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Legge di Ermete

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la legge di Ermete come quella di Amra  ti da l'obbligo morale di ritrasmettere quello che hai capito della Via; Ogni volta condurai un fratello, una sorella sulla via dell'iniziazione, sarai artigiano della Grande Opera, compagno sulla via delle stelle, artigiano  dell'opera spirituale che portera alla fine  del carma individuale quanto collettivo

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Lundi 26 décembre 2005

Comunicazione N°8 d: Il Vecchio Di La Montagna e i Templari (seguito)

 Hasan si diresse verso le montagne dove si trovavano le grotte che, 15 secoli prima avevano già servito presto da rifugio agli zelatori del culto di Mithra, minacciato di schiavitù dai Seleucidi, ed ai" sette Dormienti" della leggenda. Era esaurito dalla stanchezza quando un vecchio uomo si diresse verso di lui e lo condusse ad  una grotta che comportava parecchie sale che percorse successivamente. Alcuni uomini armati e mascherati, vestiti da un abito nero e da un capotto rosso, o di un abito bianco a cintura rossa, si trovavano riuniti. Nell'ultima sala, dove fu condotto, sedeva il Maestro dei luoghi circondato da sette uomini. Dopo avere recitato dei testi incantatori ed iniziatici, il Maestro ruppe il pane che divise coi sette uomini, e bevve in una coppa, dove bevvero gli altri successivamente. Si avvicinò poi a Hasan che era rimasto al centro della sala e disegnò intorno a lui con la punta del suo pugnale dei cerchi e dei triangoli magici pronunciando delle parole sacre. Poi, uno degli uomini lesse dei testi segreti e sconosciuti ai profani, attribuiti a Giovani evangelista che rievoca il vero significato della Passione di Gesù .

 

 

Fu rivelato a Hasan che si trovava davanti al" Signore della Montagna" che doveva vivere nascosto; ma che egli, Hasan, era, da molto tempo,  scelto per essere il primo" Signore della Montagna" destinato a manifestarsi all'esterno. Doveva fondare una confraternita di cui il ruolo sarebbe di compiere le volontà del Maestro segreto. Fu informato che gli eserciti franchi, numerosi e potenti si preparavano ad invadere l'Oriente mediterraneo, e si preparavano ad intendersi con essi per combattere gli arabi ed i turchi che erano i loro nemici comuni, e che bisognava distruggere con tutti i mezzi, anche il terrore, Hasan dovrebbe rendersi in Egitto per incontrare i padroni dell'Ismailismo dove erano potenti, ed essere istruito da essi. Apprenderebbe anche l'arte strana delle erbe e la loro utilizzazione come mezzo di potere. Dopo avere subito con Successo le difficili Prove iniziatiche che gli furono imposte, Hasan lasciò la grotta del Maestro segreto della Montagna. Raggiunse Reï, la sua città natale, dove visse nascosto durante più di quattro anni, e dove la sua donna venne a raggiungerlo, sfuggendo anche lei da Ispahan, dove l'aveva sposata. Diede il giorno ad una ragazza e due ragazzi successivamente. Poi, in 1076, partì per l'Egitto dove giunse dopo un periplo di due anni in Medio Oriente, nel corso del quale rese visita alle comunità ismailite per prepararle ad un'azione prossima.

 

 

Al suo arrivo in Egitto, Hasan fu accolto con molti riguardi dalle autorità ismaelite alto locate alla corte del Califfo Fatimide Mustansir. Frequentò assiduamente la" Casa delle Scienze" del Cairo, dove raccolse i frutti di quattro millenari di cultura e di scienze occulte. Visitò il sud del paese, meditò davanti ai testimoni delle civiltà passate nella valle dei Re, le rovine di Tebe, di Louqsor, di Karnak.

 

 

Dopo circa un anno di Soggiorno, assistette ad una seduta iniziatica organizzata per lui. Gli si rivelò nuovi misteri. Gli si spiegò che l'Ismailismo segreto era una comunità gnostica che detiene la conoscenza occulta dei segreti dell'universo e della più alta forma di sapere, che poteva essere rivelata solamente ai rari iniziati. Gli si fece conoscere gli insegnamenti dei grande Maestri gnostici come Simon il Mago, filosofo ebraico che fu uno dei fondatori della dottrina gnostica, Basile dell'Egitto, filosofo della scuola alessandrina dell'II° secolo avanti C., Valentino di Alessandria che viveva in questa città nel II° secolo della nostra Era. Gli si confermò la sua missione che era di tornare nel suo paese per condurre il combattimento della luce contro le tenebre. Ed infine, scoprì l'uso del Hashish, droga quasi sconosciuta in Iran che procurava l'estasi e l'esaltazione e conferiva una totale indifferenza alle sofferenze ed alla morte. Creava dei legami potenti fuori dalla comune misura umana, tra quelli che l'utilizzavano, i" haschishin" (=assassini).

 

 

Hasan era diventato un'autorità spirituale incontestata ed aveva riconosciuto come capo degli Ismailiti. Ma, una altra volta, si lasciò portare dalle sue ambizioni temporali e si lanciò in intrighi politici,; di nuovo, non gli riesce. Il Califfo Mustansir aveva due figli, Mustawilli e Nizar di cui un doveva essere designato come erede. Dei sordidi intrighi dividevano la corte su quest’argomento. Hasan si schierò abbastanza maldestramente, ostensibilmente con Nizar, opponendosi al potente Grande Visir del Califfo. Un giorno, Nizar sparì della corte, rapito o assassinato. Poi, il Grande Visir organizzò una riunione  invitando numerose personalità ,di cui Hasan. Alla fine del banchetto le guardie massacrarono tutti gli invitati.  Hasan dovette alla sua qualità di straniero, di non subire la stessa sorte, ma fu stordito a metà e depositato su una nave in partenza per l'Europa. La nave fu presa in una terribile tempesta e minacciava di affondare. Hasan riesce a soggiogare l'equipaggio ed ad imporre la sua autorità. Riesce a convincere gli uomini impazziti che quelli che gli ubbidirebbero e lo seguirebbero, avrebbero la vita salva. La tempesta si placò ed i venti spinsero la nave verso la costa della Siria. Gli uomini che consideravano Hasan come il loro salvatore lo seguirono ciecamente fino ad Aleppo. Questo piccolo gruppo, composto di franchi, di greci e di arabi fu raggiunto dagli abitanti della città, costituendo così il primo nocciolo della confraternita che Hasan progettava di formare. Poi, Hasan riesce a convincere gli autorità ismailiti di Aleppo che la setta ismailita dell'Egitto era minacciata di distruzione, che aveva ricevuto la missione di stabilire in Iran il centro dell'autorità Ismailita, e che è lui che doveva esserne il capo. Si vantava di aver salvato della morte il principe Nizar, così come il giovane figlio che aveva appena avuto. Nizar, diceva, era il nuovo Iman nascosto; conosceva il suo luogo di ritiro, restava in contatto con lui, ed egli era il solo a ricevere le sue direttive. Si Era nel 1081, anno che può essere considerato come il primo anno dell'Ismailismo riformato di Hasan-ibn-Sabbah.

