Contrariamente a quello che alcuni di voi potranno
pensare, è alla ragione vera che desidero rivolgermi mediante questa comunicazione: "In nome della curiosità costruttiva, dell'assenza di pregiudizi e della volontà di progredire verso la
Conoscenza."
È nel nome di ciò che vi condurrò oggi verso la comprensione di concetti comuni e tuttavia così mal capiti.
1° - La coscienza cosmica
A mo di introduzione a questo paragrafo, chiederò in prestito al Manuale Rosicruciano "Edizioni Rosicruciennes A.M.O.R.C." la definizione che gli è data:
"Coscienza che penetra tutto lo spazio e di conseguenza, ogni cosa e che possiede la Vitalità, il Potere Costruttivo e l'intelligenza Universale". In questa Coscienza, è progettata la
Coscienza psichica di tutti i Maestri e tutti gli adepti possono mettersi in contatto con lei.
Conosce tutto: Il Passato, il Presente, l'avvenire".
La ragione cartesiana: La Ragione Cartesiana si rifiuta certamente di ammettere che si possa mettersi in contatto con lei, all'infuori dei metodi di ricerche scientifiche, e soprattutto
che possa esistere una tale coscienza nell'universo...
Tuttavia, come vi avevo promesso, vi descriverò non un metodo rivoluzionario, ma semplicemente una tecnica di cui l'origine si perde nella notte dei tempi, e che è trasmessa agli uomini di
buona volontà dagli Iniziati della Tradizione Primordiale.
Questa tecnica è chiamata dai Ricercatori di Verità: "Lettura degli Annali di Akasha."
Ma cosa sono gli annali di Akasha?
Potrei dirvi semplicemente che sono "la Memoria dell'universo", ma penso che ciò risulterebbe molto vago per molti di voi.
Concentriamoci sugli Archivi di Akasha. Questa espressione è al tempo stesso mistica ed allegorica. Si riferisce agli annali indelebili di tutti gli avvenimenti, circostanze, fatti che
formano una parte integrante della Coscienza Cosmica, dell'intelligenza Universale.
Le Vecchie Tradizioni c'insegnano che si tratta di una sostanza infinitamente sottile, di una forma di energia nella quale giace l'universo e che ha la proprietà di custodire la memoria
visuale, auditiva di tutto ciò che "vive".
L' Akasha sarebbe dunque in qualche modo la "Placca sensibile" dell'universo, o se volete ancora, per utilizzare un termine di oggi, è un gigantesco "Film Magnetoscopico" fatto dalla
Natura "stessa" e capace di rivelarci in certe condizioni particolari la "Memoria del Passato, del Presente, e del'avvenire."
In tutto ciò che succede che è successo o che succederà o che potrà prodursisi, si iscrive od è iscritto già negli "Archivi di Akasha", perché tutto arriva dalla Legge Cosmica. Quando un
mistico, o studente del misticismo dichiara che consulterà gli "archivi di akasha", vuole dire che si sforzerà di mettersi in "Armonia" con la Coscienza Cosmica e che egli si imprègnera della sua
Onniscienza.
Il parola Akasha è derivato della parola sanscrita Akasa che nella filosofia Sankhya, designa un'essenza indeterminata come lo spazio o "L'etere
Peraltro, conviene che vi preciso, che la consultazione di questi
Annali ha luogo fuori dal nostro Mondo fisico. Vale a dire quando il nostro "Corpo Astrale" "viaggia" nei mondi sottili. Questo tipo di lettura non ha niente a che vedere con ciò che si chiama
generalmente i "fenomeni spontanei di visione."
Ciò necessita, credete bene, di un lungo apprendistato ,di un metodo preciso sostenuto da un lavoro personale lungo e di ordine spirituale. Insisto in modo particolare sul fatto che una
tecnica unica è lontana dall'essere sufficiente, perché è in effetti, solamente l'aiuto ad una lunga, molto lunga preparazione spirituale. Ad una pulizia dei diversi corpi che nessuna istruzione
per l'uso, credetelo bene, non potrà sostituire, perché è fondata sull'amore.
Certi tra voi saranno tentati, ne sono sicuro, di qualificare questo passaggio, degli scritti mistici. È vero per certi lati del resto, perché non ignoro che alcuni degli aspetti del mio
"Metodo", (che ho tratto dagli insegnamenti mistici che ho ricevuto), potranno sorprendere, addirittura perfino "urtare" quelli che non hanno l'abitudine di lavorare coi mondi sottili. Mi rendo
conto anche della responsabilità che la sua diffusione, anche se è ristretta, implica.... Tuttavia, e venuto il Tempo di sollevare certi veli, per permettere alla Luce di illuminare i cuori che
hanno sete di Verità...
