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Legge di Ermete

  CERCATORE,
la legge di Ermete come quella di Amra  ti da l'obbligo morale di ritrasmettere quello che hai capito della Via; Ogni volta condurai un fratello, una sorella sulla via dell'iniziazione, sarai artigiano della Grande Opera, compagno sulla via delle stelle, artigiano  dell'opera spirituale che portera alla fine  del carma individuale quanto collettivo

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Vendredi 29 juin 2007

  Abbiamo parlato già a lungo della tradizione, è un argomento inesauribile che si può abbordare in diversi modi. In questa comunicazione, vi propongo di dirigere la vostra attenzione sul cammino preso dalla tradizione in seno alle religioni monoteiste. 

Ricordatevi che una buona parte degli elementi che compongono la tradizione ci è pervenuta dal Medio Oriente: Egitto, Palestina, Mesopotamia, Caldea, Persia dove furono trovati degli scritti che datano di tre a cinque secoli prima di J.C. nella Kabbala,  questi scritti si chiamano "La Mercaba". Parlano dell'ascensione di un'anima che peregrina. Questa anima conosce prima i misteri della natura, della terra e, secondo il suo sviluppo, afferrerà il segreto dei misteri rivelati da Dio. Lo studio ed i commenti di questi scritti formano l' "Hagada". La via che permette all'uomo, con la sua ascensione, di tornare verso il suo creatore, si chiama l'"Halakha." 

Man mano, nelle sue incarnazioni, l'anima si affinerà e scoprirà la spiritualità. Le numerose prove che attraverserà la sveglieranno e, potrà realizzare la vita dell'aldilà. 

Poiché  stiamo  parlando della Kabbala, vi dirò che è innanzitutto la metafisica del Ebraïsmo, sua matematica sacra. Si serve dei numeri, delle lettere che sono l'altra faccia delle cifre, della geometria e di altre scienze. La Kabbala possiede la mistica del linguaggio che è compreso solamente dagli iniziati. Si avvicina al Sufismo di cui l'origine è islamica e che, anche lui, ha numerose interpretazioni. Questo nome di Sufi è stato dato ai mistici che si vestivano di "Suf" che è la lana del capotto dei poveri e degli asceti, di quelli che avevano una vita semplice e che praticavano la purezza del cuore e la dolcezza. Raggiungevano talvolta la saggezza dopo una vita di riflessione e di asceticismo . 

Il Sufismo è centrato sulla rivelazione, sul cosmo e sul Corano come la kabbala è centrata sulla Torah. Sufismo e Kabbala seguono una via mistica differente pur avendo la stessa visione d'insieme dell'universo; hanno seguito la stessa strada verso la conoscenza che può comprendersi solo partendo dalla sperimentazione di sé stesso. È nel silenzio di noi-stessi che deve farsi il lavoro di riflessione e di meditazione che ci condurrà alla pace interiore. 

Secondo la Kabbala, Dio non può essere simboleggiato che da un punto. Questo punto è il senso vitale. È la partenza delle emanazioni. Ritroveremo tuttavia, spesso il concetto della trinità di Dio. Triade che ha servito di base a numerose religioni ma che è emanazione dell'unico; possiamo immaginare allora che ogni atto dell'eterno può simboleggiarsi con un triangolo che ha un punto al centro. Il punto che è l'immagine dell'essere originario, i lati che rappresentano le facoltà in poteri. 

Ciò ci porta all'idea che l'interdipendenza dei mondi divini o cosmici, dello spirituale al formale, è un'interpretazione esoterica del simbolismo puntuale. Il punto è utilizzato in molte lettere ebraiche e, in effetti, hanno valore di simbolo.... Una lettera puntata prende un senso particolare che può farla passare dall'informe al personale, dal caos all'organizzato. 

Ritroviamo il punto nel simbolo della croce detta cristiana, la barra verticale è il principio del maschile, la barra orizzontale, il principio femminile, l'intersezione del positivo e del negativo è il punto creatore della vita. 

Dagli egiziani, ritroviamo questa croce sormontata di un ovale rappresentante l'uovo del mondo. Questa croce è chiamata "croce di vita." 

Troveremo un'altra similitudine nella rappresentazione della Donna sacra che sia l'Iside egiziana e le vergini nere come in altre religioni. È stato trovato, in Asia minorenne, delle statue di vergini nere  col corpo  in argento ed il viso  scolpito in una pietra vulcanica nera. La vergine è annessa al simbolo della coppa del Graal. Nella mitologia indu, il dio Shiva rappresenta questo valore del Graal, il vaso sacro che riceve lo spirito che è l'equivalente dell'eterno femminile. Ritroveremo questo simbolo nello Yoga tantrico o taoïsta per il quale la vulva rappresenterà questa coppa. 

Ritorniamo dagli ebrei. Lo Zohar, o libro degli splendori, considera che il Dio nascosto agli uomini è l'infinito, l'infinito, il pensiero assoluto, l'Ain-SOF. Dobbiamo, per comprendere, dedicarci allo studio dei dieci Sefirot dell'albero di vita. les sefirot rappresentano i dieci aspetti della divinità che possiede dei gradi e dei nomi che sono loro propri. Sappiamo che queste Sefirot operano in quanto forza e svelano i misteri della creazione. Portano l'uomo verso la conoscenza, verso questa saggezza sacra che è la proiezione, il riflesso di quella che sta in Alto. Quella, legata alla saggezza, è HOKH-MAH. Rappresenta il lato mistico e, suo nei confronti, "BINAH", rappresenta l'intelligenza. Si dice che i nove nomi sacri dell'albero di vita danno nascita alle dieci perfezioni della natura. In ciò, raggiungiamo la TETRACTYS di Pitagora: 1+2+3+4 = 10. Possiamo decomporre anche questa Tétractys in 7 manifestazioni: 

- Dio: Creatore, verbo e spirito = 3 (1+2) 

- Anima: Immaginazione, ragione e volontà = 3 

- Natura: magnetismo, materia, luce poi caldo = 4 manifestazioni. 

Il totale ci riporta a 10 , il numero del ciclo che ci riporta all'unità alla quale si aggiunge un "0". Per avere l'espressione nascosta della tetractys, si alzano certi elementi al quadrato. 

Così, se prendiamo, per esempio, il "YOD" che vale 26 (10+5+6+5) e che l'alziamo al quadrato, otterremo 100+25+36+25 = 186 che è, in alta Kabbala, la cifra del Trono dell'albero di vita. 

