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Con affetto.

Legge di Ermete

  CERCATORE,
la legge di Ermete come quella di Amra  ti da l'obbligo morale di ritrasmettere quello che hai capito della Via; Ogni volta condurai un fratello, una sorella sulla via dell'iniziazione, sarai artigiano della Grande Opera, compagno sulla via delle stelle, artigiano  dell'opera spirituale che portera alla fine  del carma individuale quanto collettivo

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Samedi 18 février 2006

L'impegno religioso : 1a  Masseria e l'Universalismo

 

La Masseria è innanzitutto universale. Ogni fratello è dunque libero della religione della sua scelta. L'impegno cristico della MASSERIA non è da prendere nel senso limitativo dei termini ma nel suo significato ecumenico, d’universale. Il Cavaliere deve cercare di conoscere e vivere tutte le religioni. "La Casa di mio Padre ha diverse entrate" diceva Cristo. I nostri fratelli devono dunque dividere con le altre correnti religiose, vivere il loro rituale con la stessa Fede che se si trattasse del loro proprio rituale. Tuttavia non sapremmo troppo consigliare ai nostri membri di restare fedeli alla religione che corrisponde alla loro scelta d’incarnazione ed evitare di cadere  nell'esotismo secondo la moda del nostro tempo. Oggi, gli uomini cambiano religione come un paio di calzini e, alla fine, non conoscono nessuna religione - non parliamo neanche di viverla - I Buddisti, i musulmani, gli ebrei... conoscono a memoria i loro testi sacri; quanti cristiani hanno aperto solamente la loro Bibbia? Cosa conoscono dei loro libri sacri, all’infuori dei  sermoni o dei vangeli della domenica?

 

Essere ecumenico significa poter scambiare liberamente e senz’a priori con le altre religioni. Come ciò può farsi se non conosciamo le basi della nostra propria religione? Il Cavaliere deve poter lavorare sui propri libri sacri, per approfondirli, porsi delle domande fondamentali che alimenteranno la sua fede e non la sua credenza. Dio è Amore e l'amore non comincia col dividere e rinchiudere gli Esseri umani in dogmi che non possono comprendere e vivere.

 

La parola religione viene da RELIGARE, vale a dire" collegare." Tutte le pratiche devono essere fatte in questo senso. Chi ha scelto la via di Cavaliere deve tuttavia ricordarsi dell'impegno che ha preso e dedicare una parte del suo tempo alla preghiera. Deve praticare regolarmente, (la parola" regolarmente" non va presa in modo arbitrario, ma in ogni coscienza ed armonia con la nostra scelta).
par Marie de St Clair publié dans : Il Libro del Cavalliere communauté : Esotérisme et Spiritualité
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Samedi 18 février 2006

L'impegno Cavaliere: conclusioni

 

L'avete compreso, tutto dipende dal vostro lavoro, di questa pratica che vi sarà rivelata durante le Tenute. Questa pratica aumenterà la vostra facoltà di percezione al di là degli limiti di ciò che considerate abitualmente com’essendo la vostra coscienza. Ma  non sbagliatevi sulla sua estensione al punto di desiderare" vivere nelle nuvole." Pensate che siete innanzitutto un essere incarnato.

 

Dovete, in ogni istante, pensare che lo scopo della vita non è di deprezzare il corpo fisico per il profitto d’altri piani. Il fatto che siamo quaggiù è un'evidenza ed è necessario alla nostra evoluzione. Perciò, la prima pratica deve esercitarsi verso vostro corpo fisico: imparare a respirare, a mangiare equilibrato, senza sottomettersi a regimi particolari, imparare a trovare l'armonia in ogni cosa... Molti incontrano delle difficoltà a stabilirsi tra questi due piani. Hanno il sentimento che lo sviluppo spirituale passa attraverso una negazione di ciò che accade nella vita quotidiana ma, chi nega di apprezzare le necessità dell'esistenza fa solamente il contrario di ciò che intende realizzare. Ciascuno deve imparare a servirsi intelligentemente di questo corpo che abbiamo scelto come veicolo di questa presente incarnazione e farne il Tempio della nostra anima.

 

La nostra educazione, la nostra cultura, la nostra religione, l'influenza dei genitori, dell’ambiente scolastico, professionale, relazionale ha limitato le nostre proprie interpretazioni e ci ha portati a definire nel nostro proprio intelletto ciò che consideriamo come fisico o psichico, ordinario o miracoloso. In realtà, non possiamo definire nessuna frontiera tra questi due piani, nessuna linea de  demarcazione se non quella che esiste nella nostra propria interpretazione. Possiamo concepire anche che non esiste nessuna frontiera distinta tra i piani personali e Divini. Tutto dipenderà dalla nostra pratica, del nostro vissuto, dei limiti della nostra comprensione. Ciò che è vero oggi può diventare falso o superato domani secondo il nostro lavoro, la nostra presa di coscienza. Cosi, fin da oggi, c'occorre fare la differenza tra ciò che crediamo e che è solamente la sintesi di ciò che pensano gli altri, e la nostra fede, vale a dire tutto ciò che abbiamo vissuto e che ha permesso di costruire ciò che siamo proprio internamente. Non credete niente, non rigettate niente, vivete in questo grande campo di esperienze che è la vita terrestre
par Marie de St Clair publié dans : Il Libro del Cavalliere
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Samedi 18 février 2006

L'impegno Cavaliere: 11 La visualizzazione

 

Visualizzare vuol dire": vedere internamente" anche se, per molti di voi, ciò non è una pratica semplice. La ragione è spesso la mancanza di osservazione di ciò che accade intorno a voi nella vita quotidiana. Se avete l’abitudine di passar la vostra vita senza guardare intorno a voi, non aspettatevi di poter praticare la visualizzazione! L'apprendistato comincerà dunque nella vostra vita di tutti i giorni; guardate intorno a voi; osservate cosa succede, gli scenari, gli esseri che passano...

 

Comprendete bene che la visualizzazione è la chiave essenziale, dato al cercatore, per amplificare la sua evoluzione spirituale. Rappresenta la via della conoscenza e la sorgente d’ogni potere.

 

La ritroverete in numerosi rituali, dalla Tenuta regolare al Cenacolo, passando dalle iniziazioni, lavori personali come in certi esercizi speciali il cui scopo è di prepararvi ad entrare in contatto con la nostra gerarchia. Un amico molto caro, si serviva della visualizzazione di una Cattedrale per tessere lo scenario nel quale captava le vibrazioni emesse dai Maestri; in certi rituali, vi servirete della visualizzazione di una piramide; personalmente, preferisco servirmi di una cripta o anche della visualizzazione della cellula di un monaco dove la povertà dello scenario mi permette di non disperdermi nel mio lavoro.

 

Per questo, visualizzate un locale abbastanza piccolo dove si trova un semplice tavolo di legno ed una sedia, appoggiato contro uno dei muri. Questi ultimi sono nudi, semplicemente imbiancati dalla calce; su uno di essi si staglia una piccola finestra stretta. Prendete l'abitudine di rifugiarvi in questa cellula ogni volta che desiderate isolarvi, pregare, meditare o creare un contatto con la nostra gerarchia. Fatene vostro oratorio personale e privato! Guadagnerete molto a progettarvi dentro, dal vostro rituale di apertura dei lavori compiuti o anche, se non avete il tempo di effettuare il vostro rituale, appena prima di addormentarvi.

