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Legge di Ermete

  CERCATORE,
la legge di Ermete come quella di Amra  ti da l'obbligo morale di ritrasmettere quello che hai capito della Via; Ogni volta condurai un fratello, una sorella sulla via dell'iniziazione, sarai artigiano della Grande Opera, compagno sulla via delle stelle, artigiano  dell'opera spirituale che portera alla fine  del carma individuale quanto collettivo

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Vendredi 2 mai 2008

I Templari sono ben messi per sapere che il regno del Graal è esistito veramente sulla Terra ma la ricerca del Graal alla quale ti invito è innanzitutto una visione interiore. Il Graal rivivrà in voi o sparirà per sempre! Domani, la camera del Graal dovrà Essere l'espressione della purezza e della chiarezza, della bontà primordiale propria ad ogni essere. La ricerca del Graal dovrà significare lo sforzo spiegato per vivere in modo autentico in un mondo visto come sacro. No, non si tratta di un paradiso terrestre ma della sacralizzazione del mondo quotidiano percepito mediante il Cuore. 

Il vero Cavaliere diventerà  sensibile ad una profondità nascosta fino ad allora. Troverà la Luce nei più piccoli fatti della vita come negli oggetti più semplici. Vedrà svegliarsi in lui un sentimento di stupore che gli ricorderà la sua infanzia e, questo sentimento lo sveglierà ad una realtà più profonda che impregnerà il mondo intorno a lui. Il Cavaliere non farà riposare più niente sui dogmi o i giudizi morali, non percepirà più la vita mediante le nozioni di "bene" o di "male" ma mediante il suo Sole interiore. Sappia che la profezia legata al Graal parla dell'arrivo di un'età dell' oro dove ciascuno si chinerà sulla Via del suo risveglio e cercando di liberarsi, sforzandosi di svegliare il suo spirito, il Cavaliere cercherà una nuova coscienza che lo renderà capace di aiutare l'altro a disfarsi delle catene che le sue illusioni gli procurano. Man mano che gli esseri diventeranno sensibili al carattere consacrato del mondo in cui vivono, diventeranno capaci di apprezzare gli altri per ciò che sono. Se arriviamo a fare nascere questo senso del sacro nel mondo che  ci circonda avremo forse la fortuna di vedere infiorare l'età dell' oro e di assicurare questa passerella così necessaria con l'era dell'Acquario. 

 

Sento che ciò ti sembra inimmaginabile in questa vita. Pensi che parlo di un "domani" così lontano che molte vite saranno necessarie per estrarre il “Crist-alo” dalla sua ganga, ma disilluditi, le persone sono ben più pronte di quanto sembrano. Hanno paura e, questa paura viscerale le trascina nel dubbio ma, nel più profondo di loro stessi, portano queste scintille che non si sono spente col passare dei secoli e, basta una brezza fresca per riaccendere il focolare della speranza e della gioia. Portano in essi questa Conoscenza, nel senso etimologico della parola che può raddrizzare la barra della loro esistenza. Arrivare a mettere in opera questa camera del Graal è una possibilità reale e concreta. Ciò si è successo diverse volte sulla Terra e potete ricominciare. Molti fra i cercatori che si trovano intorno a te, ciascuno al modo suo, anche se non ne hanno consapevolezza oggi, si sforzano per concretizzare questo progetto. 

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Lundi 21 avril 2008

Il rituale


La Tradizione initiatica risale alla più remota antichità. Tra le prime iniziazioni che conosciamo figurano i "drammi ritualici" delle scuole di misteri dell'Egitto e della Grecia. Questi "drammi" erano delle scene, delle rappresentazioni sceniche per i quali i candidati ai misteri erano introdotti alle verità fondamentali della natura dei Dio, della vita, della morte e dei misteri dell'universo. Questi spettacoli erano grandiosi per colpire molto di più il pensiero dei candidati. L'impiego di musica, di effetti sonori, di luci, di processioni, di canti, di gesti, di abiti impressionanti, aveva sui candidati un effetto psicologico che incideva i simboli nella loro memoria. Di queste Iniziazioni, ci resta oggi per chi sa leggerlo, il Taro.   
 
Le Chiese cristiane dei primi secoli usano gli stessi artifici… La messa è un dramma rituale nella migliore Tradizione. Il suo scopo è di iniziare i fedeli ai misteri christici. La comunione spirituale che circonda il rituale è una condivisione del sacrificio di Jésù/Christo tra i Discepoli. L'Eucarestia è l'apoteosi di questo dramma dove il candidato riceve il corpo christico e diventa così fratello di sangue di Cristo.   
 
Nel corso dei tempi, questo meraviglioso rituale della messa ha perso il suo alto valore mistico… La comunione è diventata un gesto simbolico per i protestanti ed un dogma per i romani, sacralizzando gli oggetti del rituale e dimenticando la loro ragione di essere. La messa christica ha perso, per la maggior parte degli uomini, il suo vero valore. La religione di Roma è diventata troppo esotérica. La lettera ha finito per uccidere lo spirito; è come se l'abito fosse più importante dell'uomo che lo indossa.   
 
Tuttavia Gesù aveva detto: "Disgrazia a voi, dottori della Legge; perché avete tolto la chiave della "scienza", non siete entrati voi ed avete impedito di entrare a quelli che lo volevano."   
 
La chiesa di Pietro ha ridotto alla lettera l'iniziazione ai misteri cristici. Ne ha trattenuto solamente l'aspetto essoterico del dogma. La fede è diventata credenza e dottrina di catechismo: "Bisogna credere alla lettera i differenti riti senza comprenderne il senso". Lo Spirito si sottrae ad una dottrina che non è comprensione perché praticare in modo meccanico senza comprenderne il senso simbolico e spirituale serve ad uccidere solamente lo spirito.   
 
I dottori della chiesa hanno, col passare dei secoli, ucciso ogni tentativo personale verso il divino. I "mistici" sono diventati degli eretici e devono essere castigati, scomunicati come i catari ed i templari messi allo stesso livello delle streghe. Oggi, è preferibile credere in un'ideologia raggelata piuttosto che ammettere una fede vivente basata sulla conoscenza e la meditazione. Quando la dottrina non parla più al cuore, le chiese si svuotano. Quando il rituale non è altro che uno spettacolo che nessuno capisce, quando il discepolo non ha più il potere di pensare liberamente, quando la religione gli è imposta dall'esterno… Allora lo spirito della religione se ne va e non resta altro che un guscio vuoto.   
 
Tuttavia, mediante la leggenda del Graal o mediante l'apocalisse di Giovanni, la Tradizione ha trasmesso questa conoscenza dei simboli mistici delle scuole di Saggezza del passato ripreso dalla Gnosi Christica.

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Lundi 14 avril 2008

 

I GRANDI ENIGMI DELLO SPIRITO UMANO  
L'AURA  
 
Da tempo voglio parlarvi dei "Grandi Enigmi dello Spirito Umano". Questo immenso programma comporta diverse parti fra cui ecco le essenziali:  
 
     - Magnetismo.  
 
    
- Ipnotismo.  
 
     - Telepatia.  
 
     - Radioestesia.  
 
    
- Telechinesia.  
 
     - Ectoplasmia.  
 
E tante altre che conosciamo e che si ignorerànno sempre. Bisogna dire che lo spirito umano rappresenta un campo dalle frontiere sconosciute e di cui le innumerevoli possibilità interferiscono, si dividono, formandone solamente un Tutto.  
 
Mentre l'uomo si avventura nella periferia della Terra, conosce ancora  poche cose di sé  stesso. "L'uomo, questo ignoto" non è pronto a consegnare i suoi segreti a sé stesso.  
 
Certi scienziati pensano che l'uomo utilizza solamente il 10% delle possibilità del suo cervello, altri avanzano il 20%; chi lo sa esattamente? Il cervello è la sede dello spirito? Perché quando la vita dell'involucro cessa, il cervello muore e lo spirito si libera!  
 
Oggi, voglio parlarvi più specialmente, tra tutte queste scienze, dell'aura.  
 
Da bambino, sono stato incuriosito spesso dall'aureola dei Santi di cui vedevo la riproduzione nei libri. Certamente non gli davo che un'importanza  relativa, e questo non era per me che una rappresentazione simbolica dello stato di santità.  
 
Più tardi, pensavo che l'uomo emetteva delle radiazioni particolari, differenti secondo gli individui, radiazioni un po' simili ai raggi infrarossi o forse anche agli ultravioletti ma che non potevano essere percettibili ai nostri sensi limitati e relativamente grossolani.  
 
Dalla Pasqua del 77, nel mio sonno, ho visto la mia sposa che compariva nel vano della porta della nostra camera. Intorno a lei risplendeva una luce straordinaria che non posso descrivere con le parole. Questa chiarezza dolce, di una grande luminosità, profonda come una bella aurora, non accecava.  
 
Mia moglie mi guardava, senza muoversi in questa luce.  
 
Allora gli ho detto: ( mi scuso per questa riflessione molto prosaica e bassamente terra a terra) "Bene... porti il caffè"! E tutto si è cancellato. Perché, quando c'è permesso di penetrare in un altro piano, non bisogna reagire soprattutto nel terrestre.  
 