Troveremo altri simboli in Mesopotamia dove esistono delle torri a sette piani chiamati "Ziggurat" e che rappresentano delle capitali simboliche. Capitali (7) che ritroveremo nell'apocalisse di San Giovanni. 

Approfittiamo di quest'evocazione dell'apocalisse per fare una digressione. Conosciamo due apocalissi, quella di Daniele e quella di Giovanni. La prima  sussiste oggi solo grazie al fervore di certi ambienti marginali del mondo Cristiano, quella di Giovanni è stata riconosciuta al contrario dal cannone cristiano al concilio di Toledo, in 633, malgrado i dubbi sulla sua origine. Certi pensano che è stata scritta dai discepoli di Giovani, vicino agli Esseni. Tuttavia, troveremo numerose associazioni tra la Kabbala e le apocalissi mentre la maggior parte delle persone vedono solo l'annuncio di una catastrofe e della fine del mondo. , Notiamo che troviamo questa stessa paura verso l'anno 1000 che vede l'ordine del Tempio stabilirsi. 

Ogni testo consacrato riposa sulle stesse verità. Potremmo moltiplicare gli riavvicinamenti e vi esorto vivamente a farlo voi stesso  lungo questo mese ed in seguito. 

- Nel prologo del vangelo di San Giovanni, è detto che certe parole sono d'origine egiziana come: "È la vera luce che illumina tutti gli uomini che vengono al mondo. La luce era nel mondo ed il mondo è stato fatto da lei". ritroveremo dei passaggi similari nell'apocalisse di Daniele. 

- Numerose religioni rievocano la passione di un Dio che muorre e  risuscita, vedere su quest'argomento l'ammirevole lavoro di Edouard Schuré": i grandi iniziati"). Ciò ci porta all'iniziazione: morire e risuscitare, lasciare il vecchio uomo, per trovare la via dello Realizzato. Ritroveremo questa risurrezione nel libro dei Macchabei dove si parla di un giudizio morale nel quale i "cattivi" sono inclusi tra i risorti. È detto che i martiri avranno un giorno la vita eterna mentre i loro persecutori saranno destinati alla riprovazione ed al castigo di Dio, ma che questo non sarà eterno. 

- La risurrezione di Lazzaro, cinto di bande , rievoca la tradizione egiziana, le bande erano il simbolo delle forze in azione che permettevano al morto di ritornare nel mondo manifestato. 

Si trova nelle apocalissi ebraiche come in quella di San Giovanni  altri simboli interpretati in  modi differenti, spesso annessi al numero 6 che è il numero della trasformazione iniziatica. Parimenti, potremmo avvicinare la meditazione sotto un albero, di Nathaël a Budda all'epoca della sua illuminazione e tanti altri.... 

Vorrei finire su certe analogie che esistono tra le feste cristiane e le feste ebraiche:  

- Il diluvio: Noè è l'emanazione del Signore la cui missione è di raggruppare nell'arcata, gli esseri che "galleggeranno" per mantenere lo spirito di Dio. Si serve di elementi occulti che sono altrettanti simboli da capire, il corvo nero che vola via dell'arcata è il simbolo delle nostre cattive passioni mentre la colomba che riporta il ramo di olivo segna il rinnovo per l'uomo e per la natura. Notate al passaggio che le vocali di colomba sono le stesse in ebraico che quella di Jehova, 

- Natale è per i cristiani, il simbolo della nascita del Cristo e così di una nuova religione. Per gli ebrei, al momento del solstizio d'inverno, si commemora la costruzione del nuovo altare del Tempio. Una leggenda vuole che quando gli ebrei vollero ricostruire il Tempio, abbiano trovato una fiala di olio di oliva che permise di ravvivare le luci quasi spente e che questo olio si è rinnovato durante gli otto giorni di ricostruzione del Altare maestro . È per ciò che questa festa è chiamata festa delle luci. Per segnare questa data nella gioia, ciascuno fa un scambio di regali.... 

- Carnevale corrisponde per gli ebraici a "POURIM". ricorda il sacrificio di Esther che ha liberato il suo popolo. I festeggiamenti di questa festa riguardano soprattutto i bambini che rappresentano l'avvenire della nazione, e danno luogo alle mascherate ed alle danze. È anche la festa dei frutti. Questo periodo è seguito da un tempo di quaresima riservato alla riflessione. L'essere deve raggiungere la pienezza. Nel mezzo di questo digiuno, c'è "un giorno  grasso" dove l'essere dovrà fare con la forza una provvista per poter andare fino al giorno della Pasqua ebraica. Durante quest'ultimo periodo, brucerà ciò che gli resta come cattivi sentimenti. 

- La Pasqua ebraica: segna, per gli ebrei, il richiamo dell'uscita di Egitto, della schiavitù, dell'immolazione dei martiri e della partenza verso una rinascita ad un'era nuova. La Pasqua ebraica Cristiana ci mostra lo stesso simbolo: l'essere nuovo aspira al fuoco divino, allo spirito e sarà la Pentecosta che, per gli ebrei, è il momento in cui Dio dà la legge a Mosé sul monte Sinai e gli dice: "Formate numerosi discepoli, amate Dio e gli uomini e spargete nel mondo i benefici di Dio." 

Dio trasmette a certi esseri le sue virtualità che permettono di parlare in suo nome. Cosi  nel simbolo della Pentecosta dove lo spirito Santo scende su  chi porterà la sua parola. 

- Roch Hachanah: è il nuovo anno ebreo, in Settembre. È la grande festa che corrisponde agli raccolti, alla fine di un ciclo della natura che segna l'inizio di un altro. La preghiera principale di questo giorno esordisce con: "Signore, sparge la gioia ed i benefici sulla terra per tutte le creature... "Dieci giorni dopo, gli ebrei celebrano A'Yen KIPPOUR chiamato giorno del Gran Perdono. Nel Tempio, il rabbino deve essere scalzato in questo giorno per significare che tutto ciò che tocca alla vita materiale deve essere trascurato. Questa giornata è dedicata al raccoglimento, alla propria confessione ed alla meditazione sulla vita e la morte. Gli ebrei devono recitare delle preghiere di penitenza per ottenere di Dio il perdono dei nostri errori. È un giorno di riconciliazione con tutta l'umanità. La cerimonia si conclude con le preghiere d'amore, di bontà e di pace per il mondo intero ed ii ringraziamenti a Dio per questi benefici. Poi, con la benedizione generale dell'assemblea dal rabbino mentre i genitori benedicono i loro bambini e gli orfani. 

- Troveremo nel mese di Novembre, la festa degli morti. All'inizio di questo mese, gli ebrei si rendono nelle sinagoghe per accendere dei lumini e pregare per l'anima dei defunti. 