Costruite in ogni dettaglio, con pazienza e perseveranza. In questo luogo, nessuno potrà disturbarvi al meno che gliene date l'autorizzazione.

 

Altre visualizzazioni vi saranno chieste: la croce Templare, dei cerchi di protezione... in funzione delle circostanze ma prima, allenatevi osservando ciò che accade intorno a voi.

 

par Marie de St Clair publié dans : Il Libro del Cavalliere communauté : Esotérisme et Spiritualité
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Mercredi 15 février 2006

L'impegno Cavaliere 10 : i contatti

Oggi, in ciò che molti chiamano la nuova era, incontriamo sempre più persone che pretendono essere i canali esclusivi della personalità dei nostri Maestri che, per la prima volta, si presenterebbero a noi per salvare l'umanità. Vi siete chiesti se ciò differiva molto dall'assemblea medievale dei Santi che la chiesa ci ha portato? O ancora dal Pantheon di divinità della Grecia antica? Come l'essere umano può essere ancora tanto ingenuo per credere che sarà salvato dall'azione combinata dei Maestri, dei Santi e di Dio? Che l'uomo smetta di sognare!

Il messaggio dei nostri Maestri è chiaro: l'uomo deve salvarsi da se, se vuole che ciò abbia un senso. C'occorre dirigere oggi i nostri interessi verso ideali più alti e non porre unicamente la nostra Fede in una personificazione abusiva di certi esseri. Là si trova la trappola che solo un'iniziazione può permettervi di evitare, perché se è esatto che certi esseri sinceri sono  oggi i canali della gerarchia esoterica, ne esiste un numero ben più importante che non è "canale" unicamente del loro proprio mentale. Ben spesso, ciò che "è canalizzato" non è niente di meno di una credenza personificata dalla coscienza collettiva di chi ci crede. Come potete immaginare che gli esseri veramente riconosciuti dai Maestri possano subire, in ritorno, altrettanto  avarie materiali, fisiche o psichiche?   - Due soluzioni sono possibili: o essi s?ingannano ed illudono gli altri o, non applicano i Principi trasmessi dalla loro "gerarchia." In entrambi i casi, non possiedono la purezza interiore sufficiente per essere dei canali credibili. - Questi personaggi che vi dicono viaggiare nell'astrale o nel campo psichico ed incontrare così, faccia a faccia il Dio Apollo, i Maestri Gesu o Saint Germain..., o ancora altre entità, avrebbero il dovere di far prima la differenza tra ciò che proviene dal loro desiderio o dal loro inconscio con la realtà, e sapere che un Maestro dà sempre una prova di ciò che avanza per tre volte, e ciò in un modo tangibile! Comprendete che il lavoro dei Maestri supera la semplice volontà di informare l?umanità  su ciò che sarà domani, che per la maggior parte, è già iscritta nei libri!

Il contatto consiste, per chi lo riceve, in una vera iniziazione che solo la gerarchia è capace ed autorizzata a trasmettere. Quest?iniziazione permette all'essere che la riceve di alzarsi nei piani di coscienza dei nostri Maestri. Quest?iniziazione alza il Discepolo al rango d?istruttore.  Ma non confondete, non diventa guida, accetta una "missione", vale a dire, innanzitutto una responsabilità, che è solo a conoscere. Per arrivare a questo livello, ha dovuto cancellare da lui ogni Orgoglio, ogni Egoismo; evolvere l'intuizione e dominare le sue emozioni più basse perché lo scopo dei nostri Maestri è che questo ultimo possa agire da sé, di non aver più bisogno della sua guida. Purtroppo, senza essere per tanto al riparo di una caduta possibile.

La nostra missione di oggi è di alzarci per entrare in contatto con le nostre guide e, se mediante il nostro lavoro personale, abbiamo la felicità di essere messo in contatto coi tali Esseri, sappiamo proteggere quest?istante sublime in fondo al nostro cuore ed operare nel silenzio alla realizzazione dei piani Divini.

 

par Marie de St Clair publié dans : Il Libro del Cavalliere
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Mercredi 15 février 2006

L'impegno Cavaliere 9: La via  del Templare

Molto si fanno un'idea molto incompleta di ciò che erano i Templari. Per certi, sono solamente dei cristiani particolari, venerando specialmente la Vergine Maria e che hanno preso parte alle crociate; per altri, un ordine militare che sorvegliava le strade dalla Palestina... Etc. Erano molto di più...

La mescolanza delle popolazioni che hanno incontrate in Oriente ha permesso loro di allargare le loro concezioni, di paragonare le diverse tradizioni. Sono stati condotti così ad ammettere, se ce ne fosse bisogno, che tutti veneravano, sotto  forme e  Nomi differenti, lo stesso Essere Supremo, Dio.

Di questo fatto, Il pensiero dei Templari prese un carattere Universale. Sappiamo che questi iniziati avevano per missione di contribuire all'unificazione dei mondi, realizzando l'unità tra gli esseri umani. Questo costituisce ancora oggi uno degli assi prioritari della Masseria dello Santo Graal. Ma prima di ciò, è ancora più necessario contribuire all'unità interiore dell'uomo, di portarlo con la meditazione (noi non ritorneremo sopra per avere trattato questo argomento fin dalle nostre prime comunicazioni), e con la concentrazione che canalizza la volontà ed orienta il debole volere degli uomini, alla trascendenza dei quattro stati senza forma.

Ognuno di noi è conscio dei due stati, dei due mondi  materiale e supremo che raggiunge la Divinità e porta la luce attraverso il mondo materiale. Questo mondo dell'emanazione che agisce per mezzo del movimento nel tempo e nello spazio.

Questo mondo senza forma agisce su quattro stati interiori:

- Il primo consiste nel chiamare la divinità. Si riferisce alla volontà pura, al fuoco.

- Il secondo alla creazione divina. Si riferisce all'intelletto, all'aria.

- Il terzo si riferisce alla formazione Divina, all'emotività, all'acqua.

- in quanto al quarto, si riferisce all'azione, all'esecuzione, a diventare "divino" nel mondo materiale, in questo mondo che procura l'energia necessaria ad ogni creazione.

Questi quattro livelli corrispondono al tabernacolo di tutte le religioni. Pietra angolare della chiesa universale, ogni Templare ha il dovere di trascendere questi stati per raggiungere la pura coscienza, vacuità direbbe i Buddisti, e costruire in se questo Tempio che appartiene al piano Divino, a questo livello interiore più sacro, il santo dei santi che contiene in lui solo i tre mondi: il Terrestre del completamento fisico, l'astrale della formazione degli spiriti e il Spirituale, della creazione delle sfere celesti. Il Templare deve custodire in mente che questi mondi sono popolati di entità che appartengono ad altre realtà ma che partecipano alle nostre esistenze, anche se non li percepiamo. Subiamo ogni giorno gli effetti delle loro operazioni cosmiche. È a questa coscienza che l'aspirante Cavaliere cercherà di portare gli esseri che lo circondano, affinché possano alla loro volta entrare in contatto con queste anime disincarnate o semplicemente con certi viventi in viaggio  il cui  lavoro è di svegliare.