Era la prima volta che vedevo un'aura.  
 
L'esposizione di oggi sarà corta, ma l'argomento è così vasto. Mi accontenterei essenzialmente di fare un riassunto di un libro che è comparso da Beauval, e che vi raccomando perché è lui stesso una compilazione di libri seri sull'argomento e di cui i riferimenti sono i successivi:  
 
     - La Parapsicologia di R. Esca - Denôel 1954  
 
     - Mistici e maghi del Tibet - A. Davide Neel - Plon 1929  
 
     - Gli esploratori dell'aldilà - Neuville, Laffont 1957, -  
 
     - Sopranormale o soprannaturale - R. Omez - Fayard 1958  
 
     - Trattato di metafisica - Ch. Richet - Parigi 1905  
 
     - Trattato di Parapsicologia - R. Sudre - Payot 1956  
 
     - Alla soglia del mondo invisibile - R. Trintzius - Parigi 1951  
 
     - Storia naturale del soprannaturale - L. Watson - Albin Michel 1974 T. 1 e 2  
 
   
 
I) UN PO DI STORIA.  
 
Il Marchese Armand de Puységur seguendo la strada tracciata da Mesmer, andò fino al sonnambulismo provocato senza contatto fisico, con la semplice volontà dell'ipnotizzatore.  
 
Durante  mezzo-secolo, le esperienze di medici, condotte negli ospedali, aggiunte a quelle alle quali si dedicavano dei curiosi in privato, fecero progredire le conoscenze in materia di "magnetismo animale."  
 
Il sonnambulismo provocato - diciamo oggi l'ipnosi -fu sperimentato anche in chirurgia già dal 1829, data nella quale Cloquet tolse un tumore del seno usando questo metodo. Epoca nella quale l'anestesia non esisteva ancora.  
 
L'anno 1845 segna una tappa importante nelle ricerche sulla "psicologia delle profondità", come la si chiama talvolta oggigiorno: vede la pubblicazione di parecchie Memorie del tedesco Reichenbach  e di un lavoro dell'inglese Braid.  
 
Il Barone Charles de Reichenbach fa il chimico ed industriale. Ha un passatempo: fa delle esperienze negli ospedali di Vienna sulle anomalie della visione di certi malati che, entro poco, si sistemeranno nella categoria degli isterici. Sei di essi vedono dei piumini incandescenti, ondeggianti e mobili, scappare dai poli di una forte calamita liberata, nell'oscurità, delle sue armature. L'emissione luminosa non si propaga in fila dritta, ma sembra svolazzare qua e là, tracciando delle linee curve e mutevoli.  
 
Le "sensitive"( perché si tratta di donne) vedono così le calamite. Altri corpi, si chiede Reichenbach, possono produrre gli stessi effetti su queste persone? Ininterrottamente, si lancia in una serie di esperienze con l'aiuto di circa 600 sostanze chimiche. Ottiene infine dei risultati coi cristalli. Da dedurne: "Una forza particolare, non ancora scoperta fin qui , risiede nella materia; forza che, appena la materia ha preso forma cristallina, appare in un modo seguito da effetti."  
 
Avvicina cristalli e calamite, e scopre un rapporto tra la "forza cristallica" ed i flussi magnetici che fuggono dalle mani degli ipnotizzatori e dei guaritori. Così, il magnetismo animale sarebbe collegato al magnetismo fisico, ed è  verissimo che le dita degli sperimentatori esercitano con la forza un potere uguale a quello di una calamita media, quando si avvicinano al corpo delle sensitive. I malati vedono allora degli archi luminosi che sgorgano dalla punta delle dita delle persone in buona salute; vedono ciò che gli occultisti chiamano "l'aura", queste radiazioni luminose emesse da tutti i corpi umani, ma che molti pochi esseri sono capaci di vedere.  
 
Per Reichenbach, magnete, cristallo e corpo animale possiedono in comune una certa forza, che pensa conduttiva ed accumulabile, e che battezza forza odica o, più brevemente, "od". può manifestarsi a contatto o anche a distanza. Queste leggi scientifiche non valgono tuttavia che coi sensitivi, cioè, la maggior parte del tempo, coi malati o medium.   

 

II) LE "SPIRALI DI ENERGIA"  
 
Prima di seguire questa idea storica, fermiamoci alcuni istanti sull'aura, fenomeno puramente fisico, ma che può contribuire a capire meglio certi aspetti della parapsicologia. La sua esistenza non è più messa in dubbio e, su questo punto, la scienza tende a confermare i dettami dei medium. Il fatto è troppo raro per non  sottolinearlo. L'idea di un tipo di campo energetico che avvolge come un'aureola il corpo e visibile in certe circostanze, è in realtà molto vecchia. Nell'arte antica della Cina e dell'India, molto prima dell'era cristiana, si trovano già numerose rappresentazioni di santi uomini cinti da una sorta di alone luminoso, forma primaria, tutto sommato, di ciò che diventerà l'aureola dei beati nell'iconografia occidentale. Certo, per molto tempo, lo si è vissuto come un simbolo mistico, dunque  come qualcosa di immateriale. Ma qualsiasi  sia la natura che gli si prestò, è probabile che il fenomeno era stato osservato già dagli esseri viventi. E, più recentemente, già dal XIX secolo, i medium prima, poi gli scienziati che consentirono ad interessarsi al problema, sottolinearono il carattere fisico di questo curioso irraggiamento.  
 
Ma cosa si sa esattamente su questo argomento? In effetti, la domanda comprende tre elementi:  
 
- Quale prove si hanno della realtà dell'aura?  
 
- A quale tipo di irraggiamento fisico si ricollega?  
 
- Perché certe persone possono vederla, mentre altri rimangono insensibili?  
 
Tentiamo di fare il punto. I medium hanno fornito una preziosa indicazione ai biologi ed ai fisici che affermano, quasi unanimamente che ogni volta che si erano trovati al capezzale di un moribondo, avevano visto nei minuti che avevano seguito la constatazione di decesso, sprigionarsi dal corpo inerte un turbine di "spirali di energia", per riprendere l'espressione adoperata dalla celebre veggente americana Eileem Garrett. Gli scienziati furono colpiti dal fatto che tutti i medium conosciuti  per la loro serietà ed il loro disprezzo del sensazionalismo a buon mercato si astenevano, a proposito di questo strano turbine, di parlare di "spettro", di "fantasma" o di "spirito" e si attenevano assolutamente al termine "energia", aggiungendo semplicemente che avevano avuto l'impressione di vedere la spoglia mortale scaricare il suo estremo potenziale di "flusso vitale". Le ricerche si orientarono verso il rintracciamento di un irraggiamento invisibile all’ occhio umano "normale" dunque, ma forse registrabile con altri mezzi. Sarebbe troppo lungo, qui abbozzare la cronostoria di questi lavori. Limitiamoci a rievocare i loro risultati più probanti.  
 
Una prima certezza è acquisita: il corpo umano emette  un irraggiamento nelle lunghezze d'onda situate fuori della gamma alla quale l'occhio è sensibile (arco che si estende approssimativamente da 380 a 760 millimicron). La prova è stata fatta con la tecnica delle foto dette "thermografiche" che permette di fissare, su delle placche speciali e sotto forma di macchie colorate, le variazioni del calore in diversi punti del corpo. Così, in queste foto, le parti più fredde come le unghie, appaiono in blu scuro, mentre le guance ed il collo sempre abbastanza caldi, producono delle tinte che vanno dell'arancio al rosso. Aggiungiamo che questa tecnica trova la sua applicazione in medicina, particolarmente nella localizzazione del cancro, i tumori maligni formano nei tessuti delle zone calde di cui la termografia capta la radiazione anormalmente intensa.  
 
Sarebbe là, allo stesso momento la prova della sua realtà, una delle spiegazioni dell'aura. Tuttavia, la termografia non rende conto dell'integrità del fenomeno. Difatti, il dottore Walter Kilner, il biologo Oscar Bagnall e altri scienziati che affermano di avere potuto osservare diversamente questo alone con l'aiuto di schermi colorati, lo descrivono come una frangia luminescente di una decina di centimetri di spessore, particolarmente brillante vicino alla pelle e da dove esce, qua e là, ad intervalli regolari un raggio più vivo, simile, dice Bagnall, ad un "colpo di proiettore". L'aura sarebbe ripartita inoltre, abbastanza regolarmente attorno al corpo, rivestendo questo di una sorta di involucro ovoidale. Alcuni lavori condotti in U.R.S.S dovevano rivelare un aspetto ancora più straordinario del fenomeno.  
 
