L'UOMO COSMICO (1)
Quando si sceglie di trattare un argomento, nella cornice di un istituzione qualunque, questo vi sembra importante in sé stesso. E' per questo che, ho stimato non inutile, ma imperioso ed
indispensabile parlarvi dell'uomo Cosmico, a questo livello delle nostre comunicazioni. E ciò, per le seguenti ragioni che mi sembrano evidenti ma che conviene chiarire:
- L'ordine è uno dei molteplici laboratori dell'uomo di domani, sotto lo sguardo e la direzione dei secoli e millenni che ci hanno preceduti.
- L'uomo di domani deve aver, è la sua condizione di sopravvivenza, trovato o ritrovato il suo soffio cosmico, la sua armonia con le leggi primarie della natura, per
attraversare vittoriosamente, se non è troppo tardi, le prove apocalittiche dei tempi che verranno. Questi due motivi riuniti giustificano il proposito, ma non danno un'illuminazione sufficiente
affinché si possa comprendere, dall'inizio, le sue caratteristiche, ai miei occhi, imperiose e frettolose. Per comprendere questa urgenza, basta guardarsi intorno: Il Mondo e gli uomini che lo
compongono e lo manipolano, vanno alla deriva visibilmente senza direzione. Tutte le istituzioni tradizionali sembrano attaccate da cancri inesorabili. Gli uomini sono diventati difatti i
domestici dei computer, che tuttavia hanno creato, hanno per scala di valori l'inconscio collettivo bulimico, passivo e distruttore, elaborato dalle leggi universali del marketing. In quanto ai
rapporti che intrattengono tra essi, la civiltà ultra-urbana li ha chiusi tra le paure che genera solamente aggressività e la solitudine che ha per conseguenza l'egoismo e l'indurimento
precoce. Qualunque governo, che gli uomini si sono dati, è autoritario ed anonimo, generalmente inavvicinabile , avendo un obiettivo snaturato,(questo termine è stato scelto di proposito) che è
quello del dominio delle persone e dei popoli, e non il loro bene comune. È molto grave constatare, per la prima volta nella storia del pianeta che nessuna idea-forza che nessuna volontà
spirituale o creatrice, anima gli atti dei nostri dirigenti occidentali. Almeno, De Gaulle e Kennedy avevano la figura del mago incompreso, rifacendosi ai riflessi ed ai modelli dei valori del
cristianesimo. Cristianesimo, certo inadatto e tagliato delle sue basi cosmiche ed iniziatiche, al punto che un fanatico è riuscito ad utilizzarne le perversioni, per tentare di giustificare
alcuni tempi con successo, la più sinistra delle imprese di morte. Sì, parliamo di Hitler.
Oggi, le idee che conducono la vita degli individui e dei gruppi, non sono prodotte, né dai maestri viventi, né da loro stessi, ma dall'interpretazione meccanica, matematica e sterile dei diktat
e dei dogmi stabiliti, da alcune generazioni di uomini che, da Cartesio a Freud, passando da Auguste Comte e Karl Marx, ha avuto l'immenso orgoglio di farsi giudici, della verità, riportata al
constatabile immediato del positivismo. È la scienza lineare, che sia fisica o umana che per la sua logica formale e la sua efficacia a breve termine, ha distrutto gli equilibri, diremo gli
ecosistemi, di ogni tipo che permettevano alla natura ed agli uomini, di interpenetrarsi e di evolversi, senza distruggersi.
Sì, è così che il cancro della nostra civiltà e le metastasi uccidono l'occidente e minacciano la città mondiale. Il mondo moderno ha rigettato la sua alleanza col cosmo e l'uomo che si dice
civilizzato, forse morirà per avere perso questa armonia. Ciò trascina il pianeta alla sua perdita.
Questa denuncia e questa esigenza imperativa non sono i fatti degli spiritualisti oscurantisti, ma dei maestri della scienza e del pensiero moderno che,
disperati per il declino di tutti i sistemi, dogmi e verità hanno voluto fare delle loro ricerche, una questua sistematica della "conoscenza", realizzando con la vita, una co-noscienza
(co-nascita).
Difatti, soprattutto con Albert Einstein e la teoria della relatività che, in seguito alle scoperte fatte dai primi scienziati fisici atomici, rimette totalmente in questione la scienza lineare,
il carattere aleatorio di tutti i fenomeni vitali è diventato evidente per gli scienziati, addetti a realizzare un sforzo di sintesi che sia in matematica, in fisica, in biologia o in scienze
umane. Gli scritti di Jaques Monoc, di Teilhard di Chardin o del sociologo Edgard Morin sono chiari su questo punto. Nella misura in cui mi è difficile, in una quindicina di pagine, esporre in
dettaglio, questa evoluzione della scienza avanzata verso l'aleatorio, in un ritorno più o meno cosciente, verso il rispetto della Regola Cosmica, mi accontenterò di consigliarvi, la lettura
approfondita, di un lavoro di J. di Rosnay, dottore in scienze, poi incaricato di ricerche, al famoso M.I.T, (Massachussets Institute of Technology), e che non può, da allora, essere considerato
come un'oscuro "alchimista". Questo lavoro, intitolato "il Macroscope" o "Verso una Visione Globale" inizia col paragonare i meccanismi comuni dei diversi fenomeni vitali: vita urbana e scambi
uomini, industria, agricoltura ed ambiente naturale, eccetera... e constatare, gli equilibri (ecologie), e le perversioni (cancri), di questi ambienti, attraverso le dicispline che la scienza
cartesiana, lineare e dualista, ha diviso:
- La fisica.
