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Con affetto.

Legge di Ermete

  CERCATORE,
la legge di Ermete come quella di Amra  ti da l'obbligo morale di ritrasmettere quello che hai capito della Via; Ogni volta condurai un fratello, una sorella sulla via dell'iniziazione, sarai artigiano della Grande Opera, compagno sulla via delle stelle, artigiano  dell'opera spirituale che portera alla fine  del carma individuale quanto collettivo

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Mardi 1 novembre 2005

"Mi applico a scambiare la mia felicità contro la sofferenza di altrui"

 

Non mi fermerò su questo versetto che riprende i valori stessi della Cavalleria del Santo Graal che dovreste aver avvicinato in libri da tempo.  Il Cavaliere trova la sua felicità nella sua azione verso gli altri, nel sacrificio di sé per liberare gli altri che sono nella prova.

 

Lascerò semplicemente alla vostra meditazione il fatto che questo versetto recupera una delle leggi fondamentali del Karma. Paragonatelo ai sei primi, tale deve essere il vostro lavoro quotidiano. Non serve a niente studiare se non fate la sintesi di ciò che leggete e se non tentate di metterlo in azione nella vita quotidiana. A questo punto del vostro lavoro, fate la somma della strada percorsa fino ad oggi stesso e soprattutto se siete persuasi d’avere tutto capito e mettete le vostre conoscenze in pratica. Vivete l'amore, ripensate a questi eroi della leggenda del Graal, al mito di Merlino e di Viviana.

 

Merlino, forza creatrice e Viviana, forza femminile, si uniscono eternamente in seno alla conoscenza che abita Merlino e che è per questa opportunità, coscienza cosmica. Questa coscienza che è realtà, Una, Totale che porta la pulsazione di cui la segreta scintilla darà la vita umana.

 

Per ciascuno di noi è lo stesso. Non siamo solamente puri spiriti. Nostro corpo è una creazione dei quattro elementi della natura: Fuoco, Acqua, Aria, Terra ed dobbiamo assolutamente realizzarlo. Nostro spirito dovrà ritornare nella foresta di Brocéliande, la foresta delle Origini per ritrovare la Natura immortale delle cose e dei sentimenti, per identificarci a questa Natura e scuoiarci dei nostri difetti di egoismo, di egocentrismo e di tutte le piccole cose alle quali concediamo troppa importanza e... diventare fiamma di amore... Questo Amore che è in noi per Dio e per gli esseri.

 

È per lui che la strada della Conoscenza ci sarà aperta per permetterci di arrivare alla realizzazione del nostro essere.

 

Seguiamo tutta questa lunga strada, difficile e spesso dolorosa, picchettata di rinunce ma anche di forti soddisfazioni, di trasformazioni, di aperture ad una comprensione nuova che ci farà scoprire le porte dell'amore Divino.

 

Solo l'amore Universale e la compassione ci salveranno della morte spirituale.

 

Quest’Amore c'ingrandirà ai nostri propri occhi, ci permetterà di realizzare ciò che è

 

l’essere completo.

 

 

par Marie de St Clair publié dans : Il Libro del Cavalliere
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Mardi 1 novembre 2005

"Mi applico nella miseria, oggetto di un disprezzo costante, in preda alle malattie, a conservare coraggio e pensieri positivi.

 

Siamo capaci di comprendere, a questa tappa della nostra vita, qual è l'impegno nella Cavalleria? che i nostri dispiaceri, le nostre pene sono solamente  prove che confermano spesso nostro destino, una scelta, che abbiamo fatta per raggiungere il nostro scopo. C'occorre capire che il nostro Karma ci permette di liberarci di un debito e di imboccare risolutamente la via spirituale che è fuori da tutto, al di sotto di tutto e tuttavia dovunque allo tempo stesso.

 

Tuttavia appena la prova arriva, rinneghiamo tutt’insieme per cristallizzarci sulla nostra disgrazia. Lasciamo parlare nostro inconscio, lui conosce questo vero segreto che noi  rifiutiamo di  guardare in faccia. Desideriamo dimenticarci noi-stessi,  ma che la malattia arriva e ci trinciamo nel nostro ego per lottare contro nostro proprio destino materiale.

 

Questo versetto del codice morale è sorgente di un'esplosione di meditazioni che non c'occorre fuggire ma al contrario accettare umilmente. Nostra anima sembra riempita di fede, nostra volontà irrobustita, cercando la Luce ma tutto questo non è per caso creazione di nostro mentale? Solo l'esperienza ci mostrerà la verità, ci dirà se, credendo vedere il cielo, non ci siamo attardati affatto su una visione della terra e delle sue meschinità.

 

Comprendetemi bene! Spesso intendiamo essere nel giusto, nostro mentale  conoscendo gli scritti, ci costringe a metterli in azione, ma l'obbligo che se ne fa, è già di troppo, costruirà l'illusione, il muro del nostro isolamento dietro il quale ci trinceriamo. Là, non è la vera fede e, anche immersi nella preghiera, la prova sarà alla fine dell'istante, per sprofondarci nella realtà di noi-stessi.

 

Nostro mentale deve aiutarci a costruire la nostra fede, non la nostra credenza, e la fede deve essere basata sulla fiducia. Poniamo la nostra fiducia in Dio e ci metteremo al di sopra delle inquietudini, dei timori e delle preoccupazioni di cui il mondo è riempito. Ritroviamo la nostra semplicità, nostro sguardo da bambino sul mondo, svuotiamo nostro mentale di tutti gli ancoraggi del mondo e delle sue vicissitudini. Impariamo a vedere mediante la nefandezza, il risultato delle nostre proprie estorsioni. L'uomo passa la sua vita a battersi e così trascorre suo tempo ad alimentare l’egregora dei signori dell'abisso.