III) DEI CORPI CHE FIAMMEGGIANO  
 
Tutto è partito da un'osservazione fatta, poco prima 1940, da un tecnico russo specializzato negli strumenti di elettroterapia, Sémyon Kirlian. Senza entrare nel dettaglio, diciamo che scoprì fortuitamente un zampillo luminoso prodotto dagli elettrodi al contatto del corpo umano (ma non di oggetti inerti) e potè, con la sola azione di questa scintilla ad alta frequenza, senza apparecchio, semplicemente interponendo una placca  sensibile, prendere un negativo della sua propria mano che apparve, dopo lo sviluppo della foto sotto un aspetto quasi "fiammeggiante". Kirlian si appassionò subito a questo fenomeno e costruì un apparecchio speciale che produce dei campi elettrici a  frequenza molto alta ed accompagnato da un visionatore che permette un'osservazione diretta e continua, dunque non statico. Dovette aspettare gli anni 60 per vedere gli ambienti ufficiali interessarsi ai suoi lavori, ma in seguito, ottenne  tutte le facilitazioni e suscitò la più viva curiosità da parte degli scienziati tanto russi che stranieri.... aveva fatto la prova che la materia vivente era percorsa da correnti elettriche di cui l'irraggiamento si prolungava verso l'esterno, e di colpo l'aura diventava una realtà biofisica.  
 
Un accademico sovietico che osservò, nel visionatore di Kirlian, il suo dito nel campo ad alta frequenza, doveva darene la seguente descrizione: "Dei labirinti luminosi interi, scintillanti,  fiammeggianti. Alcune delle scintille erano immobili, altre erravano scure su una parte posteriore . Sopra queste galassie fantastiche di luci spettrali, c'erano  brillanti sfavillii multicolori e spessi nugoli... ".  
 
Le ricerche su ciò che si chiama oramai "l'effetto Kirlian" dovevano rivelare ben altri fenomeni curiosi. L'aura non è l'appannaggio dell'uomo. Tutto ciò che vive, ivi compreso i vegetali, producono la loro luce interna, ciò ha permesso di effettuare delle esperienze estremamente interessanti. Sempre con gli stessi apparecchi, si è potuto constatare, per esempio che suddividendo un foglio di albero, l'aura che corrisponde alla parte tagliata rimaneva, come "un fantasma", durante un certo tempo dopo l'ablazione, l'immagine luminosa che rimane dunque è quella di un foglio intero . Partendo da osservazioni tanto sconcertanti, certi biofisici russi hanno emesso un'ipotesi che non è da meno. Tutti gli esseri viventi, dicono, avrebbero in loro una sorta di "doppio" energetico della stessa configurazione dell'organismo cellulare, ma indipendente da questo ultimo. E questo doppio sarebbe fatto da particelle ionizzate comparabili al plasma gassoso prodotto dalle reazioni termonucleari - questo stesso plasma si ritrova nella corona solare!... Sono là, per il momento che pure speculazioni che hanno tuttavia il merito di dare da riflettere sulla complessità di queste realtà che si tende a battezzare un pò troppo rapidamente e troppo schematicamente "spirito" o "materia" ("vivente" "inerte"), come se si trattasse di entità perfettamente distinte e definibili. Forse i progressi della biofisica permetteranno, un giorno, di trovare la chiave del psichismo nei fenomeni di ionizzazione che si producono su un piano e secondo i meccanismi di cui si ignora ancora tutto. E se questo fosse vero , gli enigmi della parapsicologia  sarebbero spiegati, a cominciare dalla telepatia. Ma non anticipiamo e ritorniamo alle certezze della scienza attuale, in particolare all'aura di cui l'origine rimane misteriosa, ma sulla cui esistenza non c'è più dubbio. Ed interroghiamoci, adesso, sulla terza parte della domanda inizialmente posta.

 


 
IV) UN QUESTIONE DI CONI E DI BASTONCINI?  
 
Perché, difatti, certe persone vedono questo alone luminescente che rimane invisibile ad altri? Sono veramente dei medium extralucidi? Non può trovarsi una spiegazione più semplice a questo dono che porta, tutto sommato, su un fenomeno considerato adesso come naturale, anche se rimane ancora inspiegato? Una risposta affermativa a questa ultima domanda non sembra escludere niente, soprattutto se si riferisce agli insegnamenti della zoologia.  
 
Si sa che i felini ed i rapaci notturni localizzano le loro prede con una facilità stupefacente nell'oscurità. Certo, questi animali hanno l'udito fine, la sensibilità tattile molto evoluta e nel più dei casi, l'odorato sottile. Tuttavia, numerose osservazioni hanno provato che, nella maggior parte di queste specie, la vista continuava a giocare un ruolo primordiale anche mezzo alle più profonde tenebre, là dove le bestie dalle abitudini diurne non vedono rigorosamente più niente. Ed  sembrerebbe che ciò che il loro occhio capta allora sia precisamente l'irraggiamento infrarosso degli altri esseri viventi, cioè la loro aura. I risultati di certe esperienze tendono a confermare questa ipotesi. Così, nella notte più nera, un rapace si precipiterà da lontano su un topo silenzioso ed immobile ma vivissimo, mentre non produrrà alcun movimento in direzione di un pezzo di carne delle stesse proporzioni e situato alla stessa distanza, cibo che non ha tuttavia abitudine di disdegnare, ma che non vede nella notte per il fatto che si tratta di una carne morta di cui l'irraggiamento "si è dunque spento" .  
 
Esaminiamo adesso gli occhi di questi notturni al microscopio . Si constata che la loro retina non è composta da cellule a forma di coni, cellule che permettono di distinguere i colori,; e per questo fatto, questi animali sono completamente daltonici. La loro retina è in compenso, molto ricca in bastoncini, elementi sensibili all'intensità dei raggi luminosi; e più ci sono bastoncini in un occhio, più questo è atto a percepire una luminescenza anche molto debole o situata nella gamma delle lunghezze d'onda che sfuggono ai coni. Ora, la composizione della retina umana è molto diversa. Tutto il suo centro è occupato dai coni, dei bastoncini si trovano confinati alla periferia. Da questo la sua attitudine a distinguere i colori, salvo anomalia, ma anche la sua inferiore sensibilità alle radiazioni di frequenza poco elevata, cioè ai raggi infrarossi dello spettro.  
 
Partendo da queste constatazioni, alcuni hanno emesso l'idea che certe persone potrebbero avere in qualche modo degli occhi "misti", dove la proporzione come la ripartizione dei coni e dei bastoncini raggiungerebbe un equilibrio raro che permette allo tempo stesso la percezione dei colori e quella dei raggi infrarossi. Ci sono molte persone che, come il cane, sentono gli ultrasuoni impercettibili da un orecchio umano normale. Perché non potrebbero essercene che siano eccezionalmente dotate sul piano della visione, al punto da essere capaci, come i predatori notturni, di vedere l'aura degli esseri viventi? L'occultismo raggiunge del resto la scienza su questo punto . Difatti, la maggior parte dei trattati in materia precisano che, per cercare di vedere l'aura, occorre:  
 
1, - immergere il locale nella penombra, affinché la luce "normale" non veli i raggi infrarossi e non monopolizzi l'occhio.  
 
2, - tenere gli occhi socchiusi (ciò che attenua la percezione dei colori e dei contorni netti).  
 
3, - girare la testa in modo che l'immagine della persona di cui si vuole vedere l'aura colpisca l'angolo dell'occhio (ora, l'abbiamo visto, è nel bordo della retina che la concentrazione dei bastoncini è più forte).  
 
Certo, anche rispettando scrupolosamente queste consegne, la maggior parte delle persone non vedranno niente, se non, forse, qualche chiarore generato dall'immaginazione sotto l'effetto dell'autosuggestione. Ma gli individui forniti di un "occhio di gufo" e dunque teoricamente sensibili all'aura, questi individui, sempre che esistano, possono trarre solamente profitto da tali raccomandazioni, perché favoriscono  la visione delle onde luminose di debole frequenza.

 


Lo studio obiettivo del fenomeno dell'aura e della sua eventuale percezione, fu condotto su una minoranza di persone dotate di una vista suprasensibile per chiedere se la scienza non sarà in grado, un giorno, di rendere conto di tutti gli enigmi che sembrano appartenere, per il momento, alla sola parapsicologia ,all'occultismo ,  o al soprannaturale.

 

 Lo si penserebbe più volentieri di altre manifestazioni psichiche, un tempo considerate come misteriose, che hanno trovato a loro volta una spiegazione  soddisfacente per  la ragione. È il caso, in particolare, dell'ipnosi, fenomeno sul quale torneremo molte volte.  
 
Ciò che segue, completa l'esposizione e proviene da un libro di T. Lobsang Rampa, "i segreti dell'aura". Non gli attribuisco che un'importanza molto relativa. Mi sembra che questo scrittore approfitti dell'infatuazione per gli argomenti paranormali. È molto prolifico ed il suo stile è abbastanza elementare.  
 
Ho letto il testo e penso che ciò che ne rimane resta valido. Abbiamo detto, che il corpo è avvolto dall'étereo. Ma al di là, c'è l'aura che gli è simile, nel senso che è anch'essa di origine magnetica, ma la somiglianza si ferma là.  
 
