LA MEDITAZIONE (2)
È stato detto e scritto molto sulla meditazione, e quest'argomento potrebbe fare l'oggetto di numerose comunicazioni. Mi limiterò ad esaminare con voi alcuni aspetti tecnici, proveremo poi a capire meglio ciò che accade durante questo esercizio e dove può condurci. Tocca a ciascuno di noi, secondo il nostro temperamento ed il nostro buonsenso attingerci le notizie che convengono all'applicazione.
La meditazione è un esercizio o un'operazione destinata a allineare la natura detta inferiore dell'uomo, fisica, emozionale, affettiva, psichica e mentale con ciò che si può chiamare il Se Superiore o Divino, il Maestro Intérieur.
Lo scopo della meditazione è di facilitare il dominio prima temporaneo, poi permanente del Se Superiore sull'uomo detto inferiore, descritto da San Paolo come Corpo più Anima i cui caratteri sono temporanei, per opposizione allo spirito eterno.
Per la maggior parte degli esseri umani, la coscienza è polarizzata al livello fisico, delle emozioni e del psichismo e, per un piccolo numero al livello del pensiero. I piaceri e le sofferenze, i successi, la popolarità come gli scacchi, le lacerazioni o la sofferenza fanno che da un certo momento l'uomo comincia a voltare suo pensiero verso altri orizzonti, ad aspirare a ciò che non conosce, a realizzare o a sentire gli opposti in sé ed a provare a contattare internamente delle possibilità di coscienza o degli ideali che non aveva immaginato prima. Fin da questo istante, l'uomo comincia a voltarsi verso l'interno ed a ricercare la sorgente da dove emana. Così comincia il processo di meditazione.
L'uomo che medita si trova collocato in un atteggiamento di equilibrio: né totalmente ricettivo e negativo, né completamente positivo ma al punto preciso d'equilibrio. è oramai in grado di stabilire in lui la pace e l'armonia con, si potrebbe dire, una nota più elevata di prima e, la sua coscienza ha allora la possibilità di oscillare verso un piano nuovo e più elevato, verso il Dio interiore, in Spirito finché si stabilisse in modo stabile.
È molto preferibile praticare la meditazione essendo guidato da un Istruttore, un Maestro di tale o tale tradizione. Tuttavia pochi istruttori sono realmente capaci di far praticare agli aspiranti una meditazione in modo perfettamente controllata, soprattutto oggi e particolarmente in Europa. Difatti è chiesto all'istruttore preposto numerose qualità e li possiede poco. Deve conoscere in particolare i diversi metodi utilizzabili, conoscere a fondo il temperamento dell'alunno, poter determinare quale è la linea di minima resistenza della sua natura inferiore e sotto che angolo il Divino potrà comodamente rivelarsi a lui.
Ciascuno oggi si trova dunque più o meno lasciato a sé-stesso, e tocca a ciascuno trovare il metodo di meditazione che gli conviene.
Il problema del metodo e dei dettagli della sua applicazione deve essere risolto con:
- Il buonsenso
- L'impiego della saggia discriminazione
- L'esperienza che si giudica da i risultati
- Il coraggio
- La pazienza e la perseveranza
È in questa ottica che vorrei sforzarmi di presentarvi dei commenti che, spero, troverete utili.
Se non si comincia l'ascensione della montagna della Verità nello stesso modo, è che nessuno si trova allo stesso posto su questa montagna. Il Se Superiore, il Maestro Interiore,difatti, presenta parecchie colorazioni possibili secondo gli individui e ancora una volta,tocca a ciascuno di apprezzare, al di là delle sue preferenze emozionali o mentali, cioè mettendosi nell'ottica del Divino, come reagisce e ciò che prova nel più profondo di sé. Così parecchie possibilità appaiono:
- 1, per certi, è l'espansione tramite l'amore che include tutto e quando il punto di coscienza si raggiunge, rilascia delle onde d'Amore e di compassione. È anche l'essere che si dedica nella sua anima, ad una causa, ad un ideale e che invia con devozione le sue adorazioni alla Divinità. Nell'ottica della trinità, questo metodo si ricollega al Figlio.
- 2, per altri, è l'applicazione dell'intelligenza Trascendente, superiore, ma attiva nella sua essenza che conduce alla vera Conoscenza per via di un mentale illuminato. È il processo dell'utilizzazione di tutti i mezzi disponibili per sintetizzarli nell'Uno ed al servizio dell'Uno. Per ciascuno dei problemi che l'anima cerca di risolvere, il doppio processo analisi-sintesi e sintesi-analisi, in vista dell'applicazione, porta ad'una conoscenza astratta che è solamente il fiotto discendente della Conoscenza Superiore.