Comprenderete comodamente che il ritmo di questo risveglio è lento. Che ciascuno non potrà assimilare le sue potenzialità ed integrare questa conoscenza che all'estremità di una lunga strada. Ma non pensate che è l'eternità che vi occorrerà! I Padroni ci hanno affermati che l'uomo aveva in lui la conoscenza necessaria per risalire verso essi. è questa conoscenza che vi occorre cercare. Sapete che non è allora enciclopedica...! Cercate in fondo a voi. Uccidetevi ne, senza cercate nell'altro, la radice del male che è altro solamente l'ambizione e l'orgoglio. Il discepolo deve imparare a lasciarsi invadere per la sensazione, a vivere dei momenti fuori dal corpo fisico e le porte della sua anima si apriranno. Sentirà allora la melodia che è in lui.

Deve imparare a vincere la prova, a diventare inaccessibile alla paura, a sbarazzarsi dell'ansietà, dello scoraggiamento. Poco a poco, la sua percezione intuitiva si svilupperà. Certo, passerà attraverso sofferenze ma anche attraverso piaceri  e gioie. Raggiungere lo stato di rinuncia affinché la sua anima realizzi l'esperienza, si liberi dalle ultime pastoie, diventi padrona di se stessa. Per la sua visione interiore, l'essere potrà accedere ai mondi inferiori come a quelli superiori. La sua coscienza potrà trasformarsi in lucidità psichica che a sua volta si trasforma in coscienza profonda dell'universo ed in presenza divina.

Lo scopo di quest’integrazione del Se è di contribuire all'integrazione dei quattro mondi, dei quattro stati senza forma. Certi iniziati sono arrivati a questo stadio di evoluzione e ciò permette loro di far parte di una grande Fraternità occulta diffusa nel mondo ed ignota a tutti fino al giorno dove un membro di questa augusta assemblea si presenterà forse a voi per compiere una missione precisa. Non lasciatevi illudere, vi avrà contattati in un primo tempo su altri piani... Su questi piani che vi saranno diventati accessibili e dove prenderete coscienza dell'unità divina, dell'identità divina che esiste nell'uomo,. Come fare? La strada è semplice, dietro queste parole complicate che non hanno altri scopi che allontanare i curiosi. Trovare il silenzio in se con la pratica della meditazione, con la pratica dell'oratorio, si deve sempre ripeterlo. Accettare la solitudine del cercatore sul sentiero. Le anime devono trasmigrare per subire le prove che permetteranno la loro reintegrazione nel mondo divino. Le vite successive portano il compimento sia del nostro destino personale mediante le circostanze sia di una missione collettiva per la quale siamo stati preparati da molto. Siamo nati nel solo scopo di realizzare il nostro compito. Avete organizzato la vostra nascita con le vostre guide, ad un certo stadio potrete scegliere le vostre prove... Ma ci culliamo nel mondo della forma, della materia. Ricerchiamo senza tregua il Maestro umano che ci rimpinzerà della sua conoscenza piuttosto che di vedere con lui come servire l'altro, gli altri. Apriamo gli occhi. Il nostro primo dovere non si chiama "diritto", consiste nel venire in aiuto a chi ci ha chiamati senza richieder loro una contropartita, ovviamente a condizione che lo scopo inseguito sia onesto e disinteressato. La Masseria non ha il monopolio di questa via, vi proponiamo solamente un passo che ha il vantaggio di essere stata provata dai maggiori. Ricordatevi, non perdete mai di vista la vostra propria progressione, qualsiasi sia  il livello raggiunto !

par Marie de St Clair publié dans : Il Libro del Cavalliere
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Mercredi 15 février 2006

L'impegno Cavaliere 8: La nozione di Servizio

SERVIRE! Tale dovrebbe essere la parola maestra d’ogni Cavaliere o Aspirante cavaliere. Servire nel disinteresse più completo! Essere ad ogni istante, alla ricerca dei suoi doveri e non dei suoi diritti. Tuttavia viviamo in una società che non ha più che rivendicazioni in bocca. Abbiamo pagato la nostra quota e viviamo nell'attesa di ciò che ci deve, in cambio, l'Ordine nel quale siamo entrati, nell'attesa di questa puntura di conoscenza iniettata una volta al mese in occasione di una Tenuta, di un rituale, di un incontro. E, tutta la nostra vita è così.

 

Votiamo per un presidente della Repubblica, per un capo di stato, per un Sindaco, paghiamo le nostre tasse e viviamo nell'attesa di ciò che c'è dovuto. Paghiamo il Medico e siamo in diritto di esigere che egli ci guarisca,  senza nessun errore, va da sé, senza chiederci mai se una prevenzione per un'igiene di vita non sarebbe preferibile agli elenchi di medicinali di cui ci copre per essere credibile vicino ai tre quarti dei suoi clienti. Se abbiamo un problema di lavoro chiediamo ai sindacati di difenderci; un problema di diritto e correranno dall'avvocato; un problema di coscienza ci porterà parimenti verso il Prete. Creiamo senza vederlo una società di specialisti che fanno progressivamente di noi eterni assistiti, incapaci di reagire davanti ad un problema minore. E davanti a questa realtà che abbiamo costruito, ci resta il diritto di contestare, di criticare senza prendere mai coscienza della nostra responsabilità individuale davanti a questo flagello che minaccia il mondo. Che un essere muoia di fame o di freddo a 100m da noi non ci riguarda poiché abbiamo pagato il nostro obolo all'associazione umanitario "X" ed abbiamo pregato il Signore del nostro cuore di essere misericordioso con la Terra intera. La nostra coscienza è in Pace, nostro intelletto nutrito dall'ultima comunicazione o  dall'intervento di un fratello che ci ha parlato proprio della compassione, un uomo muore ma cosa ci possiamo, la chiesa non ha aperto le sue porte, lo stato non ha fatto niente, l'abate Pierre si batte per noi, noi che abbiamo pagato un obolo affinché domani più nessuno muoia di fame.... !

