La Realtà della Via (2)
C'è un eterno contrasto tra le luminosità della coscienza e le forme che l'oscurano. Quando si è intravisto la luce, si è al punto di non ritorno. La luce è una doppia polarità reale, una corrente di proiezione e d’assorbimento. Tutto ciò non si fa senza provare un sentimento di solitudine talvolta, addirittura d’abbandono. Ma la solidarietà umana è una forza vibratoria e dà un'esistenza ad ogni cosa fisica, ci avvicina gli uni agli altri e ci aiuta. Ci occorre riempire il nostro ruolo assegnato dal Signore, e non dimenticare che le anime hanno la loro iniziativa propria. Fanno parte integrante del Signore ma hanno sempre la scelta in ogni avvenimento. Occorre un atteggiamento sottomesso, umile per conoscere e comprendere, per raggiungere la conoscenza di sé e quella del Signore.
Solo la libertà di coscienza può permettere di accederci. Auguriamo che un giorno, questa libertà di coscienza si ritrova da tutti i popoli che cosi potranno parlare non più in vano di fraternità... imparare ad amare tutti gli esseri nella loro diversità invece di combatterli... richiedere ed ammettere anche per gli altri questa libertà di coscienza invece di riservarla solamente a loro stessi. Tuttavia, l'universalità è la conclusione, il risultato concreto, la realizzazione di questa libertà di coscienza. Pensiamo anche, in tanti casi, al riscatto dell'uomo. È un'opera interiore e personale. È per il suo valore spirituale, per la religione del suo cuore e per lo slancio mistico che l'uomo troverà il suo riscatto. Da questo giorno comincerà l'espiazione dei suoi errori nel suo intimo. L'espiazione corporale può essere solamente quella di una giustizia umana imperfetta. Solo la sua sofferenza e la sua sincerità lo porteranno al riscatto che nessuna religione potrà accordargli, anche davanti ad un pentimento sincero. La vostra anima deve passare sopra l'illusione del tempo, dello spazio e d’ogni cosa. Come la goccia di pioggia torna all'acqua, la nostra anima deve tornare alla grand’anima che è al di là d’ ogni cosa. La coscienza profonda dell'uomo può comunicare col Cosmo, la coscienza universale. Nella sua vita quotidiana, l'uomo, dando un'anima agli atti più banali, comunica con la coscienza universale.
Talvolta, abbiamo la nostalgia delle nostre vite anteriori. Vorremmo capire attraverso esse, il nostro presente. Ma non è dato a tutti di rivederli ed è meglio in un senso. Prendiamo ciò che il cielo ci dà senza voler sollevare assolutamente il velo del Passato. Quando abbiamo un contatto coi disincarnati, ci mostrano talvolta alcune delle nostre vite. Quando raggiungiamo un certo livello di realizzazione, ci mostrano la strada percorsa. A noi di capire e di dedurre che sono solamente dopo numerose vite che raggiungeremo il livello di coscienza che segna la fine dello sconforto, della sofferenza delle esistenze materiali. Allora saremo rilasciati della legge del karma.... Ma aspettando, bisogna vivere. Abbiamo sempre presente in mente che per capire e sentire Dio, dobbiamo fare il silenzio in noi, costruire il Tempio in noi, e dobbiamo ritrovare la luce e lo spirito. È la via che conduce obiettivamente alla nostra fusione cosciente nel padre.
Bisogna vivere con la speranza perché i giorni d’amore e di azione si congiungono... Siamo persuasi che il messaggio verrà nel suo tempo.