Potrò ben citarvi  altri esempi ma non ne vale la pena. Siamo troppo spesso attaccati alle forme trasmesse dalla nostra propria religione dove i dogmi non si discutono e dove numerosi personaggi santi sono rappresentati in scultura o in immagine che si veneranno. La nostra pigrizia naturale ci porta a vivere solo in funzione di questi dati che non si cerca mai di superare. Non troveremo questi stessi valori presso gli Orientali che non accordano lo stesso interesse alle immagini : per loro rappresentano solo una forma di ricordo storico o religioso. Egli si legherà in modo differente e se ne servirà per meditare sulla vita e sulla sua progressione verso la conoscenza. L'uomo è il ricevitore passivo delle onde che lo raggiungono. ha un potere di proiezione e può mandare dunque delle immagini o dei pensieri. Può realizzarne anche in certi casi. Così, per esempio  in Oriente, degli asceti possono essere visti in luoghi diversi nello stesso tempo. Ciò corrisponde ad un trasferimento ed ad una materializzazione del loro corpo astrale. 

L'uomo non può far a meno di interpretare. Cosi la verità "Una" è diventata molteplice in funzione dei riti, dei modi di vivere o semplicemente dei climi differenti, ma Dio ha detto a Mosé": Tutte le nazioni che sono, furono create da Dio, non ha trascurato niente, neanche l'essere più piccolo. Gli astri del cielo, i fondamenti del globo sono stati fatti da Dio. In fede di che, dovete trattare come fratelli tutte le creature e dovete amarli come tali." 

Meditando ciò ed applicandolo nella vita di tutti i giorni, diventeremo degli iniziati perché il nostro incontro col sacro ci trasformerà in profondità e ci farà cambiare piano di coscienza. Si tratta di una mutazione interna che ci farà comprendere l'invisibile. 

Lavorate i simboli per inseguire la vostra propria ascensione verso la realtà assoluta anche se per alcuni di voi ciò porta la paura. Non bisogna temere di parlare dell'azione di Dio che mette in gioco l'esistenza e realizza il mondo come una totalità naturale. La marcia iniziatica che seguiamo è un seppellimento in Sé, nel più profondo della nostra coscienza per rinascere come il grano che esce dalla terra. Immergiamoci nell'abisso da dove usciremo purificati. Ogni ostacolo ci porterà una conoscenza "altra". saremo così più tolleranti, col più "pietà" per chi soffre, perché il nostro combattimento deve essere contro il male in quanto valore e non contro gli esseri che lo fanno. Pensando a questa bell’immagine che abbiamo del Cristo, potremmo dirgli nelle nostre preghiere": Signore, hai creduto che la tua sofferenza sarebbe un bene per l'umanità, tu che sei venuto a compiere la fede degli Antichi. Nel tuo nome, gli uomini hanno commesso le peggiori violenze. Non si rendevano conto che ti hanno perseguitato anche nel tuo amore degli esseri. Abbiamo pietà di te come l'hai avuto di noi!... 

Ogni vita sulla Terra è effimera. Spesso il nostro presente è funzione del nostro passato. La vita consiste in un'energia potenziale che viene al mondo sotto una forma e che si spegnerà per incorporarsi di nuovo in un'altra busta carnale. Questo flusso di energia è costituito dalle forze del Karma generato in gran parte da noi-stessi. Affinché la nostra vita sia fruttuosa per altrui, c'occorre dunque essere in armonia con noi-stessi . Dobbiamo imparare a dominare il nostro pensiero, la nostra sensibilità come le nostre emozioni. Questa padronanza del mentale apre le porte dell'evoluzione e permette il risveglio, con la concentrazione del nostro spirito. Certo, le modalità possono essere diverse ma devono integrarsi soprattutto in noi. Ciascuno deve ritrovare la sua propria strada segnata dalla sua personalità per reintegrare ciò che si è inserito nel nostro subconscio, ciò che è il risultato delle nostre vite anteriori. Per ciò, la comprensione di Dio è la migliore strada. Deve essere lo scopo essenziale della nostra vita umana. Quando avremo raggiunto la comunicazione con Dio, lo slancio della nostra anima si dirigerà verso l'amore Universale. Ma, ricordatevi che questa comunione con Dio non passerà dall'intelletto.  

 Gabriella 

 

 

