla base del pube nella donna, alla radice superiore del sesso nell'uomo.  

Collegate adesso il plesso solare, il centro Hara, il plesso sacro ed avrete descritto lo schema elettrico sottile del corpo umano. Questo schema è importante, ne comprenderete la ragione quando abborderemo le nostre comunicazioni sul curarsi.  

Studieremo man mano, le relazioni che esistono tra i gangli intracrânici e cervicali con la  kabbala, i gangli lombari e sacri con l'alchimia ed i gangli dorsali con l'astrologia. noteremo anche, in questa comunicazione, il fatto che il cakra cardiaco è il centro dei 7 cakras principali del corpo umano,:  

Radice, sacro, solare, Cardiaco, laringea, frontale e coronal, situati nella schiena, lungo la colonna vertebrale e non sulla faccia anteriore dove si trovano i plessi. Questa contraddizione è importante perchè se il cakra corrisponde ad un'entrata di energia vitale, il plesso è un'uscita di questa stessa energia, in eccesso nel corpo. L'equilibrio dei due  assicura l'armonia dell'organismo.

 

Noteremo anche nel nostro quaderno di studio il legame esistente tra il cakra radice ed il coronale, fra il sacro ed il frontale, fra il solare e il laringeo. Il cardiopatico  è una nuova volta un cakra in sé, dipendente dagli altri ed assicurando l'armonia degli altri. Il cakra possiede 12 petali, situati al centro dei 2 x 12 gangli dorsali, senza essere in relazione diretta con essi, fa il mediatore e Maestro dello zodiaco che traccia il destino dell'uomo.  

 

par Marie de St Clair publié dans : INSEGNAMENTO
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Mardi 7 août 2007

  Vi abbiamo spiegato nelle pagine precedenti che non bisognava cadere nella trappola che consiste nel decapitare, nel combattere e distruggere l'ego; cominciate a contornarne le ragioni perché il combattimento è l'attributo principale del vostro Ego, è questo combattimento che l'alimenta senza tregua, questo combattimento che interferendo col cervello tripal, crea l'ambizione, la ricerca di un sempre  meglio, di un sempre più, che permette alle energie di desideri, di emozioni di prendere il passo sulla saggezza.

  

La ricerca di questa verità ci porterà alla presa di coscienza del non combattimento, dell'inconditionnalità del non violenza e noi cercheremo il perché : la risposta si trova solamente nello scopo, in questa ricerca dell'uomo, del Cristo in Sé e per ciò non abbiamo bisogno che lasciare cadere le nostre difese, il "lasciar perdere", dei buddisti ma realizzeremo rapidamente che questo stato non può essere permanente,  ricercheremo anche i mezzi, il sentiero definito dalla cascata di "ione" caro a Papus.   

Troveremo innanzitutto le armi (attrezzi, per realizzare il sentiero che è,):

 

1, gli attrezzi minori:  

- Attenzione e percezione.  

- Riflessione e Ripetizione.  

- Paragone ed Apprezzamento.  

2, gli attrezzi primordiali:  

- Ritenzione e Memorizzazione.  

- Distinzione, discernimento, e Comprensione.  

- Immaginazione e Creazione.  

Per percepire i 12 stadi del sentiero:  

- Individualizzazione e Numerazione.  

- Decomposizione e Dissezione.  

- Associazione e Deduzione.  

- Organizzazione e Classificazione.  

- Induzione e Deduzione.  

- Astrazione e Generalizzazione.  

Non sapremmo troppo consigliarvi di fare il paragone con l'evoluzione del bambino, dalla sua nascita all'adolescenza. Ritrovate dunque ogni fase corrispondente a questa enumerazione e poi, applicate queste fasi alla vostra propria evoluzione spirituale.  

   

- III, ci resta da studiare il terzo cervello: il cervello animico o cardiaco, sede dei sentimenti, dell'amore e della compassione, situato al centro del corpo, all'altezza del plesso cardiaco..  

