Ascoltiamo Fabre d’Olivet; Presentazione della Bibbia (2)

Publié le par Marie de St Clair

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                                                                            ASCOLTIAMO FABRE D’OLIVET:

 

 

"Figlio del passato e gravide dell'avvenire, questo libro, ( La genesi)  erede di tutta la scienza degli Egiziani, porta ancora i germi delle scienze future. Frutto di un'ispirazione divina, rinchiude in alcune pagine, gli elementi di ciò che fosse, e gli elementi di ciò che deve essere. Tutti i segreti della Natura gli sono rivelati.  Riunisce nel solo Bereshith (o"Berechit": nome dato alla prima parte del Sepher che va dall'inizio della Genesi all'inizio del versetto 9 del Capitolo VI": la storia di Noè.")  più cose di tutti i libri ammucchiati nelle biblioteche europee. Ciò che la Natura ha di più profondo, di più misterioso, ciò che lo spirito può concepire di meraviglioso, ciò che l'intelligenza ha di più sublime, lo possiede."

 

C'è sembrato interessante intraprendere questo studio a causa della personalità di Fabre d’Olivet, della sua straordinaria erudizione e dell'importanza dei suoi lavori che danno un  grandissimo valore alle sue conclusioni.

 

Non posso fare meglio di citare l'opinione che Edouard Schuré esprime sull’argomento, nel suo notevole lavoro" I Grandi Iniziati" che la maggior parte di  voi conoscono.

 

"Il vero restauratore della Cosmogonia di Mosé è un uomo di genio, dimenticato quasi oggi, ed al quale la Francia renderà giustizia il giorno in cui la scienza esoterica che è la scienza integrale e religiosa, sarà riedificata sulle sue basi indistruttibili. Fabre d’Olivet non poteva essere compreso dai suoi contemporanei, perché era in anticipo di un secolo sulla sua epoca. Spirito universale, possedeva allo stesso grado, tre facoltà di cui l'unione fa le intelligenze trascendenti: l'intuizione, l'analisi e la sintesi. Nato in 1767, abborda lo studio delle dottrine mistiche dell'Oriente, dopo avere acquisito una nozione approfondita delle scienze, delle filosofie e delle letterature dell'Occidente... Per accostarsi alle dottrine dell'Oriente, apprese il cinese, il sanscrito, l'arabo e l'ebraico.

 

Nel 1815, pubblicò la lingua ebraica restituita" il suo libro capitale" (ristampato, nel 1971, nella collezione svizzera Delphica,... Questo è penetrato dello spirito esoterico più profondo, e costruito secondo il metodo scientifico più rigoroso... Di tutti i libri esoterici sul vecchio Testamento, quello di Fabre d’Olivet dà le chiavi più sicure. Dà, inoltre, una luminosa esposizione della storia della Bibbia, e le ragioni apparenti per le quali il senso nascosto si è perso ed è, fino ai nostri giorni, profondamente ignorato dalla scienza e dalla teologia ufficiale".

 

Quale era la lingua praticata dagli ebrei al momento dell'esodo verso 1250 prima di J. C.?

 

Bisogna ricordarsi che è verso il XIII° secolo prima di J. C. che i popoli semiti della Caldea meridionale risalirono l'Eufrate; certi si stabilirono in Mesopotamia, altri sì diressero, sotto la condotta di Abramo, verso la valle del Giordano, che superarono per andare fino in Egitto dove s’ nstallarono nel paese di Goschen. Soggiornarono lì circa 430 anni, prima di tornare verso la Terra Promessa, sotto la guida di Mosé (l'esodo). Queste migrazioni ebbero per effetto di modificare l'idioma ebraico tinteggiandolo di fenicio, di caldeo, di aramaico, di siriaco, eccetera... La lingua ebraica originaria fu dunque persa, e smise di essere la lingua volgare degli ebrei. La lingua parlata, per chi venne al paese di Goschen, non riposava su nessuna base storica o tradizionale solida, ciò che facilitò la tua impregnazione dalla lingua egiziana. Ora, questa lingua era pervenuta a quest’epoca al suo più alto grado di perfezione, e Mosé che aveva penetrato nei santuari egiziani, era stato iniziato ai misteri, ne aveva acquisito la conoscenza nella sua forma più pura, era capace di scoprire il senso nascosto di numerosi geroglifici.

 

Fabre d’Olivet ci dice che, prevedendo che questa lingua non tarderebbe ad avvilirsi, all'epoca del ritorno degli Ebrei verso la Terra Promessa, Mosé chiuse nel suo Pentateuco, come un deposito sacro, le conoscenze che aveva acquisito. Certi famosi rabbini pretendono anche che, per evitare le false interpretazioni che non si mancherebbe di dare nel seguito al suo Libro, Mosé confiderà ad alcuni uomini scelti da lui, una legge orale, e che li incaricherà di trasmetterla nel segreto del Santuario, ad altri uomini che, trasmettendola alla loro volta di secoli in secoli, la faranno così giungere alla posterità più remota."