 

 

Durante circa tre anni, Hasan percorse l'Oriente e ricevè dovunque un'accoglienza calorosa degli Ismaéliens. Andò prima a Bagdad, tornò ad Ispahan poi dove la sua testa fu messa a prezzo dal grande Visir Nizan-al-Mulk, e dovette fuggire. Visitò allora le regioni rivierasche del Golfo Persico e del Mare dell'Oman, e si fissò momentaneamente a Kerman. In questa città orientale dell'Iran, scoprì degli Ismailiti all'umore guerriero e deciso all'azione. Ne incorporò alcune centinaia, ed ebbe forse da questo momento l'idea che mettendo degli uomini di questa tempra sotto l'influenza del hashish, ne farebbe un strumento notevole per la realizzazione dei suoi progetti.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Lundi 26 décembre 2005

COMUNICAZIONE N°8 c: SCEICCO-EL-DJEBEL E I TEMPLARI

 

Arriviamo ad una grande svolta: l'Ismailismo che aveva lottato fino ad allora contro l'islamismo solo sul piano delle idee, fu preso in mano da l'iraniano Hasan-ibn-Sabbah, grande mistico e politico. L'Ismailismo si fece di un'intransigenza assoluta e volle essere l'espressione di una Volontà di sovrumana: diventò anche uno strumento di azioni violenti contro i musulmani ortodossi e fece tremare tutto l'Oriente durante più di un secolo. Hasan è più conosciuto sotto il nome di" Sceicco-el-Djebel." Sceicco che significa maestro, o superiore di una confraternita, vecchio degno di rispetto, Sceicco-el-Djebel è stato spesso tradotto con il Vecchio della Montagna, o Signore della Montagna. Hasan, figlio di Sabbah, era generato di una vecchia famiglia iraniana. Fece i suoi studi alla celebre università di Nichapour, nel Khorassan, dove professava un Iman molto vecchio, venerato per la sua grande saggezza e le sue vaste conoscenze. Egli si legò di amicizia con due altri studenti iraniani che dovevano avere una grande influenza sul suo destino: Nizan-al-Mulk, e Hakim Omar-Kheyan. I tre studenti dividevano la stessa camera e lavoravano insieme le materie che il loro padrone gli aveva insegnato: aspetti essoterici ed esoterici del Corano, filosofie della Grecia, dell'India e della Persia, ricerche in matematica ed astronomica.

 

Poco prima la loro separazione e sulla proposta di Hasan, fecero il giuramento che quello che raggiungerebbe la gloria o la fortuna, dovrebbe dividerla in tutto coi due altri. Ora, dopo una brillante carriera amministrativa, Nizan-alMulk diventò il Grande Visir del Sultano turcomano Alp Arslam, secondo della dinastia Seldjoukida che regnava sull'Iran.

 

Hakin, il primo, andò a trovare il suo vecchio amico. Si mise sotto la sua protezione e gli chiese solamente di potere occuparsi di poesia e di filosofia. Hasan prese poco dopo contatto col Grande Visir. Molto più ambizioso, egli ottiene di essere chiamato il suo consigliere. Una grande casa fu messa a sua disposizione nell'interno del palazzo del Sultano, ad Ispahan, con tutto il personale necessario. Verso la fine del suo regno, il Sultano ed suo Grande Visir condussero una campagna vittoriosa contro l'impero bizantino e s’impossessarono dell'Asia Minore. Hasan preferì rimanere ad Ispahan per dedicarsi alla lettura ed alla meditazione. Avendo accesso alla biblioteca del palazzo, scoprì un mondo nuovo consultando i commenti esoterici del Corano e della Bibbia, così come dei testi della tradizione iraniana proto-islamica, in particolare degli Scritti del Profeta Zaratustra. Grazie all'incontro apparentemente fortuito che fece a questa epoca con un uomo chiamato Abdoul Fazl che si presentava come un modesto borghese di Ispahan, ma che era in effetti un iniziato, apprese che i padroni della tradizione zoroastriana vivevano in comunità nelle montagne del Nord dell'Iran, nelle grotte dove erano al riparo dagli sguardi degli arabi e dei turci. Abdoul potrebbe rivelargli il mezzo di arrivare a queste grotte se Hasan lo desiderava. Hasan preferì andare fino alla fine della sua esperienza politica di cui aspettava molto per la soddisfazione delle sue ambizioni, e ciò malgrado lo scetticismo espresso da Abdoul in quanto ai risultati ad aspettare.

 

Dopo gli inizi promettenti vicino al nuovo Sultano salito al trono dopo suo padre Alp Arslan (assassinato in 1072), Hasan cozzò contro l'inimicizia crescente del suo vecchio amico il Grande Visir. Questo diffidava sempre più della sua ambizione. Durante un udienzaapubblico del Sultano alla quale assisteva, Hasan fu vittima di un tradimento. Il Grande Visir avendo convinto il Sultano per il suo arresto immediato, non sfuggì alla sua sorte che saltando bruscamente da una finestra e riuscii a fuggire. Si rifugiò da Abdoul Fazl che sembrava aspettarlo. In effetti, il Grande Visir trascurò d’inseguirlo. Prostrato ed umiliato, Hasan errò nella campagna, isolato di tutti. Dormendo all’aperto, ebbe durante questa" traversata del deserto" dei sogni visionari. I profeti gli apparivano e lo confermavano nella missione che sentiva essere la sua, rivelandogli la marcia da seguire. Suo ruolo , Hasanibn-Sabbah, era di assicurarsi il dominio degli uomini per guidarli verso la ricerca della divinità. E questo, con tutti i mezzi, il bene come il male. L'Iran, terra scelta da Zaratustra per dare il suo messaggio, l'Iran che sedusse Alessandro, doveva servire da crogiolo ad una nuova espansione spirituale che aveva per missione di provocare e di guidare.

 

 

 

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Lundi 26 décembre 2005

 COMUNICAZIONE N°8 b: SCIITI E TEMPLARI

 

Storicamente, la parola" sciita" designa i musulmani che hanno scelto Ali ed i membri della sua famiglia come soli degni di esercitare la carica di " Iman": la direzione spirituale della comunità.

 

Del punto di vista del loro insediamento geografico, tre sottogruppi possono essere distinti dagli sciiti:

 

·      Gli Zayditi dello Yemen.

 

·      Gli Imamiti sparsi in Iraq, in Libano ed in Iran.

 

·      Gli Ismailiti molto numerosi in Iran, come in India ed in Pakistan. Ma, nel senso che  studiamo, bisogna considerare l'Ismailismo come un modo di pensiero, credendosi ispirato da Ismaël, che era stato designato da suo padre Djafar come il suo successore, si distingueva per il suo genio, la sua scienza e le sue numerose conoscenze. Attorno a lui si raggrupparono degli sciiti entusiasti. Ismaël morì prima di suo padre che designò come nuovo successore suo secondo figlio Abdallah. Ma Djafar ed Abdallah morirono poco dopo. Una parte degli sciiti si raggruppò attorno a Moussa el-Kazim che discendeva solamente da Ali solo per parte di padre, e che riconobbero come Iman. Ma i fedeli di Ismaël non accettarono questa decisione. Alla morte di Moussa, in 799, condotti da Mubarak che era stato un discepolo molto vicino ad Ismaël, contestarono la legittimità dei due successori di Djafar, Abdallah e Moussa, e proclamarono che non riconoscevano come validi che la designazione di Ismaël, il loro primo Iman, e scelsero come secondo Iman, suo figlio Muhammad. Fu l'instaurazione del ciclo degli Iman nascosti, e l'Ismailismo prese, a partire da questo momento, un carattere esoterico ed intransigente. Il movimento si consolidò in particolare a partire dall'IX° secolo, grazia, all'azione dell'iraniano Abdallahibn-Maymum che era stato un discepolo fervente di Djafar ed un servitore devoto di suo figlio Ismaël.

 

Ritroveremo questo Abdallah-ibn-Maymum, un po più lontano in questo Studio. All'origine, l'Ismailismo ebbe il suo centro principale nella città di Kufa, situata non lontano da Babilonia, sul Basso-Eufrate. Kufa era la sede di un'importante moschea e costituiva un centro culturale importante impregnato dalla filosofia greca, e dove fiorivano ancora vecchie religioni e dottrine.

 

In effetti, spargendosi in Iran, l'islamismo non era riuscito ad arabisare gli iraniani sul piano spirituale. Questi restavano fedeli alle loro tradizioni ariane ed ai messaggi che il loro profeta Zoroastro, conosciuto anche sotto il nome di Zaratustra, aveva sparso quindici secoli prima.

 

Ai movimenti di popolazioni dell'epoca preistorica, erano successi, nelle epoche più recenti, l'invasione degli Assiri, poi all'IV° Secolo prima di C., quella dei Macedoni condotti da Alessandro il Grande, poi l'arrivo degli Ebrei al momento della loro dispersione che sopraggiunse dopo lo schiacciamento della loro rivolta da l'imperatore romano Adriano nel II° Secolo della nostra Era. Ma, sempre, gli Iraniani di origine avevano saputo conservare intatte le loro tradizioni, e la loro filosofia,  come lo fecero ancora dopo le terribili invasioni turche e mongole nel XI° e nel XIII° secolo.

