IL CANTO DI SANT' ODON
Il canto di Sant’ Odon
Anche nel più profondo della depressione, l'essere ha sentito innanzitutto l'angoscia della sua condizione separata. Per sfuggire a quest’angoscia, l'essere potrà aver ricorso agli amori fisici, superficiali ma questi gli daranno solamente una breve tregua. Non vivrà che d’illusione in illusione perché sai che per trovare la pace, gli occorrerà ricevere L'amore nei suoi tre cervelli. È a questa sola condizione che il ricercatore integrerà l'anima del cantico dei cantici... Questo canto di eternità che cancella dell'essere ciò che fu apparenza affinché la sua vita esca del tempo e dello spazio, nella Pace dell'amore. E così, nello slancio del sacrificio del Sé per l'altro, nella rinuncia a sé stesso che il dono gratuito e disinteressato porterà l'anima a ritrovare la sua origine.
Così può riepilogare la più grande e più dura parte della strada verso il Sé. L'essere deve utilizzare il suo corpo per mobilitare le energie e contattare così le sue emozioni che gli riveleranno le cause incoscienti di suono malessere. Scendiamo insieme verso la comprensione dalla Fusione. Tutto è Alchimia....
A proposito di preghiera, non saprei troppo raccomandarti quella in onore di Santa Maddalena, composta in 943 per St ODON, Abate di Cluny:
Lauda mater Ecclésia
Lauda Christi Clémentiam
Qui Septem purgat vitia
Per Septiformen Gratiam
Maria, Sorore Lazari
Quae tot Fauce Tartari
ab, ipsa, fauce Tartari
Redit ad Vitae Limina
Post fluxae carnis scandala
Fix ex lebete phiala
In vas translata gloriae
De vase contumeliae
Aegra currit ad medicum
Vas ferens aromaticum
Et a morbo multiplici
Verbo curatur medici
Surgentum cum victoria
Jesum videt ab inferis
Prima méritur gaudia
Quae plus ardebat caeteris
Contriti cordis prunetio
Cum lacrymarum fluvio
Et pietatis actio
Riam solvit a vitio
Uni Deo sit Gloria
Pro multiforma Gratia
Qui culpas et supplicia
Remittit dat praemia.
Loda, Madre, Chiesa,
Loda la Clemenza del Cristo
Che purga i sette vizi
con la grazia septiforme.
Maria, Suore di Lazzaro
Che commise tanti crimini.
Dal fondo del Tartaro Ritorna alla soglia della vita.
Dopo gli scandali della carne
Da ricettacolo immondo, diventa fiala;
Da vaso di disprezzo, Cambiata in vaso di gloria.
Malata, corre dal medico Portando il vaso aromatizzato
E da (sua) malattia molteplice è guarita dal Verbo.
Vede Gesù dall'inferno che si alza con la vittoria.
Per prima, merita le gioie. Lei che bruciava più di tutti.
La puntura di un cuore contrito Col fiotto delle lacrime
E l'azione della pietà Scioglie dal vizio la colpevole.
Al Dio" Uno" sia la gloria Per la grazia molteplice
Che rimette gli errori ed i supplizi
E dunque le ricompense.