La pietra filosofale: la sessualità

Publié le par Marie de St Clair

La pietra filosofale: la sessualità
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    Tutto è scritto nell'uomo! Ricordati della leggenda indù che riferisce dell’assemblea dei Dei che si chiedono dove potrebbero nascondere la divinità dell'uomo. Non ti sei mai chiesto perché il simbolo della grand’Opera è rappresentato spesso con scene dell'atto sessuale?

 Troviamo li la descrizione dell'unione tra il Sole e le Lune che simboleggiano le due materie che si uniscono per giungere alla Grande-Opera. Sono lo Zolfo ed il Mercurio. Rappresentano il matrimonio alchimistico del Re e della Regina. Matrimonio che non Può essere senza l'intervento dello spirito Universale spesso simboleggiato da una colomba. Trovi dunque la Luna che si offre alla penetrazione del Sole per creare l'androgino o Rubino alchimistico.... Altrettanti simboli che mostrano la via, mostrando la vita, perché il processo alchimistico non consiste esclusivamente nella trasmutazione del Piombo in oro puro per accumulare lingotti anche se questa operazione può riuscire solamente se il cercatore ha operato prima di tutto questa mutazione in se stesso. La vera Pietra Filosofale si cerca nel più profondo dell'uomo. Deve spiritualizzare suo corpo.

 La Pietra Filosofale si ottiene solamente attraverso due materie, o corpi, di natura sessuale opposta, sotto l'alta fecondazione dello Spiritus Mundi, dello spirito realizzato. Ciò può sembrare sconveniente allo sguardo della morale pudibonda dei cattolici che ha diffuso col passare dei secoli tabù e pudori per tacere la verità ai più;  ma la bibbia stessa ne indica la strada mediante il vangelo di  Giovani... come  è sfuggito ai moralisti....

  Voglio adesso parlarti della sessualità perché, ogni ricerca spirituale conduce il cercatore a confrontarsi un giorno o l'altro alla sua sessualità, percepita spesso come un ostacolo all'evoluzione mentre dovrebbe essere presa come un potenziale di mutazione interiore.

 Esistono due vie che conducono all'alchimia. Una è chiamata via secca; è quella dell'asceta, dell'eremita... e via umida per l'altra. È questa ultima che opera con la sessualità.

 La chiesa cattolica romana si è fissata definitivamente sulla prima via da alcuni secoli, mentre prima accettava le due e, contrariamente ai Santi ed ai Saggi di certe Tradizioni orientali, i Santi cristiani sono fondamentalmente oggi celibi e vivono in una castità assoluta ed esemplare. Questa posizione divenuta un modello di vita, la Terra ha visto gli avvenimenti degli anni 60/70 dove la gioventù, in reazione a questa posizione contro natura, ha decretato la" rivoluzione sessuale." Da allora, sotto pretesto di liberazione, di illuminazione dionisiaca o di Tantrismo , vediamo  spuntare profeti dell'orgia mistica" e della " partouze." Il comportamento umano oscilla tra un rifiuto patologico ed una compiacenza di pretesto esotico... Ma questi due aspetti hanno una base comune che si ricongiunge a nevrosi o ancora ad altri caratteri ossessivi dello stesso tipo che trovano la loro sorgente nei tabù d’ogni genere, nell'assenza di spontaneità e, finiscono con i stessi blocchi. Allora, non resta più che un ammasso di proiezioni mentali, di fantasticherie, di repressioni o ancora di libertinaggi che conducono il cercatore ad un rifiuto di abbordare il lato sacro della sessualità. Il vero problema non è nel giustificare un punto di vista o determinare una posizione pro o contro la sessualità ma di provare ad utilizzare l'energia sessuale in un lavoro di trasformazione, in un processo liberatore della totalità dell'essere. Ancora occorre qui liberarsi della colpevolezza, inerente all'insieme della razza umana, del peccato originale perché, in un autentico avanzamento spirituale, non c'è mai né condanna, né glorificazione e questo è anche vero per la sessualità, qualsiasi sia la pratica adottata. La sessualità è solamente un punto di partenza, una forza interiore. Vale a dire un mezzo d’approfondimento, d’allargamento e di risveglio della coscienza. I problemi ed i conflitti maggiori appaiono solamente quando il" Io" tenta di guidare il gioco di quest’energia cosmica sottomettendolo alle sue motivazioni. La sessualità smette allora di essere una realtà spontanea per imporsi come fattore di avidità, di divisione o di tensione. Diventa allora un labirinto inestricabile, un campo angoscioso dove, tale un tiranno, ci manipola come delle marionette, imprigionandoci ai cicli dell'attrazione e della repulsione.

 

       Non parlerò dei conflitti che generano la sessualità integrata in una società patriarcale ma ammetti con me che tutte queste situazioni sono risibili. L'uomo e la donna formano una realtà indivisibile dove non si può introdurre una qualsiasi scala di valori. Ma il problema è che questa realtà implica una trama di scambi, di comunicazione, d’ascolto... che non forma la maggioranza attuale dell'umanità. Come  potrebbe essere diversamente in una società dove Lilith è stato cancellata, negata e dove Eva appare come tentatrice e seduttrice? ... Immagine molto triste, che gonfia l'uomo di buona coscienza, di vanità! E che ci allontana dal tempo dove la donna potrà abbordare la sua funzione essenziale e riconosciuta di grande iniziatrice... Sebbene si tratta qui di problemi di civiltà che oltrepassano il solo piano individuale, tanto si sono inseriti negli schemi dell'inconscio collettivo.

 

    Esiste tutto un insieme di valori essenziali ed intimi da riscoprire e, è ad un gigantesco lavoro di decondizionamento che devi applicarti se vuoi almeno ritornare alle basi della Masseria dell'inizio del secolo. Per la vostra cultura, la dolcezza, l'apertura di cuore, la disponibilità, l'abnegazione e l'umiltà sono associate ad un'immagine di sottomissione o di debolezza. Immaginati la strada che ti resta da percorrere! !  Qualsiasi sia la base ideologica e culturale, la sessualità si riduce ad un imperativo biologico che s’impregna di tutte le sequenze emozionali della piccola infanzia e dell'adolescenza, dove ogni essere ricerca un genitore opposto mentre dovrebbe cercare questa dualità in sé, fra suo" io" e la sua anima. Perché l'unità non può raggiungersi che nel più profondo di Se.

     E da questa dualità, da questa separazione interna che nascono i conflitti, le divisioni, le sofferenze. Appena “l’Io" incontra il" non io" nasce la dualità e c'è rivalità, paura, bisogno di adeguarsi, angoscia di perdere... L'uomo deve capire che accoppiarsi significa associarsi ma rimanere" due" prima di tendere verso “l’uno" e fondersi....          

Questa nozione di un androgino originario, simbolo dell'unità persa, si ritrova in tutte le Tradizioni.

Publié dans Astrologia personale

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