I GRANDI ENIGMI DELLO SPIRITO UMANO
L'AURA
Da tempo voglio parlarvi dei "Grandi Enigmi dello Spirito Umano". Questo immenso programma comporta diverse parti fra cui ecco le essenziali:
- Magnetismo.
- Ipnotismo.
- Telepatia.
- Radioestesia.
- Telechinesia.
- Ectoplasmia.
E tante altre che conosciamo e che si ignorerànno sempre. Bisogna dire che lo spirito umano rappresenta un campo dalle frontiere sconosciute e di cui le innumerevoli possibilità interferiscono,
si dividono, formandone solamente un Tutto.
Mentre l'uomo si avventura nella periferia della Terra, conosce ancora poche cose di sé stesso.
"L'uomo, questo ignoto" non è pronto a consegnare i suoi segreti a sé stesso.
Certi scienziati pensano che l'uomo utilizza solamente il 10% delle possibilità del suo cervello, altri avanzano il 20%; chi lo sa esattamente? Il cervello è la sede dello spirito? Perché quando
la vita dell'involucro cessa, il cervello muore e lo spirito si libera!
Oggi, voglio parlarvi più specialmente, tra tutte queste scienze, dell'aura.
Da bambino, sono stato incuriosito spesso dall'aureola dei Santi di cui vedevo la riproduzione nei libri. Certamente non gli davo che un'importanza
relativa, e questo non era per me che una rappresentazione simbolica dello stato di santità.
Più tardi, pensavo che l'uomo emetteva delle radiazioni particolari, differenti secondo gli individui, radiazioni un po' simili ai raggi infrarossi o forse anche agli ultravioletti ma che non
potevano essere percettibili ai nostri sensi limitati e relativamente grossolani.
Dalla Pasqua del 77, nel mio sonno, ho visto la mia sposa che compariva nel vano della porta della nostra camera. Intorno a lei risplendeva una luce straordinaria che non posso descrivere con le
parole. Questa chiarezza dolce, di una grande luminosità, profonda come una bella aurora, non accecava.
Mia moglie mi guardava, senza muoversi in questa luce.
Allora gli ho detto: ( mi scuso per questa riflessione molto prosaica e bassamente terra a terra) "Bene... porti il caffè"! E tutto si è cancellato. Perché, quando c'è permesso di penetrare in un
altro piano, non bisogna reagire soprattutto nel terrestre.
Era la prima volta che vedevo un'aura.
L'esposizione di oggi sarà corta, ma l'argomento è così vasto. Mi accontenterei essenzialmente di fare un riassunto di un libro che è comparso da Beauval, e che vi raccomando perché è lui stesso
una compilazione di libri seri sull'argomento e di cui i riferimenti sono i successivi:
- La Parapsicologia di R. Esca - Denôel 1954
- Mistici e maghi del Tibet - A. Davide Neel - Plon 1929
- Gli esploratori dell'aldilà - Neuville, Laffont 1957, -
- Sopranormale o soprannaturale - R. Omez - Fayard 1958
- Trattato di metafisica - Ch. Richet - Parigi 1905
- Trattato di Parapsicologia - R. Sudre - Payot 1956
- Alla soglia del mondo invisibile - R. Trintzius - Parigi 1951
- Storia naturale del soprannaturale - L. Watson - Albin Michel 1974 T. 1 e 2
I) UN PO DI STORIA.
Il Marchese Armand de Puységur seguendo la strada tracciata da Mesmer, andò fino al sonnambulismo provocato senza contatto fisico, con la semplice volontà dell'ipnotizzatore.
Durante mezzo-secolo, le esperienze di medici, condotte negli ospedali, aggiunte a quelle alle quali si dedicavano dei curiosi in privato, fecero
progredire le conoscenze in materia di "magnetismo animale."
Il sonnambulismo provocato - diciamo oggi l'ipnosi -fu sperimentato anche in chirurgia già dal 1829, data nella quale Cloquet tolse un tumore del seno usando questo metodo. Epoca nella quale
l'anestesia non esisteva ancora.
L'anno 1845 segna una tappa importante nelle ricerche sulla "psicologia delle profondità", come la si chiama talvolta oggigiorno: vede la pubblicazione di parecchie Memorie del tedesco
Reichenbach e di un lavoro dell'inglese Braid.
