La tradizione 1
Vi ho parlato già dei riti, oggi, vi parlerò della Tradizione .
Siamo circondati dal pensiero di una divinità cosmica che si esprime in un ordine universale che i nostri sensi non possono concepire.
C'è in noi essere cosciente, cioè lo spirito, e l'essere divino.
Il mistero delle cose che c'è presentato deve esser compreso dalla visione spirituale che gli darà la sua verità. L'interpretazione intellettuale resta astratta. Per comprendere il pensiero, cioè Dio, bisogna conoscere l'uomo e conoscere sé stesso, passare dalle prove, sperimentare il piacere, la gioia, il dolore affinché si possa svilupparsi. Una delle cause di dolore è il desiderio, la mancanza di padronanza di sé, l'ignoranza della conoscenza. Non bisogna desiderare ma volere.
Poi, bisognerà studiare la Saggezza, la Causa prima, la Divina Luce… risalire alle sorgenti; è così che l'uomo, prendendo coscienza di sé, scoprirà il suo posto nell'universo. comprenderà allora i simboli, i miti ed i riti. L'armonia nascerà in lui.
I pitagorici chiamavano "chiavi" la mediazione tra Dio e le creazioni. Lo chiamavano anche "armonia."
L'armonia è la relazione che esiste tra le case, gli astri nella loro corsa, i pianeti, le forme, i colori, i profumi, la musica, la plastica delle pietre.
È la gnosi dei numeri, l'aritmetica occulta che tradurrà questa relazione, tutto è vibrazione occulta, in corrispondenza con altre vibrazioni. Per esempio le 7 note musicali coi 7 pianeti, i 7 colori dello spettro...
L'armonia è il riflesso celeste che si deve introdurre nella sua vita, per il suo miglioramento che schizzerà su tutti. Permetterà la penetrazione dei mondi invisibili.
La conoscenza è il soffio divino che realizza, condensa, ed irrobustisce ciò che è. È la concentrazione dello spirito Divino che anima la natura e da la vita. È questa corrente di vita che trascina la manifestazione sotto tutte le sue forme e l'uomo sul piano cosmico è l'unità nella Totalità. La più vecchia tradizione che conoscevamo è quella che si è formata in Alto Egitto 15 a 20 000 anni prima Gesù Christ.
Per trasmettere questa tradizione, i saggi dell'epoca hanno creato dei simboli. Hanno sviluppato la scienza dell'astrologia, l'interpretazione dei sogni. Tutti i Grandi avevano i loro indovini. Gli egiziani sceglievano degli uomini, rispondendo a certe qualità psichiche per iniziarli,per poter trasmettere.
L'iniziazione sviluppa la Volontà, l'intuizione, l'amore ed il ragionamento. Con i suoi iniziati, l'Egitto è stato la cittadella della scienza sacra perché gli egiziani erano religiosi e scientifici.
5000ans prima della nostra era, 1'ésotérisme dell'Egitto è diventato l'asse del pensiero religioso dell'umanità. Questo pensiero si è sparso e ha guadagnato poco a poco delle civiltà differenti. È da lei che viene la parola universale che sarà ripresa da Mose e poi dal Cristo. Ma i Dei egiziani erano molteplici e per ciò stesso, onorati in diversi modi.
Un'importante parte dall'Egitto era abitata dal popolo ebreo, formando una minoranza monoteista. Questi ebrei vivevano in tribù a Goshem, a Hébron, nei deserti del Mar rosso e del Golfo Persico, tra l'Eufrate e le Palestina. Ebrei ed arabi, due popoli generati dello stesso padre, Abramo, tutti due nomadi perché continui esiliati, conducevano la vita di tutti i semiti. Si è dovutoto aspettare Mosé, iniziato egiziano, per organizzare e stendere il monoteismo. Prima di lui gli ebrei vivevano secondo la legge dei Patriarchi di cui il primo è Abramo il Caldeo, vicino a Babilonia che ha portato il suo popolo verso Ouest, Isaccp, iniziato egiziano, e poi Iacobbe il fenicio,
È Iacobbe che vede in sogno la scala sulla quale gli angeli salgono e scendono, con Dio alla cima.
Ciò ci riporta alla teoria dell'evoluzione discendente ed ascendente delle anime, esaltata da Ermete, Si è trovato nelle orme delle vecchie popolazioni delle scale incise su delle tombe o negli antichi tempi. Quando gli iniziati di tribù diverse s'incontravano, e prendevano la comunione insieme sotto le specie del pane e del vino. Mosé conduce il suo popolo al Monte Sinai e più tardi fino all'entrata di Canaan - quando sentì venire la sua morte, impose le sue mani sulle mani del suo successore, come il Magister di un Massenie lo fa per passare il potere da trasmettere al nuovo Magister.
Una parte delle tradizioni del popolo ebraico si è costituita attingendo negli archivi stessi delle tradizioni egiziane. È in Israele che è nato il cristianesimo. Israele è l'anello tra il vecchio ciclo ed i nuovo che nascerà con Gesù. Ma prima della nascita di Gesù, la storia Santa ci parla Sansone e di sua madre. Un angelo annuncia a questa che partorirà un figlio. Per lei, questo bambino è ben nato da un padre terrestre secondo la carne ma il vero padre è il Padre Celeste secondo lo spirito. Il monoteismo giudaico ammetteva la preesistenza dell'anima. La donna iniziata chiamava un'anima superiore per riceverla nel suo seno e mettere al mondo un profeta. Ciò faceva parte della tradizione segreta ebraica. Quest'ultima e la tradizione cristiana dicono che l'anima eletta per una missione divina viene della volontà del mondo divino. Bisogna dunquescegliere quella che porterà questa anima . Occorre che sia pura, che sia la Vergine Madre. Si ritrova questa idea nelle religioni orientali, nell'India, in Mesopotamia, ecc..... e arriviamo alla nascita Miracolosa di Gesù che segue in ciò la Tradizione. Non mi estenderò sulla vita di Gesù che conoscete tutti in dettaglio. La sua vita profonda, interiore, mistica gli ha rivelato la sua unità con Dio nella Luce. Vive la dottrina del Verbo e della Trinita che esisteva da un tempo molto lontano e che era professata dall'Egitto ed Israele. Questa dottrina viene dalle profondità del profetismo esoterico. La vera "magia" del Cristo, è di aver portato l'amore al suo supremo potere e di aver, per questo amore, aperto la coscienza degli esseri, e di aver permesso a quelli che l'ha seguito, di costruire in essi il tempio spirituale. Il più bel testamento del Cristo è la Cena. È la consacrazione di un vecchissimo simbolo iniziatico pratico dagli iniziati di Egitto, di Caldea, dai profeti ebraici e gli Esseni. Il pasto in comune rappresentava l'iniziazione nella fraternità. Si benediceva il pane ed il vino, misteri della vita terrestre ed unione dei fratelli. Questa tradizione del pasto in comune prosegue sempre dai Massoni ed in certe società segrete. Il Cristo alleava la vita terrestre e la vita celeste. Diceva all'essere prostrato : "Rialzati perché la tua patria è nel Cielo, per crederci e per giungerxci, mostralo da qui giù conla tua opera ed il tuo amore. La Tradizione ha continuato in parte la sua strada, creando l'immagine dell'anima umana incatenata alla materia in questa vita che è una somma delle esistenze passate, in parte scelte, o per certi un'espiazione. Ma l'anima vuole purificarsi col ricordo, l'intuizione, la ragione e la volontà, l'amore. L'aiuto si sviluppa anche al contatto degli angeli e degli arcangeli.
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