 

Carità molto ordinata comincia da se stesso!  Lo stesso per la generosità ,che troppe persone hanno per gli altri senza neanche accorgersi che la fanno solamente per se stessi. È facile andare ad aiutare l'altro per nascondere i suoi propri problemi. Per annegare suoi  inquietudini nelle preoccupazioni degli altri, per darsi buona coscienza mentre non siamo neanche più capaci di occuparci di noi. "Conosci te stesso" è in effetti ancora d’attualità in queste linee ed il vero aspirante Cavaliere ne fa il suo combattimento d’ogni giorno. La generosità, poiché il termine di carità ha solamente fin troppo delle connotazioni "Cattoliche", non è questo, cari fratelli e sorelle, come non consiste nello svuotare i suoi solai di ciò che non desideriamo più. San Martino ci mostra l'esempio, quando in pieno inverno, taglia il suo capotto in due per dividerlo con chi ha freddo. La generosità è di mettersi al servizio dell'altro, dell'umanità per aiutarla a portare il suo fardello e non fargli portare il nostro,  ne dargli ciò che non ci serve più a niente e che ingombra la nostra casa! Il Templare, il Cavaliere è quello che aprirà la sua porta a chi muore di fame, senza preoccuparsi del suo stato di pulizia, senza aver paura senza riflettere dunque se quest’ultimo non approfitta del suo sonno per rubargli i suoi beni. Il futuro Cavaliere è quello che senza preoccupazione di profitto personale si metterà al servizio della sua Casa, al servizio dei suoi fratelli o delle sue sorelle per alleggerire i loro mali, acquietare i loro tormenti. Per ciò non c’è bisogno di denaro... Basta semplicemente offrire il suo tempo, il suo Amore. Tale è il monaco soldato che decide un giorno di imbarcarsi nella milizia Templare.

 

“Niente per noi Signore, niente per noi, ma tutto per la sola gloria del Tuo Nome... e delle tue creature”. Ecco il vero insegnamento di Cristo, non di diventare Cristo nella sua testa, non di diventare Cristo in parole ma in atto, costruendo in noi il Tempio irradiato della luce di "Gesu", La Casa che potrà accogliere Cristo in lei senza indebolirsi sotto la potenza del suo raggio.

 

 

 

par Marie de St Clair publié dans : Il Libro del Cavalliere
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Mercredi 15 février 2006

L'impegno Cavaliere 6: La via

Siamo divisi senza tregua tra una fiducia troppo grande negli altri ed una mancanza di fiducia in ciò che siamo.

La ricerca d’emozioni, sempre più forti che caratterizza questa nostra epoca, fa che passiamo vicino ad esperienze semplici, ad illuminazioni interiori.... Dubitiamo di tutto... Appena ci capita un'esperienza, la neghiamo all’interno di noi. .. La semplicità del Divino non ci commuove più e, per compensare, ci paghiamo" una spinta di ego ogni tanto, raccontando intorno a noi: "l'esperienza mistica del secolo." Ma è solamente facciata... Non crediamo all'interno... Non è ciò che ricerchiamo nel più intimo della nostra personalità.  Non è abbastanza palpabile.

Sogniamo senza tregua un mondo Divino all'immagine dell'uomo, su un piano dove saremo capaci di concepirlo senza difficoltà... Qualche cosa che toglierebbe i nostri dubbi.

Allora, ci mettiamo alla ricerca di un Maestro umano, più concreto. Ma  in allo stesso tempo, lo mettiamo in causa: "  è solamente un uomo, con le sue debolezze, le sue faglie...."

Neanche lì, l'immagine di ciò che troviamo ci piace, troppo vicina a noi, troppo qualsiasi, e così lontana dal miracolo che ci riconcilierebbe con Dio, con l'immagine che ne facciamo!

Siamo in effetti continuamente in contraddizione con due assiomi fondamentali della ricerca di Se:

- "Ciò che vi ho fatto lo farete dopo di me", che bisogna mettere in relazione con "felice i piccoli bambini...", "felici i sempliciotti"...

Smettiamo di cercare un "meraviglioso" inaccessibile, la felicità è semplice, è a portata di mano di chi fa tacere la sua ragione, la sua logica... Il miracolo è senza tregua davanti ai nostri occhi ma non lo vediamo più, cercando un "altro" sempre più lontano, sempre più "straordinario."

- "Sii anche tu la tua propria luce" diceva il Budda. Ciò non voleva dire che rigettava l'immagine del Maestro, (ne ebbe anche lui), ma che la realizzazione deve farsi in noi stessi, senza ricercare sempre chi lo farà al nostro posto, chi ci farà sognare a buon mercato perché in "contatto con gli angeli."

Aprite uno sguardo nuovo sul mondo che vi circonda. Siete sempre tentati di visitare l'altra estremità del mondo quando non conoscete la parte del mondo che abitate. Occorrerà ben un giorno convenirne: non vediamo ciò che è vicino a noi, non Ci vediamo.

Cerchiamo, e ciò è diventata un'abitudine. Non conosciamo neanche più lo scopo della nostra ricerca. Da tanto tempo non ci siamo posti la domanda sulla natura del nostro scopo. Prendiamo il tempo di centrare la nostra ricerca. La via non è una quantità di principi astratti, di desideri impossibili. Non significa una continua attesa di visioni più o meno oscure. È innanzitutto una somma di metodi di trasformazioni interiori, un seguito di esperienze che mirano lo scopo... Ma qual’è? Smettiamo di perderci nei dettagli della forma, dei modi... Di là da tutte queste dispersioni, che non sono là che per giustificare la nostra attitudine  personale, esiste la Via - L'unica e la sola - anche se certi tenderebbero là ancora, a scinderla in due: quella dove si riceve (la conoscenza), e quella dove si trasmette.

            Ma di là di questa distorsione dovuta alla nostra dualità, esiste solamente la via che vive, simile al cuore con la sua diastole dove aspira il sangue, dove va a cercare la conoscenza, e delle sistoli dove ritrasmette il sangue, dove ritrasmette ciò che ha compreso, poi i suoi periodi di riposo - tale è l'unica via che conduce a Dio -

 

L'IMPEGNO CAVALIERE 7

la Giornata del Cavaliere

Constaterete col tempo che tutto gira intorno alla pratica. Su ogni centinaio di persone che incontriamo, ce n’è sempre un certo numero che desidera avere la conoscenza e penso che niente è più degno di’interesse di ciò che si aggiunge al loro sapere. Lontano da noi la volontà di denigrare la conoscenza ma, c'occorre capire che ha potere solamente quando è messa in pratica. Non diventa saggezza che quando è parte integrante delle nostre esperienze, come il nostro cervello intellettuale e mentale per compiere certe cose concrete. Il Saggio, vale a dire chi è pronto ad affrontare con saggezza le circostanze critiche della vita è chi è investito del potere di concretizzare la conoscenza per raggiungere lo scopo che gli è fissato.

D’altra parte, notiamo che il semplice processo della registrazione della conoscenza, è in lui stesso affascinante per questo genere di persona che insegue la conoscenza. Ci sono tipi d’intelligenza che rendono costantemente le persone infelici, cercando uno scibile che non possono raggiungere. Altre, e sono a quelle che ci rivolgiamo, sanno che esiste una conoscenza che possono acquisire con la pratica e ciò basta alla loro felicità.

La trappola

Vorrei ritornare sull'argomento importante dalla padronanza dell'ego. Ricordatevi che il sigillo dei Templari ne è il simbolo permanente - 2 cavallerizzi, la dualità dell'essere, cavalcando il cavallo, l'ego, - non saprei troppo consigliarvi di meditarlo spesso -

Numerose filosofie c'invitano a disfarci di questo Ego, ad abbatterlo ma le nazioni che hanno integrato questa nozione nel loro modo di essere non sono le più significative quanto alla loro visione del paradiso terrestre... L'India, tanti paesi asiatici ne sono degli esempi convincenti. Non che il loro modo d’essere sia totalmente falso, ma perché li rende vulnerabile di fronte ai lupi che popolano il nostro pianeta.