- 3, a questa categoria, si collegano quelli per chi la Realizzazione del Divino si stabilisce nella trascendenza della Bellezza che viene dall'Alto e nell'armonia globale del suono, del colore e dei loro ritmi. La Realizzazione Spirituale, la Reintegrazione si avvera tramite la ricerca conflittuale di un equilibrio, di una nuova armonia perchè l'andare avanti ha rottogli equilibri precedenti.
- 4, infine per certi, lo sboccio spirituale risiede nello stabilimento di un ordine al senso puro della parola, di un'organizzazione molto coordinata, per la glorificazione e la comprensione del mondo della forma. Questi ,di cui facciamo parte, trovano nei riti, le cerimonie a caratteri magici o iniziatici, la trascendenza del Simbolo che si rende manifesto alla loro natura profonda.
Questi metodi si ricollegano allo Spirito Santo.
- 5, esistono anche quelli, molto rari, per chi il Divino si rivela mediante l'esercizio della Volontà Spirituale, del Potere Divino stessa che può far piegare davanti a lei, la natura inferiore dell'uomo.
Gli esseri umani che appartengono a questa categoria si ricollegano direttamente al Padre.
Parimenti, è possibile classificare la natura inferiore dell'uomo in un modo analogo. Ciò può aiutarci a determinare il comportamento più adattato nella nostra vita di tutti i giorni, a meglio conoscersi mentre agiamo o reagiamo in quanto corpo ed anima. Possiamo anche, a queste fini, utilizzare lo studio del tema astrologico individuale, che sia nella cornice dei legami familiari, professionali, amichevoli, religiosi, o dei problemi di paese, di razza, eccetera.... In questo tipo di temi, si studierà principalmente la posizione degli astri preponderanti: Sole, Luna, come i pianeti che sono posti in posizione di forze nei segni o nelle case, o ancora, vicino a punti fittizi importanti come l'ascendente o il Mezzo del Cielo. Si studierà anche la posizione di questi stessi punti fittizi nei segni. Si potrà giudicare anche secondo le direzioni primarie o i transiti la cui natura favorisce o ritarda, tensione o armonia.
Ma passiamo adesso al lato pratico delle cose . Il templare, desiderosi di praticare la meditazione, deve rendersi nel suo oratorio a ore regolari, ogni giorno o anche parecchie volte per giorno. I migliori momenti per la meditazione sono: la mattina, all'alba, o ancora al tramonto. Ma, il miglior momento rimane quando potete, non dimenticando tuttavia, che la regolarità e lo sforzo perseverante sono assolutamente necessari per ottenere alcuni risultati. Ricordatevi anche che più utilizzerete il vostro oratorio personale, più questa area privilegiata sarà sacralizzata. Si costituirà intorno, una conchiglia sottile, protettrice che renderà i contatti superiori desiderati più facili. La sostanza di quest'area, la materia di questo spazio sarà armonizzata ad una certa vibrazione che vi corrisponde, questo beninteso, facilita ogni volta l'ottenimento dello stato di coscienza più elevato che si possa raggiungere, eliminando così un lungo lavoro di allineamento preliminare.
L'aspirante alla meditazione sceglie una posizione nella quale può esser meno cosciente possibile del suo corpo fisico. La comodità nella posizione deve essere ricercata con vigilanza ed attenzione. Per alcuni di voi, il meglio sarà di esser seduto su una sedia più o meno bassa. Per altri, dopo un allenamento che non è molto lungo, salvo se si è reumatico o anchilosato sarà sedendosi su uno o due cuscini, le gambe incrociate , la colonna vertebrale appoggiata lungo un muro o di un mobile, sebbene sia preferibile esser dritto e senz'appoggio. La testa non deve essere rigettata indietro, ma mantenuta a livello o col mento leggermente reclinato. Gli occhi devono essere chiusi e le mani rilassate per esempio, posate sulle ginocchia. Il corpo deve essere ben rilassato, nessuna tensione muscolare deve rimanere; anche i muscoli del viso devono essere allentati.
Una parola sull'abbigliamento: bisogna avere dei vestiti di colore chiaro o anche bianco sufficientemente larghi per non essere disturbato. In genere, il cotone è raccomandato piuttosto che i tessili artificiali. Si può meditare anche nudo o quasi nudo.
Avete sentito parlato certamente di esercizi respiratori prima della meditazione. Diciamo semplicemente che in assenza di un Maestro, bisogna esser estremamente prudente su quest'argomento ed accontentarsi di fare alcune lente inspirazioni e espirazioni dal naso, all'aria fresca dal balcone o nel suo giardino, ma guardarsi dall'effettuare nessuna ritenzione d'aria, né prima, né dopo l'ispirazione. Durante la meditazione, la respirazione sarà regolare, sostenuta, uniforme e non troppo lenta.