 

Dio è Amore-luce, apriamoci a lui, siamo elementi di Pace, d’armonia e noi Serviremo la Luce, la vita ed i nostri fratelli illuminando l'umanità. Ma al posto di ciò, l'uomo prende un furbo piacere a ricercare l'ombra. Cosa cè nella Luce che lo disturba tanto? Perché basta che un fratello o un sorella piena di tristezza arrivi, ed ecco la nostra Anima che si riempie di questa tristezza, come se si trattasse di una spugna? Riempite la vostra Anima d’amore, di Pace, di Luce e la tristezza non vi riempirà più. Cacciamo la nostra siccità di Cuore, apriamo gli occhi sulle trappole del nostro mentale che ci fa vivere nell'illusione. Diventiamo Preghiera vivente. Diventiamo noi-anche una corrente d’amore, mischiando il pensiero di Dio agli atti della nostra vita quotidiana. Diventiamo azione ed il nostro cuore non sarà più "carta assorbente" che assorbe tutto ciò che passa alla sua portata. L'amore traboccherà da noi come una doccia benefica, rinfrescando nostro mentale, pulendo le scorie che si aggrappano ai nostri corpi sottili così come a quelli che incontriamo. Non aggrappatevi più alle disgrazie, non  aggrappatevi più alle illusioni. Diventate creatore del pensiero positivo, sfavillio del verbo!

 

Gli Antichi sono stati colpiti vivamente delle vicissitudini ripetute della condizione umana, della mescolanza costante di bene e di male che affettano ogni uomo che viene in questo mondo, per le prove immeritate talvolta che colpiscono i giusti e per l'insolente fortuna i meno giusti. Hanno visto crollare i più grandi imperi ed i più potenti tiranni mentre si trovavano alla vetta del loro dominio.

 

Ne hanno dedotto che esisteva all'infuori della volontà dell'uomo delle forze cosmiche suscettibili di influenzare suo destino come quello dei popoli e dei mondi.

 

Queste forze una dopo l'altra generose e severi, benefiche e nefaste, prodighe ed avare non sono sembrate loro cieche tuttavia, ed essi hanno avuto l'impressione, poi la certezza, che seguivano malgrado la loro apparente incostanza, delle leggi dinamiche.

 

Numerosi proverbi latini fanno allusione senza equivoco a queste leggi .La chiesa stessa ne ha ripreso alcuni come" Hodie mihi, cras tibi": Oggi è mio turno, domani sarà il tuo. Nessuno può pretendere sfuggire a queste leggi. L'uomo più ricco può essere colpito e spoglio come Job; Il principe più potente può essere scuoiato o assassinato. Il Budda ne faceva allusione quando rispose alla donna che desiderava vedere suo figlio risuscitare": vai a bussare a tutte le porte di questo villaggio, se trovi una sola famiglia dove il destino non ha colpito, renderò la vita a tuo figlio..."

 

Pitagora scriveva nei versi dorati": Sopporti senza compiangerti tutte le prove di cui una parte ti è riservata tra i mali che i Dei fanno subire agli uomini. Ma sappi che puoi rimediare in una certa misura e nota bene che non è sempre il migliore che è punito...." , Versi Dorati 18 a 20,

 

Questi versi ci portano a riflettere a questa parte di libertà, di libero arbitro lasciato ad ogni uomo e che gli permette in una certa misura di reagire utilmente per un atteggiamento giusto" al rovescio del destino." Meditate questo versetto del codice morale pensando dunque che il più gran segreto dell'occultismo tradizionale risiede nell'esercizio di questa facoltà per il potere dei sacrifici volontari che hanno per effetto di neutralizzare il cattivo aspetto del destino. Applicazione della legge d’Amra che fa che ogni azione, buona o cattiva, torna sempre verso il mittente.

 

Se il profano è interamente disorientato davanti ai capricci della fortuna, se non comprende niente alle prove, le trova ingiuste ed immeritate o al contrario mostra con ostentazione le sue ricchezze, l'iniziato non può lasciarsi andare a subire il destino con passività perché ha il dovere di comprendere che è della sua passività interiore che soffre così come conferma di nuovo Pitagora che scrive": Disgraziati sfortunati, hanno la felicità alla loro portata e non possono né vederla né sentirla. Quale fatalità acceca i loro spiriti, come i loro corpi arrotondati quando circolano in ogni senso sballottati da tutte le parti, sofferenti d’infiniti mali ". , Versi dorati 55 a 58,

 

Che l'iniziato meditati questi versi perché questo principio si applica non solo a chi ha raggiunto una situazione invidiata ma anche, in un campo più modesto ad ogni uomo. Gli Antichi chiamavano questa realtà la legge automatica d’equilibrio cosmico che vuole che ogni azione nella materia sia seguì di una reazione corrispondente.

 

Per noi Templari che vivono nella materia, c'appartiene di conoscerne i meccanismi per metterli in applicazione nella nostra vita di ogni giorno. Non dare la carità per sbarazzarci del sovrappiù ma sappiamo come San Martino dividere ciò che c'è di più caro o di cui abbiamo il più bisogno, anche in pien'inverno.

.

 

par Marie de St Clair publié dans : Il Libro del Cavalliere
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Mardi 1 novembre 2005

  "Mi applico ad lodare chi mi rivela i miei difetti"

 È essenziale al nostro sviluppo che diventiamo realmente coscienti del nostro vero" Io." Uno dei metodi per arrivare è infatti di penetrare in noi-stessi. Facciamo tuttavia, spesso fatica ad essere obiettivi, ancora di più quando si tratta di noi.

 

Certi autori, fra i più eruditi, affermano che scoprire il o i difetti degli altri è cosa facile.