Il lavoro spirituale che compiono questi popoli porta ad un impoverimento dell'individualità senza per ciò circoncidere l'individualismo, che si trova anche rinforzato dalla pratica.

Rompere l'ego significa alla fine lasciar la porta aperta ad una dittatura religiosa, spirituale o politica. Sarebbe questo la volontà di un Dio Amour?

Sperando il paradiso o il Nirvana, una tale società vive l'inferno terrestre!

D’altro parte, le società che lasciano l'ego ingrossarsi a dismisura non sono meglio "corazzate" perché esaltano un culto dell'individuo che conduce anche verso una dittatura, stesso più muscolosa questa volta, poiché si strofina all'ego degli altri... Gli esseri non arrivano più a dissociarsi dal loro Ego, di ciò che vivono e  la conseguenza è una separazione della società in due grandi correnti di vita: I fanatici che si credono da una parte i padroni del mondo ed i paranoici in ogni genere dall'altro.

                 La soluzione si trova una volta di più nella via del mezzo.

Non è la via più facile perché, in un primo tempo, somiglia stranamente alle due altri. Il Cercatore, non potendo avere un comportamento in linea dritta, oscilla ora a destra, ora a sinistra di una linea che stima ideale, senza avere tuttavia punti di riferimento. Smarrendosi, può raggiungere allora degli estremi analoghi alle altre due correnti di pensiero. Di più, le individualità nascenti si strofinano le une alle altre per modellarsi. È ciò che permetterà di rendersi conto che si ha sbagliato via e di ricominciare ma, questo ritorno ad una parvenza di punto zero, da' l'impressione di non avanzare.

Anche se ciascuno conosce il principio della spirale, non è una consolazione. Il dubbio s’installa poco a poco, allora nel nostro spirito, la "notte oscura dell'anima", come lo chiamava gli Esseni.

Quale scelta abbiamo, tra i ribelli dell'ego, la pecora della meditazione trascendentale e la frizione permanente dei primi tempi della messa aposto dell'individualità? Il via iniziatica c'appare in tutta la sua difficoltà, oh quanto differente dalla visione che suscitava la sua attrattiva originaria!

"Come perseverare con la vita che si conduciamo..? Lo stress..? Il rumore..?   In un secolo dove bisogna andare sempre più veloce!" mi chiedono spesso. Difficile certo ma non impossibile. Ma il dubbio è là!

Allora ecco il  cercatore costruirsi il suo mondo dell'occulte  dove sente delle voci, dove entra in contatto con le guide... Senza rendersi conto che "queste guide" fanno adulare solamente il suo Ego, che sono in totale contraddizione con le leggi fondamentali della Tradizione... Ma come si conosce male queste leggi... Si permette di interpretarli e... La caduta non è lontana..

Il cercatore dimentica troppo spesso che ha dei doveri prima di avere dei diritti. Che questi doveri sono innanzitutto di mettersi al servizio dell'umanità, del collettivo e non dell'individualismo.

Diventare "canale", domanda innanzitutto del discernimento per non lasciarsi intrappolare con un numero incalcolabile d’entità del basso astrale che popola il nostro piano.

  • Allora, al rischio di deluderne certi, al rischio di vedere il loro Ego impennarsi, chiedo loro, quando ciò succede, di porsi due domande:
  • - Ricevete ad ogni volta la triplice conferma dei vostri messaggi?
  • - Siete certi, in tutta coscienza, che cosa questi messaggi non sono destinati a voi stessi, per percorrere la vostra strada?
  • - Destinati a farvi "far bella figura" presso li scettici?

Potrei porvi anche una domanda in più: Questi messaggi servono al piano collettivo o la vostra piccola persona? Troppi "contattati" non fanno oggi che generare "la guerra." Ciò fa parte della via? Chi può pensare che una guida un giorno possa generare un conflitto mediante le vostre dicerie?

Non posso oggi che chiamarvi alla prudenza. "Ricordatevi che non si può barare molto tempo coi piani superiori e l'eletto che va di pari passo con le comunicazioni autentiche non mette il gruppo al riparo dagli sforzi necessari per applicare e fare vivere, nella loro pratica quotidiana, le rivelazioni fornite." (Brano del collegio Templare).

 

par Marie de St Clair publié dans : Il Libro del Cavalliere
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Lundi 13 février 2006

L'impegno Cavaliere: I maghi 5

 

La televisione occidentale moltiplica le sue trasmissioni dove appaiono tanti "maghi neri o bianchi", "stregoni d’ogni genere", "iettatori di sorti", eccetera... Questo genere di trasmissioni, con ciò che implicano, impoverisce l'equilibrio mentale di chi gli presta fede.

 

Anche se non possiamo negare che tali individui esistono in numero ogni giorno più importante, la MASSERIA insorge contro la loro pratica ed afferma da sempre che è impossibile utilizzare il potere del pensiero per nuocere ad altre persone, che sia a distanza o no. In altre parole, vi affermo che è dato troppa importanza all'influenza che suscita la "magia nera" o alla "stregoneria."

 

Qualsiasi siano le loro pratiche, che si dedicano all'incantesimo, alle maledizioni; Che utilizzano fotografie, o altri oggetti, capaci secondo loro di distruggere greggi, famiglie; capaci di fare morire la loro vittima o di renderla pazza... Ve l'affermiamo: le loro pratiche hanno solamente l'importanza che volete bene accordar loro. Non sono le pratiche che possono nuocere, ma la paura che ispirano alla vostra coscienza, alla vostra superstizione.

 

Guardate attorno a voi. Solo le persone che credono subiscono la loro influenza... Anche se questa credenza è nascosta spesso nel più profondo del vostro subconscio; parimenti solo le religioni che credono in Satana, hanno fedeli ossessi.

 

Ciò si spiega con la forza che possiede la volontà propria di chi crede esser vittima di questo genere di pratica. Persuaso della loro forza, l'essere che crede si mette in uno stato mentale ed emozionale negativo che affetta progressivamente i suoi differenti corpi. Non è il potere del "mago" che agisce, ma veramente la persona che avvelena il suo proprio campo energetico e di cui la paura paralizza le difese del suo organismo.

 

Il potere di "questi iettatori di sorti" dipende solamente dalla vostra propria forza di autosuggestione, da lì il pericolo di certe pratiche di ipnosi. Sapete, per le vostre pratiche, che l'autosuggestione rappresenta una forza monumentale che, utilizzata male, espone ai pericoli generati dalla nostra propria coscienza. Conoscete parimenti l'influenza del pensiero creatore. La vostra paura, la vostra credenza in queste pratiche "nere" vi fa utilizzare il vostro pensiero a contro senso, vi porta a ripetervi i vostri timori, mentalmente od oralmente, come un mantra. E quest’ultimo amplifica parimenti i danni nel vostro organismo. Create così le condizioni psicologiche e fisiologiche che favoriscono l'apparizione di malattie mentali o fisiche. Basta dunque, per proteggervi, rinforzare vostro mentale nella sua concezione dell'insulsaggine di questo genere di pratiche. La legge del Karma farà il resto...