 

Si sa quanto Alessandro il Grande era stato sedotto dalla civiltà iraniana;  l’aveva non solo preservata, ma adottata in grande parte.

 

Gli Iraniani avevano provato della simpatia, poi dell'entusiasmo per gli Ismailiti partigiani di Ali. Compiangevano le loro sventure che assimilavano alle loro, ed essi vennero a considerare Ali come il profeta depositario della tradizione esoterica, mentre Maometto aveva rivelato solamente agli uomini, una religione più essoterica, imponendo una severa legislazione. In compenso, detestavano i musulmani ortodossi e pensavano solamente ad abbatterli.

 

Nella seconda metà dell'IX° secolo, l'iraniano Za´dian, del suo nome arabo Mohamad-ibn-Hosa´d, filosofo ed astrologo Erudito, appassionato dalle tradizioni tramandate dai vecchi magi della Persia, pensò che il momento era giunto di strappare il potere agli Arabi. Disponeva di una grande fortuna che era pronto ad utilizzarla a questo scopo, ma non vedeva con che mezzi riuscirci. È Abdallah-ibn-Maymum di cui abbiamo parlato più su che gli suggerì questi mezzi. Era la loro fede che faceva la forza degli Arabi. Per arrivare all'annientamento del dominio arabo, bisognava approfittare delle divisioni che si erano instaurate tra loro, fare alleanza completa con gli Ismailiti partigiani di Ali e convincerli di rivoltarsi contro i sostenitori ortodossi del profeta. Le dottrine di questi Ismailiti erano, tutto sommato, abbastanza vicine alle credenze degli Iraniani, che si facevano di Dio un'opinione molto più esoterica di quella del Dio del Corano. Pensavano che Dio aveva creato innanzitutto la" Ragione Universale" che aveva manifestato l'anima Universale" che aveva creato l'universo" generando poi la materia prima, lo spazio ed il tempo. Emanazione di questi cinque principi, l'uomo tentava di risalire verso la sua sorgente per fondersi nella" Ragione Universale." Era aiutato dai profeti e dagli Iman che erano delle incarnazioni suscitate dalla Ragione e da  l'anima Universale, per guidare gli uomini verso la luce celeste.

 

Le religioni esistenti, sebbene sembrando diverse sul piano essoterico, avevano sul piano esoterico gli stessi insegnamenti occulti. Erano solamente delle tappe sulla strada di una religione definitiva.

 

Era dunque possibile ricercare un'intesa coi loro adepti. Dopo avere ottenuto l'adesione totale di Za´dan alle sue idee, ed un sostegno finanziario considerevole da parte sua, Abdallah-ibn-Maymum ebbe l'abilità di avvicinare ogni setta senza urtare le sue convinzioni religiose. Aveva elaborato un sistema che era al tempo stesso religioso, filosofico, politica e sociale e tentava di dimostrare ai suoi interlocutori che le loro credenze si accordavano sul piano esoterico col suo sistema. Spiegava che Maometto era un profeta che era stato preceduto dai profeti Adamo, Noè, Abramo, Mosé e Gesù. La missione dei profeti era di proporre agli uomini delle religioni sempre più perfette per facilitare il loro ritorno allo stato primordiale. I sei Iman della posterità di Ali, diceva per esempio agli Ismailiti più numerosi, quelli che riconosceva Mohammad-ibn-Ismaél come Iman, avevano preparato la via a quest’ultimo che era il settimo Iman. C'è sempre stato, diceva sette pontefici dopo ogni profeta. Ci saranno parimenti sette pontefici in seguito a Mohammad, e, io, Abdallah, sono il primo di loro. Dovete seguirmi per essere salvati, bisogna abbandonarsi alla direzione dell'Iman della sua epoca. Per avvicinare gli Ebrei, i Cristiani ed i Musulmani ortodossi, Abdallah aveva instaurato sette gradi iniziatici che dovevano essere superati poco a poco, ed nel corso dei quali, si spiegava agli adepti le insufficienze degli aspetti essoterici della loro religione. Bisognava cercarne il senso nascosto. Si rivelava loro progressivamente i misteri, contro il loro impegno di custodire il segreto. Il loro libero arbitro spariva poco a poco, e si spiegava loro che non bisognava vedere in questa sottomissione un atto servile, ma un atto giustificato dal fatto che il capo deteneva dei poteri superiori in quanto emanazione terrestre della divinità. I successi ottenuti da Abdallah ed i suoi discendenti furono considerevoli. È uno di questi discendenti che fondò in Africa settentrionale la celebre dinastia dei Fatimidi che creò la città del Cairo e ne fece la sua capitale. S’insegnava la dottrina degli Ismaeliti nelle università di questa città che erano dotate di grandi mezzi. La più grande regnava sui piani filosofici e religiosi, e si praticava un largo ecumenismo. Poi, ci fu un periodo di eclissi dopo che Nour-ed-Din, devoto ed ortodosso, ebbe rovesciato la dinastia dei Fatimidi nel XI° secolo. Uno dei successori di Nour-ed-Din, Hakin, riformò la dottrina degli Ismailiti e pretese farsi passare per la manifestazione di Dio sulla terra, urtando così gli Ismailiti per cui Dio non poteva incarnarsi ma manifestati solamente attraverso la Ragione e l'anima Universale. Hakin giunse solamente in parte al suo scopo, e gli Ismailiri ripresero dell'influenza dopo la sua morte, sotto il regno del Califfo Mustansir salito sul trono dall'Egitto.

 

 

 

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Lundi 26 décembre 2005

 COMUNICAZIONE N°8 a: ISMAILITI E TEMPLARI

 

Si sa con certezza che durante il loro soggiorno in Oriente, i templari sono stati in relazioni con gli Ismailiti.

 

Ci sforzeremo di mostrare l'importanza che ha avuto questi contatti, per l'evoluzione della dottrina e dell'ideale dei Templari. Ma è necessario precisare innanzitutto chi erano gli Ismailiti, ciò che rappresentavano sui piani filosofici e religiosi, ed il posto che occupavano in Oriente, nel momento in cui  cominciano le Crociate, alla fine del XI° secolo. Secondo certi autori, e secondo la tradizione araba, gli Ismailiti avrebbero tratto il loro nome da Ismaël, figlio di Abramo e della sua serva egiziana Agar. Quest’origine risalirebbe dunque a 1850 prima di C., epoca generalmente ammessa per l'esistenza di Abramo. Questi Ismailiti erano stabiliti nel Hedjaz, l'Arabia deserta, da dove si sono sparsi poi in tutta l'Arabia. È a questa razza che apparteneva la famiglia dei Kora´chites, stabiliti intorno a ciò che doveva diventare la Mecca, famiglia in seno alla quale nacque il profeta Maometto. Sebbene gli storici arabi non abbiano potuto far risalire la stirpe genealogica di Maometto che fino ad Adnan che viveva in 130 prima di J.C, la tradizione dice che questo Adnan discendeva infatti da Ismaël. Ma, lo spazio di circa diciasette secoli che divide Adnan di Abramo, è a dire il vero abbastanza mal conosciuto sul piano storico, e, al di là ancora, si entra nel campo degli arcani misteriosi dove i personaggi della Genesi che appaiono nelle traduzioni più usuali del vecchio Testamento unicamente sotto un aspetto fisico essoterico, non possono essere in realtà che i veicoli di valori esoterici. Si potrà leggere su questo argomento Saint Yves d’Alveydre, che Edouard Shuré considera come uno dei padroni del pensiero esoterico. Nel suo lavoro" La Missione degli Ebrei", pubblicato nel 1884, Saint Yves d’Alveydre attribuisce a Mosé la volontà costante e precisa di mettere in rilievo, attraverso i personaggi della Genesi, l'espressione quaternaria 1 + 3, unità più triade dei Principi,:

 

·      Principio dell'universo vivente, unità Adamo-Eva che si manifesta nella triade Caino, Abele e Seth.