 

Certi detti vi direbbero. “ è più facile vedere la paglia nell’occhio del vicino che la trave c in uno dei nostri." Ma quel che tutti dimenticano di precisare, è che per riconoscere questo o questi difetti, bisogna obbligatoriamente conoscerli in se stesso. Chi critica di più suo prossimo rivela così la propria natura ed intrappola in realtà se stresso, ed è per questa ragione che in una precedente comunicazione, vi avevo esortati a sviluppare in voi la forza di vedere nell'altro che l'aspetto positivo, per non radicare in vostro io questi aspetti di voi stessi grazie al pensiero creatore.

 

Alcuni di voi, leggendo queste linee, diranno che sto dimostrando l'opposto di quel che è scritto in questo versetto del codice morale! Tendiamo a considerare solamente il senso primo di una lettura, senza cercare di approfondirlo per la meditazione. Ogni essere che incrocia la nostra strada non è là per puro caso. Rivelando ai vostri occhi i suoi propri difetti, non è che lo specchio che vi riflette i vostri, sui quali vi occorre fermarvi e meditare per trasformare vostro io, permettergli di raggiungere il piano vibratorio del Se.

 

Siate sinceri con voi stessi ed allora, e vero quanto il giorno succede alla notte, seguirà che lo sarete verso gli altri e che non li considererete più come i nemici potenziali perché, parimenti, il giorno non esisterebbe senza la notte. ( Ricordatevi del simbolismo del Tao).

 

L'uomo è nella dualità per via della sua incarnazione ed ogni sua energia deve tendere verso questa comprensione di sé per raggiungere l'unità.

 

Anche se l'altro criticandovi non fa che rivelare i suoi propri difetti, non significa che i vostri non esistono. L'altro, in questa situazione carmica, trova solamente in voi lo specchio dei suoi propri, senza obiettività. Ed è questa stessa debolezza che noi coltiviamo  anche al nostro riguardo..

 

È per questo che abbiamo il dovere d’ascoltare nostro detrattore che serve a sua volta da specchio e pone il dito su una parte di noi-stessi che non osiamo guardare. Preferiamo vivere nella dolce illusione di un io costruito interamente dalla nostra immaginazione, posizionandoci su un piano superiore, cantando questa cantilena": non c'è dubbio, sono il migliore"! Lodiamo dunque questo essere, sconosciuto o no, che ci riporta alla realtà obbligandoci a guardare la faccia nascosta della nostra anima. Come Templare, abbiamo il dovere di far fruttificare l'Opera del Creatore. Per ciò, c'occorre mettere in pratica le parabole del nostro Divino Maestro nella nostra vita quotidiana e lavorare insieme per lo scopo comune, ispirati dallo spirito d’amore venendo da dentro di noi, far di nostri insegnamenti un balsamo vivente. La conoscenza per la conoscenza è inutile, a meno di utilizzarla con un desiderio di inseguire un sentiero che ci riporta alla casa del padre e di servire l'umanità col meglio delle nostre possibilità.

 

Ogni giorno, ogni minuto che passa può essere un'opportunità di rigenerazione e di rinnovo. Qualsiasi furono i nostri errori e le nostre colpe, possiamo, in quest’istante stesso decidere di cominciare una vita nuova. Guardate il mondo con un occhio nuovo, osservate le prove, i cosi-detti nemici come altrettante carte vincenti alla comprensione di voi stessi e cancellate il passato. Abbandonarsi al dispiacere, addirittura al rimorso dei pensieri, delle parole o degli atti colpevoli commessi fin’ora è sterile.

 

Cominciare a rimediare è perdonare, cominciando da voi stessi. Il mondo non si costruisce su dispiaceri, ma su una volontà, con ostinazione e pazienza, e l'atteggiamento adottato s’imporrà col tempo, allo stesso modo che la luce scioglie le tenebre.

 

Qualunque siano i vostri problemi  oggi, che sia col vostro coniuge, coi vostri bambini, il vostro ambiente, i vostri colleghi di lavoro... Che siate pessimisti o cupi... Che abbiate tale o tale difetto maggiore... In questo preciso minuto, tutto può  ribaltare.

 

Se ne decidete così, tenete duro e la forza e l'amore del" Se superiore" si manifesteranno  in ciascuno dei vostri pensieri, in ciascuna delle vostre parole, in ciascuno dei vostri atti.

 

            SOSTENETE I VOSTRI SFORZI E SOPRATTUTTO PERDONATE!

 

                        Così sia!

 

par Marie de St Clair publié dans : Il Libro del Cavalliere
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Mardi 1 novembre 2005

"Mi applico a servirmi della materia senza diventarne schiavo"

 

Questo versetto potrebbe non necessitare di commenti davanti alla sua apparente semplicità. Tuttavia, l'aspirante Cavaliere non deve fermarsi alle apparenze, non più che alla semplicità.

 

Una delle leggi dell'esoterismo dice": Quando una manifestazione, di qualsiasi natura che sia, è sul punto di prodursi, c'è tensione tra gli elementi positivi e negativi; Ogni elemento  tende ad obbligare la manifestazione che risulta dall'unione delle due qualità a prodursi sul piano al quale appartiene.

 

In altri termini, quando una manifestazione va a prodursi, le sue qualità negative cercano di ottenere questa stessa manifestazione sul piano Terrestre o negativo, e da parte loro,  le qualità positive tendono a produrla sul piano cosmico o positivo.

 

Potremmo riassumere questa legge dicendo che se la nostra vita è di un'apparente semplicità, ciò significa che non si è prodotto nessuna manifestazione che mira la nostra evoluzione spirituale, e l'aspirante Cavaliere, come il Cavaliere, prenderà dunque il tempo di meditare ogni parola di quest’alinéa. 

Certe scuole chiedono la miseria completa, l'austerità, anche la castità o il castigo corporale per disprezzare il suo corpo che considerano come troppo attaccato alla materia. Altre scuole, vivente nel lusso ed il potere, non cercano mediante il rituale che il piacere dell'agape che seguirà.

