II, CUORE FISICO E CUORE OCCULTO
È impossibile capire la natura ed il ruolo del cuore se lo si considera isolato dal suo organo, trascurando la sua regione, suo propulsore ed il suo animatore.
- Il cuore occulto è un fuoco spirituale, l'animatore del cuore fisico, il Maestro e Signore, dicono i saggi cinesi.
- Il cuore fisico è il Ministro del Maestro e Signore.
- Suo propulsore è un ordine di funzione, il Maestro del cuore. Nome che adotteremo perché è di per sè rivelatore.
Non ha né forma né organo, si tratta di un punto di commando. Questa sorgente potente di energia sottile costituisce col cuore spirituale la vera "regione" del cuore, regione di cui il cuore fisico è solamente l'organo apparente.
Il propulsore è l'agente energetico intermedio tra il cuore occulto ed il cuore fisico. È in rapporto col conscio e con l'automa. regge i battiti del cuore e l'azione energetica di tutta la regione sessuale.
Il cuore fisico, grazie a suo propulsore ed al suo animatore, grazie al Maestro e Signore ed al Ministro del Maestro e Signore, è dunque il centro ed il regolatore dell'organismo intero .
È il centro ed il motore del circuito rigeneratore del sangue nei polmoni animati dall'aria ed il fuoco aspirato.
Con la sua "regione", stomaco - milza - pancreas) è, per la sua attività energetica, l'agente di combustione dell'alimento terrestre che dovrà diventare cibo assimilabile. È il collettore del sangue incaricato delle acque mandate dai reni ed il fegato - e del kyle nutritivo distillato dall'intestino tenue . Ora l'intestino tenue ed i reni sono retti énergéticamente dal Maestro del Cuore.
Oltre l'interdipendenza degli organi, secondo la loro parentela energetica, regionale o funzionale, bisogna considerare i circuiti.
La ripartizione di tutti i fluidi si fa per circuiti di cui il cuore è il nocciolo che equilibrante, ripartizione dell'energia, il sangue, e le sostanze che risultano dalla digestione. Ora, i circuiti sono retti da ordini energetici dai "tre riscaldatori" (respiratorio, digestivo e sessuale che, a loro volta, sono governati dal Maestro del Cuore.
Tutto dunque, dipende dal Maestro del Cuore. Ora, essendo l'intermediario tra il cuore e la coscienza superiore, questa può dunque agire tramite lui.
Il circuito rigeneratore del sangue: cuore, polmoni, cuore, essendo sotto la dipendenza del Maestro o Cuore, si può agire consapevolmente sulla respirazione per ottenere un acquietamento o un'animazione intensiva.
Il circuito "Maestro del Cuore, reni, sesso", dà la possibilità di trasmutare la forza sessuale con l'azione cosciente del Maestrodel Cuore. D'altra parte, il circuito,: fegato, bile, cervello, può essere controllato dalla coscienza dell'Io che può osservare le reazioni personali dell'automa ed evitarle tagliando il circuito: bile - cervello.
Questo studio delle funzioni organiche ci conduce necessariamente a riconoscere il suo movente: il Fuoco che, sotto i suoi diversi aspetti, è il loro animatore e l'agente efficiente d'ogni vita funzionale. Ora, se le sue manifestazioni sono molteplici, la sua sorgente è unica.
È il Fuoco animatore del Mondo. Luce essenziale e Principio causale di tutto ciò che esiste. È chiamato "Verbo" da Giovani l'evangelista e "Horus" nell'antico Egitto, Horus.... Our nella sua accezione universale. Nella sua incarnazione umana, è chiamato Cristo dal vangelo e "Horus dagli Uomini" in Egitto ("il Horus che si alza dalle membra dell'uomo").
Per un principio unico, tanti nomi quanti linguaggi,: è sempre lo spirito, la Luce che è nelle tenebre, il Fuoco di tutti i Saggi.
Qualunque sia la forma ed il potere di queste manifestazioni, non bisogna perdere mai di vista l'unicità della loro sorgente: il Fuoco, mobile ed agente di tutte le operazioni di Natura sia che si manifesti in tutte le fasi genetiche con le trasformazioni ed i colori delle diverse sostanze sia che avvolga le membra e gli organi di questi circuiti.
III, IL SIMBOLISMO DEL CUORE ED IL SUO POSTO NElLA TRADIZIONE
Il cuore, organo centrale dell'individuo è assimilato alla nozione di centro.
Simbolicamente, ha dei rapporti stretti con:
- il cerchio, il disco, l'anello, l'urna di oro, la coppa, il Graal, il cubo, la piramide troncata, la Rosa-croce, la cifra 5 ed il colore giallo.