 

·      Principio di Vita del nostro sistema solare, Noè, e la sua triade Sem, Sam, Japhet.

 

·      Principio Sociale come Thareh che si manifesta in Abramo, Nacher ed Aran.

 

Saint Yves d’Alveydre precisa il senso occulto da dare ad ogni triade. Ma rimaniamo all'era storica e ritorniamo al nostro argomento. Gli Ismailiti di cui c'occupiamo sono quelli che traggono il loro nome da un altro Ismaël, figlio di Djafar e discendente dal Profeta  Maometto. Maometto è nato alla Mecca, probabilmente nell'anno 570 della nostra era. Si sa, in modo più sicuro, che è morto in 632 a Medina. Si noterà che è quest’ultima data che è stata scelta come inizio dell'era musulmana, in ricordo di questa fuga, in arabo": il Hegire." Maometto scendeva da Kossa´, discendente da Fihr, soprannominato" El Kora´ch", e che fu verso l'anno 200 della nostra era il fondatore della tribù dei kora´chites. Di sua sposa, la ricca vedova Khadidja, che scende lei stessa da Kossa´, Maometto ebbe tre figli, ognuno morto in bassa età, e quattro ragazze di cui una, Fatima, che sposò Ali, nipote e fedele compagno di Maometto. Del punto di vista dell'evoluzione del pensiero religioso, l'islamismo ha dato nascita, qualche tempo dopo la morte del profeta, a due grandi correnti: il movimento" sunnita" ed il movimento" sciita." I sunniti sono quelli che seguono i principi decretati dalla" Sunna", raccolta dei precetti di obblighi presi dalle pratiche pubblicate dal profeta ed i quattro califfi detti" ortodossi" che gli sono successi. Si tratta puramente di un movimento essoterico che esce della cornice che ci siamo fissati nel presente Studio.

 

La parola araba "Califfo" che significa Vicario, era il titolo che presero i membri della famiglia del Profeta dopo la sua morte, e che regnarono a questo titolo sui musulmani. I primi Califfi riunivano il potere temporale ed il potere spirituale. In seguito, il potere temporale fu delegato al Sultano.

 

    

 

 

 

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Lundi 26 décembre 2005

 COMUNICAZIONE N°7. L’ORIENTE

 

Là dove i crociati e templari assicuravano le loro funzioni cavalleresche, è nata una rappresentazione spirituale, l'elaborazione di una nozione divina comune al Giudaismo, al Mazdeismo persiano, al Cristianesimo ed all'islam. Accettando certe tradizioni delle prime Chiese cristiane ed anche tradizioni anteriori, i Templari iniziati le hanno incorporate e introdotte nell'Occidente medievale e latino. Questo si ritorcerà contro di loro al momento del loro processo. I Templari hanno costruito delle chiese che ricordano le chiese armene. Tutte le arti e molte tecniche sono state ispirate soprattutto dall'Oriente grazie ai Templari. La fioritura degli edifici templari in Terra Santa data della prima metà del XIII° secolo. Le Confraternite di muratori operativi erano molto strutturate presso gli Armeni, gli Abissini e s’ispiravano dal punto di vista spirituale ad un Cristianesimo leggendario e ad un Giudeo-cristianesimo particolare ai Copti. Per i Templari, grandi costruttori, l'apporto delle arti orientali era d’importanza, particolarmente a Cipro ed in Palestina. Il Tempio ha coperto l'Europa di case, di cappelle e di chiese, sia in ottagono, sia in rotonda. Esempio a Parigi, Londra, Tortose, Tomar e Gerusalemme, eccetera... Ci sarebbe un capitolo molto lungo da scrivere su tutte le costruzioni templare in Oriente ed in Occidente.

 

Si trovano negli scritti mistici etiopi relativi alla" perla immacolata", parecchi testi che si riferiscono ad un simbolismo numerale biblico, applicabile all'architettura ed alla scienza alchemica. Il libro dei" Misteri del cielo e della terra" d’Isaac il monaco, così come altri lavori mistici circolavano e manifestavano l'esistenza di una linfa esoterica. Tra i crociati, l'ordine più aperto a tutto ciò, era l'ordine del Tempio, atto a ricevere, a comprendere ed a custodire il segreto. L'ordine del Tempio non è da trascurare nella trasmissione della Francia in Oriente e reciprocamente. In Oriente, si trova frequentemente una rappresentazione di cinocefali, identico a quella degli egiziani. I cinocefali che ornano il timpano della chiesa di Vézelay ne sono un esempio famoso. Se ne trovano anche in Armenia, in Siria, in India ed in Libia, ad Axum. In tutte le tradizioni, i cinocefali si ricollegavano al Dio Hermes. Così è in tutte le tradizioni esoteriche dell'alchimia, dell'ermetismo e dei misteri templari. Il Cavalleria templare deteneva, si dice, la rappresentazione del viso del Dio dei misteri, il famoso Giano. Altro Bafometto? Si trovavano allora dei cristiani di San Tomaso nel sud-ovest dell'India, in particolare sulla costa di Malabar ed a Tromapatan dove esistono ancora delle loro chiese, in Sri-lanka, ed in Yemen, tutte regioni dove cristiani, ebraici e musulmani vivevano in buoni termini (2). È a quest’epoca che i" Maestri-tessitori" solcavano le strade di Siria, dell’Iran e dell'Armenia, collegavano Trebizonda alle pianure mongole. Erano portatori di notizie, rivelatori di sorgenti segrete, emissari del prete Giovani, cantanti d’incantesimi, affiliati alle Confraternite di questi paesi, nella ricerca di una cavalleria celestiale. Facevano pausa nelle Commanderie templari. Certi dicevano che il Tempio mistico del Santo Graal era nella residenza del prete Giovani. Il templare istruito nella lingua dell'Usignolo, percorrerà la strada che conduce lì.

 

Negli apporti orientali, all'inizio del Cristianesimo, si rappresentava la croce nuda come simbolismo del Segno Vittorioso. Ciò è durato un certo tempo. Si potrebbe  cosi spiegare che i soldati templari hanno confuso la no-rappresentazione corporale del Cristo con un rinnegamento della croce. L'inizio del Cristianesimo venerava solamente una croce brillante e gloriosa, simbolo d’eternità. Molto più tardi, ci fu sulla croce un Cristo impassibile e sereno, poi finalmente il Cristo di sofferenza che conosciamo, fatta all'immagine dell'uomo. È in ricordo della rappresentazione gloriosa della croce che è ricoperta di un velo il Venerdì Santo, come se si trattasse di mascherare l'uomo di dolore. Il simbolismo cristiano della croce, la no-rappresentazione del corpo umano, non è una negazione di questo ultimo, ma ciò che rimane nella luce trasfiguratrice della croce, è il corpo divino nella sua perfezione e non il corpo umano. È il corpo unico di una" elezione" spirituale, unica e personale. L'eterno non può essere assimilato a ciò che ha un principio ed una fine. Le Opere gnostiche pongono Gesù sulla croce cosmica affinché faccia girare l'universo in una nuova direzione.

 

Solamente in 692, al Concilio di Costantinopoli, la chiesa romana decise che la croce doveva smettere di essere un simbolo per rappresentare una realtà storica: quella della Passione.

 

Al principio del XIII° secolo, Saladino è stato fatto cavaliere da Hugues di Tabarieh, rinforzando così le relazioni segrete dei Templari col Sudan. I Templari erano anche in relazione con la Cavalleria iniziatica dei Rosa-croce

 

La relazione tra i templari del Graal," Parceval", ed il" Prete Giovani" si polarizza nel Joanismo. D’altra parte i Templari e la Massoneria hanno una venerazione per Patmos, terra di elezione di San Giovani. Questo è perché, hanno dato a certe delle loro logge il nome di San Giovani. La Massoneria ha preso in prestito al Tempio  numerosi simboli.

 

Per finire, consegno alle vostre meditazioni ciò che è stato detto della milizia templare:

 

"L'aquila fa il suo nido sulla cima di un albero elevato, ma quando si attarda in lontananza, gli uccelli molto inferiori a lui, tentano di divorare le sue uova o i suoi aquilotti."