 

Il Templare, vivrà semplicemente nel mondo, cercando la via del mezzo e dell'equilibrio. Non cercherà la ricchezza, cosciente che quando agisce come custode dei suoi beni, provoca delle reazioni di gelosia che possono minacciare la sua vita occasionalmente. Ma non cercherà neanche la via della rinuncia estrema perché è cosciente che il denaro è un'energia che bisogna dominare, cosciente che il mondo della materia, dove ha scelto di reincarnarsi è una scuola di vita per la sua anima, cosciente che questa materia è un'arma che, utilizzata consapevolmente, gli permetterà di costruire un mondo migliore per l'umanità di domani, per i suoi bambini.

 

Ma non cercherà di legarsi perché una tale costrizione gli procurerebbe solamente sconvolgimenti mentali. I Buddisti dicono che una tale persona resterà attaccata alla materia anche dopo la sua morte, che il suo corpo mentale girerà intorno, sofferente che altri esseri ne godono al suo posto, finché un'altra persona venga a liberarlo di essa.

 

Fratelli e sorelle, meditiamo a lungo questo versetto. I problemi materiali, finanzieri sono alla sorgente di tanti conflitti, all'esterno come in seno alle nostre Confraternite. Impariamo ad aprire le nostre porte come apriamo i nostri cuori per aiutare chi è nel bisogno e non areniamoci nel nostro mentale. Molto spesso i problemi legati alla materia sono solo la conseguenza del nostro proprio attaccamento a questa ultima, che  sia sul piano dei possessi, della sessualità o del denaro. Impariamo ad essere  dritti ed onesti, non sempre richiedente, impariamo a dividere ciò che  possediamo, no, ciò che si ha in troppo.

 

Sappiamo seguire l'esempio di San Martino che in pien'inverno divide  suo capotto con  chi ha freddo. La nostra nozione del servizio resta troppo spesso solamente sul piano mentale.

 

Gli esseri sono senza riparo, senza mezzi ma prenderli in un locale vuoto della nostra casa turberebbe la nostra tranquillità.

 

La nostra nozione della divisione si riduce a sbarazzarci di ciò che ingombra armadi, solaio, fienili.

 

Guardiamo ciò che possiamo avere senza guardare ciò che abbiamo già.

 

Scuotetevi, fratelli e sorelle, il terzo millenario non deve vedere più persone morire di fame o di freddo a due passi da noi. Ciò è indegno delle nostre società dette civilizzate. Ciò è indegno del nostro stato di Cavaliere e di Cercatore.

 

 

par Marie de St Clair publié dans : Il Libro del Cavalliere communauté : Esotérisme et Spiritualité
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Lundi 31 octobre 2005

Lo Scorpione e la distruzione dell’Idra di Lerna

 Siamo entrati nel segno dello Scorpione il 23 Ottobre. La Luna sarà piena il 16 Novembre. Con l'energia di questo LP saremo nella forma : I Signori dello Scorpione sono anche chiamati : «Signori della forma." Hanno permesso all'uomo di costruire il corpo nel quale s’incarna.

 

 

 

L’ottava fatica d’Ercole legato allo Scorpione è : " La distruzione dell’Idra di Lerna ." Finché l'uomo non sa sollevare suo corpo, sua forma si attacca alla materia. Non si alza. Lo spirito non prende tutta la sua ampiezza.

 

 

Questo segno d’acqua, fisso, ha suo posto nel mezzo della stagione, l'autunno. È l'acqua delle paludi, l'acqua stagnante ed imputridita ma di cui le fermentazioni annunciano le trasformazioni. Alla differenza dell'acqua del Cancro (Acqua Originaria e fecondatrice) o dell'acqua del Pesce (Oceanica, vasta ed inglobante), è la Morte da dove può sgorgare la Vita. L'amore e la Morte, Eros e Thanatos. Sono opposti : il Toro, segno di costruzione e lo Scorpione, segno di distruzione. In legame con lo Scorpione : il pianeta Plutone, Signore degli inferni, dà la ragione d’essere fra la rivolta e l'angoscia. Il carattere appassionato di questo segno può fargli prendere la sua sofferenza come la bandiera dei martiri.

 

 

Ricordatevi che lo Scorpione è insieme l'animale portatore del pungiglione mortale ma anche l'aquila che può alzarsi verso il Sole.

Le lame dei tarocchi in referenza :

 

 

Andate a vedere anche le 9 teste dell’Idra di Lerna. Alla base dei nostri pensieri quotidiani esistono le nostre convinzioni fondamentali.

 

 

Svilupperò lo Scorpione più avanti, in legame col Sagittario, (terzo segno, per questo periodo importante della nostra introspezione.

 

 

Vi auguro a tutti uno studio arricchito durante le settimane che vengono, in modo da poter abbordare insieme il rinnovo nelle energie salvifiche.

 

 

Vi ho già parlato degli aspetti importanti legati allo Scorpione ed al suo oppositore il Toro. Posso darvi tuttavia, ancora alcuni elementi supplementari associati a queste energie, per prima attraverso il lavoro di Ercole:

 

 

"  La distruzione dell’ Idra di Lerna "

 

 

Se avete già letto il testo, avete visto che da questo lavoro non abbiamo più gli scritti del Tibetano, ma diverse versioni o scritti sono utilizzati per l'interpretazione.

 

 

Di là, parecchi espressioni divergenti:

 

 

Le teste : 3x3 o nove, più un'immortale

 

 

  • - La situazione dell'ultima testa

     

  • - La distruzione delle teste

     

  • - Il posto dato, in funzione delle teste, al sesso e al suo posto particolare.