Il Barone Charles de Reichenbach fa il chimico ed industriale. Ha un passatempo: fa delle esperienze negli ospedali di Vienna sulle anomalie della visione di certi malati che, entro poco, si
sistemeranno nella categoria degli isterici. Sei di essi vedono dei piumini incandescenti, ondeggianti e mobili, scappare dai poli di una forte calamita liberata, nell'oscurità, delle sue
armature. L'emissione luminosa non si propaga in fila dritta, ma sembra svolazzare qua e là, tracciando delle linee curve e mutevoli.
Le "sensitive"( perché si tratta di donne) vedono così le calamite. Altri corpi, si chiede Reichenbach, possono produrre gli stessi effetti su queste persone? Ininterrottamente, si lancia in una
serie di esperienze con l'aiuto di circa 600 sostanze chimiche. Ottiene infine dei risultati coi cristalli. Da dedurne: "Una forza particolare, non ancora scoperta fin qui , risiede nella
materia; forza che, appena la materia ha preso forma cristallina, appare in un modo seguito da effetti."
Avvicina cristalli e calamite, e scopre un rapporto tra la "forza cristallica" ed i flussi magnetici che fuggono dalle mani degli ipnotizzatori e dei guaritori. Così, il magnetismo animale
sarebbe collegato al magnetismo fisico, ed è verissimo che le dita degli sperimentatori esercitano con la forza un potere uguale a quello di una
calamita media, quando si avvicinano al corpo delle sensitive. I malati vedono allora degli archi luminosi che sgorgano dalla punta delle dita delle persone in buona salute; vedono ciò che gli
occultisti chiamano "l'aura", queste radiazioni luminose emesse da tutti i corpi umani, ma che molti pochi esseri sono capaci di vedere.
Per Reichenbach, magnete, cristallo e corpo animale possiedono in comune una certa forza, che pensa conduttiva ed accumulabile, e che battezza forza odica o, più brevemente, "od". può
manifestarsi a contatto o anche a distanza. Queste leggi scientifiche non valgono tuttavia che coi sensitivi, cioè, la maggior parte del tempo, coi malati o medium.
II) LE "SPIRALI DI ENERGIA"
Prima di seguire questa idea storica, fermiamoci alcuni istanti sull'aura, fenomeno puramente fisico, ma che può contribuire a capire meglio certi aspetti della parapsicologia. La sua esistenza
non è più messa in dubbio e, su questo punto, la scienza tende a confermare i dettami dei medium. Il fatto è troppo raro per non sottolinearlo. L'idea di un tipo di campo energetico che
avvolge come un'aureola il corpo e visibile in certe circostanze, è in realtà molto vecchia. Nell'arte antica della Cina e dell'India, molto prima dell'era cristiana, si trovano già numerose
rappresentazioni di santi uomini cinti da una sorta di alone luminoso, forma primaria, tutto sommato, di ciò che diventerà l'aureola dei beati nell'iconografia occidentale. Certo, per molto
tempo, lo si è vissuto come un simbolo mistico, dunque come qualcosa di immateriale. Ma qualsiasi sia
la natura che gli si prestò, è probabile che il fenomeno era stato osservato già dagli esseri viventi. E, più recentemente, già dal XIX secolo, i medium prima, poi gli scienziati che consentirono
ad interessarsi al problema, sottolinearono il carattere fisico di questo curioso irraggiamento.
Ma cosa si sa esattamente su questo argomento? In effetti, la domanda comprende tre elementi:
- Quale prove si hanno della realtà dell'aura?
- A quale tipo di irraggiamento fisico si ricollega?
- Perché certe persone possono vederla, mentre altri rimangono insensibili?
Tentiamo di fare il punto. I medium hanno fornito una preziosa indicazione ai biologi ed ai fisici che affermano, quasi unanimamente che ogni volta che si erano trovati al capezzale di un
moribondo, avevano visto nei minuti che avevano seguito la constatazione di decesso, sprigionarsi dal corpo inerte un turbine di "spirali di energia", per riprendere l'espressione adoperata dalla
celebre veggente americana Eileem Garrett. Gli scienziati furono colpiti dal fatto che tutti i medium conosciuti per la loro serietà ed il loro disprezzo del sensazionalismo a buon mercato
si astenevano, a proposito di questo strano turbine, di parlare di "spettro", di "fantasma" o di "spirito" e si attenevano assolutamente al termine "energia", aggiungendo semplicemente che
avevano avuto l'impressione di vedere la spoglia mortale scaricare il suo estremo potenziale di "flusso vitale". Le ricerche si orientarono verso il rintracciamento di un irraggiamento invisibile
all’ occhio umano "normale" dunque, ma forse registrabile con altri mezzi. Sarebbe troppo lungo, qui abbozzare la cronostoria di questi lavori. Limitiamoci a rievocare i loro risultati più
probanti.
