Comunicazione N°11 b- Influenza degli Harodim, Cabalisti ed Alchimisti
I simboli più comuni in alchimia sono: il cardellino, uccello considerato dagli antichi come il simbolo di lunga vita, perché nutrendosi di semi di cardo che è un ricostituente. Si ricollega attraverso i secoli alla Tradizione. Come la fenice, è simbolo d’immortalità. La fenice templare è l'uccello mitologico della reincarnazione attraverso la prova del fuoco.
L'aquilegia, pianta maschia e femmina, rappresenta l’amore perfetto, i due principi che si uniscono per creare. Fu un segno di riconoscimento presso gli iniziati.
Leonardo da Vinci firmava certe delle sue opere con un fiore di aquilegia, vedere al Louvre “Bacco" ed il" Battista"). In altre opere, si trova sulla tela, un piccolo cardellino, da qualche parte.
Nella corrispondenza privata di Cristoforo Colombo, si ritrova il simbolo dell'aquilegia allungata così come un segno ebraico, o sul lato di una pagina, o nella sua firma.
Dante che apparteneva ad un terzo Ordine templare, segno certi versetti nello stesso modo. "La Signora" di Dante è quella dei pitagorici, e rappresenta la saggezza. Nelle sue opere, Dante sceglie per guida" al Paradiso" San Bernardo di Clairvaux, che ha stabilito la regola templare.
Dante si serve della cifra 9 come cifra sacra, simbolismo della trinità: spirito, anima, corpo, ciascuno che ha 3 aspetti e 3 principi. Si ritrova questa cifra 9 nel Cantico dei cantici; è utilizzata anche dai Templari.
La croce di Sant’Andrea è l'equivalente del cardellino, e rappresenta la vite, il sangue, l'immortalità. Il simbolo adottato dai Templari, del Cavaliere allungato sfoderando la spada dalla mano destra, il fodero mantenuto dalla mano sinistra ed avendo le due gambe incrociate in x, rievoca la croce del Sant’Andrea. Rappresenta anche il 29e grado del rito massonico, Cavaliere dell'ordine del Cardo, grande scozzese del Sant’Andrea di Scozia.
Il vaso è il simbolo dell'intelligenza e dell'amore che sparge la grazia e le benedizioni nella valle. La montagna è l'altro polo corrispondente alla valle; rappresenta il termine dell'evoluzione umana, la funzione psichica che conduce l'uomo alla cima del suo sviluppo. Questo simbolo è rappresentato da Leonardo da Vinci in particolare nel suo quadro" Anna, Maria ed il bambino", valle e montagna.
Talvolta, il vaso è corredato da un libro. Questo è considerato come rappresentante il" Verbo", legame tra l'uomo ed il divino. Il vaso è rappresentato anche nel segno zodiacale dell'Acquario. La Genesi parla del simbolo dello zampillo della fontana di vita.
Il Drago, simbolo molto comune, personifica i quattro elementi che rappresentano le prove iniziatiche. Ha delle ali: aria; cammina: terra, sputa: fuoco, nuota: acqua. Il trionfo dell'uomo sul drago è la vittoria dell'uomo su sé stesso.
Si trovano rappresentazioni del drago nei graffiti tracciati dai Templari nelle loro prigioni.
Ritorniamo in Egitto...
Nella Tradizione egiziana, il Tempio di Salomone raffigura il cosmo. In certe camere del Tempio c'era:
· - Un candelabro a sette rami d’oro, chiamato in ebraico la menorah, collocata dal lato Sud del tabernacolo. Rappresenta Saturno, il Sole, la Luna - due rami ciascuno - o i tre periodi dello sviluppo dell'uomo prima di incarnarsi. Il settimo ramo, con una lampada alimentata dall'olio d’oliva pura, rappresenta la luce spirituale.
· - Lato Nord del tabernacolo, un tavolo sul quale sono i pani di proposta. Sono i dodici pani azzimi senza lievito, disposti in due mucchi, rappresentando le dodici tribù d'Israele, i dodici mesi dell'anno. Li si chiamava il pane vivente, che matura l'anima ed erano cambiati ogni sabato.
· - L'altare posto al centro davanti al tabernacolo, porta un brucia incenso, composto di olibano e di resine dolci che bruciano continuamente affinché chi si trova intorno al tavolo o sul sagrato del tempio, alzi una preghiera silenziosa verso Dio.