     

La lettura del test cambia in funzione del senso della ruota dello Zodiaco :

 

 

  • Per l'uomo ordinario o per il discepolo, il cammino è opposto  :

     

  • Dell'Ariete ai Pesci per l'uomo ordinario

     

  • Del Pesce all'Ariete per il discepolo.

     

Tutte le coppie d’opposti devono essere unificate nel gran segno dello Scorpione, segno del discepolo cosciente integrato e non segno dell'uomo ordinario, non evoluto, come si pensa troppo spesso. Tutto questo è lasciato alla vostra riflessione, ogni testa è legata ad uno dei problemi della persona che cerca di raggiungere la padronanza di se stessa. Tre di queste teste simboleggiano gli appetiti legati al sesso, al benessere fisico ed al denaro. Le tre successive alla paura, l'odio e la sete di potere. Le tre ultime, ai vizi del mentale non illuminato : Orgoglio, Separazione e Crudeltà.

 

 

Le tre qualità essenziali per dominare queste nuove energie sono : l'umiltà, il Coraggio ed il Discernimento.

 

 

Ercole cerca di alzare suo problema ad una dimensione superiore e non ad agire senza fine nel pantano del subconscio. Cerca di vedere suo problema alla luce della Saggezza, ciò che chiamiamo l'anima, egli riesci  a rompere la stretta dell’ Idra e finalmente, vince la Bestia.

 

 

In questo test, l'uomo attuale deve dimostrare a sé che la forma è semplicemente un canale d’espressione che lo mette in contatto con un grande campo di manifestazione Divina.

 

 

La forma fisica resta un mezzo messo a nostra disposizione per manifestare e riconoscere il Divino in noi. Tutto dipende come utilizziamo questo triplice personalità : ad un fine Divino o ad un fine egoista. Là, si trova la Grande Illusione.

 

 

Nello Scorpione, il Se è determinato ad uccidere il piccolo se, per insegnarli il significato della Risurrezione.

 

 

" Ci alziamo inginocchiandosi." Ecco la consegna dell'istruttore ad Ercole.

 

 

Vostra sorella sulla strada.

 

 

par Marie de St Clair publié dans : Astrologia personale
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Samedi 29 octobre 2005

Mi applico a generare lo spirito di risveglio per liberare l'infinità degli esseri.

Trovate, ogni mese nel bollettino, la seguente" massima: Cercatore, la legge di Ermes come quella di Amra ti dà obbligo morale di trasmettere ciò che hai compreso del Sentiero. Ogni volta che porterai un fratello o una sorella sulla via dell'iniziazione, sarai l'artigiano del Grande Opera, compagno della strada delle stelle, artigiano dell’Opera spirituale che condurrà alla fine del Karma, tanto collettivo che individuale."

Molto cercatori sono alla ricerca del loro proprio risveglio e è una cosa lodevole, ma dimenticano troppo spesso che sono solamente un anello del tutto che rappresenta l'umanità tutta intera, vivente sul pianeta Terra e che c'occorre percepire come un essere vivente. In questo tutto indissociabile, siamo esattamente simili a questi milioni d’esseri che cercano la felicità e fuggiamo la sofferenza e che, tutti quanto noi, hanno sete di trovare la luce del sentiero. Il Templare, ve l'ho ripetuto spesso, più che chiunque, vive nel mondo sempre con quest’ideale di servizio all'umanità in mente; più che chiunque, sacrificherà la sua felicità per quella degli altri; più che chiunque, prenderà coscienza dell'interdipendenza degli esseri sia sul piano materiale che sul piano spirituale perché la nostra umanità fa parte di un identico gruppo d’anime che  deve arrivare insieme alla porta del piano superiore, i più avanzati aiutando i  più deboli. È in ciò che abbiamo il dovere ad ogni istante di pensare agli esseri che, in quest’incarnazione, non hanno trovato la luce del Sentiero. Ciò non vuole dire che la salvezza sia solo nell'ordine del Tempio o  nella MASSERIA, non dobbiamo sviluppare una condotta settaria, altri gruppi, altre scuole, associazioni similari, tanto nella pratica che lo spirito, esistono nel mondo ed operano, silenziosamente o non, al ritorno verso la Sorgente Divina. Non dobbiamo neanche nascondere il nostro impegno, ed avere paura di parlarne intorno a noi, ma:

            - non in un discorso propagandistico. È con l'esempio che daremo della nostra disponibilità agli altri, della nostra devozione, della saggezza, che abbiamo acquistato in questo giorno che attireremo l'umanità sul Sentiero.

            - non in un discorso di vanteria, ma sviluppando in noi il discernimento. Quando un essere risponderà, interrogativo al nostro esempio, sapremo che è arrivato il momento di dirgli di più.

Spesso, fratelli e sorelle mi dicono": Vorrei parlare della Masseria, di ciò che facciamo, ma non ho abbastanza conoscenze per farlo."

Questo pensiero è spesso una trappola perché ponendovi questa domanda, vi escludete solo dalla Masseria. Siete la Masseria e non gli araldi di un Magistero, unico rappresentante della Masseria. Quando parlate della Masseria, dovete parlare solamente di voi, del vostro lavoro, delle vostre attese, di quello che trovate. Dovete parlare delle vostre interrogazioni, ma anche di ciò che volete fare per l'umanità. Voi... e non di ciò che vuole fare la Masseria. Ditevi bene che se siete oggi con noi, è perché vi siete sentiti in armonia coi nostri scopi, perché vi siete sentiti vicini ai nostri propositi e che un fratello o un sorella vi hanno parlato ieri di noi. Così oggi, siamo uniti in uno stesso soffio, i nostri propositi sono ciò che ieri pensavate e che oggi mettete in applicazione.