L'aura presenta i colori del super-io, indica se una persona è spirituale o carnale, se è in buona salute o malata. Tutto si riflette nell'aura che è lo specchio del super-io, o dell'anima. In questa aura, possiamo vedere la malattia, la salute, il fallimento o il successo, l'amore o l'odio. È senza dubbio preferibile che, oggigiorno, poche persone abbiano il potere di distinguere le aure perché, alla nostra epoca, è ahimè troppo ricorrente cercare di trarre vantaggio dagli altri e l'aura tradisce tutti i pensieri, buoni o cattivi, riflettendo i colori e le vibrazioni del superego. Sta di fatto che, quando una persona è colpita da una malattia mortale, la sua aura comincia a sbiadire e, in certi casi, sparisce prima che la persona muoia. D'altra parte, in caso di morte violenta mentre la vittima era in buona salute, l'aura si attarda dopo la morte clinica. L'aura sta in effetti all'éterico come quest'ultimo sta al corpo materiale. L'eterico segue il corpo e lo ricopre interamente ma l'aura se ne scosta per formare una specie di conchiglia ovoidale. Può raggiungere un'altezza di 2,50m e anche più, ed una larghezza di più di 16m. Si affina poi così che la sua parte più stretta si trova ai piedi. L'aura è formata dalle radiazioni colorate che partono dalle diverse parti del corpo. L'adagio cinese vuole che "un disegno valga più delle mille parole", anche, per evitare di scrivere queste mille parole, vi presentiamo lo schizzo di una persona di profilo intorno alla quale indichiamo  le linee forza dell'aura e la sua forma generale.  
 
L'aura sale fino agli occhi e c'è poi, ciò che si chiama l'alone propriamente detto, o aureola, di un vivo colore giallo o blu. Poi, in cima, sgorga una specie di fontana di luce che si chiama in Oriente il Fiore di Loto. È un vero arcobaleno e, con un  po d'immaginazione, si può vedere sbocciare il loto a 7 petali. Più la spiritualità di un essere è grande, più l'alone è giallo zafferano. Se una persona ha dei cattivi pensieri, questa parte dell'aura virerà al bruno smorto e sarà incorniciata da questo colore verde-giallo bilioso che rivela la menzogna.  
 
Siamo persuasi che molte persone vedono le aure senza  saperlo.  Occorre dire che tale colore vi va, che non potete portarne altri; istintivamente, pensate che quel colore stona con la vostra aura. È provato anche che si può influire sulla propria salute portando dei vestiti di tale o tale colore. Se ne portate uno che stona con la vostra aura, sarete a disagio, di malumore, finché non vi cambiate. E' lo stesso per l'arredamento della vostra casa e nessuno ignora più che il verde è distensivo, che il rosso irrita.  
 
V) I COLORI DI L'AURA  
 
Ogni nota di musica è una mescolanza di vibrazioni armoniche compatibili con le loro vicine. Quando non lo sono, il suono è falso, agro e sgradevole all'orecchio.  
 
I colori sono anche delle vibrazioni, su un livello leggermente differente del "spettro di percezione umana". Si possono possedere dei colori puri, potenti di cui l'influenza è nobilitata, o dei colori che si urtano e infastidiscono i nervi. Nell'aura umana, esiste un numero incalcolabile di colori e di combinazioni di colori di cui è impossibile dare l'elenco. Ci occuperemo solamente delle principali, ai più forti. I colori fondamentali cambiano secondo i progressi che fa la persona di cui si contempla l'aura.... I colori fondamentali indicano il "fondo" della persona. Le tinte pastello indicano i pensieri e le intenzioni, così come il grado di spiritualità. L'aura turbina e danza come un arcobaleno particolarmente complesso. I colori girano intorno al corpo in spirali concentriche, e scendono anche della testa ai piedi.  
 
Rosso - Un buono rosso chiaro indica il potere diretto verso il bene.... si trova una tinta rossa chiaro bordata di giallo chiaro in quelli che si sforzano sempre di aiutare il loro prossimo. Delle bande o delle radiazioni rosso chiaro che emanano da un organo indica che questo organo è in  salute eccellente. Un brutto rosso, troppo scuro, o smorto, indica il cattivo carattere, la cattiveria. Il soggetto è irritabile, fellone, cerca di approfittare degli altri. I rossi smorti rivelano invariabilmente l'eccitazione nervosa.  
 
Aranciato - L'arancio è una variante del rosso ma gli accordiamo una classificazione particolare perché certe religioni dell'Oriente considerano che l'arancio è il colore del sole e gli rendono omaggio....
Segno di bontà.... Giallo arancione: padronanza di se...  
 
Giallo - Giallo dorato:  alta spiritualità.... Giallo vivo: onestà.... Brutto giallo: codardia.... Giallo rossastro: timidezza e volubilità.... Giallo fortemente tinteggiato di rosso: complesso di inferiorità...  
 
Verde - colore della guarigione, dell'insegnamento, della crescita fisica. Molto verde: compassione, grande bontà...  
 
Blu - Colore del mondo spirituale, delle facoltà intellettuali....
Blu luminoso: vigore.... Blu pallido: indecisione.... Molto scuro: segno di sforzi e di progressi...  
 
Indaco e viola - Segni delle profonde convinzioni religiose...  
 
Grigi - Trasformatore dei colori che non significa niente in se.... Grigio che invade: debolezza di carattere e di salute.... Bande grige: malattia.  
 
In conclusione, l'aura esiste, e per percepirla si offrono, per il momento due possibilità:  
 
- 1) Nello stato di veglia, sotto certe condizioni, questa facoltà è riservata ad alcuni che, senza essere una élite, possiedono delle facoltà eccezionali permesse grazie ad una conformazione particolare della loro retina.  
 
- 2) Nello stato di sonno, quando lo spirito umano si libera; alcune possibilità sono offerte all'uomo che non ha finito di interrogarsi sugli enigmi del suo spirito.  
 
Resta beninteso che c'è tanto da sviluppare sullo spirito umano e suggerisco a  tutti di sviluppare altri elementi, tutti  affascinanti quanto l'aura, se non di più. Ritorneremo più tardi su questo argomento. Che ciascuno mediti e si documenti fino a quel giorno.  
 
Cerchiamo oggi di proseguire la nostra comprensione dell'uomo orientandoci sulle basi della medicina cinese. I cinesi considerano che la vita dell'uomo è trattenuta ed animata da un'energia immateriale, chiamata energia essenziale e da un'energia di natura materiale che è il sangue. Parimenti, accettano due origini dell'energia: l'ereditaria e l'acquisita.  

 

 

 

 

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Mercredi 2 avril 2008
Il dizionario ci dice:
 
Perfettibile: Ciò che è suscettibile di perfezione, di migliorarsi. Ciò rievoca il cambiamento, il passaggio da un punto, da un piano al successivo, del meno verso di più, dal male verso il bene, dlla materia verso lo spirito.
 
La società nella quale viviamo, sembra non credere nella perfettibilità dell'uomo. sempre più presto, sempre più giovani, i nostri bambini sono sottomessi ai test di intelligenza nelle scuole pubbliche. Si tratta, ci dicono, di scoprire gli eventuali ritardatari, per venirloro in aiuto, e ciò è probabilmente vero, ma si tratta anche e soprattutto di procedere agli orientamenti in vista di soddisfare ai bisogni dell'industria negli anni che corrisponderà alla loro inserzione nella vita professionale. Il valore di questi test non è, lo vediamo,cosi innocente , poiché il risultato finisce in effetti ad una dicotomia senza limiti, ai blocchi che non tengono assolutamente conto del parere e del desiderio profondo del bambino. Nel migliore dei casi, si accorderà al bambino di ripetere la sua classe, se l'anno è stato cattivo, ma alla fine del ciclo scolastico, c'è inserzione nella vita sociale e professionale. Il sistema dei test di intelligenza è all'opposto di una concezione evolutiva dell'uomo e della società: se a tale età si è "ciò", più tardi bisognerà fare "ciò" e non altro. Dunque, bisogna "orientare", (non si vede bene come c'entra l'Oriente in tutto ciò... ").  

