Impostazione della Chiesa

Publié le par Marie de St Clair

Impostazione della chiesa

Di Giovanni, non resta altrettante tracce, se no l'apocalisse, ed un vangelo di cui è l'autore supposto.

La tradizione riporta che Giovanni è stato bandito a Patmos, mare Egeo, da Doniziano, ed avrebbe raggiunto un’età cosi avanzata che si credeva che non morrebbe mai.

L'apocalisse sarebbe stata scritta in seguito alla grande persecuzione di Nerone, e sotto l'influenza di una violenta collera; è tipica della poesia ebraica. Il vangelo, molto diverso, si ispira molto la filosofia greca, (è la ragione per la quale si dubita che  sia lo stesso Giovanni che abbia scritto i due, a meno che per il vangelo, l'abbia fatto solamente verso 90, dunque dopo 20 anni passati a Patmos), si ritrova l’influenza degli stoici, i neo-pitagorici e Phylon, l'inizio del vangelo di  è  Giovanni caratteristico di queste origini.

Così, Giovanni insegue l'opera di Paolo che stacca il cristianesimo dal giudaismo: Gesù non è più un ebreo, parla agli ebraici dicendo" la vostra legge", non è più un messia mandato per riportare le pecore perse dell'Israele, ma figlio e co-eterno di Dio. L'esistenza ebraica di Gesù può essere riportata in secondo piano, e sostituita dalla tradizione religiosa e filosofica dello spirito ellenico. Da allora, il mondo pagano poteva accettarlo.

Sembra dunque, in una certo senso, che il cristianesimo ha assimilato il paganesimo, che lo spirito greco che moriva, ha ripreso vita nella teologia e la liturgia della chiesa, i misteri vengono a fissarsi ai misteri della messa.

Si potrà così notare il contributo dei culti pagani, o la similitudine con questi culti che venivano:

·    Dall'Egitto, l'adorazione della madre e del bambino.

·    Dalla Frigia, il culto della nonna.

·    Della Siria, il dramma della Risurrezione (Adone).

·    Della Tracia, il culto del Dio morente e salvatore (Dioniso).

·    Della Persia, la credenza nel millennio, età del mondo, conflagrazione finale, dualismo, tenebre e luce.

·    Al rituale del culto di Mitra, il rituale della messa era talmente simile, che i padri della chiesa hanno accusato il demonio di avere inventato queste analogie per smarrire gli spiriti deboli.

I cristiani si riunivano nelle piccole cappelle, si organizzavano sul modello della sinagoga. I primi cristiani erano piuttosto poveri, s’incontrava anche un certo numero di schiavi. Conducevano tutti un'esistenza regolare e laboriosa. Le donne erano talvolta arruolate nei compiti secondari, dovevano avere, in ogni caso, un atteggiamento umile. L'attesa di una fine prossima, pur dando al cristianesimo una notevole forza d’impatto, permetteva di sopportare più facilmente le ingiustizie, e le costrizioni che s’imponevano alla maggioranza di loro. Lo spirito di uguaglianza tra fratelli era molto sviluppato, e si manifestava soprattutto agli agape, o festini d’amore che avevano luogo la sera del sabato, con letture delle Scritture, e benedizioni del pane e del vino, e finivano col bacio d’Amore. Nell'III° secolo, l'agape sparisse poco a poco.

I cristiani vivevano insieme, niente di un non scappava all'altro. Così, un rigoroso esame reciproco bracca il peccato; il celibato e la verginità erano raccomandati, gli sposi incoraggiati ad astenersi. Ricordiamo che tutto ciò era fondato su una vicina fine dei tempi. Ma questa fine che tarda, la sua attesa diventò meno intensa, la sua speranza si smorzò, la morale si distese al punto di provocare talvolta delle reazioni da parte dei capi spirituali.

La domenica cristiana sostituì il sabato fin dalla metà dell'II° secolo, con celebrazione del rito, preghiere, istruzioni, esortazioni.

In principio le donne erano ammesse a profetizzare, ma davanti al caos teologico che ne risultò, ciò fu soppresso.

Verso la fine dell'II° secolo, queste cerimonie settimanali avevano rivestito la forma della messa cristiana. L'Eucaristia era una dei sette sacramenti, (nell'I° secolo, erano solo 3). Il cristianesimo si adattava alle esigenze della vita umana, e prendeva velocemente dell'importanza. Cosi facendo, radunava alcuni degli spiriti più importanti dell'impero:

·    Ignazio, vescovo di Antioca, apri la dinastia dei padri della chiesa, dando al cristianesimo una filosofia, e rovesciando gli errori con l'argomentazione.

·    Tertulliano, nato verso 160, fu un giurista a Roma, e studiò la retorica, convertito al cristianesimo, sposa una cristiana, ed è ordinato prete. Mise la sua astuzia e tutti gli artifici appresi al servizio della sua nuova fede. Il cristiano teologico, metafisico e mistico che era, perché greco, diventa giuridico e pratica.