 

 

 

Per i Templari, il vecchio tempo si conclude quando le otto punte della loro croce illuminano i scalini dell'Oriente, nello stesso momento in cui si conclude il Medio Evo.

 

Il nuovo tempo brilla nelle tenebre al XIVème secolo quando il Tempio dei Fedeli di amore prepara lo sboccio di iniziazioni depositari dell'eredità eterna ed unica, come il tesoro divino.

 

(1) quest’Ordine è stato creato in 1099 e è stato chiamato poi Ordine di Rodi in 1310, ed Ordine di Malta a partire da 1536.

 

(2) la sepoltura dell'apostolo Tomaso si trova nell'isola di Egrisole, nel paese degli Ourgours.

 

 

 

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Jeudi 22 décembre 2005

Comunicazione N°7. IL" Baphomet"

I Templari sono stati nutriti dall'esoterismo di queste comunità orientali. Ciò spiega l'incomprensione dell'Occidente al loro riguardo.

Dopo la caduta d’Acro in 1291, i Templari hanno trasportato il loro quartiere generale nel castello di Limassol, a Cipro, dove esisteva una cappella templare. È l'arrivo di Ricardo Cuor di Leone, un secolo prima, che aveva messo in luce quest’insediamento templare. In 1191, Ricardo diventò possessore di Cipro che venderà più tardi al Grande Maestro del Tempio Roberto di  Sable.

In 1228, l'imperatore Federico II parte in crociata a Cipro. Un anno dopo, entra a Gerusalemme ed abbandona la crociata. Durante il suo soggiorno a Cipro, non ha ammesso certe disfatte, e ha sparso delle calunnie sui Templari. Queste calunnie saranno riprese al processo. Dopo la partenza di Cipro dell'imperatore, Jean di Ibelin impedisce agli imperiali di investire l'isola. Schiaccerà il maresciallo Ricardo Filanghierri. La corona dell'isola apparterrà ad un nipote di Ibelin, Henri di Lusignan. Questo riceverà Louis IX ed i suoi crociati, la cavalleria cipriota, la siriana e l'inglese. I Templari erano uniti a Jean di Ibelin che chiederà di entrare nell'ordine del Tempio.

La presenza templare a Cipro ha permesso un stretto contatto con la comunità cavalleresca e religiosa orientale. Certi di questi cavalieri si sono uniti in matrimonio con donne francesi. Gli Ibelins, protettori dei Templari  si sono spesso uniti in matrimonio a donne delle comunità orientali. I Templari avevano il loro quartiere generale a Baffo, sulla costa occidentale dell'isola. Il popolo della città adorava un idolo," Baffometus." Pagava una tribù a Baffo con una pietra (una macina) chiamata "meta": sua forma era quella del loro idolo.

Si ritrova nel processo l'accusa contro i Templari di adorare un idolo, il" Baphomet". E, se ciò significava Baffométus?    

Dante dice che è dall'Oriente che viene" Lucia" o" La Luce." La gnosi, la Cabala e tutto il sincretismo alessandrino hanno la loro origine in Egitto, e i cavalieri templari furono iniziati dai preti Copti sui bordi del Nilo. L'incontro Oriente-Occidente ha un'espressione simbolica: quella dell'uso dell'esoterismo.

Nelle loro riunioni segrete, i Templari utilizzavano per esprimersi la famosa" lingua degli uccelli", la lingua degli iniziati. E legata al canto, alla versificazione, alla lingua ritmata. L'uccello iniziatore del canto è l'usignolo di cui si parla nelle corti d’amore, nelle poesie di Dante.

È l'invocazione del Nome divino in una lingua sacra, secondo una tecnica numerale e ritmica. È anche l'armonizzazione dei diversi elementi dell'essere che apre una comunicazione con gli stati superiori.

La leggenda copta e la siriana dicono che sono tre uccelli paradisiaci che hanno dato al diacono d’Axum, gli inni della chiesa etiope portandoli nella Gerusalemme celeste dove ha ricevuto la dottrina dei 24 Vecchi Saggi e  i tre modi del tempo sacro: grave per il Padre, malinconico per il Figlio, e leggero e fiorito per il Santo Spirito.

Gli Arabi Cristiani di Siria e della Mesopotamia si avvicinavano ai Cristiani dell'Armenia. Le loro Chiese accordavano una grande importanza alla rappresentazione del centro. Stabilivano una corrispondenza tra i centri dell'edificio, la chiave di volta solare ed il valore della parola ebraica" Anima" che vale 91 = 9 + 1 = 10.

I cristiani finivano il loro segno della croce riportando le mani al centro del corpo. Certi documenti assicurano che il cristianesimo primitivo utilizzava questo segno della croce, e che i crociati ed i Templari l'avevano adottato. I templari hanno trovato in Oriente, delle orme del vecchio Cristianesimo gallo-ispanico ancora in uso nel XII° secolo.

Le liturgie orientali di Cipro, la liturgia siriana, il culto angelico e l'angeologia ebraica rendevano Dio presente salvaguardando la sua trascendenza.

Sotto il regno di Costantino si sono create le formulazioni dogmatiche della chiesa cattolica. La chiesa decreta ciò che si usava come "porzione di verità di Chiesa, o di Eresia". Più tardi si dirà che i Templari erano opposti al Cristianesimo di Roma, e dunque eretici.

Nei secoli che seguirono i contatti tra Templari ed Orientali, certi concetti sono stati deformati dai soldati del Tempio non iniziati, e hanno perso la loro spiritualità. Ma, malgrado le divergenze conciliari, parecchi punti comuni univano le Chiese di correnti diverse. I Templari e gli Ospedalieri disponevano a Famagosta (Cipro), di numerose chiese e questa città era reputata per essere un incrocio tra l'Europa e l’Oriente, l'Asia Minore, la Siria e l'Egitto. Fino alla caduta del San Giovani d’Acro, in 1291, dominicani, francescani ed etiopi avevano strette relazioni. Le Confraternite di muratori, i costruttori armeni ed i loro fratelli latini gravitavano intorno all'ordine del Tempio, principale maestro d’opera a Cipro ed in Mediterraneo. Lo stesso valeva in seno alle Organizzazioni di Cavalleria tra Armeni, Copti, Abissini e Mongoli. Il canonico Prémontré Hethoun chiede al re Leon III d'Armenia, una crociata dei Nubiani convertiti alla fede del Cristo dall'apostolo San Tomaso. I Copti, Egiziani convertiti, disponevano di numerosi conventi tra il Nilo ed il mar Rosso. I più vecchi e più illustri sono quelli del Sant’Antonio e San Paolo. Questi fedeli convertiti rifiutavano il culto delle immagini e della rappresentazione con la scultura. Avevano il culto della croce, ma non del crocifisso.

 

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Jeudi 22 décembre 2005

 

 

 COMUNICAZIONE N°7b
.L'ORIGINI DELLA TRADIZIONE DEL TEMPIO

 

... E SUOI SVILUPPI ESOTERICI IN ORIENTE      

 

Sapete tutti che l'ordine del Tempio è nato in 1118 in Champagne. Fu creato da nove cavalieri. All'origine, l'ordine si è chiamato" I Poveri Cavalieri del Cristo", e la sua missione ufficiale era la protezione delle strade seguite dai crociati ed i pellegrini in Oriente.

 

In un bagagliaio, nascosto al castello di Arginy, esiste una pergamena che riferisce che Hugues di Payns era discepolo del San Bernardo. Questo stesso San Bernardo che avrebbe suscitato la creazione dell'ordine, e la partenza, verso Gerusalemme, dei primi cavalieri. Li aveva incaricati di una missione segreta religiosa e politica molto importante. È lui che parimenti più tardi, stabilirà le regole dell'ordine che, si sa, sono state approvate dal Concilio di Troyes in 1128. L'ordine si è sviluppato velocemente, tanto in Francia che all'estero, creando numerosi" Preceptorie" chiamate più comunemente" Commanderie" e " Case del Tempio."