· - L'arca d’alleanza posata su o vicino all'altare, sugli ali dei cherubini, simboleggia gli intelligibili o iniziati.
· - La lastra centrale la cui posizione è scelta accuratamente, è il punto cosmico d’incontro tra il terrestre ed i celeste. L'entrata del Tempio, situato all'occidente, simboleggia la strada che va dall'Occidente all'Oriente, verso la luce, seguendo l'asse longitudinale del Tempio. A Oriente è raffigurato il Delta, immagine simbolica del cosmo, del mondo e dell'uomo.
Per accedere al Tempio celeste, bisogna realizzarlo in sé stesso, vivere in spirito la sua costruzione. L'orientamento del Tempio si è trasmesso alle Chiese cattoliche.
Il Tempio possedeva un labirinto che riempiva una funzione magica e che era chiamato" segreto di Salomone." Il labirinto riprodotto in certe cattedrali si chiama labirinto di Salomone. È inciso spesso sul suolo e rappresenta la firma dei costruttori iniziati.
Per l'uomo, rappresenta il santuario nascosto che non può essere raggiunto dalla coscienza che in seguito a numerose prove, da una concentrazione che va fino all'illuminazione dove ritrovare l'unità dell'essere. Leonardo da Vinci, dipingendo un labirinto, lasciava un angolo incompiuto affinché ciascuno lo riempisse secondo la sua intuizione.
È in Oriente, al momento delle crociate, che i harodims hanno conosciuto i Templari. Questi dicevano essere i discendenti dei Jomviking, associazione nordica dell'occidente scandinavo. Credevano all'occhio frontale, terzo occhio, quello della chiaroveggenza. Possedevano una statua" Mimère" che ha tre facce, ciascuna munita di una pietra tra i due occhi. Si è ritrovato statue simili nelle scavi nel Baltico. In mitologia, il Mimère scandinavo era il custode della fontana nascosta che significa spirito, saggezza. Avevano un sigillo che rappresenta due lance, il blasone di Sabarthès, poi tre colori manichei: abito e capotto bianco, croce rossa, cavallo nero. (Sabarthès era il cognome di un vicario di una città localizzata vicino a Foix, nominata Sabarthès).
31 Dicembre 2005
Comunicazione N°11 b- Influenza degli Harodim, Cabalisti ed Alchimisti
I simboli più comuni in alchimia sono: il cardellino, uccello considerato dagli antichi come il simbolo di lunga vita, perché nutrendosi di semi di cardo che è un ricostituente. Si ricollega attraverso i secoli alla Tradizione. Come la fenice, è simbolo d’immortalità. La fenice templare è l'uccello mitologico della reincarnazione attraverso la prova del fuoco.
L'aquilegia, pianta maschia e femmina, rappresenta l’amore perfetto, i due principi che si uniscono per creare. Fu un segno di riconoscimento presso gli iniziati.
Leonardo da Vinci firmava certe delle sue opere con un fiore di aquilegia, vedere al Louvre “Bacco" ed il" Battista"). In altre opere, si trova sulla tela, un piccolo cardellino, da qualche parte.
Nella corrispondenza privata di Cristoforo Colombo, si ritrova il simbolo dell'aquilegia allungata così come un segno ebraico, o sul lato di una pagina, o nella sua firma.
Dante che apparteneva ad un terzo Ordine templare, segno certi versetti nello stesso modo. "La Signora" di Dante è quella dei pitagorici, e rappresenta la saggezza. Nelle sue opere, Dante sceglie per guida" al Paradiso" San Bernardo di Clairvaux, che ha stabilito la regola templare.
Dante si serve della cifra 9 come cifra sacra, simbolismo della trinità: spirito, anima, corpo, ciascuno che ha 3 aspetti e 3 principi. Si ritrova questa cifra 9 nel Cantico dei cantici; è utilizzata anche dai Templari.
La croce di Sant’Andrea è l'equivalente del cardellino, e rappresenta la vite, il sangue, l'immortalità. Il simbolo adottato dai Templari, del Cavaliere allungato sfoderando la spada dalla mano destra, il fodero mantenuto dalla mano sinistra ed avendo le due gambe incrociate in x, rievoca la croce del Sant’Andrea. Rappresenta anche il 29e grado del rito massonico, Cavaliere dell'ordine del Cardo, grande scozzese del Sant’Andrea di Scozia.
