COMUNICAZIONE 9 a: I HASCISCHIN
COMUNICAZIONE 9 a: I HASCISCHINS
Riprese poi la strada di Ispahan dove sapeva poter ottenere degli appoggi seri in uomini e soldi. Poi, decise di guadagnare le montagne del Sud del Mar Caspio in vista di trovare un luogo sufficientemente duro dove potrebbe stabilirsi ed organizzarsi. Disponeva adesso di abbastanza uomini dalla fede intensa e che sapeva devoti fino alla morte alla causa dell'Ismailismo riformato. Allora si produci un avvenimento che aumentò considerevolmente sua fama presso gli Ismailiti. Aveva appena lasciato la città con la sua truppa quando fu raggiunto da uno dei suoi vecchi servitori egizi che portava un bambino che dichiarò essere il figlio di Nizar; aveva potuto salvarlo nel momento in cui Nizar era stato massacrato. Questo bambino fu considerato subito come il nuovo Iman nascosto, il bambino-Dio, e Hasan era il suo profeta. E questo profeta andava a predicare la rivolta contro l'islam!
Risalendo verso nord, Hasan s’installò con la sua truppa a Damegan, città fortificata della catena montagnosa che borda il Sud-est del Caspio. Questa città gli era fedele, ed era sufficientemente lontana da Ispahan di cui era divisa da una zona desertica; in caso di allerta, Hasan sapeva poter contare su parecchie fortezze vicine per prestargli man forte. Dopo avere sondato un certo tempo la regione, trovò infine ciò che cercava: un castello cinto di muraglie si drizzava in cima ad una montagna che sembrava sospesa sopra un paesaggio desertico, selvaggio, dal rilievo tormentato, e d’accesso difficile. Era ciò che cercava, ed egli era Sicuro che la sua ispirazione non l'ingannava!
Questo Castello della Regione del Roudbar era abbastanza lontano della città più vicina, Kazwin. Alamut era la residenza di Mahdi, della famiglia degli Alidi, governatore fedele al Sultano di Ispahan ed al suo Grande Visir. Hasan troverebbe di questo fatto difficoltà per impossessarsene, ma decise di passare oltre e tornò a Damegan per preparare accuratamente la realizzazione del suo progetto. Passò circa un anno, si rese poi a Kazwin. Fece penetrare ad Alamut alcuni dei suoi sostenitori incaricati di preparargli il terreno favorevole, radunando la guarnigione all'Ismailismo. Ed un giorno di settembre 1090, si vide un vecchio tutto solo, dall'andatura maestosa che ispirava il rispetto entrare nella fortezza. Sembrava meditare vicino alla residenza di Mahdi quando questo lo vide. Il vecchio si avvicinò allora a lui. Era vestito da un abito bianco a cintura rossa. "Sono la guida, il" Dih-Khoda", dice a Mahdi. "E tu" chi sei? -" Sono il servitore del Sultano", rispose Mahdi -" Allora vatene, il tuo posto non è più qui... Dirai agli uomini del Sultano che c'è adesso un padrone ad Alamut, che ha fondato un Ordine di monaci e di guerrieri, e che questo padrone si chiama Hasan Sabbah, il Signore della Montagna." Isolato ed abbandonato dal suo ambiente, Mahdi dovette inclinarsi. Hasan gli rimise un biglietto in che indicava al destinatario, il governatore di Damogan, di pagare tremila dinari a Mahdi come prezzo della fortezza di Alamut. Mahdi fu evidentemente molto scettico perché il governatore di Damegan era un personaggio considerevole che pensava fedele al Sultano; fu anche molto sorpreso quando alcune settimane dopo rimise il biglietto al suo destinatario: il governatore baciò lo scritto e versò subito la somma! Una prima spedizione in 1092, per ordine del Sultano per riprendere Alamut, si chiuse con un insuccesso a causa dell'ostilità che incontrava nella regione da parte della popolazione. Furioso, il Grande Visir Nizan-al-Mulk intraprese da se una nuova operazione coi mezzi considerevoli. Non sarebbe possibile a Hasan di opporsi sul piano militare. Ma, il 16 ottobre 1092, Nizan fu pugnalato sulla sua lettiera in una via di Bagdad, da un uomo che si dichiarò un fedele del Signore della Montagna. E, alcune settimane più tardi, il Sultano moriva avvelenato nel suo palazzo di Ispahan. Fu l'inizio di una serie di assassini di cui furono vittime le personalità più alto locate, nemiche dell'Ismailismo riformato. Il