La nozione di perfettibilità che c'è cara presuppone nell'uomo tutto un ventaglio di possibilità che possono rivelarsi a qualsiasi momento della sua esistenza, e si arriva al concetto di dualità di cui gli elementi estremi sono riuniti da un'infinità di sfumature intermedie, come il raggio di luce, decomposto dal prisma, lascia vedere tutta la gamma dei suoi componenti.  
Secondo la Tradizione, l'uomo è di essenza divina, e, come la carpa risale verso il luogo della sua nascita, la sua missione è di risalire verso il suo creatore. L'albero di vita kabbalistico che è una rappresentazione poetica della creazione, mostra l'avanzamento da seguire: caduto nella materia (Malkuth), l'uomo deve risalire, tendere verso Kether per vedere la luce di Ain-Soph.  
L'uomo-materia, brutale, grossolano, meccanico, si oppone così all'uomo-spirito sottile, leggera, aerea, dotato di tutte le possibilità e di tutte le potenzialità.  
Baudelaire, il poeta maledetto, non crede in questa possibilità di riscatto e affonda l'uomo in una mediocrità senza illusione e senza speranza, quando scrive nella sua prefazione ai Fiori del Male:  
"La stupidità, l'errore, il peccato, la lesina  
Occupano i nostri spiriti e lavorano i nostri corpi,  
E noi alimentiamo i nostri gentili rimorsi  
Come i mendicanti nutrono il loro parassiti."  
Visione tetra, disperata ed esasperata del genere umano, non priva di una certa verità del resto, ma proposto inaccettabile per l'iniziato per il quale, la perfettibilità è giustamente, semplicemente una qualità fondamentale della natura umana e della natura!  
L'uomo di perfezione deve essere l'alchimista della sua propria materia, il sarto della sua propria pietra. Pietra grezza, in partenza, mezzo-angelo, mezzo-demonio, deve operare un lento lavoro di lucidatura per cancellare le asperità originarie, e lentamente, con grande industria, separare il sottile dallo spesso, grazie al mazzuolo della volontà ed allo scalpello del discernimento, nella rettitudine conferita dalla squadra.  
Un certo numero di picchetti segna questa evoluzione a'oscurità verso una luce incerta ma probabile.  
C'è prima il "Conosci te stesso" della scuola socratica. Senza conoscere sé stesso, senza avere preso coscienza delle sue potenzialità e delle sue insufficienze, niente è possibile solamente un sviluppo lineare della sua personalità. La conoscenza di sé fornisce un inventario degli attrezzi di cui si dispone per agire su di Sè.  
Il compagno costruttore, prima di cominciare la realizzazione del lavoro, sceglieva con la più grande cura i materiali necessari alla sua costruzione. In più, fabbricava gli attrezzi di cui era il solo a usare.  
È difficile fare da solo la sua propria conoscenza: un sistema dato non può fare riferimento a sé. Bisogna  dunque utilizzare questo specchio che rappresenta l'altro o gli altri, che svolgono un ruolo primordiale in questo passo. Ci si contempla, si esamina, si scruta attraverso l'altro, e per l'altro. di conseguenza, giochiamo il ruolo inverso per l'altro che si contempla, si  esamina, si scruta attraverso noi. C'è creazione di una dinamica dell'evoluzione.  
Il lavoro per conoscere sé stesso è un campo di investigazione infinita ed anche un duro, durissimo lavoro. La natura è fatta così che la forza dell'abitudine, questa seconda  natura, si oppone, a priori, ad ogni tentativo per modificare un ordine stabilito in sé, o fuori di sè.  
Non bisogna bruciare le tappe, bisogna partire per arrivare, bisogna essere "Initiatus" (Vedere Nota I), avviarsi.... Certi credono in ogni buona fede che sono arrivati  molto vicini al traguardo, mentre non hanno percorso ancora la prima tappa, o calpestano credendo di correre.  
C'è una differenza enorme tra le manifestazioni obiettive di un fenomeno ed una qualsiasi proiezione fantasmatica gratificante.  
Non bisogna nutrirsi di illusioni. Queste sono come le sirene che tentarono Ulisse durante il suo viaggio iniziatico: ha superato la prova solo grazie alla forza della sua volontà, ed al suo desiderio di vedere la Verità e non le manifestazioni menzognere della sua immaginazione.  
L'uscita della coscienza obiettiva nella materia che sommiamo, è lunga ad effettuarsi, e non può effettuarsi che a certe condizioni (Vedere Nota 2).  
Questa coscienza deve prima mostrarci come siamo, senza illusioni particolari, senza maschera e senza neanche disperazione . Ora la nostra vita è fatta di illusioni che costituiscono dei parapetti stabiliti dal nostro desiderio di esistere con la migliore ottica di noi stessi.  
Un filosofo sconosciuto ha scritto:  
"Tale o tale dilettante di vita spirituale che crede percorrere una strada importante verso la liberazione, si trova in realtà, profondamente e sempre più legato e soggetto ai poteri che è incapace di riconoscere. Bisogna ben dire che chi pretende ad un grado apprezzabile di realizzazione metafisica, e che, allo stesso tempo, si mostra incapace di riconoscersi nel mezzo dei poteri cosmologici in azione nelle collettività umane, sbaglia assolutamente sul suo proprio stato; perché la strada della metafisica passa dal fisico (vedere Nota 3); e se la conoscenza corretta ed un atteggiamento corretto in ciò che riguarda il fisico, non sono cose da ricercare come un bene assoluto, invece il loro possesso è la testimonianza ed il segno che si è in un campo infinitamente superiore. Cosi è per certi che si credono liberi delle contigenze fisiche e cosmologiche di diversi ordini, semplicemente perche ignorano la natura e la portata dei legami con i quali queste contigenze li assoggettano"., Apparso su Studi Tradizionali di Marzo 52.
 
Più generalmente, aspettiamo di uno o degli insegnamenti che risolvono i nostri problemi; immaginiamo che disporreremo di mezzi magici per occuparci delle nostre depressioni, delle nostre condotte aggressive, dei nostri blocchi di ogni ordine, ivi compreso sessuali. È ovviamente molto deludente, molto frustrante di rendersi conto che se l'insegnamento ci dà degli elementi, o un metodo, siamo soli, di fronte a noi stessi per applicare il metodo o per utilizzare gli elementi che ci mette a disposizione.
 
L'unica via di partenza è, bisogna ripeterlo: conoscere sé stesso.  
Ma cos'è questo sè, cos'è l'uomo?
 
Per prima è una materia organizzata che ha al minimo 4 miliardi di anni di esistenza e che, attraverso le mutazioni successive è arrivata a noi. Dire che siamo solamente della materia sarebbe mentire. Siamo anche un spaventoso complesso di reazioni nervose al difetto dalle quali si stabiliscono dei collegamenti neuro-corticali, questi raggiungendo, al istante "T" la scelta di Una possibilità "tra  miliardi" di realtà al mondo ed all'universo che ci circonda, e di cui facciamo integralmente parte, e dunque la scelta di un modo di essere e di agire!  
Non è stupefacente che si qualifichi, in queste condizioni, il nostro mondo come "relativo."  
Non è stupefacente, neanche, che si possa sbagliarsi sulla sua interpretazione. È ciò che è denominato comunemente: il "diritto all'errore."  
Dei collegamenti e dei legami creati, risulta tutta una rete di sentimenti apprezzativi delle situazioni, macchiati spesso di errore perché di tutti gli elementi disponibili  vediamo e consideriamo solo un infima parte.  
  L'uomo che  scopre sé stesso scopre tutto ciò da sé, per la sua propria e libera volontà. Impara a diventare prudente nella  scelta e la portata dei suoi giudizi, comincia a fare l'esperienza della vita con un sguardo nuovo. Si accorge che il suo risveglio non può essere condizionato dal sogno e l'illusione. tende verso il limite superiore delle possibilità che gli sono state date con la nascita, ed  tende a realizzarle avanzando consapevolmente nell'ignoto.  
    Comincia ad accorgersi che la sofferenza non è obbligatoriamente nemica del suo progresso e comincia ad accettarla come tale. Prende coscienza che è abitato dalle "cose" che lo preoccupano e che potrebbe chiamare le sue "nevrosi fondamentali". apprende che queste nevrosi, potrebbe accettarle meglio, dominarle e sfruttarle per se stesso e per la collettività, impara la tolleranza verso i suoi Fratelli nell' umanità e verso i suoi Fratelli in iniziazione, ed  si ricorda di questa frase del Saint Exupéry che orna il frontone della Loggia del Grande Oriente diFrancia:
       "Se sei diverso dda me, Fratello mio,lontano da ledermi, mi arricchisci"...
 
La Verità non è del mondo degli uomini. A fortiori del mondo di un solo uomo.  
Ragruppandosi, saldati dall'appartenenza comune alla stessa associazione costituita sotto gli auspici della Fraternità universale, moltiplichiamo le probabilità di avvicinarlo da più vicino, ciò corrisponde più esattamente al passo matematico che consiste nel fare apparire i risultati significativi in, (o a partire da), la enesima decimale.  
Per meglio disfarli, bisogna imparare a vivere con ciò che siamo, ossia: le nostre paure nascoste, le nostre autoillusioni, i nostri giochi nevrotici,; non vediamo di noi che la cima dell'iceberg, il resto merita anche tutta la nostra attenzione!  
Conoscendoci, re-conoscendoci, ci sarà allora più facile fare intervenire i veri mezzi del nostro progresso: la Tolleranza e l'amore dell'altro senza il quale, in fin dei conti niente è possibile nel referenziale che è il nostro, per la buona, e semplice, eeccellente ragione che l'uomo è innanzitutto un "animale sociale." 

