IV - L'albero sefirotico ed il corpo umano.
IV - L'albero sefirotico ed il corpo umano.
Il corpo dell'uomo è solamente un agglomerato materiale di cellule, certo mirabilmente organizzato, ma è legato al divino dalla sua anima e dal suo spirito. È il riflesso di Dio che l'ha creato alla sua immagine. È il microcosmo simile al macrocosmo. Annick di Souzenelle ha, in un lavoro molto denso, studiato a lungo le corrispondenze tra il piano divino rappresentato dall'albero sefirotico ed il piano corporale umano. Ci riferiamo nel seguito di questo capitolo, e rinviamo gli interessati a un studio più approfondito a questo lavoro ("dall'albero di Vita allo schema corporale, o il simbolismo del Corpo Umano" - Ed. Robert Dumas - 1975.
Il corpo umano, dice, deve rispondere al corpo divino. La sua costruzione deve ubbidire allo schema ontologico delle strutture divine, può essere adeguata solamente... al disegno dell'albero delle sefirot.
In seguito ad una visione, ed appoggiandosi sulla sua intuizione personale, ha acquisito la certezza" che l'albero è lo schema della costruzione del mondo, e che, alla sua immagine, il corpo umano è lo schema della costruzione del nostro divenire."
Ed ecco come gli appare questo schema corporale. Riconosce innanzitutto ed essenzialmente i tre assi corrispondenti alle tre colonne dei Sefiroth:
- La colonna vertebrale, pilastro centrale o colonna di mezzo che corrisponde sul piano divino a quella che unisce Kether a Malchut, la Corona al Regno," rapporto giusto che unisce le antinomie."
- I due lati del corpo, pilastri laterali, poli oppositore complementari ed antinomici, corrispondendo rispettivamente, a destra alla secondo colonna sefirotica, a sinistra alla terza.
Il triangolo puntato in alto della prima triade sefirotica, sede del principio delle cose in potere di creazione, corrisponde sul piano umano alla testa, sede del principio delle facoltà umane. La testa è il ricettacolo del divino. Nell'evoluzione dell'essere umano della materia verso il divino. Il primo triangolo simboleggia il Divino nell'uomo.
Questo simbolismo è espresso dagli indù col fiore di loto che sboccia al di sotto del cranio, e, in altre tradizioni, con le corna radicate in cima della testa ed alzandosi in mezzaluna.
Viene poi il secondo triangolo, punta in basso che corrisponde al petto, alle spalle ed al plesso solare; è la sede dell'essere spirituale. Corrisponde sul piano sefirotico alla seconda triade. Tra questi due triangoli invertiti si trova il collo che assicura la comunicazione tra la testa ed il petto. Se questa comunicazione non è correttamente assicurata, se" la nuca è rigida", come dice Yahvé a Mosé per stigmatizzare la fabbricazione del vitello d’oro dal suo popolo, Esodo XXXII - 9, questo significa che la corrente non passa più dal divino allo spirituale, e reciprocamente. Il cuore non si nutre più del triangolo superiore, della divinità; non è più amore divino creatore, e si nutre allora dal terzo triangolo, puntato in basso.
L'uomo ispirato dalle sue sole passioni si ricrea" una falsa testa con tutti i valori che deifica, ma che sono illusori."
Questo terzo triangolo, invertito, corrisponde alla terza triade sefirotica. È, sul piano corporale, la sede del complesso uro-genitale. L'uomo che "si nutre solamente del basso lascerà l'uomo dal collo rigido nell'erranza che implicano le tenebre psicosomatiche". Il suo plesso solare sarà" lo schiavo degli impulsi ricevuti dal basso." Così, al contrario,"chi si nutre dall’alto, di questo mondo divino che si riflette nel sistema solare, finirà per portare a termine l'essere spirituale che porta in gestazione."