La Realtà della Via (1)

Publié le par Marie de St Clair

L'esistenza in sé stesso ha tre termini: l'Io, l'essere cosciente o Spirito, Dio nell'essere divino. Questo rappresenta egli supremo aspetto della verità, egli mistero delle cose e la vera verità di queste cose.

L'elevazione ed il potere spirituale trasformano i fenomeni e le forme esterne della nostra vita e li rendono più vicini della loro realtà.

È con il potere che è in noi che accendiamo la nostra fiamma ispiratrice... La realtà è sopra cosmica e trascendente... È per ciò che al suo esempio, dobbiamo sforzarci di trascendere il male e la sofferenza per vederli nella loro realtà. La vita ci appare talvolta come una catena di conseguenze, rigorosa... Spesso, nei nostri sogni, la parte intermedia tra la coscienza, la pura incoscienza e le parti subcoscienti progettano queste conseguenze che prendiamo per una realtà... Ma queste stesse conseguenze appaiono irreali quando siamo su un altro piano di coscienza. Perché là, possiamo realizzare queste esperienze passate e possiamo entrare nell'essere universale. A questo momento, cominciamo a vedere gli immagine-simboli, e nient’altro. Ma, attenzione all'interpretazione ed all'illusione della conoscenza. Nello stesso senso diffidiamo anche degli scritti. Sono talvolta solo le" impronte" della conoscenza.

La conoscenza è un'acquisizione progressiva, ponderata. È personale e costruttiva, ci viene dell'interno quando abbiamo saputo ascoltare ma soprattutto sentire. Ascoltare è spesso passivo, mentre sentire è attivo e selettivo. Per parlare, per trasmettere, bisogna sentire nel silenzio. Contiene tutti i suoni, come il nero contiene tutti i colori.... La conoscenza ci dà la fiducia. Deve differenziarsi dalla fede e dalla credenza. La fede è spesso una convinzione non ponderata, un postulato o un dogma. È talvolta distruttiva. Proviene spesso dall'ignoranza, e noi dobbiamo bruciare l'ignoranza... La conoscenza non è saggezza perché per raggiungere la Saggezza, bisogna arrivare ad un'iniziazione elevata.

La saggezza è la realtà, o soffio divino che è l'anima del mondo. È il soffio dell'essere, la parte di magnificenze del tutto potente, il riflesso della luce eterna. C'insegna la disciplina, l'intelligenza, la giustizia e la forza. La trasmissione del messaggio della saggezza si è fatta attraverso tutti i tempi. Ma per capire e trasmettere questo messaggio, noi uomini dobbiamo avere un lato di purezza, un spirito di sacrificio ed un grande spirito di tolleranza. Per chi finge di non capire: l'amore e la conoscenza sono i due aspetti che permettono di accedere alla divinità, "Sofia", la saggezza eterna che fu sempre stata considerata come la sposa divina. Si legge su certi monumenti antichi : IOA, che significa la divinità. È l'eterno femminile che presenta i tre aspetti; la Terra e la Madre, l'aspetto fisico e l'aspetto materia, animata dallo spirito che permette la manifestazione della vita. Il femminile è coesistente all'eterno maschile, dunque alla divinità. Così, la divinità è triplice nella sua unità.

I cristiani l'hanno ben capito poiché recitano sempre l" Ave Maria" tre volte. In certe tribù, in vari paesi, esistono delle statuette che hanno un solo corpo e tre teste che formano la triade divina.

Nello studio dei Sefirot, la Sekina dice ": Nel principio e prima di tutti i secoli sono stata creata e non smetterò di esistere."

Questa frase è ripresa nell'officio della Santa Vergine, l’8 dicembre per l'immacolata Concezione.

Questo è rievocato sul nostro piano dalla fuga musicale. C'è il tema, poi questo stesso tema è spostato con altri ritmi e altre melodie. Sono dei mondi che s’interpenetrano completandosi.   Ad ogni nuovo tema appare un altro mondo che arricchisce l'insieme, come per l'armonia dei sefirot. Ogni sefira ha la propria vita e completa l'altro. Arricchendosi l’un l’altra e completandosi, costituiscono un insieme che forma una via unica. In musica, la fuga ci fa entrare nel campo della realtà interiore dove sentiamo la spirale che è in noi ed la sua rotazione creazionista. Possiede, - come noi - il doppio simbolo con i due sensi del movimento : nascita, rinascita. Sono la polarità e l'equilibrio di due correnti cosmiche contrarie. È anche la rappresentazione del viaggio che compie l'anima del defunto fino alla sua destinazione finale. Affinché questo compimento raggiunga suo scopo, occorre che durante la sua vita fisica l'anima ricerci la sua vita interiore affinché prosegua nella sua vita di disincarnata. Ma l'anima di ciascuno è distinta. Dio è il tutto completo ed assoluto da dove emanano tutte le anime, scintille divine simili che perdono la loro uguaglianza nello svolgimento della vita.  Gli uomini non risplendono tutti  lA stessa intensità di caldo e di luce. È per tutto ciò che il Magister deve guidare il discepolo verso la conoscenza di sé. È un problema di coscienza da entrambi le parti. Bisogna dirigere il discepolo verso l'invisibile affinché diventi più cosciente, affinché acquisisca una nuova acutezza e la padronanza della sua forza.

Non dimenticate che esiste un doppio pericolo; per chi non è pronto a trasmettere, c'è un rischio d’errore, e per chi non è pronto a ricevere, c'è un rischio di squilibrio. Per un magister, dirigere un Masseria è una decisione cosmica. Bisogna superare le apparenze per vedere solamente l'aldilà. Tutto corrisponde e s’incastra nel mondo divino, umano, e naturale per formare solamente un tutto. La nostra anima è la nostra essenza divina. La sua forma cosmica, universale in ogni cosa, ha una potenzialità reale, e è realizzandolo che dobbiamo vivere la nostra vita presente in funzione del futuro. La meditazione che è un'ascensione della coscienza al disopra dei livelli obiettivi e soggettivi, ci aiuta a realizzarlo...

da seguire...

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Publié dans INSEGNAMENTO

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