I 10 Séphirots riuniscono le 4 tappe della creazione:
Le 3 Prime appartengono a "l'emanazione",
- poi 3 per la "creazione"
3 per la "formazione"
e l'ultima per la "fabbricazione."
Gli estremi si congiungono: se la "Corona" è la marca del grande Potere di Dio, la "Monarchia" è il suo sviluppo nel mondo.
Meditate su questo argomento questa invocazione della Luce Eterna:
Oh AIN-SOF! Assoluto! - Dio - Infinito - Essere Eterno!
Innominabile ed Innommato! La mia voce si alza verso di Te!
Ti sei manifestato in Kether, La Corona dell'albero di Vita ,Dal quale hai creato Malchus,
Il Regno.
Sei la Causa Prima!
La Causa delle Cause!
Sei onnipresente e l'essenza di ogni cosa.
Sei il mio Dio Unico
Trinita, essendo manifestata in sette correnti.
Da Te vengo - in Te tornerò.
Sono il tuo riflesso. Mi hai creato alla tua Immagine
Sei in me e sono in Te.
Ti riconosco come essendo mio Padre.
Benedimi ed accettami come canale delle
Le tue forze tramite le quali
La tua volontà e
I tuoi miracoli si realizzano.
Gloria a Te, il mio Dio!
Questa invocazione è estratta di "Iniziazione" di Th. TEREST-CHENKO, pubblicata nei Quaderni Astrologici in 1946 - Collezione "I Maestri dell'occultismo". TERESTCHENKO era un grande Iniziato che ho conosciuto, apprezzato ed amato.
Lo scopo del Kabbalista è di riunire ciò che è diviso, l'alto ed il basso, perché esiste una perfetta trasparenza tra il Divino e gli umani. L'attività generata genera quaggiù la stessa attività che in alto.
Il kabbalista opera per mettere fine a "l'esilio" di Dio nello spirito degli uomini per riunire all'infinito la presenza Divina, la "Schekina", chiamato Ayin Sof", o l'infinito, il principio universale e Divino che è la radice di tutto, per aprire le porte della benedizione. È l'unificazione che restaura l'unità della Vita" Per questo, il kabbalista deve essere all'avanguardia della sua missione, riunire in Fraternità tutti i popoli per preparare l'era messianica. Certi esseri hanno sviluppato il loro esoterismo e ciò ha permesso loro di incoraggiare e di fare avanzare quelli che sono ancora fragili sulla Via. E se le loro coscienze accettano ciò che si chiama "destino" - che è solamente la volontà dell'essere supremo - l'appoggio della loro guida fisica e dei poteri superiori li porteranno a raggiungere un piano molto elevato, cosmico, senza dimenticare il piano umano coi suoi difetti, le sue debolezze e le sue qualità, La preghiera magnificata con questo intento è un mezzo efficace di arrivarci.
Lo Zohar si è conquistato una parte centrale nella coscienza ebraica.
L'espulsione degli ebrei dalla Spagna in 1492 gli ha assicurato un'espansione fantastica, grazie all'opera di Aboulafia. Per gli esiliati Sepharads che si ripartirono su tutto la Circonferenza del Mediterraneo, diventò il solo conforto, l'unica forza spirituale che concuce alla redenzione.
Lo Zohar contiene la scienza ricevuta dalla Divinità.
Gli ebrei hanno per preimi posseduto la Saggezza che avevano appreso in Egitto. È stata trasmessa fino ai nostri giorni in India, Persia, in Chaldée, in Etiopia, eccetera
Questa Saggezza si ritrova nei due testamenti sotto forme differenti e talvolta molto divergenti. Sono i profeti ed i Saggi delle diverse religioni che l'hanno divulgata in Oriente ed in Occidente.
Ogni essere che ricerca la Saggezza può arrivare ad intravederla o a possederne una parte con lo studio dello Zohar.
Nella Kabbala, la scienza delle cose divine, dei poteri angelici, dei pentacoli e nomi Sacri si chiama la "mercaba". Lo studio delle virtù, dei nomi angelici, dei demoni e delle anime si chiama "notarion". c'è anche lo studio delle cifre. Ogni cifra si riferisce alle leggi eterne della creazione. Per lo Zohar il 9 è il numero gerarchico ed il 3 esprime la generazione, l'amore.
Lo Zohar accorda anche una grandissima importanza ai diversi Nomi del Signore, perché ciascuno porta il suo significato.
Le dottrine della cabbala contenute nello Zohar sono sempre feconde, perché Israele è il popolo delle idee reali e del lavoro collettivo che ne consegue. Egli rispetta la Legge ricevuta da Mosé sul monte Sinai. Sopporta con pazienza tutta la sua sofferenza perché sa che deve riunire il mondo nell'universalità.
Nei simboli kabbalistici la corna simboleggia il potere del pensiero puro rappresentato dall'unicorno, figura dell'ideale. Il toro rappresenta la forza nella realtà fisica della vita e, per Mosé, le due corna sulla fronte simboleggiano il Verbo ed il corno d'abbondanza.
Vengo al mito del Golem. A.D GRâD di cui la reputazione di kabbalista è incontestabile ha scritto un lavoro che ha per titolo "Il Golem e la Conoscenza", Edizioni Angoli. Eccone un brevissimo riassunto : Il Golem plasmato nella terra rossa, contrassegnato dal Nome Sacro, rievoca la creazione del mondo nel quale il Verbo anima Adamo.