Una prima certezza è acquisita: il corpo umano emette un irraggiamento nelle lunghezze d'onda situate fuori della gamma alla quale l'occhio è sensibile (arco che si estende
approssimativamente da 380 a 760 millimicron). La prova è stata fatta con la tecnica delle foto dette "thermografiche" che permette di fissare, su delle placche speciali e sotto forma di macchie
colorate, le variazioni del calore in diversi punti del corpo. Così, in queste foto, le parti più fredde come le unghie, appaiono in blu scuro, mentre le guance ed il collo sempre abbastanza
caldi, producono delle tinte che vanno dell'arancio al rosso. Aggiungiamo che questa tecnica trova la sua applicazione in medicina, particolarmente nella localizzazione del cancro, i tumori
maligni formano nei tessuti delle zone calde di cui la termografia capta la radiazione anormalmente intensa.
Sarebbe là, allo stesso momento la prova della sua realtà, una delle spiegazioni dell'aura. Tuttavia, la termografia non rende conto dell'integrità del fenomeno. Difatti, il dottore Walter
Kilner, il biologo Oscar Bagnall e altri scienziati che affermano di avere potuto osservare diversamente questo alone con l'aiuto di schermi colorati, lo descrivono come una frangia luminescente
di una decina di centimetri di spessore, particolarmente brillante vicino alla pelle e da dove esce, qua e là, ad intervalli regolari un raggio più vivo, simile, dice Bagnall, ad un "colpo di
proiettore". L'aura sarebbe ripartita inoltre, abbastanza regolarmente attorno al corpo, rivestendo questo di una sorta di involucro ovoidale. Alcuni lavori condotti in U.R.S.S dovevano rivelare
un aspetto ancora più straordinario del fenomeno.
III) DEI CORPI CHE FIAMMEGGIANO
Tutto è partito da un'osservazione fatta, poco prima 1940, da un tecnico russo specializzato negli strumenti di elettroterapia, Sémyon Kirlian. Senza entrare nel dettaglio, diciamo che scoprì
fortuitamente un zampillo luminoso prodotto dagli elettrodi al contatto del corpo umano (ma non di oggetti inerti) e potè, con la sola azione di questa scintilla ad alta frequenza, senza
apparecchio, semplicemente interponendo una placca sensibile, prendere un negativo della sua propria mano che apparve, dopo lo sviluppo della foto sotto un aspetto quasi "fiammeggiante".
Kirlian si appassionò subito a questo fenomeno e costruì un apparecchio speciale che produce dei campi elettrici a frequenza molto alta ed accompagnato da un visionatore che permette
un'osservazione diretta e continua, dunque non statico. Dovette aspettare gli anni 60 per vedere gli ambienti ufficiali interessarsi ai suoi lavori, ma in seguito, ottenne tutte le
facilitazioni e suscitò la più viva curiosità da parte degli scienziati tanto russi che stranieri.... aveva fatto la prova che la materia vivente era percorsa da correnti elettriche di cui
l'irraggiamento si prolungava verso l'esterno, e di colpo l'aura diventava una realtà biofisica.
Un accademico sovietico che osservò, nel visionatore di Kirlian, il suo dito nel campo ad alta frequenza, doveva darene la seguente descrizione: "Dei labirinti luminosi interi,
scintillanti, fiammeggianti. Alcune delle scintille erano immobili, altre erravano scure su una parte posteriore . Sopra queste galassie fantastiche
di luci spettrali, c'erano brillanti sfavillii multicolori e spessi nugoli... ".