par Marie de St Clair publié dans : La Tradizione communauté : Esotérisme et Spiritualité
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Jeudi 28 juin 2007
Da quando l'Occidente ha vissuto nell'era cristiana, ci sono stati solamente 3 correnti: 
- quella della chiesa cattolica romana apostolica, 
- quella degli iniziati ermetici, alchimiste, Kabbalisti e la corrente massonica che si manifesterà più tardi, generata all'epoca Templare. 
- quelli che furono chiamati i gnostici, Catari, Albigesi, Valdesi, Templari,. Il loro migliore interprete è stato Dante, 
I Templari operano la sintesi delle correnti iniziatiche sotto il segno triplo : 
- il sole (principio maschile), la falce di luna (principio femminile) - color verde, 
- la stella gialla e blu: spiritualità ed Amore, 
- la croce cristiana: conoscenza, sacrificio. 
La Tradizione per tutti è comune con le differenziazioni. 
Si è trasmessa fino ai nostri giorni, è lo studio della Causa prima, della Divina Luce, della ricerca della saggezza. La "Sofia" riflesso della Luce Eterna, l'Ein Soph degli ebrei che simboleggia l'illimîtato, il Senza fine, il Principio Divino radice di Tutto, il pensiero assoluto, l'esistenza assoluta. Per gli ebrei, esisteva prima della creazione, contenuta nell'albero sefirotico, soffio del potere divino. 
Anche per i Cristiani , come lo mostra questo brano del'Officio della Madonna: "Sono stata creata fin dal principio e prima dei secoli. Non smetterò di essere nel seguito delle età. Ho esercitato il mio ministero davanti al Signore, nella casa santa… ecc.." 
La Luce esoterica è la fiaccola di tutte le religioni. Tutte le vecchie religioni e filosofie si ritrovano nelle loro parti cosmogoniche e teosofiche. Platone, Filone, la Kabbala, Eleusis e l'orfismo si ritrovano nella stessa dottrina. Riferiscono tutti l'eterna lotta della luce e delle tenebre, del bene e del male, dello spirito e della materia. Questa lotta durerà fino alla fine del mondo. 
Il Cristianesimo ha eliminato poco a poco le sette gnostiche che, cosi, sono diventate "eresie pericolose". Le vecchie religioni dell'Oriente hanno penetrato in parte il Cristianesimo che, di conseguenza, ha ereditato da una  vecchissima e complessa tradizione. 
Il lavoro degli occultisti, particolarmente oggigiorno, è stato di ridare alla Gnosi il suo valore risalendo alle sorgenti . Occorre una fede per intraprendere questi studi. La fede è il giudizio nell'infinito e per averlo, bisogna pensare all'ordine maestoso dell'universo. La continuazione della Tradizione è assicurata dai Compagni, i Massoni, le Rosa-croce ed il risorggimento templare o ancora da piccole Società segrete come la Masseria dello St Graal. Se il mondo ribalta e rigetta i veri principi di vita, lo spirito sopravvivrà grazie a queste società. 
È per ciò che in Masseria, bisogna sviluppare in noi stessi pensieri spirituali. Il pensiero crea una magia che è la trasformazione dell'energia che si libera da un essere. È un rapporto col cosmo fatto all'immagine dell'uomo. L'anima di ciascuno  è una briciola del mondo delle idee unita allo spirito cosmico. 
Per avere un'apertura sul mondo invisibile, bisogna sentire la corrispondenza tra questo mondo ed i nostri mondi materiali. L'apprendiamo dalla strada della conoscenza. Siamo per noi l'esperienza dell'infinito. 
Col nostro risveglio, possiamo raggiungere le tappe superiori della nostra coscienza. 
Ci permette di comprendere la realtà e di stabilire la comunicazione tra il mondo fisico ed i mondi sopra fisici. Questo risveglio ci fa passare dal piano terrestre al piano celeste. È un scambio ma il passaggio è stretto. Ciò non si farà senza urti, senza ritorni indietro, nei periodi di dubbio e di scoraggiamento. Ahimè, la via dela conoscenza è sempre faticosa all'adepto 
Bisogna persistere e pensare che in ciascuna delle coscienze individuali si fa lavoro verso la Luce. Per trovare Dio c'occorre trovare prima il Tempio in noi stessi 
Ascoltate ciò che dice il poeta Kamil Russein Pignol : sua poesia è dedicata alla memoria dello Sceicco Tadîlî, ultimo Grande Maestro dell'ordine Soufi marocchino Derqawa, deceduto nel 1953. Eccone un passaggio:

"Kamil è ubriaco morto dal Signore dell'amore 
Dal Dio che sa dare la semplice Conoscenza 
Dal cuore a tutti i cuori della "Dotta ignoranza" 
..... Kamil, vecchio servitore, beve il Vino e la Feccia, 
Il dolore e la gioia della terra che balla, 
La sua vita è una morte e la sua morte una vita 
Che si potrebbe chiamare la sua seconda nascita. 
..... Ma ogni volta che muore rinasce ed esclama 
,(all'immagine di chi risuscita a Dio stesso), 
"C'è un solo Dio,  è Dio! C'è un solo Lui, è Lui! 
Perché quando l'amiamo,  solo Lui ci ama"... 

L'uomo è avido di sicurezza perché, spesso, pensando alla morte prova l'impressione di esser davanti ad un baratro, un buco vuoto. La morte non è una fine, è una forma di esistenza nuova. C'è, attraverso il mondo, una segreta corrispondenza di simboli e di insegnamenti esoterici, nei centri iniziatici arabi, cinesi, tibetani, indù, eccetera... 
La Tradizione di Saggezza domina le religioni passate, presenti e future, perché sono solamente le traduzioni effimere della Pura Luce del Regno della Vita. 
Gabriella 
 
par Marie de St Clair publié dans : La Tradizione
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Mercredi 27 juin 2007
 
Vi ho parlato già dei riti, oggi, vi parlerò della Tradizione . 
 
Siamo circondati dal pensiero di una divinità cosmica che si esprime in un ordine universale che i nostri sensi non possono concepire. 
 
C'è in noi essere  cosciente, cioè lo spirito, e l'essere divino. 
 
Il mistero delle cose che c'è presentato deve esser compreso dalla visione spirituale che gli darà la sua verità. L'interpretazione intellettuale resta astratta. Per comprendere il pensiero, cioè Dio, bisogna conoscere l'uomo e conoscere sé stesso, passare dalle prove, sperimentare il piacere, la gioia, il dolore affinché si possa svilupparsi. Una delle cause di dolore è il desiderio, la mancanza di padronanza di sé, l'ignoranza della conoscenza. Non bisogna desiderare ma volere. 
 
Poi, bisognerà studiare la Saggezza, la Causa prima, la Divina Luce… risalire alle sorgenti; è così che l'uomo, prendendo coscienza di sé, scoprirà il suo posto nell'universo. comprenderà allora i simboli, i miti ed i riti. L'armonia nascerà in lui. 
 
I pitagorici chiamavano "chiavi" la mediazione tra Dio e le creazioni. Lo chiamavano anche "armonia." 
 
L'armonia è la relazione che esiste tra le case, gli astri nella loro corsa, i pianeti, le forme, i colori, i profumi, la musica, la plastica delle pietre. 
 
È la gnosi dei numeri, l'aritmetica occulta che tradurrà questa relazione, tutto è vibrazione occulta, in corrispondenza con altre vibrazioni. Per esempio le 7 note musicali coi 7 pianeti, i 7 colori dello spettro... 
 
L'armonia è il riflesso celeste che si deve introdurre nella sua vita, per il suo miglioramento che schizzerà su tutti. Permetterà la penetrazione dei mondi invisibili. 
 
La conoscenza è il soffio divino che realizza, condensa, ed irrobustisce ciò che è. È la concentrazione dello spirito Divino che anima la natura e da la vita. È questa corrente di vita che trascina la manifestazione sotto tutte le sue forme e l'uomo sul piano cosmico è l'unità nella Totalità. La più vecchia tradizione che conoscevamo è quella che si è formata in Alto Egitto 15 a 20 000 anni prima Gesù Christ. 
 
Per trasmettere questa tradizione, i saggi dell'epoca hanno creato dei simboli. Hanno sviluppato la scienza dell'astrologia, l'interpretazione dei sogni. Tutti i Grandi avevano i loro indovini. Gli egiziani sceglievano degli uomini, rispondendo a certe qualità psichiche per iniziarli,per poter trasmettere. 
 
L'iniziazione sviluppa la Volontà, l'intuizione, l'amore ed il ragionamento. Con i suoi iniziati, l'Egitto è stato la cittadella della scienza sacra perché gli egiziani erano religiosi e scientifici. 
 