   Imparare a tollerare sé stesso costituisce già un progresso considerevole quando si considera che l'odio dell'altro è a prima vista l'odio di sè.  
   Imparare a tollerare l'altro,  significa  imparare a tollerarsi sé stesso,  è accettarsi come si è e non come si vorrebbe essere,  è stabilire con sè e con l'altro un contratto di non giudizio,  è rispettarsi come opera imperfetta ma tuttavia compiuta della natura sul punto di progresso. Amare ne consegue direttamente, ed il vero Amore è un puro prodotto dell'intelletto e della sfera spirituale, abbandonando tutte le co-notazioni torbide che ci vengono della nostra natura animale. In queste condizioni  avviciniamo l'ideale, cioè avendo fatto astrazione di ogni aggressività malsana, Fraternità ed Amore; in un luogo sacro, il Tempio,la Loggia, può allora cominciare il vero lavoro: l'esercizio delle virtù. Virtù tramandate da un altro, virtù di un rituale, virtù di una comunione di pensiero, virtù di una discussione, virtù di un égrégore, o virtù emanando della sua propria persona, della sua propria concezione del Bene, tutto ciò tende, in fin dei conti, a renderci migliore, a "ammorbidirci il cuoio", ad aprirci al mondo manifestato.  
Ricordiamoci di questo grande iniziato che fu  il Maestro Kong Fu Tzeu (Confucius): "La virtù è più necessaria al popolo dell'acqua ed il fuoco. Ho visto degli uomini perire camminando nell'acqua o nel fuoco. Non ho visto mai nessuno perire camminando nella via della virtù."  
O ancora: "Il Maestro dice: "Iou, conoscete le sei parole, le sei virtù, ed i sei numeri, i sei difetti, nei quali casca  chi vuole praticare queste sei virtù e non cerca di conoscerle bene?  
Tzeu Lou Iou, alzandosi, rispose: "Non ancora."  
"Siedetevi, riprese Kong Fu Tzeu, ve li dirò:
Il difetto di  chi ama  mostrarsi benevolo, e non ama apprendere, è la mancanza di discernimento.
Il difetto di chi ama la scienza, e non ama imparare, è di cadere nell'errore.
Il difetto di chi ama mantenere le sue promesse, e non ama  imparare, è di nuocere agli altri, ( promettendo loro o accordando loro cose nocive).
Il difetto di chi ama la franchezza, e non ama imparare, è di avvertire e di riprendere troppo liberamente senza rispetto per le persone.
Il difetto di chi ama  mostrare coraggio, e non ama imparare, è di turbare l'ordine.
Il difetto di chi ama la fermezza di anima, e non ama imparare, è la temerarietà."  
Imparare sembra essere la parola d'ordine dell'insegnamento di Kong Fu Tzeu.  
Per migliorarci c'occorre imparare. Bisogna imparare a comunicare con noi stessi prima di tutto, ristabilire un legame rotto forse dalla più tenera infanzia, tornare alle sorgenti, alle nostre sorgenti.  
Ci ricordiamo del materiale di meditazione fornita dalla nostra Sorella Anne Benoist di Azy? Questo non era forse un invito, attraverso l'abbandono dei riferimenti al nostro mondo conosciuto, ad un ritorno all'unità primordiale dell'individuo? Bisogna sapere, al momento giusto, tutto dimenticare, ritrovare sé stesso, per, a partire dall'esperienza accumulata, rifare un mondo nuovo.  
Si dice dell'amore che sposta delle montagne. C'è qualche cosa di più forte, di più significativo che fu proferito da quando l'uomo è l'uomo.  
Il Cristo diceva: "Lasciate venire a me i  bambini."  
Questa frase, contrariamente all'evidenza non è forse cosi semplice da interpretare. Si tratta dei piccoli dell'uomo, o di adulti che hanno saputo ritrovare l'innocenza della gioventù, dell'infanzia?  
La scelta è fatta velocemente. Ritorniamo alla perfettibilità.
 
L'uomo è perfettibile? Sì, a certe condizioni, saremmo tentati di rispondere.  
 Deve volerlo, sembra essere la prima condizione.  
Poi che abbia il desiderio di lavorare su di sé, anche se il prezzo da pagare è considerevole, anche se gli occorre investire nella sofferenza. (Fisica, morale, individuale o collettiva).  
Che vada in un ambiente favorevole al risveglio ,  in un luogo Sacro e consacrato dove regnano la Fraternità, l'amore e la Benevolenza.  
Che non abbia il timore di rivelarsi com'è coi suoi difetti e le sue qualità, solo queste ultime sono interessanti per la collettività, ma i primi, i difetti, sono indispensabili per servire di "rivelatore" all'insieme dei Fratelli.  
Che prenda coscienza che nessuna missione importante gli sarà affidata finché non  avrà separato il sottile dallo spesso, finché non avrà preso atto di ciò che è.  
Il resto andrà da sè. Sarà Adeptus per tanto? Chi può rispondere? Chi non può rispondere?  
Una conclusione s'impone:  
Chi pensa avere trovato, è pressappoco sicuro, non di ingannare gli altri, ciò non è molto importante, ma di sbagliarsi sé stesso, ed è molto più grave.  
  Chi cerca e ricommincia cento volte , quello avrà una piccola opportunita di arrivare, nei limiti infimi che gli sono stati dati.  
Ma, come si dice: "Non è necessario sperare per intraprendere, né di riuscire per perseverare."  
NOTE  
I, René Guenon scrive, nella rivista il Velo "di Isis" Marzo 1933: , riportato da Claude di Ygé nella notizia raccolta dei filosofi chimici.  
Non c'è  iniziazione senza riti speciali ed appropriati. L'iniziazione, difatti, non è come nelle realizzazioni mistica, qualche cosa che cade di al di là delle nuvole, se si può dire, senza che si sappia né come né perché; riposa, al contrario su delle leggi scientifiche positive e su delle regole tecniche rigorose; non si saprebbe insistere troppo su questo per scostare ogni possibilità di malinteso sulla sua vera natura."  
2, la purificazione col fuoco - che non è solamente un simbolo immaginoso - faceva parte delle antiche iniziazioni. Il neofita doveva provare che aveva dominato totalmente la sua propria materia camminando su un letto di braci o di pietre portate al rosso scuro, 800 gradi C.. Questa usanza si perpetua in certe tribù dell'Africa oggigiorno ed in certe contrade delle Indie. L'alchimista non "copia"  ciò sottomettendo la materia  prima alla prova del fuoco (segreto), dopo l'aver ridotta in polvere fine?  
3, in altri termini, inutile  volere migliorarsi senza passare dallo stadio intermedio ma necessario della responsabilità, responsabilità alle cose del nostro mondo innanzitutto. A mio senso, è meglio un uomo poco dotato per le domande filosofiche ma che assume totalmente le sue responsabilità di padre e di capofamiglia che l'inverso...  
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Mardi 30 octobre 2007

 La storia della nostra umanità ha per voi delle profondità misteriose. È attraverso l'itinerario spirituale che si manifesta la realtà. Per ciò, ogni ricerca è buona, ma certa, come la ricerca scientifica o teologica non va fino in fondo e non sono finite mai. Realizzando che facciamo parte dell'universo cosmico, del mondo dello spirito, su  altri piani , allora la nostra vita interiore si svilupperà. Comprenderemo quando ascolteremo la nostra solitudine interiore. Dobbiamo fare vivere la spiritualità come un'acqua sorgiva, lasciarci invadere da lei  provando di sopprimere l'egoismo e l'orgoglio che sono in noi. Così, avremo il sentimento della grandezza della nostra vita.  

Ma, conservare la calma in mezzo al tumulto dalla nostra vita non è facile e ciò porta il vero dramma dell'uomo che è la sua diserzione, la sua fuga ed il suo allontanamento da Dio.  

Miliardi di uomini, di generazioni in generazioni, cercarono Dio, col sentimento che una forza più forte di loro li sottomettevano ai avvenimenti. Cosi, per molto tempo, solo la superstizione rimase. Fortunatamente, ci furono sempre degli esseri che aiutarono l'umanità a svilupparsi. Per ciò, in principio, Dio ha mandato degli Elohims che hanno vissuto tra la popolazione. Più tardi questi Elohims hanno ispirato certi esseri. Così, il mondo ha avuto i suoi profeti, i suoi gruppi di iniziati che permisero, alla loro volta, l'evoluzione. Erano molto numerosi dai Semiti, eredi dell'insegnamento dell'alto Egitto e della scienza della Mesopotamia.  

Furono ritrovate delle prove che datano di 4 a 5000 anni prima di Gesù Corist.... Poi, l'uomo ha scoperto la religione e la rivelazione. 

 

La rivelazione va da Dio all'uomo e la religione dall'uomo a Dio, perché gli uomini chiedono a Dio di aiutarli nella loro vita materiale e di spiegare le cose invisibili. Ogni religione ha i suoi limiti e spesso la sua interpretazione è deformata dagli uomini.  

Così, man mano, si è creato l'eredità ancestrale, unica ed eterna. Questo, i Templari l'hanno compreso e ne sono diventati i depositari. Si è scritto molto sui Templari, sull'ordine del Tempio. Ci sono stati  lavori fantasiosi dove l'immaginazione era lontana dalla verità, ed altri molto seri basandosi su una realtà possibile. Ma quel che non è spiegato spesso, è la nascita dell'ordine.  

Prima di loroesisteva l'ordine di Sion, od Ordine dei fratelli d'Oriente che ha preso nascita in Palestina.  San Bernardo e suo zio Andrea di Montbart facevano parte di quest'Ordine molto misterioso, avendo un'azione politica, amministrativa e spirituale.  