Il suo numero ne fa un mito di Luce, una "fisica sacra"… La traduzione di golem è massa, corpo grezzo. Si dice che è Geremia che, dopo tre anni di meditazione, avrebbe creato, in argilla il primo golem che era dotato della parola quando si scriveva su di lui il Nome Sacro "Schem - Hamephorasch" o ancora, i tre lettere Aleph, Mem, Tau che, prese insieme, significano Verità, o Emeth. È il vendicatore dei pogromi ed il liberatore dell'Israele. Queste lettere sono riuscite a creare tutto ciò che può prendere forma. Sono un concentrato di energia divina. Si paragona la creazione dell'uomo con "Adonaï Elohim" a quella di Adama, il fabbricante del golem. Adonaï fa penetrare nelle narici dell'uomo il Soffio di Vita. Adama crea il golem per esaltare il potere del tétragramma. Il golem addormentato non ha lucidità, ma se passa ad un atto di pensiero va verso la Conoscenza. Nel Zohar la parola "tenebre" designa il Fuoco Sacro. È cosi che il golem, massa scura che può animarsi dea Soffio di Dio, è un mito di Luce.
C'è un eterno contrasto tra le luminosità della coscienza e le forze che l'oscurano. Ma si trova
la sua propria coscienza superiore quando si è nello stato che, superando la coscienza ordinaria, avvicina la Conoscenza. Questo livello si trova nell'inconscio e quando se ne prende coscienza,
si sa che i criteri non appartengono più al mondo fisico. Se l'ebreo si vela la testa per pregare è perche entra in sé, deve i suoi pensieri più segreti solo a Dio. Il suo velo rappresenta il
Tempio che è al disopra di lui. Questo velo risale allal prima diaspora. Quando l'ebreo finisce la sua preghiera con la parola "Amen", nei confronti di Dio, accetta di dargli il suo cuore ed il
suo spirito.
La vita ha sete di attività per manifestarsi e tendere verso la perfezione che l'avvicina a Dio. Lo Zohar ammette l'unione delle anime sotto tutte le loro forme differenti, anche tra viventi e disincarnati se queste anime sono guidate dall'amore. Si dice che l'unione della coppia deve essere quella dell'anima, dello spirito, ed ide corpo per essere totale Ma che ciascuno deve custodire la sua personalità, perché l'uomo ama la sua indipendenza e la donna deve sviluppare la sua femminilità e "coltivare" la sua fedeltà perché è lei che porta il bambino. Attribuisce una grande importanza alla coppia.... dice anche che si può nobilitare l'amore portandolo spiritualmente al culmine della purezza.
Il mistico iniziato può conversare direttamente coi Maestri disincarnati fondendosi nel Divino. Può trasmettere anche la Tradizione. Lo Zohar dice che ci sono cinque gradi dell'anima: la vitalità, l'aria, il soffio e l'ultimo grado è quello del Giusto.
Questa dottrina era anche diffusa dai Cavalieri del Tempio. Questi erano coscienti, mezzo alle loro prove, alla loro notte, e pensavano che lo spirito dell'uomo doveva seguire la sua marcia nella ricerca dei piani della Conoscenza per istruirne le generazioni nuove e future. L'ordine del Tempio continua a vivere nel simbolo.
Le grandi figure templari sono quelle di uomini che vivono "nei tempi". rispondono alla grande Legge cosmica dell'universalità. Se il Tempio si è occultato volontariamente fu per sopravvivere. Perciò quelli che vivevano la vita temporale, i martiri, pagarono affinché quelli che detenevano la spiritualità possano continuare il loro lavoro.
Attualmente, viviamo un risveglio templare. Ma non dimentichiamo che c'è un tempo per l'azione, certo, ma che c'è anche un tempo per il segreto. Preparate l'avvenire spirituale, l'evoluzione è la Legge della Vita ma l'unità è la Legge di Dio.
Per ciò, lasciate in spirito il mondo delle apparenze, e pensate che siamo tutto Uno in Dio, qualunque sia la vostra credenza religiosa. Lasciate la vostra solitudine, il vostro egocentrismo e costruite insieme il Tempio Spirituale, Ricercate in voi le vostre sorgenti e comprenderete i Profeti ed i Saggi che vivono sempre in voi, nel più profondo di voi stessi. Ricercate nel simbolismo il linguaggio muto della Tradizione ed il riflesso dell'ordine cosmico fondamentale. Comprenderete l'unità della realtà in seno stesso della diversità, la permanenza in seno all'evoluzione, il linguaggio simbolico che è quello dell'inconscio.
Ogni tappa della vita fa parte di un viaggio sacro. Bisogna prendere coscienza della motivazione interiore dei nostri atti per essere in accordo con sé stesso, Dio e l'universo, e comprendere che se talvolta, in un momento di debolezza, la "reminiscenza" c'invade e ci riporta sveglio ai sogni del passato, bisogna avere la saggezza di non voler rivivere questi momenti e di non ricercare il nostro "paradiso perso". La ruota della vita gira, c'occorre seguirla fino all'ora della nostra morte quando vedremo e comprenderemo ciò che non avevamo potuto vedere.
Sulla strada del Regno Celeste, nel cuore di ogni essere, c'è l'attesa del tempo Messianico e nella superficie del Cielo che circonda il mondo, le figure ed i segni consegneranno a questo momento il segreto dei più profondi misteri.