Le ricerche su ciò che si chiama oramai "l'effetto Kirlian" dovevano rivelare ben altri fenomeni curiosi. L'aura non è l'appannaggio dell'uomo. Tutto ciò che vive, ivi compreso i vegetali,
producono la loro luce interna, ciò ha permesso di effettuare delle esperienze estremamente interessanti. Sempre con gli stessi apparecchi, si è potuto constatare, per esempio che suddividendo un
foglio di albero, l'aura che corrisponde alla parte tagliata rimaneva, come "un fantasma", durante un certo tempo dopo l'ablazione, l'immagine luminosa che rimane dunque è quella di un foglio
intero . Partendo da osservazioni tanto sconcertanti, certi biofisici russi hanno emesso un'ipotesi che non è da meno. Tutti gli esseri viventi, dicono, avrebbero in loro una sorta di "doppio"
energetico della stessa configurazione dell'organismo cellulare, ma indipendente da questo ultimo. E questo doppio sarebbe fatto da particelle ionizzate comparabili al plasma gassoso prodotto
dalle reazioni termonucleari - questo stesso plasma si ritrova nella corona solare!... Sono là, per il momento che pure speculazioni che hanno tuttavia il merito di dare da riflettere sulla
complessità di queste realtà che si tende a battezzare un pò troppo rapidamente e troppo schematicamente "spirito" o "materia" ("vivente" "inerte"), come se si trattasse di entità perfettamente
distinte e definibili. Forse i progressi della biofisica permetteranno, un giorno, di trovare la chiave del psichismo nei fenomeni di ionizzazione che si producono su un piano e secondo i
meccanismi di cui si ignora ancora tutto. E se questo fosse vero , gli enigmi della parapsicologia sarebbero spiegati, a cominciare dalla telepatia.
Ma non anticipiamo e ritorniamo alle certezze della scienza attuale, in particolare all'aura di cui l'origine rimane misteriosa, ma sulla cui esistenza non c'è più dubbio. Ed interroghiamoci,
adesso, sulla terza parte della domanda inizialmente posta.
IV) UN QUESTIONE DI CONI E DI BASTONCINI?
Perché, difatti, certe persone vedono questo alone luminescente che rimane invisibile ad altri? Sono veramente dei medium extralucidi? Non può trovarsi una spiegazione più semplice a questo dono
che porta, tutto sommato, su un fenomeno considerato adesso come naturale, anche se rimane ancora inspiegato? Una risposta affermativa a questa ultima domanda non sembra escludere niente,
soprattutto se si riferisce agli insegnamenti della zoologia.
Si sa che i felini ed i rapaci notturni localizzano le loro prede con una facilità stupefacente nell'oscurità. Certo, questi animali hanno l'udito fine, la sensibilità tattile molto evoluta e nel
più dei casi, l'odorato sottile. Tuttavia, numerose osservazioni hanno provato che, nella maggior parte di queste specie, la vista continuava a giocare un ruolo primordiale anche mezzo alle più
profonde tenebre, là dove le bestie dalle abitudini diurne non vedono rigorosamente più niente. Ed sembrerebbe che ciò che il loro occhio capta allora sia precisamente l'irraggiamento
infrarosso degli altri esseri viventi, cioè la loro aura. I risultati di certe esperienze tendono a confermare questa ipotesi. Così, nella notte più nera, un rapace si precipiterà da lontano su
un topo silenzioso ed immobile ma vivissimo, mentre non produrrà alcun movimento in direzione di un pezzo di carne delle stesse proporzioni e situato alla stessa distanza, cibo che non ha
tuttavia abitudine di disdegnare, ma che non vede nella notte per il fatto che si tratta di una carne morta di cui l'irraggiamento "si è dunque spento" .
Esaminiamo adesso gli occhi di questi notturni al microscopio . Si constata che la loro retina non è composta da cellule a forma di coni, cellule che permettono di distinguere i colori,; e per
questo fatto, questi animali sono completamente daltonici. La loro retina è in compenso, molto ricca in bastoncini, elementi sensibili all'intensità dei raggi luminosi; e più ci sono bastoncini
in un occhio, più questo è atto a percepire una luminescenza anche molto debole o situata nella gamma delle lunghezze d'onda che sfuggono ai coni. Ora, la composizione della retina umana è molto
diversa. Tutto il suo centro è occupato dai coni, dei bastoncini si trovano confinati alla periferia. Da questo la sua attitudine a distinguere i colori, salvo anomalia, ma anche la sua inferiore
sensibilità alle radiazioni di frequenza poco elevata, cioè ai raggi infrarossi dello spettro.
Partendo da queste constatazioni, alcuni hanno emesso l'idea che certe persone potrebbero avere in qualche modo degli occhi "misti", dove la proporzione come la ripartizione dei coni e dei
bastoncini raggiungerebbe un equilibrio raro che permette allo tempo stesso la percezione dei colori e quella dei raggi infrarossi. Ci sono molte persone che, come il cane, sentono gli ultrasuoni
impercettibili da un orecchio umano normale. Perché non potrebbero essercene che siano eccezionalmente dotate sul piano della visione, al punto da essere capaci, come i predatori notturni, di
vedere l'aura degli esseri viventi? L'occultismo raggiunge del resto la scienza su questo punto . Difatti, la maggior parte dei trattati in materia precisano che, per cercare di vedere l'aura,
occorre:
1, - immergere il locale nella penombra, affinché la luce "normale" non veli i raggi infrarossi e non monopolizzi l'occhio.
