COMUNICAZIONE 9 b: L'ORDINE DEI HASCISCHIN
COMUNICAZIONE 9 b: L'ORDINE DEI HASCISCHIN
L'ordine comportava sette gradi d’iniziazione. Gli iniziati del settimo grado erano i" Daïs." Questi facevano eseguire gli ordini del Signore; erano incaricati spesso di missioni importanti, in particolare per ciò che riguardava l'organizzazione dell'ordine, all'esterno di Alamut, secondo le direttive di Hasan. Il rituale dell'ordine era stato fissato da Hasan tenuto conto delle sue proprie esperienze iniziatiche dal Maestro segreto della Montagna ed in Egitto, e riferendosi alle vecchie tradizioni avestiche dell'Iran (Avesta). Queste furono importate sotto il nome di mazdeismo dai Medi, popolo che scendeva dagli ariani della Regione dell'Amudaria. Era per eccellenza una religione dualistica, rivelata nel VII° secolo prima della nostra Era, dal grande Profeta Zoroastro, e registrata nel libro consacrato dello Zend-Avesta. C'era da un lato il Principio della felicità personificata da Ahura-Mazda (Ormuzd), e dell'altro quello della disgrazia personificata da Angro-Ma´nyous (Ahriman). Bisogna venerare Ormuzd e tendere verso la perfezione morale. Le pratiche magiche non erano escluse dal rituale di Alamut. All'infuori dell'insegnamento metafisico, Hasan si sforzava di inculcare ai membri dell'ordine dei principi di cavalleria spirituale, di riunirli in una confraternita mistica i cui membri sono legati tra di loro da simboli che hanno una corrispondenza astrologica. Sono dei cavalieri dello spirito che devono preparare un'umanità nuova. Si muovono nel terzo Regno, quello dello spirito, del Paraclet che deve seguire il Regno del Padre annunciato dalle vecchie profezie, e quello del Figlio annunciato da Gesù, Maometto zet Ali. Devono ricercare " l'isola verde", luogo dell'iman della rivelazione che ha il suo confronto, in Occidente, sotto i nomi di Thulé e della Groenlandia, la terra verde. L'isola verde è il luogo di rifugio dell'iman, uomo perfetto chi è il compimento degli Iman terrestri, equivalente all'Adamo Kadmon degli ebrei. L'isola verde, è l'equivalente del Monte Stringesse dei cavalieri della Tavola Rotonda di Wolfram von Eschenbach e dei Catari. Aspettare l'iman della rivelazione, ciò equivale all'attesa della" Parousia", il secondo avvento del Cristo. La ricerca incessante dei cavalieri spirituali, è anche quella del Vaso Santo, del Graal della nostra tradizione, ricettacolo della santità. Tale è l'ideale dell'ordine dei cavalieri di Alamut!
Il 12 giugno 1124, Hasan ibn Sabbah seppe che stava per morire. Riunisce i suoi principali fedeli per informarli, e dir loro che designava come successore Kya Buzurg Humid, uno dei suoi più vecchi discepoli.
Il mito della sopravvivenza di Hasan si stabilisce dagli Ismailiti e fu intrattenuto accuratamente da Kya Buzurg che, tuttavia, l'aveva visto morire. Hasan ritornerebbe con l'iman della Risurrezione, il Mahdi, essere di luce. In quest’attesa, bisognava continuare a seguire gli insegnamenti che avevano dispensato durante la sua vita terrestre.
Il numero dei sostenitori di Hasan aumentava senza tregua. Kya Buzurg disponeva adesso di circa 70 000 uomini, e di 74 fortezze ripartite dal Mediterraneo all’Indo. Si era lontano dalle due centinaia di uomini riuniti ad Alamut dopo la presa di questo posto da parte di Hasan. Kya Buzurd continuò la politica del terrore con la pratica degli assassini; è così che furono uccisi, dai fidawis, i califfi fatimidi del Cairo e di Bagdad, così come numerose personalità sunnite. Purtroppo, Kya Buzurg deviò della linea austera che Hasan aveva seguito così rigorosamente.
L'ordine raggiunse l'apogeo del suo potere sotto i due successori di Kya Buzurg, suo figlio ed suo nipote, di 1138 a 1172, e ciò malgrado gli errori e dei mancamenti. Poi, declinò finché si prodursi un avvenimento considerevole: l'invasione mongola. L'Iran fu sommerso e, in 1265, Alamut cadde sotto lo shock furioso degli eserciti di Houlagou, nipote di Gengis Kahn. Il terrore mongolo, contrassegnato da terribili massacri collettivi, succede al terrore degli assassini individuali.
Fortunatamente, prendendo Alamut, Houlagou si rese conto dell'importanza della sua biblioteca che comprendeva circa trentamila volumi di cui certi erano preziosi. Incaricò Djouény, storico mongolo arabizzato, di farne il censimento. Questo durò più di un anno. Djouény prese numerose note, copiò numerosi brani. Mosso dal suo settarismo anti-Ismailiti, pubblicò un esposto nel quale condannava severamente la dottrina del Signore della Montagna. L'analisi che ne fece in quest’occasione ha avuto almeno il merito di far conoscere una parte dell'opera di Hasan ibn Sabbah prima che fosse distrutta. Difatti, andando ancora più lontano nella sua ostilità, Djouény riesce a convincere Houlagou di distruggere la biblioteca. Ciò che fu fatto sui luoghi stessi in un abominevole rogo! Le ricerche pazienti di due scienziati contemporanei, W Ivanof e Henry Corbin, hanno permesso di ritrovare recentemente, nelle Indie, alcuni testi ismailiti che si credevano persi per sempre. Si trovano oggi nella biblioteca iraniana di Teheran che dirige il Signore Corbin. Una parte di via di mezzo è stata tradotta ed il loro sfruttamento può così proseguire.