Dunque per ritornare ne al nostro capoverso, c'occorre sviluppare in noi un vero spirito di compassione verso tutti gli esseri. Tendiamo troppo spesso a non concepire come relazioni che gli esseri con cui si è in affinité,  che quelli con che il si sente buono. Ma è l'umanità intera che il Cavaliere del Tempio dedica il messaggio di amore del nostro Divino Dottor in Cristo, verso quelli che c'ama come verso ceux  che c'odia. C'occorre dominare l'irritazione come l'avversione che risulta da certi atteggiamenti avversi. Questo è così come svilupperemo in noi questa forza di volontà, di compassione e di amore. Questo è così come alzeremo nostro essere verso questo piano Christique che cerchiamo tutti di raggiungere. Il benessere degli altri sono più importanti della nostra propria felicità. Se noi, abbiamo compreso, importa che altri comprendano affinché l'umanità sia liberata, affinché il matrimonio alchimique possa essere celebrato.

 

 

par Marie de St Clair publié dans : Il Libro del Cavalliere
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Samedi 29 octobre 2005

"Mi applico a dominare le mie emozioni verso miei cari ed anche verso i miei nemici"

Per lavorare questo secondo versetto del codice morale del Templare, c'occorre fermarci di nuovo su questa prima parte di frase": mi applico" chi ritornerà fino all'ultimo versetto.

 

"Mi applico" domanda dell'attenzione, della cura, della concentrazione ed è in questo spirito che devono esser lavorati tutti i versetti se si vuole ottenere qualche cosa per il nostro più gran bene ed arrivare a questo stato di cavaliere che è la nostra ragione di essere sulla strada. Non C’è bisogno di pesanti enciclopedie, siate costanti e volontari nel vostro lavoro e la strada sembrerà più facile a salire, perché per raggiungere la cima della montagna, bisogna andare al passo senza fermarsi troppo spesso perché avrebbe per effetto di tagliarvi le gambe, senza andare troppo rapidamente perché vi sfiatereste.

 

Questo detto, la legge che segue è importante. C'occorre capire prima il significato dell'emozione che troppo spesso si confonde col sentimento. Ora l'emozione è una pulsione generata dal nostro terzo cervello che ha la sua sede al livello delle viscere. Cervello istintivo legato al passato, generatore delle paure come delle gioie. L'emozione paralizza il corpo come lo spirito, è legata al desiderio, al possesso, in breve al piano materiale. Intrattiene la sovreccitazione che ci rende incapace di concentrarci sul lavoro da compiere.

 

L'emozione prende la sua sorgente in Manipura, o cakra solare che corrisponde in generale allo stadio di risveglio dell'umanità, stadio che c'occorre superare per entrare nell'era dell'Acquario. Svegliate vostro cakra cardiaco," Anahata", per vivere la legge di" amore che Cristo ci ha rivelato. Deve essere la nostra ricerca permanente. L'emozione è legata all'ego, è questa forza egocentrica che s’impone a voi che vi trascinate negli estremi, vi ruba i sentimenti limitandovi a viverli allo stadio delle pulsioni quando sono in rottura di alimentazione, d’energia, vi porta a rinnegare la cosa per la quale prima, vi sareste fatti uccidere. Dovete ancora sapere che l'emozione è legata alle forze primarie della natura che, se possiedono un senso per il nostro pianeta, sono effimeri per l'anima che non fa che transitare. Prendete il tempo, fratelli e sorelle di fare il vostro esame di coscienza, di analizzare vostro comportamento per differenziare bene ciò che fa parte delle vostre emozioni o dei vostri sentimenti. Quante pulsioni incontrollabili non si stampano fino al fondo del vostro essere  rivestando l'illusione di un bel grande sentimento? Il legame che vi unisce ad altri che dite di" amare", non è che un mezzo per mascherare la vostra paura della solitudine, la vostra paura della morte?

 

La strada che conduce a Cristo passa necessariamente da questa presa di coscienza, da questo non desiderio così caro ai buddisti e così mal compreso in Occidente, perché il mondo delle emozioni ha spesso delle attrattive euforiche, ma stiamo attenti che non ci soffochi. Issatevi nel mondo dei sentimenti che sono inalienabili, senza ritorno... Amate in modo incondizionato vostri vicini come i vostri nemici che fanno spesso che rivelare solamente i vostri propri difetti, mettendosi nella ruota del karma, come i vostri migliori istruttori. Tale è la strada che conduce alla Cavalleria, al sacrificio, al rifiuto dall'amore egoistico per favorire l'amore fusione, il matrimonio alchemico con l'umanità intera. Il nostro saluto può passare solamente da questa via, perché per nessuna ragione il Cavaliere lascia indietro il più debole senza avergli portato soccorso.

 

 

par Marie de St Clair publié dans : Il Libro del Cavalliere
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Samedi 29 octobre 2005

 

"Mi applico ad amare i miei fratelli ed sorelle più di me stesso, a vedere solamente le qualità negli altri, anche di quelli che vedono solamente i miei difetti",

Per capire questo versetto, vi occorre scendere nel silenzioso santuario dal vostro cuore, del vostro io... Aprite vostro cuore e prendete il tempo di imparare l'altro, vostro fratello nell'umanità. Le anime si chiudono sempre più nel loro vestito di carne senza prendere coscienza della presenza dell'altro che ci è tuttavia indispensabile quanto l'aria che respiriamo. Ora è nell'amore vero, in quest’Amore privo d’ogni pensiero egoista, in questo dono dello scambio che l'essere si realizzerà pienamente, è in questo slancio del sacrificio di se  per gli altri, in questo dono gratuito della rinuncia a sé stesso, che l'essere troverà  la sua vera personalità Divina, e che il cavaliere integrerà suo stato, lasciando per sempre dietro di lui quell'anteriore di cavallerizzo.