Il vaso è il simbolo dell'intelligenza e dell'amore che sparge la grazia e le benedizioni nella valle. La montagna è l'altro polo corrispondente alla valle; rappresenta il termine dell'evoluzione umana, la funzione psichica che conduce l'uomo alla cima del suo sviluppo. Questo simbolo è rappresentato da Leonardo da Vinci in particolare nel suo quadro" Anna, Maria ed il bambino", valle e montagna.
Talvolta, il vaso è corredato da un libro. Questo è considerato come rappresentante il" Verbo", legame tra l'uomo ed il divino. Il vaso è rappresentato anche nel segno zodiacale dell'Acquario. La Genesi parla del simbolo dello zampillo della fontana di vita.
Il Drago, simbolo molto comune, personifica i quattro elementi che rappresentano le prove iniziatiche. Ha delle ali: aria; cammina: terra, sputa: fuoco, nuota: acqua. Il trionfo dell'uomo sul drago è la vittoria dell'uomo su sé stesso.
Si trovano rappresentazioni del drago nei graffiti tracciati dai Templari nelle loro prigioni.
Ritorniamo in Egitto...
Nella Tradizione egiziana, il Tempio di Salomone raffigura il cosmo. In certe camere del Tempio c'era:
· - Un candelabro a sette rami d’oro, chiamato in ebraico la menorah, collocata dal lato Sud del tabernacolo. Rappresenta Saturno, il Sole, la Luna - due rami ciascuno - o i tre periodi dello sviluppo dell'uomo prima di incarnarsi. Il settimo ramo, con una lampada alimentata dall'olio d’oliva pura, rappresenta la luce spirituale.
· - Lato Nord del tabernacolo, un tavolo sul quale sono i pani di proposta. Sono i dodici pani azzimi senza lievito, disposti in due mucchi, rappresentando le dodici tribù d'Israele, i dodici mesi dell'anno. Li si chiamava il pane vivente, che matura l'anima ed erano cambiati ogni sabato.
· - L'altare posto al centro davanti al tabernacolo, porta un brucia incenso, composto di olibano e di resine dolci che bruciano continuamente affinché chi si trova intorno al tavolo o sul sagrato del tempio, alzi una preghiera silenziosa verso Dio.
· - L'arca d’alleanza posata su o vicino all'altare, sugli ali dei cherubini, simboleggia gli intelligibili o iniziati.
· - La lastra centrale la cui posizione è scelta accuratamente, è il punto cosmico d’incontro tra il terrestre ed i celeste. L'entrata del Tempio, situato all'occidente, simboleggia la strada che va dall'Occidente all'Oriente, verso la luce, seguendo l'asse longitudinale del Tempio. A Oriente è raffigurato il Delta, immagine simbolica del cosmo, del mondo e dell'uomo.
Per accedere al Tempio celeste, bisogna realizzarlo in sé stesso, vivere in spirito la sua costruzione. L'orientamento del Tempio si è trasmesso alle Chiese cattoliche.
Il Tempio possedeva un labirinto che riempiva una funzione magica e che era chiamato" segreto di Salomone." Il labirinto riprodotto in certe cattedrali si chiama labirinto di Salomone. È inciso spesso sul suolo e rappresenta la firma dei costruttori iniziati.
Per l'uomo, rappresenta il santuario nascosto che non può essere raggiunto dalla coscienza che in seguito a numerose prove, da una concentrazione che va fino all'illuminazione dove ritrovare l'unità dell'essere. Leonardo da Vinci, dipingendo un labirinto, lasciava un angolo incompiuto affinché ciascuno lo riempisse secondo la sua intuizione.
È in Oriente, al momento delle crociate, che i harodims hanno conosciuto i Templari. Questi dicevano essere i discendenti dei Jomviking, associazione nordica dell'occidente scandinavo. Credevano all'occhio frontale, terzo occhio, quello della chiaroveggenza. Possedevano una statua" Mimère" che ha tre facce, ciascuna munita di una pietra tra i due occhi. Si è ritrovato statue simili nelle scavi nel Baltico. In mitologia, il Mimère scandinavo era il custode della fontana nascosta che significa spirito, saggezza. Avevano un sigillo che rappresenta due lance, il blasone di Sabarthès, poi tre colori manichei: abito e capotto bianco, croce rossa, cavallo nero. (Sabarthès era il cognome di un vicario di una città localizzata vicino a Foix, nominata Sabarthès).