Così come  San Bernardo ed Andrea di Montbard decisero di mandare dei cavalieri a Gerusalemme e di formare l'ordine dei Templari. Hugues di Payns che era vassallo di San Bernardo, ne ha preso normalmente la testa. Avevano come missione ufficiale di sorvegliare le strade e di proteggere i pellegrini, ma, allo stesso tempo, la vera missione era politica, diplomatico e religiosa, ma estremamente segreta e data dall'ordine di Sion. Forse anche dovevano ritrovare altro, ma non so niente di preciso. Hanno creato una cavalleria meta-laica, meta-ecclesiastica.

  

Hugues di Payns ed i suoi compagni hanno adottato la regola di Santo Augostino e l'ordine dei Templari si è sviluppato ed è diventato internazionale. Erano Johanisti grazie alla consacrazione data a Hugues di Payns da un patriarca. Ciò gli ha permesso di entrare in contatto col misterioso prete Giovani, di origine cipriota, diventato vescovo nell'anno 1145.  

Questo prete Giovani era alla testa di un impero che contiene l'Armenia e la Persia. Riconosceva il potere temporale dei sovrani e pontefici, era in rapporto con quelli dell'India. Ciò spiega perché quando le Masserie si sono create, ce ne stata un'a Tromapatan in ricordo del lavoro effettuato dal prete Giovani.  

Durante il loro soggiorno, i Templari al momento delle crociate, sono stati in rapporto con diversi etnie, diversi Ordini. Hanno avuto dei contatti stretti con l'ordine massonico inglese di Knight. Dopo lo scioglimento dell'ordine, i Templari scampati hanno potuto, grazie a lei, raggiungere l'Inghilterra che li ha trattati da uomini liberi. La Franco Massoneria inglese era molto strutturata. Al contatto con i Templari, ha adottato certi riti e certi termini. Fu un incontro Oriente Occidente, incontro simbolico ma i Templari erano molto impregnati dall'eredità egiziana. Così, non è stupefacente  trovare su certe delle nostre chiese, come a Vézelay, la rappresentazione di cinocéfali. Sono diventati i depositari di questa eredità ancestrale, unica ed eterna.  

I Templari hanno formato  numerosi discepoli, insegnandoloro la costituzione occulta dell'uomo: L'essere vive in un mondo fisico, ma possiede un doppio étérico.... percepisce il piano astrale che ci circonda, il piano mentale, il corpo ed i diversi piani che dobbiamo raggiungere. Sa che i tre grandi problemi dell'essere umano sono l'amore, la Sofferenza e la Libertà.... Che per capirli, bisogna ammettere che abbiamo due stati: il latente e il manifestato.... Che  sapendo distinguerli  si trova l'equilibrio.... Che non bisogna chiudersi nell'illusione ma provare a conoscere il migliore di noi stessi per agire e liberarci.... Che una coscienza dritta è la più bella delle offerte al Signore. Apprendevano ai loro discepoli l'interdipendenza dei mondi cosmici, come vivere dallo spirituale al formale, l'interpretazione del simbolo esoterico, del profétismo che è la marcia delle tenebre verso la luce.... La strada simbolica verso la realtà assoluta.... Che vivere il sacro modifica la spiritualità e crea una mutazione di coscienza, una comprensione del divino attraverso l'amore universale. Che il Nostro pensiero deve tradursi in atti, Che possiamo provare a riformarlo, non costriggendolo ma persuadendolo.

 

I Templari avevano una devozione per la Trinita. Per essi, erano la conoscenza, l'amore e l'esistenza della vita e ciò permetteva loro di evolversi. Ci hanno tramandato la loro tradizione di amore, di onestà e di coraggio, la loro fiducia in Dio. Hanno saputo morire anche sotto la tortura per non svelare il segreto che portavano e che non apparteneva loro. Hanno preferito lasciarsi accusare ingiustamente piuttosto che battersi e consegnare ciò che non si deve dire, ciò che avrebbe trascinato lo stesso martire che hanno subito per degli esseri che appartenevano ad altre società con cui erano in relazione fraterna. Ci danno l'esempio della più bella Cavalleria che non esita davanti al sacrificio di sé stesso. Dobbiamo essere degni e dobbiamo comprendere gli insegnamenti dell'occulto che è dietro il velo dell'illusoria materia.

  

La Masseria trasmette la loro tradizione adattata alla nostra epoca, ma dobbiamo vivere uno del loro motto = amore, fedeltà, umiltà e fare in modo, col nostro sforzo personale, di ritrovare l'unità.

 

Senza la conoscenza, l'uomo non esiste realmente come, senza l'amore, non troverà Dio.  

Gabriella  

par Marie de St Clair publié dans : INSEGNAMENTO
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Vendredi 26 octobre 2007

             Il testo attribuito  ad Ermete Trismégisto correntemente citato sarebbe stato scritto su un tavolo di smeraldo, ne esistono diverse versioni, datando del Medioevo che si congiungono per l'essenziale, le differenze essendo dovuta alla personalità del traduttore ed allo scopo che perseguiva.  

         Ecco quella che è stato adottata, secondo un manoscritto del XVIIème secolo da F. Bardeau nel suo lavoro "Le Chiavi segrete della chimica degli Antichi":                                                                                     "È vero, senza menzogna, certo e molto vero che ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per perpetuare i miracoli di una sola cosa.  

E come tutte le cose sono state, e sono venute da l' Uno, per la mediazione dell' Uno,: così ogni cosa viene state da questa cosa unica. Il Sole ne è il Padre, e la Luna ne è la Madre. Il Vento la porta nel suo ventre, e la Terra è la sua nutrice. Il Padre di tutto, il Telesme di tutti è Qui. La sua forza o potere sono intere, se è girata verso la terra;  separerai la terra dal fuoco, il sottile dallo spesso, dolcemente, con grande industria. Sale dalla terra al cielo, e poi scende in terra, e riceve la forza delle cose superiori ed inferiori. Avrai per questo mezzo la gloria di tutti. E per questo ogni oscurità fuggirà da te. In questo è la forza forte d'ogni forza. Perché vincerà ogni cosa sottile, ed ogni cosa solida penetrerà. Così il mondo è creato. Da questo saranno ed usciranno degli ammirevoli adattamenti dalle quali il mezzo è qui. E per ciò sono chiamato Ermete Trismégisto, avendo le tre parti della Filosofia di tutti. Così ho rivelato totalmente l'operazione del Sole."  

               Sebbene attribuito ad Ermete Trismégisto, questo testo non raffigura nella traduzione completa di L. Ménard di tutto ciò che c'è giunto di Ermete Trismégisto, ne il "Libro segreto della creazione degli esseri" di cui si parlerà in  seguito.  

È tuttavia fortemente impregnato di ciò che si trova in questa traduzione, con, in più, un carattere nettamente alchemico. Ciò che ha fatto dire spesso che Ermete Trismégisto era il Padre dell'alchimia.                                                                                                    Ecco cosa dice  la leggenda concernente il Tavolo di smeraldo: Un certo Balinas, o Belenos, o Balinus, avrebbe decifrato delle linee incise su una statua di Ermete che dicevano che, per scoprire il segreto della creazione degli esseri, bisognava scavare sotto lo zoccolo della statua. Ciò che fece Balinas. Scoprì allora un sotterraneo che conduce ad una cripta nella quale si trovava un venerabile vecchio che era  Ermete.  

Davanti a lui riposava il "Libro del Segreto della Creazione degli Esseri", ed  teneva in mano una tavoletta di smeraldo.  

            Grazie alla sua lampada magica, Balinas potè tradurre questo testo che era scritto nella lingua primordiale, e lo rivelò al mondo. Siamo evidentemente in pieno mito.  

È prima il mito della caverna, luogo iniziatico per eccellenza che rappresento il mondo; l'anima deve evadere per salire verso il luogo intelligibile del cosmo (Zoroastro, Pitagora, Platone, eccetera...).  

Poi, il mito della pietra di smeraldo, verde, colore della speranza e dell'incoraggiamento, colore della pietra del Graal, eccetera...  

È stato detto che Balinas era altro in realta  Apollonius di Tyane, e che lui era  l'autore del "Libro del Segreto della Creazione degli Esseri e della Scienza delle Cause di ogni cosa." 

 

Filosofo greco del primo secolo della nostra era, nato a Tyane, città di Cappadocia in Asia Minore, Apollonius di Tyane è stato considerato come il vero erede spirituale di Pitagora. Viaggiò molto, si rese in Oriente fino all'Indie, in Egitto, in Grecia, in Italia, per spargere le sue idee e confrontarle con quelle dei saggi di questi paesi. Compie  numerosi miracoli e stupì i suoi interlocutori con i suoi doni eccezionali di chiaroveggenza. Per queste ragioni, fu considerato dai pagani come un Saggio, un Santo, un essere divino allo stesso titolo di Gesù. In compenso, fu trattato dalla gerarchia cristiana da impostore, da blasfemo, da stregone, da figlio di Satana. Questa non poteva ammettere che Apollonius di Tyane potesse essere paragonato a Gesù, e probabilmente temeva che la sua popolarità nuocesse allo sviluppo della nuova fede; ed ecco l'esagerazione del carattere satanico del suo personaggio.  

