I PRIMI CONCILI

Publié le par Marie de St Clair

I Primi Concili

Attraverso diciannove secoli, nel mezzo di tante difficoltà e di un numero crescente di fedeli, la chiesa cattolica ha mantenuto la coesione. S’ispira alla gerarchia romana: ogni chiesa sceglieva uno o parecchi preti, e tra essi, un vescovo era a sua volta scelto, uno per ogni città. Il numero dei vescovi che aumentando, vediamo apparire, fin dal quarto secolo, primati, arcivescovi o metropoliti che governano una provincia, mentre sul piano superiore, si trovano i patriarchi (Costantinopoli, Antioca, Gerusalemme, Alessandria, Roma).

I patriarchi, come l'imperatore, potevano decretare la riunione di un concilio che poteva essere provinciale, per una provincia, plenaria, per l'Occidente o l'Oriente, generale per l'occidente più l'Oriente, ed ecumenica per tutta la cristianità. Sono durante questi concili, che le principali decisioni della chiesa furono prese, o confermate; sono tramite i concili che sono stati determinati le differenti tappe, e gli orientamenti.

Tuttavia, se il concilio è un fenomeno di chiesa, è anche un fenomeno di uomini, con le loro passioni, il loro temperamento. Un concilio non accade fuori dal tempo, è impregnato nel contesto storico. Così fu del problema del celibato dei preti di cui si parla tanto attualmente.

Il concilio provinciale di Gengra (362) dichiarò eretica l'interpretazione che certi facevano di un passaggio di Paolo (Corno). VII 32, condannando i preti sposati. Originariamente, gli uomini sposati potevano essere ordinati, salvo aver due spose, o aver sposato una vedova, una divorziata o una concubina.

La chiesa, tuttavia, venne velocemente ad esigere il celibato dei suoi preti; la ragione è che, i preti non celibi, avevano una famiglia, dei bambini, e che certe donazioni fatte al prete o alla chiesa, i due essendo confusi, passavano ai bambini dei preti, per testamento. D’altra parte, alcuni scandali d’adulteri, dove dei preti sposati furono implicati, diminuirono il rispetto del popolo per quest’ultimi. Un sinodo romano (386) consigliò la continenza al clero, ed il papa Siricius (387) ordinò la sospensione d’ogni prete che si sposerebbe o continuerebbe a vivere con la sua donna. Bisogna credere che le decisioni di Siricius non siano state applicate, perché in 1059, il concilio di Laterano scomunica ogni prete che custodirebbe una donna o una concubina. Certi vescovi, ripugnante a rompere le famiglie del clero, non promulgano questo decreto. In 1074, un sinodo rinnova i decreti di 1059, sciogliendo della loro ubbidienza i preti sposati, i laïci della loro parrocchia. Molti preti sceglieranno in favore della loro famiglia, a spese del loro sacerdozio, ed un vescovo, Otto di Costanza, incoraggiò i suoi preti sposati. Gregorio lo scomunicò. Nel Febbraio 1075, un sinodo di vescovi italiani, sotto la presidenza di Gregorio emanò dei decreti contro il matrimonio dei preti, e alla morte di Gregorio, la sua azione fu inseguita da Urbano II, Pasquale II, Caliste II, fino al concilio di Laterano (2°) in 1215, dove Innocente III condannò definitivamente il matrimonio dei preti. Allora man mano questo sparisce, ma lentamente. ed è utile segnalare che nel rito greco, il matrimonio dei preti è obbligatorio. I vescovi, e altri dignitari di questa Chiesa, sono scelti tra i monaci, che sono celibi. Parimenti, bisogna segnalare che se il prete romano ha fatto voto di celibato, non fa obbligatoriamente voto di castità. Questi due voti sono distinti uno dell'altro, e ciò ha la sua importanza nella storia della chiesa romana.

Il luogo di riunione di un concilio ha anche la sua importanza, così, la scelta della città di Efeso per il concilio di 431, è stato fatale per la causa di Nestorius, (concilio di Efeso, ed è completamente ovvio che lo spirito soffia sui padri conciliari, più comodamente, nel mezzo di una festa popolare nel mezzo dell'indifferenza o dell'opposizione generale. Il fatto per la chiesa di passare dalla parte del potere, doveva d’altra parte modificare il modo di pensare di questa Chiesa, nei suoi rapporti con lo stato. Così, la guerra, illegittima all'inizio del cristianesimo, come i beni generati da donazioni, furono legittimati, per soddisfare le esigenze d’uno Stato protettivo, per imporre la sua volontà, o proteggersi.

La chiesa trionfante è sempre meno tollerante, e l'individualismo di credenza diventa rapidamente" disubbidienza e rivolta", quando l'eresia non era l'aspetto apparente d’altri reclami che non avevano più niente a che vedere con la Fede. Cosi delle divergenze apparvero tra i Patriarchi: i monofisiti desiderarono liberare la Siria dall'influenza di Costantinopoli, ed i donatisti, staccare l'Africa da Roma. All'infuori degli innumerevoli concili provinciali plenari o generali, riuniti spesso per soddisfare le ambizioni di certi, e sancirne altri, distribuendo nomine, scomuniche e deposizioni alla domanda, c'occorre fare la scelta e studiare più particolarmente i grandi concili, chiamati ecumenici. ..

 seguire

Publicité

Publié dans Via e Religione

Pour être informé des derniers articles, inscrivez vous :
Commenter cet article