PRESENTAZIONE DELLA BIBBIA (4)

Publié le par Marie de St Clair

PRESENTAZIONE DELLA BIBBIA (4)

 

Per raggiungere una traduzione corretta del testo ebraico della Cosmogonia di Mosé, Fabre d’Olivet si è imposto di stabilire due versioni letterali, seguendo la lettera, parola a parola, una in inglese, l'altra in francese. Queste due versioni sono corredate da note numerose e dettagliate e Fabre di Olivet ha applicato le regole della sua grammatica, analizzando ogni parola dalla sua radice, e confrontandola ogni volta che era necessario, con la parola che corrisponde in samaritano, caldeo, siriaco, arabo, anche etiope , e greco.

 

Non si tratta di seguire nel dettaglio, nel presente esposto, il lavoro considerevole effettuato da Fabre d’Olivet, ciò che del resto necessiterebbe la conoscenza dell'ebraico. Le versioni letterali, in particolare, sono corredate di una quantità di note esplicative il cui tenore è molto interessante, anche senza la conoscenza della lingua ebraica, soprattutto per la determinazione del senso esoterico della Genesi. Ci sembra importante ricordare, su questo argomento, le osservazioni di Fabre d’Olivet che riguardano la prima parola della Cosmogonia," Bereshith", e che sono valide per le altre parole.

 

"Dirò che questa parola, nel posto dove si trova, offre tre sensi distinti: uno letterale, l'altro figurato, il terzo geroglifico. Mosé li ha adoperati tutti tre, com’è dimostrato in seguito nel suo lavoro. Ha seguito, in ciò, il metodo dei preti egiziani... che avevano tre modi di esprimere il loro pensiero. La prima era chiara e semplice, la secondo simbolica e figurata, la terza sacra o geroglifica. Si servivano, a questo scopo, di tre tipi di caratteri, ma non di tre dialetti, come si potrebbe pensare. La stessa parola prendeva al loro gradimento il senso proprio, figurato,o geroglifico. Tale era il genio della loro lingua. Eraclite ha espresso perfettamente la differenza di questi tre stili designandoli con gli epiteti di loquaci, significando e nascondendo. I primi due modi, che prendevano le parole nel senso proprio o figurato, erano oratori; ma il terzo, che poteva ricevere la sua forma geroglifica solo col mezzo di caratteri con gli quali le parole erano composte, esisteva solamente per gli occhi, e si rivelava solamente scrivendo. Le nostre lingue moderne sono estremamente incapace di farlo risentire. Mosé, iniziato in tutti i misteri del sacerdozio egiziano, si è servito con un'arte infinita di questi tre modi, la sua frase è costituita quasi sempre in modo da presentare tre sensi; e cosi nessuna lettura “alla lettera”, può rendere il suo pensiero. Ho cercato quanto ho potuto, di esprimere insieme il senso proprio ed il senso figurato. In quanto al senso geroglifico, sarebbe stato troppo spesso pericoloso esporlo; ma non ho trascurato niente per fornire i mezzi per giungerci, ponendo i principi e dando gli esempi." Tratterremo qui di seguito, due esempi attraverso che, Fabre di Olivet mostra come arrivare al senso geroglifico di una parola. Riporteremo questi due esempi riassumendo per quanto possibile, le spiegazioni dell'autore.

 

Prima prendiamo la parola" Bereshith", la prima della Genesi.

 

In ebraico, si scrive jycadb, grafismo che si scompone come segue: il sostantivo CAD, ed i due modificativi che l'incorniciano B e JY.   Nel linguaggio ordinario, si vedeva nel sostantivo centrale "un capo, una guida, la testa di tale essere, di tale cosa che fu"; e la parola completa significava " in principio, prima di tutto."

 

Nel linguaggio figurato, significava "un primo motore, un principio agendo, un genio buono o cattivo, una volontà dritta o perversa, un demonio, eccetera"... Ecco come si può arrivare al senso geroglifico, dice Fabre d’Olivet, che cito: la parola CAB sulla quale si alza il modificativo jycadb significa certo la testa; ma è solamente in un senso restrittivo o particolare. In un senso più esteso e più generico, significa il principio. Ora, che cosa è un principio? Dirò in quale modo l'aveva concepito i primi autori della parola cab. Avevano concepito un tipo di potere assoluto per mezzo del quale ogni essere relativo è costituito tale; ed essi avevano espresso la loro idea col segno potenziale  A, ed il segno relativo C riunito. In scrittura geroglifica, era un punto al centro di un cerchio. Il punto centrale che spiega la circonferenza, era l'immagine d’ogni principio. La scrittura letterale rendeva il punto con A, ed il cerchio con  M  o  C. La lettera M rappresentava il cerchio sensibile, la lettera C, il cerchio intelligibile che si raffigurava alato o cinto di fiamme.

 

Un principio, così concepito, era in un senso universale, applicabile a tutte le cose, tanto fisiche che metafisiche; ma in un senso più ristretto, lo si applicava al fuoco elementare; ed a seconda che la parola radicale “CA” era presa letteralmente o al figurato, significa il fuoco, sensibile o intelligibile, quello della materia o quello dello spirito.

 

Poi prendendo questa stessa parola di cui ho appena spiegato l'origine, gli si aggiungeva ill segno del movimento proprio e determinante D, e si otteneva l'insieme CAD, vale a dire, in linguaggio geroglifico, ogni principio portatore di un movimento proprio e determinante, da una forza innata buona o cattiva. Questa lettera D si rappresenterebbe, in scrittura sacra, con l'immagine di un serpente, in piedi o attraversando il cerchio nel il centro Nel linguaggio geroglifico, si vedeva nella parola cad il Principio principiante universale di cui non era permesso affatto divulgare la conoscenza."

 

Prendiamo come secondo esempio la parola Adamo MDA Capitolo I Versetto 26," i preti egiziani, autori di questo nome misterioso, hanno composto con un'arte infinita." Questo nome non significa solamente un uomo, ma, come l'aveva visto molto bene il traduttore in lingua samaritana, l'universale, il genere umano. È l'uomo collettivo, il Regno Nominale. Tale è il senso proprio della parola MDA, Adam.

 

Nel suo senso figurato, è l'immagine di un'assimilazione immortale, di un'aggregazione di parti omogenee, indistruttibili.

 

La radice geroglifica del nome di MDA è  composta del segno del potere unitario, principiante, e del segno della divisibilità, offre l'immagine di un'unità relativa. Ma questa radice essendo rivestita del segno collettivo M prende uno sviluppo illimitato. L'unità relativa MDA potrebbe essere rappresentata dal numero 10, e il segno M ne svilupperà all'infinito il potere progressivo, come 1 - 100 - 10000, eccetera...

 

In conclusione, ho stabilito un quadro tra la bibbia e le traduzioni di Fabre d’Olivet.

 

Avvicinando questi due testi, non si mancherà di essere stupito dall'illuminazione nuova che Fabre d’Olivet porta alla Genesi. Ma sarà l'oggetto della nostra prossima comunicazione.

 

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Publié dans Via e Religione

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