- La biologia.
- L'economia.
- L'urbanistica e la sociologia.
Ne deduce quel che chiama una "nuova cultura: la rivoluzione sistemica". Questa rivoluzione consiste nel trovare a tutti i fenomeni che esaminiamo; attraverso un avanzamento libero, una coerenza
e dei modelli permanenti, un'analisi comune, valida per tutti i mezzi e tutte le discipline. "L'avanzamento sistemico è al tempo stesso analitico e sintetico, dettagliato ed inglobato. Si
appoggia sulla realtà dei fatti e la perfezione del dettaglio, ma, ricerca parallelamente i fattori di integrazione, gli elementi catalitici dell'invenzione e dell'immaginazione."
Siamo molto lontani dal passo iniziatico, presa diretta ed elaborata da secoli, tra l'Uomo e gli Universi, nell'Ecologia Cosmica? Con il metodo lineare della scienza classica che ha mostrato la
sua utilità, malgrado le aberrazioni dei suoi utenti, si sono scoperte le unità più semplici della materia e della vita. Ma, il pensiero si è disperso in un dedalo di discipline, isolate le une
dalle altre, da barriere stagne. Il solo modo di dominare la moltitudine, di comprendere e di prevedere il comportamento delle folle che costituiscono atomi, molecole, cellule ed
individui, fù nella semplificazione utile, ma ideale, (ed aberrante, insisto, se se ne abusa - ciò che i razionalisti hanno fatto -) che permette di
stabilire delle leggi provvisorie. Ma questo mondo teorico non ha niente a che vedere con la natura: è l'universo dell'omogeneo, dell'isotropo, del lineare, il mondo dei gas perfetti,
delle reazioni reversibili, della concorrenza pura. Ma, in biologia, in chimica o in sociologia, i fenomeni integrano la durata e l'irreversibilità. I collegamenti tra gli elementi contano
tanto quanto gli elementi stessi. Gli scienziati del M.I.T, coscienti di queste nozioni, cercarono dunque, dagli anni 1940 a 1960, quello che stimavano essere dei nuovi strumenti, dalla
cibernetica all'ecologia sociale.
Questi strumenti sono veramente nuovi?
No, poiché nel XVI° secolo, Paracelso diceva, in modo completamente parallelo, che "il medico deve sapere ciò che è utile e nocivo alle creature insensibili, ai mostri marini ed ai pesci, ciò che
amano e detestano gli animali privati di ragione, ciò che è per loro sano e malsano. Ecco la sua cultura concernente la Natura."
Tuttavia, ciò che è appassionante, all'epoca in cui viviamo, e che spiega qui ed altrove l'ecologia cosmica, è che sia uno scienziato moderno che possa rispondergli.. Difatti, Francois Jacob, nel
capitolo di conclusione, del suo lavoro così importante, "La logica del Vivente", intitolato di proposito, "l'Intégron", afferma:
"C'è coerenza nelle descrizioni della scienza, un'unità nelle spiegazioni che manifestano un'unità sottostante tra le entità ed i principi in gioco. Qualunque sia il loro livello, gli
oggetti di analisi sono sempre delle organizzazioni, dei sistemi. Ciascuno di essi serve da ingrediente al successivo. Anche l'atomo è diventato un sistema,(il più piccolo e più semplice, vedremo
quale rivoluzione e quale ritorno ciò costituisca),...
"La parola evoluzione serve a descrivere i cambiamenti che sopraggiungono tra i sistemi. Perché ciò che si evolve, non è la materia, confusa con l'energia in una stessa
continuità. È l'organizzazione... sempre capace di unirsi ai suoi uguali per integrarsi in un sistema che la domina."
E l'ultimo paragrafo, di questo stesso lavoro, ci darà in fin dei conti, la chiave delle nuove relazioni che uniscono l'uomo ed il Cosmo, raggiungendo l'unione millenaria della conoscenza
cosciente alla forza universale, come precisanno, gli sviluppi che seguono,:
"Ciò che dà la loro possibilità di esistenza, a tutte le organizzazioni, a tutti i sistemi, a tutte le gerarchie, sono le proprietà degli atomi che descrivono le leggi dell'elettromagnetismo di
Maxwell."
Vedremo, difatti, lungo tutti questi sviluppi che tutte le coerenze e tutti i sistemi in equilibrio evolutivo, a qualunque livello siano, si ordinano e si organizzano
intorno alla struttura atomica, modello cosmico fondamentale. Parimenti, ogni disordine, sclerosi o distruzione che si può chiamare, posizioni "cancerose", provengono dal non rispetto o della
distruzione di questo modello.