   

a)  prima  parliamo più a lungo di questo ultimo cervello, provate a definire queste nozioni:

  

- Compassione: Se apriamo il "Dizionario ", troveremo la seguente definizione: sentimento di pietà provata davanti ai mali di altrui e che ci spinge a dividere" ; viene dal latino ecclesiastico: compassio, di compatire significando: soffrire con.  

La compassione: Karuna in sanscrito,( mentre l'amore si dice: Maitreya in questa stessa lingua), è questo sentimento dell'insopportabile davanti allo sconforto  altrui ma non bisogna perdere di vista che il Templare, come soldato del Cristo, fa voto di liberare ogni essere dalla sua sofferenza combattendo la radice stessa del loro sconforto.  

La compassione è una forza, forma pensiero che è potere perché altamente positiva per l'essere che la mette in attività purché apprenda il distacco. Il vero cercatore che cerca condivide la sofferenza dell'universo ma non porta l'universo sulla sua schiena.

  

- b, l'amore: c'è Amore ed amore con, fra queste due espressioni, una moltitudine di amori differenti con "A" più o meno grandi:  

Amiamo il nostro coniuge, i nostri genitori, noi amiamo tale o tale pietanza, tale o tale attività.... amiamo o amiamo molto! La parola Amore è utilizzata a tutte le salse, esprimendo, per la maggioranza degli esseri, delle forme ad ogni volta differente.  

 

Il cercatore si  fermerà per meditare ancora, sull'immagine della madre capace di amare i suoi bambini con la stessa intensità e di amare allo stesso tempo  suo marito  senza per ciò rinnegare i suoi genitori. Il cercatore troverà, in questa immagine, i differenti piani di vibrazione dell'amore; troverà in questa metafora universale, non degli Amori diversi ma complementari perché non ci sono parecchi Amori ma parecchie forme di un stesso sentimento.

  

Comprendete bene che tra gli amori del Cristo per l'umanità e l'amore che possiamo concepire, tanto grande sia, esiste un mondo che una sola incarnazione non saprebbe colmare.  

Ma questo stato di fatto non deve portarvi a concepire parecchi amori. L'iniziato dice: "sono" e parla al presente avendo consapevolezza delle sue limitazioni.  

   

Avremo altre opportunità di ritornare su questo sentimento, il più grande che esiste. Ma passate fin da oggi dei lunghi momenti a meditare su di lui. Ne scoprirete voi stessi, delle multiple faccette. 

 

par Marie de St Clair publié dans : INSEGNAMENTO
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Vendredi 3 août 2007

  L'importante per il momento essendo di prendere coscienza che nostro essere è costituito di 3 cervelli autonomi che si cortocircuitano senza sosta:  

 I, Il cervello che chiameremo "tripale" o "istintivo" che ha la sua sede nel basso ventre.

  La sua azione principale è di gestire le nostre emozioni a partire dal nostro passato, vicino come lontano, è da questo centro che si generano le paure, le angoscie,le gioie o le collere - l'energia di questo cervello può essere definita in 5 grandi rami:

 
La collera che trasmutata diventa Saggezza e Calma interiore. La collera è legata all'autodifesa del nostro organismo, può essere associata all'acqua che si precipita  dalle montagne  portando tutto via sul suo passaggio, oppure stagna nel suo altro estremo, simbolo di putrefazione, trasmutata, può diventare un lungo fiume tranquillo, sorgente di riflessione e di saggezza.

 

L'orgoglio, altra difesa dell'organismo. Illusione di solidità, di sicurezza, di contemplazione (che dà l'espressione: guardarsi l'ombelico) - Trasmutato, diventa base solida sulla quale l'essere può sedersi per andare più lontano. È associato alla terra che come la lava dei vulcani, distruge ogni possibilità di vita ma che, sopito diventa fertile; la paura non esiste più perché la terra nutritiva offre senza limite ciò di cui l'essere ha il più bisogno. Può allora abbandonarsi e può coltivare il suo essere interiore.  

La passione legata al possesso ma che dominata apre all'unione; è il fuoco distruttore e purificatore, chiudendo l'essere nei suoi scopi o nel suo altro estremo, trasmutato, aprendo il battente alla comunicazione, al rispetto dell'altro; è il fuoco che divora tutto senza discriminazione, e che, dominato porta il calore e la compassione.  

