La Conoscenza
Ricerchiamo la conoscenza, la comprensione delle leggi divine, del mistero della natura e della complessità dell'uomo. Troveremo soluzione solo con lo studio dell'universo e della vita, leggendo nel cuore degli esseri, ma bisogna prima risolvere il problema dell'opposizione delle forze materiali e dello spirito.
Ciascuno di noi è impegnato nella costruzione del Tempio sulla terra. Per realizzare ciò, bisogna lavorare sui tre piani: fisico, mentale e spirituale. L'essere deve trascendere il mondo. Il Signore gli ha confidato questo mondo con tutte le sue possibilità, buone o cattive. Per esprimerci, abbiamo la parola, figlia della magia e del verbo. È giudizio, sintesi ed analizza, e la scrittura trasmette questa parola.
Bisogna prendere coscienza del nostro spirito, nato dell'Io divino che è in noi. Ma,...la prova è là, il dolore, l'avversità ci abitano e per momento, ci sentiamo persi. Dobbiamo allora ricercare il silenzio e la meditazione per ritrovarci. Sentiamo la nostra piccola voce interiore che non c'inganna mai. È di questo silenzio che nasce la convinzione che esiste un" qualcosa" che ci guida e grazie al quale troveremo la totalità divina.
Abbandonatevi al potere spirituale. Ci sono tante cose in voi... tutte le possibilità, la saggezza, l'amore, la forza di vita.
Spesso la nostra disgrazia viene dall’ignoranza di noi stessi, dalla contraddizione tra nostro Io profondo ed i nostri atti. Bisogna tendere verso l'accesso all'unione mistica dell'essere con la realtà divina. Facendo brillare la vostra luce interiore e progettandola, aiuterete a disperdere le nebbie del dubbio, della paura e della disperazione. La preghiera può aiutarci, ma non occorre che sia una supplica o una domanda egoista, deve essere un'inspirazione verso l'amore divino, l'espressione della nostra anima e del nostro cuore.
Ricerchiamo la comunicazione con ciò che ci circonda, e con l'aldilà. Pensate a quelli che ci hanno lasciato, hanno una vita molto diversa della nostra, ma sono vicini a noi, ci seguono e ci aiutano talvolta a comprendere meglio, è un vero conforto.
Il contatto con certi di loro e con le nostre guide esiste, ma riportiamo ahimè la maggior parte del tempo, solamente poche cose dei nostri viaggi... tuttavia, non siamo soli.
Sono affini, amici che ci circondano, siamo una catena d’anime.
Servire il prossimo su tutti i piani, portare gli esseri alla conoscenza è il nostro dovere in questo mondo.
Sono da qualche tempo in corrispondenza con un Essere sicuramente molto evoluto e molto avanzato sulla strada della Conoscenza. Lo conoscerete sicuramente un giorno, ma, per il momento, preferisce custodire l'anonimato. Conosce l'esistenza della Masseria alla quale partecipa in pensiero. Vado a leggervi gli auguri che invia alla Masseria:
<<Mie Sorelle, miei Fratelli,
A voi della Masseria, Neofita o Maestro, importa poco: è solo la funzione che conta. Chiunque siete ed ovunque siete, qualunque sia la vostra regola, grado o denominazione, qualunque sia il vostro movimento od obbedienza, questo messaggio è il vostro.
Chi ve l'invia non è né un Maestro, né un Iniziato, ciò che non l'impedisce per contro di ricercare la Padronanza e l'iniziazione ad ogni passo del sentiero della Vita. Come voi, ha commesso degli errori e, malgrado sua buona fede, ne commetterà ancora altri. E incline quanto un altro all'errore; sa, tuttavia, che l'uomo è perfettibile. È ciò che si sente di dirvi nel suo nome e solamente questo.
"Fedele ad una Tradizione parecchie volte millenaria, formulando auguri affinché le vostre speranze più giuste e sincere siano ricompensate, vi invio questo messaggio sacro fra tutti:
"PAX VOBISCUM. AMEN !"
È lui che ha forgiato il gioiello simbolico che alcuni di voi conoscono già. L'ha portato intorno al collo, sospeso ad una catena di metallo, durante sette anni. Pensa che adesso questo gioiello deve appartenere alla Masseria.
Ho meditato sopra e vi comunico ciò che mi ha ispirato.
Ho notato che possiede 26 raggi, ciò che corrisponde ai 26 Fratelli della prima Masseria.
Al centro, il triangolo equilatero, simbolo d’equilibrio e di stabilità... il ternario che è l'unità perfettamente manifestata. Questo triangolo può essere anche l'unità nel lavoro e può formare il risultante equilibrato di una forma attiva dell'energia su una resistenza passiva. È il principio trinitario, creazione che risulta dal 1 e del 2.
In questo principio è il Padre, il Figlio, lo spirito.
Il" Padre" è tanto la coscienza generale dell'unità nello infinitamente grande che nel infinitamente piccolo.