 

L'oggetto principale del mio lavoro d’oggi è di mostrare, come si è sviluppato in Oriente, l'esoterismo dell'ordine del Tempio. Ma, prima di abbordare la questione, devo ricordarvi che in Irlanda, i Templari avevano creato un centro importante verso la fine del XII° secolo, nella Contea di Dublino, a Clontarf, preceptorie del Santo Congal. Dove prima di loro vivevono numerosi Jomvikings. Facevano parte di un'associazione dell'Occidente, importata dalla Scandinavia che credeva al terzo occhio, dando la chiaroveggenza e la conoscenza. Possedevano una statuetta, a tre facce, chiamate" Mimere". Su ogni faccia, una pietra era inserita tra gli occhi all'area del terzo occhio. Mimere in mitologia era il custode della" fontana nascosta", dello spirito e della saggezza. La loro scrittura era runica. Erano depositari della tradizione primordiale. Dopo esser stati perseguitati e cacciati dalla chiesa, i Jomvikings si sono per la maggior parte rifugiati negli Ordini segreti, particolarmente in quello del Tempio. Incorporandosi ai Templari, hanno affidato loro la tradizione primordiale ed anche numerosi simboli e la spiegazione delle lettere consacrate della loro scrittura runica. I Templari hanno aggiunto questa tradizione alla loro. Si trova ancora tracce dei Jomvikings in Caldea, in Irlanda ed in Scozia.

 

 Ritorniamo adesso all'Oriente. Durante le Crociate, i Templari sono stati molto uniti alle Compagnie di massoni, a certi cavalieri di Terra Santa che appartengono principalmente all'ordine degli Ospedalieri del San Giovani di Gerusalemme (1) ed all'ordine del San Lazzaro fondato in Palestina in 1120. Quest’Ordine ha creato in Oriente importanti lebbrosari chiamati" maladrerie." La loro Casa più importante in Scozia e Irlanda erano quella di Burton Lazzaro, nella Contea di Leicester. I cavalieri di San Lazzaro conoscevano la trasmissione dei misteri venuti dall’Egitto e dall’Oriente. Dicevano che la Massoneria è stata fondata nell'Alta Antichità e rinnovata in Terra Santa dai crociati riuniti. Il protettore dell'ordine di San Lazzaro era il prete  Giovani, d’origine cipriota, che diventò vescovo. È certo che gli Ordini medievali avevano una sorgente cavalleresca e palestinese.

 

 

 

Quando l'ordine del Tempio è stato sciolto, la chiesa ha occultato volontariamente tutto quel che lo riguardava. Invece, numerosi crociati hanno riconosciuto che c'era un legame stretto tra la massoneria, il Cristianesimo ed i popoli d’Israele, riferendosi agli insegnamenti di Mosé, Salomone e Zorobadel, principe della Casa di Davide.

 

Un’elite di cavalieri, d’origini diverse, ha creato in Terra Santa, una Fraternità tra i diversi Ordini ed i Cristianesimo, e ha fatto rivivere i misteri iniziatici. Questa Fraternità formava un centro spirituale in Terra Santa.

 

La dottrina dei Templari, quelle dell'Oriente e quelle delle origini del Cristianesimo, s’incontrarono e si unirono, particolarmente a Cipro. Si dice che sono i legami che sono esistiti tra il mondo orientale e le Cavallerie del Tempio che avrebbero introdotto nella massoneria, dei gradi come quello del “cavaliere kaddosh." Molti iniziati templari erano massoni. Il loro Santo protettivo era lo stesso di quello dell'ordine degli Ospedalieri.

 

 

 

C'era in Oriente un uomo chiamato Giovanni Elemosynaire, nato a Cipro, diventato vescovo verso 608 che ha avuto una grande influenza. Aveva la vocazione della povertà, aveva una visione alta della carità e come lo dice il suo canto del Paradiso": La carità fu così costante e focosa che, là dove restò Maria ai piedi della croce, salì per piangere col Cristo." Elemosynaire morì in 617, all'età di 64 anni, ad Amathos, dove aveva predicato ed aveva praticato la tolleranza. La chiesa ortodossa d’Oriente onora la sua memoria, il 11 novembre e la chiesa romana, il 23 gennaio, in quanto martire.

Dopo di lui, Giovani il cappellano ha istruito con le suo prediche delle persone che appartengono a diversi etnie, dall'Oriente all'occidente, e particolarmente le colonie armene. Queste hanno influenzato l'Oriente cristiano durante tutta l'epoca delle crociate.

 

L'Armenia è stata la terra d’elezione del Vicino Oriente dove si sono incontrate le civiltà persiana, caucasica e mediterranea. Ha facilitato la loro interpenetrazione e le ha arricchite delle sue proprie tradizioni pur rispettando le loro. È diventata un focolare d’irradiamento spirituale. In quel momento, la sede della milizia templare a Cipro raggruppava l'ordine degli Ospedalieri di san Giovani, l'ordine del San Lazzaro ed i Knight templars della Massoneria britannica.

 

Ma i legami dei Templari con tutti questi esseri potevano essere compresi solamente dagli iniziati. Con i loro contatti umani, hanno scambiato dei riti e hanno sviluppato la dottrina esoterica dei Templari, e ciò si è perpetuato fin’oggi.

Esistevano in questi diversi paesi due tendenze:

 

- I " Nestoriani" in relazione col Lamaïsmo e l'Islam.

 

 

 

- I" Sabbei" che hanno influenzato il mondo arabo al tempo dei califi. La chiesa greca, il monachesimo egiziano, i Copti che sviluppavano la corrente" hesychaste" praticata dagli eremiti d’Oriente; questi,spingevano lo studio ad oltranza, arrivando anche a creare un'eresia. Hanno turbato la chiesa greca dal XI° al XIII° secolo.

 

 

 

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Jeudi 22 décembre 2005

Comunicazione N°7. Dal Tempio a Dio

 

 La storia della nostra umanità ha per voi delle profondità misteriose. È attraverso l'itinerario spirituale che si manifesta la realtà. Per ciò, ogni ricerca è buona, ma certe, come la ricerca scientifica o teologica non vanno fino in fondo e non sono mai finite.

 

 Solo realizzando che facciamo parte dell'universo cosmico, del mondo dello spirito, su altri piani, la nostra vita interiore si svilupperà. Comprenderemo quando ascolteremo la nostra solitudine interiore. Dobbiamo fare vivere la spiritualità come un'acqua sorgiva, lasciarci invadere da lei cercando di sopprimere l'egoismo e l'orgoglio che sono in noi. Così, avremo il sentimento della grandezza della nostra vita. Ma conservare la calma nel mezzo del tumulto dalla nostra vita non è facile e ciò porta il vero dramma dell'uomo che è la sua diserzione, la sua fuga ed il suo allontanamento di Dio. Miliardi di uomini, di generazioni in generazioni, cercarono Dio, sentendo che una forza più forte di loro le sottometteva agli avvenimenti. Cosi, per molto tempo, solo la superstizione rimase. Fortunatamente, ci furono sempre degli esseri che  aiutarono l'umanità a svilupparsi. Per ciò, in principio, Dio ha mandato degli Elohim  che hanno vissuto tra la popolazione. Più tardi questi Elohim hanno ispirato certi esseri. Così, il mondo ha avuto i suoi profeti, i suoi gruppi d’iniziati che permisero, a loro volta, l'evoluzione. Erano molto numerosi presso i Semiti, eredi dell'insegnamento dell'alto Egitto e della scienza della Mesopotamia. Sono state ritrovate delle prove che datano di 4 o 5000 anni prima di Cristo... Poi, l'uomo ha scoperto la religione e la rivelazione. La rivelazione va da Dio all'uomo e la religione dall'uomo a Dio, perché gli uomini chiedono a Dio di aiutarli nella loro vita materiale e di spiegare le cose invisibili. Ogni religione ha i suoi limiti e spesso la sua interpretazione è deformata dagli uomini. Così, poco a poco, si è creato l'eredità ancestrale, unica ed eterna. Questo, i Templari l'hanno compreso e ne sono diventati i depositari. Si è scritto molto sui Templari, sull'ordine del Tempio. Ci sono stati dei lavori fantasiosi dove l'immaginazione era lontana dalla verità e altri molto seri basandosi su una realtà possibile. Ma cosa realmente fu  la nascita dell'ordine, spesso non è spiegato,.