2, - tenere gli occhi socchiusi (ciò che attenua la percezione dei colori e dei contorni netti).
3, - girare la testa in modo che l'immagine della persona di cui si vuole vedere l'aura colpisca l'angolo dell'occhio (ora, l'abbiamo visto, è nel bordo della retina che la concentrazione dei
bastoncini è più forte).
Certo, anche rispettando scrupolosamente queste consegne, la maggior parte delle persone non vedranno niente, se non, forse, qualche chiarore generato dall'immaginazione sotto l'effetto
dell'autosuggestione. Ma gli individui forniti di un "occhio di gufo" e dunque teoricamente sensibili all'aura, questi individui, sempre che esistano, possono trarre solamente profitto da tali
raccomandazioni, perché favoriscono la visione delle onde luminose di debole frequenza.
Lo studio obiettivo del fenomeno dell'aura e della sua eventuale percezione, fu condotto su una minoranza di persone dotate di una vista suprasensibile per chiedere se la scienza non sarà in
grado, un giorno, di rendere conto di tutti gli enigmi che sembrano appartenere, per il momento, alla sola parapsicologia ,all'occultismo , o al soprannaturale.
Lo si penserebbe più volentieri di altre manifestazioni psichiche, un
tempo considerate come misteriose, che hanno trovato a loro volta una spiegazione soddisfacente per la
ragione. È il caso, in particolare, dell'ipnosi, fenomeno sul quale torneremo molte volte.
Ciò che segue, completa l'esposizione e proviene da un libro di T. Lobsang Rampa, "i segreti dell'aura". Non gli attribuisco che un'importanza molto relativa. Mi sembra che questo scrittore
approfitti dell'infatuazione per gli argomenti paranormali. È molto prolifico ed il suo stile è abbastanza elementare.
Ho letto il testo e penso che ciò che ne rimane resta valido. Abbiamo detto, che il corpo è avvolto dall'étereo. Ma al di là, c'è l'aura che gli è simile, nel senso che è anch'essa di origine
magnetica, ma la somiglianza si ferma là.
L'aura presenta i colori del super-io, indica se una persona è spirituale o carnale, se è in buona salute o malata. Tutto si riflette nell'aura che è lo specchio del super-io, o dell'anima. In
questa aura, possiamo vedere la malattia, la salute, il fallimento o il successo, l'amore o l'odio. È senza dubbio preferibile che, oggigiorno, poche persone abbiano il potere di distinguere le
aure perché, alla nostra epoca, è ahimè troppo ricorrente cercare di trarre vantaggio dagli altri e l'aura tradisce tutti i pensieri, buoni o cattivi, riflettendo i colori e le vibrazioni del
superego. Sta di fatto che, quando una persona è colpita da una malattia mortale, la sua aura comincia a sbiadire e, in certi casi, sparisce prima che la persona muoia. D'altra parte, in caso di
morte violenta mentre la vittima era in buona salute, l'aura si attarda dopo la morte clinica. L'aura sta in effetti all'éterico come quest'ultimo sta al corpo materiale. L'eterico segue il corpo
e lo ricopre interamente ma l'aura se ne scosta per formare una specie di conchiglia ovoidale. Può raggiungere un'altezza di 2,50m e anche più, ed una larghezza di più di 16m. Si affina poi così
che la sua parte più stretta si trova ai piedi. L'aura è formata dalle radiazioni colorate che partono dalle diverse parti del corpo. L'adagio cinese vuole che "un disegno valga più delle mille
parole", anche, per evitare di scrivere queste mille parole, vi presentiamo lo schizzo di una persona di profilo intorno alla quale indichiamo le linee forza dell'aura e la sua forma
generale.
L'aura sale fino agli occhi e c'è poi, ciò che si chiama l'alone propriamente detto, o aureola, di un vivo colore giallo o blu. Poi, in cima, sgorga una specie di fontana di luce che si chiama in
Oriente il Fiore di Loto. È un vero arcobaleno e, con un po d'immaginazione, si può vedere sbocciare il loto a 7 petali. Più la spiritualità di un
essere è grande, più l'alone è giallo zafferano. Se una persona ha dei cattivi pensieri, questa parte dell'aura virerà al bruno smorto e sarà incorniciata da questo colore verde-giallo bilioso
che rivela la menzogna.