 

Ma ritorniamo sul pensiero, mentre siamo su quest’argomento,. Sapete che tutto è vibrazione, ivi compreso la materia densa. Queste vibrazioni hanno diverse origini e possiamo dire oggi che il pensiero trova la sua origine nelle vibrazioni dell'anima e dello spirito, legata al corpo. Perciò nostro pensiero è il risultato di una doppia influenza allo tempo stesso generata dai piani esterni, interiori e superiori a noi. Questi piani vibratori interferiscono continuamente tra di loro. Ciò che giustifica l'evoluzione del vostro pensiero ma, al contrario, se l'essere, per le sue paure o i suoi timori, cristallizza il suo pensiero verso un solo piano, ciò porterà una regressione psichica che diventa tanto più importante se il tempo di cristallizzazione è prolungato. Cosi un essere che si crede stregato diventa sempre più malato e fa sempre più fatica ad uscirne

 

 

par Marie de St Clair publié dans : Il Libro del Cavalliere
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Lundi 13 février 2006

L'impegno Cavaliere: La loggia Interiore 4

 

Eccezionalmente, vi chiederò di non leggere subito questa lettera ma di installare  vostro oratorio personale prima di andare oltre. Nessuna lettura semplice  avrà la profondità di un lavoro in oratorio, dunque fatte lo sforzo di entrare in voi stessi... !

 

Anni sono passate dall'inizio del nostro lavoro che esordì nel 1980 con Gabriella Carmi al nostro fianco. Il tempo porta l'oblio e penso che non è inutile oggi ricordare le basi così come le ragioni d’essere della strada che percorriamo insieme oggi.

 

Contrariamente a molti, non ci vantiamo di nessuna stirpe storica  ininterrotta dai tempi immemorabili. La MASSERIA è nata dalla volontà di un gruppo di nove persone e di G. Carmi, consigliate dagli stessi " istruttori " che gli permisero di riattivare la Masseria dello St Graal con la quale abbiamo lavorato durante i lunghi anni.

 

Facciamo qui un'interruzione per precisare, ai nostri fratelli o alle nostre sorelle che non hanno letto i lavori di Gabriella, come questa ultima, da ebrea, è arrivata alla Magistratura di una corrente Cristiana che ebbe per missione di perpetuare il Nome ed il lavoro dei Templari, alla destituzione del loro Ordine, verso gli anni 1307...

 

Gabriella non aveva mai avuto contatto con la Tradizione. I suoi soli "lavori" si riducevano ad una meditazione forzata in seguito ad un problema di vista che la lasciò praticamente nel buio durante tre anni. Quando acquistarono, Jean, suo sposo, e lei, una casa in rovina in regione parigina - Jean , in pensione, desiderava inseguire le sue ricerche di Genealogia - non sospettavano che gli anni 50 sarebbero stati l'inizio dell'avventura che li aspettava!

 

Appena una parte della casa fu "abitabile", Jean e Gabriella s’installarono per essere più vicino ai lavori. Allora Gabriella ha ricevuto ciò che doveva sempre chiamare un sogno. Vide e sentì sua suocera, deceduta da tre anni, rivelargli che dovevano chiamare la loro casa la Masseria poiché numerosi secoli fa ,era stata la prima Masseria creata da Jean di Rampillon con l'aiuto di suo figlio spirituale, Templare della Couvertoirade; o allora, che poteva chiamarla "la casa dell'Ariole." In un secondo "sogno", è Jean di Rampillon che gli apparve, rivelandogli la storia completa del Masseria, dalla caduta del Tempio al periodo fra le due guerre mondiali; come prove della sua buona fede, gli rivelò dove erano nascoste le medaglie e simboli appartenuti alla Masseria. Tutti gli anni che seguirono, furono per Gabriella l'opportunità di contatti con le diverse persone che avevano lavorato come Magister durante questi 6 secoli. Ciò doveva finire con la riattivazione della Masseria dello Santo Graal, dichiarata ufficialmente nel 1980, dopo tutti questi anni di gestazione dove un gruppo operava in seno a questo che Gabriella e Jean chiamavano il Cenacolo della Masseria.

 

Nel 1980, nasceva in Auvergne la Loggia Interiore ed Universale del Tempio che doveva diventare nel 1994: A.U.R.O.R.A

 

Prima di incontrare fisicamente Gabriella, ci furono lunghi anni di scambi epistolari. Scambiavamo sul Tempio, sulla Masseria, sulla Cavalleria, sull'ideale che ciò rappresentava, sulla speranza che i diversi "contatti" di Gabriella mettevano su questo rinnovo per le generazioni a venire...

 

Il nostro primo incontro fu aperto con questa frase di Gabriella:" Inutile presentarsi più oltre, ci conosciamo da tanti secoli...." Non sapevo all'epoca ciò che sottintendeva. Intimidito, non ho posto domanda... Ripartimmo tuttavia questa volta con due regali belli: la Casa dell'Auvergne si chiamerebbe oramai "la Casa dell'Ariole"..., l'autorizzazione di servirmi di un sigillo che mi era caro al cuore.

 

Ci furono altri contatti, come potete immaginare. Ricevei con Françoise, l'investitura e l'iniziazione alla carica di Magister dalle sue mani. I nostri lavori, col passare degli anni, mi permisero di entrare in contatto con Jean di Rampillon come con altri contatti che dovevano orientare il piccolo gruppo che eravamo verso ciò che La MASSERIA è oggi: Un ordine in gestazione, in divenire, ma di che cosa esattamente?

 

Non fu la vocazione della Masseria del Santo Graal, non è quella della MASSENIE di riprodurre ciò che è accaduto tra Hugues di Payns e Giacomo di Molay. Abbiamo il dovere di essere orientati risolutamente verso il futuro, salvaguardando così, col nostro vissuto, i valori fondamentali della cavalleria Cristiana che resterà, per sempre, la più bella cosa, se è messa in pratica.

 

La nostra missione: pure lasciandoci portare dalle energie Mariale di questa fine  secolo, pur unendo la cavalleria al sacerdozio, c'occorre servire da ponte tra l'epoca attuale e le ere che si annunciano. - In ciò, la MASSERIA non sarà mai portatrice di messaggi Apocalittici o millenaristi, che gruppi che usurpano il titolo di Templari o di Cavalieri dello Santo Graal spargono oggi. L'avvenire  resta di fronte a noi!

 

A noi di riempirlo, affinché malgrado questi tempi di dubbi e di illusioni, malgrado i falsi profeti e gli scientisti, i nostri figli e nipotini possano trovare intatti il nostro ideale della cavalleria. Per ciò, dobbiamo operare fratelli e sorelle, prima su di noi stessi per realizzare il Servizio Divino all'umanità. Dobbiamo prendere la strada dell'adepto per poter, domani, definirsi Iniziato; affinché un piccolo gruppo possa condurre al suo termine il lavoro intrapreso dai Magister che si sono succedersi. Come  scrivevo nel messaggio che permise all'ordine di nascere:

 

"Se accettate di darvi da fare, allora abbiamo bisogno di voi."