·    Origene: la crescita della chiesa è lenta in Egitto, ma durante l'II° secolo, nasce una scuola catechistica che univa cristianesimo e filosofia greca. Origene fu uno dei suoi direttori dopo esser stato studente. Realizza un grande esposto dell'insieme della dottrina cristiana e dimostra i dogmi cristiani secondo i racconti dei filosofi pagani. Per lui, Dio è il principio primo d’ogni cosa, Gesù è il Logos che organizza il mondo, essendo subordinato al Padre. L'anima deve passare per una serie d’incarnazioni prima di entrare in un corpo umano, e poi continuare queste incarnazioni per raggiungere Dio. Appena i suoi scritti hanno cominciato a spargersi, Origene è stato condannato (400) come eretico, il concilio di Costantinopoli lo dichiarò anatema.

Molte frazioni del cristianesimo si dividevano la fede. Ireneo fa un elenco 20 in 187, Efinane ne conta 80 in 386. Importava dunque, per la chiesa, fissare un cannone di scritture, determinare la dottrina e organizzare la sua autorità.

Nell'II° secolo, c'erano molti vangeli, ed i cristiani non si accordavano sul custodirne un certo numero e rigettare gli altri, sembra che fu in 180 che la decisione di conservare i Vangeli detti canonici, sia stata presa; allo stesso tempo, fu fissato il cannone delle scritture che corrisponde, più o meno, al Credo.

Dei concili e dei sinodi ecclesiastici si riunirono spesso nell'II° secolo. Ma se all’inizio erano aperti a tutti, anche ai civili, nell'III° secolo rimangono solo i vescovi, che molto rapidamente, si riconobbero come gli unici arbitri definitivi della Fede.

Malgrado degli indietreggiamenti momentanei della chiesa di Roma, la lotta permanente per diventarne il vescovo mostrava la sua superiorità sulle altre Chiese. D’altra parte, Gerusalemme s’indeboliva, e Roma pretendeva che come successore di Pietro, aveva una certa precedenza...

Così la tradizione si installò, e verso la fine dell'III°secolo, il papato aveva preso un'importanza comparabile, se non superiore, a quella dell'imperatore.

Roma fornisce un'organizzazione al cristianesimo, il diritto romano fu la base del diritto canonico, e la lingua della chiesa, la lingua latina.

Un problema rimaneva ancora, perché se un pagano poneva prima suo vassallaggio al re o all'imperatore, un cristiano poneva prima suo vassallaggio a Cristo. Parimenti, un cristiano non era tenuto ad ubbidire ad una legge ingiusta. Un'opposizione si sviluppò e durò fin tanto che lo stato non fu cristiano, il proselito facendosi perseguitare e martirizzare piuttosto che ubbidire all'imperatore pagano.

Tuttavia, i cristiani diventavano sempre più numerosi, e Costantino, il cui l'esercito era in gran parte composta di Cristiani, fu obbligato ad arrivare a compromessi. Così:

·    In 313,  con l'editto di Milano, Costantino ordina la tolleranza di tutte le religioni e la restituzione dei beni dei cristiani.

·    In 323, Costantino conferma questa decisione, e governa coi cristiani, i vescovi che servono d’agenti di collegamento e d’autorità giudiziale nelle loro diocesi. La chiesa diventa esente da tasse.

L'imperatore sperava che la chiesa avrebbe tirato Roma fuori della sua decadenza.

Resta tuttavia tre nuvole in questo cielo che cominciava a diventare sereno:

·    Il Monachesimo: che attiro i cristiani per reazione contro gli accomodamenti tra lo spirito ed i corpi. Una minoranza s’installa nell'ascesi e la povertà, che questa sia individuale o in gruppo.

·    Lo Scisma Donatista, presentato da Donaziano, vescovo di Cartagine che pretendeva, che ogni sacramento dato da un chierico, in stato di peccato, era nullo. Costantino convoca il concilio di Arles in 314 che condannò il donatismo; ritornerà sulla sua decisione cinque anni più tardi, a causa dell'editto di Milano, ma il paese resterà separato in due, e la guerra interiore, cesserà solamente all'arrivo dei Saraceni, ma troppo tardi.

·    L'Arianismo. In 318, un prete della città egiziana di Baucalis fa lo stupore del suo vescovo. Predica che il Cristo essendo il primo degli esseri creati dal Padre, non fa uno con lui, non può essere co-eterno, ne consustanziale. Il Santo Spirito generato dal Logos, è ancora meno Dio che il Logos. È la rinascita delle idee neo-platoniche greche che si spargeranno velocemente.

Un concilio convocato deposita Arius ed i suoi sostenitori, ma alcuni elementi informati di questa decisione, protestano. Costantino tenta di fare abbassare il tono, in vano, convoca dunque il primo concilio ecumenico in 325 a Nicea. Una dichiarazione fu redatta allora nella quale i sostenitori di Arius vollero aggiungere un iota, (Homoiousia = analogia, al posto di Homoousia = consustanzialità). Ciò fu rifiutato loro. I no firmatari furono esiliati, i loro scritti bruciati.

Questo concilio segnava la volontà della chiesa di fissare la sua dottrina e di tenerci, così come la sua forza verso l'impero romano. Con l'aiuto di Costantino, il cristianesimo diventò una Chiesa quanto uno stato, lo stampo della vita e del pensiero europeo per 14 secoli. Costantino senziente venire la morte, divise il suo impero, si fece battezzare, cerimonia che aveva ritardato volontariamente affinché i suoi peccati siano cancellati, di colpo. depositò il suo abito di porpora, prese la tunica bianca del neofita cristiano, e spirò...

Jean Fortin

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Publié dans Via e Religione

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