Sappiate che qualunque cosa pensiate sui miei scritti, rimango con tutto il cuore con voi. Permettetemi dunque, malgrado tutto, di portarvi con me per il grande viaggio che c'aspetta
adesso.
2° - Non si sa niente
Prima di penetrare concretamente nella tecnica che vi permetterà "forse" di accedere agli Annali Akasha, credo che sia auspicabile, se non necessario, per la buona comprensione di questo
"Fenomeno" di sollevare i veli che ricoprono ancora i vostri occhi.
Ciò che segue è basato sul seguente ragionamento:
"Finché non si sa che non si sa niente, non si è pronti ad affrontare La Conoscenza... ".
Come vi ho già detto, la realtà alla quale abbiamo accesso è filtrata dal nostro sistema sensoriale e dal condizionamento dato dal nostro cervello. Solo dunque, mi sembra, l'approccio
attraverso l'identità di coscienza che può condurci alla Conoscenza. Vediamo dunque insieme, com'è veramente!
3° - Chi non ha potuto vedere mai la vita?
L'uomo attuale costruisce il suo ragionamento ed il suo giudizio su un'apparenza superficiale dovuta ai suoi sensi ed ad un strumento mentale imperfetto, e noi abbiamo solamente una visione molto
parziale e soprattutto molto frammentaria della Verità delle Cose, degli Esseri e del Mondo. Bisogna ammettere che nel nostro mondo localizzato, non abbiamo nessuna traccia della presenza di
altre realtà.
Esempio:
Possiamo vedere un albero, un uccello, un fiore, un uomo, ed osserviamo il colore, il movimento, la linfa o il sangue, gli odori, eccetera...sono le "Tracce della Vita", ma non la Vita, ma
chi di noi ha mai potuto vedere la Vita?
Osserviamo il viso dell'uomo risplendere, contrarsi, ridere o piangere, ma sono solamente le tracce esterne delle sue emozioni, ma non le sue emozioni vere. Che cosa sappiamo veramente dei
suoi pensieri, delle sue emozioni reali, dei suoi vissuti interiori? Niente, in verità!
4° - I Riferimenti
I riferimenti di cui disponiamo per conoscere il Mondo sono gli indizi di una realtà che non dobbiamo confondere in nessun caso con la realtà stessa.
Poniamoci la seguente domanda: "La realtà di un albero è contenuta tutta intera nella descrizione che il mio sistema sensoriale mi dà"?
Se mi avvicino all'albero adesso, che lo tocco, che lo vivo dall'interno, che mi identifico veramente in lui, gli occhi chiusi, percepisco, certamente se ne sono intimamente convinto,
delle emozioni, dei sentimenti, tutta un'esperienza che fa parte della realtà dell'albero e che sarà totalmente differente se mi concentro sul Sole, o sul muro della mia casa. Ciò che percepiamo
del mondo è così, solamente l'indizio di un'altra realtà...
5° - Il Campo di Coscienza Razionale
Sono cosciente che vi sembrerò un pò troppo dotto e talvolta noioso filosofando in un certo modo su un
argomento più pratico che teorico. Mi scuso di ciò in anticipo, ma credete bene che ciò è necessario per la buona comprensione della "Lettura degli Annali Akasha."
L'utilizzo del Campo di Coerenza Razionale (Coscienza), che scriverò in riassunto: C. di C. R, è il mentale di superficie al servizio dell'ego,
intendo l'ego Individuale, o quello dei Gruppi. Si esprime in una riflessione condizionata od orientata. La sua visione è stretta e può afferrare solo un aspetto alla volta, una faccetta della
Conoscenza dopo l'altra.
Così, come certamente avete capito, ci troviamo nel mondo dei pensieri antagonisti, delle tesi e delle antitesi, delle idee che si combattono le une contro
le altre, delle filosofie che chiamano necessariamente altre filosofie contrarie. Il mondo della dualità così conosciuta dai ricercatori di verità. L'antagonismo è la prima caratteristica di
questo stato di fatto, e ciò non cambia fondamentalmente niente nel costruire delle sintesi se sono solamente l'espressione dell'addizione e del compromesso. , Il Nero ed il Bianco, lo Yin e lo
Yang.