Si può rievocare anche:
- il centro del mondo, la montagna sacra, il Monte Méru, Tiphereth, il re, il Cristo, il redentore, il mediatore, il lamen, l'intelligenza mediatrice, il luogo segreto e nascosto della coscienza, il sesto sentiero nel Sepher Yetzirath, la Grande Loggia bianca, l'amore.
Tutte queste corrispondenze c'illuminano abbondantemente sulla natura del cuore. Ogni simbolo, ogni significato sono altrettante faccette diverse di un stesso diamante che riflette una sola verità che tocca ciascuno di noi a livello della nostra coscienza.
Il cuore dell'uomo è il vaso alchemico dove si fa la trasmutazione del piombo in oro, il luogo dove si opera la trasfigurazione.
Nell'antico Egitto, il cuore svolge un ruolo fondamentale. Secondo la cosmogonia memfita, il Dio Ptah ha pensato l'universo col suo cuore prima di realizzarlo con la forza del verbo creatore. Il vero cuore solare è la sorgente di questa energia che dà la vita al nostro mondo. Il cuore di carne (AB) è il corpo di questo sole di vita e di fuoco che è il centro raggiante dell'anima (BA) di cui l'aspetto inferiore è portato dal sangue.
Il nostro vero cuore solare, spirituale, è il centro di attrazione della nostra identità fissa superiore (KA), generato da Maat, la coscienza cosmica. Il cerchio iscritto in un quadrato rappresenta per i Kabbalisti la scintilla del fuoco divino nascosto nella materia animando questa col fuoco della vita, (penso poter aggiungere che analogicamente, il quadrato rappresenta il cuore fisico ed il cerchio il cuore spirituale. Questo ci riporta ad un simbolo che c'è caro...)
I Véda considerano il cuore come sede di Brahma, il centro spirituale della coscienza umana e lo paragonano ad un fiore di loto rovesciato. Un piccolo spazio contiene il cielo e la terra, il sole, la luna e le stelle e "le luci dell'universo sono incluse". Il cakra cardiaco Anahata corrisponde al timo e rappresenta il Vaya - tattva, elemento aria. ci sono dodici petali rosa dove sono iscritti dodici lettere simboliche. Al centro, due triangoli formano il Sigillo di Salomone. La lettera Yam si trova di mezzo e ne è il mantra segreto. Le due divinità di questo cakra sono Isa ed Iswwara; Dio manifestato.
La tradizione Hadith Qudsi fa dire a Dio:
"Il cielo, la terra non mi contiene, ma sono contenuta nel cuore del mio servitore". Il punto più intimo del cuore è chiamato il mistero e è il punto inafferrabile, sconosciuto dove la creatura incontra Dio. La visione spirituale è paragonata all'occhio del cuore: "Ho visto il Mio Signore con l'occhio del Cuore" dice ancora Al Hallaj.
Non possiamo parlare di questo centro Santo dall'uomo senza rievocare la sesta sephira dell'albero di Vita: Tiphereth, la bellezza. Il nome divino di Tiphereth è "Aloah va Daath" che è tradotto con "Dio manifestato nella sfera dello spirito". In Tiphereth, Dio si manifesta con la forma ed abita tra di noi. Vale a dire che è percepito dalla coscienza. I concetti archetipi si cristallizzano e diventano idee archetipi. È il luogo dell'incarnazione; cosi Tiphereth è chiamato anche il bambino.
Saint Yves d'Alveydre menziona nel più sapiente dei suoi lavori: "Tiphereth è chiamato anche dai Kabbalisti Shemesh, la sfera del sole e notiamo che Shem è il cielo divino, quello del verbo nella Gloria, quello della Parola Persa ma ritrovata in Lui e per Lui.... Nel cielo di Gloria sono i cieli fluidi "Shema In " ,quelli delle forze sottomesse ai poteri della Parola, agli Alhim del Verbo ed al loro Mihela (Mihael) ". è in questa Sfera che l'adepto incontra i suoi Maestri e vibra al più alto livello di coscienza possibile perché questo luogo eterno, questo Tempio che nessuna mano ha costruito è la Grande Loggia Bianca.
La Tradizione c'insegna dunque che il cuore nell'uomo è il luogo privilegiato dove Dio ha stabilito la sua Casa. Di più, se riusciamo a sciogliere le scorze successive della nostra natura inferiore e decaduta, non tarderemo a rigenerare le nostre membra, le nostre cellule, con un sangue nuovo. Non tarderemo più ad estinguere la nostra sete alla coppa del Graal, al Vaso Consacrato della Santa Cena.