La durata di ogni seduta di meditazione sarà determinata dal buonsenso e l'abitudine. la concentrazione sull'idea Divina, ininterrotta della meditazione profonda, sarà inseguita in principio, solamente 10 o 15 minuti, più avanti, si potrà allungare a 30 minuti, ma non bisogna costringere, perché la stanchezza del corpo o il vagabondare del mentale trascina, ipso facto, la cessazione della meditazione. Peraltro, è inutile meditare prima di un periodo di 3 o 4 ore dopo i pasti, a causa della digestione, il corpo è troppo "pesante."
Prima di immergersi nella meditazione, l'aspirante potrà dedicarsi ad alcune pratiche preliminari. Vediamone alcune:
- 1, l'aspirante si laverà all'acqua fredda il viso, le mani e se possibile i piedi e si proietterà dell'acqua fredda sulla nuca e sulla testa. Parimenti, si sciacquerà la bocca.
- 2, dovrà esser molto cosciente del carattere sacro di ciò che sta per compiere.
- 3, chiederà la protezione dei Grandi Esseri che ama e per i quali è pieno di riverenza.
- 4, potrà ripetere anche la Sillaba Consacrata Aum di cui l'accesso è universale, esalandolo dolcemente prima, continuando poi per il pensiero. , Gli indù raccomandano il japa, cioè la ripetizione continua di questa sillaba 108 volte o per multipli di 108.
Tutto è possibile, ma ciascuno deve essere perfettamente cosciente di ciò che realizza.
- 5, ringrazierà poi per l'aiuto superiore che gli sarà dato, ed chiederà che il beneficio della sua meditazione sia utilizzato non per lui, ma per una causa d'interesse generale, per l'umanità,: che la Pace sia e rimanga nel mondo, che la guarigione dei corpi e delle anime sia, la salute ridata a tale gruppo di malati, che gli scienziati trovino un mezzo per guarire il cancro, l'AIDS... che quelli che hanno fame, abbiano cibo in quantità adatta e forse più ancora, che il richiamo del Divino in fondo all'anima di ciascuno echeggi ancora più forte, affinché anche chi è sordo abbia almeno l'eco delle trombe dell'angelo che lo chiama, eccetera.... ci sono tante cause per le quali possiamo chiedere.... chiedendo così ad alta voce, si partecipa al Verbo Divino che è creatore perché tutto ciò che esiste, e voi lo sapete bene, è basato sul Verbo, la Parola, sul Suono. La parola e la preghiera, così espresse, non possono mancare d'efficacia quando l'orante, dal fondo del suo essere, fa così uso del Verbo.
La vera meditazione può allora cominciare.
Parecchi metodi sono utilizzati secondo le tradizioni. Mi accontenterei di indicarvene una.
Il corpo deve essere buono rilassato, in una situazione comoda e senza stanchezza. Chi medita prende coscienza che non è il suo corpo fisico ma spirito. Poi, calma le sue emozioni, i suoi desideri, il suo psichismo, il lato affettivo o sentimentale,; non prova, né piacere, né pena, né rancore, né collera. Prende coscienza che tutte queste emozioni non gli appartengono, è animato solo da un sentimento positivo e calmo d'inspirazione verso il Divino. Calma allora suo mentale e ferma dolcemente il filo dei suoi pensieri vagabondi. Il mentale deve esser pacifico come un lago che nessuna riga agita, neanche piccolissima. Il mentale è chiaro, semplicemente animato dalla ferma volontà di andare verso il Divino. L'aspirante concentra allora la sua coscienza nella testa o verso la fronte o verso la cima della testa ed cerca di realizzare che la sua vera natura è al di là del mentale. La sua coscienza perfetta è nel fatto di essere pienamente e la sua coscienza è invasa della Gioia Sublime dell'amore Divino, la perfetta felicità. È semplicemente. È il Se Superiore, è Figlio di Dio che torna verso il Padre. È il Dio Interiore che ha reintegrato la Coscienza Vera che è la sua, al di là di tutte le limitazioni del tempo e dello spazio. è diventato l'indivisibile pienezza per il fatto di essere: "Sono Quello che è" (Esodo 3): 14. prende pienamente coscienza e totalmente di questa doppia sentenza del vangelo di Giovani, che sperimenta per sé:
"Il padre ed Io siamo Uno", Vangelo di San-Giovanni 10: 30.