Il secondo tratto che segna quest'area mentale è la Logica. Per esempio: due oggetti distinti non possono occupare lo stesso posto allo stesso istante. Se ciò è certo, questa qualità aiuta
l'essere umano ad alzare la sua coscienza fuori dall'istinto. In effetti, fuori dall'incoscienza e dall'ignoranza, non rimane che un limite costrittivo per il pensiero, una palla che l'impedisce
di viaggiare e di volare via.
Quando l'individuo comincia la sua evoluzione mentale, la logica guadagna un posto preponderante nella coscienza e si produce una cristallizzazione su questa tendenza, soprattutto se è
incoraggiata dalla collettività e dalla scienza. Nascono così (urterò alcuni tra voi, non me ne volete...) razionalisti stupidi e limitati, (i R.B.B) è così che li chiama Rossgnilk,
limitati dal sentimento di appartenere alla classe scientifica, all'élite di questo mondo razionale. Devo dire che hanno certamente ragione di considerarsi l'élite del "C. di C.R", ma non si
rendono conto che la rappresentazione cartesiana è solamente un caso particolare tra i numerosi modi di pensiero e che la loro visione stretta crea un mondo dove si soffoca sempre di più. (Come
potete rendervi conto per voi stessi, amici miei).
La terza particolarità è la divisione, per parcellizazione che consegue direttamente della seconda. Difatti, l'élite del "C. di C.R" seziona il mondo in piccoli pezzi in modo da potere studiare
ogni briciola di questo mondo. Più il "territorio" interiore dell'uomo è stretto, e più cercherà di stabilire i limiti ed i riferimenti. Fissare dei riferimenti diventa dunque una necessità,
un'ossessione. E come un'altra qualità essenziale di questo mentale è l'organizzazione, organizza sistematicamente i riferimenti del Mondo. Ma dimentica che questi riferimenti non hanno purtroppo
più valore di quelli della formica nel suo formicaio, quelli del pesce rosso nel suo vaso, o dell'ameba nel suo ambiente ristretto. Io credo,( quello che dico è personale, è il mio modo di
comprendere il "C. di C.R") che fossilizzando così una descrizione unica al suo ambiente, il cartesiano progetta su di lui, mi sembra, una rete che l'incarcera. Cristallizza così suo divenire,
raggela la sua vita, la circoscrive.
Il "C. di C.R" non può concepire dunque, a mio avviso che una realtà localizzata, ma è solamente la buccia d’arancia: tutta la ricchezza è all'interno. E come non è possibile ai cartesiani
comprendere e fermare la vita, finisce per far esplodere la forma nella quale si vuole chiuderla. Vedete dunque che più si fissano i riferimenti, più si localizza. Questa localizzazione trascina
inevitabilmente uno squilibrio crescente, una tensione interna ed una fragilità, e la soglia di localizzazione essendo superata, l'anima crolla su di sé per mancanza di esistenza. (Vedere per
esempio, il malessere attuale della nostra Società moderna, si può constatare solamente che più ci sono persone diplomate in studi scientifici, più c'è
fragilità nella comprensione del mondo che ci circonda: inquinamenti ad oltranza, armi fantastiche sofisticate, malattie sconosciute, eccetera.... non voglio rientrare in
nessun caso in una polemica qualsiasi, è solamente una constatazione). Per il "Ricercatore di Verità", occorre che sappia che è l'ego che è segretamente il Maestro di tutto questo processo
razionale.
6° - Vediamo dunque, cos'è in realtà il mentale razionale
Il Mentale Razionale è per me uno Strumento , sì uno strumento che incarcera la Coscienza e divide gli uomini. Nel campo di coerenza usuale l'essere umano non conosce difatti la spontaneità.
Progetta senza "tregua" il suo pensiero nel Passato ed in ciò che chiama "l'avvenire" che non è in effetti che un'estrapolazione del suo passato. Il vissuto del Presente è dunque condizionato
dalla sua esperienza passata. Tutti gli atti devono essere operativi, ci si aspetta un beneficio per "Sè", c'è dunque recupero dell'atto, del gesto, dell'emozione, del sentimento. Il Leitmotiv,
se oso dire, è di prendere e di calcolare tutto. È il Mondo della Sicurezza e del Desiderio.
"Ciò che vi dirò, adesso, sarà difficile per certi di voi da accettare. Ancora una volta, vi preciso che è la mia Verità e non la Vostra. Sta a voi solo di accettare o di non accettare ciò
che dico."