5000ans prima della nostra era, 1'ésotérisme dell'Egitto è diventato l'asse del pensiero religioso dell'umanità. Questo pensiero si è sparso e ha guadagnato poco a poco delle civiltà differenti. È da lei che viene la parola universale che sarà ripresa da Mose e poi dal Cristo. Ma i Dei egiziani erano molteplici e per ciò stesso, onorati in diversi modi. 
 
Un'importante parte dall'Egitto era abitata dal popolo ebreo, formando una minoranza monoteista. Questi ebrei vivevano in tribù a Goshem, a Hébron, nei deserti del Mar rosso e del Golfo Persico, tra l'Eufrate e le Palestina. Ebrei ed arabi, due popoli generati dello stesso padre, Abramo, tutti due nomadi perché continui esiliati, conducevano la vita di tutti i semiti. Si è dovutoto aspettare Mosé, iniziato egiziano, per organizzare e stendere il monoteismo. Prima di lui gli ebrei vivevano secondo la legge dei Patriarchi di cui il primo è Abramo il Caldeo, vicino a Babilonia che ha portato il suo popolo verso Ouest, Isaccp, iniziato egiziano, e poi Iacobbe il fenicio, 
 
È Iacobbe che vede in sogno la scala sulla quale gli angeli salgono e scendono, con Dio alla cima. 
 
Ciò ci riporta alla teoria dell'evoluzione discendente ed ascendente delle anime, esaltata da Ermete, Si è trovato nelle orme delle vecchie popolazioni delle scale incise su delle tombe o negli antichi tempi. Quando gli iniziati di tribù diverse s'incontravano, e prendevano la  comunione insieme sotto le specie del pane e del vino. Mosé conduce il suo popolo al Monte Sinai e più tardi fino all'entrata di Canaan - quando sentì venire la sua morte, impose le sue mani sulle mani del suo successore,  come il Magister di un Massenie lo fa per passare il potere da trasmettere al nuovo Magister. 
 
Una parte delle tradizioni del popolo ebraico si è costituita attingendo negli archivi stessi delle tradizioni egiziane. È in Israele che è nato il cristianesimo. Israele è l'anello tra il vecchio ciclo ed i nuovo che nascerà con Gesù. Ma prima della nascita di Gesù, la storia Santa ci parla Sansone e di sua madre. Un angelo annuncia a questa che partorirà un figlio. Per lei, questo bambino è ben nato da un padre terrestre secondo la carne ma il vero padre è il Padre Celeste secondo lo spirito. Il monoteismo giudaico ammetteva la preesistenza dell'anima. La donna iniziata chiamava un'anima superiore per riceverla nel suo seno e mettere al mondo un profeta. Ciò faceva parte della tradizione segreta ebraica. Quest'ultima e la tradizione cristiana dicono che l'anima eletta per una missione divina viene della volontà del mondo divino. Bisogna dunquescegliere quella che porterà questa anima . Occorre che sia pura, che sia la Vergine Madre. Si ritrova questa idea nelle religioni orientali, nell'India, in Mesopotamia, ecc..... e arriviamo alla nascita Miracolosa di Gesù che segue in ciò la Tradi­zione. Non mi estenderò sulla vita di Gesù che conoscete tutti in dettaglio. La sua vita profonda, interiore, mistica gli ha rivelato la sua unità con Dio nella Luce. Vive la dottrina del Verbo e della Trinita che esisteva da un tempo molto lontano e che era professata dall'Egitto ed Israele. Questa dottrina viene dalle profondità del profetismo esoterico. La vera "magia" del Cristo, è di aver portato l'amore al suo supremo potere e di aver, per questo amore, aperto la coscienza degli esseri, e di aver permesso a quelli che l'ha seguito, di costruire in essi il tempio spirituale. Il più bel testamento del Cristo è la Cena. È la consacrazione di un vecchissimo simbolo iniziatico pratico dagli iniziati di Egitto, di Caldea, dai profeti ebraici e gli Esseni. Il pasto in comune rappresentava l'iniziazione nella fraternità. Si benediceva il pane ed il vino, misteri della vita terrestre ed unione dei fratelli. Questa tradizione del pasto in comune prosegue sempre dai Massoni ed in certe società segrete. Il Cristo alleava la vita terrestre e la vita celeste. Diceva all'essere prostrato : "Rialzati perché la tua patria è nel Cielo, per crederci e per giungerxci, mostralo da qui giù conla tua opera ed il tuo amore. La Tradizione ha continuato in parte la sua strada, creando l'immagine dell'anima umana incatenata alla materia in questa vita che è una somma delle esistenze passate, in parte scelte, o per certi un'espiazione. Ma l'anima vuole purificarsi col ricordo, l'intuizione, la ragione e la volontà, l'amore. L'aiuto si sviluppa anche al contatto degli angeli e degli arcangeli. 
par Marie de St Clair publié dans : La Tradizione
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Samedi 6 janvier 2007

La squadra è l'asse verticale increato. Alla sua estremità inferiore, si unisce, ad angolo retto, la sua inversione orizzontale, sua linea ortogonale.

È l'archetipo del quadrato ed anche del cubo. È il principio dell'inversione dell'atto creativo. La verticale è l'origine dell'atto creatore e costituisce l'atto spirituale che restituisce alle immagini rovesciate di Dio o alle sue analogie inverse, la loro norma archetipica.

Il quadrato è contenuto nella squadra invertita.

Dio ha adoperato la squadra per determinare il suo campo d’azione orizzontale.                La squadra fornisce al compasso il piano ortogonale che si libera per analogia inversa della verticale. I 2 rami del compasso di cui uno si scosta dall'altro restano uniti nella loro testa comune. I 2 rami si nascondono nella squadra.

Il ramo verticale significa il principio attivo, l'altro che è perpendicolare, il principio ricettivo che determina il piano orizzontale dell'esistenza. L'orizzontale rappresenta l'inversione della verticale, è la ricettività di fronte all'attività.

Squadra e compasso si completano. Nella squadra, la ricettività è la stabilità del creato.

L'aspetto triplice del triangolo procede dalla squadra che determina l'asse verticale e centrale del creatore.

La pienezza della squadra è la manifestazione cosmica simboleggiata dal quadrato e dal cubo che significa la stabilità della creazione e del cosmo.

Con le sue 6 facce di dimensione uguale, il cubo è stato chiamato nella genesi, la" casa di Dio" e rappresenta i 6 sefirot maggiori, le 6 direzioni, i 6 giorni della creazione ed i 6 aspetti creatori del 7° giorno
par Marie de St Clair publié dans : La Tradizione
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Jeudi 4 janvier 2007

Prima di continuare lo studio della Bibbia, dobbiamo precisare il ruolo di certe figure geometriche...