 

Se siete entrati da noi per avere onori, belli mantelli... Fate falsa strada restando da noi. Come lo scriveva un fratello di un Ordine amico:" Nessuno tocca al vestito di Maria senza esser punito." L'ora non è più alla fanfaronata. Non è più tempo di giocare all'apprendista stregone. È tempo per l'umanità di rialzare la testa e di rispondere alla chiamata del Nostro Divino Maestro in Cristo. Serviamo senza cercare compenso. Amiamo senza aspettare ritorno. Il "mio regno non è di questo mondo" diceva... Difendiamo allora insieme oggi le strade che conducono alla grande Gerusalemme, alla Gerusalemme Celeste... Costruiamo il Tempio in noi.... Diventiamo" Prete di noi stessi" per abitarlo. E cessiamo di perderci in un intelletto sempre più contorto, in un mentale sempre più sottomesso alla pressione delle emozioni. Sappiamo aprire nostro cuore, sappiamo vestirlo delle armi del cavaliere. Sappiamo ritrovare in noi il rigore della fede e non la mollezza della credenza, far vibrare in noi l'onore e la fedeltà. Non esiste per ciò nessun dogma, l'esercito di Cristo e di N. Dame non è un assembramento di schiavi ma d’uomini liberi. Non è un accostamento disparato di individualisti ma una coorte di individualità che essendosi trovate, si sono ritrovate, unite da un solo grido: MONJOIE! Viva Dio Santo Amore!

 

Sono queste le basi che ci occorrono aver sempre presenti in memoria per andare più lontano sulla strada che abbiamo scelto collettivamente. La nostra Carta, costruita dalle stesse guide che hanno costruito la Masseria, ci mostra la via da seguire, ma occorre che questo documento non resti negli archivi che ingombrano i nostri scaffali.        

 

Il nostro Ordine si è costruito a partire da due documenti maggiori: la sua Carta ed il suo Codice Morale. Uno come l'altro deve essere letto e deve essere riletto, meditati... Non devono essere l'opportunità di rimettere in causa l'altro ma il motore della nostra evoluzione, all'immagine del faro che restituisce coraggio ai marinai e che indica loro il capo quando il mare è scatenato.

 

La nostra umanità è entrata nella notte oscura dell'anima come ve ne ho parlato nella comunicazione speciale a fine del vostro anno di clericato. L'uomo pensa avere raggiunto il termine della sua ricerca. Reagisce come l'adolescente che pensa esser diventato un uomo. È diventato grande ma non necessariamente adulto... Ma ciò, lo comprenderà solamente dieci anni più tardi, quando divenuto genitore, sarà confrontato alla nozione di responsabilità. Ve l'ho già detto, il vero cercatore pensa prima in termine di doveri, prima di rivendicare i suoi diritti. Tiene i piedi per terra. Utilizza la sua energia per costruire l'opera collettiva e non per dare dei consigli ad altrui. Le vie del Cielo sono impenetrabili... Altrettanto scuse per rimettere in causa quelle che non ci convengono.  Non cadiamo in una trappola tanto grossolana. La via Tradizionale è stata costruita affinché l'essere possa perfezionarsi, di fronte a se stesso, al suo libero-arbitro ma ciò non significa far mai ciò che vuole, nel momento in cui lo vuole. Ciò vuol dire che l'essere che è arrivato ad una presa di coscienza interiore può trovare per percorrere la sua strada degli Anziani che l'aiuteranno a superare un passo in più nella loro comprensione dei piani Divini. Questa trasmissione non è per niente un dovuto o un baratto contro soldi contanti. È la conclusione di una strada dove l'essere dirige la sua energia per vivere lo spirito di chi la detiene come un deposito sacro di cui hanno la responsabilità. Malgrado ciò che vuol farci credere la nostra società di consumazione, tutto non si può acquistare....   Oggi, una gran parte pensa in questi termini: "Io pago la mia quota dunque ho il diritto di sapere... E questo sapere deve corrispondere a ciò che credo, a ciò che ho voglia di sentire. Non deve disturbare per niente il mio modo di pensare... ". Per essere alla moda oggi, esotericamente parlando, bisogna essere in contatto. L'illusione è tale che non ci si rende neanche più conto dell'aberrazione di ciò che si fa dire ai Maestri, o ad altre entità illuminate che visitano i medium. Siamo in piena guerra dei messaggi. Certi ricercano l'esotismo delle religioni orientali, altri, il potere della Magia, altri ancora il sogno mediante gli elfi, dei gnomi o altri geni della natura ma tutti concorrono a frammentare la Tradizione, all'individualizzazione della società, al rafforzamento dell'ego...

 

La mia volontà, scrivendo queste linee, non è di entrare in guerra contro tutte queste manifestazioni di oggi. Aspiro solamente a centrare la nostra missione, quella della MASSERIA. Se tali forme esistono, significa che ci sono persone che ne hanno bisogno... Ma non li troverete tra noi. La nostra missione è scritta in lettere tanto nella nostra Carta che nei nostri statuti: Salvaguardare lo spirito del Tempio, la sua Tradizione. Ciò non vuol dire la sua forma arcaica che è compiuta ma il suo spirito, quello del monaco-cavaliere, impegnato nella crociata che mira la riconquista della Gerusalemme celeste, per Dio e non per... I nostri Scopi: diventare tollerante prima di tutto; Sviluppare l'amore del prossimo ed avere lo spirito di servizio; Imparare a darsi ed a perfezionarsi; Stimare un essere per il suo valore profondo; Fare nascere in ciascuno la presa di coscienza e, aprire la strada della Conoscenza a chi l'augura, condurli all'iniziazione senza far predominare tale o tale obbedienza che non sarebbe in armonia di coscienza con la persona incontrata.

 

Non professiamo nessun dogmatismo ma ciò non vuole dire che la nostra collettività non ha regole, esistono, ma sono presenti solamente per permetterci di vivere concretizzando insieme la via.

 

Come parlare di Amore, di Fraternità se manca l'elemento fondamentale ad ogni intesa: La fiducia. Se ci chiedete di condurvi e frenate dei due piedi, appena qualche cosa si scontra al vostro Ego, la nostra collaborazione finirà rapidamente. Il libero arbitro non significa intrattenere un dubbio permanente sull'altro... Allora, facciamo il punto nel più profondo dei nostri oratori e situiamoci. O vogliamo avanzare sinceramente sulla via del Tempio e noi c'impegniamo da oggi, in questo stesso istante, davanti a Dio ed i nostri Maestri di luce ad agire in questo senso, o,la nostra attesa è tutt’altra... E noi non possiamo lasciarvi fare falsa strada. In perfetto Amore, appartiene a voi di fare una scelta. Tale è il vero libero-arbitro: Sapere far una scelta e mettere tutta sua energia in azione per raggiungere e realizzare questa scelta.