 

Prima di loro esisteva l'ordine di Sion, od Ordine dei Fratelli d’Oriente nato  in Palestina. San Bernardo e suo zio André di Montbart facevano parte di quest’Ordine molto misterioso, avendo un'azione politica, amministrativa e spirituale. Così San Bernardo ed André di Montbard decisero di mandare dei cavalieri a Gerusalemme per formare l'ordine dei Templari. Hugues di Payns che era vassallo di San Bernardo, ne ha preso normalmente la direzione. Avevano come missione ufficiale di sorvegliare le strade e di proteggere i pellegrini, ma, allo stesso tempo, la vera missione era politica, diplomatica e religiosa, ma estremamente segreta, e data dall'ordine di Sion. Dovevano forse anche ritrovare altre cose. Hanno creato una cavalleria mezzo-laica, mezzo-ecclesiastica. Hugues di Payns ed i suoi compagni hanno adottato la regola del Sant’Agostino e l'ordine dei Templari si è sviluppato ed è diventato internazionale. Erano Ioaniti (legati a San Giovani) dalla consacrazione data a Hugues di Payns da un patriarca. Ciò che gli ha permesso d’entrare in contatto col misterioso prete Giovani, d’origine cipriota, diventato vescovo, nell'anno 1145.

 

Questo prete Giovani era alla testa di un impero che comprendeva l'Armenia e la Persia. Riconosceva il potere temporale dei sovrani e pontefici, era in rapporto con quelli dell'India. Ciò spiega perché, quando le Masserie si sono create, ce ne fu una a Tromapatan in India, in ricordo del lavoro effettuato dal prete Giovani. Durante il loro soggiorno, i Templari al momento delle crociate, sono stati in contatto con diversi etnie, diversi Ordini. Hanno avuto dei contatti stretti con l'ordine massonico inglese di Knight. Dopo lo scioglimento dell'ordine, i Templari scampati hanno potuto, grazie a lei, raggiungere l'Inghilterra che li ha trattati da uomini liberi. La massoneria inglese era molto strutturata. Al contatto dei Templari, ha adottato certi riti e certi termini.

 

Fu un incontro Oriente-Occidente, incontro simbolico ma  i Templari erano molto impregnati dell'eredità egiziana. Così, non è stupefacente  trovare su certe delle nostre chiese, come a Vézelay, la rappresentazione di cinocefali. Sono diventati i depositari di quest’eredità ancestrale, unica ed eterna. I Templari hanno formato numerosi discepoli, insegnando loro la costituzione occulta dell'uomo: l'essere vive in un mondo fisico, ma possiede un doppio eterico... Sente il piano astrale che ci circonda, il piano mentale, il corpo ed i diversi piani che dobbiamo raggiungere. Che i tre grandi problemi dell'essere umano sono l'amore, la Sofferenza e la Libertà... Che per comprenderli, bisogna ammettere che abbiamo due stati: il latente e il manifestato... Che chi sa distinguerli trova l'equilibrio... Che non bisogna chiudersi nell'illusione ma provare a conoscere quel che c’è di migliore in noi stessi per agire e liberarci... Che una coscienza dritta è la più bella delle offerte al Signore. Insegnavano ai loro discepoli l'interdipendenza dei mondi cosmici, come vivere dallo spirituale al formale, l'interpretazione del simbolo esoterico, che le profezie sono  la marcia delle tenebre verso la luce... La strada simbolica verso la realtà assoluta... Che vivere il sacro modifica la spiritualità e crea una mutazione di coscienza, una comprensione del divino attraverso l'amore universale. Che il Nostro pensiero deve tradursi in atti, Che possiamo provare a riformarlo, non con la costrizione ma con la persuasione. I Templari avevano una devozione per la Trinità. Per loro, erano la conoscenza, l'amore e l'esistenza della vita e ciò gli permettevano d’evolversi. Ci hanno tramandato la loro tradizione d’amore, d’onestà e di coraggio, la loro fiducia in Dio. Hanno saputo morire anche sotto la tortura per non svelare il segreto che portavano e che non apparteneva loro. Hanno preferito lasciarsi accusare ingiustamente piuttosto che battersi e consegnare ciò che non si deve dire, e trascinare cosi allo stesso martirio esseri che appartenevano ad altre società con cui erano in relazione fraterna. Ci danno l'esempio della più bella Cavalleria che non esita davanti al sacrificio di se stesso. Dobbiamo esserne degni e dobbiamo comprendere gli insegnamenti dell'occulto che sono dietro il velo dell'illusoria materia.

 

La Masseria trasmette la loro tradizione adattata alla nostra epoca, ma dobbiamo vivere uno dei loro motti : “Amore, fedeltà, umiltà “ e cercare, col nostro sforzo personale, di ritrovare l'unità.

 

 

 

Senza la Conoscenza, l'uomo non esiste realmente, e senza l'amore non troverà Dio.

 

 

 

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Jeudi 22 décembre 2005

Comunicazione N°6. Il gran segreto di Dio

 

Abbiamo studiato la storia di Atlantide e ci sono su quest’argomento, migliaia di pubblicazioni. Capiamo che ciascuno ritrovi il suo Atlantide nelle sue ricerche, partendo dal principio falso che si tratta di un vecchio continente inghiottito. Lo stretto di Gibilterra non è sempre esistito per esempio, è nato di una frattura... Le popolazioni proveniente delle razze antiche hanno un po' dovunque dei discendenti, ed in questo caso, in Nicaragua, in Colombia, nel paese maya, eccetera... Le vecchie popolazioni sono sparite, parecchi millenari fa, ma ci sono dei discendenti degli Atlantidi che s’ignorano.

 

Non vi parlo della civiltà egiziana che ci ha lasciato una storia attraverso i suoi monumenti, ma di cui avete ancora da imparare, il vecchio Egitto era arrivato ad una raffinatezza: il lusso da una parte, e d’altra parte ad un'arte molto avanzata ed ad una conoscenza più grande della nostra. Erano veramente i frutti della scienza e della saggezza occulta. I misteri egiziani non ci sono ancora tutto svelati, neanche certi simboli come la scimmia cinocefale, o lo scarabeo, tutto ciò e altri erano ancora l'espressione più esoterica; tutte le scienze e tutte le arti erano rappresentati.

 

I Caldei, la Persia, la Grecia, se ne sono impregnati, e c'è molto da apprendere su queste popolazioni che formano l'eredità che abbiamo ricevuto.

 

Ogni civiltà ha la sua magia e la sua superstizione, per esempio, Celti e druidi attribuivano delle proprietà alla spirale, al serpente, alle teste di montoni, Dei cornuti, grifoni volanti, cavalli, eccetera... Così come a certi alberi o erbe della natura. Gli alberi erano dei" geni" che animavano lo spirito vitale degli esseri e della natura. Gli stregoni dirigevano gli uomini trasmettendo superstizioni talvolta molto crudele, con sacrifici umani, fino all'antropofagia. Portavano delle maschere orribili... La stregoneria ha cambiato un po’ aspetto, ma è ancora violenta da certi popoli, e ne rimangono tracce, per esempio nel nostro carnevale.

 

Si trovano molte relazioni che interessano queste popolazioni, nella Cabala, decodificando segni e lettere. La cabala rappresenta il pensiero creatore che conduce alla conoscenza, all'amore attraverso il piano magico dei suoi numeri, lettere, cifre e segni. Più vicino a noi, nei primi secoli della nostra Era, Alessandria è stata la capitale della filosofia, basata sulla filosofia egiziana = Emanazione, il sole primordiale che fa passare la materia dallo stato fuoco, aria, acqua e terra, questa essendo la materia unica che rinasce ad ogni evoluzione.