La gelosia e l'invidia, è la paranoia assoluta, chiusura agli altri per mancanza di fiducia in sé, paura della solitudine, dell'abbandono che porta la paura di vedersi lasciare indietro dagli altri. Dominata, diventa motore dinamizante, precisione nell'azione; è la fluidità del vento che cambia direzione appena incontra un ostacolo e che insegue la sua strada senza che nessuno lo ferma. L'essere che ha dominato la gelosia, compie la sua strada senza panico. Trova automaticamente le soluzioni adattate permettendogli di intraprendere mille azioni allo stesso tempo.

 

La pigrizia, può essere associata a tutte le altre energie senza perturbarne l'azione; porta la spensieratezza, ila non combattività, la fuga dell'ego. Situata al centro della croce degli elementi, partecipa di tutti e di nessuno; dominata Tuttavia, diventerà saggezza, azione, base e comprensione, l'asse primordiale intorno al quale tutto si costruisce per associazione.  

L'avete capito, queste 5 energie o emozioni paralizzano l'essere. sono altrettanto energie destabilisatrici. Non dominate, sono la sorgente dei 7 peccati capitali, legati ai primi 3 cakra che chiudono o aprono a volontà, generatrici di malattie.

 

- II, Un altro cervello più conosciuto, si trova nella testa - lo chiameremo cervello mentale od intellettuale.  

Sede dei pensieri, dell'intelligenza, vale a dire della possibilità di analizzare, è il luogo dove la paura trova eco paralizzante, accelerando o guastando tutto il sistema nervoso. È il cervello più difficile da dominare, perché regna non solo in Maestro sul corpo fisico ma è capace di prendere delle svolte di una complessità certa per giustificare le sue decisioni. Ricusando o criticando secondo le svolte dei suoi meandri neurologici. È la sede dell'ego.  

Per convincervi della sua autonomia, vi basta fare la seguente esperienza: prendete un oggetto, non importa quale. Concentrate la vostra attenzione su di lui senza permettere al vostro cervello, per associazione di idee di portarvi altrove. Quanto tempo, resistete? Questo esercizio ripetuto ogni giorno vi permetterà di riprendere il controllo di quest'ultimo e vi preparerà alla pratica della meditazione. 

 

Le emozioni generate dal cervello tripal, trovando  eco nel cervello mentale, orienterano la sua attività, ma il cercatore prenderà cura di non lasciarsi intrappolare dal risultato di una tale sintesi, il vero cercatore ha il dovere di risalire alla sorgente, di epurare il suo spirito delle false piste generate dal cervello tripal o  dall'esterno.

Si accorgerà così come tutta la sua questua gira intorno a 4 verità fondamentali che ricerca e che sono:  

- La verità legata alla ricerca di un scopo che lui  riporterà alla ricerca dello scopo.  

- La verità legata al sentiero che percorre, che riporterà al sentiero primordiale senza legarsi ad un'etichetta particolare.  

- La verità sull'origine della sofferenza e la verità della sofferenza.

  

La nostra incarnazione in un corpo fisico ci porterà naturalmente a cominciare la nostra questua dalla verità della sofferenza generata dalla nostra incapacità a fissarci al presente: rimpianti del passato, speranza dell'avvenire e talvolta pensiero sul momento presente - altrettanto  cause d'irritazione,  d'insoddisfazione  inasprite dalla consapevolezza innata di una mancanza interiore che facciamo fatica a definire - al punto che quando abbiamo degli istanti di felicità, temiamo la disgrazia e ciò ci porta a desiderare di aumentare la felicità, anche spesso con mezzi molto artificiali. Ma il cercatore non  cadrà nella trappola, avendo preso coscienza della sofferenza, ne cercherà l'origine, le ragioni che portano il suo Ego ad essere senza tregua in lotta.  

 

 

par Marie de St Clair publié dans : INSEGNAMENTO communauté : Esotérisme et Spiritualité
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