 

Scegliere  è essere capace di troncare, di abbandonare uno dei due componenti che occasionano la necessità della scelta. È un atto d’uomo libero...

 

 

 

 

par Marie de St Clair publié dans : Il Libro del Cavalliere communauté : Esotérisme et Spiritualité
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Dimanche 12 février 2006

L'impegno Cavaliere: L'illusione 3

 

Nel mondo intero, sempre più persone sono attirate dall'avventura cosmica interiore, la ricerca ed il viaggio metafisico, l'immersione nel misticismo, alimentando così i portamonete di quelli che ne fanno professione.

 

Chi, oggi, non è stato attratto dall'annuncio di uno stage sul channeling o proponendo di dialogare col suo angelo custode, con la sua guida o tentato di far la prova di questo gran ritorno nelle vite anteriori, di camminare sul fuoco o ancora di fare un seminario di pulizia dei çakras... Chi non ha ancora provato ad esercitare qualche potere dell'occulto al chamanesimo?

 

La grande maggioranza di questi cercatori, che cercano se stessi, è animata da una volontà selvaggia di non passare accanto alle cose essenziali, della felicità o ancora della conoscenza particolare e privilegiata che aprirà loro le porte della Vera Saggezza.

 

È certo che la conoscenza di se, il colloquio energetico del corpo fisico, la creazione della grande fraternità umana o ancora della religione Universale sono scopi nobili e lodevoli ma non occorre che la fine giustifichi i mezzi, tanto più che questa fine è solamente polvere agli occhi, titoli certo allettanti ma lontani dall’essere all'altezza delle inspirazioni vere di ogni persona onesta.

 

La trappola è facile. Viviamo in una società dove l'insoddisfazione va crescente. Sempre più persone non trovano il loro posto, sia nel mondo professionale che nelle loro relazioni sociali. All'esterno, si parla solo di consumazione, di credito, di guadagno di produttività o ancora di tempo; si confonde all'interno, troppo spesso spiritualità con meraviglioso, irrazionalità o magia d’ogni genere...Il Cercatore ha raggiunto il rango del consumatore medio. Paga, dunque ha tutti i diritti e nessun dovere. Egli vuole adesso una conoscenza adattata alla sua piccola personalità. Coniuga le Virtù della Cavalleria con le sue proprie declinazioni, l'ubbidienza con sue invidie o desideri dell'istante, la Fedeltà con la propria coscienza, la difesa del povero e dell'orfano se ciò non disturba troppo il suo impiego del tempo costruito intorno alla Tivu, del suo tempo libero, delle conferenze che lo fanno sognare e degli stage dove può vivere la "sua spiritualità" in uno spazio protetto con le persone selezionate...

 

L'impegno di base è certo, spesso sincero, volontario. Nasce da una presa di coscienza che illumina i primi istanti che snodano le contraddizioni, che caccia via i dubbi ma ne è  della spiritualità come dell'amore, dopo il colpo di fulmine appassionato, resta da costruire. La Conoscenza non è sul posto un prodotto consumabile, prende radici nel lavoro, la ricerca su di Se, la riflessione personale e l'interiorizzazione; si nutre giornalmente della volontà. Allora, ciò si trasforma in “fai da te” spirituale, buono solo ad riempire le fine settimana, a riempire il vuoto di una vita, come le casse delle associazioni d’ogni genere o le tasche dei pseudo-Guru. Ebbene, ne converrete, il prezzo da pagare non è alto davanti ai vantaggi che procurano l'anonimato. Quest’ultimo permette a ciascuno, passato il week-end, di riprendere i suoi comportamenti come se niente fosse, di far mostra il seguente Week-end delle conoscenze acquisite al seminario precedente, facendo del cercatore una personalità di episodio "pantofolaio-televisione" il lunedì, "godereccio " il mercoledì," Dottore" i Sabati e Domeniche o ancora" razzista" al lavoro," moralizzatore" con gli amici e" Sant’uomo" intorno ad un tavolo dopo la conferenza. Che importa, non ha preso impegno, la new-age non ha solo cattivi lati... !

 

Il quadro che vi dipingo può sembrare nero ma non possiamo tapparci gli occhi di illusioni. È mediante la realtà che c'occorre attingere la nostra fede nell'uomo, custodire intatta la nostra certezza nelle sue risorse favolose. Troppe "vie" giocano col suo bisogno di spiritualità, con la sua volontà di ritorno verso Dio, con la sua stanchezza mentale dovuta allo stress quotidiano. L'illusione di una strada facile dove la mancanza di rigore avvicina il meraviglioso dà sicurezza e noi non sapremmo gettargli la pietra. Il duello che si danno i "Maestri pensatori", la collusione indotta dai libri d’ogni genere, sia nei saloni dell'essoterismo o le vetrine degli supermercati fanno il resto di un lavoro di demolizione molto efficace.

 

Il nostro mondo non manca di Guru ma d’istruttori che mostreranno con la loro esperienza che nessuno può fare l'economia della strada, che la seduzione del discorso vela spesso il messaggio essenziale.

 

L'uomo, un giorno, si rialzerà, raddrizzerà gli Altari; comprenderà che la Via non si percorre rapidamente; che induce il brancolamento, il confronto, l'impegno sincero, delle regole di vita da non trasgredire. Ciò verrà forse più rapidamente di quel che si crede perché l'uomo che prende il sentiero ritrova il rispetto di sé che solo può permettergli di vivere l'amore, la Tolleranza ed il rispetto incondizionato dell'altro; che solo permetterà di superare il capo dei prossimi anni.

 

È in questa fiducia nell'uomo che invito ogni cercatore a credere, a ritrovarla in fondo a se stesso e quest’invito si rivolge più particolarmente a chi si è imbarcato nella MASSERIA. Oggi, facciamo solo che gestire la crisi che ha esordito con la rivoluzione solare del 1989 e c'occorre gestire domani, uscire del ciclo della notte oscura dell'anima.

 

Appartiene d’ora in poi ad ogni Cavaliere di rispettare il suo giuramento e di incaricarsi di anime, di operare nel silenzio e l'umiltà e non credersi arrivato all’apice della gloria. Un Cavaliere è innanzitutto un cercatore che ha compreso ciò che significa lo stato di Servente. È dunque innanzitutto al servizio di chi inciampa sulla strada, non gli getta la pietra che ha fatto cadere quest’ultimo ma gli presta la sua spalla per aiutarlo a riprendere le sue forze.

 

Il suo scopo non è di fare delle sale piene, di riempire le teste di chi stima inferiore ma di vivere ciò che ha compreso della strada, di incarnare la tolleranza, la fedeltà in amicizia, l'umiltà, l'ubbidienza al sentiero e di rispettare i suoi impegni davanti a Dio e davanti agli uomini, in ogni caso, e di non rimettere quest’ultimi in causa alla prima scossa. Ovviamente non escludo di questi propositi il cavallerizzo che è, ad un grado inferiore, implicato in quanto aspirante Cavaliere.

 

 
par Marie de St Clair publié dans : Il Libro del Cavalliere
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