Siamo persuasi che molte persone vedono le aure senza saperlo. Occorre dire che tale colore vi va, che non potete portarne altri;
istintivamente, pensate che quel colore stona con la vostra aura. È provato anche che si può influire sulla propria salute portando dei vestiti di tale o tale colore. Se ne portate uno che stona
con la vostra aura, sarete a disagio, di malumore, finché non vi cambiate. E' lo stesso per l'arredamento della vostra casa e nessuno ignora più che il verde è distensivo, che il rosso
irrita.
V) I COLORI DI L'AURA
Ogni nota di musica è una mescolanza di vibrazioni armoniche compatibili con le loro vicine. Quando non lo sono, il suono è falso, agro e sgradevole all'orecchio.
I colori sono anche delle vibrazioni, su un livello leggermente differente del "spettro di percezione umana". Si possono possedere dei colori puri, potenti di cui l'influenza è nobilitata, o dei
colori che si urtano e infastidiscono i nervi. Nell'aura umana, esiste un numero incalcolabile di colori e di combinazioni di colori di cui è impossibile dare l'elenco. Ci occuperemo solamente
delle principali, ai più forti. I colori fondamentali cambiano secondo i progressi che fa la persona di cui si contempla l'aura.... I colori fondamentali indicano il "fondo" della persona. Le
tinte pastello indicano i pensieri e le intenzioni, così come il grado di spiritualità. L'aura turbina e danza come un arcobaleno particolarmente complesso. I colori girano intorno al corpo in
spirali concentriche, e scendono anche della testa ai piedi.
Rosso - Un buono rosso chiaro indica il potere diretto verso il bene.... si trova una tinta rossa chiaro bordata di giallo chiaro in quelli che si sforzano sempre di aiutare il loro prossimo.
Delle bande o delle radiazioni rosso chiaro che emanano da un organo indica che questo organo è in salute eccellente. Un brutto rosso, troppo scuro, o smorto, indica il cattivo carattere,
la cattiveria. Il soggetto è irritabile, fellone, cerca di approfittare degli altri. I rossi smorti rivelano invariabilmente l'eccitazione nervosa.
Aranciato - L'arancio è una variante del rosso ma gli accordiamo una classificazione particolare perché certe religioni dell'Oriente considerano che l'arancio è il colore del sole e gli rendono
omaggio.... Segno di bontà.... Giallo arancione: padronanza di se...
Giallo - Giallo dorato: alta spiritualità.... Giallo vivo: onestà.... Brutto giallo: codardia.... Giallo rossastro: timidezza e volubilità.... Giallo
fortemente tinteggiato di rosso: complesso di inferiorità...
Verde - colore della guarigione, dell'insegnamento, della crescita fisica. Molto verde: compassione, grande bontà...
Blu - Colore del mondo spirituale, delle facoltà intellettuali.... Blu luminoso: vigore.... Blu pallido: indecisione.... Molto scuro: segno di sforzi e di progressi...
Indaco e viola - Segni delle profonde convinzioni religiose...
Grigi - Trasformatore dei colori che non significa niente in se.... Grigio che invade: debolezza di carattere e di salute.... Bande grige: malattia.
In conclusione, l'aura esiste, e per percepirla si offrono, per il momento due possibilità:
- 1) Nello stato di veglia, sotto certe condizioni, questa facoltà è riservata ad alcuni che, senza essere una élite, possiedono delle facoltà eccezionali permesse grazie ad una conformazione
particolare della loro retina.
- 2) Nello stato di sonno, quando lo spirito umano si libera; alcune possibilità sono offerte all'uomo che non ha finito di interrogarsi sugli enigmi del suo spirito.
Resta beninteso che c'è tanto da sviluppare sullo spirito umano e suggerisco a tutti di sviluppare altri elementi, tutti
affascinanti quanto l'aura, se non di più. Ritorneremo più tardi su questo argomento. Che ciascuno mediti e si documenti fino a quel giorno.
Cerchiamo oggi di proseguire la nostra comprensione dell'uomo orientandoci sulle basi della medicina cinese. I cinesi considerano che la vita dell'uomo è trattenuta ed animata da un'energia
immateriale, chiamata energia essenziale e da un'energia di natura materiale che è il sangue. Parimenti, accettano due origini dell'energia: l'ereditaria e l'acquisita.
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