Così, il punto nel cerchio.

Il punto rappresenta l'aspetto attivo del Principio; il cerchio o circonferenza che si trova ovunque e da nessuna parte è l'aspetto ricettivo. Questa circonferenza è chiamata dalla Cabala, la divina intelligenza, la continuità infinita della luce eterna. È il punto che ha posto il primo seme del mondo.

Come lettera ebraica, lo Yod è il punto in alto, la trinità suprema. Il punto in basso è il punto nascosto nella lettera Beith, rappresenta il simbolo della Casa cosmica.

Il triplo punto in alto si estende in seno alla sua ricettività e alla sua intelligenza, mentre l'archetipo del cosmo è la sfera della casa in basso, e si riferisce al quadrato o al cubo della creazione.

L'uomo universale è la somma delle Unità d’ogni grado, attraversato e disceso dall'Adamo Kadmon fino al nostro mondo. In ogni grado, i tre sono Uno.

Il nome di YHVH (Iave) si definisce con Y, H e V.  Y : il Padre, H : la madre, e per proiezione, la figlia, ancora chiamata vergine d’Israele che corrisponde al secondo H di YHVH, V : il Figlio. Nella tradizione cristiana, il Padre, il Figlio e lo spirito Santo.

Parimenti, continuando il paragone, ci sono per i Ebrei, tra i 7 sefiroth : i 3 principali Kether, Hochmah e Binah. Ecc....

Nella Cabala, la Madre suprema si fa madre inferiore, come il punto in alto, il Padre, si fa punto in basso. Così, abbiamo i 2 aspetti attivi e ricettivi d’ogni principio divino. Il punto in basso collega ogni cosa al punto in alto di cui è l'immanenza e fa solamente uno con lui, in essenza, questo è l'Elohim, che fa solamente uno con YHVH

Se si parla anche del cerchio o della sfera, è perché il primo rappresenta simbolicamente la seconda.  Il passaggio da uno all'altro permette il passaggio dalla geometria piana alla geometria nello spazio.

Il carro supremo, secondo Ezechiel, mostra quattro ruote collegate fra di loro, rappresentando la spirale, il movimento circolare che fa avanzare queste ruote e che è chiamato" Gilguel". Le quattro ruote sono, l’una nell'altra, i componenti di una grande ruota. È la spirale cosmica che prende l'apparenza di una molteplicità indefinita di cui i riflessi finiti manifestano l'aspetto positivo e maschile del punto, gli altri, l'aspetto ricettivo e femminile. È la continuità dell'unità che domina la dissociazione del multiplo. Le quattro ruote rappresentano i quattro punti cardinali, ma anche i quattro mondi, emanazione, creazione, formazione e mondo tangibile. La parte superiore di una doppia spirale simboleggia il mondo della creazione, il mondo dell'emanazione trascendente e la parte inferiore, l’opposto della spirale superiore : mondo della formazione che si avvolge con un movimento centripeto, sul suo proprio polo localizzato al centro del mondo tangibile, o della concretizzazione terrestre.

Le ruote sono collegate tra di loro, indicando un movimento spiroidale. Queste quattro ruote costituiscono in effetti una sola. 

Il simbolo delle ruote è un'immagine frammentaria dell'infinito, la sua manifestazione. Il centro della ruota è il perno, il mondo divino. Il simbolo delle ruote è quello dei cerchi concentrici dove i fili s’irradiano dal centro, formando una catena centrifuga che corrisponde ai raggi della ruota, come gli esseri che escono da Dio e scendono dal cielo fino alla terra, questi fili che collegano gli esseri tra di loro.

 

 

par Marie de St Clair publié dans : La Tradizione
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Mercredi 3 janvier 2007

 

Ma è Mose che ha dato la "rivelazione" : senza di lui sarebbe stata persa. Lui fu in relazione diretta con gli Elohim, ora gli Elohim intervengono ad ogni cambiamento d’evoluzione ed infondono il loro pensiero ai corpi spirituali. Gli Elohim rappresentano la sorgente di vita stessa ; imprevedibile, inconoscibile per noi uomini e ci dicono di lottare per l'eterno combattimento come Giacobbe ha fatto, ed è diventato Israele.

L'Elohim dice ": l'uomo è diventato come uno di noi", cioè conosce il bene ed il male....    sa che la morte include la vita futura. Malgrado ciò, la paura resta in noi per ciò che non conosciamo o non comprendiamo e che chiamiamo il male,... paura della tentazione... vecchio mito del serpente che vive in noi,... paura sessuale eccetera...

Gli Elohim sono la presenza di Dio nella creazione, ciascuno lo prova nella sua sete interiore dell’assoluto.

Attualmente, ci sono le religioni stabilite e 1a via spirituale; questa via fa parte dell'esoterismo, è molto diversa dalle religioni che si sono socializzate, sono diventate tradizionali e non sono più, nell'insieme, che un codice morale. Dimentichiamo troppo spesso la loro origine che spiega quasi sempre il tempo presente, come dimentichiamo che il logos porta in sé 1a creazione della rivelazione, perché è parola, pensiero, spirito, e che esiste d’ogni eternità.

Certi sono rimasti ai" miracoli" la maggior parte del tempo senza capirli o analizzarli. Il miracolo è un fatto storico di cui il valore è spirituale e simbolico. La sua diffusione, non sempre reale, è stata data alla folla per rinforzare la sua fede, ed aumentare la speranza.

L'adorazione della croce e le virtù che gli sono associate secondo certi, esistono solamente per Gesù il Cristo; tuttavia questa croce è vecchia come il mondo; unisce l'increato al creato, il cielo alla terra, e la si ritrova nelle rappresentazioni più antiche.

par Marie de St Clair publié dans : La Tradizione
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Lundi 1 janvier 2007

Il giardino dell’Eden non è altro che l'adamah che stimola simbolicamente i sensi di Adamo e tutto ciò che è bello e buono a vedere.

I due alberi del giardino rappresentano la vita e la morte spirituale. La vita è la pulsazione continua, la femminilità che è alla ricerca della sua incarnazione cosmica, per esistere realmente, per vivere tutte le aperture. L'altro albero rappresenterà i drammi della vita, causati dall'uomo, o dalla natura, il male.