Signore della Montagna aveva difatti deciso di praticare su grande scala il crimine necessario. Quest’azione fu incoronata di successo. L'autorità del Sultano era batuta in breccia, l'amministrazione si disorganizzava, paralizzata dal terrore; delle cittadelle cadevano una dopo l’altra, il potere del Signore della Montagna diventava considerevole. È forse a quest’azione che bisogna attribuire il nome di assassini dato dagli occidentali alla setta degli Ismailiti di Alamut. Mentre certi autori pensano che questo nome sia una deformazione di" hascischins" che significa" mangiatori di hashish", altri pensano che venga di" assas", il custode, il guardiano che protegge le strade, la parola al plurale è" assassino". Ma con quali mezzi il Signore della Montagna aveva potuto giungere ad un tale potere, con le risorse in uomini all’inizio abbastanza limitate? Quanti erano, difatti, questi primi fedeli, questi primi" Fidawis?" Meno di duecento ad Alamut stesso, se si crede il racconto che ne fece al Sultano una persona del suo ambiente, informata dalle spie. Tra di essi, dei superstiti del naufragio della nave su la quale Hasan era stato respinto dall'Egitto, in particolare alcuni Franchi; poi dei siriani, degli iracheni, e certamente degli iraniani. Tutti erano vestiti dall'abito bianco a cintura rossa che sera utilizzato da tutti i fidawis.
Dopo che si fu reso padrone di Alamut, Hasan aveva cacciato poco a poco della cittadella tutti quelli che non giudicava degni di servire il suo disegno. Li aveva installati, così come le donne, in un villaggio localizzato dentro le muri del posto. I vuoti erano stati colmati facilmente dagli Ismailiti accorsi dall'esterno per servirlo. Tra questi, Hasan faceva personalmente una scelta molto severa. Hasan occupava un piccolo locale molto semplice nel castello, accanto alla biblioteca nella quale si chiudeva per lunghe ore, anche dei giorni, avendo davanti a lui il paesaggio grandioso e selvaggio della rude montagna del Roudbar.
Leggeva e meditava molto, redigeva le sue memorie, scriveva dei trattati metafisici di cui una piccola parte è stata ritrovata solamente recentemente. È là che redasse, in particolare, questa “Notizia predicazione”, messaggio in che precisava l'essenziale della sua dottrina. Questa si scostava sensibilmente di quella degli Ismailiti dell'Egitto che si tenevano troppo esclusivamente ad un'interpretazione esoterica del Corano ed alla ricerca del senso nascosto d’ogni scienza. Una nozione nuova era introdotta, questo era che la saggezza degli uomini non bastava, e che non si poteva accedere alla vera conoscenza che seguendo ciecamente l'Iman, intermediario obbligatorio tra l'uomo e le divinità.
Hasan aveva saputo imporsi, e la sua autorità era incontestata, ciò che non può spiegarsi che per lo sfavillio di una personalità fuori dal comune. Aveva stabilito una regola rigorosa alla quale dovevano piegarsi tutti quelli che aveva ammesso nel suo Ordine segreto, al tempo stesso gnostico e guerriero. L'austerità era assoluta, e ciascuno doveva essere ogni momento pronto ad ogni missione che gli sarebbe confidata. Suo figlio maggiore ed uno dei suoi amici essendo stato riconosciuti colpevoli dell'assassinio di uno dei loro, li fece decapitare davanti a lui e tutti i fidawis raccolti. Fece parimenti più tardi con suo secondo figlio accusato d’avere bevuto del vino, ciò che era rigorosamente proibito dalla regola. Si racconta che utilizzava l’hashish per provocare l'esaltazione in quelli di cui voleva utilizzare i servizi assicurandosi cosi della loro sottomissione assoluta. Addormentati dall’hashish, erano trasportati in un giardino paradisiaco, o che vedevano tale sotto l'effetto della droga, poi erano riportati a casa dopo essere stato drogati di nuovo. Al loro nuovo risveglio, si spiegava loro che la loro visione dell'Eden non era un sogno, che erano eletti grazie alla loro sottomissione al Signore della Montagna, che questa sottomissione doveva essere totale adesso, e che erano diventati degni di morire per l'ideale dell'ordine. Ma dovevano custodire il segreto assoluto.