Ma perciò vi occorre ridiscendere nel silenzio della vostra anima per trovarne il germe che è in latenza in ciascuno di voi. La domanda è": come coltivarlo." Schiavo dei suoi sensi, delle sue emozioni, il cercatore ricerca la sua propria liberazione senza cercare la felicità  altrui. Tuttavia l'amore è questo sentimento che consisterà, tale l'immagine d’una madre, a ricercare la felicità dei suoi bambini prima di pensare a se stesso, questo sentimento venuto spontaneamente del vostro cuore, senza aspettare  niente in ritorno.

Ecco quale deve essere l'atteggiamento del Templare, vostro atteggiamento, e questo pensiero deve nascere in voi, germogliare e rimanere come una delle più vitali per la vostra evoluzione, tanto nel mondo materiale che spirituale. Ricordatevi che si vede bene nell'altro solo quel che si conosce troppo bene in se. Gli altri sono lo specchio della nostra anima, ed i difetti che troviamo sono solamente i nostri propri difetti, è ciò che si può chiamare la condizione separata, perché criticando i difetti dell'altro critichiamo in effetti i nostri propri difetti, che li cristallizziamo, per mancanza di lucidità. Per cambiare qual cosa, bisogna conoscerlo, accettarlo e trasmutarlo in Amore. Amate l'altro più di voi stesso, amatelo coi suoi difetti e così purificherete vostro essere bruciando i pensieri negativi mediante questo fuoco divino. "Amatelo anche se vi rivela i vostri difetti." Perché facendo ciò, diventa vostro maestro e v’illumina la strada che conduce a vostro" se."

 Ma non cadete nella sua trappola perché, la rivelazione che fareste dei suoi difetti farebbe rivelare solamente i vostri, mentre le vibrazioni della vostra aura, implicata nel pensiero d’amore, bastano a purificare la sua.  La parola silenziosa che progettate nella sua anima crea una vibrazione nelle sfere che vostro intendimento non può comprendere. Questa parola nata delle profondità della vostra anima, progettata nell'inconscio dell'altro, gliene rivelerà la conoscenza senza che abbia bisogno di riferirsi ad un avvenimento particolare e modificherà suo psichismo. Allora in questo silenzio, canteranno in voi i salmi del cantico dei cantici, canto eterno dell'amore, così caro a San Bernardo affinché sia cancellato ciò che fu l'apparenza del vostro io, affinché la vostra vita si realizza fuori dal tempo e dello spazio, nella gioia dell'amore.

Così aiuterete gli uomini ed i popoli a disfarsi del loro esilio di cui non sono anche coscienti.

 

par Marie de St Clair publié dans : Il Libro del Cavalliere
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Samedi 29 octobre 2005

"Mi applico a mai nuocere ad altrui anche se mia vita è in pericolo"

Una volta ancora, questo verso del codice morale può sembrare di una semplicità infantile. Tuttavia abbordate attraverso di lui una dei valori fondamentali della Cavalleria come il Cristianesimo, simboleggiato dal sacrificio di Cristo sulla croce. Questa stessa croce che il Cavaliere porta sul cuore, croce colore di sangue e di luce, colore del sacrificio di sé..

 

 

 

Valore fondamentale della Cavalleria, in concordanza col cakra cardiaco. Perché se il cavallerizzo s’impegna a ricercare ed a capire i suoi doveri e le sue responsabilità verso di sé, il Cavaliere si gira deliberatamente verso gli altri che sacrificando suo ego al servizio dell'altro, dell'umanità fino al sacrificio della propria vita. Ricordatevi che al momento dell’abbraccio, il padrino diceva al Cavaliere": alzati e sia valoroso per l'eternità." Il Cavaliere s’impegna ad assumere i suoi doveri e responsabilità davanti a Dio e verso Dio.

 

 

 

Così, fin dalla messa in applicazione di questa legge, il cercatore s’imbarca risolutamente nella Cavalleria. Esce della riflessione mentale del cavallerizzo per ricercare e vivere la propria cavalleria.

 

 

 

Quanti cavalieri d’oggi dovrebbero rimettersi in causa alla lettura di queste linee?

 

 

 

Certo, la perfezione non è di questo mondo, ma si tratta per tanto di lasciar credere che un bello capotto ed una spada fanno il Cavaliere? Questo preferirà umiliarsi piuttosto che  nuocere ad altrui, piuttosto che  fargli del male che siano in parole, in azioni o in pensieri. Il Cavaliere deve vibrare all'unisono col cosmo. Nostri fratelli del passato hanno sopportato le più dure prove perché possedevano l'amore di Dio e del prossimo e, che questo amore  colmava il loro deserto interiore, li annetteva alla sofferenza del mondo che dividevano. L'anima Universale ha generato la materia creando l'uomo e gli ha dato una coscienza ponderata. L'uomo ha subito l'esperienza per la quale ha conosciuto il bene e il male, il mondo delle sofferenze, la gioia, ogni sentimento umano, ma ha preso coscienza in uno stesso tempo delle sue responsabilità. L'uomo sa che per fare l'unità in se, deve conquistare lo spazio e deve santificare il tempo, deve creare il proprio Tempio interiore. Dio non vuole prenderci, vuole che gli si dà a lui e che la nostra coscienza vibri in armonia col linguaggio interiore degli avvenimenti e degli esseri. Il giuramento dei Cavalieri Templari si conclude per": giuriamo di guardarsi l'onore, la probità, l'amore di Dio e degli uomini e di rispettare nostro giuramento."

 

 

 

Cerchiamo tutti di evolversi, ma per ciò, c'occorre arrivare ad una presa di coscienza interiore offrendoci noi-anche nella nostra totalità.