Il sangue d’Adamo sarà fecondato dal cosmo e dal principio femminile, Adamo ed Eva, saranno insieme due esseri mossi dallo stesso movimento. La donna infonderà la vita nell'esistenza dell'uomo e genererà. L'uomo gli darà la sua reale esistenza. Esprimeranno insieme il movimento vitale dell'universo, ma resisteranno alla vita cosmica; conosceranno ed abuseranno dei godimenti umani e poco a poco perderanno la loro vita cosmica per adottare la vita degli uomini.

Si dice che hanno assaggiato il "frutto proibito." Vale a dire della conoscenza, ed hanno conosciuto la paura di questa conoscenza che sconvolge gli esseri; non hanno saputo dominare la libertà di pensiero, l'atto sessuale eccetera....    E ciò li ha condotti alla caduta. Per la chiesa, era più facile creare il mito del peccato originale, della disobbedienza.

È per ciò che il mito del serpente tentatore è la spiegazione del" peccato di Eva"

Il serpente è una creazione della terra, si riferisce all'evoluzione della Vita ed a quella degli esseri. Il suo fuoco è iniziatico, trasforma l'energia sessuale in intelligenza creatrice. In India lo si chiama Kundalini, sveglia la" sessualità". È considerato come il maschio generato da Adamah.

La coppia, grazie al serpente, andrà nel senso dell'evoluzione, conoscerà il gioco della vita e della morte. Il serpente avendo permesso alla donna d’unire il suo fuoco celeste al suo fuoco terrestre, permetterà alla coppia di sviluppare le loro facoltà. Ma saranno commessi   grandi errori. È a questo momento che Eva diventerà Hêvah. Diventerà l'archetipo femminile, ed Adamo, l'archetipo Maschile.

Col loro atteggiamento creeranno un mondo di squilibrio. Quando Hêvah genera Abele, è il figlio della carne terrestre. Un essere, esempio della materia. Invece, Shet è generato dal seme di Elohim. Diventa così l'antenato della razza umana. Così l’ha voluto il Signore, tracciando l'inizio di un'evoluzione e, attraverso Shem, i Semiti. Riunisce i due mondi temporali ed immateriali.

par Marie de St Clair publié dans : La Tradizione
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Vendredi 29 décembre 2006

La manifestazione primordiale dell’Uno è rappresentata dal compasso. Determina il centro unificatore del cerchio cosmico con un ramo immobile che simboleggia la parte verticale mentre l'altro si scosta, pur rimanendo unito e traccia i confini del ricettacolo. La squadra divina è anche il principio ricettivo che determina il piano orizzontale dell'esistenza. Come tutti i piani orizzontali del cosmo, è la femminilità che si allea all'aspetto maschile del compasso.

Squadra e compasso si completano, avendo in comune il perno verticale, aspetto attivo della loro ricettività. Dalla loro complementarità, risulta che tutti i gradi sono curvi o sferici, piani od orizzontali. S’incontra la presenza simultanea del compasso e della squadra manifestata dalla sfera cosmica e la sua curvatura che la rende abitabile alle creature. La rotazione è dovuta al compasso ma la squadra dà la stabilità e l'equilibrio in seno al movimento del compasso.

Non ho voluto trattare tutte le figure geometriche, lo farò più in là. Mi sono fermato a ciò che si riferisce all'albero di vita. Studieremo più in là ciò che furono i giorni della bibbia, la vita degli Elohims e come il Verbo passa prima dalla parola, trascendente e silenziosa del pensiero divino alla sua manifestazione cosmica che si conclude il 7° giorno, benedicendo e santificando la creazione ed il riposo che è la finalità suprema.
par Marie de St Clair publié dans : La Tradizione communauté : Esotérisme et Spiritualité
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Mardi 28 novembre 2006

La chiesa dice che Gesu è sceso agli inferni per risuscitare il terzo giorno. Diremo che ha vissuto i 3 elementi: 1° nascita terrestre, battesimo d’acqua - 2° morte terrestre, battesimo di fuoco - 3° risurrezioni spirituale, liberazione dal fisico, battesimo di aria.

Gesù è lo scelta divina di Dio. Suo Nome è una denominazione messianica. Aveva una grande forza magnetica, il potere di guarire e di esorcisare agendo sul mentale degli esseri con la fede che avevano in Lui.

Il nostro pensiero è il contenitore della nostra coscienza, o ancora,  nostro pensiero è la busta, nostra coscienza è il germoglia interiore. L'introspezione dell'essere, la sua immersione dentro di sé, della sua vita temporale e speciale è il germoglio della sua evoluzione.

Il tempo ha un gran ruolo nell'evoluzione dell'universo; le stelle, i pianeti, portano il loro contributo affinché le Terre si formino e sì trasformino. Il tempo è anche una nozione umana nella quale la coscienza dell’uomo e quella dell'universo sì riuniscono. Per l'uomo, la funzione ripetitiva degli avvenimenti del corpo umano passando dal benessere al malessere, le funzioni ripetitive della natura, sono delle radiazioni dell'energia cosmica nel tempo.

L'arte, assimilabile in certi casi ad una manifestazione psicanalitica, o psicologica, è creativa, e può solo avere una buon’influenza sugli esseri; ma non bisogna accogliere senza riflettere la dottrina di un maestro, perché non sempre può essere un potere augurabile.

L'arte è un'espressione che supera l'estetica, e si riferisce al processo della vita.

Prima di studiare l'albero di vita, occorre conoscere esattamente ciò che è il punto nell'universo. Il cerchio sì disegna partendo da un punto nello spazio, o da un piano, come ogni raffigurazione geometrica. La determinazione intelligibile ed universale dell'essere è, nel seno di questo vuoto supremo che è la pienezza assoluta, simboleggiata dal punto. Il punto cosmologico è trascendente ed immanente. Rinchiude l'assoluto del reale, il punto di partenza dell'esistenza creata. Il punto supremo supera ogni espansione cosmica, per suo infinito immutabile, e suo assoluto intrinseco. Ci appare determinato, e non causale. Si determina da sé, infinitamente grande, infinitamente piccolo. È il punto centrale, non esteso, della superficie cosmica. È questa che è creatrice del suo infinito, risultato della sua irradiazione, della sua possibilità, che sono i punti luminosi partecipi alla luce suprema.