Mario Meunier ha pubblicato sotto il titolo "Apollonius di Tyane o il soggiorno di un Dio tra gli uomini" un libro recentemente ripubblicato. Indica essersi riferito soprattutto  alla biografia molto completa di Apollonius di Tyane scritta da Filostrato alla domanda di Julia Domna, secondo donna dell'imperatore romano Septimo Sévèro, protettrice delle scienze, delle arti e delle belle lettere, e che si era circondata di un cerchio di scienziati, di artisti e di letterati. Pur riferendo molto fedelmente la vita di Apollonius di Tyane, Filostrato ha, secondo Mario Meunier, insistito certamente sul carattere di Taumaturgo del suo personaggio per soddisfare il desiderio di meraviglioso che era molto diffuso all'epoca. Apollonius di Tyane fu certamente un grande Iniziato la cui l'influenza e la reputazione furono grandissime. Ma, avendo vissuto nel primo secolo della nostra era, non ha potuto scrivere il "Libro del Segreto della Creazione degli Esseri", perché è ammesso che questo daterebbe piuttosto del VIème secolo o VIIème secolo. Scritto in greco, sarebbe stato tradotto da un siriaco che incorporò dei commenti, poi riprodotto da un scriba musulmano  che aggiunse  altri commenti per islamizzare l'insieme. Comporta 5 libri di cui il quinto riassume i 4 primi ed avrebbe dato nascita al testo più corto del Tavolo di smeraldo.

 

CONCLUSIONE  

Nello stato attuale delle nostre conoscenze, è impossibile dire se i lavori rievocati in questo studio sono l'opera di uno o  parecchi autori, di una o parecchie scuole.  

Ciò che è certo, è che rivelano una stessa dottrina e contengono degli insegnamenti iniziatici di alta portata, conformi nella loro essenza alla Grande tradizione.  

È importante  fare rivivere questa Tradizione, perché, scome l'ha detto Etienne Gilson nel 1943 nella sua lezione inaugurale al Collegio della Francia "viviamo in un tempo ed in un ambiente saturato di idee cristiane che non si ricordano più della loro origine".(Citato daMarie Madeleine Davy nel suo recente lavoro "L'iniziazione Medievale").

 

 Per concludere, non posso fare meglio di citare, una volta ancora, Edouard Schuré, Fine dell'introduzione ai "Grandi Iniziati"): "In quanto a noi, poveri bambini persi , che credono che l'Ideale è la sola Realtà e la sola Verità nel mezzo di un mondo mutevole e fuggitivo... cerchiamo di penetrare con la meditazione e l'iniziazione individuale nel Tempio delle Idee immutabili, per armarci  dei Principi infrangibili".  

 

par Marie de St Clair publié dans : INSEGNAMENTO
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Mardi 23 octobre 2007

1 - Cosmogonia  

Il Verbo, il Fuoco, genera il mondo che contiene dei germi di anime. L'universo in evoluzione, in cui "una sola anima, la grande anima del Tutto, ha generato, dividendosi, tutte le anime", è la Divinità allo stato dinamico.  

Dio, l'intelligenza che è Vita e Luce, ha generato un'altra Intelligenza creatrice, Dio del Fuoco e del fluido (soffio) che ha formato al sua volta 7 Ministri che avvolgendo nei loro cerchi il mondo sensibile ed il governandolo con ciò che  chiamiamo il Destino.  

Il mondo è costituito da 7 sfere concentriche, luminose e trasparenti, sempre più grandi, l'ultima avendo la via lattea per cintura,; hanno tutte la terra come centro.  

Ciascuna di queste 7 sfere contiene un pianeta governato da un Genio, i 7 Geni che sono i 7 raggi del Verbo Luce, dotato di personalità e di poteri differenti.  

Questi Geni, nominati per più  comodità con i loro nomi latini sono:  

1 - il Genio della Luna, il più avvicino, coronato da una falce d'argento, presiede alle nascite ed alle morti. Libera le anime dei corpi e le attira nel suo raggio.  

2 - Sopra il pallido Mercurio mostra  la strada alle anime discendenti o ascendenti, col suo caduceo che contiene la scienza.  

3 - più su, la brillante Venere tiene lo specchio dell'amore dove le anime si dimenticano e poi si riconoscono.  

4 - al di sopra di  lei, il Genio del Sole alza la fiaccola trionfale dell'eterna bellezza.  

5 - più alto ancora, Marzo brandisce la spada della giustizia.  

6 - troneggiando sulla sfera azzurrina, Giove tiene lo scettro del potere supremo che è l'intelligenza Divina.  

7 - ai limiti del mondo, sotto i segni dello zodiaco, Saturno porta il globo della Saggezza Universale.  

I pianeti attuali del nostro sistema solare sono  9 di cui ricordiamo la classifica per ordine crescente dalla loro distanza al sole; Mercurio, Venere, Terra, Marzo, Giove, Saturno, poi Urano, scoperta in 1781, Nettuno, scoperta nel 1846, e Plutone, scoperta in 1930. adoperiamo qui la parola pianeta nel suo senso scientifico astronomico, mentre gli Antichi, come del resto attualmente gli astrologi, classificano il Sole, stella intorno alla quale gravita i pianeti, e la Luna, satellite della Terra, nei pianeti.  

È abbastanza notevole constatare che, nella tradizione egiziana, i veri pianeti sono ben classificati da l'ordine delle loro distanze crescenti al Sole, ciò che prova già delle conoscenze astronomiche avanzate. I Saggi egiziani erano "sapienti" dunque; ma non erano "vegggenti" poiché "non avevano indovinato" l'esistenza dei pianeti che sfuggivano alla loro vista.  

La terra era per loro il centro di un mondo di cui ammiravano l'immensità, punteggiato armoniosamente dagli astri che sembrano muoversi intorno a lei e di cui subivano l'influenza, immensità nella quale si evolveva le anime nei loro cicli discendenti per incarnarsi nella materia, e risalendo verso il Creatore.  

Era molto esaltante per loro, e ciò li conduceva a venerare il Creatore di tutte queste meraviglie. Quanto sarebbe stato ancora più grande la loro venerazione se avessero potuto concepire che al di là della via lattea che consideravano come il limite dell'universo, esistevano  migliaia di galassie con ciascuna dei miliardi di stelle, e forse anche  altri pianeti seminati dai germi di anime. In questa ipotesi comunque, l'essenziale della dottrina resterebbe valida.

  

2 - Sulla creazione dell'uomo  

Poimandrès, l'intelligenza Sovrana, spiega ad Ermete che, all'epoca della creazione del mondo, gli elementi inferiori, senza ragione, furono lasciati allo stato di semplice materia; che per la volontà dell'intelligenza, gli animali senza parola ed a chi la ragione non fu data, uscirono dagli elementi inferiori; e che il Padre d'ogni cosa che è la Vita e la Luce, generò l'uomo simile a sé stesso e l'amò come il suo proprio bambino.  

L'uomo ricevè la sua anima dalla Vita, e la sua intelligenza dalla Luce. Uomo mortale, immortale per la sua propria essenza, maschio e femmina come suo Padre. Era composto di aria e di fuoco come i 7 principi dell'armonia. Poi 7 uomini furono creati, maschi e femmina di un ordine elevato rispondendo ai 7 governatori.  

Dopo un periodo necessario all'evoluzione dei principi e dei generi, l'uomo e gli animali, da prima androgini, furono divisi; si formò dei maschi e delle femmine, e Dio disse loro "Crescete in incremento e moltiplicate in moltitudine, voi tutti, i miei lavori e le mie creature; e che quello in cui è l'intelligenza sappia che è immortale e che la causa della morte è l'amore del corpo, e che conosca tutti gli esseri."

 

3 - Sulla migrazione delle anime  

Attraverso le 7 sfere  si avverano la caduta delle anime e la loro ascensione.  

I gruppi di anime, semi luminosi quando sono nella via lattea, rivestono delle buste sempre più pesanti man mano che scendono da sfera in sfera fino alla loro prigione terrestre, e perdono poco a poco il ricordo della loro origine celeste. Questo viaggio è una prova per le anime. Quelle che si lasciano dominare dalla materia tornano verso la regione eterea, ma là si disgregano. Quelle che superano le loro prove terrestri ricuperano la vista del Divino, e risalgono di sfera in sfera con l'aiuto del loro Genio preferito. Alcune risalgono fino al Padre.  

Le 7 sfere ed i loro pianeti simboleggiano 7 principi, 7 stati differenti della materia e dello spirito, 7 mondi che ogni uomo, come ogni umanità, deve attraversare nella sua evoluzione attraverso un sistema solare.  

Troviamo enunciato qui il principio del Settenario che esiste in tutte le Tradizioni, dall'India all'Egitto passando dai paesi del Medio e del Vicino-Oriente,: "I dévas dell'India, i 7 Amshapands della Persia, i 7 Grandi Angeli della Caldea, i 7 Séphiroth della Kabbala (3 dei 10 Séphiroth rappresentano il