 

Questa legge orale, che "gli Ebrei moderni ritengono di possedere, chiamata Kabbala, parola ebrea che significa tradizione, ciò che è ricevuto, ciò che viene del resto, ciò che accade di mano in mano, eccetera... I libri più famosi che possiedono, come lo Zohar, il Bahir, i Medreshim, i Gemares che compongono il Thalmud, sono quasi interamente kabbalistici."

 

Dopo la morte di Mosé, verso 1500 prima di J. C., il popolo al quale aveva confidato il suo deposito condusse, lo si sa, un'esistenza tormentata, ha sopportato parecchie volte la schiavitù, si disperse,... Ma, il Sepher di Mosé fu preservato sempre dalla distruzione, e la sua legge orale conservata.


 

PRESENTAZIONE DELLA BIBBIA , il sepheer yetzirah (2)

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Cercherò di darvi un'idea concisa degli avvenimenti ed avatar subiti dal testo sacro:

 

All'inizio del VIII° secolo prima J. C., il popolo israeliano è vinto dai caldei ed è condotto in cattività a Babilonia. Gli israeliani portano lì il Sepher.

 

Nel mezzo del VI° secolo, Babilonia è conquistata da Ciro, gli israeliani sono rilasciati e la libertà gli è concessa di tornare nel loro paese. Ma, alcuni di loro preferiscono restare sul posto.

 

Verso il mezzo del V° secolo, due dottori ebraici, personaggi di grande sagezzà, Neemia ed Esdras di cui la Bibbia riferisce la cronaca, occupano delle situazioni importanti alla corte di Artaserse I, e riescono a farsi dare l’incarico di ristabilire l'ordine in Giudea. La missione di Neemia è principalmente politica, quella di Esdras essenzialmente religiosa. Se  non si è sicuro delle date rispettive delle loro missioni, si può dire che si sovrappongono certamente, e che i due uomini si appoggiarono l’un sull'altro. Cozzarono tutti i due contro l’opposizione fortissima dei Samaritani. Neemia riesce a ricostituire i muri di Gerusalemme ed a restituire vita alla città distrutta. Ma, si rese conto della necessità di una riforma religiosa. Fu l'opera di Esdras.

 

Sul piano religioso, i Samaritani si appoggiavano su una copia del Sepher che era stata trasmessa loro da Babilonia, nello stesso momento in cui un prete devoto al trono persiano era incaricato di istruirli. Furono colpiti d’anatema da Esdras. Poi, non potendo impadronirsi della loro copia del Sepher, Esdras intraprese di dare un'altra forma al testo consacrato cambiandone i caratteri. Forte dell'appoggio del monarca persiano e dei dottori di Babilonia, convocò i Samaritani a partecipare ad un'assemblea di fedeli, una" sinagoga" alla quale si riferisce i rabbini.

 

È durante questa sinagoga che fu stabilito il cambiamento dei caratteri ed invalso il primo" mashore" (ortografia utilizzata da Fabre d’Olivet per evitare la confusione col" massore" più recente). Questa regola "il modo in cui si deve scrivere il Sepher, tanto per l'uso del Tempio che per quello degli individui, i caratteri che si devono adoperare, le differenti divisioni in libri, capitoli e versetti che si devono ammettere nei lavori di Mosé." Era la Torah in ogni sua integrità, il Pentateuco, e da quest’epoca la marca distintiva degli Ebrei sarà la loro adesione alla legge di Mosé, così codificata.

 

Alla stessa epoca Esdras fece una scelta tra le scritture più recenti di quelle di Mosé, alle quali gli Ebrei si erano affezionati durante il loro soggiorno a Babilonia, li ritoccò, e ne compose una raccolta che unì al Sepher di Mosé, ma che non è considerato dagli Ebrei con lo stesso rispetto del Sepher di Mosé; questi testi furono considerati offensivi dagli Samaritani.

 

La lingua ebraica originaria che era già stata corrotta e ricondotta ai suoi elementi materiali, fu persa dopo la cattività di Babilonia. Al momento della liberazione degli ebraici da parte di Ciro, questi utilizzavano un dialetto siriaco formato dalla riunione di parecchi idiomi dell'Assiria e della Fenicia chiamato arameo. Dunque non capivano più la lingua del Sepher che, nelle sinagoghe, era parafrasata, in lingua volgare, dai dottori o dagli interpreti. È là, l'origine dei Targum (parola d’origine caldea che significa versione). Violente dispute dottrinali si alzarono sull’argomento. Ci fu una forte opposizione tra i Farisei, più numerosi, che pretendevano detenere la legge orale di Mosé ed ammettevano il senso spirituale del Sepher, ed i Saduccei che ritenevano solo il senso materiale. Una terza setta, poco numerosa, ma spiritualmente più evoluta, quella degli Esseni, che vivevano nelle comunità, fuori dalle città, rifiutavano i carichi sacerdotali e gli onori civili, decise di non diffondere all'esterno che la lettera ed il senso materiale del Sepher, e di conservare la tradizione e la legge orale nel segreto dei santuari.

 

Dovunque c'erano degli Ebrei, c'erano degli Esseni; erano particolarmente numerosi, in Egitto, dove il loro ritiro principale si trovava vicino ad Alessandria, presso il lago ed il monte Moria.( Da notare che questa parola è diventata un simbolo massonico).

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Publié dans Via e Religione

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