"Sono nel padre ed il padre è in Me", San-Giovanni 14: II.
È il Grande Io sono, direttamente generato o emanato dal padre con una Gioia Divina che niente può descrivere. Simultaneamente, prende coscienza che tutti gli esseri umani sono Uno con lui e col padre, con Dio. Le parole sono impotenti a descrivere gli stati di coscienza corrispondenti e solo l'esperienza diretta in questo campo è valida.
Questo stato raggiunto, cercherà di risplendere come una stella. Diventa un Centro Divino da dove risplendono tutti gli attributi di Dio: risplendono la Vita, il Potere Divino, l'amore, la Saggezza, la Compassione, l'intelligenza Trascendente, la Bellezza, l'armonia, la Gioia, la Pace.... risplendono forze di guarigione e di abbondanza di cui il mondo ha bisogno. Diventa a sua volta creatore, e si manifesta come lo promette Plotino quando dice: "Sarete come Dio" cioè proprio creatore. Ciò che era perturbato un attimo prima , è non solo calmato, ma la Luce Divina con la quale fa Uno, si scarica e rivitalizza il suo intelletto il cui potere di astrazione aumenta, si rifrangi in ciò che erano le sue emozioni ed i suoi desideri, la possibilità di inspirazione verso il Divino si trova aumentata e raggiunge infine il livello fisico che si trova anche purificato e rivitalizzato e che conserverà, quando la meditazione sarà finita, il "ricordo di Dio", come dicono i musulmani, il dhikr, il ricordo del Dio Interiore che l'abita. è in qualche modo la marca della Grazia Divina che si trova accentuata ad ogni meditazione, e che contribuisce alla reintegrazione totale quando sarà, se sarà.
Ecco dunque un esempio di ciò che può esser fatto . Molteplici varianti sono possibili. Per esempio l'aspirante potrà concentrarsi sul cuore piuttosto che la testa, ed la sua meditazione possiederà anche un carattere mistico, la fusione e l'assorbimento facendosi nell'amore Divino. Potrà fondere se-stesso nel Cristo che rappresenta per noi il più Grande Essere di amore e di Compassione. Potrà praticare anche una meditazione con visualizzazione.
In ogni caso questo lavoro deve essere intrapreso con umiltà e fiducia sapendo per certo che nessun sforzo è inutile: ogni essere umano ha la sua importanza nell'umanità. L'avanzamento di ciascuno verso il Divino, verso la reintegrazione, alleggerisce di tanto il lavoro che rimane da compiere per l'insieme degli esseri su questa terra.
Ancora una volta ciascuno di noi deve determinare ciò che gli conviene meglio e adattare, senza costringere, questo lavoro al suo temperamento ed alla natura profonda della sua anima; ed ecco l'importanza del detto "conosci te stesso" su tutta la scala della personalità ed a tutti i livelli del suo essere.
Ecco ancora alcune indicazioni utili:
Innanzitutto, non dimentichiamo che è più importante avere frequenti richiami di raccoglimento, piuttosto che lunghi periodi di cosi detta meditazione. Questo richiamo di Sé, dove si cerca di riconoscersi in ogni momento, di essere perfettamente sveglio, costituisce una serie di piccoli risvegli che si aggiungono gli uni agli altri. Tuttavia, bisogna sapere ritornare sui suoi passi, senza rattristarsi dell'errore fatto, perché i nostri errori, i nostri peccati diventano sorgenti d'insegnamenti e contribuiscono meglio a conoscersi.
La vita di chi cerca di mettersi in contatto col Divino, se non presenta un'originalità particolare, è tuttavia conforme ad un certo numero di caratteristiche:
- per quel che riguarda il fisico, il corpo sarà mantenuto in un stato di pulizia perfetta e nutrito con alimenti semplici e puri provenienti di preferenza del regno vegetale o generati senza sofferenza da parte degli animali, per esempio uova, latte, formaggio. Certamente, l'alcol o le bevande alcolizzate sono sfavorevoli alla meditazione.
- Si eviterà le emozioni violenti e si bandirà la paura. Le emozioni saranno in genere, il più possibile pure e controllate.
- Si manterrà dei pensieri elevati e diretti verso il Divino ed i suoi attributi. Questi pensieri puri saranno tinteggiati di comprensione, di tolleranza, di amore; si renderà conto che la corruzione della vita terrestre non implica la contaminazione. Anche, il pensiero sarà fermo ed incrollabile nelle sue convinzioni intime, anche se si sembra cedere in una conversazione anodina. Peraltro, non ci deve stancarsi esageratamente. Si dormirà le ore necessarie e si distrerrà sanamente, ogni volta che la possibilità si presenterà.
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