Presentazione della Bibbia (1) FABRE D'OLIVET

Questa comunicazione tratta, come il suo titolo indica, delle versioni diverse della Bibbia attraverso le età, e della traduzione, secondo Fabre d’Olivet, della Cosmogonia di Mosé.
Le versioni diverse partono dalla Bibbia ebraica originaria che non comporta, ovviamente, che il vecchio Testamento, per arrivare su alcune delle traduzioni più recenti, passando dalla traduzione greca detta dei" Settanti", e la traduzione latina detta la" Vulgate."
Tra le traduzioni più recenti, segnaliamo la Bibbia detta di Gerusalemme, edizione bilingue in ebraico-francese, la traduzione del Canonico Osty, la recentissima traduzione ecumenica alla quale hanno partecipato i cattolici romani, i protestanti ed i cattolici ortodossi, (il vecchio Testamento pubblicato nel 1972, il Nuovo Testamento nel Novembre 1975).
Ma, questo costituisce solamente una parte del lavoro; è puramente storica.
La parte esoterica, che considero come più importante, rappresenta ciò che ho estratto dell'opera di Fabre d’Olivet": La Lingua Ebraica Restituita." È l'apprezzamento di quest’autore da parte di Edouard Schuré nel suo libro" I grandi Iniziati" che mi ha spinto a procurarmi questo libro.
Ascoltate, cosa dice Edouard Schuré, di Fabre di Olivet (citazione rammendata in fondo alla pagina 4 dell'esposizione),:
"La lingua Ebraica Restituita" è stata ripubblicata fortunatamente nel 1971 nella collezione svizzera Delphica. In questo lavoro che rappresenta una somma di lavoro considerevole, e che rivela una grandissima erudizione, l'autore si dedica, fra l’altro, ad un studio molto spinto della lingua ebraica, delle sue origini, delle sue radici; stabilisce una grammatica che gli permette di proporre una traduzione letterale della Cosmogonia di Mosé, assortita di numerosi commenti esplicativi, poi una traduzione che designa sotto l'epiteto di" corretta". La Cosmogonia di Mosé è formata dai primi dieci capitoli della Genesi che costituiscono per Fabre d’Olivet una" decade sacra." A ciascuno di questi dieci capitoli, l'autore attribuisce un titolo corrispondente a ciascuna delle fasi della nascita dell'universo e delle sue principali vicissitudini geologiche.
Il primo capitolo fu quello dell’Inizio o “principazione”: là, tutto si presenta in possibilità di essere, o in germe.
Il secondo capitolo fu quello della Distinzione: il principio passa al potere in atto.
Il terzo fu quello dell'estrazione: una grand’opposizione si manifesta.
Il quarto capitolo fu quello del Moltiplicazione per divisione: vale a dire di questo tipo di moltiplicazione che si attua, quando si divide un tutto in parti.
Il quinto fu quello della comprensione facoltativa.
Il sesto fu quello della misura proporzionale.
Il settimo fu quello della consumazione delle cose: l'equilibrio è rotto, una catastrofe terribile segue, l'universo è rinnovato.
L'ottavo fu quello dell'accatastamento delle specie: le cose divise ritornano ai loro principi comuni, riunendosi.
Il nono fu quello della ristorazione cementata: un nuovo movimento comincia.
Il decimo fu quello del potere aggregativo e formatore; le forze naturali si estendono ed agiscono."
Non è possibile, per chi non conosce la lingua ebraica, seguire Fabre d’Olivet nel suo progredire .
Ma si può, ed è ciò che ho tentato di fare, ricordare le conclusioni che trae dai suoi importanti lavori.
Quest'esposto si concluderà con un paragone molto parziale di un testo di una Bibbia francese moderna - ho scelto la Bibbia di Gerusalemme con la traduzione" corretta" di Fabre d’Olivet. Per non essere troppo lungo, mi sono limitato ad alcuni versetti scelti tra i dieci capitoli della cosmogonia. Troverete un tema alle vostre riflessioni.