 

 

 

Certo, la nostra evoluzione ci porta ad aumentare nostro funzionamento mentale, a regolare i nostri problemi per la comprensione ma non bisogna fuggire una verità che s’impone; è la sofferenza che ci pone più problemi interiori. Ricordatevi che vivere questo è scegliere ed impegnarsi. La vita è movimento e dunque anche, per ciascuno di noi, un continuo rimettersi in questione. Vivere è partecipare, lottare, aver la volontà dell'impegno. Bisogna assumere ciò che vogliamo con fiducia perché senza fiducia non può essere vero amore.

 

 

 

Ora, il Cavaliere deve essere riempito d’amore fino ad esaltare in se una sete di servire, di venire in aiuto a tutti quelli che ci circondano: uomini, animali ed anche piante... in ogni circostanza. Così si manifesterà una sete d’amore con Dio, non per sé, ma per diventare un canale impersonale da dove si spargerà l'amore di Dio sull'umanità, sui nostri fratelli.

 

 

 

 

par Marie de St Clair publié dans : Il Libro del Cavalliere
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Samedi 29 octobre 2005

 "Mi applico giorno e notte all'ascolto, la riflessione e la meditazione"

"È importante che questa deontologia della  Cavalleria prenda vita in noi.  In ogni studio, l'intenzione iniziale è il più importante , poi vi basterà un pò di comprensione per raggiungere lo scopo. Vale lo stesso col Codice Morale. Non serve a niente continuare questa lettura se non avete l'intenzione di fare vostra questa   professione di fede.

 

Se invece quest’idea vi abita, avete percorso già la prima marcia sul sentiero della montagna.

 

Mi applico giorno e notte all'ascolto, la riflessione ed alla meditazione.

 

La prima osservazione che dovete farvi, è che queste tre parole esprimono dei valori differenti. Poi che se questo versetto è il primo, detiene le chiavi della comprensione degli articoli che seguono, e forse di tutta la ricerca che deve esser la vostra sul sentiero dell'iniziazione, chiamato per certo": via di pietra."

 

Sappiate ascoltare dice Lui! Ma cosè l'ascolto?

 

Troppi fratelli o di sorelle confondono" Ascoltare" e" Sentire." Ascoltare necessita un'intenzione da parte vostra per dare un senso a ciò che sentite. La stessa distinzione può essere fatta in ciò che riguarda" Vedere" e" Guardare."

 

Facile, me vi direte! .....

 

In questo caso vi resta solamente che riprendere questo testo dall’inizio. Ascoltare è anche sentire non mediante i suoi propri filtri, è essere all'ascolto, esser aperto all'altro, è essere all'ascolto della vostra respirazione, di un gesto, di un suono, di un segno...

 

Tutto può sembrare semplice per chi sorvola queste linee, ma se mi avete ascoltato, letto queste linee, potete adesso riflettere su ciò che vogliono dire.

 

Non vi chiedo un lavoro di dissertazione, ma un'applicazione pratica sulla vostra persona. I Templari chiamano questo": introspezione"

 

            - prendo il tempo di ascoltare?

 

            - faccio parte di questi milioni di persone che non hanno mai il tempo?

 

            - Quando ascolto, capisco bene quello che ha detto l'altro?

 

            - Cosa me lo impedisce?

 

            - Sono semplicemente un computer che inghiotte dei dati?

 

            - Sto mettendo in pratica ciò che apprendo?

 

            - eccetera......

 

Allora, progressivamente, nella pratica, delle linee de  forze si formeranno nel vostro spirito, poi delle parole chiavi che lascerete volare via per raggiungere le sfere più profonde del vostro" Se"... Sarete vicino allo stato di meditazione.

 

Ritorneremo in altri luoghi sulle diverse forme da meditazione, sui differenti atteggiamenti per oggi occuparsi delle basi.

 

La meditazione risiede in una tecnica che varia secondo le correnti. Importa poco quella che utilizziate ma è importante che questo metodo vi convenga. Non vi serve a niente stare in posizione di loto se non sopportate questa posizione che vi porta ad avere crampi dopo cinque minuti.

 

Per meditare, occorre esser prima nella calma, interiore ed esteriore, per poter rilassarvi completamente.

 

Poi, qualsiasi sia la meditazione adottata, l'importante è tener la vostra colonna vertebrale molto dritta e non appoggiata, (eccetto eventualmente ad un albero), il vostro mento sarà inclinato leggermente sul petto, le vostre spalle un po' indietro. Quest’atteggiamento è molto importante per ristabilire la posizione naturale dei vostri canali di" energia. Allora, quest’energia vitale circolerà liberamente in voi, e parimenti, la vostra respirazione diventerà più profonda.

 

Se siete principianti, evitate di incrociare le gambe, parimenti, chiudete gli occhi o mantenete il vostro sguardo verso il basso. Le vostre mani  riposano sulle vostre ginocchia o all'altezza del vostro ombelico, mano destra nella vostra mano sinistra, l'estremità dei pollici si toccano.

 

L'estremità della vostra lingua sarà incollata al palato. Poi, vi basterà concentrare vostro pensiero su una parola, una nota, un disegno...

 

Ritorneremo nei nostri insegnamenti sulla meditazione, le sue diverse forme, ma mettete fin da oggi queste basi in pratica per il vostro più gran bene. Non provate a riuscire ad ogni costo, ma praticatela regolarmente. Rari sono quelli che arrivano al primo colpo, non scoraggiatevi...

 

Ci resta, per finire questa breve esposizione, a capire l'articolo nel suo insieme": mi applico giorno e notte..." cioè, faccio atto di volontà e di pazienza per praticare...

 

Il Cavaliere conosce il mezzo per lavorare la notte dormendo, ritrovandosi negli oratori particolari. Ma per il momento, al vostro livello, applicatevi, in fase di vigilia ad ascoltare, a riflettere ed a meditare.

 

 

par Marie de St Clair publié dans : Il Libro del Cavalliere communauté : Esotérisme et Spiritualité
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