Comunicazione N°8 d: Il Vecchio Di La Montagna e i Templari (seguito)
Hasan si diresse verso le montagne dove si trovavano le grotte che, 15 secoli prima avevano già servito presto da rifugio agli zelatori del culto di Mithra, minacciato di schiavitù dai Seleucidi, ed ai" sette Dormienti" della leggenda. Era esaurito dalla stanchezza quando un vecchio uomo si diresse verso di lui e lo condusse ad una grotta che comportava parecchie sale che percorse successivamente. Alcuni uomini armati e mascherati, vestiti da un abito nero e da un capotto rosso, o di un abito bianco a cintura rossa, si trovavano riuniti. Nell'ultima sala, dove fu condotto, sedeva il Maestro dei luoghi circondato da sette uomini. Dopo avere recitato dei testi incantatori ed iniziatici, il Maestro ruppe il pane che divise coi sette uomini, e bevve in una coppa, dove bevvero gli altri successivamente. Si avvicinò poi a Hasan che era rimasto al centro della sala e disegnò intorno a lui con la punta del suo pugnale dei cerchi e dei triangoli magici pronunciando delle parole sacre. Poi, uno degli uomini lesse dei testi segreti e sconosciuti ai profani, attribuiti a Giovani evangelista che rievoca il vero significato della Passione di Gesù .
Fu rivelato a Hasan che si trovava davanti al" Signore della Montagna" che doveva vivere nascosto; ma che egli, Hasan, era, da molto tempo, scelto per essere il primo" Signore della Montagna" destinato a manifestarsi all'esterno. Doveva fondare una confraternita di cui il ruolo sarebbe di compiere le volontà del Maestro segreto. Fu informato che gli eserciti franchi, numerosi e potenti si preparavano ad invadere l'Oriente mediterraneo, e si preparavano ad intendersi con essi per combattere gli arabi ed i turchi che erano i loro nemici comuni, e che bisognava distruggere con tutti i mezzi, anche il terrore, Hasan dovrebbe rendersi in Egitto per incontrare i padroni dell'Ismailismo dove erano potenti, ed essere istruito da essi. Apprenderebbe anche l'arte strana delle erbe e la loro utilizzazione come mezzo di potere. Dopo avere subito con Successo le difficili Prove iniziatiche che gli furono imposte, Hasan lasciò la grotta del Maestro segreto della Montagna. Raggiunse Reï, la sua città natale, dove visse nascosto durante più di quattro anni, e dove la sua donna venne a raggiungerlo, sfuggendo anche lei da Ispahan, dove l'aveva sposata. Diede il giorno ad una ragazza e due ragazzi successivamente. Poi, in 1076, partì per l'Egitto dove giunse dopo un periplo di due anni in Medio Oriente, nel corso del quale rese visita alle comunità ismailite per prepararle ad un'azione prossima.
Al suo arrivo in Egitto, Hasan fu accolto con molti riguardi dalle autorità ismaelite alto locate alla corte del Califfo Fatimide Mustansir. Frequentò assiduamente la" Casa delle Scienze" del Cairo, dove raccolse i frutti di quattro millenari di cultura e di scienze occulte. Visitò il sud del paese, meditò davanti ai testimoni delle civiltà passate nella valle dei Re, le rovine di Tebe, di Louqsor, di Karnak.
Dopo circa un anno di Soggiorno, assistette ad una seduta iniziatica organizzata per lui. Gli si rivelò nuovi misteri. Gli si spiegò che l'Ismailismo segreto era una comunità gnostica che detiene la conoscenza occulta dei segreti dell'universo e della più alta forma di sapere, che poteva essere rivelata solamente ai rari iniziati. Gli si fece conoscere gli insegnamenti dei grande Maestri gnostici come Simon il Mago, filosofo ebraico che fu uno dei fondatori della dottrina gnostica, Basile dell'Egitto, filosofo della scuola alessandrina dell'II° secolo avanti C., Valentino di Alessandria che viveva in questa città nel II° secolo della nostra Era. Gli si confermò la sua missione che era di tornare nel suo paese per condurre il combattimento della luce contro le tenebre. Ed infine, scoprì l'uso del Hashish, droga quasi sconosciuta in Iran che procurava l'estasi e l'esaltazione e conferiva una totale indifferenza alle sofferenze ed alla morte. Creava dei legami potenti fuori dalla comune misura umana, tra quelli che l'utilizzavano, i" haschishin" (=assassini).
Hasan era diventato un'autorità spirituale incontestata ed aveva riconosciuto come capo degli Ismailiti. Ma, una altra volta, si lasciò portare dalle sue ambizioni temporali e si lanciò in intrighi politici,; di nuovo, non gli riesce. Il Califfo Mustansir aveva due figli, Mustawilli e Nizar di cui un doveva essere designato come erede. Dei sordidi intrighi dividevano la corte su quest’argomento. Hasan si schierò abbastanza maldestramente, ostensibilmente con Nizar, opponendosi al potente Grande Visir del Califfo. Un giorno, Nizar sparì della corte, rapito o assassinato. Poi, il Grande Visir organizzò una riunione invitando numerose personalità ,di cui Hasan. Alla fine del banchetto le guardie massacrarono tutti gli invitati. Hasan dovette alla sua qualità di straniero, di non subire la stessa sorte, ma fu stordito a metà e depositato su una nave in partenza per l'Europa. La nave fu presa in una terribile tempesta e minacciava di affondare. Hasan riesce a soggiogare l'equipaggio ed ad imporre la sua autorità. Riesce a convincere gli uomini impazziti che quelli che gli ubbidirebbero e lo seguirebbero, avrebbero la vita salva. La tempesta si placò ed i venti spinsero la nave verso la costa della Siria. Gli uomini che consideravano Hasan come il loro salvatore lo seguirono ciecamente fino ad Aleppo. Questo piccolo gruppo, composto di franchi, di greci e di arabi fu raggiunto dagli abitanti della città, costituendo così il primo nocciolo della confraternita che Hasan progettava di formare. Poi, Hasan riesce a convincere gli autorità ismailiti di Aleppo che la setta ismailita dell'Egitto era minacciata di distruzione, che aveva ricevuto la missione di stabilire in Iran il centro dell'autorità Ismailita, e che è lui che doveva esserne il capo. Si vantava di aver salvato della morte il principe Nizar, così come il giovane figlio che aveva appena avuto. Nizar, diceva, era il nuovo Iman nascosto; conosceva il suo luogo di ritiro, restava in contatto con lui, ed egli era il solo a ricevere le sue direttive. Si Era nel 1081, anno che può essere considerato come il primo anno dell'Ismailismo riformato di Hasan-ibn-Sabbah.
Durante circa tre anni, Hasan percorse l'Oriente e ricevè dovunque un'accoglienza calorosa degli Ismaéliens. Andò prima a Bagdad, tornò ad Ispahan poi dove la sua testa fu messa a prezzo dal grande Visir Nizan-al-Mulk, e dovette fuggire. Visitò allora le regioni rivierasche del Golfo Persico e del Mare dell'Oman, e si fissò momentaneamente a Kerman. In questa città orientale dell'Iran, scoprì degli Ismailiti all'umore guerriero e deciso all'azione. Ne incorporò alcune centinaia, ed ebbe forse da questo momento l'idea che mettendo degli uomini di questa tempra sotto l'influenza del hashish, ne farebbe un strumento notevole per la realizzazione dei suoi progetti.