I concili di Laterano 3 e 4, di Lione l ed II ,di Vienna (1311), Il concilio di Costanza (1414)
Il concilio di Laterano III (1179)
Questo concilio è riunito per risolvere un altro problema di successione. Alla morte di Adrieno IV, la maggioranza vota per Alessandro III, la minoranza per Vittoriano IV. I due candidati cercano degli appoggi. La Francia e l'Inghilterra sono per Alessandro, e la Germania, di Federico Barbarossa, per Vittoriano. Quest’ultimo lo vincerà, sarà sostituito alla sua morte da Pasquale III, poi da Calisto III.
Le discussioni vanno avanti, malgrado alcuni rovesci registrati dall'imperatore Federico. Il trattato di pace,( di Venezia), fra Alessandro III e Federico è firmato. È previsto di riunire un altro concilio che ratificherà la pace.
Il concilio si apre il 5 marzo, il numero di partecipanti è di circa 300. L'assemblea liquida il resto dello scisma e decide che all'avvenire, occorrerà i 2/3 dei suffragi dell'assemblea affinché il papa sia eletto; deciderà ancora di limitare le scorte degli arcivescovi a 40 o 50 cavalli. È anche deciso di vietare ai saraceni ed agli ebrei di possedere al loro servizio schiavi cristiani. È anche a questo concilio, che i Catari sono colpiti d’anatema ed i Valdesi messi sotto sorveglianza.
Il concilio di Laterano IV (1215)
È un vertice della storia per il papato medievale. Il 19 aprile 1213, Innocente III convoca a Roma, per l’anno 1215, un concilio che dovrebbe occuparsi della liberazione della Terra Santa, e della riforma della chiesa Universale. Si conta 412 vescovi e 800 abati e padri, più un numero difficile a determinare di rappresentanti: dei capitoli, i re di Francia, Inghilterra, Ungheria, Federico II, e molte sindaci di città. Si tratta della confessione annua, della comunione pasquale, dei vestiti dei chierici, (né troppo lunghi, né troppo corti, né rosso, né verde, delle orge notturne, dei cani da caccia, i falchi, la chirurgia, ed i annunci di matrimonio (usanza francese resa obbligatoria a tutta la chiesa). L'assemblea si pronuncia su delle eresie minori e prende alcune decisioni d’ordine politico.
Il concilio di Lione I (1245)
È riunito da Innocente IV, a Lione, per regolare il conflitto tra il Papa e Federico, a proposito dei diritti della chiesa, in Italia, (ciò aveva motivato la fuga del papa da Roma. Già, l'imperatore aveva fatto fallire un tentativo di concilio in 1240, sotto Gregorio IX, intercettando i vescovi convocati. Il concilio ha sede nella cattedrale, la partecipazione è debole, 150 vescovi circa che scomunicano Federico II ed approvano una serie di riforme ecclesiastiche, riguardando le diverse procedure in corso. Il concilio di Lione II (1274) Si nota a questo concilio, la riconciliazione della chiesa latina e della chiesa greca. L'imperatore Michele Paleologo quest’unione. Era spinto da ragioni politiche e come gli interessi dell'imperatore corrispondevano alle inspirazioni del Papa, il concilio fu convocato. L'assemblea è aperta il 7 maggio 1274. S’incontrano, oltre i vescovi ed i membri dei capitoli e degli ordini monastici, il re Giovani d’Aragona, dei rappresentanti del re di Francia, di Inghilterra, della Sicilia, una delegazione dell'imperatore Michele Paleologo, e 16 ambasciatori di Abaga, il grande Caravanserraglio dei tartari. Il concilio decide l'unione delle Chiese latine e greche che sarà di corta durata, delle misure per rimediare agli abusi esistenti nelle provviste dei carichi ecclesiastici, e particolarmente la lunga vacanza della sede papale,( l'elezione doveva cominciare, al più tardi, 10 giorni dopo il decesso del papa, in uno spazio chiuso, con un regime severo: pane ed acqua al di là di 5 giorni), il concilio decise anche che una parte dei redditi ecclesiastici sarebbe prelevata, al profitto della Terra Santa.
Il concilio di Vienna (1311) Due uomini dominano questo concilio, Clemente V e Filippo il Bello. Filippo possiede un mezzo di pressione su Clemente V, la minaccia del processo di Bonifacio VIII, predecessore di Clemente. Quest’ultimo schiverà questa faticosa eventualità facendo delle concessioni a proposito dei Templari. I Templari, Ordine di monaco-soldati, si erano fissati come compito, la protezione dei pellegrini in Palestina, e la guardia dei Luoghi Santi. La perdita del San Giovani d’Acro suona il rintocco funebre dell'oggetto proprio della loro fondazione e decide il loro ritorno in Europa. Una buona gestione rende le loro Case prospere e fa dell'ordine, un potere importante. Filippo il Bello cerca di ottenerne la soppressione. I suoi motivi sono principalmente finanziari. Sottomette la domanda al papa, fin dalla sua incoronazione in 1305, e senza aspettare la risposta, va davanti, fa fermare i Templari e confiscare i loro beni il 13 ottobre 1307. Un concilio è convocato dal papa su quest’argomento, ma è respinto in 1310 e 1311 in attesa di notizie supplementari. Dopo tante esitazioni, il papa decide la soppressione, e non la condanna, dell'ordine del Tempio. "Aboliamo, non senza amarezza, e dolore intimo, non in virtù di sentenza giudiziale, ma per modo di decisione od ordinanza apostolica, il suddetto Ordine del Tempio, con l'assenso del Santo Concilio". I beni saranno attribuiti ai Ospedalieri. Questo concilio termina la serie dei concili medievali, l'unione tutta nuova delle Chiese di Roma e di Costantinopoli cesserà in 1378. Ciò suonerà la fine della predominanza del Papa sul concilio che diventerà la più alta istanza della cristianità
L'assemblea si occuperà anche di regolare un differente in seno all'ordine di San Francesco. Voterà una decima, in favore della Terra Santa, ed una serie di misure concernente la situazione dei monaci, verso i vescovi, i procedimenti d’inquisizione e la creazione di cattedre di lingue orientali nelle università.
Il più alto compito di questo concilio è il ristabilimento dell'unità nella chiesa d’Occidente. Alla morte di Gregorio IX che aveva fissato, di nuovo, a Roma, la residenza dei papi, i cardinali eleggono, in aprile 1378, Urbano VI. Cinque mesi più tardi, una parte dei cardinali annulla l'elezione d’Urbano VI, e chiama Clemente VII che si fissa in Avignone. Di nuovo, i due papi cercano dei sostenitori. La Germania, l'Inghilterra e l'Italia inclineranno per Urbano VI, mentre la Francia, la Scozia ed il Portogallo voteranno per Clemente VII. Lo scisma è nato, ed egli si prolunga, perché Urbano VI sarà sostituito da Bonifacio IX, poi da Innocente VII, poi da Gregorio XII. Da canto suo, Clemente è sostituito da Benedetto XIII. Un concilio generale, in 1409, riunisce 600 persone a Pisa di cui un centinaio di vescovi delle due tendenze che depositano Benedetto XIII e Gregorio XII, ed eleggono Alessandro al quale succederà Giovanni XXIII. Nessuno dei papi depositati accettano la decisione, cosi ci sono tre papi in carica. Sigismondo, futuro imperatore della Germania, spinse Giovani XXIII a convocare un concilio a Costanza.