Tutti i punti sono generati dal punto centrale, sono nel punto, girano intorno a lui, e sono d’ogni dimensione spirituale. S’irraggia in sé. Diventa il punto causale, il centro e la Misura. Ciò che è in Lui è infinito ed assoluto, e si manifesta attraverso il punto di rifrazione, come qualche cosa di relativo e di finitezza che rappresenta una reminiscenza di ciò che è in noi, nel nostro sé, e che deve far uscire e rovesciare, se necessario, le nostre possibilità interiori e portarli all'esterno. Il punto in alto diventa punto in basso per ogni essere, per diventare suo punto cosmico. Venuto dall’uno in alto, ogni creatura scende in uno in basso, e tornerà verso uno in alto. È nel mistero dei segreti dell'infinito che sì vede come sì attualizza, tramite il punto, il principio attivo maschile che, per la sua irradiazione, riceve sua parte femminile. Il punto principio di tutto, eterno, è il tutto, la saggezza, il Pensiero, l'infinito, il Verbo silenzioso. I semiti lo chiamano il" Luogo", sì può chiamarlo anche il Regno di Dio, come ogni cosa creata.

La prima lettera del Corano è R di Reichit. Il Corano dice : che per la sua forma, R rappresenta la forma primordiale del cosmo, la circonferenza, il quadrato o il cubo, e simboleggia la stabilità relativa. Parla della sfera cosmica, pienezza immensa,  ma che è delimitata nello spazio. Affinché la pienezza divina sia rappresentata, bisogna aggiungergli un cerchio, è allora il principio "centro- misura".Dio è una sfera infinita il cui centro è ovunque. Ingloba tutti gli esseri creati. (Fine citazione)

Gli Egiziani avevano, come simbolo del punto, il cerchio con un punto nel suo centro, che rappresentava il sole, l'oro, la luce. In ebraico aur. Suo aspetto maschile = il padre, suo aspetto femminile = la madre. Il cerchio = sboccio, irradiazione, trascendenza del centro. Sua ricettività inafferrabile è la sorgente della dualità, della molteplicità chiamata intelligenza. La continuità della luce eterna è chiamata HOK, suprema saggezza. L'ideogramma del punto è Yod, il cui l'aspetto è Uno e Triplo, una punta in alto, una punta in basso, e sbarrato trasversalmente, Unità delle dieci Sephiroth, Kether.

par Marie de St Clair publié dans : La Tradizione communauté : Esotérisme et Spiritualité
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Mercredi 22 novembre 2006

 

Ci sono le religioni stabilite, e la via spirituale. Questa via fa parte dell'esoterismo, ed è molto diversa da quella delle religioni. Queste si sono socializzate, sono diventate tradizionali e non sono più che un codice morale che custodisce solamente una piccola parte religiosa rappresentata dalla preghiera. Dimentichiamo troppo spesso l'origine delle religioni che spiega così spesso il tempo che noi viviamo.

I Nephilim, sposati alle figlie degli uomini sono diventati dissoluti, perversi eccetera... E per castigarli, Dio manda sulla terra il diluvio. Ciò segna la fine di Berechit, e di un'epoca.

Gli Ebrei hanno costruito un'arca secondo le indicazioni del Signore nella quale ha vissuto una coppia d’ogni specie esistente, affinché dopo il diluvio, la vita ed il ripopolamento ricominciano. Tutta la famiglia di Noe era presente. È stato scelto da Dio, e suo nome in ebraico significa "marcia con Dio." All'uscita dell'arca, dopo il diluvio, i figli di Noè si divideranno il mondo, ciascuno portando una lingua nuova e creando delle nazioni. Fu l'era sacerdotale. Hanno popolato l'Asia minore, il Mediterraneo, l'Egitto, l'Etiopia, l'Arabia e la terra di Canaan. È la prima diaspora, so questa avrà un ceppo.

La Bibbia ci dice che la donna di Abram era sterile, e che è la sua schiava Agar partorì un figlio chiamato Ismaël. Ma Dio, toccato dallo sconforto di Saraï, la donna di Abram, promisi loro, malgrado la loro età avanzata che avrebbero un figlio chiamato Isaac. Questo cambiamento di stato è legato ad un cambiamento di nome, Abram diventa Abramo, e Saraï diventa Sara. Il cambiamento di nome esprime il cambiamento d’energia che sarà il loro.

Dio rinnoverà questo stesso miracolo dando un figlio Giovani Batista (che battezzerà il Cristo) a Zaccaria ed Elisabetta, anche loro molto vecchi, più tardi. Dio promette ad Abramo una grandissima posterità. Sara esige il rinvio di Agar e di suo figlio, ed Agar parte con suo figlio Ismaele, nel deserto. Soffrono, Agar implora il Signore che gli appare, la prende sotto la sua protezione con Ismaël, e promette che Ismaël avrà anche lui una grande nazione. Il Signore chiede ad Abramo di partire per Canaan che sarà la culla della sua grande nazione. Abramo, la sua donna, il loro figlio e quelli che aveva fiducia in loro, lasciano così il paese di Ur in Caldea. Più tardi, Dio farà alleanza con Isaac che diventerà il padre della nazione ebraica, come Ismaël sarà il padre della nazione Ismailita. 

Bisogna capire che è con Abramo e Sara, da una parte, e con Abramo ed Agar, dell'altra che due grandi nazioni sono nate, l'origine degli ebrei e degli Ismailiti è Abramo.

Durante i 14 secoli scorsi, l'Islam si è sviluppato nella certezza religiosa, la gioia mistica, che condivide col giudaismo una regola di condotta ed un rigoroso" monoteismo implicando l'orrore dell'iconografia nei luoghi santi.

In seguito, il saluto d'Israele, malgrado tutte le sue vicissitudini è il compimento della promessa di Dio e dell'alleanza che farà con Mose.

Per i ebraici, la fede è la loro speranza di sopravvivenza, l'inferno è il piano del regno del fuoco. È il luogo dove, sotto l'effetto purificatore del fuoco, nostra anima ritroverà la purezza, il fuoco avendo consumato errori ed errori, ma dopo una reale sofferenza, durante un tempo indefinito, dal dispiacere d’aver agito male. Mose farà alleanza con Dio sul monte Sinai. Il cespuglio ardente della Bibbia è la grande luce che Mose vide; per lui, è la manifestazione divina, così violenta che non può avvicinarla. Ciò diventa uno spazio santo, ed egli si scalza per non profanarlo. Riceverà la Legge che è una rifusione del passato, per il presente e l'avvenire, e che diventerà più tardi il Talmud.

Come missione Dio ordinerà a Mose di liberare il suo popolo schiavo in Egitto.

L'alleanza sarà continua per lui e la sua discendenza.

Dio non vuole rivelare il suo Nome a Mose, e gli dice": sono quello che “è”, mostrando con queste parole la sua eternità, e provando che è il solo Dio sovrano, l'essere assoluto, che l'uomo non può chiamare.

par Marie de St Clair publié dans : La Tradizione
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