"Mi applico nella miseria, oggetto di un disprezzo costante, in preda alle malattie, a conservare coraggio e pensieri positivi.
Siamo capaci di comprendere, a questa tappa della nostra vita, qual è l'impegno nella Cavalleria? che i nostri dispiaceri, le nostre pene sono solamente prove che confermano spesso nostro destino, una scelta, che abbiamo fatta per raggiungere il nostro scopo. C'occorre capire che il nostro Karma ci permette di liberarci di un debito e di imboccare risolutamente la via spirituale che è fuori da tutto, al di sotto di tutto e tuttavia dovunque allo tempo stesso.
Tuttavia appena la prova arriva, rinneghiamo tutt’insieme per cristallizzarci sulla nostra disgrazia. Lasciamo parlare nostro inconscio, lui conosce questo vero segreto che noi rifiutiamo di guardare in faccia. Desideriamo dimenticarci noi-stessi, ma che la malattia arriva e ci trinciamo nel nostro ego per lottare contro nostro proprio destino materiale.
Questo versetto del codice morale è sorgente di un'esplosione di meditazioni che non c'occorre fuggire ma al contrario accettare umilmente. Nostra anima sembra riempita di fede, nostra volontà irrobustita, cercando la Luce ma tutto questo non è per caso creazione di nostro mentale? Solo l'esperienza ci mostrerà la verità, ci dirà se, credendo vedere il cielo, non ci siamo attardati affatto su una visione della terra e delle sue meschinità.
Comprendetemi bene! Spesso intendiamo essere nel giusto, nostro mentale conoscendo gli scritti, ci costringe a metterli in azione, ma l'obbligo che se ne fa, è già di troppo, costruirà l'illusione, il muro del nostro isolamento dietro il quale ci trinceriamo. Là, non è la vera fede e, anche immersi nella preghiera, la prova sarà alla fine dell'istante, per sprofondarci nella realtà di noi-stessi.
Nostro mentale deve aiutarci a costruire la nostra fede, non la nostra credenza, e la fede deve essere basata sulla fiducia. Poniamo la nostra fiducia in Dio e ci metteremo al di sopra delle inquietudini, dei timori e delle preoccupazioni di cui il mondo è riempito. Ritroviamo la nostra semplicità, nostro sguardo da bambino sul mondo, svuotiamo nostro mentale di tutti gli ancoraggi del mondo e delle sue vicissitudini. Impariamo a vedere mediante la nefandezza, il risultato delle nostre proprie estorsioni. L'uomo passa la sua vita a battersi e così trascorre suo tempo ad alimentare l’egregora dei signori dell'abisso.
Dio è Amore-luce, apriamoci a lui, siamo elementi di Pace, d’armonia e noi Serviremo la Luce, la vita ed i nostri fratelli illuminando l'umanità. Ma al posto di ciò, l'uomo prende un furbo piacere a ricercare l'ombra. Cosa cè nella Luce che lo disturba tanto? Perché basta che un fratello o un sorella piena di tristezza arrivi, ed ecco la nostra Anima che si riempie di questa tristezza, come se si trattasse di una spugna? Riempite la vostra Anima d’amore, di Pace, di Luce e la tristezza non vi riempirà più. Cacciamo la nostra siccità di Cuore, apriamo gli occhi sulle trappole del nostro mentale che ci fa vivere nell'illusione. Diventiamo Preghiera vivente. Diventiamo noi-anche una corrente d’amore, mischiando il pensiero di Dio agli atti della nostra vita quotidiana. Diventiamo azione ed il nostro cuore non sarà più "carta assorbente" che assorbe tutto ciò che passa alla sua portata. L'amore traboccherà da noi come una doccia benefica, rinfrescando nostro mentale, pulendo le scorie che si aggrappano ai nostri corpi sottili così come a quelli che incontriamo. Non aggrappatevi più alle disgrazie, non aggrappatevi più alle illusioni. Diventate creatore del pensiero positivo, sfavillio del verbo!
Gli Antichi sono stati colpiti vivamente delle vicissitudini ripetute della condizione umana, della mescolanza costante di bene e di male che affettano ogni uomo che viene in questo mondo, per le prove immeritate talvolta che colpiscono i giusti e per l'insolente fortuna i meno giusti. Hanno visto crollare i più grandi imperi ed i più potenti tiranni mentre si trovavano alla vetta del loro dominio.
Ne hanno dedotto che esisteva all'infuori della volontà dell'uomo delle forze cosmiche suscettibili di influenzare suo destino come quello dei popoli e dei mondi.
Queste forze una dopo l'altra generose e severi, benefiche e nefaste, prodighe ed avare non sono sembrate loro cieche tuttavia, ed essi hanno avuto l'impressione, poi la certezza, che seguivano malgrado la loro apparente incostanza, delle leggi dinamiche.
Numerosi proverbi latini fanno allusione senza equivoco a queste leggi .La chiesa stessa ne ha ripreso alcuni come" Hodie mihi, cras tibi": Oggi è mio turno, domani sarà il tuo. Nessuno può pretendere sfuggire a queste leggi. L'uomo più ricco può essere colpito e spoglio come Job; Il principe più potente può essere scuoiato o assassinato. Il Budda ne faceva allusione quando rispose alla donna che desiderava vedere suo figlio risuscitare": vai a bussare a tutte le porte di questo villaggio, se trovi una sola famiglia dove il destino non ha colpito, renderò la vita a tuo figlio..."
Pitagora scriveva nei versi dorati": Sopporti senza compiangerti tutte le prove di cui una parte ti è riservata tra i mali che i Dei fanno subire agli uomini. Ma sappi che puoi rimediare in una certa misura e nota bene che non è sempre il migliore che è punito...." , Versi Dorati 18 a 20,
Questi versi ci portano a riflettere a questa parte di libertà, di libero arbitro lasciato ad ogni uomo e che gli permette in una certa misura di reagire utilmente per un atteggiamento giusto" al rovescio del destino." Meditate questo versetto del codice morale pensando dunque che il più gran segreto dell'occultismo tradizionale risiede nell'esercizio di questa facoltà per il potere dei sacrifici volontari che hanno per effetto di neutralizzare il cattivo aspetto del destino. Applicazione della legge d’Amra che fa che ogni azione, buona o cattiva, torna sempre verso il mittente.
Se il profano è interamente disorientato davanti ai capricci della fortuna, se non comprende niente alle prove, le trova ingiuste ed immeritate o al contrario mostra con ostentazione le sue ricchezze, l'iniziato non può lasciarsi andare a subire il destino con passività perché ha il dovere di comprendere che è della sua passività interiore che soffre così come conferma di nuovo Pitagora che scrive": Disgraziati sfortunati, hanno la felicità alla loro portata e non possono né vederla né sentirla. Quale fatalità acceca i loro spiriti, come i loro corpi arrotondati quando circolano in ogni senso sballottati da tutte le parti, sofferenti d’infiniti mali ". , Versi dorati 55 a 58,
Che l'iniziato meditati questi versi perché questo principio si applica non solo a chi ha raggiunto una situazione invidiata ma anche, in un campo più modesto ad ogni uomo. Gli Antichi chiamavano questa realtà la legge automatica d’equilibrio cosmico che vuole che ogni azione nella materia sia seguì di una reazione corrispondente.
Per noi Templari che vivono nella materia, c'appartiene di conoscerne i meccanismi per metterli in applicazione nella nostra vita di ogni giorno. Non dare la carità per sbarazzarci del sovrappiù ma sappiamo come San Martino dividere ciò che c'è di più caro o di cui abbiamo il più bisogno, anche in pien'inverno.
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