Dopo la morte (2)
Spesso è un disincarnato che viene a cercare l'anima del morto per guidarla nel suo nuovo stato, per svegliarlo. Questo disincarnato può essere la sua guida o un essere a lui caro, ed è lui che inizia il dialogo con colui che medita.
È soprattutto su chi ha avuto una vita che ha seminato grande sofferenza che bisogna agire. Il passaggio per loro è un vero supplizio, perché si rendono conto in quel momento del male che hanno fatto, spesso irreversibile, irreparabile. La paura istintiva di errare nelle tenebre s’impadronisce di lui. È là che bisogna spiegare a queste povere anime cadute che Dio, essendo amore e misericordia, non li abbandonerà al fuoco eterno, al supplizio eterno. Scapperanno se attraversano il baratro che li separa dal mondo umano e della realtà spirituale. Ma dovranno accettare di subire nelle loro prossime vite prove terribili. Sarà l'espiazione. Occorrerà far loro capire ciò che sia stato realmente la loro vita e che abbiano il desiderio di pagare i loro debiti e di perfezionarsi affinché le loro forze spirituali prevalgono su queste della materia. L'uomo non è mai lasciato solo. Il legame con chi l'avrà amato, malgrado il male che avrà creato, l'aiuterà a trovare la via iniziatica attraverso le sue prove future. Si libererà della dualità" vita-morte." L'intercessione degli uomini gli manderà delle forze e, un giorno lontano, la sua anima potrà raggiungere il soggiorno celeste. Niente è mai definitivamente perso per l'uomo.
Il suicida, al momento della sua morte, vive un malessere e ha l'impressione di essere caduto in un buco nero. A quello, bisogna spiegare che ha commesso un crimine contro di sé perché ha ucciso la vita che Dio aveva messo in lui. Non ha saputo assumere le sue prove. Gli saranno rappresentate nelle sue prossime incarnazioni. Occorre che capisca che un atto, intrinsecamente, sarà giudicato solamente secondo i moventi che l'avranno suscitato.
Per chi è morto di morte violenta ma involontaria, c'è un terribile momento dove l'anima non sa dove si trova. Bisognerà circondarlo di molto amore, spiegargli che la sua morte, il sacrificio della sua vita, spesso, è legata a prove per chi lo amava.
Dialogando con gli scienziati materialisti, dirò: il "tuo spirito ha trattenuto solamente l'aspetto materiale della manifestazione di ciò che può essere dimostrato, e quando sarai dall'altro lato, vedrai che sei stato un essere incompleto, che hai opposto un rifiuto a ciò che ti superava."
Ai religiosi o ai grandi mistici, dirò: "ti sei preoccupato solamente della tua ricerca, della tua fusione spirituale con l'assoluto, senza occuparti sufficientemente dello spirito o della sofferenza dei tuoi fratelli".
Ai filosofi dirò: "hai utilizzato la tua intelligenza affinché la tua forma pensiero si adatti ai tuoi bisogni su un piano, forse molto sottile, ma hai emesso solamente delle dottrine, e tu ha dimenticato la fede." Tutto questo, beninteso, rivolto solamente a chi ha dato prova di settarismo o di egoismo nella via della loro scelta.
Quello che era già nella Gerusalemme Celeste - è il legame del cuore dell'uomo con la sua eternità – non ha lasciato la sua strada da numerose incarnazioni. Partirà sapendo." Incontrerà, alla fine del passaggio, l'illuminazione. Avrà la comprensione e la Luce della Conoscenza. Ha raggiunto un grado d’evoluzione, consapevolmente, sotto il controllo di suo "io" più elevato, ha sviluppato le sue forze psichiche, suo "Io superiore", ciò che farà di lui un vero iniziato.
È molto importante preparare l'anima del morto alla sua entrata nella sua vita futura dell'aldilà.
Spesso il morto porta con lui dei preconcetti, appresi attraverso una religione o attraverso diverse letture senza avere riflettuto sui problemi della vita e della morte. Non si può lasciarlo partire così perché, arrivando da "l'altro lato", lo shock della realtà potrebbe essere troppo forte.
Arriverà un momento in cui il morto supererà il passaggio, e secondo la tradizione ebraica, entrerà nella "Casa di Vita." Dimenticherà il suo involucro carnale... l'uomo viene della polvere, alla polvere tornerà. Avendo superato il passaggio, l'essere vedrà la Luce, così differente della nostra. Sarà la prima iniziazione che farà con l'aiuto di chi sa, il suo primo passo nel mondo spirituale. La sua coscienza cambierà piano. Le sue guide lo faranno progredire. Conoscerà meglio la volontà, l'intelligenza, e soprattutto l'amore-saggezza, perché è dell'amore solo che procede la Conoscenza che permette alle anime di trasformarsi. Se la sua guida lo giudica necessario per il suo sviluppo, gli farà rivivere delle immagini e dei fatti relativi alla Tradizione dall'Egitto, l'Egitto faraonico, iniziatrice di Pitagora e di Platone. Fu l'unica dell'antichità a legare l'idea di Dio a quella di l'immortalità. Gli si mostrerà dei passaggi dell'antichità classica dove nei santuari di Eliopolis, di Memphis e di Tebe, i filosofi, gli artisti o i ricercatori hanno sviluppato il loro scibile. È in Egitto che Mose ha fondato il culto d'Israele. È anche in quest’Egitto che Gesu ha passato la sua infanzia, ed è in questa saggezza egiziana che ha capito i misteri della triade divina, del Dio incarnato che muore e risuscita. Ma, affinché, uomini attuali, siamo reintegrati in Dio, dovrano essere stati iniziati durante numerose incarnazioni per raggiungere la perfezione.
Il Cristo è venuto per" compiere" la legge degli Antichi e per nessun’altro scopo. Bisogna impregnarci dello “spirito" e non della lettera dei insegnamenti dei Profeti, del Cristo, dei Grandi Santi, eccetera.... Per esempio, leggendo l'apocalisse secondo Giovani, il comune dei mortali vede solamente lo svolgimento delle catastrofi invece di capire la sua rivelazione.
da seguire....