La cavalleria 8 e 9
La Cavalleria (8)
XI) Allora, il cavaliere decaduto, il nostro pellegrino deve ora affrontare la prova del Trono e sono agli Eoni a fargliela passare. Di tutto ciò che può incitare il pellegrino alla seduzione, al desiderio di sembrare, di mostrare il suo cosi-detto potere, niente gli sarà risparmiato. In uno stesso tempo, sarà posto in lavori sempre più scoraggianti. Dovrà mostrare la sua Volontà di servire la Luce ed ogni volta senza piegare. Il suo Fuoco interiore deve unirsi alla Luce delle Luci, nessun’autorità materiale lo precederà, solo la Luce che emana dal Trono di Dio gli indicherà la strada. Quando il pellegrino manifesterà il suo stato di servitore, annichilando in lui ogni collera, ogni vana seduzione, ogni presunzione ridicola, si rivelerà degno di presentarsi all'undicesima prova nella sua coscienza perché il Fuoco dello Splendore si applica ad una forma orgogliosa del potere di pensare. Deve ben ricordare che “pensare" può costruire un mondo nel quale si alzerebbe, spinto da un intenso desiderio che spingerebbe le sue vibrazioni verso il santuario della testa dove accenderebbero un fuoco immaginario nel quale un trono sarebbe eretto. Dunque è adesso che nostro pellegrino deve lottare contro le false realtà per uscire come guida della Saggezza.
Molto spiritici, medium e guaritori soffrono d’essere inspirati tanto dalle loro preghiere che dai loro predecessori religiosi. Subiscono la sensazione di essere chiamati dalla Luce improvvisamente, da un Maestro sublimato... Affondano allora in una situazione pericolosa per il prossimo perché manifestano di una luce inesistente.
Se l'iniziato cade in questa trappola, ne sarà finito dell'adepto perché il pellegrino deve servire senza cercare di appropriarsi la Luce. Non si fabbrica una pretesa luce per chiudersi dentro e chiuderci gli altri. Non ha bisogno di una falsa aura.
Se rimane nella verità e l'umiltà, avrà vinto tutti gli aspetti del" Io" e sarà pronto ad alzarsi dallo stato di Servitore a quello d’adepto, di Maestro costruttore. Chi deve ubbidire e che è ubbidito grazie alle sue qualità interiori sentirà allora le voci che lo chiamano al soccorso. A questo punto, riceverà una nuova spada e rivestirà l'armatura verde dei cavalieri celesti per avvicinarsi al Fuoco che irradia e segnerà il dodicesimo incontro, dodicesima prova ma soprattutto estrema prova. Pellegrino, ha camminato solitario, adesso deve reintegrare la cavalleria, il collettivo. Ne sarà capace? Sarà in grado di fare solamente Uno con lui, di armonizzare indipendenza, libero arbitro e società?
Lunedì 10 Ottobre 2005
La Cavalleria (9)
XII) Da allora il nuovo Cavaliere è battezzato dal Fuoco ma ogni reazione egoista o sconsiderata potrà trasformarsi in caduta, in rinvio a raggiungere lo Scopo. Deve imparare a tenere il suo sguardo fissato verso lo Scopo, verso la cima della Montagna.
Ora il nuovo cavaliere comprenderà l'importanza delle prove passate che l'hanno fortificato, incoraggiato tutto lungo la strada.
Mai dovrà dimenticare le lezioni.
La comunità l'ingrandirà e gli darà la Forza necessaria al compimento del suo lavoro. Seminerà le scintille intorno a lui senza cercare di alimentare il Fuoco.
Avete adesso tra le mani gli elementi del vostro ricerca, della vostra realizzazione. Nessun bagaglio è necessario per camminare su questa strada, bisogna al contrario scaricarsi. Ricordatevi che in montagna un pesante bagaglio è più ingombrante, addirittura più pericoloso che un modesto zaino e che sulla strada, non è più tempo di sfogliare la guida. Alcuni di voi si riconosceranno forse in queste linee! Che stiano attenti, è con umiltà che il cavaliere deve camminare se vuol raggiungere lo Scopo. Meditate, meditate spesso, la minima parola, la minima virgola può diventare un faro su questa strada dove spero incontrarvi un giorno per re-dorare insieme l'orifiamma della Cavalleria per la sola gloria di Maria-nostro-signora.
- A te mio fratello o mia sorella sul sentiero,
- Possa l'amore della Luce
- Penetrare il vostro cuore
- Ed alzare la vostra anima
- Fino alla cima dell'eternità.
- A.U.R.O.R.A. prego la Luce
- Sebbene il freddo della notte sia ancora sensibile
- Il vostro pensiero riscalda già i nostri cuori come il tepore dell’alba.
- La speranza è energia per riempire la nostra vita.
Non appesantite la vostra vita portando problemi che non vi sono mai stati dati.