L'essere umano vuole che il mondo sia e si spieghi razionalmente, questo fa si che questo procedimento giunga ad una forma di egocentrismo narcisistico ed allora, si sforza di imporre agli
altri la sua rappresentazione: l'ambizione personale è una "qualità" che agisce a scapito degli altri, cerca di progettare l'immagine ideale nutrita dai nostri desideri, limitati dalle nostre
pene, le nostre paure. Così, se posso dire, quanto si fa bene, è ancora la nostra concezione limitata che si progetta. Nel "C. di C.R." il potere personale cresce per lo sforzo e la volontà che
sono comandate dalla nostra ambizione...
II, IL CERVELLO È UNO STRUMENTO DI CONOSCENZA
Il campo di coerenza usuale dipende, evidentemente, dalla natura del mentale ordinario e dal modo in cui si utilizza il Cervello. È noto, oggi, che non si utilizza che un decimo delle possibilità
del cervello. Praticando la meditazione Psi, mi sono reso conto che si poteva raggiungere dei livelli alti di coscienza che aumentavano sensibilmente la percentuale di utilizzazione del
cervello.
La nostra educazione, scolastica, sociale, religiosa, professionale, eccetera.... Privilegia il pensiero cartesiano, (una macchina animale connessa ad un'anima, ma il cervello è incapace
di spiegarsi da solo.... so, sono un pò duro nelle mie frasi) a scapito della sensibilità e dell'intuizione, o ancora per esempio, della ricerca delle relazioni.
Tutte le nostre percezioni si basano su un sistema sensoriale, molto limitato che, come abbiamo insegnato già nelle pagine precedenti, afferra
solamente l'apparenza delle cose ed abbiamo dimenticato il sesto senso della psicologia indiana "Manas" che è capace di una percezione diretta, dall'identità. Quando si ricerca la
"Conoscenza" negli Annali Akasha ci si accorge velocemente che tutte le qualità mentali, anche se evolute presso certi, non possono pretendere l'ottenimento della "Conoscenza". Ritenete, dunque
che: "Il Mentale è essenzialmente uno Strumento di organizzazione della Conoscenza."
1° Esiste un altro mentale?
Per me! Esiste un altro mentale, più interiorie, più profondo che non è più condizionato dall'ego, (l'ambizione, la vanità, il desiderio personale), ma non lo conosce, o piuttosto, non
l’utilizza).
È un "Mentale Ricettivo", capace di tacere dunque e di ascoltare, di adattarsi, di allargarsi e di arricchirsi senza che subito si compiaccia della sua
importanza. In effetti, lavora nella sfumatura, nella finezza, cerca di stabilire sempre delle nuove relazioni, si accontenta spesso di sfiorare delle "Essenze Psichiche", se posso dire, senza
volere subito annetterle e metterle in riferimento.
Questo Mentale dunque, sa mettersi in ascolto in silenzio, vigila con cura su questi "effluvi" di un altro mondo,( Annali Akasha), affinché penetrino in lui
e fecondino mille e mille sensazioni e pensieri che diventeranno, allora, a loro volta i germi di altre esperienze e di altre sensazioni. Questo è credetemi, meraviglioso, perché questo Mentale,
se si può chiamarlo così, ama fondersi nell'"L'oggetto" che interroga e vivere nel cuore degli esseri e delle cose quando altri si accontenterebbero di un sorvolo veloce della
superficie.
Per me, questo Mentale è una "Entità Spirituale" che vive in noi allo stato di sonno, e basta svegliarlo con l'aiuto di un lavoro spirituale pieno di "Fede", di "Amore"
e di "Purezza", e senza per ciò volere isolarsi dalle contigenze quotidiane, come vedremo ulteriormente.
2° - La vita è una via
La Vita deve essere considerata come una Via e non come un Scopo. Dobbiamo imparare a modellarci nel solco della Vita, ad adattarci all'altro, alla circostanza. La
Plasticità e la spontaneità sono delle condizioni naturali dell'Essere. Si cerca di dare e si impara a ricevere, ad aprirsi, ad allargarsi, ad arricchirsi. La Vita è la Via. Si è il Discepolo
della Via. Adesso, vi chiedo di voler cortesemente ricordare ciò che sto per dire: "Da questa altra rappresentazione, nasce il "Potere personale" che c'è dato man mano che pratichiamo la
Coabitazione con la Vita, che entriamo nei ritmi interiori della nostra anima e del mondo, perché il nostro essere tende a confondersi con la curva dei ritmi universali. Possiamo, Amici mei,
perché ospitiamo il Mondo in noi stessi.