 

L'Egitto ha influenzato molto il mentale dei Templari, e voi conoscerete uno dei loro segreti quando sarà venuto il momento. La loro conoscenza sorge in quella di Salomone contenuta nel suo Tempio. Come molti egiziani, si sono costituiti in una federazione di stati alchemici. Hanno ricercato la spiritualità, la ricerca di Dio per unirsi con Lui, la purificazione dello spirito umano per accedere alla conoscenza e diventare dei veri iniziati per il bene dell'umanità. Dovremmo conoscere meglio i loro simboli che c'insegnano tante cose. Per essi, il Graal era la presenza dello spirito divino, essenza segreta dell'insegnamento del Cristo, svelata dai seguente simboli: il calice o vaso, la lancia e la croce. Il calice o vaso contengono la conoscenza, la dottrina della liberazione. Il sangue che è nel vaso è lo spirito. La lancia, quella supposta appartenere a Longinius che ha bucato il fianco di Gesù è simbolo di purezza. Quando alla croce sulla quale si dice che Gesù è stato crocefisso, bisogna vederci solo il simbolo della croce  stessa. I costruttori templari l'avevano ben capito costruendo certe Chiese, dove hanno messo solo una croce nuda, come a Chartres per esempio. Parimenti, ritroviamo nella Pasqua ebraica il ricordo dell’ultima Cena. Sul tavolo si trovano la coppa e suo vino in ricordo del Profeta Elia, così come un pane azzimo,(senza lievito), e bisogna vedere solamente il seguente significato: il Profeta porta al popolo la conoscenza universale con la vita (il sangue), e dà agli uomini la possibilità di essere il lievito. All'epoca dei trovatori, si è “cantato" il simbolo del tavolo rotondo. Questo aveva quaranta nove posti occupati dagli iniziati o dei puri, ed un posto vuoto. Rappresentava il soffio, l'emanazione di Dio. Il numero cinquanta è la cifra dello spirito. Da quando l'uomo esiste, ricerca la sua origine così come il perché, ma non troverà mai, perché è là il gran segreto di Dio.

 

 

 

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Jeudi 22 décembre 2005

Comunicazione N°6 La civiltà di Atlantide

 

Ogni Epoca segna, per gli oggetti che vi lascia, un luogo particolare. Così, la più antica, Mu, è visibile per ciò che ne resta, particolarmente nel deserto di Gobi ed in Africa settentrionale, dove si ritrovano attrezzi e armi di quest’Epoca. Gli Oceani Pacifico ed Indiano erano in parte delle terre di Mu. La Cultura megalitica, d’origine orientale ha come simbolo linee concentriche incise nella pietra che rappresentano le onde di vita, e la croce a uncino iscritta nel cerchio, aspetto della realtà profonda, e si ritrova tra l’altro, nelle montagne della Corsica e della Sardegna attuale. Poi, viene la civiltà iperborea, anteriore allo sviluppo atlante, e che ha lasciato alcune debole orme in Europa del nord. Infine, la civiltà atlante che corrisponde cronologicamente ai druidi ed agli egiziani e di cui si ritroverà la traccia nelle cripte delle Indie ed del Tibet, con la sua scrittura composta di segni non ancora decifrata.

 

La prima apparizione dell'uomo, sulla nostra terra, fu sulla terra di Mu, lì si è sviluppato, poi si è disperso su questo continente. L’immensità territoriale di Mu implica una grande varietà di climi che portarono, dalla razza nera originaria, ad una diversità di razze. I Lemuriani costituivano dunque quattro razze diverse che vivevano ai quattro punti cardinali di Mu:

 

  • La razza nera che occupava l'Africa attuale.

     

  • La razza bianca che occupava il continente europeo.

     

  • La razza rossa che diventerà gli Atlantidi e darà nascita agli Etruschi, agli Iberici ed agli Egiziani.

     

  • La razza gialla verso l'Oriente.(Rimangono ancora alcuni santuari di questo popolo in Cina ed in Tibet)

     

Sono decine di migliaia d’anni che bisogna contare, affinché l'uomo si coltiva, prenda coscienza di sé, e capisca l'idea di Dio. Ha anche capito il senso dei quattro mondi : emanazione - creazione - formazione - Azione e materia. Lo spirito vitale divino si era incorporato nell'uomo, la cosmogonia del mondo è stata creata dai numeri, cifre, lettere, segni e figure.

 

I Lemuriani credevano nella reincarnazione e in Dei diversi. Si è ritrovato certi simboli che utilizzavano: il loro blasone, un sole ad otto raggi, la rappresentazione della trinità sotto forma di un triangolo con tre stelle Incise su ogni punta, poi altri triangoli a cinque stelle, un sole, e delle croci come l'attuale croce greca.

 

Mu ha avuto una durata di vita molto lunga, decine di millenni, dell'era terziaria fino all'inizio dell'Egitto. (I Lemuriani quanto gli Egiziani costruirono edifici sul davanti dei quali era inciso un serpente in diverse posizioni, custode dei monumenti). I terremoti, i cedimenti del suolo e l'apparizione delle montagne hanno modificato spesso il paesaggio, provocando la morte di grandi quantità d’esseri, ma la lunghezza della civiltà ha permesso loro di svilupparsi. Conoscevano le scienze come la geometria, l'astrologia. Erano esseri istruiti e civilizzati.

 

La razza atlante, di colore rossa, si è sviluppata su una parte del continente di Mu di cui era generata, ed in parte contemporanea, fino al giorno in cui, superiori in numero, e desiderosi di dominare il mondo, gli Atlantidi hanno massacrato, in una guerra selvaggia, quelli di Mu, e sono rimasti padroni del campo. La storia degli Atlantidi si è sviluppata parallelamente a quella dei Druidi e degli Egiziani; ci sono stati molti contatti tra essi e la loro filiazione è notevole; anche l'iniziazione egiziana di Mosé non può sorprenderci; notiamo d’altra parte l'influenza di Mosé nella Creazione della teoria della scienza cabalistica, così come in quella dei saggi incontrati a Babilonia all'epoca delle deportazioni ulteriori.

 

Gli Atlantidi avevano la loro capitale a Thulé, avevano anche il loro Agartha (“luogo universitario” con collegio d’Iniziati). Chiamavano Shamballah la loro città astrale. Gli Atlantidi dicevano essere in relazione con gli esseri del pianeta Venere, a quest’epoca più vicino di adesso alla terra, così come vicino ad esseri d’altri pianeti abitati. Sembra che gli Esseri in questione non venivano solamente da Venere, ma che se ne servivano come relè e che avevano delle relazioni ininterrotte. Per ciò, si spostavano con aeromobili. Ci furono anche degli incroci con questi "Venusiani" molto alti. Enoch, che è anteriore alla Bibbia, nel suo libro della conoscenza di cui il senso non può essere ancora rivelato, ne parla; il nonno di Noè, ed anche Noè stesso parlano di questo mezzo di locomozione utilizzato dagli Elohim che abitano un altro pianeta, e che da sempre, hanno aiutato l'evoluzione degli uomini. Anche Ezechiel che viveva venti cinque secoli fa, ne fa menzione. Gli Atlantidi conoscevano riti segreti e misteriosi... Leggevano l'avvenire, anche lontano, e per questo mezzo conoscevano tra l’altro, le dimensioni dell'arca che Dio doveva rivelare più tardi a Noè, le dimensioni dell'arca dell’alleanza, rivelate a Mosé, e quelle del Tempio rivelate a Salomone. La civiltà atlantide è quella che ha più portato al mondo... I loro discendenti, Noè ed i vecchi ebraici che si chiamavano i keroubim, avevano già il culto e la pratica dei labirinti in uso dagli Atlantidi. I più vecchi si trovano in Egitto, formano una vera città sotterranea che ha servito in alcuni posti da sepoltura o da sale iniziatiche per i loro discepoli all'epoca di cerimonie.

 

Ci furono grandi sismi che hanno tagliato, trasformato la terra atlante, certe parti sono sparite sotto terra, altre sott’acqua, città intere sono state inghiottite, la razza atlante non è tuttavia sparita totalmente, sì ritrova sull’isola di Creta degli affreschi miracolosamente conservati, una scrittura ancora sconosciuta e geroglifici che vengono dall'Egitto e dalla Mesopotamia, delle iscrizioni in spirali, delle rappresentazioni di uomini o di animali.

 

 

 

 

 

 

 

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