La Cavalleria 3 e 4
La Cavalleria (3)
III) Eccoci alla soglia del suo terzo incontro col Fuoco. Volontà ed immaginazione s’incontrano in lui. La forza di vita sale nel cavaliere e comincia a lavorare. Ogni essere vuol concretizzare i suoi sogni, la sua volontà tutto dentro di lui. Vorrebbe parlare di questa luce a tutti, far conoscere la speranza, trasmettere ciò che sa... Là l'aspetta la prova. Sarà provata sulla sua forza di volontà, sulla sua immaginazione per esprimere quel che dimora in lui e sulla forza che è in lui e che gli permetterà di tener duro malgrado i detrattori d’ogni genere che innalzeranno davanti a lui divisione e potere. Sarà capace di tenere la testa alta? La risposta gli appartiene. A lui di non lasciare prodursi questa confusione caotica mantenendo l'unità tra la sua volontà e le sue immaginazione, restando sereno e contemplativo davanti all'avversità. A questo punto, ogni precipitazione sarebbe nefasta. Deve lasciare la luce a-gire. La sua volontà si offre in completamente al servizio del Fuoco per personalizzare la Saggezza. Se passa questa prova, il cavaliere sarà ammesso nel cerchio degli dedicati. Là si trova la prima soglia. Se cade, nessun rimprovero gli sarà fatto ma perderà il Nome. Perciò il postulante dovrà guardare in sé e rimanere attento che la sua anima non incontri nessun disarmonia nel suo interno, che i suoi cervelli funzionino insieme. È fusibile ed il Fuoco del cielo non deve entrare in contatto col fuoco terrestre che scatena le passioni dell'uomo animale. Se si rischia, la tormenta si scatena. Il cavaliere comprende con chi si misura e se insiste, sarà distrutto prima ancora d’aver potuto contemplare il Fuoco. Voi capite a che punto la strada della realizzazione costeggia l'abisso e perché è essenziale che il cavaliere mantenga la sua unità e sia cinto dalla Luce delle Luci - Aur-Ora -
Nascosto in seno a questa Luce, per la sua grazia ed il suo amore, niente può fargli ostacolo, niente può contrastare la sua azione. Il cavaliere attinge la sua forza da questa Luce, legato allo sforzo della comunità.
Se abbandona questa Luce, se casca nella trappola del dubbio, del pensiero e/o della parola negativa e l'insieme parte alla deriva su un mare scatenato.
Che ciascuno di voi comprenda bene la metafora. La comunità dei cavalieri è qui come una barca che naviga col mare grosso. Ciascuna delle azioni deve essere coordinata se non volete vedere l'edificio per il quale avete faticato tanto, affondare in pieno mare in pochi secondi. A partire da quest’istante, niente potrà rimediare le vostre lacrime e ripianti non cambieranno niente.
So che la messa in guardia non serve a niente poiché il cavaliere è quello che opera in ogni indipendenza. Tutti i postulanti dovranno sperimentare e sapere se le loro basi sono solide, se le loro parole ed i loro atti manifestano delle differenti tappe della strada nascosta. Possiamo seguire solamente i vostri combattimenti e talvolta asciugare discretamente le nostre lacrime.
Ciascuno di voi deve meditare tutto ciò affinché lo riconoscevate nel momento in cui la prova si presenterà, affinché forgiavate da ora, nel vostro proprio pensiero, lo scudo che vi proteggerà allora e che vi permetterà di andare più lontano, di scoprire i dodici aspetti del Fuoco. Forgiate in voi il cuore fiammeggiante, fate di questo cuore una sorgente di Luce nella quale la vostro volontà potrà scendere al suo gradimento e attingere la forza necessaria per compiere la strada, per rialzare gli Altari del cuore ed illuminarli della tripla fiamma per compiere il vostro ministero.
La Cavalleria (4)
IV) L'atomo germoglio del cuore è alimentato così dall'avvampare del Fuoco, diretto per il volere e l'immaginazione. Cosi il cavaliere vuol stabilizzarsi. Riuscirà se passa la quarta prova! Si confronterà qui con la verifica delle sue basi. I custodi di questa porta cercano di spostare il Fuoco verso un'altra parte del suo corpo, verso un altro cervello per stabilizzare l'armonia. Per far questo, scuoteranno la convinzione profonda del cavaliere, la sua certezza di essere sulla buona strada. E non è così facile, creeranno dal postulante un soffocamento. Occorre un tempo riflessione per deviare dai vecchi cliché e dirigersi verso il nuovo mondo.
Il cavaliere deve provare qui che non è compiacente verso di sé, che non s’isola dal mondo alla minima tormenta o, per contemplare suo proprio splendore e... soffocarci.
A questo punto della strada, il cavaliere deve rivestire l'armatura che proteggerà l'atomo germoglio del cuore. Quest’armatura è costituita da un Fuoco puro che fortifica le vibrazioni del cuore ma attenzione, l'armatura può proteggerlo ma anche diventare prigione. Gli appartiene di scegliere tra i Fuochi caldi e generosi del divino ed il fuoco freddo del fanatismo; da centripeta, la sua energia deve diventare centrifuga. Deve staccarsi da sé e deve mettersi all'ascolto delle voci della Luce che l'avvertono": Cavaliere, non sei arrivato, otto prove ti aspettano ancora! Se cadi adesso, perderesti il tuo nome e saresti bruciato dalla passione di un egoismo ostinato e raffreddato nello stesso tempo dalla mancanza di amore. Cavaliere, esci da te, ricordati della tua missione."
In questo cavaliere esploderà un orribile conflitto. Si trova confrontato ad uno dei punti più resistenti della sua personalità, legata alla terra. Dovrà comprendere, come in un lampo, che il Fuoco lo fortifica solamente per andare la sua strada, che questo Fuoco non si manifesta a lui che a causa del suo coraggio di accettare suo fardello ed il suo Nome. Perderà il suo titolo? Perderà il suo coraggio? Resterà legato alla roccia? Perderà il suo amore per l'umanità?
Il Fuoco, a questa tappa, si trasforma bruscamente in Daïmon. Tale è la doppio apparenza dei elementali per cui non ha vinto i sui difetti rispettivi. Il cavaliere non può più nascondersi dietro più alto di lui. Non ha più né capo, né guru. Cade il suo carico sulla sua fronte. Dei fratelli e delle sorelle saranno al suo fianco per imbracciarlo ma non potranno passare la prova al suo posto. Una altra volta, l'aurora si alza chiara e luminosa sul cavaliere che ha acquisito il disinteresse che ingloba ogni essere nello stesso Amore. Ha provato che non ha intrapreso la strada con le note ma con la chiara coscienza iscritta nel più profondo di lui, di ogni eternità..