Si può simboleggiare la coscienza universale sotto il nome di" Padre" non manifestata, la coscienza vergine. È il rapporto eterno, invariabile, l'equilibrio assoluto che permette di mettere in opera tutti i rapporti fra un tempo ed un spazio limitato.
Il" Figlio" rappresenta le frazioni della coscienza eterna del" Padre" di cui sono il riflesso nel tempo e lo spazio.
Sono gli impulsi del" Padre" che entreranno nella coscienza del" Figlio" che formeranno così la coscienza manifestata.
Il piccolo zaffiro giallo nel triangolo raffigura l'occhio, vale ha dire, la Saggezza che osserva... il principio del Bene che fissa il Male per allontanarlo... l'energia della vita universale... o... più esattamente lo spirito... la Conoscenza integrale, la realizzazione futura di tutti gli sviluppi della coscienza.
Si potrebbe dire che il Padre è la coscienza universale" prima del" discernimento delle possibilità, il Figlio è la coscienza universale" dopo" e lo spirito è " l'avvenire" ed il" tutto" in una stessa eternità.
Il cerchio che circonda il triangolo è il simbolo dell'animazione, del tempo. È la ruota, il Rouha della cabala, il soffio che permette il processo della circolazione dell'infinito che gira senza arresto... il segno dell'assoluto, principio dell'unità.
Questa figura geometrica dell'insieme corrisponde al numero che è suo complemento . È un" sole in miniatura."
La cabala dice che la lingua dei numeri è la lingua delle idee, dei pensieri. È il simbolo più prezioso. Rappresenta i" principi" delle cose.
La cabala considera il simbolismo delle lettere, delle parole, cifre e numeri rispetto alle figure geometriche, come un metodo complesso, abbastanza perfetto, per trasmettere l'idea dell'unità e della Conoscenza,
l' unità che è la base dell'ordine universale. Questo appartiene alle nozioni di aritmosofia. I Caldei, gli egiziani e gli ebrei praticavano la scienza dei numeri e delle loro corrispondenze. Vi ho parlato già succintamente, così come dei simboli e delle cifre in un lavoro che vi è stato rimesso.
C'è una forza unica che penetra il mondo visibile ed il mondo invisibile. Certi simboli ci permettono di concepirla.
Questi mondi formano un tutto all'immagine della creazione. La" parola", il" verbo", nacque del movimento corrispondente alle lettere ed ai numeri così come alle forme geometriche, e formano con loro un'unità inseparabile.
Tutto questo dà un senso alla magia, alla liturgia, e serve a guidare l'orientamento delle chiese e dei templi verso l'Oriente, il sole levante.
La porta dalla quale doveva passare il battezzato si chiamava la porta di Vita, perché lasciava introdurre la Luce nel" quadrato-lungo" dell'edificio. Ahimè, ciò si è perso. Poche persone chiamano ancora questa porta la porta della Vita.
Quando vedo le chiese moderne in cemento, mi chiedo qual’è il loro orientamento e la loro dedica. E tuttavia... la Porta era una via aperta a tutti che conducevano al Signore... più dell'erudizione che non è la vera via, ma solamente un mezzo.
È con l'erudizione o con la riflessione che l'uomo cerca, in generale, suo divenire dopo la morte... Lo raggiungerà solamente con suo lavoro interiore... solo quando avrà in lui la serenità... Quando avrà ammesso che la morte è solamente un cambiamento di stato, il passaggio di una vita ad un'altro... quando avrà realizzato in lui i tre pilastri dell'albero di Vita: la comprensione... la dolcezza... la forza...
È per l'iniziazione che ci arriverà. Ma, l'iniziazione deve essere graduale e deve proseguire tutta la vita.
Nelle Masserie è la missione del Magister di riunire ciò che è sparso, di fare del lavoro spirituale, di spargere, seguendo i suoi mezzi, la Luce.
Quando si può raggiungere" in viaggio" certe sfere, si è felice di sentire una libertà... di essere su dei piani più sottili che vi permettono di comprendere meglio e di vedere meglio gli avvenimenti, ed i sentimenti degli uni e degli altri... Il nostro giudizio è più spoglio, e chiaro.
La presenza dei disincarnati è talvolta molto confortante... Ma dirò anche che ciò può essere una trappola, perché, se si ha una vita molto dura sulla nostra terra... si vorrebbe partire... e, sarebbe un errore, sarebbe mancare la prova e non accettare di assumere la sua vita; è vero che si vorrebbe ritrovare anche il contatto. Ma, sarebbe un errore, sarebbe mancare la prova e non accettare di assumere la sua vita. Si vorrebbe ritrovare anche il contatto che si aveva coi nostri cari scomparsi durante la loro vita qui giù. Possiamo essere assicurati che sono vicini a noi, anche quando non ne abbiamo la sensazione.
Gabriella